Vicariato apostolico di Istanbul

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Vicariato apostolico di Istanbul
Vicariatus Apostolicus Istanbulensis
Chiesa latina
  Apostolicus Vicariatus Istanbulensis.svg
Vicario apostolico Louis Pelâtre, A.A.
Sacerdoti 35 di cui 2 secolari e 33 regolari
442 battezzati per sacerdote
Religiosi 42 uomini, 43 donne
Battezzati 15.500
Parrocchie 13
Erezione 15 aprile 1652
Rito romano
Cattedrale Spirito Santo
Indirizzo Papa Roncalli, Olcek Sokak 83, Harbiye, 80230 Istanbul, Turkiye
Sito web www.katolikkilisesi.org
Dati dall'Annuario Pontificio 2011 * *
Chiesa cattolica in Turchia
Statua di Benedetto XV nel cortile della cattedrale di Istanbul

Il vicariato apostolico di Istanbul (in latino: Vicariatus Apostolicus Istanbulensis) è una sede della Chiesa cattolica immediatamente soggetta alla Santa Sede. Nel 2010 contava 15.500 battezzati. È attualmente retta dal vescovo Louis Pelâtre, A.A.

Territorio[modifica | modifica sorgente]

Il vicariato apostolico estende la sua giurisdizione sulla Turchia europea e sulle seguenti province dell'Anatolia nord-occidentale: Kocaeli, Düzce, Zonguldak, Bartin, Kastamonu, Çankırı, Kırıkkale, Ankara, Karabük, Bolu, Eskişehir, Sakarya, Bilecik, Yalova, Bursa, Balıkesir e Çanakkale.

Sede del vicariato è la città di Istanbul, dove si trova la cattedrale dello Spirito Santo.

Il territorio è suddiviso in 13 parrocchie.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Dalla conquista di Costantinopoli durante la Quarta Crociata (1204), la città fu sede di un patriarcato latino contrapposto al patriarcato ortodosso. Dopo la caduta dell'Impero latino (1261), il patriarcato continuò a sussistere come sede titolare e conservò fino al 1652 il diritto di nominare un vicario patriarcale residente a Costantinopoli.[1]

Nel 1623 Propaganda Fide, per ridurre sempre di più i poteri del patriarca titolare, decise di nominare un vescovo ausiliare per la sede di Costantinopoli. Due furono i vescovi nominati: Livio Lilio il 19 agosto 1625 e Giacinto Subiano il 14 novembre 1644. Inevitabili furono però i conflitti di giurisdizione tra i vescovi ausiliari ed i vicari patriarcali. Così il 5 marzo 1652 papa Innocenzo X approvò il decreto di Propaganda fide « super unione vicariatus constantinopolitani cum suffraganeatu eiusdem »[2] Il 15 aprile dello stesso anno fu comunicata la decisione al vicario patriarcale Severoli ed al vescovo ausiliare Subiano, che contestualmente divenne il primo vicario apostolico. Così la Santa Sede avocò sotto la propria autorità il vicariato di Costantinopoli, che assunse da questo momento dignità episcopale.

Il 15 aprile 1652 è la data di erezione del vicariato apostolico di Costantinopoli.[3]

Il 16 marzo 1926 ha ceduto i territori di Monastir e adiacenze alla diocesi di Skopje.

Il 18 marzo 1926 ha ceduto una porzione di territorio a vantaggio dell'erezione del vicariato apostolico di Salonicco.

Dal 1925 al 1974 non è stato più nominato alcun vicario apostolico di Costantinopoli e il governo è stato affidato al delegato apostolico "pro tempore" in Turchia, residente a Istanbul, che ne era amministratore apostolico "sede vacante".

Il 30 novembre 1990 con il decreto Quo melius della Congregazione per le Chiese Orientali, il vicariato apostolico ha assunto il nome attuale e ha ceduto una porzione del suo territorio al vicariato apostolico dell'Anatolia.

Cronotassi dei vescovi[modifica | modifica sorgente]

Vicari patriarcali[modifica | modifica sorgente]

  • ...
  • Bonaventura Secusi, O.F.M.Obs. † (1594 - ?)
  • Cherubino da Macerata, O.F.M.Obs. † (1604 - ?)
  • Giovanni Battista de Monte Barochio, O.F.M.Obs. † (15 dicembre 1614 - ?)
  • Giovanni Battista Sangallo, O.F.M.Conv. † (1616 - ? deceduto)
  • Giuseppe de Bruni, O.F.M.Obs. † (14 luglio 1618 - 1622)
  • Benedetto da Verona, O.F.M.Obs. † (15 febbraio 1622 - ?)
  • Andrea Gislanti, O.F.M. † (1626 - ? dimesso)
  • Guglielmo Foca, O.F.M.Conv. † (1627 - 1629 dimesso)
  • Giovanni Mauri, O.F.M.Conv. † (30 gennaio 1629 - 1631 dimesso)
  • Giovanni Francesco Circhi, O.F.M.Conv. † (7 maggio 1631 - dopo il 1633 dimesso)
  • Guglielmo Vizzani, O.F.M.Conv. † (1635 - 17 ottobre 1637 dimesso)
  • Angelo Petricca, O.F.M.Conv. † (30 gennaio 1638 - 1639)
  • Francesco Castogna, O.F.M.Conv. † (25 febbraio 1640 - 1641 deceduto)
  • Giovanni Mercredini, O.F.M.Conv. † (20 gennaio 1642 - ? deceduto)
  • Giovanni Battista Siroli, O.F.M.Conv. † (1º settembre 1643 - 1644 dimesso)
  • Giacinto Subiano, O.P. † (1646 - ? dimesso)
  • Giovanni Francesco Circhi, O.F.M.Conv. † (3 luglio 1647 - ? dimesso) (per la seconda volta)
  • Filippo Severoli, O.F.M.Conv. † (27 settembre 1649 - ? dimesso)

Vicari apostolici[modifica | modifica sorgente]

  • Giacinto Subiano, O.P. † (5 marzo 1652 - 1653 dimesso) (per la seconda volta)
  • Bonaventura Teuli, O.F.M.Conv. † (7 gennaio 1656 - 1662 dimesso)
  • Andrea Ridolfi, O.F.M.Conv. † (12 febbraio 1662 - 15 aprile 1677 deceduto[4])
  • Vito Piluzzi, O.F.M.Conv. † (1675 - ? dimesso)
    • Paride Maria Boschi, O.F.M.Conv. † (1677 - ? dimesso) (provicario)
    • Hieronim Polokaj, O.F.M.Conv. † (1678 - 1678 dimesso) (provicario)
  • Gasparo Gasparini, O.F.M.Conv. † (31 maggio 1677 - 22 agosto 1705 deceduto)
  • Raimondo Galani, O.P. † (19 aprile 1706 - 1720 dimesso)
  • Pier Battista Mauri, O.F.M.Ref. † (15 giugno 1720 - 2 aprile 1730 deceduto)
  • Antonio Balsarini † (18 agosto 1730 - 2 gennaio 1731 deceduto)[5]
  • Francesco Girolamo Bona † (23 giugno 1731 - 1749 dimesso)
  • Biagio Paoli † (18 marzo 1750 - 1767 dimesso)
  • Giuseppe Roverani, Batt. † (10 marzo 1767 - 2 luglio 1772 deceduto)
  • Giovanni Battista Bavestrelli † (31 agosto 1772 - 20 aprile 1777 deceduto)
  • Nicolò Pugliesi † (7 luglio 1777 - 8 luglio 1778 deceduto)
  • Francesco Antonio Fracchia, Batt. † (26 settembre 1778 - 21 ottobre 1795 deceduto)
  • Giulio Maria Pecori d'Ameno, O.F.M.Ref. † (21 ottobre 1795 succeduto - 28 febbraio 1796 deceduto)
    • Nicolò Timoni † (3 giugno 1796 - ?)[6]
  • Giovanni Battista Fonton, O.F.M.Conv. † (16 marzo 1799 - 26 agosto 1816 deceduto)
  • Vincenzo Coressi † (26 agosto 1816 succeduto - 7 marzo 1835 deceduto)
  • Julien-Marie Hillereau, S.M.M. † (7 marzo 1835 succeduto - 1º marzo 1855 deceduto)
    • Antonio Mussabini † (1855 - 1858) (provicario)
  • Paolo Brunoni † (23 novembre 1858 - 1869 dimesso)
    • Joseph Pluym, C.P. † (3 giugno 1869 - 13 gennaio 1874 deceduto) (amministratore apostolico)
    • Serafino Milani, O.F.M. † (20 marzo 1874 - ? dimesso)[7]
    • Leopoldo Angelo Santanchè, O.F.M.Ref. † (13 novembre 1874 - ? dimesso)[8]
  • Antonio Maria Grasselli, O.F.M.Conv. † (22 dicembre 1874 - 23 gennaio 1880 dimesso)
  • Vincenzo Vannutelli † (23 gennaio 1880 - 22 dicembre 1882 nominato nunzio apostolico in Brasile)
  • Luigi Rotelli † (26 gennaio 1883 - 23 maggio 1887 nominato nunzio apostolico in Francia)
  • Augusto Bonetti, C.M. † (6 maggio 1887 - 19 agosto 1904 deceduto)
  • Giovanni Tacci Porcelli † (19 dicembre 1904 - 31 dicembre 1907 nominato nunzio apostolico in Belgio)
  • Vincenzo Sardi di Rivisondoli † (6 aprile 1908 - 1914 dimesso)
  • Angelo Maria Dolci † (11 gennaio 1914 - 14 dicembre 1922 nominato nunzio apostolico in Belgio)
  • Gauthier Pierre Georges Antoine Dubois, O.F.M.Cap. † (15 novembre 1974 - 29 maggio 1989 deceduto)
  • Antuvan Marovitch † (29 maggio 1989 succeduto - 15 dicembre 1991 deceduto)
  • Louis Pelâtre, A.A., dal 9 luglio 1992

Statistiche[modifica | modifica sorgente]

La diocesi al termine dell'anno 2010 contava 15.500 battezzati.

anno popolazione sacerdoti diaconi religiosi parrocchie
battezzati totale % numero secolari regolari battezzati per sacerdote uomini donne
1950 7.650  ?  ? 72 4 68 106 131 311 22
1970 10.000  ?  ? 5 5 2.000
1980 5.000  ?  ? 51 8 43 98 1 62 123 22
1990 6.000  ?  ? 44 6 38 136 50 100 17
1999 15.000  ?  ? 28 3 25 535 32 91 13
2000 15.000  ?  ? 33 3 30 454 37 90 13
2001 15.000  ?  ? 30 3 27 500 38 91 13
2002 15.000  ?  ? 35 3 32 428 43 91 13
2003 15.000  ?  ? 32 2 30 468 39 90 13
2004 15.000  ?  ? 32 2 30 468 37 90 13
2010 15.500  ?  ? 35 2 33 442 42 43 13

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Il patriarcato latino venne abolito da papa Paolo VI nel 1964.
  2. ^ Lemmens, op. cit., p. 271.
  3. ^ Lemmens, op. cit., p. 271.
  4. ^ Si era dimesso nel 1675, ma il suo successore non poté giungere a Costantinopoli, cosicché rimase in carica fino alla morte.
  5. ^ Morì prima di prendere possesso della sede.
  6. ^ La nomina non ebbe effetto.
  7. ^ La nomina non ebbe effetto. Il 21 dicembre 1874 fu nominato vescovo di Pontremoli.
  8. ^ Non accettò l'incarico. Il 3 aprile 1876 fu nominato arcivescovo, titolo personale, di Fabriano e Matelica.

Fonti[modifica | modifica sorgente]

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • (FR) François Alphonse Belin, Histoire de la latinité de Constantinople, Paris, A. Picard, prima edizione 1872, seconda edizione 1894
  • (EN) Charles A. Frazee, Catholics and Sultans: The Church and the Ottoman Empire 1453-1923, Cambridge University Press, 2006
  • Georg Hofmann, Il vicariato apostolico di Costantinopoli, 1453-1830, Roma, Pont. institutum orientalium studiorum, 1935
  • (LA) Leonardus Lemmens, Hierarchia latina Orientis, mediante S. Congregatione de propaganda fide instituita (1622-1922), in Orientalia Christiana, vol. I, n° 5 (1923), pp. 270–290

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

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