Ponte di Galata

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Il ponte di Galata visto dalla torre di Galata.

Il ponte di Galata (in turco Galata Köprüsü) è un ponte di Istanbul che congiunge la parte antica della città con quella moderna, a cavallo del Corno d'Oro[1].

Storia[modifica | modifica sorgente]

Il progetto leonardesco del ponte di Galata
Hayratiye Köprüsü, il ponte di barche del 1836

Il primo ponte di Galata fu costruito da Giustiniano nel VI secolo, e collegava le mura di Costantinopoli con la fortezza che Teodosio II aveva fatto costruire a Galata, a protezione del Corno d'Oro, primo degli 11 ponti di Galata che furono costruiti durante l'impero bizantino[2]; e un ponte di barche fu usato da Mehmet II per trasferire le proprie truppe dall'Asia all'attacco di Costantinopoli nel 1453.

I progetti di Leonardo e Michelangelo[modifica | modifica sorgente]

Il Da Vinci bridge realizzato in Norvegia

Il sultano Bayazid II nel 1502-1503 chiese a Leonardo da Vinci di progettare, tra la Punta del Serraglio e Pera, un ponte che avrebbe dovuto utilizzare principi geometrici e architettonici ben noti: l'arco centinato, la curva parabolica e la chiave di volta. Il risultato sarebbe dovuto essere un ponte ad unica campata lungo circa 220 metri e largo 24. Il sultano tuttavia non approvò il progetto, che rimase nell'archivio del Topkapi dove è stato rintracciato qualche decennio fa, e recentemente riesumato dal primo ministro turco Erdoğan[3][4][5].

Qualche tempo dopo il sultano invitò a Istanbul Michelangelo, per averne un nuovo progetto. L'artista non andò, ma inviò al sultano un suo disegno, che rimase peraltro inutilizzato[6]

Il traffico tra le due sponde del Corno d'oro continuò così a svolgersi esclusivamente a mezzo di imbarcazioni di tutte le specie e dimensioni fino all'inizio dell'800, quando fu aperto nel 1836, per volontà di Mahmud II, un ponte di barche denominato Hayratiye (che vuol dire "Ben fatto"), lungo tra 500 e 540 metri, che collegava Azapkapi et Unkapani.

Il primo ponte, Cisr-i Cedid[modifica | modifica sorgente]

Il primo ponte di Galata costruito nella posizione attuale, all'ingresso del Corno d'Oro, fu voluto nel 1845 dalla Valide Sultan Bezmiâlem, madre del sultano Abdülmecid I. Il nome Cisr-i Cedid significa Ponte nuovo, e doveva distinguerlo dal Cisr-i Atik, il Ponte vecchio, costruito più su[7]. Il passaggio rimase gratuito per i primi 3 giorni, dopodiché fu assoggettato a pedaggio. Il pedaggio, raccolto da funzionari in uniforme bianca ai due capi del ponte, restò in vigore fino al 1930, era gratuito per militari, uomini di legge, clero e pompieri in servizio, ed era differenziato per altri utenti[8].

Il secondo ponte del 1863[modifica | modifica sorgente]

Meno di vent'anni dopo, in previsione della visita a Istanbul di Napoleone III e nel quadro dei suoi progetti di modernizzazione della Turchia, il sultano Abdul Aziz fece costruire un nuovo ponte, di legno, in sostituzione del precedente.

Il terzo ponte del 1875[modifica | modifica sorgente]

Il terzo ponte (1880-1893)
Il quarto ponte di Galata nel 1920
Il ponte attuale, con i pescatori e lo spazio commerciale al piano di sotto

Erano gli anni in cui l'Impero ottomano si apriva all'occidente, importandone capitali, prodotti, tecnologie, modelli organizzativi e anche modelli culturali. Si progettava in questo clima il terzo ponte di Galata, affidandone la realizzazione alla società francese Forges et Chantiers de la Méditerranée di La Seyne-sur-Mer. Il progetto fu però interrotto dalla guerra franco-prussiana, e riassegnato nel 1872 per 105.000 lire turche oro ad un'impresa britannica, che lo completò nel 1875. Era lungo 480 metri, largo 14, e poggiava su 24 pontoni. Restò in uso fino al 1912, quando fu spostato indietro, in sostituzione del vecchio Cisr-i Atik'.

Il quarto ponte del 1912[modifica | modifica sorgente]

Il quarto ponte era anche il segno di come fossero cambiate - dai tempi della costruzione del precedente - le influenze straniere presso la Sublime Porta: risultato della crescente influenza tedesca (che fra l'altro coinvolse l'Impero ottomano nell'alleanza degli Imperi centrali) fu infatti anche il quarto ponte di Galata, costruito nel 1912 da un'impresa tedesca. Era a struttura metallica, lungo 426 metri e largo 25.

Il ponte si caratterizzava per una sorta di doppia vita: sopra, il piano stradale, costantemente affollato di umani e animali, e di tutti i veicoli possibili, dal tram alle automobili ai carrettini a mano; sotto, piccoli caffè e localetti di pesce. Restò in uso fino al 1992, quando fu gravemente danneggiato da un incendio, nato presumibilmente in qualcuno dei locali, e rimosso per fare spazio al nuovo.

Il ponte attuale[modifica | modifica sorgente]

Il quinto ponte di Galata, l'attuale, è stato costruito da un'impresa turca e completato nel 1994. È un ponte sollevabile, lungo 490 metri, a tre corsie per i veicoli (compreso il tram) più due ampi marciapiedi per i pedoni. Sotto il piano stradale è stato ricostruito uno spazio commerciale, come nel precedente, aperto dal 2003.

Cultura[modifica | modifica sorgente]

Il ponte di Galata è un legame simbolico tra l'Istanbul ottomana storica - il luogo delle mura, dei palazzi imperiali, delle moschee storiche, dei quartieri antichi, delle identità etniche e delle istituzioni religiose e laiche dell'impero - e la città che era degli stranieri (il distretto di Beyoğlu con le sue ambasciate, i negozi, l'edilizia ottocentesca, le chiese cristiane). Anche oggi che la Città è enormemente cresciuta, passare il ponte consente ancora di percepire concretamente la multiculturalità profonda di quella che fu la capitale di un grande impero.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Il ponte di Galata non va confuso con i due "ponti sul Bosforo": questi sono due ponti autostradali, non pedonali, che uniscono, questi sì, i due continenti, l'Asia e l'Europa. Attualmente (2013) è in costruzione il traforo del Bosforo, detto Marmaray, la cui inaugurazione è prevista per il 29 ottobre 2013 in coincidenza con la festa della repubblica turca.
    Il Corno d'oro, invece, è oggi attraversato da tre ponti: oltre il ponte di Galata ci sono infatti prima il ponte Atatürk (Unkapanı Köprüsü, in turco), costruito per la prima volta nel 1836 e dedicato ad Atatürk quando fu ricostruito nel 1940, e poi il ponte di Haliç (Haliç Köprüsü, in turco) aperto nel 1974, che è un ponte autostradale. Tutti e tre i ponti sono visibili dalla webcam Metrohan del sito della città di Istanbul.
  2. ^ si veda qui
  3. ^ fonte: ANSA 23/10/2012
  4. ^ Nel 1996, alcuni progettisti norvegesi, con a capo l'ingegnere Vebjorn Sand, hanno ripreso gli studi di Leonardo. Basandosi proprio su quel modello, sono riusciti, nel 2002, a costruirne uno che effettivamente può reggere, dimostrando che con questo tipo di forma si può costruire un ponte di tali dimensioni che è in grado anche di reggere alla spinta del vento, grazie alla struttura a doppio arco e ai 4 punti di appoggio distanziati tra di loro che fungono da contrafforti. Il nuovo progetto, realizzato nella città di Oslo, è stato finanziato dalla società che gestisce le strade norvegesi (l'equivalente dell'italiana ANAS) ed è stato eretto, con dimensioni più corte, in legno lamellare.
  5. ^ Per i disegni del ponte e l'esemplare realizzato in Norvegia si veda La repubblica del 23/10/2012
  6. ^ Questa interazione tra Michelangelo, il nuovo impero ottomano e la Città è affiorata recentemente come pretesto per un romanzo francese (Mathias Énard, Zona, in Italia Rizzoli 2011 [1])
  7. ^ Come ricorda un'iscrizione in versi sulla testata di Karaköy, il ponte fu attraversato per primo dal sultano in persona, mentre il primo naviglio a passarci sotto fu il Cigno del capitano francese Magnan.
  8. ^ La moneta di riferimento era il para, pari a 1/4000 di lira turca. Montoni, capre e altri animali pagavano 3 para, i pedoni pagavano 5, le carrozze 100.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

Coordinate: 41°01′12″N 28°58′23″E / 41.02°N 28.973056°E41.02; 28.973056