Valle d'Aosta

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Valle d'Aosta (IT)
Vallée d'Aoste (FR)
regione a statuto speciale
(IT) Regione Autonoma Valle d'Aosta
(FR) Région Autonome Vallée d'Aoste
Valle d'Aosta (IT) Vallée d'Aoste (FR) – Stemma Valle d'Aosta (IT) Vallée d'Aoste (FR) – Bandiera
(dettagli) (dettagli)
Il castello di Fénis, simbolo della Valle d'Aosta
Il castello di Fénis, simbolo della Valle d'Aosta
Localizzazione
Stato Italia Italia
Amministrazione
Capoluogo Aosta-Stemma.png Aosta
Presidente Augusto Rollandin (Union Valdôtaine) dall'08-07-2013
Lingue ufficiali Italiano, francese
Data di istituzione 1948
Territorio
Coordinate
del capoluogo
45°44′14″N 7°19′14″E / 45.737222°N 7.320556°E45.737222; 7.320556 (Valle d'Aosta (IT)
Vallée d'Aoste (FR)
)
Coordinate: 45°44′14″N 7°19′14″E / 45.737222°N 7.320556°E45.737222; 7.320556 (Valle d'Aosta (IT)
Vallée d'Aoste (FR)
)
Superficie 3 260,90[1] km²
Abitanti 128 591[2] (31-12-2013)
Densità 39,43 ab./km²
Province nessuna[3]
Comuni 74
Regioni confinanti Piemonte, Rodano-Alpi (FR-V), Vallese (CH-VS)
Altre informazioni
Lingue Italiano, francese, francoprovenzale, walser, piemontese
Cod. postale 11100, 11010-11029
Prefisso 0165-0166-0125
Fuso orario UTC+1
ISO 3166-2 IT-23
Codice ISTAT 02, 007
Targa AO
Nome abitanti (IT) valdostani
(FR) Valdôtains
PIL (PPA) 4.184 mln
PIL procapite (PPA) 35.264
Cartografia

Valle d'Aosta (IT) Vallée d'Aoste (FR) – Localizzazione

Sito istituzionale
Carta fisica della regione

La Valle d'Aosta (Vallée d'Aoste in francese, Val d'Outa in francoprovenzale[4], in lingua walser: Augschtalann in Töitschu[5] o Ougstalland in Titsch[6], Val d'Osta in piemontese) è una regione a statuto speciale dell'Italia nord-occidentale con capoluogo Aosta. La Valle d'Aosta fa parte dell'Euroregione Alpi-Mediterraneo.

Confina a nord con la Svizzera (Distretti di Entremont, di Hérens e di Visp nel Canton Vallese), a ovest con la Francia (dipartimenti dell'Alta Savoia e della Savoia, nella regione Rodano-Alpi), a sud e ad est con il Piemonte (province di Torino, Biella e Vercelli).

È la regione più piccola d'Italia con 3.263 km² di superficie e anche quella meno popolata con 128 021 abitanti.

Con un PIL pro capite pari a 35.264 € si piazza seconda nella classifica tra le regioni/province autonome d'Italia[7].

Denominazione[modifica | modifica sorgente]

La regione ha due nomi ufficiali: Regione Autonoma Valle d'Aosta (in italiano) e Région Autonome Vallée d'Aoste (in francese); nei documenti in lingua walser è denominata Augschtalann (versione Töitschu, Issime)[8] o Ougstalland (versione Titsch, Gressoney). Nel dialetto valdostano, appartenente al ceppo linguistico francoprovenzale, è d'uso la dicitura, non ufficiale, Réjón otonomma Val d'Outa (o Réjón otonoma Val d'Outa).

Ufficiosamente viene spesso indicata con il nome Val d'Aosta. Lo stesso fenomeno si osserva in francese, in cui è molto diffusa la dicitura non ufficiale Val d'Aoste.

In piemontese, parlato in bassa valle, la regione si chiama Val d'Osta.

Geografia fisica[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Geografia della Valle d'Aosta.
Veduta della plaine, la piana di Aosta[9], alla confluenza della Dora Baltea e del Buthier

La Valle d'Aosta è la più piccola regione italiana e si trova in mezzo alle Alpi, circondata da quattro dei monti più alti di tutta Italia ed Europa (Monte Bianco, Cervino, Monte Rosa e Gran Paradiso) ed attraversata dalla Dora Baltea, importante affluente di sinistra del fiume Po.

I valichi più importanti sono il Colle del Piccolo San Bernardo e il Colle del Gran San Bernardo, cui corrisponde il traforo omonimo. La parte meridionale del territorio è occupata dal Parco Nazionale del Gran Paradiso (Parc National du Grand-Paradis), istituito nel 1922 per salvaguardare alcune specie di flora e fauna alpina in via d'estinzione come stambecchi, camosci, marmotte ed ermellini.

La conformazione dell'intero territorio regionale è frutto dell'opera delle glaciazioni, che scavarono la valle principale e quelle laterali. Ora i ghiacciai occupano solo le cime più elevate.

Evoluzione demografica[modifica | modifica sorgente]

Clima[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Geografia della Valle d'Aosta#Clima.

Il clima della Valle d'Aosta è tipicamente alpino con inverni rigidi ed estati fresche. Solo la valle centrale, percorsa dalla Dora Baltea, gode di condizioni climatiche più miti. Durante l'inverno cadono abbondanti nevicate, ma durante il resto dell'anno sono generalmente scarse. Per ovviare a questo fatto sono state costruite, fin dall'alto Medioevo, grandi opere di canalizzazione irrigua denominate Rûs (pron. "", anche al plurale) tuttora utilizzate.

La Valle d'Aosta gode di un clima alpino uniforme: essa risente infatti della morfologia del suo territorio interamente montuoso, con valli ricche di boschi, utili a umidificare e rinfrescare il clima.

I fattori morfologici principali sono infatti due: la catena montuosa che si sviluppa in tutta la regione e la grande quantità di ghiacciai e foreste.

Quando d'inverno si forma un'area di bassa pressione su Aosta, la zona intorno a Courmayeur viene investita da un freddo intenso, portatore di pioggia e neve a quote basse, che scende fino a valle, specialmente in alcune aree interne.

L'estate è fresca e piuttosto ventosa.

Nell'entroterra il clima è più rigido, con valori medi invernali molto bassi, specie in alcune valli del versante nord-ovest della regione Valle d'Aosta. Le minime medie di queste località sono comprese tra -10 e -12 °C, i valori minimi stagionali attesi, durante l'inverno, sono attorno ai -15 °C anche se le temperature notturne possono scendere ben al di sotto di questo valore durante i periodi di gelo più intenso; le giornate estive sono molto fresche, e le medie giornaliere durante il trimestre estivo sono condizionate dai ghiacciai e dal vento termica giornaliera e dalle temperature notturne abbastanza fredde.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Storia della Valle d'Aosta.

Fino all'unità d'Italia[modifica | modifica sorgente]

I primi insediamenti umani, rinvenuti nell'area di Saint-Pierre, risalgono al IV millennio a.C. L'area megalitica di Saint-Martin-de-Corléans ad Aosta è un altro rilevante sito archeologico preistorico in regione.

Abitata in origine dai Salassi, la Valle d'Aosta venne conquistata da parte delle truppe romane. Nel 25 a.C. venne fondata Augusta Prætoria Salassorum, l'odierna Aosta. L'arco di Augusto, la Porta Praetoria e le altre porte romane, il foro e il teatro romano, la cinta muraria e le torri sono alcuni tra i numerosi reperti di epoca romana che fanno valere ad Aosta il titolo di "Roma delle Alpi".

Con l'avvento del cristianesimo alla fine del IV secolo Aosta divenne sede vescovile, appartenente dapprima all'arcidiocesi di Vercelli, poi, fino all'VIII secolo, alla chiesa metropolitana di Milano.

In seguito alla caduta dell'Impero romano d'Occidente la Valle d'Aosta in quanto terra di confine conobbe alterne vicende: dapprima dominio ostrogota sotto Teodorico, poi formalmente sotto controllo bizantino (553-563), quindi longobardo tra il 568 e il 575. Dopo la sconfitta dei Longobardi ad opera di Gontrano, fece parte del regno merovingio di Borgogna, in seguito unificato nel regno dei Franchi. Durante l'impero carolingio si sviluppò la Via Francigena, percorso di pellegrinaggio dal nord Europa verso Roma, compiuto valicando il colle del Gran San Bernardo. Saint-Rhémy-en-Bosses, Aosta, Pontey e Pont-Saint-Martin sono delle tappe menzionate da Sigerico di Canterbury nel 990.

Alla morte di Carlo il Grosso nell'888, cui seguì la spartizione dell'impero di Carlo Magno, la valle seguì dapprima le sorti del regno d'Italia, poi verso la metà del secolo X quelle del regno di Borgogna fino al 1032. Come conseguenza si consolidarono i rapporti politici, economici e commerciali verso l'altro versante delle Alpi. Le conseguenze furono evidenti sul piano culturale e linguistico: dal latino si svilupparono i dialetti francoprovenzali analoghi a quelli parlati in Savoia, nel Delfinato e nella Svizzera Romanda e poi la lingua francese.

La torre dei signori di Quart, ad Aosta

Dal 1032 i Savoia entrarono in possesso della Valle d'Aosta, inglobata prima nel Ducato di Savoia e poi nel Regno di Sardegna, e ne mantennero ininterrottamente il controllo, salve brevi parentesi francesi. La prima invasione risale al 1691 ad opera di Luigi XIV, ma la valle rimase sotto il controllo dei Savoia. La seconda invasione francese avvenne nel 1704, durante la guerra di successione spagnola, e durò fino al 1706 con la vittoria sabauda nella battaglia di Torino. La terza invasione avvenne per opera di Napoleone. In seguito alla battaglia di Marengo nel 1800, la Valle venne annessa alla Francia e quindi inglobata nel primo Impero francese, dove costituì l'Arrondissement d'Aoste. In seguito alla definitiva sconfitta di Napoleone, la Valle d'Aosta ritornò sotto il dominio sabaudo nel 1814.[10]

Regno d'Italia[modifica | modifica sorgente]

Il 24 marzo 1860 il Trattato di Torino cedette alla Francia la contea di Nizza e il Ducato di Savoia, mentre la Valle d'Aosta rimase al Regno di Sardegna, unica area di lingua francoprovenzale e cultura francese nel nascituro stato unitario italiano. Il 17 marzo 1861 veniva proclamata l'unità d'Italia.

I valdostani parteciparono alla prima guerra mondiale. Centinaia di profughi, soprattutto bambini, di Trento e Trieste, vennero accolti in valle. I caduti in guerra accertati in base ai dati ministeriali furono 776, stime successive parlarono di un numero di caduti molto superiore, fino alla cifra di 1.557.

Il 30 dicembre 1920 si costituì ad Aosta il primo Fascio di combattimento, alla presenza di Cesare Maria De Vecchi. In seguito all'avvento al potere di Benito Mussolini, venne avviata la politica di italianizzazione. Il Consiglio provinciale scolastico di Torino dispose la soppressione di 268 scuole di villaggio, nell'intento di centralizzare e italianizzare l'educazione valdostana (dopo lunghe trattative furono riaperte 53 scuole di villaggio). Al contempo fu promossa una massiccia industrializzazione, con l'inaugurazione del tunnel ferroviario fra Cogne e Acque Fredde per il trasporto del minerale ferroso delle miniere, la fondazione della Ansaldo-Cogne e della Industrie Lamiere Speciali SPA a Pont-Saint-Martin. Grazie all'immigrazione dal resto d'Italia, la popolazione residente in Valle d'Aosta al censimento del 1931 ammontava a 83.479 abitanti, di cui oltre il 50% nati fuori Valle (in maggioranza provenienti dal Piemonte e dal Veneto).

Nel 1937 iniziò la revisione della toponomastica cittadina ad Aosta, modificando il nome di vie e piazze e nel 1939 venne elaborata una proposta per ridurre alla forma italiana il toponimo dei 74 Comuni valdostani; l'iniziativa venne assunta in polemica contro la Francia, accusata di condurre una campagna antitaliana.

La dichiarazione di guerra alla Francia il 10 giugno 1940, che segnò l'inizio della seconda guerra mondiale per l'Italia, venne accolta dai valdostani "con scarso entusiasmo, anzi con freddezza", secondo le parole questore di Aosta, Vittorio Labbro.

Pochi giorni dopo l'armistizio del 1943 fu organizzata la prima riunione clandestina in cui si gettarono le basi della Resistenza armata. Émile Chanoux, rientrato ad Aosta da Chambéry, dove era fuggito, riprese i contatti con gli antifascisti per fissare le modalità e le finalità della Resistenza valdostana. Intanto si costituivano le istituzioni della Repubblica Sociale Italiana.

Émile Chanoux

Il 18 maggio 1944 Émile Chanoux e Lino Binel, altro esponente della Resistenza valdostana, vennero arrestati. Chanoux morì nella notte, a seguito delle torture subite. Binel venne deportato in Germania. Seguirono diversi scontri fra la Resistenza e i nazifascisti. Fu il periodo di massima espansione della Resistenza valdostana che secondo le stime più attendibili raccolse quasi tremila partigiani. Il 2 maggio 1945 il capo di stato maggiore del Comando generale del 75º corpo d'armata tedesco firmò a Biella la resa delle truppe tedesche e fasciste presenti nelle zone di Biella, Ivrea ed Aosta. La Valle d'Aosta venne interamente liberata ad opera esclusiva del movimento partigiano.

Nel memorandum di Algeri del 1943 la Francia aveva fatto valere le sue rivendicazioni nei confronti dell'Italia, proponendo per la Valle d'Aosta il "rattachement total à la France". Alcuni esponenti della Resistenza valdostana vennero avvicinati dai servizi segreti francesi per sondare le aspirazioni in merito a una possibile annessione alla Francia. Per gli esponenti filo-italiani della Resistenza, maggioritari (tra essi Federico Chabod), fu l'occasione per ribadire l'estraneità della Valle d'Aosta alla storia della Francia e la pericolosità politica ed economica di un'annessione alla nazione più centralista d'Europa e per elaborare il progetto di una originale collocazione istituzionale della Valle d'Aosta all'interno del nuovo Stato italiano che sarebbe sorto alla fine della guerra.

Nel gennaio del 1946 entrò in vigore il Decreto legislativo luogotenenziale del 7 settembre 1945 n. 545, che istituì la circoscrizione della Valle d'Aosta e soppresse la provincia d'Aosta. La Valle d'Aosta venne restituita dal Governo militare alleato all'amministrazione del Governo italiano.[10]

Repubblica italiana[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Protagonisti dell'autonomia valdostana.

Il 30-31 gennaio 1948 l'Assemblea Costituente discusse e approvò il disegno di legge costituzionale concernente lo Statuto Speciale per la Valle d'Aosta. Il 26 febbraio venne promulgato lo Statuto Speciale.

Nel 1981 venne approvato il nuovo "Ordinamento finanziario della Valle d'Aosta". Il provvedimento prevedeva in origine di assegnare alla Regione Autonoma i 7/10 dei tributi riscossi dallo Stato in Valle d'Aosta, ma un emendamento portò a 9/10 la quota spettante alla Regione.[10]

Politica[modifica | modifica sorgente]

Amministrazione[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Sistema politico della Valle d'Aosta.
Sede dell'amministrazione regionale in piazza Albert Deffeyes ad Aosta
Il gonfalone della regione.

La Valle d'Aosta è una regione autonoma a statuto speciale. I suoi organi amministrativi godono di una particolare autonomia dal governo centrale italiano, non soltanto per quanto riguarda la politica e il governo regionale, ma anche in altri ambiti strettamente legati alla vita e all'economia di questa regione montana, in particolare la gestione dell'agricoltura, dell'artigianato e del turismo, l'assistenza e beneficenza pubblica e le scuole materne.

Organi politici[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Consiglio regionale della Valle d'Aosta e Presidenti della Valle d'Aosta.

Il consiglio regionale della Valle d'Aosta (Conseil de la Vallée d'Aoste) consta di 35 membri. Essi eleggono il presidente della giunta regionale, che a differenza delle altre regioni italiane non è eletto direttamente dai cittadini. Presidente in carica è Augusto Rollandin, dell'Union valdôtaine. La politica valdostana viene dominata infatti dai partiti regionali, mentre i partiti nazionali hanno scarsa rilevanza.

In seguito alle ultime elezioni regionali del 2013 la maggioranza di governo è formata da 13 consiglieri dell'Union valdôtaine e 5 della Stella Alpina, in associazione con la Lega Nord. L'opposizione è formata da 7 consiglieri dell'Union Valdôtaine Progressiste, nata da una scissione dall'Union valdôtaine, 5 membri di Autonomie Liberté Participation Écologie, 3 membri del Partito democratico e 2 eletti del Movimento 5 Stelle.

Partiti    voti       voti (%)[11]      seggi     differ.[12]  
Union Valdôtaine 24.121 33,47% 13 Red Arrow Down.svg 4
Stella Alpina - Lega Nord 8.824 12,25% 5 Green Arrow Up.svg 1
Fédération Autonomiste 1.572 2,18% 0 Red Arrow Down.svg 2
Coalizione Vallée d'Aoste 34.517 47,90% 18 Red Arrow Down.svg 5
Union Valdôtaine Progressiste 13.843 19,21% 7 Green Arrow Up.svg 7
Autonomie Liberté Participation Écologie 8.943 12,41% 5 Straight Line Steady.svg
Partito Democratico 6.401 8,88% 3 Straight Line Steady.svg
Coalizione Autonomie Liberté Démocratie 29.187 40,50% 15 Green Arrow Up.svg 7
Movimento 5 Stelle 4.773 6,52% 2 Green Arrow Up.svg 2
Il Popolo della Libertà 2.961 4,21% 0 Red Arrow Down.svg 4
LeAli 622 0,86% 0 Straight Line Steady.svg
Totale 72.060 100% 35 =

Suddivisione amministrativa[modifica | modifica sorgente]

La regione autonoma Valle d'Aosta non è suddivisa in province. Essa è suddivisa in 74 comuni, tra i quali Aosta è il più popolato. Tranne Aosta, i comuni sono organizzati in 8 comunità montane.

Comuni[modifica | modifica sorgente]

Appartengono alla Valle d'Aosta i seguenti 74 comuni:

Comuni più popolosi[modifica | modifica sorgente]

I comuni valdostani più popolosi sono:

Posizione Stemma Città Popolazione
(ab)
Altitudine
(m.s.l.m.)
Superficie
(km²)
Aosta-Stemma.png Aosta 34.741 583 21,39
Sarre-Stemma.png Sarre 4.923 631 28,28
Châtillon (Italia)-Stemma.png Châtillon 4.874 549 39,68
Saint-Vincent-Stemma.png Saint-Vincent 4.675 575 20,57
Pont-Saint-Martin-Stemma.png Pont-Saint-Martin 3.997 345 6,92
Quart-Stemma.png Quart 3.958 535 62,05
Saint-Christophe-Stemma.png Saint-Christophe 3.338 619 14,74
Gressan-Stemma.png Gressan 3.373 626 25,30
Saint-Pierre-Stemma.png Saint-Pierre 3.144 731 26,18
10º Nus-Stemma.png Nus 2.944 529 57,36

Comunità montane[modifica | modifica sorgente]

Sede della comunità montana Évançon, Verrès
Comunità montana Capoluogo
Comunità Montana Evançon Verrès
Comunità Montana Grand Paradis Villeneuve
Comunità Montana Grand Combin Gignod
Comunità Montana Mont Emilius Quart
Comunità Montana Monte Cervino Châtillon
Comunità Montana Mont-Rose Pont-Saint-Martin
Comunità Montana Valdigne Mont Blanc La Salle
Comunità Montana Walser Alta Valle del Lys Issime

Simboli della Regione[modifica | modifica sorgente]

La Regione Autonoma Valle d'Aosta è rappresentata[13] da:

  1. Uno stemma araldico
  2. Un gonfalone
  3. Una bandiera
  4. Un inno (Montagnes Valdôtaines)

Stemma[modifica | modifica sorgente]

Lo stemma della Regione Autonoma Valle d'Aosta è così blasonato: Di nero, al leone d'argento armato e linguato di rosso. Timbrato da una corona di regione[14]. È stato aggiunto, forse per un'errata interpretazione delle cuciture di tenuta, un bordino dorato. Dal 1947 lo stemma caratterizza anche tutte le targhe automobilistiche dei veicoli immatricolati in Valle d'Aosta.

Bandiera[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Bandiera della Valle d'Aosta.

Essa è un drappo di tessuto spesso (anche se non si sa di preciso il perché) e di lana (una ragione plausibile è la maggiore resistenza della lana al freddo valdostano). È di forma rettangolare con due colonne di ugual misura, colorate di nero quella a sinistra e di rosso quella a destra.

Onorificenze[modifica | modifica sorgente]

L'allora Provincia di Aosta[15] è tra le istituzioni (vedere: Città decorate al Valor Militare per la Guerra di Liberazione) insignite della Medaglia d'Oro al Valor Militare per la sua attività nella lotta partigiana durante la Seconda guerra mondiale.[16]

Medaglia d'oro al valor militare - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia d'oro al valor militare
«Fiera di tradizioni guerriere e di libertà, la Valle d'Aosta, con perizia di Capi, valore di combattenti, passione e sacrificio del suo popolo prode, combatteva per venti mesi la dura guerra partigiana contro l'occupazione nazifascista. Migliaia di partigiani e patrioti di agguerrite formazioni, compagine cospicua in rapporto alla popolazione, a interdizione ed insidia di importanti comunicazioni operative dell'occupante, rinnovava ai valichi di frontiera, sulle crinali e nelle convalli nell'epopea del Risorgimento, infliggendo al nemico ingenti perdite e oneroso logorio di forze. Olocausto di martiri; sacrificio di centinaia di caduti in armi in Patria e all'estero e di trucidati, di migliaia di internati e deportati; sanguinoso travaglio di centinaia di combattenti e innumere altre azioni di guerra; lutti e distruzioni riconsegnano più fulgidi alla Storia d'Italia l'antico valore alpino e le congiunte virtù militari e civili, con cui la gente valdostana conquistava, con le patrie libertà, la premessa a nuove libere istituzioni della sua vita pubblica e difendeva, per la Patria comune, il diritto ai sacri italici confini.»
— Valle d'Aosta, settembre 1943 - aprile 1945

Conferita il 11/10/2010:

Medaglia al merito di I classe della Protezione Civile - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia al merito di I classe della Protezione Civile
«Per la partecipazione all'evento sismico del 6 aprile 2009 in Abruzzo, in ragione dello straordinario contributo reso con l'impiego di risorse umane e strumentali per il superamento dell'emergenza.»
— D.P.C.M. 11 ottobre 2010, ai sensi del ai sensi dell'art.5, comma 5, del decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 19 dicembre 2008.

Società[modifica | modifica sorgente]

Evoluzione demografica[modifica | modifica sorgente]

(FR)
« Il y a des peuples qui sont comme des flambeaux, ils sont faits pour éclairer le monde; en général ils ne sont pas de grands peuples par le nombre, ils le sont parce qu'ils portent en eux la vérité et l'avenir. »
(IT)
« Ci sono dei popoli che sono come delle fiaccole, sono fatti per illuminare il mondo; in generale non sono grandi popoli per numero, ma perché portano in essi la verità e il futuro. »
(Émile Chanoux, 1944, frase adottata come motto dal Consiglio della Valle, riportata sulla parete principale dell'aula[17].)
Casa tipica valdostana a Crétaz (pron. Créta), frazione di Valtournenche.

La Valle d'Aosta ha una popolazione di 128.000 abitanti circa. Vista la natura montuosa del territorio, risulta essere non solo la regione meno popolata d'Italia, ma anche quella con minore densità di popolazione. Infatti ci sono solo 38 abitanti per km². La distribuzione degli abitanti è assai irregolare: più di un terzo si concentra nella plaine, la piana di Aosta, e nei comuni limitrofi. Buona parte della popolazione abita nei maggiori centri della media e bassa valle, mentre le valli minori si sono notevolmente spopolate, eccetto i centri turistici principali.

Data la comunanza linguistica, la Valle d'Aosta è stata storicamente terra di emigrazione verso la Francia, specialmente a Parigi (il comune dell'area parigina di Levallois-Perret conta ancora oggi una nutrita comunità di emigrati valdostani) e la Svizzera romanda (soprattutto a Ginevra). Con la comunità degli emigrati di Levallois-Perret si sono mantenuti forti legami, anche grazie alla creazione di un ente regionale di rappresentanza a Parigi (la "Maison du Val d'Aoste"[18], che ha sostituito l'ex "Espace Vallée d'Aoste"), alla "Rencontre des émigrés" ("Incontro degli emigrati"), organizzata ogni anno da un comune valdostano diverso, e all'albero di Natale della comunità valdostana a Levallois-Perret.

A partire dagli anni venti iniziò l'immigrazione dal resto d'Italia, in concomitanza con l'installazione dell'industria siderurgica Cogne ad Aosta e con lo sfruttamento intensivo delle miniere di ferro a Cogne e di carbone a La Thuile. La politica di italianizzazione voluta dal governo fascista favorì l'emigrazione in particolare di numerosi piemontesi, veneti e calabresi (originari soprattutto di San Giorgio Morgeto), dal secondo dopoguerra sino agli anni settanta.

La Valle d'Aosta attrae oggi un consistente flusso di extracomunitari, specialmente Magrebini, favoriti dalla conoscenza del francese, impiegati soprattutto nella pastorizia[19].

Al censimento del 2011 si contavano 8.712 stranieri, pari al 6,8 % della popolazione.[20]

Nel 2006 i nati vivi sono stati 1.250 (10,0‰), i morti 1.242 (10,0‰), con un incremento pressoché nullo (appena 8 unità). Le famiglie contano in media 2,2 componenti, mentre la nuzialità nel 2005 era di 3,4 matrimoni ogni mille abitanti, dei quali il 61,8% si è svolto con rito religioso.

Cognomi[modifica | modifica sorgente]

Favre e Cerise sono i cognomi più diffusi in Valle d'Aosta, seguono Bionaz, Vuillermoz, Blanc, Rosset, Perron e Pession[21].

Abitanti censiti

Etnie e minoranze straniere[modifica | modifica sorgente]

Al 1º gennaio 2011 i cittadini stranieri residenti in regione sono 8.712. I gruppi più numerosi in rapporto percentuale su tutta la popolazione residente sono quelli di:

fonte Istat

Lingue e dialetti[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Lingue della Valle d'Aosta.
Carta d'identità bilingue italiano-francese

La lingua autoctona della Valle d'Aosta è il francoprovenzale nella sua varietà dialettale valdostana, la lingua più diffusa, invece, è oggi l'italiano. Ampiamente conosciuto è il francese, in quanto gode del rango di lingua co-ufficiale nella regione, anche se negli usi effettivi della comunità parlante valdostana il suo ruolo è marginale.[22]

A Issime, Gressoney-La-Trinité e Gressoney-Saint-Jean si parla il walser, ufficialmente riconosciuto.

Il piemontese è capito e parlato attivamente nella bassa valle, grossomodo tra Châtillon e Pont-Saint-Martin in virtù dei rapporti commerciali storici con il Canavese, oltre che per la vicinanza geografica.

Cartello bilingue italiano-francese alla stazione di Aosta.

Il sondaggio della fondazione Chanoux, effettuato su 7.500 questionari nel 2001, ha fatto emergere la dominanza dell'italiano in tutti i contesti, l'uso del francese in ambiti istituzionali e la stabilità del francoprovenzale (patois) nella comunicazione intra-familiare (soprattutto nelle zone rurali).[23]

Lingue materne in Valle d'Aosta[24]
Lingua materna percentuale
italiano
  
71,50%
francoprovenzale
  
16,20%
francese
  
0,99%

La stragrande maggioranza degli intervistati ha indicato l'italiano come lingua materna. Intervistato sulle proprie conoscenze linguistiche, il 96,01% ha dichiarato di conoscere l'italiano, il 75,41% di conoscere il francese, il 55,77% il patois valdostano e il 50,53% le tre lingue.[25]

Lingue conosciute in Valle d'Aosta[25]
Lingua conosciuta percentuale
italiano
  
96,01%
francoprovenzale
  
55,77%
francese
  
75,41%

Francese[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Segnaletica bilingue#Valle d'Aosta.
Diffusione del francese in Europa.

Il francese divenne lingua ufficiale della Valle d'Aosta con la promulgazione dell'Editto di Rivoli da parte di Emanuele Filiberto I il 22 settembre 1561[26]. In Valle d'Aosta si sviluppò da allora un bilinguismo francese-francoprovenzale: la prima lingua era quella dell'amministrazione e della Chiesa, mentre la seconda quella del popolo, frammentata in una moltitudine di dialetti. Un simile fenomeno si riscontra anche nei territori d'oltralpe che insieme alla Valle d'Aosta avevano costituito il Regno di Borgogna (Savoia, Svizzera romanda e altri territori a nord-ovest). Il bilinguismo francese e francoprovenzale continuò immutato fino al 1861 quando, con l'Unità d'Italia e la cessione della Savoia alla Francia, la Valle d'Aosta si ritrovò a essere l'unica regione francofona del regno d'Italia.

Durante il periodo fascista fu proibito l'uso del francese e avviato un processo forzato di italianizzazione, con l'immigrazione in massa di forza lavoro da tutte le regioni italiane. Dopo la seconda guerra mondiale le cose cambiarono in maniera sensibile. Il 26 febbraio 1948 la Valle d'Aosta fu costituita in Regione Autonoma a Statuto Speciale, ottenendo l'ufficializzazione del bilinguismo Italiano-francese e la soppressione dei toponimi in italiano imposti dal regime fascista. La politica di bilinguismo perfetto applicata in Valle d'Aosta prevede l'insegnamento parificato delle lingue italiana e francese a tutti i livelli, confermato dalla legge regionale n. 53 del 1994.

Di fatto la lingua predominante in Valle d'Aosta è quasi sempre l'italiano, anche se in limitati ambiti, come la toponomastica, è preponderante il francese. I nomi dei comuni e delle frazioni sono unicamente in francese a eccezione di Aosta, che ha il nome ufficiale in doppia lingua (Aosta/Aoste), mentre nei comuni di Gressoney-Saint-Jean e di Gressoney-La-Trinité i toponimi sono in Titsch e in tedesco standard (questi ultimi non ufficiali) e nel comune di Issime è presente una toponomastica bilingue francese/Töitschu. La segnaletica stradale, autostradale e cittadina è espressa sia in lingua italiana sia francese, con l'aggiunta del tedesco nelle aree walser.

I programmi regionali della RAI vanno in onda in italiano e francese senza sottotitoli, anche se pure qui domina nettamente la lingua italiana: il telegiornale regionale della Valle d'Aosta e i notiziari radiofonici regionali sono realizzati in lingua italiana e francese per un totale di circa 380 ore di tv e 150 di radio all'anno, di cui appena 26 ore tv e 32 di radio in lingua francese.[27]

La Valle d'Aosta è membro dell'Association internationale des régions francophones (Associazione Internazionale delle Regioni Francofone - AIRF)[28].

Francoprovenzale (Patois valdôtain)[modifica | modifica sorgente]

Diffusione del francoprovenzale: Colore blu: Protetto, Colore azzurro: Zona storica, Colore azzurro chiaro: zona di transizione.

Il francoprovenzale costituisce uno strumento di comunicazione attiva in Valle d'Aosta, nella sua variante locale, dov'è conosciuto e parlato dalla maggior parte della popolazione e gode di tutela.

Le altre aree in cui storicamente questo idioma si è sviluppato, denominate "arpitane", sono le valli arpitane piemontesi in Italia, quasi tutta la Svizzera romanda e in Francia la regione Rodano-Alpi e le antiche province del Delfinato e del Forez. Altre isole linguistiche italiane sono Faeto e Celle San Vito in provincia di Foggia.

Il francoprovenzale è riconosciuto lingua minoritaria dallo stato italiano secondo la legge 482 del 1999. La regione ha istituito il Bureau régional pour l'ethnologie et la linguistique (BREL), che sviluppa e coordina le ricerche etnografiche e linguistiche in Valle d'Aosta. Il Centre d'études francoprovençales René Willien (CEFP), che trae il suo nome dallo scrittore valdostano René Willien, si occupa in particolare dello studio della lingua francoprovenzale.

Walser (Titsch e Töitschu)[modifica | modifica sorgente]

Indicazioni stradali bilingui (francese-Töitschu)

I walser che abitano l'alta Valle del Lys provengono dal Vallese (Svizzera), da dove sono arrivati nel XII e il XIII secolo chiamati a colonizzare terre dai feudatari valdostani della bassa valle, la famiglia Vallaise. I contatti con la terra di origine non si interuppero mai, inoltre casa Savoia, con Margherita di Savoia si interessò alla cultura della Valle del Lys walser, dato che la dinastia sabauda aveva anche un castello a Gressoney-Saint-Jean.

Il dialetto walser è parlato in 3 comuni della Valle del Lys (Issime, Gressoney-Saint-Jean e Gressoney-La-Trinité), negli anni settanta era utilizzato dal 54% della popolazione complessiva dei due Gressoney. È protetto dalla legge 482 del 1999 e dalla legge regionale n.47 del 1998. Dal 2001 anche lo statuto speciale riconosce anche i diritti dei walser. L'articolo 40 bis dello Statuto Speciale della Valle d'Aosta del 31 gennaio 2001 recita:

« Le popolazioni di lingua tedesca dei comuni della Valle del Lys individuati con legge regionale hanno diritto alla salvaguardia delle proprie caratteristiche e tradizioni linguistiche. Alle popolazioni di cui al primo comma è garantito l'insegnamento della lingua tedesca nelle scuole attraverso opportuni insegnamenti alle necessità locali. »

La lingua walser, nelle due varianti locali Titsch (a Gressoney) e Töitschu (a Issime), viene insegnata nelle scuole dei 3 comuni accanto al tedesco, al francese e all'italiano.

Due associazioni culturali sono attive all'interno della Comunità Montana Walser Alta Valle del Lys per la salvaguardia della cultura walser: il Walser Kulturzentrum (Centro culturale walser) di Gressoney-Saint-Jean e l'Associazione Augusta di Issime, che organizzano inoltre corsi rispettivamente di Titsch e Töitschu.

Religione[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Diocesi di Aosta.
Cattedrale di Aosta

La maggioranza della popolazione è di religione cattolica romana. La messa viene celebrata in lingua italiana (ma vi sono anche servizi in francese), mentre in occasione della ricorrente Fête internationale des patois[29] la celebrazione avviene anche in patois valdostano.

La più antica chiesa cristiana non cattolico-romana è quella valdese, presente da più di 150 anni, a partire dall'Editto di Carlo Alberto del 16 febbraio 1848, che concesse ai valdesi i diritti civili e politici. Altre chiese protestanti o evangeliche sono presenti in Valle e in Aosta: la Chiesa cristiana Avventista del Settimo giorno, la Chiesa dei Fratelli, la Chiesa Pentecostale (Assemblee di Dio in Italia).

Con l'immigrazione, specialmente dalla Romania, sono giunte anche persone di fede cristiano-ortodossa.

La parte più rilevante delle fedi non cristiane è costituita dagli islamici magrebini.

Economia[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Economia della Valle d'Aosta.
La telecabina Cime Bianche e, sullo sfondo, il Cervino

L'economia della Valle d'Aosta si basa soprattutto sul settore terziario, in particolare sul turismo. Il turismo in estate è di villeggiatura, in maggior parte di agriturismo, mentre in inverno è soprattutto sportivo. I comprensori sciistici principali della Valle sono Monterosa Ski, situato in gran parte in regione, e Matterhorn Ski Paradise tra Valtournenche, Breuil-Cervinia e Zermatt in Svizzera (Matterhorn è il Monte Cervino in tedesco). Courmayeur e Champoluc sono altri centri storici dell'alpinismo valdostano.

Grazie all'autonomia conferita dallo statuto speciale la mano pubblica, che amministra le ingenti risorse finanziarie regionali, gioca un ruolo di primaria importanza nell'economia valdostana.

Le industrie sono concentrate nella bassa valle (tra Verrès-Champdepraz e Pont-Saint-Martin) e sono spesso di piccole-medie dimensioni. Sono attive nei settori tessili, edilizio, della meccanica, del legno e della carta. Ad Aosta si trova inoltre un'importante impresa siderurgica, la Cogne Acciai Speciali.

Modesto invece l'apporto dell'agricoltura e dell'allevamento all'economia regionale. Si coltivano patate, mele, viti, orzo e si allevano bovini.

Trasporti[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Trasporti della Valle d'Aosta.
Segnaletica bilingue italiano-francese, Villefranche de Quart

Il territorio regionale è interamente montuoso; gli assi stradali principali sorgono dunque in valle: sono la strada statale 26 della Valle d'Aosta e l'autostrada A5 (Torino-Aosta-Traforo del Monte Bianco). Il Traforo del Monte Bianco unisce Courmayeur a Chamonix, in Francia. Il Colle del Gran San Bernardo unisce la Valle d'Aosta con Martigny in Svizzera, mentre il Colle del Piccolo San Bernardo collega il vallone di La Thuile con la Val d'Isère in Francia.

La direttrice ferroviaria principale è la linea Aosta-Ivrea-Chivasso-Torino, l'altra linea, interamente in territorio valdostano, è la Aosta-Pré-Saint-Didier. Vi sono inoltre due linee ferroviarie dismesse, la Ferrovia Cogne-Acque Fredde, in esercizio dal 1921 al 1979, e la Ferrovia La Thuile-Arpy (1927-1961).

L'unico aeroporto della regione è l'aeroporto regionale "Corrado Gex", a Saint-Christophe.

Arte e Cultura[modifica | modifica sorgente]

Monumenti e luoghi di interesse[modifica | modifica sorgente]

Castelli[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Castelli in Valle d'Aosta.

I castelli in Valle d'Aosta sono numerosi. Quasi ogni paese aveva il suo castello. Di alcuni restano solo rovine; altri invece sono ben conservati e sono attrazioni turistiche. Il castello più conosciuto è quello di Fénis. Tra i maggiori castelli, il primo che si incontra risalendo la valle è quello di Bard, superata la città di Aosta, per ultimo si incontra quello di Saint-Pierre.

Storicamente i castelli hanno subito un'evoluzione. All'inizio avevano prevalentemente uno scopo difensivo (così si presentano le Torri dell'inizio del secondo millennio). In epoche successive, essi concorsero per lo più a dimostrare la potenza e ricchezza del proprietario: con queste caratteristiche si presentano il castello di Fénis e quello di Issogne. Nel XIX secolo, il castello diventa un ricordo celebrativo di glorie antiche (così si presenta il Castello Savoia).

Musei[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Musei della Valle d'Aosta.

Oltre ad ospitare numerosi castelli la Valle d'Aosta è una regione ricca di musei, dai piccoli musei comunali dislocati sul territorio regionali ai poli museali di maggiore rilevanza. Tra i musei più apprezzati per la loro collocazione, il patrimonio esposto e l'operato culturale vanno segnalati:

Architetture religiose[modifica | modifica sorgente]

I santuari sparsi per la valle testimoniano la fede dei valdostani trasmessa per secoli:

Media[modifica | modifica sorgente]

Stampa[modifica | modifica sorgente]

Il quotidiano nazionale La Stampa ha una sua redazione locale. Inoltre Il Sole 24 Ore Nord Ovest, distribuito oltre che in Valle anche in Piemonte e Liguria, propone mezza pagina dedicata alla regione autonoma una volta alla settimana.

Esistono inoltre numerosi quotidiani online e portali d'informazione dedicati alla Valle (quasi esclusivamente in lingua italiana):

  • AostaOggi.it[30];
  • AostaSera.it[31];
  • 12vda.it[32] (che gestisce anche la prima radio on line della Valle d'Aosta);
  • Valledastaglocal.it[33].

Sono anche presenti alcuni settimanali, con rari servizi in francese:

Oltre ai periodici sopra elencati ve ne sono altri, organi di movimenti politici o culturali. Le peuple valdôtain, esclusivamente in lingua francese, è il settimanale politico dell'Union Valdôtaine. Alpe è un periodico mensile bilingue, organo dell'omonimo movimento politico. Lo Flambò - Le Flambeau è un periodico quadrimestrale in lingua francese ed in patois valdostano, organo del Comité des traditions valdôtaines. Il Messager valdôtain è il periodico annuale per antonomasia di cultura tradizionale valdostana (edito in francese, italiano, patois e walser).

La Valle d'Aosta è membro[34] de l'Union internationale de la presse francophone (UPF - Unione internazionale della stampa francofona) come regione, caso unico al mondo in quanto lo Stato italiano non vi partecipa.

Televisioni e radio[modifica | modifica sorgente]

Esiste una sede regionale della RAI che diffonde un TG regionale unico con notizie prevalentemente in italiano e in misura minore francese (spesso servizi inviati dalla redazione di France 3 della regione Rhône-Alpes riguardanti eventi o argomenti relativi ai dipartimenti francesi limitrofi) e patois valdostano. I programmi in francese o patois vanno in onda senza sottotitoli o doppiaggio, in virtù del bilinguismo totale vigente in Valle d'Aosta. Si tratta di un caso unico nel panorama delle minoranze linguistiche d'Italia, legato alla politica d'istruzione vigente, atta a non separare la società valdostana in comunità linguistiche. Il monitoraggio dei TGR e dei programmi informativi RAI nel periodo settembre-novembre 2011, operato dal Comitato Regionale per le Comunicazioni Valle d'Aosta, ha rilevato la composizione linguistica dei programmi: prevale nettamente la lingua italiana (83% della programmazione), seguita a larga distanza dal francese (10%) e dal patois (7%).[35]

Sul territorio sono presenti anche due TV private, Studionord Tv (Sediv SpA) e Rete Saint-Vincent (Video Record SpA). Quest'ultima ha creato un nuovo canale di sola informazione denominato Aujourd'hui Vallée. Attraverso un'apposita convenzione con la Presidenza del Consiglio Regionale, Aujourd'hui Vallée trasmette in diretta anche le sedute del Consiglio Regionale.

Dalla Svizzera romanda e dalla Francia si ricevono due canali televisivi (RTS Un e France 2 rispettivamente), gratuitamente in base ad accordi internazionali siglati all'indomani del secondo conflitto mondiale, oltre ai canali francofoni internazionali TV5MONDE e France 24.

La Valle d'Aosta è passata al digitale terrestre nel settembre del 2009.

Cucina[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Cucina valdostana e Prodotti agroalimentari tradizionali valdostani.
Fontina valdostana

Tra i piatti della cucina valdostana si ricordano la soupe à la valpelleneintse (patate, cavoli lessati, fontina e brodo di carne, al forno), la carbonade (a base di carne bovina), il blanc-manger (dolce a base di panna, zucchero e vaniglia).

Tipico prodotto agroalimentare è la fontina valdostana.

Persone legate alla Valle d'Aosta[modifica | modifica sorgente]

Anselmo d'Aosta (noto anche come Anselmo di Canterbury, dalla città dove divenne arcivescovo) è stato un teologo, filosofo, monaco e arcivescovo cattolico, considerato tra i massimi esponenti del pensiero medievale di area cristiana. Anselmo è noto soprattutto per i suoi argomenti per la dimostrazione dell'esistenza di Dio; specialmente il suo cosiddetto argomento ontologico ebbe una significativa influenza su gran parte della filosofia successiva.

Innocenzo Manzetti è stato un precursore dell'invenzione del telefono, che studiò e perfezionò tra il 1843 e il 1865 pur non brevettandolo.[36].

Il critico Natalino Sapegno, tra i maggiori studiosi del Trecento letterario italiano, nacque ad Aosta, dove frequentò il liceo classico di Aosta (allora nominato "Principe di Napoli", ora "XXVI Febbraio").

Anche il conduttore televisivo Piero Chiambretti è nativo di Aosta.

Sport[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Sport in Valle d'Aosta.
Il cartello all'ingresso dell'area verde per gli sport tradizionali di Brissogne gestita dalla Federaxon Esport de Nohtra Tera (F.E.N.T.)

Oltre agli sport convenzionali, si praticano gli sport tradizionali valdostani, promossi dalla Federaxon Esport de Nohtra Tera:

  • il fiolet: una pallina ovoidale posta su un sasso alto circa 20 cm viene colpita due volte dal giocatore con un bastone, prima per farla balzare in aria e subito dopo al volo per mandarla il più lontano possibile;
  • il palet valdostano è una delle tante varianti del gioco delle piastrelle, diffuso a livello europeo fin dall'antichità; gioco di precisione, si gioca lanciando un disco verso un boccino;
  • la rebatta si gioca a squadre o nei campionati individuali: scopo del gioco è quello lanciare la pallina il più lontano possibile colpendola con una mazza;
  • lo tsan è un antico e popolare sport di squadra che ricorda vagamente il baseball e l'oina romena.


Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ ISTAT - Superficie dei comuni, province e regioni al Censimento 2011
  2. ^ Dato ISTAT al 31-12-2013
  3. ^ La Valle d'Aosta non ha province. Aosta, che fu capoluogo dell'omonima provincia dal 1927 al 1945, è dal 1948 solo capoluogo di regione.
  4. ^ Réjón otonoma Val d'Ousta Asséssorà de l'éducachón é de la queulteua - Regione autonoma Valle d'Aosta Assessorato Istruzione e Cultura: Patoué eun Val d'Outa - Guetset leungueusteucco Lo gnalèi - Francoprovensal Vda
  5. ^ Comune di Issime: Guida turistica Eischeme-Issime. Finito di stampare nel mese di luglio 2010 dalla tipografia Duc di Saint-Christophe.
  6. ^ Regione Autonoma Valle d’Aosta – Sovrintendenza agli Studi – Ufficio Supporto all'autonomia scolastica, WELLKOMMEN D’SCHUEL EN ITALIEN ON EM OUGSTALLAND GUIDA FORMATIVA FER D’ELTRE
  7. ^ Pil pro capite regioni italiane, dati Istat 2011
  8. ^ Regione Autonoma Valle d’Aosta – Sovrintendenza agli Studi – Ufficio Supporto all’autonomia scolastica, WOLGCHEEMNI D’SCHUL IM MINGERLANN UN IM AUGSCHTALANN VÜR DAM ATTE UN DAR EJU
  9. ^ Regione comprendente i comuni di Aosta, Charvensod, Quart, Saint-Christophe, Brissogne, Sarre e Pollein.
  10. ^ a b c Fatti storici tratti dal sito: http://www.storiavda.it/crono.htm. Direttore: Marco Cuaz
  11. ^ ELEZIONI REGIONALI 2013, Regione Autonoma Valle d'Aosta, 28 maggio 2013. URL consultato il 29 maggio 2013 (archiviato il 29 maggio 2013).
  12. ^ Wolfram Nordsieck, AOSTA VALLEY / I, Parties & Elections in Europe, 2013. URL consultato il 9 giugno 2013 (archiviato il 9 giugno 2013).
  13. ^ I simboli della regione autonoma Valle d'Aosta
  14. ^ Bollettino ufficiale della regione Valle d'Aosta, nº 2 del 9 gennaio 1989.
  15. ^ Prima del 1º gennaio 1946 esisteva la Provincia di Aosta. Fino alla Liberazione, vi si svolsero le vicende che portarono al conferimento della medaglia d'oro al valor militare. La soppressione della Provincia di Aosta fu prevista con decreto legge luogotenenziale (D.l.lgt.) 7 settembre 1945 n.545, che stabilì anche la sua successione da parte del Consiglio della Valle.
  16. ^ http://www.quirinale.it/elementi/DettaglioOnorificenze.aspx?decorato=18347 Sito del Quirinale, Medaglia d'oro al valor militare
  17. ^ Video iniziale sulla home page del sito del Consiglio della Valle d'Aosta / Conseil de la Vallée d'Aoste.
  18. ^ Maison du Val d'Aoste :: Paris
  19. ^ Valle d'Aosta in L'Enciclopedia Geografica - vol. 1, Milano, Corriere della Sera, pp. 270-271, ISSN 1824-9280..
  20. ^ ISTAT: Continua a crescere la popolazione straniera residente in Italia http://www.stranieriinitalia.it/briguglio/immigrazione-e-asilo/2012/febbraio/istat-residenti.pdf
  21. ^ cognomix.it.
  22. ^ Una Valle d'Aosta, tante Valli d'Aosta? Considerazioni sulle dimensioni del plurilinguismo in una comunità regionale, di Gaetano Berruto, Università di Torino in: Une Vallée d'Aoste bilingue dans une Europe plurilingue/ Una Valle d'Aosta bilingue in un'Europa plurilingue, Aoste, Fondation Émile Chanoux, 2003, pagg, 44 ss., [1]
  23. ^ Aosta spazio varietetico e sistema di valori sociolinguistici: configurazioni a confronto, di Daniela Puolato, Università di Napoli in: Une Vallée d'Aoste bilingue dans une Europe plurilingue/ Una Valle d'Aosta bilingue in un'Europa plurilingue, Aoste, Fondation Émile Chanoux, 2003, pagg, 79 ss., [2]
  24. ^ Fiorenzo Toso, Le minoranze linguistiche in Italia, Editrice Il Mulino, 2008
  25. ^ a b Assessorat de l'éducation et la culture - Département de la surintendance des écoles, Profil de la politique linguistique éducative, Le Château éd., 2009, p. 20.
  26. ^ "Lingue" su lovevda.it
  27. ^ Rai Aosta ufficio stampa
  28. ^ Sito dell'AIRF.
  29. ^ Vedi http://www.patoisvda.org/it/index.cfm/valle-d-aosta-festa-internazionale-patois.html
  30. ^ Aosta News Valle D'Aosta News Aosta Notizie Valle D'Aosta Notizie Informazioni Regionali Info Vallee' Notiziario Notizie
  31. ^ AostaSera.it
  32. ^ 12vda.it | news dalla Valle d'Aosta
  33. ^ Prima Pagina - Quotidiano online della Regione Autonoma Valle d’Aosta
  34. ^ Sito della sezione valdostana dell'UPF.
  35. ^ MONITORAGGIO DEI TGR E DEI PROGRAMMI INFORMATIVI RAI DELLA REGIONE VALLE D'AOSTA Rapporto Settembre-Novembre 2011 A cura di Giuseppe Milazzo http://www.osservatorio.it/download/2012.01.17%20Rapporto%20VdA.pdf
  36. ^ Mauro Caniggia Nicolotti, Luca Poggianti, Manzetti. L'inventore del telefono, Aosta, La Vallée, 2012.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • (FR) Bernard Janin, Le Val d'Aoste: Tradition et Renouveau, Musumeci Editore, ISBN 88-7032-308-0.
  • (FR) Augusta Vittoria Cerutti, Le Pays de la Doire et son peuple, Musumeci Editore, ISBN 88-7032-746-9.
  • (IT) Federico Chabod, La Valle d'Aosta, l'Italia e la Francia.
  • (IT) Roberto Louvin, La Valle d'Aosta. Genesi, attualità e prospettive di un ordinamento autonomo, 1998, Musumeci editore, Quart.
  • (FR) Lin Colliard, La culture valdôtaine au cours des siècles, 1976, Aosta.
  • (FR) Joseph-Marie Henry, Histoire de la Vallée d'Aoste, 1929, Imprimerie Marguerettaz, Aosta.
  • (IT) Elio Riccarand, Storia della Valle d'Aosta contemporanea (1919-1945), 2000, Stylos, Aosta.
  • (IT) Elio Riccarand, Storia della Valle d'Aosta contemporanea (1946-1981), 2004, Stylos, Aosta.
  • (IT) Elio Riccarand, Storia della Valle d'Aosta contemporanea (1981-2009), 2010, Stylos, Aosta.
  • (IT) Mauro Caniggia Nicolotti-Luca Poggianti, La Questione valdostana: una nazione senza Stato, Aosta, 2011, Ed. La Vallée.

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Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

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