Erich Auerbach

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Erich Auerbach (Berlino, 9 novembre 1892Wallingford, 13 ottobre 1957) è stato un filologo tedesco.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Dopo una laurea in giurisprudenza ad Heidelberg nel 1913, al termine della prima guerra mondiale riprende gli studi universitari conseguendo un dottorato con Eduard Norden nel 1921, in filologia romanza, discutendo una tesi sulla novella del primo Rinascimento in Italia e in Francia.

Dal 1923 al 1929 è bibliotecario presso la Staatsbibliothek di Berlino.

Nel 1929, prima di iniziare la carriera universitaria, pubblica un fondamentale studio sulla poesia di Dante e traduce in tedesco la Scienza Nova di Giambattista Vico. Il lavoro su Dante gli consente di ottenere la cattedra di filologia romanza a Marburgo, dove succede all'altro grande critico stilistico Leo Spitzer, passato nel frattempo all'Università di Colonia. La sua indicazione critica più rilevante sulla Divina Commedia è legata alla sua interpretazione figurale dei personaggi del poema dantesco, indicazione seguita in parallelo dallo studioso americano Singleton.

Di origini ebraiche, Auerbach è costretto dai nazisti a lasciare la Germania nel 1936 per rifugiarsi prima a Istanbul, dove insegna fino al 1947 e scrive gli articoli raccolti nel suo capolavoro, Mimesis (1946), poi negli Stati Uniti, dove diventa professore all'Università Yale. È morto negli Stati Uniti nel 1957.

Pensiero[modifica | modifica sorgente]

Erich Auerbach, assieme agli altri due grandi filologi tedeschi Ernst Robert Curtius e Leo Spitzer, è considerato uno dei maestri della moderna stilistica, fondamentale corrente della critica letteraria del secondo Novecento. Numerose sue opere sono state tradotte in italiano. La sua opera più celebre, cioè Mimesis, è anche considerata, a causa della sua visione transnazionale, una pietra miliare della letteratura comparata. L'influsso di Auerbach continua ancora oggi, dato che è stato uno degli ispiratori del critico post-coloniale Edward Said.

La sua importanza si basa anche sul ricorso a di termini e categorie di concetti critici opposti; ad esempio, sono significativi i suoi studi sul concetto di figura, che sfocia in una sua visione critica denominata usualmente "interpretazione figurale"; in apertura di Mimesis indica un'allegoria come appare dal punto di vista del pensiero cristiano legato all'ermeneutica agostiniana, e che risulta centrale nell'interpretazione offerta da Auerbach dei personaggi del poema di Dante, visto come grande unificatore dello stile "semplice" e "sublime" (Sacrae Scripturae sermo humilis); quest'approccio analitico deriva peraltro da un attento studio dell'esegesi medievale delle Scritture, secondo l'"allegoria dei teologi".

Egli vede inoltre in Dante il primo autore che, alla fine del Medioevo cristiano, anticipa un elemento che egli ritiene una costante della moderna cultura europea, ovvero la centralità della persona umana frutto della convinzione che la sorte personale dell'uomo sia necessariamente tragica e rivelatrice della sua connessione con l'universale. Secondo Auerbach, Dante ritrovò nell'uomo quella unità di spirito e corpo, di realtà individuale e realtà storica, che avrebbe caratterizzato la coscienza moderna dell'Occidente.

Bibliografia essenziale[modifica | modifica sorgente]

  • Dante als Dichter der irdischen Welt (1929), trad. Maria Luisa De Pieri Bonino e Dante Della Terza, Studi su Dante, introduzione di Dante Della Terza, Feltrinelli, Milano 1963 ISBN 88-07-10031-2 ISBN 88-06-00389-5 ISBN 978-88-07-81840-0
  • Mimesis. Dargestellte Wirklichkeit in der abendländischen Literatur (1946), trad. Alberto Romagnoli e Hans Hinterhauser, Mimesis. Il realismo nella letteratura occidentale, introduzione di Aurelio Roncaglia, 2 voll., Einaudi, Torino 1956 ISBN 88-06-03897-4 ISBN 88-06-15441-9
  • Introduction aux études de philologie romane (1949), trad. Maria Rosa Massei, Introduzione alla filologia romanza, Einaudi, Torino 1963 ISBN 88-06-03889-3 ISBN 88-06-00388-7
  • Literatursprache und Publikum in der lateinischen Spätantike und im Mittelalter (1958), trad. Fausto Codino, Lingua letteraria e pubblico nella tarda antichità latina e nel Medioevo, Feltrinelli, Milano 1960 ISBN 978-88-07-81949-0
  • Zur Technik der Frührenaissancenovelle in Italien und Frankreich, trad. Raoul Precht, La tecnica di composizione della novella, prefazione di Fritz Schalk, Theoria, Roma 1984; Vignola, Roma, 1996 ISBN 88-85393-04-7
  • Gesammelte Aufsätze zur romanischen Philologie (1968), trad. Vittoria Ruberl, San Francesco, Dante, Vico ed altri saggi di filologia romanza, De Donato, Bari 1970; Editori riuniti, Roma 1987 ISBN 88-359-3075-8
  • Studi su Dante, trad. Maria Luisa de Pieri Bonino e Dante della Terza, Feltrinelli, 2005
  • Da Montaigne a Proust: ricerche sulla storia della cultura francese, trad. Giorgio Alberti, Anna Maria Carpi e Vittoria Ruberl, De Donato, Bari 1970; Garzanti, Milano, 1973; come La corte e la città: saggi sulla storia della cultura francese, introduzione di Mario Mancini, Carocci, Roma, 2007 ISBN 978-88-430-4169-5
  • Philologie der Weltliteratur, trad. Regina Engelmann, Filologia della letteratura mondiale, Book, Castel Maggiore, 2006. ISBN 88-7232-557-9
  • Romanticismo e realismo e altri saggi su Dante, Vico e l'Illuminismo, cur. R. Castellana - C. Rivoletti, Edizioni della Normale, Pisa, 2011. ISBN 88-7642-395-8

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