Istanbul

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Istanbul
comune metropolitano
İstanbul
In senso orario dall'alto: Corno d'Oro e Punta del Serraglio, Maslak, İstiklal Caddesi, Accademia Militare Kuleli, la Moschea Blu.
In senso orario dall'alto: Corno d'Oro e Punta del Serraglio, Maslak, İstiklal Caddesi, Accademia Militare Kuleli, la Moschea Blu.
Localizzazione
Stato Turchia Turchia
Regione Marmara
Provincia Istanbul
Distretto Non presente
Amministrazione
Sindaco Kadir Topbaş (AKP) dal 28/03/2004
Data di istituzione 660 a.C.
Territorio
Coordinate 41°01′N 28°58′E / 41.016667°N 28.966667°E41.016667; 28.966667 (Istanbul)Coordinate: 41°01′N 28°58′E / 41.016667°N 28.966667°E41.016667; 28.966667 (Istanbul)
Superficie 5 343 km²
Abitanti 13 854 740 (2012)
Densità 2 593,06 ab./km²
Altre informazioni
Cod. postale 34010 a 34850 / 80000 ad 81800
Prefisso (+90) 212 (Eur) / 216 (Asia)
Fuso orario UTC+2
Cartografia
Mappa di localizzazione: Turchia
Istanbul
Istanbul – Mappa
Sito istituzionale
Flag of UNESCO.svg Bene protetto dall'UNESCO Flag of UNESCO.svg
UNESCO World Heritage Site logo.svg Patrimonio dell'umanità
Aree storiche di Istanbul
(EN) Historic areas of Istanbul
Istanbul2010.jpg
Tipo Culturale
Criterio (i)(ii)(iii)(iv)
Pericolo Bene non in pericolo
Riconosciuto dal 1985
Scheda UNESCO (EN) Scheda
(FR) Scheda

Istanbul (in turco İstanbul, pronuncia [isˈtanbuɫ], nota fino alla metà del XX secolo in italiano come Costantinopoli, nome ufficiale fino al 1923 قسطنطينيه, Kostantiniyye; in latino Constantinopolis; in greco Κωνσταντινούπολις, Kōnstantinoúpolis) è la città capoluogo della provincia omonima ed il principale centro industriale, finanziario e culturale della Turchia.

Con una popolazione di 13.854.740 abitanti[1], Istanbul (considerando però anche i quartieri asiatici) è il centro municipale più popoloso d'Europa (quarto nel mondo).

Istanbul è una megalopoli situata nel nord-ovest del paese, la quale si estende lungo lo stretto del Bosforo, alla cui estremità meridionale si situa il porto naturale del Corno d'Oro, e lungo la sponda settentrionale del Mar di Marmara. La città, divisa dal Bosforo, si estende sia in Europa (Tracia) che in Asia (Anatolia) risultando l'unica metropoli al mondo appartenente a due continenti. Istanbul è considerata una città globale.

Nel corso della sua lunga storia, la città (chiamata Bisanzio fino al 330, poi Costantinopoli sino al 1453, Istanbul o Costantinopoli sino al 1930, e da allora in poi solo Istanbul) è stata la capitale:

Conosciuta anche con l'appellativo di "seconda Roma", è stata fino alla conquista ottomana nel 1453 una tra le più grandi città della cristianità, divenendo in seguito per quasi cinquecento anni la capitale di uno dei più grandi imperi della storia e crocevia di culture. Quando è stata proclamata la Repubblica di Turchia, il 29 ottobre 1923, Ankara, che in precedenza aveva servito come quartier generale del movimento cittadino turco durante la guerra d'indipendenza turca, è stata scelta come capitale del nuovo Stato turco.

Nel 2010 Istanbul è stata una delle capitali europee della cultura.[2] Sin dal 1985 le aree storiche di Istanbul fanno parte della lista UNESCO dei patrimoni dell'umanità.[3]

Origine e varianti del nome[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Bisanzio e Costantinopoli.
La parte moderna di Istanbul a nord del Corno d'Oro, sulla sponda europea del Bosforo.
Il Ponte sul Bosforo (1973) è uno dei due ponti sospesi che attraversano lo stretto del Bosforo e permettono di collegare l'Europa con l'Asia (l'altro è il Ponte Fatih Sultan Mehmet, completato nel 1988.) Il terzo ponte sul Bosforo, per il quale è stato selezionato il consorzio İçtaş-Astaldi, sarà costruito più a nord. Il tunnel ferroviario sottomarino Marmaray connette le parti europee ed asiatiche delle linee ferroviarie e le linee della metropolitana di Istanbul.

Secondo un aneddoto, il nome attuale deriverebbe da una circostanza curiosa: quando i turchi alla conquista dell'Anatolia chiedevano ai greci dove fosse "la città" ricevevano come risposta, senza capirne il significato Isten polis, cioè "quella è la città", che finì per diventare il nome equivocato di Costantinopoli. Più probabilmente deriva da un'enfatizzazione della parola "città" per indicarla come la "città" per antonomasia, in analogia con la parola Urbe (o -in latino- Urbs) con cui si indica Roma.[senza fonte] Il nome İstanbul le venne dato ufficialmente solo attorno al 1930.

Il nome dell'odierna Istanbul comunque riflette, nel corso dei secoli, il succedersi delle civiltà che ne hanno segnato la storia. Fondata dai coloni greci di Megara, nel 667 a.C., viene chiamata originariamente Βυζάντιον (Byzántion) in onore del loro re Byzas. Sarà dunque Byzantium in latino e successivamente Bisanzio in italiano.

Il nome greco di Κωνσταντινούπολις (Konstantinoupolis), da cui il latino Constantinopolis e l'italiano Costantinopoli, significa "Città di Costantino". Tale nome le fu dato in onore dell'imperatore romano Costantino I quando la città divenne capitale dell'Impero romano, l'11 maggio dell'anno 330. Costantino la ribattezzò Nova Roma, ma questa denominazione non entrò mai nell'uso comune, sebbene ancora oggi la denominazione ufficiale secondo la Chiesa ortodossa e il Patriarcato ecumenico sia "Costantinopoli Nuova Roma". Costantinopoli divenne successivamente la capitale dell'Impero bizantino fino a quando, nel 1453, venne espugnata dai Turchi Ottomani.

Il nome İstanbul potrebbe derivare dalla frase greca medievale "εἰς τήν Πόλιν" (da leggersi con la pronuncia "istimˈbolin"), oppure da quella in dialetto ionico "εἰς τάν Πόλιν" (pron. "istamˈbolin"), che significa "verso la Città" o "nella Città"[4]. In questo modo i Greci si riferivano alla "Città delle Città", come Costantinopoli era conosciuta durante l'era bizantina e successivamente.

Potrebbe altresì trattarsi di una semplice corruzione del greco [Kon]stan[tinou]pol[is] dove "pol" è diventato "bul". La riluttanza araba, persiana e turca, a pronunciare una parola che cominci con due consonanti, potrebbe aver indotto a premetter loro una alif (che può essere letta a volte "A", altre "I" e altre ancora "U") e ciò potrebbe spiegare il motivo di quella "I" per l'antica Costantinopoli turchizzata.[5][senza fonte] Il nome Stamboul o Stambul denominava in passato la penisola storica, cioè la città all'interno delle mura.

La città fu chiamata, nel corso dei secoli, con svariati altri nomi: Nèa Ròmē o "Nuova Roma" come si è detto, Polis o "La Città" (per eccellenza, come già Roma), Rūmiyya al-Kubrā ("la Maggior Roma" in arabo), Qustantiniyya ("Costantinopoli" in arabo), e in turco İslambol ("Centro dell'Islam"), perché fu sede, dal 1527 al 1924, del Califfato Islamico, Pây-i taht ("Il piede del trono" in persiano), Mikligardur ("Città grande" dei mercenari Vareghi (o Variaghi), cioè Vichinghi, che parlavano l'antico germanico norreno), Car(i) grad (cioè "Città degli Imperatori", in generale nelle lingue slave), Gostandnubolis (il suo nome in armeno).

Storia[modifica | modifica sorgente]

Visione generale[modifica | modifica sorgente]

La sua ricchissima storia, che la vede alle origini città greca dal nome di Bisanzio (in greco antico, Βυζάντιον), poi capitale dell'Impero bizantino col nome di Costantinopoli (in latino Constantinopolis) e infine capitale dell'Impero ottomano senza un nome né grafia ufficiale, ha lasciato notevoli testimonianze archeologiche e architettoniche che la rendono anche un centro turistico di rilevanza mondiale.

Istanbul panorama and skyline.jpg

Magnify-clip.png
Veduta panoramica della Punta del Serraglio (Sarayburnu) dall'ingresso sud del Bosforo, con la Moschea Blu, la Basilica di Santa Sofia, il Palazzo Topkapı, e le mura di Costantinopoli.

La Bisanzio greco-romana[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Bisanzio.
Resti di una colonna bizantina trovata nell'acropoli di Bisanzio, che si trova oggi all'interno del complesso del Palazzo Topkapı.

La fondazione di Bisanzio, da parte dei coloni greci di Megara, risale al 667 a.C. Grazie alla posizione di controllo sul Bosforo, la città si sviluppò in breve tempo tanto da diventare oggetto di contesa durante le guerre del Peloponneso.

Dopo essersi schierata con Pescennio Nigro contro il vittorioso Settimio Severo, la città fu assediata e largamente distrutta fra il 193 e il 195. Nel 196 Bisanzio entrò a far parte dell'Impero romano e fu ricostruita dallo stesso Settimio Severo, divenuto Imperatore, riottenendo rapidamente la sua precedente prosperità.

La Costantinopoli romano-bizantina[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Costantinopoli.
Creata nel 1422 da Cristoforo Buondelmonti, questa è la più antica mappa sopravvissuta di Costantinopoli e l'unica che precede la conquista ottomana.

La posizione strategica di Bisanzio attrasse anche l'imperatore Costantino I che, l'11 maggio 330, la rifondò come "Nova Roma", anche se la città prese presto il nome di Costantinopoli. Il modello a cui l'imperatore si ispiro' fu Roma: venne quindi eretto un enorme palazzo imperiale, un Foro, un ippodromo, il quale fu testimone nel corso dei secoli di sommosse e assemblee popolari, e un numero impressionante di palazzi e chiese. La città continuò a crescere anche dopo Costantino, e dopo un secolo furono erette da Teodosio II nuove mura che quasi raddoppiarono la superficie della città.

Dopo la caduta dell'Impero romano d'Occidente, la posizione strategica di Costantinopoli, posta al crocevia fra Mar Mediterraneo e Mar Nero e fra Europa e Asia fece della città un centro commerciale, culturale e politico di rilievo mondiale. Costantinopoli controllò per lungo tempo il commercio lungo la via della seta e fra il Mediterraneo e la Russia.

A Costantinopoli nasce ciò che è considerato il fondamento del diritto romano, il Corpus iuris civilis, voluto da Giustiniano I tra il 528 e il 565.

Durante il Medioevo, Costantinopoli fu la più grande e ricca città d'Europa: si pensa che nel X secolo potesse avere fino a un milione di abitanti. La maggior basilica costantiniana, Hagia Sophia (Divina Sapienza), monumento di estrema rilevanza architettonica dedicato al Logos, da sempre centro religioso della città, divenne il centro della cristianità greco-ortodossa. Nonostante le aspre lotte interne per il potere e la scarsa autorità individuale dell'imperatore, l'oligarchia bizantina mantenne una stabile struttura politica durante i quasi mille anni dell'impero.

Dotata di un notevole impianto di fortificazioni, la città rimase inespugnata fino al 1204, quando venne saccheggiata dagli eserciti della quarta crociata che instaurarono per poco più di mezzo secolo "l'impero latino". Per Costantinopoli fu l'inizio del suo declino. Dopo la riconquista greca nel 1261, la città, spopolata e centro di uno Stato ormai di scarsa importanza, conobbe tuttavia una grande rinascita artistica e culturale. Circondata dal potente impero turco ottomano, il 29 maggio 1453 Costantinopoli venne infine espugnata dal Sultano Maometto II, detto a causa di ciò il Conquistatore (Fatih), che ne fece la capitale dell'Impero ottomano. La caduta di Costantinopoli, e quindi la fine dell'Impero bizantino, è indicata talvolta come l'evento che convenzionalmente chiude il Medioevo e inizia l'evo moderno.

L'Istanbul ottomana e turca[modifica | modifica sorgente]

Sotto i sultani ottomani, Costantinopoli ritrovò un nuovo periodo di splendore, diventando sede de facto del califfato nel 1517, ma mantenendo la sede del Patriarcato greco-ortodosso (nonostante la forzata conversione della Basilica di Santa Sofia in moschea) e in generale il carattere cosmopolita che la caratterizzò nei secoli precedenti. Subito dopo la conquista, e sino all'inizio del 17º secolo, vennero costruite le grandi moschee imperiali: quella del conquistatore, di Selim I, di Beyazit, di Moschea di Solimano (Suleymaniye, la più grande moschea di Istanbul), di Ahmet (Sultanahmet), e la moschea nuova. Queste erano parte di complessi (kulliye) comprendenti ospedali, cucine per i poveri (imaret) e scuole coraniche (medresse). Questi complessi erano amministrati da fondazioni religiose (vakif) le quali ricavavano il denaro necessario al loro funzionamento da rendite fondiarie e immobiliari. Parallelamente, la città venne dotata di strutture per il commercio, come il Gran Bazaar e il Bazar Egiziano, e tornò a essere il crocevia dei traffici fra Europa ed Asia.

Ponte di Galata alla fine del XIX secolo.

L'impero ottomano, sconfitto durante la prima guerra mondiale, finì ufficialmente il 1º novembre 1922. Quando nel 1923 fu fondata la Repubblica di Turchia, la capitale venne spostata da Istanbul ad Ankara. In un primo tempo trascurata in favore della nuova capitale, Istanbul passò attraverso un periodo di grande trasformazione negli anni '50 e '60. Prima degli anni sessanta, in particolare, il governo di Adnan Menderes perseguì lo sviluppo economico del paese attraverso la costruzione di nuove strade e industrie. Anche nel centro storico, moderne pavimentazioni stradali rimpiazzarono l'acciottolato e una larga parte dei quartieri vecchi venne demolita.

Dagli anni settanta, la popolazione di Istanbul sta subendo una rapida crescita in seguito alla forte immigrazione dall'Anatolia. Nuovi quartieri (molto spesso abusivi, i cosiddetti "geceköndu") e zone industriali sono sorti alla periferia della città e molti dei villaggi limitrofi sono stati incorporati nella grande area metropolitana.

Istanbul è tuttora sede del Patriarcato ecumenico di Costantinopoli, una delle antiche sedi apostoliche.

Anni recenti[modifica | modifica sorgente]

Veduta del Bosforo

In anni recenti la città è stata oggetto di diversi attacchi terroristici, come il massacro di piazza Taksim avvenuto nel 1977, e gli attacchi del 1999, del 2003 e del 2008, per un totale di più di 120 vittime e 1000 feriti.[6][7][8][9]

Nell'estate del 2008 si è verificata inoltre una sparatoria fuori dal consolato degli Stati Uniti d'America, con il rapimento di tre turisti tedeschi.[10]

Nel giugno 2010 un attentato contro un minibus ha portato alla morte di quattro persone; potrebbe essersi trattato di una rappresaglia in seguito agli scontri fra esercito e Pkk che nel solo giugno hanno portato alla morte di 18 militari.[11]

Un nuovo attentato compiuto da un kamikaze in piazza Taksim porta, nell'ottobre 2010, alla morte del kamikaze e al ferimento di 15 agenti di polizia e 17 civili.[12]

Il governo del premier Erdoğan sta proponendo o portando avanti una serie di grandi opere (Tunnel ferroviario sotto il Bosforo, terzo ponte sul Bosforo, terzo aeroporto, diverse linee di metropolitana, canale navigabile per decongestionare il Bosforo) le quali, se da una parte costituiscono un potente stimolo per l'economia, dall'altra stanno alterando irreparabilmente l'immagine della città, sfregiata al tempo stesso da una speculazione edilizia ormai senza freni.

Conseguenza di ciò sono stati fra l'altro i violenti scontri avvenuti nel giugno 2013 a piazza Taksim e a Beşiktaş tra studenti, intellettuali, e cittadini da una parte e la polizia dall'altra in difesa del parco Gezi (e dei suoi 600 alberi) che il governo cittadino vuole distruggere per ricostruire antiche caserme ottomane che dovranno ospitare un centro commerciale e una moschea. Quella che doveva essere una semplice protesta ha provocato manifestazioni in tutta la Turchia, approfittando del malcontento generale causato da varie misure attuate dal governo di Ankara.

Geografia[modifica | modifica sorgente]

L'attuale area urbana si estende su entrambe le sponde del Bosforo, lo stretto che divide l'Europa dall'Asia e unisce il Mar Nero al Mar di Marmara, e sul Mar di Marmara stesso. Il "Corno d'Oro" (in Turco 'Halic') è il nome del porto naturale nella parte europea ed all'imbocco del Bosforo su cui si affaccia il centro storico.

La città si trova ai margini della faglia sismica dell'Anatolia settentrionale, che corre nel Mar di Marmara. Recenti studi[13], prendendo in esame una serie di terremoti iniziata nel 1939 e proseguita nei successivi decenni, ritengono probabile che un evento sismico di notevoli proporzioni possa colpire Istanbul in un prossimo futuro.

La città è servita dall'Aeroporto di Istanbul-Atatürk e dall'Aeroporto Internazionale Sabiha Gökçen.

Istanbul detailed (10061x3895px) Panorama of Constantinople walls, blue mosque, hagia sophia.jpg

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Veduta panoramica del Corno d'Oro dalla Torre di Galata, edificata dai genovesi nel 1348, con il Ponte di Galata al centro dell'immagine.

Clima[modifica | modifica sorgente]

Torre di Leandro con la Punta del Serraglio sullo sfondo.

Il clima di Istanbul è di tipo temperato, ma è alquanto particolare, a metà strada tra il clima oceanico e il clima mediterraneo (media annuale +14,3 °C).

L'inverno è freddo e umido ed è caratterizzato da un'alternanza fra periodi miti e piovosi (quando soffiano i venti umidi e tiepidi dal Mar Mediterraneo) e periodi invece più rigidi e nevosi (con minime anche di -8º) quando soffiano i venti dal Polo nord o dall'Est. In gennaio e in febbraio le temperature medie possono variare tra i +3 °C e i +8 °C.

L'estate è calda e molto umida ed è caratterizzata da precipitazioni minori rispetto agli altri periodi, ma sempre significative. In luglio e in agosto le temperature medie possono variare tra i +18 °C e i +28 °C.

La primavera e l'autunno sono miti e confortevoli e sono caratterizzate da un'alternanza di giornate piovose e soleggiate.

La città riceve circa 844 mm di precipitazioni con un massimo d'inverno ed un minimo d'estate. Ci sono molti giorni piovosi in autunno, in inverno ed in primavera.[14] In inverno sono comuni le gelate e non è raro assistere ad abbondanti nevicate.[15]

In un anno a Istanbul, mediamente, ci sono cinque giorni in cui la temperatura è superiore ai 32 °C, e ventuno giorni in cui la temperatura è inferiore a 0 °C.[15]

La più alta temperatura registrata a Istanbul è stata di 40,5 °C, mentre la più bassa è stata di -16,1 °C.[16]

L'umidità relativa è costantemente elevata e l'umidità media annuale è del 72%. Le temperature invernali ed estive raramente sono estreme, ma l'elevata umidità relativa le fa percepire in modo molto più severo.[15]

Caratteristica importante del clima di Istanbul è la presenza del vento. I più famosi sono il Poyraz (vento fresco da nord-est) ed il Lodos (vento caldo da sud-ovest).[17]

Istanbul, Turchia Turchia
Mese Gen Feb Mar Apr Mag Giu Lug Ago Set Ott Nov Dic Anno
Massima assoluta (°C) 18,3 24,0 26,2 32,9 33,0 40,2 40,5 38,8 33,6 34,2 27,2 21,2 40,5
Massima media (°C) 8,7 9,1 11,2 16,5 21,4 26,0 28,4 28,5 25,0 20,1 15,2 9,7 18,3
Media (°C) 5,8 5,9 7,6 12,1 16,7 21,0 23,4 23,6 20,2 16,0 11,9 8,2 14,3
Minima media (°C) 2,9 2,8 3,9 7,7 12,0 16,0 18,5 18,7 15,2 12,0 8,5 5,3 10,3
Minima assoluta (°C) -10,4 -16,1 -7,0 -0,6 3,6 8,0 10,5 8,2 5,2 1,0 -4,0 -9,4 -16,1
Precipitazioni medie (mm) 102,4 80,2 69,9 45,8 36,1 34,0 38,8 47,8 61,4 100,9 110,7 123,9 843,9
 % Umidità 77 75 74 71 72 70 67 68 68 72 74 76 72
Giorni di neve 6 6 3 0 0 0 0 0 0 0 0 4 19
Giorni di precipitazione 20 17 16 14 12 8 5 6 7 12 16 19 152
Fonte: Organizzazione Meteorologica Mondiale (ONU)[18] Stato Turco Servizio Meteorologico (DMI)[14][19] BBC Weather Centre[20] e Historical Weather Information for Istanbul[15]

Amministrazione[modifica | modifica sorgente]

Amministrativamente Istanbul è un comune metropolitano (in turco büyükşehir belediyelesi) che comprende i centri urbani di tutti i 39 distretti della sua provincia. Il principale organo decisionale del comune è il Consiglio Comunale, guidato dal sindaco. Fra le sue responsabilità il controllo degli appalti, la decisione dei prezzi dei biglietti sui mezzi pubblici e la regolazione delle tasse.[21][22] Tutti i membri del consiglio, tra cui il sindaco, sono eletti per cinque anni. Il sindaco di Istanbul, Kadir Topbaş, è stato eletto a partire dal marzo 2004 ed è stato rieletto nel marzo 2009.[23] Il governatore della provincia di Istanbul è Hüseyin Avni Mutlu.[24]

La struttura di governo metropolitano è composto da tre organi principali: (1) Il Sindaco (eletto ogni cinque anni), (2) Il Consiglio Metropolitano (organo decisionale con il sindaco), (3) Il comitato esecutivo metropolitano. Ci sono tre tipi di enti locali: (1) comuni (2), le amministrazioni provinciali speciali, (3) le amministrazioni villaggio. Tra le autorità locali, i comuni stanno acquisendo maggiore importanza con l'aumento dell'urbanizzazione.

L'attuale edificio del municipio, iniziato il 17 dicembre 1953 e inaugurato il 26 maggio 1960, si trova nel Municipio di Fatih.

Suddivisione amministrativa[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Quartieri di Istanbul.
Mappa con i distretti di Istanbul.
İstiklal Caddesi (Via dell'Indipendenza) l'antica Via di Pera, nella parte europea di Istanbul.

Amministrativamente il comune metropolitano di Istanbul si estende su tutti i distretti della provincia, comprendendo i distretti interamente urbani di Avcılar, Bağcilar, Bahçelievler, Bakırköy, Bayrampaşa, Beşiktaş, Beylikdüzü, Beyoğlu, Büyükçekmece, Esenler, Esenyurt, Fatih, Gaziosmanpaşa, Güngören, Kağithane, Küçükçekmece, Sultangazi, Şişli, Zeytinburnu sulla sponda europea del Bosforo, e di Adalar, Ataşehir, Kadıköy, Kartal, Maltepe, Sultanbeyli, Tuzla, Ümraniye, Üsküdar sulla sponda asiatica. Il comune amministra anche i centri urbani degli altri distretti della provincia.

Fra i quartieri storici più noti di Istanbul vi sono:

  • Eminönü, corrispondente al cuore storico di Istanbul, nel distretto di Fatih;
  • Bebek, quartiere molto elegante e centro residenziale di lusso posto sulla riva europea tra i due ponti sul Bosforo;
  • Galata (il cui nome si dice derivi dalla parola greca "galà-ktòs", che vuol dire latte), l'antica colonia genovese sul Corno d'Oro, oggi noto come Karaköy;
  • Fener, uno dei quartieri più popolari dentro le mura, un tempo centro dell'etnia greca e ripopolato recentemente da immigrati dal sud-est del paese, sede del Patriarcato greco, e uno dei pochi luoghi dove si è conservata la vecchia Istanbul, nel distretto di Fatih;
  • Samathia, sul Mar di Marmara, caratterizzato da molte chiese greche ed armene, oggi noto come Koca Mustafa Pasha, nel distretto di Fatih;
  • Beyoğlu, al di là del Corno d'Oro, l'antica Pera, il cui tessuto urbanistico è prevalentemente Liberty;
  • Nişantaşı, anch'esso risalente alla fine dell'Ottocento, e che oggi è il quartiere più glamour della città;
  • Etiler, centro direzionale e residenziale di lusso;
  • Sulukule, storico quartiere Rom nel distretto di Fatih.

Demografia[modifica | modifica sorgente]

Il quartiere di Galata (oggi Karaköy) fu una colonia della Repubblica di Genova fra il 1273 e 1453.
Storico della popolazione di Istanbul
Anno Popolazione Anno Popolazione
330 40 000 1914 Red Arrow Down.svg 909,978
400 Green Arrow Up.svg 200 000 1927 Red Arrow Down.svg 680,857
530 Green Arrow Up.svg 550 000 1935 Green Arrow Up.svg 741,148
545 Red Arrow Down.svg 350 000 1940 Green Arrow Up.svg 793,949
715 Red Arrow Down.svg 300 000 1945 Green Arrow Up.svg 860,558
950 Green Arrow Up.svg 400 000 1950 Green Arrow Up.svg 983,041
1200 Red Arrow Down.svg 250 000 1955 Green Arrow Up.svg 1,268,771
1453 Red Arrow Down.svg 36 000 1960 Green Arrow Up.svg 1,466,535
1477 Green Arrow Up.svg 70 000 1965 Green Arrow Up.svg 1,742,978
1566 Green Arrow Up.svg 600 000 1970 Green Arrow Up.svg 2,132,407
1690 Green Arrow Up.svg 750 000–800 000 1975 Green Arrow Up.svg 2,547,364
1817 Red Arrow Down.svg 500 000 1980 Green Arrow Up.svg 2,772,708
1860 Green Arrow Up.svg 715 000 1985 Green Arrow Up.svg 5,475,982
1885 Green Arrow Up.svg 873,570 1990 Green Arrow Up.svg 6,629,431
1890 Green Arrow Up.svg 874 000 2000 Green Arrow Up.svg 8,803,468
1897 Green Arrow Up.svg 1,059 000 2007 Green Arrow Up.svg 11,372,613
1901 Red Arrow Down.svg 942,900 2010 Green Arrow Up.svg 13,120,596

La popolazione della metropoli è più che triplicata in 25 anni tra il 1980 e il 2005. Circa il 70% di tutti gli abitanti vivono nella parte europea e il 30% nella parte asiatica. A causa della disoccupazione e della guerriglia nel sud-est della Turchia, molte persone di quella regione sono migrate a Istanbul, dove si sono stabilite nella periferia della città. I migranti, in prevalenza dall'Anatolia orientale, arrivano a Istanbul con aspettative di miglioramento della qualità della vita e di occupazione.

Secondo una rilevazione dell'Istituto di statistica, il comune metropolitano (tutta la provincia di Istanbul) aveva una popolazione di 13.255.685 persone nel 2010[25], rendendo la città una delle più grandi aree metropolitane mondiali di oggi. All'ultimo censimento del 2000 Istanbul aveva una popolazione di 8.803.468 abitanti.[26] Secondo le stime attuali il tasso di crescita della popolazione in città è al 3,45% all'anno in media, soprattutto a causa dell'afflusso di persone dalle aree rurali della Turchia. La densità di popolazione è di 1.700 per km² superando di gran lunga il resto della Turchia che si attesta a 81 abitanti per km²[27]

Durante il Medioevo Istanbul è stata la più grande città del mondo, ed è stata una delle città più grandi e importanti per gran parte della sua storia (ad eccezione del periodo del crollo dell'Impero bizantino, prima dell'arrivo degli ottomani). La sua importanza geopolitica, sin dai tempi antichi, ha portato in questa città rappresentanti di gruppi etnici provenienti da tutta Europa, Asia e Africa, molti dei quali finirono per essere assimilati alle popolazioni locali.

La panoramica qui a lato mostra il numero di abitanti per anno. I conteggi della popolazione fino al 1914 sono stimati con variazioni fino al 50% a seconda della ricerca. I valori per il periodo 1927-2000 sono i risultati di censimenti. I valori del 2005 e il 2006 si basano su stime. Il raddoppio della popolazione di Istanbul tra il 1980 e il 1985 è dovuto ad una crescita naturale della popolazione, nonché all'ampliamento dei limiti comunali.

Religioni[modifica | modifica sorgente]

Panorama generale[modifica | modifica sorgente]

La quasi totalità della popolazione di Istanbul è di fede musulmana, ma la città è anche abitata da diverse comunità religiose, di solito retaggio del suo passato ottomano. Le minoranze includono: i greco - ortodossi, gli Armeno - ortodossi, i Siro-Caldei, i cattolici - levantini e gli ebrei sefarditi.

Secondo il censimento del 2000, a Istanbul sono attive:

Sino alla seconda metà del ventesimo secolo ogni minoranza si concentrava in uno o più quartieri; per esempio, Kumpaki era abitato da molti armeni (ed è ancora sede del Patriarcato Armeno), Balat aveva una notevole popolazione ebraica, a Fener e Samathia vi erano molti greci, mentre i Levantini si concentravano a Nisantasi e Beyoğlu. In alcuni quartieri, come a Kuzguncuk, una chiesa armena è posta di fianco ad una sinagoga e dall'altra parte della strada una chiesa Greco - ortodossa è di fianco ad una moschea.

Moschea Blu

La sede del patriarcato ecumenico di Costantinopoli, sede del leader spirituale dei greco-ortodossi, è localizzato nel distretto di Fener (in Greco Phanar). Istanbul è anche sede dell'arcivescovado della comunità turco-ortodossa, del patriarcato Armeno e del Gran Rabbinato di Turchia.

Numerosi altri siti riflettono il passaggio di antiche comunità, in particolare: Arnavutköy (villaggio albanese), Polonezköy (frazione polacca) e Yenibosna (Nuova Bosnia).

Islam[modifica | modifica sorgente]

Interno della moschea di Sinan Pascià

I musulmani sono il più grande gruppo religioso di Istanbul. In questa comunità i sunniti sono la maggioranza mentre una parte sono aleviti. Nel 2007 a Istanbul erano attive ben 2944 moschee.

Istanbul era anche la sede del Califfato Islamico tra il 1517 e il 1924, fino a quando il califfato venne sciolto e i poteri passati al parlamento turco. Il 2 settembre 1924 le Tekkè e le Tarikat furono bandite e le loro attività dichiarate incompatibili con la laicità della nuova repubblica di Turchia; in particolare con l'educazione laica e con il controllo laico dello Stato sugli affari religiosi attraverso la Direzione degli Affari Religiosi. Molti fedeli del sufismo e di altre forme di Islam mistico praticarono clandestinamente la loro religione, reclutando ancora molti fedeli. Per superare questi divieti, che esistono ancora, i praticanti si presentano come "associazioni culturali".

Cristianesimo[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Pogrom d'Istanbul e Scambio di popolazioni tra Grecia e Turchia.
Interno della chiesa di San Giorgio, sede del patriarca greco-ortodosso

La città è fin dal IV secolo sede del patriarcato ecumenico, e continua ad essere la sede di altre chiese ortodosse come la Chiesa Turco-Ortodossa e il Patriarcato Armeno. Istanbul fu anche la sede della Chiesa Ortodossa Bulgara prima che venisse riconosciuta dalle altre chiese ortodosse.

La vita dei cristiani, soprattutto quella dei greci e degli armeni, peggiorò in maniera molto significativa con l'andata al potere nell'impero ottomano del "Comitato di unione e progresso", il partito dei "Giovani Turchi", di indirizzo nazionalista, che ordinò le prime stragi di Armeni in Anatolia. Il conflitto raggiunse il culmine tra il 1912 e il 1922, durante le guerre balcaniche, la prima guerra mondiale e la Guerra Greco-Turca. Il 24 aprile del 1915 più di 800 intellettuali armeni vennero uccisi ad Istanbul. La comunità greca della città, fondamentale per l'economia turca di allora, fu esentata dallo scambio di popolazioni tra Grecia e Turchia del 1923. Dopo un periodo di distensione seguito al miglioramento dei rapporti fra Grecia e Turchia, durante la seconda guerra mondiale furono approvate una serie di restrizioni e di tasse speciali: dal 1955, le ricorrenti crisi di Cipro guidarono la politica Turca verso i Greci di Istanbul, visti ormai come stranieri: il Pogrom d'Istanbul nel 1955, causato dal problem cipriota, causò la morte di 15 greci e l'incriminazione per altri 32; questo fece aumentare notevolmente l'emigrazione da Istanbul per la Grecia. Nel 1964, a causa di un'altra recrudescenza della crisi cipriota, tutti i greci privi di cittadinanza turca (circa 12.000) furono espulsi.[28] Oggi i turchi di etnia armena che vivono a Istanbul sono circa 45.000.[29] Inoltre, vivono in città 40.000 lavoratori Armeni arrivati dall'Armenia dopo il 1991.[30] La comunità greca, che contava 150.000 persone nel 1924, è ridotta a circa 2.000 persone, per lo più di età avanzata, ed è ormai sull'orlo dell'estinzione.

I cattolici levantini, discendenti dei cattolici europei (genovesi, veneziani, greci cattolici e francesi) che si stabilirono nella città durante i periodi bizantino e ottomano, sono anch'essi quasi totalmente emigrati. Oltre ad essi, esiste un piccolo numero di tedeschi del Bosforo e di polacchi (questi ultimi abitanti nel villaggio di Polonezköy) insediatisi ad Istanbul nell'Ottocento.

Ebraismo[modifica | modifica sorgente]

Gli ebrei - stanziati nel quartiere di Balat - vivevano nella città già durante il periodo bizantino, e furono gli unici abitanti a cui fu permesso rimanere ad Istanbul dopo la conquista. Gli ebrei sefarditi hanno vissuto nella città per oltre 500 anni. Essi lasciarono la penisola iberica durante l'inquisizione spagnola del 1492, quando dopo la caduta del Regno moresco di Andalusia furono costretti a convertirsi al cristianesimo oppure morire. Il sultano ottomano Bayezid II (1481 - 1512) inviò una flotta di notevoli dimensioni comandata da Kemal Reis con l'ordine di salvare gli ebrei sefarditi. Più di 200.000 ebrei si diressero prima verso Tangeri, l'Algeria, Genova e Marsiglia, per poi proseguire verso Salonicco e infine stabilirsi ad Istanbul.

Il sultano diede la possibilità di rifugiarsi nell'Impero ottomano a più di 93.000 ebrei spagnoli.

Un'altra grande ondata di ebrei arrivò dal Sud Italia. La Sicilia era sotto diretto controllo spagnolo e gli ebrei che vivevano in quella regione furono sottoposti alle stesse leggi della Spagna venendo cacciati nel 1492. Negli anni successivi gli ebrei vennero espulsi da tutto il meridione italiano e molti di questi si diressero a Istanbul. La sinagoga italiana di Galata è frequentata dai discendenti di questi ebrei italiani. Vennero fondate delle sinagoghe che riportavano i nomi delle zone o delle città da cui gli ebrei italiani vennero cacciati, come Sicilia, Calabria, Otranto.

Più di 20.000 ebrei sefarditi vivono ancora a Istanbul, 20 sinagoghe sono attive, di queste la più importante è la Neve Shalom inaugurata nel 1951 nel quartiere Beyoğlu. Il Gran Rabbino Turco di Istanbul (adesso Ishak Haleva) dirige gli affari della comunità. Gli ebrei sefarditi e quelli italiani contribuirono molto ad aumentare la potenza dell'impero ottomano, introducendo nuove idee, tecniche e attività. La prima stampante Gutenberg fu introdotta dagli ebrei sefarditi nel 1493 che dimostrarono eccellenti qualità nella medicina, nel commercio e nelle attività bancarie.

Accanto agli ebrei sefarditi esiste anche una comunità più piccola di Ashkenaziti che vivono in città dal XIX secolo. Istanbul accolse anche gli ebrei ashkenaziti del centro ed est europeo perseguitati dai nazisti durante gli anni 30 e 40 del 900.

Criminalità[modifica | modifica sorgente]

Il tasso di criminalità è sceso del 35%, passando da 76.285 reati fatti registrare a Istanbul nel 2006 a 57.123 reati registrati nel 2007.[31] L'amministrazione della città di Istanbul ha deciso di installare circa 800-900 telecamere di sicurezza.[31]

Architettura[modifica | modifica sorgente]

Istanbul è principalmente conosciuta per la sua architettura bizantina e ottomana, ma i suoi edifici riflettono i vari popoli e imperi che l'hanno governata. Strutture genovesi e romane rimangono visibili in città, a fianco dei più frequenti edifici relativi al periodo ottomano. Allo stesso modo, mentre Hagia Sophia e le moschee imperiali dominano gran parte del panorama cittadino, si possono trovare anche una serie di storiche chiese e sinagoghe.

Nessun edificio greco è sopravvissuto a Istanbul. Esempi di architettura romana sono risultati più durevoli. In piazza Sultanahmet, sul luogo dell'Ippodromo di Costantinopoli (realizzato sul modello del Circo Massimo di Roma), è ancora visibile l'obelisco di Teodosio.[32] Nella parte occidentale del quartiere Fatih sussiste una sezione lunga oltre 970 m dell'Acquedotto di Valente, costruito alla fine del IV secolo.[33] Allo stesso modo, le mura di Costantinopoli, erette in gran parte da Teodosio II, sono ancora in gran parte visibili.[34] Infine, la Colonna di Costantino, eretta nel 330 dC al centro dell'omonimo foro per celebrare la nuova capitale romana, è ancora in loco, fra l'Ippodromo e il Gran Bazar.[33]

Chiese ed ex chiese[modifica | modifica sorgente]

La chiesa cristiana più antica di Istanbul ancora esistente è San Giovanni di Studion, trasformata in moschea e nel 2014 in restauro. Altri edifici religiosi del primo periodo bizantino comprendono la Chiesa di Santa Irene, capolavoro dell'architettura bizantina, trasformata dai turchi prima in un deposito d'armi e attualmente in una sala di concerti, la Basilica di San Polieucto, oggi in rovina, e la Chiesa dei Santi Sergio e Bacco oggi "Küçük Aya Sofya Camii", "Moschea della piccola Santa Sofia". Fra le chiese del periodo Comneno sopravvissute spiccano la Chiesa del Pantocratore oggi moschea (Molla Zeyrek Camii), quella dedicata alla Theotokos Kiriotissa (oggi Moschea Kalenderhane), la Moschea Gül (di identificazione incerta) e la Moschea Atik Mustafa Pascià (Santa Tecla), mentre la Chiesa di San Salvatore in Chora, (poi "Kariye Camii" e oggi museo), la Moschea Arap ("Moschea degli Arabi", già chiesa cattolica di San Paolo e Domenico) e la Chiesa di Theotokos Pammacaristos trasformata in moschea ("Fethiye camii") ed oggi parzialmente museo, risalgono nella loro forma attuale al periodo paleologo.

fondata da Costantino e ricostruita nel 537 da Giustiniano, la Basilica di Santa Sofia è uno dei principali monumenti di Istanbul. Già considerata dai bizantini un capolavoro di architettura in virtù specialmente della sua enorme cupola, fu trasformata in moschea dopo la caduta della città nel 1453. Diventata museo per volere del primo presidente turco Mustafa Kemal Atatürk, negli anni quaranta e cinquanta del novecento ha beneficiato di restauri grazie ai quali sono stati riscoperti preziosi mosaici.

Durante l'epoca Ottomana, specialmente nell'Ottocento, decine di chiese Greco-Ortodosse, Armene e Cattoliche furono costruite nella città storica, a Galata/Pera e lungo il Bosforo, per venire incontro alle esigenze spirituali delle comunità greche, armene e levantine, a quel tempo numerose e potenti. Nonostante il declino numerico di queste comunità nel corso del novecento, questi edifici sono sempre mantenuti in efficienza e danno alla città una decisa impronta multiculturale.

Nel quartiere Fener sorge la cattedrale di San Giorgio, sede dal 1600 del Patriarcato ecumenico di Costantinopoli. Nel quartiere Pangaltı sorge invece la Cattedrale cattolica dello Spirito Santo, sede del vicariato apostolico di Istanbul.

Moschee[modifica | modifica sorgente]

Moschea Dolmabahçe (1856) nello stile neobarocco ottomano.
Moschea Blu (1616)
Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Moschee di Istanbul.

A partire dal loro arrivo nel 1453, nel corso dei successivi quattro secoli, gli ottomani hanno contribuito a delineare il panorama della città di Istanbul dandogli un'impronta indelebile, in particolar modo con la costruzione di grandi moschee. Una delle più celebri è la Moschea Blu, voluta dal sultano Ahmed I e terminata nel 1616, la quale si trova a pochi passi da Santa Sofia. La Moschea di Fatih (in lingua turca Fatih Camii, cioè la "Moschea del Conquistatore", epiteto di Maometto II), sebbene ricostruita alla fine del settecento, è uno dei maggiori esempi di architettura turco-islamica in città e ha rappresentato una tappa importante nello sviluppo dell'architettura ottomana.La Moschea di Solimano (costruita tra il 1550 e il 1557) opera realizzata dall'architetto Mimar Sinan per il sultano Solimano il Magnifico è considerata la più bella fra le moschee imperiali di Istanbul.

Yeni Cami ("Moschea nuova") (1665)

Più recente, terminata nel 1665, la Yeni Cami (in Italiano "Moschea Nuova") che si trova sul Corno d'Oro all'estremità meridionale del ponte di Galata ed è uno dei siti più visitati di Istanbul. Tra le altre importanti moschee, possiamo citare la Moschea di Dolmabahçe e la Moschea di Eyüp, dove i sultani andavano a pregare subito dopo l'incoronazione (tradizione riscoperta dal presente primo ministro dopo ogni vittoria elettorale).

La moschea Nur-i-Osmaniye ("la luce di Osman") del diciottesimo secolo, e la moschea di Ortaköy, terminata nel 1856, rompono con la tradizionale architettura ottomana, abbracciando uno stile europeo neobarocco. Questa trasformazione di stile sarà presente in numerosi altri edifici costruiti nel XIX secolo nella città.

Palazzi[modifica | modifica sorgente]

Porta della Felicità nel Palazzo Topkapı
La Stazione ferroviaria Haidar Pascià, già capolinea del traffico asiatico, chiusa nel 2012

Caratteristica della Istanbul ottomana è la quasi totale assenza di un'architettura civile in pietra. Infatti gli ottomani usavano come materiale di costruzione per le case il legno, così che il tempo, i terremoti ed i numerosi incendi hanno fatto scomparire quasi dovunque le abitazioni della città ottomana, sostituite oggi da anonimi caseggiati. I Sultani risiedevano sino alla meta dello ottocento nel Palazzo Topkapı (letteralmente "Porta del Cannone"). Esso consiste di una serie di edifici, giardini e chioschi situati sul Promontorio del Serraglio ("Saray Burnu"), il quale divide il Corno d'Oro e il mar di Marmara, e prende il nome da una porta (oggi scomparsa) delle mura che lo proteggono. Fondato nel 1459, crebbe inglobando il sito dell'antica acropoli greca e bizantina, ed è oggi trasformato in un museo.

Nei secoli successivi, e soprattutto dopo le riforme del Tanzimat, l'architettura ottomana è stata soppiantata da stili europei. In contrasto con gli elementi tradizionali del Palazzo Topkapi e delle moschee della penisola storica il Palazzo Dolmabahçe e il Palazzo Yıldız (con il Parco Yıldız accanto) sono chiaramente di stile neobarocco. Allo stesso tempo, la zona intorno İstiklal Caddesi ("Viale dell'Indipendenza", già "Gran Via di Pera") è caratterizzata da grandiosi palazzi che ospitavano ambasciate europee (dopo il trasferimento della capitale scadute al rango di consolati) perlopiù in stile neoclassico e, più tardi, Art Nouveau.

Palazzo Dolmabahçe, di stile eclettico (barocco, rococò e neoclassico), è stato la residenza principale dei sultani ottomani a partire dal XIX secolo.

Altri edifici[modifica | modifica sorgente]

Tra gli altri principali edifici di interesse architettonico presenti in città si può menzionare la Torre di Galata, eretta nel 1348, ultimo resto delle mura che proteggevano il quartiere genovese omonimo. Molto più antica la Yerebatan Sarayı (Cisterna-Basilica) una grande cisterna sotterranea per la raccolta delle acque, costruita da Giustiniano I nel 532, la quale oggi si presenta come un enorme spazio sotterraneo di circa 140 metri per 70, le cui volte sono sorrette da dodici file di 28 colonne alte 9 metri e distanziate l'una dall'altra di 4,90 m.

Dell'epoca ottomana sono ancora in funzione il Grande Bazar d'Istanbul e il Bazar delle spezie d'Istanbul, grandi mercati al coperto dove si trovano numerosissimi negozi caratteristici e che attirano costantemente folle di turisti.

Parchi[modifica | modifica sorgente]

Ingresso principale del Parco Yıldız

Il Parco Yıldız, si estende alle spalle del Palazzo Çırağan, sulle pendici della riva europea del Bosforo. Il parco presenta alcuni palazzi sultanali, tra cui il Palazzo Yıldız. A questo si aggiungono un teatro, una moschea e una fabbrica. Questo parco si estende per circa 160 ettari ed è stato originariamente progettato dall'architetto e paesaggista francese G. Le Roy che aveva fatto piantare rari ed esotici alberi, arbusti e fiori. Il parco è stato illuminato con la nuova tecnologia elettrica e dotato di scarichi fognari che lo mantengono asciutto. Il parco è stato ristrutturato nel 1980 dall'Automobil Club turco.

Il Parco Gülhane

Il Parco Gülhane, situato tra le mura merlate esterne del Palazzo Topkapi, occupa la parte occidentale del Serraglio. Il Parco Gülhane faceva parte del giardino esterno del Palazzo di Topkapi e una sua parte è stata aperta al pubblico nel 1912. In precedenza fu luogo per i giochi cavallereschi e gare di tiro con l'arco. Ora è un parco alberato pubblico che ospita concerti e altre attrazioni. Geologicamente, il Parco Gülhane si trova sul pendio di Eminonu. Il Parco è stato oggetto di restauri negli ultimi anni.

Il Miniatürk, con la sua superficie di sei ettari, è il più grande parco contenente miniature di edifici del mondo. Sul suo percorso ci sono più di 105 modelli in miniatura, che rappresentano l'epoca architettoniche dell'Impero Ottomano, tra cui 45 modelli in miniatura di Istanbul. Essi comprendono la Basilica di Santa Sofia e il Palazzo Topkapi, ma anche due meraviglie del mondo antico, il Mausoleo di Alicarnasso e il Tempio di Artemide ad Efeso. Sono presenti anche modelli di importanti architetture al di fuori della Turchia, come la Cupola della Roccia di Gerusalemme e la Moschea al-Aqsa.

Nel punto più alto di Istanbul, a 267 metri di altezza, è presente il parco Büyük-Çamlıca. Tre caffetterie in stile del XVIII secolo sono qui conservate, insieme a pini, querce e cipressi. Questo luogo era una volta il ritrovo preferito del sultano Mahmud II.

Economia[modifica | modifica sorgente]

Istanbul Cevahir nel quartiere Şişli è il centro commerciale più grande d'Europa.
Bankalar Caddesi (Viale delle Banche) a Galata fu il centro finanziario di Istanbul durante il periodo ottomano.

Oltre ad essere la più grande città ed ex capitale politica del paese, Istanbul è sempre stata il centro della vita economica della Turchia in virtù della sua posizione di incrocio di terre internazionali e rotte commerciali del mare. Istanbul è anche il più grande centro industriale della Turchia. Essa occupa circa il 20% della manodopera industriale e contribuisce al 38% del lavoro industriale di tutto il paese. Istanbul e la sua provincia producono cotone, frutta, olio di oliva, seta e tabacco. La trasformazione alimentare, la produzione tessile, i prodotti petroliferi, la gomma, la ceramica, cuoio, industrie chimiche, farmaceutiche, elettroniche, del vetro, automobili, prodotti di carta e le bevande alcoliche sono tra i principali prodotti industriali della città. Secondo la rivista Forbes, Istanbul ha avuto un totale di 35 miliardari, a partire da marzo 2008, posizionandosi al quarto posto nel mondo.[35]

Nata come l'Ottoman Stock Exchange (Dersaadet Tahvilat Borsası) nel 1866 e riorganizzata la sua struttura attuale all'inizio del 1986, l'Istanbul Stock Exchange (ISE) è l'unico mercato di titoli di Turchia.[36] Nel corso del XIX secolo e nei primi del XX secolo, Bankalar Caddesi (Corso delle banche) a Galata è stato il centro finanziario dell'Impero ottomano, dove vi era la sede centrale della Banca Ottomana e Ottoman Stock Exchange.[37] Bankalar Caddesi ha continuato ad essere il principale quartiere finanziario di Istanbul fino al 1990, quando la maggior parte delle banche turche hanno cominciato a spostare il loro quartier generale per presso i moderni quartieri di Levent e Maslak.[37] Nel 1995, la Borsa di Istanbul si è trasferita nella suo attuale edificio nel quartiere di Istinye.[38]

Il quartiere finanziario Levent.
Il quartiere finanziario Gayrettepe.

Oggi, la città genera il 55% del commercio della Turchia e il 45% del commercio all'ingrosso del paese e genera il 21,2% del prodotto nazionale lordo della Turchia. Istanbul raccoglie il 40% di tutte le imposte riscosse nella Turchia e produce il 27,5% del prodotto nazionale. Nel 2005 il Comune di Istanbul produceva un PIL di 133 miliardi dollari.[39] Nel 2005 le società con sede a Istanbul hanno effettuato esportazioni per il valore di 41.397 milioni di dollari e le importazioni di un valore 69.883 milioni di dollari. Questi dati corrispondevano al 56,6% e 60,2% delle esportazioni e delle importazioni rispettivamente di tutto il paese, in quell'anno.[40]

Istanbul è uno dei luoghi turistici più importanti della Turchia. Vi sono migliaia di alberghi e imprese turistiche in città. Nel 2006 un totale di 23.148.669 turisti hanno visitato la Turchia, la maggior parte dei quali sono entrati nel paese attraverso i porti e gli aeroporti di Istanbul e Antalya.[41] Il numero totale di turisti che sono entrati in Turchia attraverso l'Aeroporto Internazionale Atatürk e di Sabiha Gökçen ha raggiunto i 5.346.658 di unità, passando dalle 4.849.353 del 2005.[42] Istanbul è anche un centro per le grandi conferenze e come sede per le principali associazioni internazionali del mondo.[43]

Servizi pubblici[modifica | modifica sorgente]

Istruzione[modifica | modifica sorgente]

Istanbul ospita alcuni dei migliori istituti di istruzione superiore della Turchia, tra cui più di 35 università pubbliche e private. La maggior parte delle università pubbliche sono di buon livello, ma negli ultimi anni c'è stata anche una crescita notevole del numero di università private. L'Università di Istanbul, fondata come una madrasa nel 1453, è il più antico istituto educativo turco della città,[44] mentre l'Università tecnica di Istanbul (1773) è la terza università tecnica più antica del mondo interamente dedicata alle scienze ingegneristiche.[45] Quasi tutte le scuole private turche superiori e le università di Istanbul insegnano una o due lingue straniere, di solito inglese, tedesco o francese.

Istanbul possiede inoltre numerose biblioteche, molte delle quali contengono vaste collezioni di documenti storici del periodo romano, bizantino e ottomano, così come di altre civiltà del passato. Le biblioteche più importanti in termini di raccolte di documenti storici includono la biblioteca del Palazzo Topkapı, la biblioteca del Museo Archeologico, la biblioteca del Museo Navale, la biblioteca di stato Bayezıd, la biblioteca Nuruosmaniye, la biblioteca Süleymaniye, la biblioteca dell'Università di Istanbul e quelle di Köprülüzade Fazil Ahmed Paşa, di Atatürk e di Çelik Gülersoy.

Sanità[modifica | modifica sorgente]

La città ha molti ospedali sia pubblici che privati, cliniche e laboratori all'interno dei suoi confini e numerosi centri di ricerca medica. Molti di questi impianti possiedono apparecchiature ad alta tecnologia, ciò ha contribuito alla recente crescita del "turismo medico" a Istanbul,[46] in particolare dai paesi dell'Europa occidentale come il Regno Unito e la Germania dove i governi inviano i pazienti a basso reddito[47]. Istanbul è diventata in modo particolare una destinazione mondiale per la chirurgia laser oculare e la chirurgia plastica.[46] La città ha anche un ospedale dei veterani dell'esercito ospitato nel centro medico militare.

Connessi all'elevato inquinamento cittadino vi sono dei problemi di salute pubblica che si amplificano in particolare in inverno, quando l'utilizzo dei combustibili tende ad aumentare. Il crescente numero di nuove auto in città e il lento sviluppo del trasporto pubblico urbano sono spesso causa di condizioni di smog. L'uso obbligatorio di benzina verde è stato programmato per iniziare solo nel gennaio 2006.[48]

Servizi[modifica | modifica sorgente]

I primi sistemi di rifornimento idrico risalgono alla fondazione della città. I due più grandi acquedotti di epoca romana sono l'Acquedotto Mazulkemer e l'Acquedotto di Valente. Questi sono stati progettati per incanalare l'acqua dalla zona Halkali, nel bordo occidentale della città, al quartiere Beyazit, nel centro della città.[49] Dopo aver raggiunto il centro della città, l'acqua era in seguito raccolta in numerose cisterne, come la famosa cisterna di Filosseno e la cisterna Basilica. Il sultano Solimano il Magnifico commissionò a Sinān, il suo capo ingegnere e architetto, di migliorare le esigenze idriche della città. Sinan Kırkçeşme costruì il sistema di approvvigionamento idrico nel 1555[49], con l'obiettivo di rispondere alla sempre crescente richiesta del pubblico di acqua.

Oggi, Istanbul ha una fornitura di acqua clorata e filtrata e un sistema di smaltimento delle acque reflue gestito dall'agenzia governativa ISKI.[50] Ci sono anche diverse organizzazioni nel settore privato per la distribuzione di acqua potabile, dal momento che l'acqua proveniente dagli acquedotti non è potabile. Servizi di distribuzione di energia elettrica sono coperti dalla statale TEK. Il primo impianto di produzione di energia elettrica in città, è stato fondato nel 1914 e continuò a erogare energia fino al 1983.[51]

Il Ministero delle Poste e Telegrafi ottomano è stato istituito nella città il 23 ottobre 1840.[52] Il primo ufficio postale è stato il Postahane-i Amire vicino al cortile della moschea nuova.[52] Nel 1876 è stata resa operativa la prima rete postale internazionale tra Istanbul e le terre al di là del vasto impero ottomano.[52] Nel 1901 vengono resi possibili i trasferimenti di denaro tramite gli uffici postali.[52] Nel luglio 1881 è stata installata la prima rete telefonica di Istanbul, tra il Ministero delle Poste e dei Telegrafi in Sogukcesme e la Postahane-i Amire in Yenicami.[53] Il 23 maggio 1909, la prima centrale telefonica manuale con una capacità di 50 linee è stata realizzata presso le poste di Sirkeci.[53]

Trasporti[modifica | modifica sorgente]

Aeroporti[modifica | modifica sorgente]

L'Aeroporto Internazionale Atatürk, situato nella parte europea, è il principale aeroporto della città e uno dei maggiori hub internazionali nella regione.

Istanbul possiede due aeroporti internazionali: il più grande è l'Aeroporto Internazionale Atatürk, che si trova nel quartiere di Yeşilköy sul versante europeo a circa 24 chilometri ad ovest dal centro della città. Quando fu costruito, l'aeroporto era situata al margine occidentale dell'area metropolitana ma ora si trova entro i confini della città. Più piccolo è l'Aeroporto Internazionale Sabiha Gökçen situato nel distretto Kurtköy nella parte asiatica, vicino al circuito di Formula 1, si trova a circa 20 chilometri a est della parte asiatica e a 45 km ad est del centro della città europea. È prevista la costruzione di un terzo aeroporto, situato sulla sponda europea del Mar Nero.

Navigazione[modifica | modifica sorgente]

Traghetti per pendolari operano sul Bosforo dal 1837.

Il trasporto navale è fondamentale per Istanbul, la città è praticamente circondata dal mare su tutti i lati: il Mar di Marmara, il Corno d'Oro, il Bosforo e il Mar Nero. Molti cittadini vivono nella parte asiatica della città ma si spostano per lavoro in quella europea (o viceversa) e i traghetti rappresentano, ancora di più che i due ponti che attraversano il Bosforo, la spina dorsale del trasporto di massa. I traghetti per pendolari, insieme al catamarano ad alta velocità Seabus' (Deniz Otobüsü), formano anche il collegamento principale tra la città e le Isole dei Principi.

I traghetti a vapore hanno fatto la loro prima apparizione sul Bosforo nel 1837 ed erano gestiti da aziende private.[54] Il 1º gennaio 1851, una società di trasporto pubblico fu istituita dallo stato ottomano.[54] Questa azienda ha operato fino ai primi anni della storia repubblicana dello stato per poi essere sostituita dalla Türkiye Denizcilik İşletmeleri (Linee Marittime di Stato).[54] Dal mese di marzo 2006, i traghetti vengono gestiti dalla İstanbul Deniz Otobüsleri.[54]

Il porto di Istanbul è il più importante del paese. Il vecchio porto sul Corno d'Oro serve principalmente per la navigazione privata, mentre nel porto di Karaköy a Galata è utilizzato dalle navi da crociera di grandi dimensioni. Esistono servizi di trasporti regolari sia di crociera per diverse città portuali del Mar Mediterraneo e del Mar Nero. Il porto mercantile principale di Istanbul si trova nel quartiere di Harem nella parte asiatica della città. Istanbul ha anche molti porti turistici di varie dimensioni per la navigazione privata.

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Veduta panoramica del Bosforo, con il Ponte Fatih Sultan Mehmet (1988) a destra.

Ferrovie[modifica | modifica sorgente]

La stazione di Sirkeci è stata inaugurata nel 1890 come capolinea dell'Orient Express.

Nel 1883, un imprenditore belga, Georges Nagelmackers, iniziò un servizio ferroviario tra Parigi e Istanbul, con una nave a vapore che trasportava i passeggeri da Varna a Costantinopoli. Nel 1889 la linea ferroviaria è stata completata collegando direttamente Istanbul a Bucarest, rendendo il viaggio via terra interamente possibile. Il percorso era conosciuto come Orient Express, reso ancor più celebre dalle opere di Agatha Christie e Graham Greene.[55]

Oggi, la Stazione di Sirkeci delle Ferrovie dello Stato turche (TCDD), che era stata originariamente aperta nel 1890 come capolinea dell'Orient Express, è il capolinea dei collegamenti ferroviari fra Istanbul ed il resto d'Europa, i quali corrono lungo la linea Istanbul-Salonicco, in Grecia.

Al di là del Bosforo, il Terminal Haydarpaşa, sulla sponda asiatica, serve la linea per Ankara (è attualmente in costruzione anche la ferrovia ad alta velocità Istanbul–Ankara) e per altre città dell'Anatolia, ma è attualmente chiuso (e lo rimarrà almeno sino al 2015) per i lavori a quest'ultima ed al Marmaray. Le reti ferroviarie sui lati europei e asiatici sono attualmente collegate da un traghetto attraverso il Bosforo, che sarà sostituito da un tunnel sottomarino di collegamento con il completamento del progetto Marmaray previsto per il 2015.

Due linee ferroviarie suburbane (Banliyö Treni) uniscono il centro città alla periferia: la prima corre lungo la sponda del Mar di Marmara tra la stazione centrale della parte europea, il Terminal Sirkeci, e il quartiere Halkali ad ovest del centro città, con 18 stazioni lungo i suoi 30 km di lunghezza. La seconda corre nella parte anatolica, dal terminal ferroviario di Haydarpaşa sino a Gebze all'estremità orientale della città. 720.000 passeggeri utilizzano le linee ferroviarie urbane sul lato europeo della città ogni giorno.[56]

Tram[modifica | modifica sorgente]

Il primo tram è entrato in servizio a Istanbul il 3 settembre 1869 fra Tophane ed Ortaköy[57]. La rete tranviaria di Istanbul è stata ampliata negli anni successivi.

Un tram veloce (T1) è entrato in servizio nel 1992 nella parte europea della città. La linea ha 24 stazioni su una lunghezza di 14 km. Un intero viaggio dura 42 minuti. La capacità di trasporto giornaliera è di 155.000 passeggeri. Nel settembre 2006, una seconda linea di tram (T2) è stata aggiunta sempre in Europa, unendo Zeytinburnu a Bagcilar.

Funicolari[modifica | modifica sorgente]

La storica stazione del Tünel a Karaköy.
Funicolare moderna che connette il porto di Kabataş con la stazione della metropolitana sotto la Piazza Taksim.

Istanbul è servita da due funicolari sotterranee, di età e stile molto diverse. La più vecchia di queste linee è il Tünel (letteralmente Tunnel.) Inaugurata il 17 gennaio 1875,[58] il Tünel è la seconda più antica linea ferroviaria sotterranea urbana nel mondo dopo la metropolitana di Londra (1863) e la prima linea ferroviaria sotterranea urbana in Europa continentale, anche se la prima linea della metropolitana completa con più stazioni dell'Europa continentale è stata la linea 1 della metropolitana di Budapest (1896). La linea Tünel è di 573 m di lunghezza e affronta un dislivello di 60 metri senza alcuna stazione intermedia.[58] È in servizio permanente dal 1875.[58] Il servizio è realizzato con due treni su di un unico binario che passano ogni 3,5 minuti e un viaggio dura 1,5 minuti.[58] Ogni anno vengono realizzati 64.800 viaggi per un totale di 37.066 km l'anno, la linea Tünel trasporta 15.000 passeggeri al giorno.[58]

Una seconda linea funicolare, il Kabataş-Taksim, è entrata in servizio il 29 giugno 2006 e collega Kabataş e Taksim.[59] La sua lunghezza è di circa 600 metri e sale a circa 60 metri in 110 secondi, portando 9.000 passeggeri al giorno.[59]

Ferrovia leggera[modifica | modifica sorgente]

La ferrovia leggera di Istanbul è un semplice sistema di trasporto ferroviario composto da due linee, che corrono nella parte europea della città. La prima linea (M1) è entrata in servizio il 3 settembre 1989 tra Aksaray e Kartaltepe. La linea è stata successivamente sviluppata fino a raggiungere l'aeroporto Atatürk il 20 dicembre 2002. L'altra linea (T4) è stato inaugurata nel 2007 tra Edirnekapi e Mescid-i Selam. Le due linee sono completamente separate dal traffico automobilistico, senza passaggi a livello e hanno un percorso sotterraneo di 10.4 km.

Metropolitana[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Metropolitana di Istanbul.
Mappa della rete ferroviaria Istanbul (non comprese alcune delle linee di metropolitana attualmente in costruzione.)
Stazione Levent della metropolitana di Istanbul, nella parte europea della città.

I lavori di costruzione della Metropolitana di Istanbul (M2) sono iniziati nel 1992 e il primo tratto completato tra Taksim e Levent è entrato in servizio il 16 settembre 2000.[60] Questa sezione della linea è di 8,5 km di lunghezza e dispone di sei stazioni.[60]

Un'estensione a nord da Levent a Maslak è stata inaugurata il 30 gennaio 2009.[61] L'estensione a sud della linea M2 da Taksim a Yenikapi è stata finora completata fino alla stazione Sishane Beyoğlu che è entrata in servizio il 30 gennaio 2009.[61] A Yenikapi la rete M2 si interseca con la metropolitana leggera, con le linee ferroviarie suburbane e con il tunnel Marmaray.

Attualmente, la linea M2 ha 10 stazioni di servizio sul lato europeo della città, mentre 6 nuove stazioni sul versante europeo e 16 nuove stazioni nella parte asiatica sono attualmente in costruzione. La lunghezza totale della parte europea della linea M2 raggiungerà 18,36 km quando sarà completata.[60][62][63]

Nella parte asiatica, la costruzione di 21,66 km lungo la linea M2 da Kadıköy a Kartal continua e la linea arriverà ad avere un totale di 16 stazioni.[64]

METRO ISTANBUL MAP 2013-14.png

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Linee della Metropolitana di Istanbul (2012)

Ferrovia suburbana[modifica | modifica sorgente]

Il tunnel Marmaray (tunnel ferroviario sottomarino Bosforo) collegherà le due linee ferroviarie sulle quali sono svolti servizi suburbani presenti nella zona asiatica ed in quella europea della città. Il tunnel sarà inaugurato il 29 ottobre 2013, mentre la linea sarà completata nel 2015.

Cultura e vita contemporanea[modifica | modifica sorgente]

Bagni turchi[modifica | modifica sorgente]

L'Hammam voluto da Roxelana ed eretto da Sinān.

Una significativa cultura si è sviluppata intorno all'Hammam, cioè il bagno turco. Esso ha rappresentato uno dei luoghi preferiti dove passare il tempo libero durante tutto il periodo ottomano, uno dei più begli esempi è il Çemberlitaş Hamamı (1584), situato presso la piazza Çemberlitaş.[65] Un altro ottimo esempio del XVII secolo è il Galatasaray Hamami, che si trova sul quartiere di Beyoglu, noto per la qualità del servizio e la sua pulizia. Durante l'Impero Ottomano, molti Hamam sono stati costruiti accanto alle moschee, come parte della "külliye" (complesso). Un bellissimo esempio di ciò è l'Hamam della moschea di Kilic Ali Pasa, costruita da Sinān.

Attività ricreative[modifica | modifica sorgente]

Le Isole dei Principi (qui Büyükada) si trovano nel Mar di Marmara, a sud-est della penisola storica di Istanbul.

Recentemente, nella vecchia parte della città sono state riaperte alcune spiagge. I luoghi più popolari per bagnarsi sono in Bakırköy, Küçükçekmece e Sariyer. Fuori dalla città vi sono le Isole dei Principi e Kilyos e Şile sul Mar Nero.

Le Isole dei Principi (Adalar) sono un gruppo di isole in cui è proibito il trasporto a motore: sono situate nel Mar di Marmara, a sud dei quartieri asiatici di Kartal e Pendik. Pini e cembri, palazzi in stile neoclassico e art nouveau in stile ottomano del XIX secolo e inizio del XX secolo, carrozze trainate da cavalli e ristoranti di pesce li rendono una destinazione molto popolare. Sono raggiungibili con i traghetti per pendolari o con il catamarano ad alta velocità (Deniz otobüsü) da Eminönu e Bostancı.

Şile è una lontana e rinomata località balneare turca sul Mar Nero, a 50 chilometri da Istanbul, dove possono essere trovate spiagge incontaminate di sabbia bianca. Kilyos è una piccola località balneare tranquilla, situata in Europa, non lontano dall'ingresso settentrionale del Bosforo, sul Mar Nero. Il luogo è diventato popolare negli ultimi anni tra gli abitanti di Istanbul come meta di escursioni. Kilyos offre una spiaggia con ristoranti di pesce e locali notturni, particolarmente attivo in estate con molte feste notturne e concerti dal vivo sulla spiaggia.

Acquisti[modifica | modifica sorgente]

Il Grand Bazaar è uno dei più grandi mercati coperti del mondo.

Istanbul ha numerosi centri commerciali storici, come il Gran Bazar (fondato nel 1461), il Mahmutpasa Bazar (1462) e il Bazaar egiziano (1660). Il primo centro commerciale moderno in Turchia è stata la galleria Ataköy (1987), che è stata seguita da decine di altri centri sorti negli ultimi decenni, come Akmerkez (1993), Metrocity (2003), Mall Cevahir (2005), che è il più grande centro commerciale in Europa, e il mercato Kanyon (2006). Nisantasi Istinye (2007) e City (2008) sono due nuovi centri commerciali dedicati ai consumatori di fascia alta e propongono quasi esclusivamente celebri brand di alta moda.

Ristoranti[modifica | modifica sorgente]

I quartieri di Bebek, Arnavutköy e Yeniköy sul Bosforo sono famosi per i loro ristoranti di pesce.

Insieme con i ristoranti tradizionali turchi, molti ristoranti europei, dell'estremo Oriente e numerose altre cucine internazionali sono fioriti in città. La maggior parte dei locali e pub storici della città si trovano nelle zone intorno Istiklal Caddesi a Beyoĝlu.

Altri pub storici si trovano nelle zone intorno Pasaji Tünel e nelle vicinanze della Asmalimescit Sokagi. Alcuni quartieri storici intorno ad Istiklal Caddesi sono stati recentemente riqualificati, con diversi livelli di successo, per offrire pub, ristoranti, caffetterie e locali con musica dal vivo.[66]

Ad Istanbul, soprattutto nella zona di Beyoĝlu, esistono anche numerose Meyhane, semplici locali dove si va a bere vino ed ascoltare musica turca.

Istanbul è anche famosa per i suoi storici ristoranti di pesce, ad esempio, il quartiere di Kumkapı ha una zona pedonale che è dedicata esclusivamente a questa tipologia di locali. Circa 30 ristoranti di pesce si trovano lì. Molti altri, e di alto livello, si trovano lungo le rive del Bosforo, in particolare a Bebek, Arnavutköy, Yeniköy, Beylerbeyi e Çengelköy, ed a Yeşilköy, in riva al Mar di Marmara verso l'ovest della città.[67][68] Buyukada, la più grande delle Isole dei Principi, nel Mar di Marmara, è tra le più rinomate località per chi ama la cucina di mare.

Vita notturna[modifica | modifica sorgente]

Ci sono molti locali notturni, pub, ristoranti e taverne con musica dal vivo in città. Le zone intorno Istiklal Caddesi, Nisantasi, Bebek e Kadıköy offrono tutti i tipi di caffè, ristoranti, pub e discoteche, nonché gallerie d'arte, teatri e cinema. Il "Babilonia"[69] e "Nu Pera" a Beyoglu sono i locali notturni più in voga sia in estate che in inverno.

I più popolari dei locali estivi a cielo aperto, si trovano sul Bosforo, come "Sortie"[70][71], "Reina"[72][73] e "Anjelique"[74] nel quartiere Ortaköy. Il "Jazz Bar Q" in Ortaköy offre musica jazz dal vivo in un ambiente elegante.

Luoghi come l'Istanbul Arena Maslak e Kurucesme Arena[75] sul Bosforo frequentemente ospitano concerti dal vivo di cantanti famosi e band provenienti da ogni angolo del mondo. Parkorman'[76] in Maslak ha ospitato l'isola di MTV nel 2002 ed è un popolare luogo di ritrovo per concerti dal vivo e feste rave in estate.

Media[modifica | modifica sorgente]

Il primo quotidiano turco, il Takvim-i Vekayi, è stato stampato il 1º agosto 1831 nel distretto Bâbıâli. Bâbıâli divenne il centro principale per la stampa. Istanbul è anche la capitale della Turchia per quanto riguarda la stampa, con una grande varietà di periodici nazionali ed esteri che esprimono diversi punti di vista e giornali nazionali estremamente competitivi. La maggior parte dei giornali a livello nazionale hanno sede a Istanbul.[48] I principali quotidiani includono: Hürriyet, Milliyet, Sabah, Radikal, Cumhuriyet, Zaman, Türkiye, Aksam, Bugün, Stella, Dünya, Tercüman, Güneş, Vatan, Posta, Takvim, Vakit, Yeni Safak, Fanatik e Turkish Daily News. Ci sono anche numerose emittenti locali e nazionali televisive e radiofoniche che si trovano ad Istanbul, come ad esempio: Star TV, TV Show, Sky Türk, MTV Türkiye, Türkiye Fox, Fox Sports Türkiye, NTV, Samanyolu TV, Kanal D, ATV, CNBC-e, CNN Türk, Cine5, TGRT Haber, Kanal 7, Kanal Turk, Flash TV e molti altri. Nella città di Istanbul, ci sono oltre un centinaio di stazioni radio FM.[77]

Sport[modifica | modifica sorgente]

Il Türk Telekom Arena, nuovo stadio del Galatasaray.

Durante il periodo romano e bizantino, gli eventi sportivi più importanti erano le corse sui carri di bighe e quadrighe, che si svolgevano presso l'Ippodromo di Costantinopoli, il quale aveva una capacità di ospitare oltre 100.000 spettatori.[78] Oggi, sport come calcio, basket, pallavolo ed ippica sono molto popolari in città. Tra i club sportivi più importanti ricordiamo: il Beşiktaş, il Fenerbahçe e il Galatasaray nel calcio; il Efes Pilsen, Fenerbahçe Ulker, Galatasaray Cafe Crown e il Beşiktaş Cola Turka nella pallacanestro; l'Eczacıbaşı, il Vakıfbank e Fenerbahçe nella pallavolo. Le corse di cavalli si svolgono nell'ippodromo di Veli Efendi (l'antico Campus Tribunalium bizantino, dove l'esercito acclamava l'Imperatore).

Lo stadio Olimpico Atatürk è il più grande stadio polivalente della Turchia, classificato come 5 stelle dalla UEFA e di prima classe sede per l'atletica leggera, avendo raggiunto i più alti standard richiesti stabiliti dal Comitato olimpico internazionale. Lo stadio ha ospitato la UEFA Champions League 2005. Lo stadio Şükrü Saraçoğlu, casa dei Fenerbahçe, è anch'esso un 5 stelle UEFA stadio ed ha ospitato la finale di Coppa UEFA 2009. Il Sinan Erdem Spor Salonu è una delle arene più grandi d'Europa, ed ospita numerosi eventi sportivi.

Istanbul ospita numerosi eventi annuali motoristici come il Gran Premio di Turchia di Formula 1 (non più in calendario dal 2012), la MotoGP, il campionato del mondo turismo, la GP2 e la Le Mans Series 1000 km presso il circuito di Istanbul Park. Di tanto in tanto Istanbul ospita anche la tappa turca del campionato del mondo formula 1 motonautica F1 sul Bosforo. Diverse le gare annuali di vela e yacht svolte sul Bosforo e sul Mar di Marmara. Il Corno d'Oro è sede di gare di canottaggio. Il 29 luglio 2006, Istanbul ha ospitato la quinta tappa dello spettacolare Red Bull Air Race.

Sport individuali come golf, equitazione e il tennis stanno guadagnando popolarità. Per l'aerobica e il body building, sono disponibili molti fitness club. In diversi centri cittadini si praticano le arti marziali e altre discipline orientali come l'Aikido e lo Yoga.

Personalità[modifica | modifica sorgente]

Cucina[modifica | modifica sorgente]

Famoso in tutto il mondo è il Lokum, pasticcino creato a Istanbul a fine 1700.

Città gemellate[modifica | modifica sorgente]

Europa

Americhe


Asia


Africa

Note[modifica | modifica sorgente]

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  2. ^ ACES > Home, ACES. URL consultato il 5 dicembre 2010.
  3. ^ UNESCO, Whc.unesco.org. URL consultato il 28 maggio 2009.
  4. ^ "Dünden bugüne İstanbul ansiklopedisi" ("I Nomi di Istanbul"), volume 5, Ciltli, 1994
  5. ^ La cosa vale anche in altri adattamenti di nomi greci come i toponimi Smirne, Sparta o Stenia (diventate İzmir, Isparta e İstinye in turco).
  6. ^ (TR) Mavioglu, Ertugrul, Sanyer, Ruhi, 30 yıl sonra kanlı 1 Mayıs (1) in Radikal, 29 aprile 2007. URL consultato il 1º luglio 2008.
  7. ^ BBC NEWS | Middle East | Film clue to Turkey Jewish attack
  8. ^ AFP: Kurdish rebels condemned at funeral of Istanbul bomb victims
  9. ^ BBC NEWS | Europe | Istanbul rocked by twin bombings
  10. ^ Istanbul, attacco al consolato Usa Pkk rapisce tre turisti tedeschi - esteri - Repubblica.it>
  11. ^ Turchia, attentato contro un minibus a Istanbul: quattro morti tra cui una 17enne - Adnkronos Esteri
  12. ^ Attentato nel cuore di Istanbul Morto il kamikaze, 32 feriti - Corriere della Sera
  13. ^ Quake increases risk for temblor in Istanbul - MIT News Office
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Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Edmondo De Amicis, Costantinopoli, Torino 2007. ISBN 978-88-06-19047-7. Sei capitoli degli originali 17 pubblicati nel 1878, con un saggio introduttivo di Umberto Eco (Istanbul, Una e Trina) e uno di Luca Scarlini (Costantinopoli: un viaggio per libri e per mare).
  • Alexander P. Kazhdan, Bisanzio e la sua civiltà, traduzione di Giovanna Arcetri, Bari: Laterza, 1995. Saggio sulla cultura bizantina tra il X e il XII secolo.
  • Philip Mansel, Costantinopoli - Splendore e declino della capitale dell'impero ottomano - 1453-1924, Mondadori, 1997
  • Orhan Pamuk, İstanbul: Hatıralar ve Şehir, Istanbul: Yapi Kredi Yayinlari, 2003. Tradotto in italiano Istanbul. I ricordi e la città, Torino: Einaudi, 2006. Una sorta di "guida" alla storia culturale e sociale della città attraverso le memorie di uno dei maggiori scrittori turchi contemporanei.
  • Silvia Ronchey e Tommaso Braccini, Il romanzo di Costantinopoli. Guida letteraria alla Roma d'Oriente, Torino 2010. ISBN 978-88-06-18921-1
  • Cristobal de Villalón, Dal viaggio in Turchia, selezione e introduzione di Antonio Gasparetti, Bari: Edizioni Paoline, 1962. Selezione dal resoconto Viaje de Turquia pubblicato dal viaggiatore spagnolo Cristobal de Villalón nel 1557.
  • Peter Clark, Istanbul. Ritratto di una città, Bologna 2012, Odoya ISBN 978-88-6288-140-1.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]