Castello di Sarre

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Castello reale di Sarre
Château royal de Sarre
CastelloDiSarre.jpg
Mappa di localizzazione: Nord Italia
Ubicazione
Stato attuale Italia Italia
Regione Valle d'Aosta Valle d'Aosta
Città Località Lalex
11010 Sarre (AO)
Coordinate 45°42′46.1″N 7°15′09.4″E / 45.712806°N 7.252611°E45.712806; 7.252611Coordinate: 45°42′46.1″N 7°15′09.4″E / 45.712806°N 7.252611°E45.712806; 7.252611
Informazioni generali
Tipo Castello
Inizio costruzione 1708
Proprietario attuale Regione Valle d'Aosta
Visitabile Sì (primo piano solo con visita guidata)
Sito web (ITFR) www.regione.vda.it

[senza fonte]

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Il castello di Sarre o castello reale di Sarre (in francese, château royal de Sarre) è un castello valdostano, situato nel comune di Sarre (località Lalex), in Valle d'Aosta.

Architettura[modifica | modifica wikitesto]

Composto da un massiccio corpo longitudinale che si sviluppa sopra la collina a terrazzamenti a picco sull'autostrada per il Monte Bianco, è sovrastato da un'alta torre a base rettangolare, merlata e illuminata da finestre a crociera. Di epoca medievale, il castello è stato ricostruito all'inizio del XVIII secolo per volere del barone Jean-François Ferrod d'Arvier.[1]

Fu nuovamente ampliato sotto Vittorio Emanuele II, il quale volle aumentare l'altezza della torre e far costruire un nuovo edificio per le scuderie.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Dove sorge il castello nella sua forma attuale, già verso il 1242 venne fatta costruire una casaforte da Jacques de Bard, fondatore della casata dei Sarre[2]. Nel 1364, estintasi la famiglia dei Sarre, Amedeo VI di Savoia affidò il feudo e la casaforte annessa a Enrico di Quart. Poco dopo il feudo tornò ai Savoia, che nel 1405 lo permutò a Thibaud de Montagny.[3]

Tra il XV e il XVII secolo il castello passò ancora in mano alle famiglie: dei Genève-Lillin, dei Leschaux, dei La Crête, dei Roncas, dei Rapet.[3]

Intorno al 1710 fu acquistato da Jean-François Ferrod d'Arvier che, essendosi arricchito con le forniture militari e sfruttando le miniere di rame di Ollomont, volle dar prova della propria potenza ricostruendolo interamente il maniero (salva fu solo la torre), dandogli la struttura che vediamo ancora oggi. Ridottosi in rovina, Ferrod dovette rendere il castello alla famiglia Rapet, quindi la proprietà passò ai Nicole de Bard e in seguito alla famiglia Gerbore.[3]

Nel 1849, dopo la sconfitta di Novara, il re Carlo Alberto abdicò a favore del figlio Vittorio Emanuele II, il quale nel 1869 acquistò il castello assumendo il titolo di "Conte di Sarre". Il maniero divenne la residenza di caccia del re, detto "le roi chasseur" per via delle importanti battute di caccia nelle valli di Cogne, Valsavarenche e di Rhêmes. Ben presto le sue sale vennero allestite con impressionanti esposizioni di trofei di caccia, che tuttora compongono la collezione museale. Nella residenza così allestita, a detta di molti con scarso gusto, furono ospitati in villeggiatura anche re Umberto e la regina Maria José di Savoia.[2][3]

Nel 1989 il castello è stato acquisito dalla Regione Valle d'Aosta per restaurarlo e aprirlo ai visitatori; oggi rappresenta un'importante monumento alla presenza della famiglia Savoia in Valle d'Aosta e una testimonianza degli usi, dei ricordi e dei cimeli di Casa Savoia.[2]

Museo della dimora venatoria alpina[modifica | modifica wikitesto]

Collezioni Reali e Museo della Dimora Venatoria Alpina
Tipo storia
Indirizzo Località Lalex
11010 Sarre (AO)
Tel.: (+39) 0165 257539
Sito [1]

Il Castello di Sarre ospita le collezioni reali nel "Museo della dimora venatoria alpina", un museo dei ricordi di Casa Savoia.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Margherita Morra, op. cit., p. 86
  2. ^ a b c (ITFR) Castello reale di Sarre, Regione Valle d'Aosta. URL consultato il 4 gennaio 2012.
  3. ^ a b c d Andrea, op. cit., Zanotto

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Margherita Morra, Guida ai castelli della Val d'Aosta, Novara, Legenda, 2001, pp. 86-90, ISBN 88-509-0050-3.
  • Andrea Zanotto, Valle d'Aosta: i castelli & il Castello di Fenis, Musumeci, 1993, pp. 46-47, ISBN 887032446X. (fonte)
  • Mauro Minola, Beppe Ronco, Valle d'Aosta. Castelli e fortificazioni, Varese, Macchione ed., 2002, p. 48, ISBN 88-8340-116-6.
  • Giuseppe Corona, Il castello di Sarre: memorie storiche, Biella: Tipo-litografia G. Amosso, 1881; nuova edizione Aosta: Musumeci, 1973
  • (ITENFR) Viviana Maria Vallet, Castello di Sarre. Museo e dimora reale, Aosta: Tipografia valdostana, 2010
  • Laura Agostino, Sarre: microstoria di un castello reale, in Pagine della Valle d'Aosta, fascicolo 2, giugno 1995, pp. 47-48
  • (ITFR) Maria Beatrice Failla, Castello di Sarre. Iconografia e storia sabauda dal XVI al XIX secolo nella collezione di stampe, Aosta: Tipografia valdostana, 2002

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