Cristoforo Buondelmonti

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Mappa di Costantinopoli di Buondelmonti (1422)

Cristoforo Buondelmonti (13861430 circa) è stato un geografo e monaco italiano studioso di antiche civiltà. Buondelmonti apparteneva ad un'importante famiglia nobiliare, estintasi nel secolo XVIII, che si era sviluppata nella Val di Greve e che, proprietaria del castello di Montebuoni e di fondi agricoli in Valdipesa, intratteneva fitti rapporti con l'Oriente.

Il monaco Buondelmonti[1] interessato alla ricerca delle civiltà scomparse e alla geografia, fu probabilmente allievo del poeta e umanista italiano Guarino Veronese tramite il quale, conobbe il mecenate Niccolò Niccoli, studioso di opere classiche e di geografia.

Gli isolari[modifica | modifica sorgente]

Dal 1414 al 1430 Buondelmonti si recò nei luoghi più importanti della civiltà greca attraversando il mar Egeo e visitando Rodi, Creta, Cipro, l'Ellesponto, Costantinopoli. Il frutto di questi lunghi viaggi furono due opere di contenuto storico-geografico:

  • la Descriptio insulae Cretae fatta arrivare a Firenze nel 1417 a Niccolò Niccoli
  • e il Liber insularum Archipelagi (1420) con una dedica al cardinale Giordano Orsini. L'opera, riscritta per quattro volte, (l'edizione definitiva è del 1430) ebbe grande diffusione e fu riportata negli isolari illustrati come quelli di Henricus Martellus, di Bartolomeo de li Sonetti e di Benedetto Bordone (14601531).

Con queste opere Buondelmonti fondò il nuovo genere letterario degli isolari, un nuovo linguaggio rinascimentale che rappresentava lo spazio fondendo la simbologia delle carte nautiche con la descrizione corografica ed assieme storica dei luoghi visitati.[2][3]

La scoperta della lingua sapienziale[modifica | modifica sorgente]

Nel 1419 Buondelmonti aveva acquistato per conto di Cosimo de' Medici nell'isola di Andros un manoscritto, tradotto in greco da uno sconosciuto Filippo, intitolato Hieroglyphica, opera di un autore ignoto chiamato Horus-Apollo o Horapollus che affermava di essere egiziano. Nel 1422 il testo arrivò a Firenze e tradotto dal greco destò molto interesse tra i dotti umanisti poiché era l'unico antico trattato riguardante l'interpretazione dei geroglifici egiziani che si credeva nascondessero simbolicamente un'antichissima lingua sapienziale.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Vedi Centro di studi micenei ed egeo-anatolici, Studi micenei ed egeo-anatolici, Volume 84, Edizioni dell'Ateneo & Bizzari, p.72. In altri testi Buondelmonti viene descritto come "prete fiorentino"
  2. ^ Vedi a questo proposito il titolo significativo dell'isolario di Bordone: Isolario di Benedetto Bordone. Nel quale si ragiona di tutte l'isole del mondo, con li lor nomi antichi & moderni, historie, fauole, & modi del loro viuere, & in qual parte del mare stanno, & in qual parallelo & clima giaciono. Ricoretto, & di nuouo ristampato. Con la gionta del Monte del Oro nouamente ritrouato. Con il Breue del Papa et gratia & priuilegio della illustrissima signoria di Venetia come in quelli appare - In Vinegia : ad instantia, & spese del nobile huomo Federico Toresano, 1547
  3. ^ Silvia Benso, Le Letteratura di viaggio dal Medioevo al Rinascimento: generi e problemi, Edizioni Dell'Orso, 1989, p.107

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Massimo Donattini, Spazio e modernità: libri, carte, isolari nell'età delle scoperte, Clueb, 2000
  • R. Weiss, Un umanista antiquario: Cristoforo Buondelmonti in Lettere Italiane vol. 16, 1964
  • Cristoforo Buondelmonti, Descriptio insule Crete et Liber insularum, cap. XI, traduzione di Marie Anne Van Spitael, Creta, 1981.

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