Blu di Francia

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Blu di Francia
Coordinate del colore
HEX #318CE7
sRGB1 (r; g; b) (49; 140; 231)
CMYK2 (c; m; y; k) (79; 39; 0; 9)
HSV (h; s; v) (210°; 79%; 91%)
Riferimento
bleu France, su pourpre.com.
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Il blu di Francia (Bleu de France in lingua francese) è una gradazione di blu tradizionalmente usata per rappresentare la Francia.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Una Bugatti Tipo 35C (1926) con livrea blu di Francia

Il blu di Francia è stato usato (come azzurro) nell'araldica della monarchia francese sin dal XII secolo, a cui era associato il giglio dorato[1].

Il colore veniva portato anche dai rami cadetti spostatisi in Italia, e veniva usato per indicare le fazioni filofrancesi. Ad esempio, lo troviamo nello stemma reale di Carlo I di Napoli, ma anche nel campo delle bandiere della Repubblica Amalfitana, che cambiò colori proprio per indicare l'alleanza con Carlo I[2].

Con la Rivoluzione Francese il colore assunse lo status di "colore nazionale" e di "colore della rivoluzione", perché era il colore portato dal Régiment des Gardes françaises, reggimento di fanteria dei Re di Francia che poi abbracciò la causa rivoluzionaria[3]. Il colore si contrapponeva al bianco, colore dei monarchici, che indicava più propriamente la casa reale dei Borbone.

Un ritratto di Luigi XIV di Francia, dove è dominante il blu di Francia

Una versione più chiara dell'antico blu di Francia è usato[4] sulla moderna bandiera della Francia, negli sport individuali come colore delle maglie degli atleti e in campo automobilistico sulle livree delle auto da competizione dei marchi Delage, Bugatti, Talbot, Delahaye, Matra, Panhard, Alpine, Gordini, Peugeot, Ballot, Ligier. Eccezioni sono Citroën e Renault che usano, rispettivamente, il rosso e il bianco e il giallo e il nero.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ L'alba di tutto: L'utopia di un mondo in cui Cristo trionfa, su books.google.it. URL consultato il 20 aprile 2020.
  2. ^ Stemma civico, su Città di Amalfi. URL consultato l'8 settembre 2022.
  3. ^ 40eme regiment infanterie de ligle, su murat.it. URL consultato il 20 aprile 2020.
  4. ^ bleu France, su pourpre.com. URL consultato il 20 aprile 2020.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]