Automobile

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Uno dei primi modelli di automobile, condotto da Jules-Albert De Dion, nel 1882.

Il termine automobile, modernamente inteso come sinonimo di autovettura, indica un veicolo in grado di muoversi autonomamente, senza l'ausilio diretto di forze animali, umane o determinate da fenomeni naturali come il vento, la gravitazione o il moto ondoso.

Aspetti linguistici[modifica | modifica sorgente]

Etimologia[modifica | modifica sorgente]

Nella lingua italiana il lemma "automobile" deriva pressoché con la stessa accezione dal francese automobile (pronuncia: otomobìl), composto a sua volta dal greco αὐτός (pronuncia: autòs), "stesso, di sé, da sé", e dall'aggettivo latino mòbilis, "mobile, che si muove", pertanto con il significato "che si muove da sé".

Da maschile a femminile[modifica | modifica sorgente]

A cavallo tra il XIX e il XX secolo, nell'epoca pionieristica del motorismo, il termine "automobile" era usato al maschile e "gli automobili"[1] rappresentavano tutti i veicoli terrestri e i natanti, destinati al trasporto di persone o cose e mossi da motori a scoppio, a vapore ed elettrici.

Una "carrozza automobile" realizzata dalle Costruzioni Meccaniche di Saronno nel 1894.

L'ambiguità grammaticale del termine - diffusosi dalla Francia in Italia nel 1876 come aggettivo, e quindi concordabile tanto al femminile ("vettura automobile", "carrozza automobile") quanto al maschile ("carro automobile", "veicolo automobile") - si accentuò intorno al 1890 con il suo sostantivarsi.[2] Inizialmente parve affermarsi il genere grammaticale maschile, come attestato dal Dizionario moderno di Alfredo Panzini (edito nel 1905) che, alla voce "Automobile", affermava: «Il genere maschile tende a prevalere». Del resto non mancarono le conferme letterarie, a cominciare da Filippo Tommaso Marinetti che, nel suo Manifesto del futurismo (pubblicato su Le Figaro del 20 febbraio 1909), scriveva nell'articolo 4 che «un automobile da corsa [...] un automobile ruggente [...] è più bello della Vittoria di Samotracia»,[3] mentre nel suo "romanzo profetico in versi liberi" L'aeroplano del Papa (1914) ricordava prima che «gli automobili di piazza sono belli e orgogliosi» e citava poi «gli automobili dei generali».[4] Similmente Guido Gozzano, al verso 11 della poesia "Totò Merùmeni" (nella raccolta I colloqui, 1911), declamava: "s'arresta un automobile fremendo e sobbalzando".

In seguito, comunque, nel linguaggio comune prevalse il femminile soprattutto perché l'espressione "l'automobile" venne intesa quale sinonimo della più popolare e generica "la macchina". A tale trasformazione linguistica contribuì anche l'autorevole opinione di Gabriele D'Annunzio che, in una lettera inviata nel 1923 al senatore Giovanni Agnelli, si esprimeva a favore della declinazione al femminile del termine.[5]

In alcuni ambiti ristretti, se non proprio specialistici, è invece ancora possibile ritrovare l'uso eccezionale del maschile ove si voglia indicare il concetto generico di un qualsiasi "veicolo" a trazione meccanica, non necessariamente a quattro ruote né necessariamente terrestre, ritornando in pratica al significato ottocentesco "degli" automobili, magari proprio per sottolineare un'accezione volutamente più ampia o comunque diversa rispetto a quella corrente "delle" automobili. È il caso ad esempio di una certa terminologia burocratica[6] o del premio internazionale "Gli Automobili", istituito dall'Automobile Club di Perugia e assegnato anche al motociclista Giacomo Agostini.[7]

L'auto[modifica | modifica sorgente]

La successiva evoluzione linguistica registrata dalla parola (ancora una volta a partire dalla Francia, già nel 1898)[3] è stata la sua abbreviazione in auto, forma ampiamente documentata, oltre che nel linguaggio parlato (l'espressione "auto blu", per esempio), anche in articoli, studi, libri e in molti titoli di periodici (da La mia auto a Tutto auto, da Auto oggi all'essenziale Auto, per fare solo qualche esempio).[8] In questa forma abbreviata entra spesso a far parte, come primo elemento, di numerose parole composte relative all'automobile, sia come sinonimi (ad esempio automezzo, autoveicolo, autovettura) sia per indicarne particolari tipi (autoambulanza, autobus, autocisterna ecc.) o altre realtà comunque ad essa connesse (autodromo, autorimessa, autostop ecc.).

L'ultima trasformazione, infine, del termine "automobile" è consistita nella sua totale soppressione; gli esempi in tal senso, almeno nella fretta e frenesia del linguaggio parlato, sono piuttosto numerosi: autoambulanza divenuta tout court ambulanza, autobetoniera ormai pressoché cancellata dalla più breve betoniera, autobus convertito in bus così come autocorriera in corriera o autocaravan in caravan, per non parlare dell'automobile utilitaria semplificata nel nuovo sostantivo utilitaria.[9]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Sull'aspetto linguistico della nascita dell'industria automobilistica a Torino, cfr. il volume di Elena Fornero, Gli automobili. Il lessico delle prime quattro-ruote tra Ottocento e Novecento, Venezia, Marsilio, 1999. ISBN 88-317-7341-0.
  2. ^ Aldo Gabrielli, Dizionario linguistico moderno, Milano, Mondadori, 1961 (3ª ed. riveduta e ampliata), p. 71.
  3. ^ a b Sull'argomento si può vedere l'articolo di Giulio Nascimbeni, "Dopo Panzini e Marinetti l'automobile fu femmina", sul Corriere della Sera del 22 ottobre 1994, p. 44.
  4. ^ Il testo è consultabile in L'aeroplano del papa, sul Progetto Gutenberg.
  5. ^ Giordano Bruno Guerri, Filippo Tommaso Marinetti, Milano, Arnoldo Mondadori Editore, 2009, p. 57. ISBN 978-88-04-59568-7.
  6. ^ Fra i numerosi esempi d'inizio Novecento si possono ricordare Ettore Donetti, I velocipedi e gli automobili nella legge e nella giurisprudenza, Rocca San Casciano, Cappelli, 1908 o il testo dell'Automobile Club d'Italia, Memoriale sulle nuove disposizioni legislative e regolamentari per gli automobili, Torino, Baravalle e Falconieri, 1909; nel XXI secolo, invece, quelli riportati da Alessandro Boso (a cura di), Codice universale degli appalti pubblici. Normativa generale e speciale, modulistica, schemi e statistiche, Ancona, SIFIC, 2005, vol. 3, pp. 2467, 2485 e 2537. ISBN 978-88-902237-2-3 (parzialmente consultabile anche su Google Libri).
  7. ^ Egle Priolo, "Al GalAci il premio «Gli Automobili» a Giacomo Agostini", su AviNews del 17 dicembre 2009.
  8. ^ Cfr. la voce "Auto" sul Vocabolario on line della Treccani.
  9. ^ Cfr. la voce "Utilitaria" sul Vocabolario on line della Treccani.

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