Roxelana

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Ritratto idealizzato di Roxelana, XVIII secolo

Hürrem Sultan nata Alexandra Anastasia Lisowska e conosciuta in Europa semplicemente come Roxelana, (Rohatyn, 1500Costantinopoli, 18 aprile 1558) è stata una concubina ottomana divenuta poi moglie di Solimano il Magnifico.

Cenni storici sulla città di Rohatyn[modifica | modifica wikitesto]

Rohatyn è una città appartenente all'Ucraina Occidentale, situata sul fiume Hnyla Lypa, nell'Ivano-Frankivsk Oblast[1]. La cittadina faceva parte del regno di Galizia-Volinia e quando venne occupata dal re polacco Casmiro III, venne sconvolta la geografia del territorio. Da qui, inizia la storia di Rohatyn. Nel 1366 si parla della cittadina in quanto “fortezza” e nel 1390 in quanto “città”: lo sviluppo intensivo della città inizia nel 1415 quando ad essa sono attribuiti l'autonomia e i privilegi connessi con i diritti di Magdeburgo, legge promulgata dall'impero polacco. Dal momento che Rohatyn appartenva alle tenute reali del re polacco Casmiro III, è spesso passata da un proprietario all'altro. In altre epoche la città apparteneva a Vladislav Opolsky, poi a Volchko Prysluzhych fino Mykola. Dal 1387 la Galizia Orientale, tra cui Rohatyn, era governata dalla nobiltà polacca e così è stato fino al 1772. Le terre seguenti sono quindi appartenute al dominio polacco prima della nascita di Roxelana e dopo la morte.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Origini[modifica | modifica wikitesto]

Si pensa che Alexandra Anastasia Lisowska, chiamata Roxelana, sia nata nel 1502 (altre fonti assegnano la sua nascita al 1505-1506) a Rohatyn, in Ucraina. Se è vero che Gavrila Lysowky, padre di Roxelana, fosse un prete ortodosso, è anche vero che i russi non rientrano in questa faccenda. Lo stato dei russi è nato dopo la Rus' di Kiev e la popolazione si è convertita dal paganesimo al cristianesimo alla fine del X secolo. Nonostante ciò non abbiamo certezze al riguardo: il vero nome di Roxelana è sconosciuto ed è la tradizione letteraria a chiamarla Alexandra o Anastasia Lysowska. Abbiamo poche informazioni sulle origini di Roxelana e le fonti documentarie o i testi sulla sua vita prima di entrare nell’ harem del sultano, sono inesistenti. Delle origini di Hurrem parlano solo le leggende e le opere letterarie. A metà del XVI secolo, Mihalon Lytvyn, ambasciatore del Granducato di Lituania nel Khanato di Crimea, scrisse il libro "Sui costumi dei Tartari, lituani e moscoviti" (De moribus tartarorum, Lituanorum et moscorum 1548-1551) in cui, nella descrizione della tratta degli schiavi, affermava: "La moglie preferita del corrente imperatore turco, madre del primogenito dell'imperatore e che governerà in futuro, è stata rapita dalla nostra terra". Nel 1621-1622, il poeta Samuel Twardowski, membro del governo di Polonia, scrisse che i turchi gli avevano rivelato che Roxelana fosse la figlia di un sacerdote ortodosso di Rohatyn. Gli storiografi osservano come l'affermazione di Twardowski si confermi esattamente con la vecchia canzone popolare di Bukovina che cantava la storia di una graziosa ragazza di Rohatyn di nome Anastasia, rapita dai Tartari e venduta nell'harem del Sultano Solimano.

Nome[modifica | modifica wikitesto]

Secondo la tradizione letteraria polacca il suo vero nome era Alexandra ed era la figlia di Gavrila Lisowski, sacerdote di Rohatyn. Gli storiografi sovietici hanno accetto la versione della letteratura ucraina del XIX secolo, secondo cui la ragazza si chiamava Anastasia. Secondo Mikhail Orlov, come afferma nel suo romanzo storico "Roxolana o Lisowska Anastasia" del 1880, la ragazza non era originaria di Rohatyn ma di Chemerovets. In Europa Hürrem è conosciuta come Roxelana, nome attribuitole durante l'impero Ottomano dall'ambasciatore di Amburgo Ogier Gisleen van Busbeke. Quest'ultimo pubblicò nel 1589 a Parigi "Le Note Turche" (in latino Legationis Turcicae Epistolae quatuor), un lavoro basatosi sul fatto che Hürrem fosse originaria dell'attuale Ucraina occidentale e si chiamasse Roxolana per il nome della terra Roxolania; questo nella Confederazione polacco-lituana della fine del XVI secolo. Altri studiosi la chiamavano "Roxolana", "Roksa" o "Rossa". La convinzione che Roxelana fosse di origine russa e non ucraina è probabilmente sorta al seguito di un errore di interpretazione delle parole "Roxolana" e "Rossa". Di fatti la terra d’origine di Roxelana era chiamata Roxolania nella Confederazione polacco-lituana, ma allo stesso tempo era chiamata Malaya Rossia dai russi quando l’attuale Russia portava invece in quel periodo il nome di Moscovia. Si tratta dunque di errate interpretazioni dei documenti storici. La ragazza è stata quindi rapita dai tartari e dopo essere stata venduta come schiava numerose volte, è stata infine regalata al Sultano Solimano Il Magnifico. Gli storiografi pensano che la ragazza potesse esser stata donata al sultano in occasione della sua ascesa al trono, ma non conosciamo una data certa dell'entrata di Roxelana nell’harem del Sultano; il fatto è avvenuto tra il 1517 ed il 1520, l'anno di ascesa al trono di Solimano. All'epoca Hurrem aveva 15 anni.

Vita con il Sultano[modifica | modifica wikitesto]

Roxelana
Roxelana ed il Sultano. Il loro leggendario amore ispirò l'immaginazione europea, come questo dipinto del pittore barocco tedesco Anton Hickel (1780)

Riuscì ad attirare subito l'attenzione del sultano divenendo oggetto di gelosia da parte delle rivali. Un giorno, la preferita di Solimano, Mahidevran (chiamata anche "Gülbahar" - dove Gül significa rosa e Bahar primavera), aggredì Hürrem e la picchiò in modo violento. Questo episodio è stato descritto dall'Ambasciatore veneziano Bernardo Navagero, nel 1553: "Mahidevran insultò Hürrem, le graffiò il viso, le strappò i capelli e anche i vestiti. Dopo poco Hürrem venne invitata nella camera da letto del Sultano e rifiutandosi di apparire davanti agli occhi del suo padrone in quello stato, venne convocata per dare le sue spiegazioni. Solimano chiamò subito Mahidevran, chiedendole se Hürrem avesse detto la verità. Mahidevran sostenne di essere lei la prima donna del sultano, che le altre concubine dovevano ubbidire a lei e che fece poco a Hürrem, doveva sfigurarla ancora di più”. Sconvolto dal fatto, Solimano bandì Mahidevran dalla capitale e la inviò a Manisa, assieme a suo figlio, il principe Mustafa considerato l'erede al trono. L'esilio venne giustificato ufficialmente come la normale prassi di formazione dell'erede al trono. In seguito, Hürrem divenne l'indiscussa preferita di Solimano o haseki.

Nel 1521 muoiono due dei tre figli che Solimano ebbe da Mahidevran. L'unico erede rimasto era un bambino di sei anni, Mustafa. La possibilità di Hürrem di dare alla luce un erede, le ha dato il supporto necessario nella corte. Nel 1521 infatti, Hürrem da alla luce un primo bambino di nome Mehmet. L'anno successivo nasce Mihrimah, l'unica figlia di Solimano sopravvissuta, poco dopo nasce Abdallah, vissuto solo per tre anni. Nel 1524 nasce Selim e un anno dopo Bayezid. L'ultimo figlio che Hürrem dette alla luce è Cihangir, nel 1531. Nel 1534 muore Hafsa Sultan Khatun, la madre di Solimano che aveva provveduto a tenere sotto controllo il conflitto tra Roxelana e Mahidevran.

Nel marzo 1536 Ibrahim Pascià, dignitario ottomano, il primo Gran Visir nominato da Solimano, venne ucciso e le sue proprietà confiscate. Secondo alcune fonti, Ibrahim fu vittima di Roxelana: pare che Hurrem mal tollerasse l'influenza crescente di Ibrahim sul sovrano ed in particolare il suo appoggio per la successione al trono di Sehzade Mustafa, figlio di Solimano[2]. Tutti questi eventi, compreso l'esilio di Mahidravran e Mustafa, apirirono a Hürrem le porte per l'ascesa al potere.

Roxelana è stata in grado di ottenere ciò che nessuna concubina prima di lei aveva ottenuto. È diventata ufficialmente la moglie di Solimano e anche se non esistevano leggi, al tempo, che proibissero i matrimoni tra i sultani e le concubine, tutta la corte ottomana era contraria al matrimonio; Solimano non aveva rispettato le tradizioni. Probabilmente il matrimonio ha avuto luogo a giugno del 1534, anche se la data esatta di questo evento è tutt'oggi sconosciuta. La posizione di Hürrem era unica, come anche il titolo di Haseki, “moglie del Sultano” che fece di Solimano il primo imperatore a essersi sposato dopo Orhan I.

Solimano trascorreva la maggior parte del suo tempo nelle campagne militari, di conseguenza aveva bisogno di qualcuno di affidabile che gli fornisse le informazioni sulla situazione a palazzo: scelse Roxelana. Si sono conservate le lettere scritte da Solimano a Hurrem; da queste lettere emerge il grande sentimento d'amore che provava il sultano per Roxelana e la mancanza che sentiva di lei, il suo principale consigliere politico e la sua grande Haseki. Gli studiosi storici notano come, nelle prime fasi del suo regno, Solimano si basasse sulla corrispondenza non con Haseki bensì con la madre, in quanto Hürrem non conosceva abbastanza bene la lingua. Le prime lettere al sultano scritte da Hurrem riportano, infatti, il linguaggio burocratico, ciò suggerisce che siano state scritte con l'aiuto dello scrivano di corte.

Pietro Bragadin, ambasciatore veneziano, ci descrive un episodio che dimostra quanta influenza avesse Roxelana su Solimano. Al Sultano e a sua madre vennero donate due schiave russe da un Sanjak-bey e quando le ragazze giunsero a palazzo, Hürrem si inferocì. La madre di Solimano, inizialmente non al corrente della reazione di Hurrem, decise di donare la sua schiava al figlio ma resasi conto della situazione, si scusò con Roxelana e riprese la ragazza. La seconda schiava invece, venne data da Solimano in moglie ad un altro Sanjak-bey, visto che la presenza di una sola altra concubina a palazzo, rendeva Hurrem infelice e invidiosa.

Come detto precedentemente, Roxelana ha dato a Solimano sei figli e di tutti i figli maschi è sopravvissuto solo Selim, gli altri sono infatti morti durante la lotta per il trono (tranne Mehmet, che è morto nel 1543 a causa di vaiolo). Morì anche Mustafa, attorno al quale vige una leggenda. La leggenda narra che fu proprio Hürrem, tessendo intrighi contro Mustafa, a provocare la sua morte: Roxelana riuscì a convincere Solimano che il figlio volesse scanzarlo dal trono, ottenendo poi la sua uccisione. Ai giorni nostri sono però arrivate alcune lettere di Mustafa (dove è chiaramente visibile il sigillo personale "Şehzade Mustafa") indirizzate a Safavis Shah, che dimostrano come Mustafa stesse effettivamente complottando contro il padre. La goccia che fece traboccare il vaso per Solimano, fu la visita dell'ambasciatore austriaco, che invece di recarsi dal Sultano, si diresse direttamente da Mustafa e dopo la visita, annunciò a tutta la corte che Şehzade Mustafa sarebbe stato un ottimo Sultano. Appresa la notizia, Solimano fece presto a giustiziare Mustafa: fu strangolato nel 1553 durante la campagna militare in Persia. Un'altra leggenda narra che Cihangir (ultimo figlio di Solimano e Hurrem) morì per nostalgia del fratello.

Bayezid, penultimo figlio dato alla luce da Roxelana, dopo aver tentato di uccidere il fratello Selim, fallendo miseramente, si rifugiò in Persia, portando con sé 12.000 dei suoi uomini e meritandosi il titolo di “traditore” da parte dell'Impero Ottomano, visto che in quel periodo era in corso la guerra contro la Persia. Poco tempo dopo Solimano ripose le armi contro la Persia, arrivando ad un accordo: il Sultano volle che lo Shah persiano Tahmasp I, per 4000 monete d'oro, facesse uccidere gli uomini di Bayezid e consegnasse lo stesso Bayezid all'impero ottomano. L'esecuzione della morte di Bayezid avvenne il 25 settembre del 1561.

Mecenatismo[modifica | modifica wikitesto]

Türbe (tomba) di Roxelana

Oltre che negli affari politici, Hürrem si impegnò nella costruzione di diverse opere importanti. Tra le sue principali opere vi fu la costruzione del quartiere Aksaray, denominato "Avret Pazari" ovvero “mercato femminile” (in seguito "Haseki") contenente una moschea, una scuola (madrasa), una mensa (imaret), un ospedale ed una fontana. Questo vasto complesso è stato realizzato dall'architetto Sinan di Istanbul come suo primo incarico in quanto architetto-capo della famiglia al trono Ottomano. Dei progetti successivi vanno ricordati la mensa (in Avret Pazari) e i due grandi bagni pubblici "Haseki Hurrem Sultan Hamami" (uno nel quartiere ebraico e l'altro nel quartiere di Santa Sofia) costruiti a Istanbul e infine l'ospizio, le sale da pranzo per i pellegrini e i senza tetto a Gerusalemme. Per ricordare ancora una volta l'influenza che Hurrem aveva su Solimano, ella riuscì a ottenere dal Sultano che venissero chiusi i mercati degli schiavi.

Lettera di congratulazioni inviata da Roxelana a Sigismondo II Augusto di Polonia, in occasione della sua ascesa al trono nel 1549.

Alcuni dei suoi ricami, o almeno fatti sotto la sua supervisione, sono giunti a noi, come ad esempio quelli donati nel 1547 a Tahmasp I Shah dell'Iran e nel 1549 a Sigismondo II Augusto di Polonia.

Esther Handali agì come sua segretaria e intermediaria in diverse occasioni.

Morte[modifica | modifica wikitesto]

Tomba di Hürrem Sultan a Rohatyn in Ucraina

Hürrem morì il 18 aprile 1558 a Costantinopoli. Negli ultimi anni della sua vita era molto cagionevole di salute. Si dice che il Sultano ordinò di bruciare tutti gli strumenti musicali del palazzo per non disturbare la quiete di Hurrem durante la sua malattia; non si allontanò dal letto di Roxelana fino all'ultimo giorno, quando ella morì. Possiamo dire con certezza che Solimano nutriva un grande sentimento d'amore per Hurrem, basti leggere le dediche d’addio scritte dal Sultano alla Haseki dopo la sua morte. Queste dediche si sono conservate fino ai giorni nostri. Roxelana venne inumata nel mausoleo (turbe), decorato in squisita ceramica di Iznik con scene del paradiso terrestre, forse in omaggio alla sua natura gioiosa. Il suo mausoleo è adiacente a quello di Solimano, una struttura separata e più cupa, annessa alla Moschea di Solimano(Süleymaniye camii).

Interpretazioni[modifica | modifica wikitesto]

Roxelana-Hurrem è un personaggio storico molto discusso. I turchi non la amano e anzi, le attribuiscono la colpa della caduta dell’Impero Ottomano. Non possiamo sapere se hanno ragione, l'unica cosa certa è che l’impero Ottomano è caduto durante il regno di Selim, figlio di Roxelana. La professoressa di storia Leslie Peirce, autrice dell'opera "The imperial harem" osserva come prima di Roxelana, le concubine preferite dei sultani avessero due ruoli, due ruoli ben distinti: il primo, quello di amante, il secondo, quello di madre dell'erede al trono. Questi ruoli non hanno mai combaciato tra loro. Dopo aver dato alla luce il figlio maschio, la concubina cessava di essere favorita e doveva uscire dal regno insieme al figlio, recandosi in una provincia lontana, dove l'erede doveva essere allevato fino al momento di prendere il posto del padre. Hürrem è stata la prima donna a svolgere entrambi i ruoli contemporaneamente, rimanendo la favorita del sultano e allo stesso tempo non andandosene con i figli. La cosa ha provocato un grande scalpore nella corte. Quando i figli di Roxelana sono divenuti maggiorenni e sono andati via dal regno, lei non li ha seguiti, è rimasta col Sultano, limitandosi ad andarli a trovare di volta in volta. Questo non è stata l'unica "legge" che Hurrem ha violato della corte ottomana: la concubina del Sultano, infatti, non avrebbe potuto avere più di un figlio maschio e Hurrem ne ebbe ben cinque. Incapaci di spiegare come possa Roxelana aver raggiunto un potere così importante, i suoi contemporanei la accusavano addirittura di aver stregato il Sultano.

Bisogna notare che ai giorni nostri sono arrivate alcune informazioni storiche di semi-contemporanei di Roxelana, in particolare di Sehname-i Al-i Osman, Sehname-i Humayun e Taliki-zade el-Fenari, che presentano un ritratto molto lusinghiero di Hürrem: ne parlano come di una donna venerata "per le numerose donazioni di beneficenza, per la sua protezione e il rispetto verso gli studiosi, gli studenti, i cultori della religione, così come per l'acquisto delle cose rare e belle." Roxelana è entrata nella storia non come un politico repressivo, ma come una donna impegnata nella carità e divenne infatti famosa per le sue grandi opere di bene.

Hürrem Haseki Sultan era una delle donne più istruite e colte del tempo: riceveva ambasciatori stranieri, rispondeva alle lettere di sovrani di tutto il mondo, nobili ed artisti influenti. Due delle sue lettere al re di Polonia Sigismondo II Augusto sono giunte a noi.

Eredità[modifica | modifica wikitesto]

Hürrem o Roxelana, come è più nota in Europa, è ben conosciuta sia nella Turchia moderna che in Occidente ed è stata oggetto di numerose opere artistiche. Ha ispirato dipinti, opere musicali (tra cui la Sinfonia n. 63 di Joseph Haydn), un balletto, commedie e diversi romanzi scritti prevalentemente in ucraino, ma anche in inglese, francese e tedesco. Nel 2007, i musulmani di Mariupol, una città portuale in Ucraina, hanno inaugurato una moschea in memoria di Roxelana.[3]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ [Rohatyn Rohatyn - Wikipedia, the free encyclopedia Rohatyn ], pagina inglese corrispondente.
  2. ^ http://archive.is/KSNB The Islamic World to 1600
  3. ^ Religious Information Service of Ukraine

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Thomas M. Prymak, "Roxolana: Wife of Suleiman the Magnificent," Nashe zhyttia/Our Life, LII, 10 (New York, 1995), 15–20. Articolo in lingua inglese con biografia.
  • Zygmunt Abrahamowicz, "Roksolana," Polski Slownik Biograficzny, vo. XXXI (Wroclaw-etc., 1988–89), 543–5. Articolo in lingua polacca.
  • Galina Yermolenko, "Roxolana: The Greatest Empress of the East," The Muslim World, 95, 2 (2005), 231–48. Tratto da fonti europee e particolarmente italiane.
  • P.J.Parker "Roxelana and Suleyman". Libro sulla figura enigmatica di Roxelana.

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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