Blu di Prussia

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Blu di Prussia
Coordinate del colore
HEX #003153
RGB1 (r, g, b) (0, 49, 83)
CMYK2 (c, m, y, k) (63, 35, 14, 72)
HSV (h, s, v) (205°, 100%, 43%)
1: normalizzato a [0-255] (byte)
2: normalizzato a [0-100] (%)

Il blu di Prussia (In tedesco Preußisch Blau, noto anche come Blu di Berlino) è un pigmento blu scuro usato nelle vernici e un tempo nei disegni tecnici. Venne scoperto casualmente a Berlino nel 1704 da Diesbach e Dippel.

Caratteristiche[modifica | modifica sorgente]

Ha diversi nomi chimici, tra cui: ferrocianuro ferrico, ferricianuro ferroso, esacianoferrato(II) di ferro(III), esacianoferrato(III) di ferro(II), e esacianoferrato ferrico. Il blu di Prussia è un colore intenso e tende verso il nero o il viola scuro quando viene mischiato con altri colori ad olio.

Il blu di Prussia è stato descritto con 2 forme, la solubile, KFe(II)[Fe(III)(CN)6] e la forma insolubile, Fe(III)4[Fe(II)(CN)6]3·6H2O, il nome deriva da motivazioni storiche più che da connotazioni di solubilità. Keggin e Miles hanno suggerito una struttura cubica a facce centrate nel quale il ferro ad alto spin e il ferrocianuro a basso spin si dispongono in una struttura ottaedrica legati a -NC e -CN unità, rispettivamente con K+ controione sito interstiziale. La forma insolubile descritta da Ludi et al. manca di un quarto di ioni esacianoferrato con il sito dell'azoto occupato invece da un cluster di molecole d'acqua coordinate al sito del Fe(III) con altre molecole d'acqua interstiziali.

Si ottiene per reazione tra il ferrocianuro di potassio e ioni di ferro(III); il colore è talmente intenso e caratteristico da rendere questa reazione adatta per il rilevamento del ferro o dei cianuri.

Il blu di Prussia può essere utilizzato anche da agente chelante e nel trattamento per l'avvelenamento da metalli pesanti. In particolare, viene usato per i pazienti che hanno ingerito cesio o tallio radioattivi (o anche per il tallio non-radioattivo).

Il blu intenso del blu di Prussia è causato dal trasferimento di elettroni da un atomo di ferro ad un altro all'interno della molecola. Viene assorbita luce a 680 nm (rosso), provocando il trasferimento di un elettrone da un atomo di Fe(II) a uno vicino di Fe(III). La luce trasmessa risulta blu.

Nonostante la presenza dello ione di cianuro, il blu di Prussia, come altri ferrocianuri, non è particolarmente tossico a causa del forte legame tra gli ioni di cianuro e di ferro. Comunque, se trattato con acidi forti concentrati può liberare il cianuro in forma di cianuro di idrogeno (più noto come acido cianidrico), che è estremamente tossico.

Impieghi[modifica | modifica sorgente]

Sospeso come colloide in acqua, il blu di Prussia è la base della tintura in blu dei tessuti.

Come "blu degli ingegneri" viene miscelato con un materiale oleoso, e strofinato su una superficie metallica. Questa viene a sua volta strofinata con un'altra superficie, di riscontro, e la rimozione del pigmento indica la posizione dei punti in rilievo. Quindi può essere usato per indicare la regolarità di una superficie o di un supporto.

Joseph Whitworth rese popolare il primo metodo pratico per preparare accuratamente delle superfici piatte negli anni 1830, usando il blu di Prussia e delle tecniche di raschiamento su tre superfici di prova. Fino alla sua introduzione delle tecniche di raschiamento, lo stesso metodo con tre superfici veniva usato con delle tecniche di lucidatura, che davano però risultati meno accurati. Ciò portò ad una esplosione dello sviluppo di strumenti di precisione che usavano queste tecniche per generare superfici piatte come base per l'ulteriore costruzione di forme precise.

Il blu di Prussia può essere miscelato con alcoli metilati per creare una macchia ad essiccazione rapida. Queste macchie vengono usate per le operazioni di marcatura nella lavorazione dei metalli, per trasferire lo schema di lavorazione sul pezzo prima che venga lavorato.

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