Valle d'Aosta
| Valle d'Aosta (IT) Vallée d'Aoste (FR) regione a statuto speciale |
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|---|---|---|---|---|---|---|---|
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| Dati amministrativi | |||||||
| Stato | |||||||
| Capoluogo | |||||||
| Presidente | Augusto Rollandin (Union Valdôtaine) dal 01-07-2008 | ||||||
| Lingue ufficiali | Italiano, francese | ||||||
| Data di istituzione | 1948 | ||||||
| Territorio | |||||||
| Coordinate del capoluogo |
45°44′14″N 7°19′14″E / 45.73722°N 7.32056°ECoordinate: 45°44′14″N 7°19′14″E / 45.73722°N 7.32056°E | ||||||
| Superficie | 3 263 km² | ||||||
| Abitanti | 126 978[1] (30 novembre 2012) | ||||||
| Densità | 38,91 ab./km² | ||||||
| Province | nessuna[2] | ||||||
| Comuni | 74 | ||||||
| Regioni confinanti | Piemonte, Rodano-Alpi (FR-V), Vallese (CH-VS) | ||||||
| Altre informazioni | |||||||
| Lingue | Italiano, francese, francoprovenzale, walser, piemontese | ||||||
| Cod. postale | 11100, 11010-11029 | ||||||
| Prefisso | 0165-0166-0125 | ||||||
| Fuso orario | UTC+1 | ||||||
| ISO 3166-2 | IT-23 | ||||||
| Codice ISTAT | 02, 007 | ||||||
| Targa | AO | ||||||
| Nome abitanti | (IT) valdostani (FR) Valdôtains |
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| PIL | (PPA) 3.421,1 mln € | ||||||
| PIL procapite | (PPA) 33.800 € | ||||||
| Localizzazione | |||||||
| Sito istituzionale | |||||||
La Valle d'Aosta (Vallée d'Aoste in francese, Vâl d'Aoûta in valdostano, Ougschtaland in walser, Augsttal in tedesco storico, Val d'Osta in piemontese) è una regione a statuto speciale dell'Italia nord-occidentale con capoluogo Aosta. La Valle d'Aosta fa parte dell'Euroregione Alpi-Mediterraneo.
Confina a nord con la Svizzera (Distretti di Entremont, di Hérens e di Visp nel Canton Vallese), a ovest con la Francia (dipartimenti dell'Alta Savoia e della Savoia, nella regione Rodano-Alpi), a sud e ad est col Piemonte (province di Torino, Biella e Vercelli).
È la regione più piccola d'Italia con 3.263 km² di superficie e anche quella meno popolata con 126.978 abitanti.
Con un PIL pro capite pari a 26.756 € si piazza seconda nella classifica tra le regioni/province autonome d'Italia[3].
Molto spesso, soprattutto nel resto d'Italia, viene erroneamente indicata con il nome di "Val d'Aosta", che in realtà non esiste ed è dovuto ad un errore di pronuncia che ormai si protrae da lungo tempo ed è molto radicato sia nel parlato sia nello scritto, tant'è che non è raro sentirlo in televisione o leggerlo su quotidiani e/o riviste nazionali.[4] La regione ha due nomi ufficiali: Regione Autonoma Valle d'Aosta e Région Autonome Vallée d'Aoste (in francese).
Indice |
Geografia fisica [modifica]
| Per approfondire, vedi Geografia della Valle d'Aosta. |
La Valle d'Aosta è la più piccola regione italiana e si trova in mezzo alle Alpi, circondata da quattro dei monti più alti di tutta Italia ed Europa (Monte Bianco, Cervino, Monte Rosa e Gran Paradiso) ed attraversata dalla Dora Baltea, importante affluente di sinistra del fiume Po.
I valichi più importanti sono il Colle del Piccolo San Bernardo e il Colle del Gran San Bernardo, cui corrisponde il traforo omonimo. La parte meridionale del territorio è occupata dal Parco Nazionale del Gran Paradiso (Parc National du Grand-Paradis), istituito nel 1922 per salvaguardare alcune specie di flora e fauna alpina in via d'estinzione come stambecchi, camosci, marmotte ed ermellini.
La conformazione dell'intero territorio regionale è frutto dell'opera delle glaciazioni, che scavarono la valle principale e quelle laterali. Ora i ghiacciai occupano solo le cime più elevate.
Clima [modifica]
| Per approfondire, vedi Clima in Valle d'Aosta. |
Il clima della Valle d'Aosta è tipicamente alpino con inverni rigidi ed estati fresche. Solo la valle centrale, percorsa dalla Dora Baltea, gode di condizioni climatiche più miti. Durante l'inverno cadono abbondanti nevicate, ma durante il resto dell'anno sono generalmente scarse. Per ovviare a questo fatto sono state costruite, fin dall'alto Medioevo, grandi opere di canalizzazione irrigua denominate Rûs (pron. "rü", anche al plurale) tuttora utilizzate.
La Valle d'Aosta gode di un clima alpino uniforme: essa risente infatti della morfologia del suo territorio interamente montuoso, con valli ricche di boschi, utili a umidificare e rinfrescare il clima.
I fattori morfologici principali sono infatti due: la catena montuosa che si sviluppa in tutta la regione e la grande quantità di ghiacciai e foreste.
Quando d'inverno si forma un'area di bassa pressione su Aosta, la zona intorno a Courmayeur viene investita da un freddo intenso, portatrice di pioggia e neve a quote basse, che scende fino a valle, specialmente in alcune aree interne.
L'estate è fresca e piuttosto ventosa.
Nell'entroterra il clima è più rigido, con valori medi invernali molto bassi, specie in alcune valli del versante nord-ovest della regione Valle d'Aosta. Le minime medie di queste località sono comprese tra -10 e -12 °C, i valori minimi stagionali attesi, durante l'inverno, sono attorno ai -15 °C anche se le temperature notturne possono scendere ben al di sotto di questo valore durante i periodi di gelo più intenso; le giornate estive sono molto fresche, e le medie giornaliere durante il trimestre estivo sono condizionate dai ghiacciai e dal vento termica giornaliera e dalle temperature notturne abbastanza fredde.
Storia [modifica]
| Per approfondire, vedi Storia della Valle d'Aosta. |
Dopo la conquista da parte delle truppe romane ai danni dei Salassi, la popolazione celtica che abitava la Valle d'Aosta in epoca antica, fu fondata Augusta Prætoria Salassorum, l'odierna Aosta. Aosta è la città al mondo in cui è stato ritrovato il maggior numero di reperti di epoca romana dopo Roma e Pompei, il che le vale il titolo di "Roma delle Alpi".
La regione fece in seguito parte del regno dei Franchi, dell'impero carolingio e del regno di Borgogna.
Dal 1032 i Savoia ne entrarono in possesso con il titolo comitale e la mantennero ininterrottamente, eccetto tra il 1800 e il 1814, quando la Valle d'Aosta fu inglobata nel primo Impero francese, costituendo l'"Arrondissement d'Aoste".
Situata all'intersezione dei maggiori assi militari e commerciali tra la Francia, la Svizzera e l'Italia, la Valle d'Aosta conserva ampie tracce del suo passato, quali:
- L'area megalitica di Saint-Martin-de-Corléans;
- L'arco di trionfo d'Augusto;
- Le porte romane;
- La cinta muraria e le torri;
- Il teatro romano, capace di accogliere 4000 spettatori, e l'anfiteatro.
La Valle d'Aosta si trova anche sulla via Francigena, percorso di pellegrinaggio dal nord Europa verso Roma, compiuto valicando il colle del Gran San Bernardo. Saint-Rhémy-en-Bosses, Aosta, Pontey e Pont-Saint-Martin sono tre delle tappe menzionate da Sigerico di Canterbury nel 990.
Geografia antropica [modifica]
Comuni [modifica]
Appartengono alla Valle d'Aosta i seguenti 74 comuni:
- Allein
- Antey-Saint-André
- Aosta
- Arnad
- Arvier
- Avise
- Ayas
- Aymavilles
- Bard
- Bionaz
- Brissogne
- Brusson
- Challand-Saint-Anselme
- Challand-Saint-Victor
- Chambave
- Chamois
- Champdepraz
- Champorcher
- Charvensod
- Châtillon
- Cogne
- Courmayeur
- Donnas
- Doues
- Emarèse
- Etroubles
- Fontainemore
- Fénis
- Gaby
- Gignod
- Gressan
- Gressoney-La-Trinité
- Gressoney-Saint-Jean
- Hône
- Introd
- Issime
- Issogne
- Jovençan
- La Magdeleine
- La Salle
- La Thuile
- Lillianes
- Montjovet
- Morgex
- Nus
- Ollomont
- Oyace
- Perloz
- Pollein
- Pont-Saint-Martin
- Pontboset
- Pontey
- Pré-Saint-Didier
- Quart
- Rhêmes-Notre-Dame
- Rhêmes-Saint-Georges
- Roisan
- Saint-Christophe
- Saint-Denis
- Saint-Marcel
- Saint-Nicolas
- Saint-Oyen
- Saint-Pierre
- Saint-Rhémy-en-Bosses
- Saint-Vincent
- Sarre
- Torgnon
- Valgrisenche
- Valpelline
- Valsavarenche
- Valtournenche
- Verrayes
- Verrès
- Villeneuve
Comuni più popolosi [modifica]
I comuni valdostani più popolosi sono:
| Posizione | Stemma | Città | Popolazione (ab) |
Altitudine (m.s.l.m.) |
Superficie (km²) |
|---|---|---|---|---|---|
| 1º | Aosta | 35.020 | 583 | 21,37 | |
| 2º | Châtillon | 4.952 | 549 | 39,77 | |
| 3º | Sarre | 4.867 | 631 | 28 | |
| 4º | Saint-Vincent | 4.793 | 575 | 20,81 | |
| 5º | Pont-Saint-Martin | 3.994 | 345 | 6,88 | |
| 6º | Quart | 3.905 | 535 | 62 | |
| 7° | Saint-Christophe | 3.383 | 619 | 14 | |
| 8° | Gressan | 3.357 | 626 | 25 | |
| 9° | Saint-Pierre | 3.197 | 731 | 26 | |
| 10° | Nus | 2.968 | 529 | 57,38 |
Politica [modifica]
Amministrazione [modifica]
| Per approfondire, vedi Sistema politico della Valle d'Aosta. |
La Valle d'Aosta è una regione autonoma a statuto speciale. I suoi organi amministrativi godono di una particolare autonomia dal governo centrale italiano, non soltanto per quanto riguarda la politica e il governo regionale, ma anche in altri ambiti strettamente legati alla vita e all'economia di questa regione montana. In particolare, la gestione delle risorse idriche, dell'energia idroelettrica, delle risorse naturali e dell'agricoltura.
Suddivisione amministrativa [modifica]
La regione autonoma Valle d'Aosta non è suddivisa in province. Essa è suddivisa in 74 comuni, tra i quali Aosta è il più popolato.
Simboli della Regione [modifica]
La Regione Autonoma Valle d'Aosta è rappresentata da:
Stemma [modifica]
Lo stemma della Regione Autonoma Valle d'Aosta è così blasonato: Di nero, al leone d'argento armato e linguato di rosso. Timbrato da una corona di regione[6]. È stato aggiunto, forse per un'errata interpretazione delle cuciture di tenuta, un bordino dorato. Dal 1947 lo stemma caratterizza anche tutte le targhe automobilistiche dei veicoli immatricolati in Valle d'Aosta.
Bandiera [modifica]
| Per approfondire, vedi Bandiera della Valle d'Aosta. |
Essa è un drappo di tessuto spesso (anche se non si sa di preciso il perché) e di lana (una ragione plausibile è la maggiore resistenza della lana al freddo valdostano). È di forma rettangolare con due colonne di ugual misura, colorate di nero quella a sinistra e di rosso quella a destra.
Onorificenze [modifica]
L'allora Provincia di Aosta[7] è tra le istituzioni (vedere: Città decorate al Valor Militare per la Guerra di Liberazione) insignite della Medaglia d'Oro al Valor Militare per la sua attività nella lotta partigiana durante la Seconda guerra mondiale[1]
| Medaglia d'oro al valor militare | |
| «Fiera di tradizioni guerriere e di libertà, la Valle d'Aosta, con perizia di Capi, valore di combattenti, passione e sacrificio del suo popolo prode, combatteva per venti mesi la dura guerra partigiana contro l'occupazione nazifascista. Migliaia di partigiani e patrioti di agguerrite formazioni, compagine cospicua in rapporto alla popolazione, a interdizione ed insidia di importanti comunicazioni operative dell'occupante, rinnovava ai valichi di frontiera, sulle crinali e nelle convalli nell'epopea del Risorgimento, infliggendo al nemico ingenti perdite e oneroso logorio di forze. Olocausto di martiri; sacrificio di centinaia di caduti in armi in Patria e all'estero e di trucidati, di migliaia di internati e deportati; sanguinoso travaglio di centinaia di combattenti e innumere altre azioni di guerra; lutti e distruzioni riconsegnano più fulgidi alla Storia d'Italia l'antico valore alpino e le congiunte virtù militari e civili, con cui la gente valdostana conquistava, con le patrie libertà, la premessa a nuove libere istituzioni della sua vita pubblica e difendeva, per la Patria comune, il diritto ai sacri italici confini.» — Valle d'Aosta, settembre 1943 - aprile 1945 |
Conferita il 11/10/2010:
| Medaglia al merito di I classe della Protezione Civile | |
| «Per la partecipazione all'evento sismico del 6 aprile 2009 in Abruzzo, in ragione dello straordinario contributo reso con l'impiego di risorse umane e strumentali per il superamento dell'emergenza.» — D.P.C.M. 11 ottobre 2010, ai sensi del ai sensi dell'art.5, comma 5, del decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 19 dicembre 2008. |
Società [modifica]
Evoluzione demografica [modifica]
| (FR) « Il y a des peuples qui sont comme des flambeaux, ils sont faits pour éclairer le monde; en général ils ne sont pas de grands peuples par le nombre, ils le sont parce qu'ils portent en eux la vérité et l'avenir. » |
(IT) « Ci sono dei popoli che sono come delle fiaccole, sono fatti per illuminare il mondo; in generale non sono grandi popoli per numero, ma perché portano in essi la verità e il futuro. » |
| (Émile Chanoux, 1944, frase adottata come motto dal Consiglio della Valle, riportata sulla parete principale dell'aula[8].) | |
La Valle d'Aosta ha una popolazione di circa 130.000 abitanti. Vista la natura montuosa del territorio, risulta essere non solo la regione meno popolata d'Italia, ma anche quella con minore densità di popolazione. Infatti ci sono solo 38 abitanti per km². La distribuzione degli abitanti è assai irregolare: più di un terzo si concentra nella plaine, la piana di Aosta, e nei comuni limitrofi. Buona parte della popolazione abita nei maggiori centri della media e bassa valle, mentre le valli minori si sono notevolmente spopolate, eccetto i centri turistici principali.
Data la comunanza linguistica, la Valle d'Aosta è stata storicamente terra di emigrazione verso la Francia, specialmente a Parigi (il comune dell'area parigina di Levallois-Perret conta ancora oggi una nutrita comunità di emigrati valdostani) e la Svizzera romanda (soprattutto a Ginevra). Questo flusso, dapprima stagionale, divenne stabile a partire dagli anni venti, quando a questo fenomeno si affiancò l'immigrazione dal resto d'Italia, legato all'installazione dell'industria siderurgica Cogne ad Aosta, e all'aumentato sfruttamento delle miniere di ferro a Cogne e di carbone a La Thuile. La politica di italianizzazione voluta dal governo fascista favorì l'emigrazione in particolare di numerosi piemontesi, veneti e calabresi, dal secondo dopoguerra sino agli anni settanta.
Il 4% dell'attuale popolazione è originaria del comune di San Giorgio Morgeto (RC), la popolazione autoctona (di origine valdostana) nella regione è stimata ad oltre il 50%, scendendo a percentuali assai basse ad Aosta.[senza fonte]
Attualmente, il flusso in uscita si è fermato, con la comunità degli emigrati di Levallois-Perret in continuo contatto con la regione di origine, la creazione di un ente regionale di rappresentanza a Parigi (la "Maison du Val d'Aoste", che ha recentemente sostituito[9] l'"Espace Vallée d'Aoste"[10]), la "Rencontre des émigrés" ("Incontro degli emigrati"), organizzato ogni anno da un comune valdostano diverso, e l'albero di Natale della comunità valdostana a Levallois-Perret.
La Valle d'Aosta attrae oggi un consistente flusso di extracomunitari, specialmente Magrebini, favoriti dalla conoscenza del francese, impiegati soprattutto nella pastorizia[11].
Alla fine del 2006 si contavano 124.812 abitanti, di cui 5.534 stranieri (4,4%). Nello stesso anno i nati vivi sono stati 1.250 (10,0‰), i morti 1.242 (10,0‰), con un incremento pressoché nullo (appena 8 unità). Le famiglie contano in media 2,2 componenti, mentre la nuzialità nel 2005 era di 3,4 matrimoni ogni mille abitanti, dei quali il 61,8% si è svolto con rito religioso.
Cognomi [modifica]
Favre e Cerise sono i cognomi più diffusi in Valle d'Aosta, seguono Bionaz, Vuillermoz, Blanc, Rosset, Perron e Pession[12].
Abitanti censiti 
Etnie e minoranze straniere [modifica]
Al 31 dicembre 2010 i cittadini stranieri residenti in regione sono 8.712. I gruppi più numerosi in rapporto percentuale su tutta la popolazione residente sono quelli di:
fonte Istat
Lingue e dialetti [modifica]
| Per approfondire, vedi Lingue della Valle d'Aosta. |
Le lingua autoctona della Valle d'Aosta è il francoprovenzale nella sua varietà dialettale valdostana, la lingua più diffusa, invece, è oggi l'italiano. Conosciuto e parlato a livelli buoni dalla quasi totalità della popolazione è il francese, in quanto gode del rango di lingua co-ufficiale nella regione, accanto all'italiano. Inoltre, nella bassa valle (soprattutto a Pont-Saint-Martin) è conosciuto il piemontese e a Issime, Gressoney-La-Trinité e Gressoney-Saint-Jean si parla il walser.
La Valle d'Aosta fu la prima amministrazione al mondo ad adottare la lingua francese come idioma ufficiale (1536), tre anni prima della Francia stessa[13]. L'italiano divenne ufficiale nel 1861. Il francese fu bandito durante il fascismo ed è co-ufficiale assieme all'italiano dal 1946.
Nel 1921, secondo alcune fonti, il 91% della popolazione parlava il francese (insieme al patois)[14].
Il francoprovenzale è in stragrande maggioranza usato e diffuso nei paesi e nelle valli laterali ove gode di una grande vivacità (ed è parlato e capito dalla stragrande maggioranza delle persone) mentre ad Aosta e nei centri più grandi prevale l'italiano anche per via della forte immigrazione da altre regioni italiane. Il francese è usato prevalentemente nelle attività culturali e nell'ambito politico.
Il francese divenne lingua ufficiale nel 1536 e ricofermato dall'Editto di Rivoli nel 1561, a seguito del quale in Valle d'Aosta si sviluppò il bilinguismo francese-francoprovenzale: la prima lingua era quella dell'amministrazione e della Chiesa, mentre la seconda quella del popolo, frammentata in una moltitudine di dialetti. Questo fenomeno si riscontra anche nei territori d'oltralpe che insieme alla Valle d'Aosta costituirono il Regno di Borgogna, (Savoia, Svizzera romanda e altri territori a nord-ovest).
Il bilinguismo francese e francoprovenzale continuò immutato fino al 1861 quando, con l'Unità d'Italia e la cessione della Savoia alla Francia, la Valle d'Aosta si ritrovò a essere l'unica regione francofona di un regno interamente italofono.
Durante il periodo fascista fu proibito l'uso del francese e avviato un processo forzato di italianizzazione, che incoraggiava l'immigrazione in massa di forza lavoro da tutte le regioni italiane e l'emigrazione di parte degli abitanti francofoni autoctoni verso la Francia e la Svizzera.
Dopo la seconda guerra mondiale le cose cambiarono in maniera sensibile. Il 26 febbraio 1948 la Valle d'Aosta, già "Circoscrizione autonoma" dal 7 settembre 1945, fu costituita in Regione Autonoma a Statuto Speciale, ottenendo l'ufficializzazione del bilinguismo Italiano-francese e la soppressione dei toponimi in italiano imposti dal regime fascista.
Oltre al bilinguismo, lo statuto speciale riconosce, dopo le ultime modifiche, anche i diritti dei walser, minoranza di lingua tedesca i cui antenati giunsero intorno al 1200 nelle zone dei tre comuni di Gressoney-Saint-Jean, Gressoney-La-Trinité e Issime, l'articolo 40 bis dello Statuto Speciale della Valle d'Aosta del 31 gennaio 2001 recita:
| « Le popolazioni di lingua tedesca dei comuni della Valle del Lys individuati con legge regionale hanno diritto alla salvaguardia delle proprie caratteristiche e tradizioni linguistiche. Alle popolazioni di cui al primo comma è garantito l'insegnamento della lingua tedesca nelle scuole attraverso opportuni insegnamenti alle necessità locali. » |
Francese [modifica]
| Per approfondire, vedi francese in Valle d'Aosta. |
| Per approfondire, vedi Segnaletica bilingue in Valle d'Aosta. |
La Valle d'Aosta fu la prima amministrazione al mondo ad adottare la lingua francese come idioma ufficiale (1536), tre anni prima della Francia stessa[15].
Il francese divenne lingua ufficiale della Valle d'Aosta con la promulgazione dell'Editto di Rivoli da parte di Emanuele Filiberto I il 22 settembre 1561.
In seguito alla Seconda Guerra mondiale e alla promulgazione dello statuto speciale, la politica di bilinguismo perfetto applicata in Valle d'Aosta prevede l'insegnamento parificato delle lingue italiana e francese a tutti i livelli, il che ha per conseguenza la conoscenza di entrambe da parte dell'intera popolazione, almeno a un livello medio-alto nella lingua non materna.
La popolazione autoctona ha per lingua madre il dialetto valdostano, variante del francoprovenzale, parlato frequentemente da valdostani di adozione a causa del ruolo basilare che esso ha svolto nel processo di integrazione. Il piemontese è capito e parlato attivamente nella bassa valle, grossomodo tra Châtillon e Pont-Saint-Martin in virtù dei rapporti commerciali storici con il Canavese, oltre che per la vicinanza geografica.
Il francese è utilizzato in tutti gli ambiti della pubblica amministrazione; i nomi dei comuni e delle frazioni sono unicamente in francese a eccezione di Aosta, che ha il nome ufficiale in doppia lingua (Aosta/Aoste). La segnaletica stradale, autostradale e cittadina è espressa sia in lingua italiana sia francese. Secondo la legge regionale n. 53 del 1994 l'istruzione scolastica viene impartita in italiano e francese. Le carte d'identità per i residenti in Valle d'Aosta sono emesse con doppia dicitura in italiano e in francese.
I partiti politici regionali hanno un nome in francese (il più importante è l'Union Valdôtaine) e pubblicano i loro periodici in francese, mentre i partiti politici italiani accostano solitamente il nome in italiano alla traduzione in francese.
I programmi regionali della RAI vanno in onda in italiano e francese senza sottotitoli, e si ricevono dalla Svizzera romanda e dalla Francia due canali televisivi (TSR1 e France 2 rispettivamente) gratuitamente in base ad accordi internazionali siglati all'indomani del secondo conflitto mondiale.
Francoprovenzale (Patois valdôtain) [modifica]
Il francoprovenzale costituisce uno strumento di comunicazione attiva solamente in Valle d'Aosta, nella sua variante locale, dov'è conosciuto e parlato dalla maggior parte della popolazione e gode di tutela.
Le altre aree in cui storicamente questo idioma si è sviluppato, denominate "arpitane", sono le valli arpitane piemontesi in Italia, quasi tutta la Svizzera romanda e in Francia la regione Rodano-Alpi e le antiche province del Delfinato e del Forez. Altre isole linguistiche italiane sono Faeto e Celle San Vito in provincia di Foggia.
Il francoprovenzale è riconosciuto lingua minoritaria dallo stato italiano secondo la legge 482 del 1999. La regione ha istituito il Bureau Régional pour l'Ethnologie et la Linguistique (BREL) per la protezione e lo studio del francoprovenzale.
Walser (Titsch e Töitschu) [modifica]
I walser che abitano l'alta Valle del Lys provengono dal Vallese (Svizzera), da dove sono arrivati nel XII e il XIII secolo chiamati a colonizzare terre dai feudatari valdostani della bassa valle, la famiglia Vallaise. I contatti con la terra di origine non si interuppero mai, inoltre casa Savoia, con Margherita di Savoia si interessò alla cultura della Valle del Lys walser, dato che la dinastia sabauda aveva anche un castello a Gressoney-Saint-Jean.
Il dialetto walser è parlato in 3 comuni della Valle del Lys (Issime, Gressoney-Saint-Jean e Gressoney-La-Trinité), negli anni settanta era utilizzato dal 54% della popolazione complessiva dei due Gressoney.
È protetto dalla legge 482 del 1999 e dalla legge regionale n.47 del 1998.
La lingua walser, nelle due varianti locali Titsch (a Gressoney) e Töitschu (a Issime), viene insegnata nelle scuole dei 3 comuni accanto al tedesco, al francese e all'italiano.
Due associazioni culturali sono attive all'interno della Comunità Montana Walser Alta Valle del Lys per la salvaguardia della cultura walser: il Walser Kulturzentrum (Centro culturale walser) di Gressoney-Saint-Jean e l'Associazione Augusta di Issime, che organizzano inoltre corsi rispettivamente di Titsch e Töitschu.
Religione [modifica]
| Per approfondire, vedi Diocesi di Aosta. |
La maggioranza della popolazione, sia italofona che francofona, è di religione cattolica romana. La messa viene celebrata in lingua italiana o francese, mentre in occasione della settima Fête internationale des patois[16], svoltasi ad Aosta il 4 e 5 settembre 2010, è stata elaborata una traduzione di alcune preghiere principali in patois valdostano.
La più antica chiesa cristiana non cattolico-romana è quella valdese, presente da più di 150 anni, cioè a partire dall'Editto di Carlo Alberto del XVI febbraio 1848, che concesse ai valdesi i diritti civili e politici. Nella regione si diffuse il valdismo al punto da rivelare il suo volto nel territorio. infatti, arrivando da Ivrea, si può ancora scorgere il piccolo campanile dell'ex tempio valdese di Viéring, un giorno centro importante di evangelizzazione, con una consistente comunità evangelica e una sua scuola. Nel centro di Courmayeur è attivo ancora oggi un altro tempio che rappresentò il primo avamposto dell’evangelizzazione. Ad Aosta, poi, su un ramo della Via francigena, quasi in prossimità del romano e medievale Forum Crucis, in quella “Rue Croix de Ville” che deriva il suo nome dall’incrocio tra i due assi principali della città di origine romana, dal 26 agosto del 1900 sorge il tempio che rappresentò allora e ancora oggi “un edificio che i cittadini d’Aosta proclamano un ornamento alla loro città”, come si legge nella relazione del pastore Eli Jahier del 1900. Sorto a quarant’anni dall’inizio dell’evangelizzazione, dopo la ristrutturazione della parte bassa dell’edificio, il tempio rappresentò per i valdesi la realizzazione di un sogno a lungo coltivato per rendere più visibile la loro presenza. Il tempio che sorgeva a La Salle è oggi un’abitazione privata, ma mantiene un’impronta architettonica che ricorda l’antica costruzione inaugurata anch’essa nel 1900. La cappella di Saint-Pierre, invece, che aveva sostituito nel capoluogo del comune la prima sala di culto situata in un villaggio della collina, oggi non esiste più, come è difficile reperire i siti dei vari luoghi di culto sparsi nella Valle di cui parlano i documenti dei conduttori delle varie comunità valdesi. Altre chiese protestanti o evangeliche sono presenti in Valle e in Aosta: la Chiesa cristiana Avventista del Settimo giorno, la Chiesa dei Fratelli, la Chiesa Pentecostale (ADI = Assemblee di Dio in Italia). Con l'immigrazione sono giunte anche persone di fedi orientali e cristiano-ortodosse.La Chiesa Ortodossa di Romania - i romeni in Valle sono circa 3.000, anche se non tutti sono ortodossi - ha un prete che celebra la Santa Liturgia nella chiesetta di Saint-Martin-de- Corléans, messa a disposizione dalla Diocesi cattolica di Aosta. Ma la parte più rilevante è costituita dagli islamici magrebini che probabilmente superano le 500 unità rendendo la comunità islamica la più numerosa tra le fedi minoritarie.
Economia [modifica]
| Per approfondire, vedi Economia della Valle d'Aosta. |
L'economia in Valle d'Aosta si basa soprattutto sull'agricoltura, sull'allevamento e sul turismo. L'autonomia di cui la regione gode ha ripercussioni ampie sull'economia e sulle finanze. È impiegata nel settore terziario circa il 70% della popolazione residente. Si coltivano patate, mele, viti, orzo; si allevano bovini e il turismo in estate è di villeggiatura, in maggior parte di agriturismo; mentre in inverno è soprattutto sportivo.
Trasporti [modifica]
| Per approfondire, vedi Trasporti della Valle d'Aosta. |
I trasporti in Valle d' Aosta non sono molto sviluppati a causa della grandissima quantità di montagne e della grossa mancanza di industrie.Il trasporto della Valle d'Aosta si basa sulla rete stradale e non su quella ferroviaria o aerea
Arte e Cultura [modifica]
Monumenti e luoghi di interesse [modifica]
Castelli [modifica]
| Per approfondire, vedi Castelli in Valle d'Aosta. |
I castelli in Valle d'Aosta sono particolarmente numerosi ed importanti.
Quasi ogni paese aveva il suo castello. Di alcuni restano solo rovine; altri invece sono ben conservati e sono meta di grande attrattiva turistica. Il castello più conosciuto è forse quello di Fénis. Tra i maggiori castelli, il primo che si incontra risalendo la valle è quello di Bard, superata la città di Aosta, per ultimo si incontra quello di Saint-Pierre.
Storicamente i castelli hanno subito un'evoluzione. All'inizio avevano prevalentemente uno scopo difensivo (così si presentano le Torri dell'inizio del secondo millennio). In epoche successive, essi concorsero per lo più a dimostrare la potenza e ricchezza del proprietario: con queste caratteristiche si presentano il castello di Fénis e quello di Issogne. Nel XIX secolo, il castello diventa un ricordo celebrativo di glorie antiche (così si presenta il Castello Savoia).
Musei [modifica]
| Per approfondire, vedi Musei della Valle d'Aosta. |
Oltre ad ospitare numerosi castelli la Valle d'Aosta è una regione ricca di musei, dai piccoli musei comunali dislocati sul territorio regionali, ai poli museali di maggiore rilevanza. Tra i Musei più apprezzati per la loro collocazione, il patrimonio esposto e l'operato culturale vanno segnalati:
- Museo dell'artigianato valdostano di tradizione. sito nel comune di Fénis, che espone la grande ricchezza della tradizione artigianale valdostana. Un'arte che viene tramandata da più di mille anni e che ancora oggi è più viva che mai
- Forte di Bard con il Museo delle Alpi
- Museo Archeologico Regionale di Aosta
- Museo di Scienze Naturali
Architetture religiose [modifica]
I santuari sparsi per la valle testimoniano la fede dei valdostani trasmessa per secoli:
- Notre-Dame de Guérison nel comune di Courmayeur
- Santuario di Notre-Dame-des-Neiges in località Machaby, nel comune di Arnad
- Santuario di Vourry nel comune di Gaby
- Santuario di Plout, a Saint-Marcel
- Santuario del Misérin nel comune di Champorcher
- Santuario di Cunéy nel Vallone di Saint-Barthélemy
- Santuario di Verdonaz (pron. Verdonà) nel comune di Oyace
- Santuario di San Grato nel comune di Valgrisenche
- Santuario di Fonteinte nel comune di Saint-Rhémy-en-Bosses.
Oltre alla Radio Rai regionale, alcune radio locali (Radio 101, Radio 2) assicurano la diffusione di programmi in francese e di musica francofona.
Media [modifica]
Stampa [modifica]
I periodici presenti sul territorio regionale sono quattro:
- La Vallée Notizie, settimanale;
- Il Corsivo du Pays d'Aoste, settimanale;
- la Gazzetta Matin, settimanale;
- Il Corriere della Valle, settimanale della diocesi di Aosta
Oltre ai settimanali regionali va ricordato che il quotidiano nazionale La Stampa ha una sua redazione locale. Inoltre Il Sole 24 Ore Nord Ovest, distribuito oltre che in Valle anche in Piemonte e Liguria, propone mezza pagina dedicata alla regione autonoma una volta alla settimana.
La Valle d'Aosta è membro[17] de l'Union internationale de la presse francophone (UPF - Unione internazionale della stampa francofona) come regione, caso unico al mondo in quanto lo Stato italiano non vi partecipa.
Oltre ai periodici sopra elencati ve ne sono altri, organi di movimenti politici o culturali. Le peuple valdôtain, esclusivamente in lingua francese, è il settimanale politico dell'Union Valdôtaine. Alpe è un periodico mensile bilingue, organo dell'omonimo movimento politico. Lo Flambò - Le Flambeau è un periodico quadrimestrale in lingua francese ed in patois valdostano, organo del Comité des traditions valdôtaines. Il Messager valdôtain è il periodico annuale per antonomasia di cultura tradizionale valdostana (edito in francese, italiano, patois e walser).
Per quanto riguarda Internet esistono diverse testate on line, a partire da 12vda.it che gestisce anche la prima radio on line della Valle d'Aosta. Operano anche i siti aostasera.it ed aostaoggi.it.
Televisioni e radio [modifica]
Alcune radio locali (Radio 101, Radio 2) assicurano la diffusione di programmi in francese e di musica francofona.
Esiste una sede regionale della RAI che diffonde un TG regionale unico con notizie prevalentemente in italiano e in misura minore francese (spesso servizi inviati dalla redazione di France 3 della regione Rhône-Alpes riguardanti eventi o argomenti relativi ai dipartimenti francesi limitrofi) e patois valdostano. Il TGR va in onda senza sottotitoli, in virtù del bilinguismo totale vigente in Valle d'Aosta. Si tratta di un caso unico nel panorama delle minoranze linguistiche d'Italia, legato alla politica d'istruzione vigente, atta a non separare la società valdostana in comunità linguistiche. Successivamente al TGR, prevalentemente in italiano, viene diffusa la trasmissione "RAI Vd'A - Programmes", largamente in francese e talvolta anche in patois valdostano, anche in questo caso senza sottotitoli per lo stesso motivo.
Sul territorio sono presenti anche due TV private con programmazione bilingue, Studionord Tv (Sediv SpA) e Rete Saint-Vincent (Video Record SpA). Quest'ultima ha creato un nuovo canale di sola informazione denominato "Aujourd'hui Vallée", diffuso in tutta la Valle e ricevibile all'interno del "MUX1" irradiato sul canale 28 UHF in tecnica SFN. Attraverso un'apposita convenzione con la Presidenza del Consiglio Regionale, Aujourd'hui Vallée trasmette in diretta anche le sedute del Consiglio Regionale.
La Valle d'Aosta è passata al digitale terrestre nel settembre del 2009.
Personalità legate alla Valle d'Aosta [modifica]
| Per approfondire, vedi Nativi della Valle d'Aosta e Personalità legate alla Valle d'Aosta. |
Sport [modifica]
| Per approfondire, vedi Sport in Valle d'Aosta. |
Note [modifica]
- ^ Dato ISTAT aggiornato al 18 maggio 2013
- ^ La Valle d'Aosta non ha province. Aosta, che fu capoluogo dell'omonima provincia dal 1927 al 1945, è dal 1948 solo capoluogo di regione.
- ^ Pil pro capite regioni italiane, dati Istat 2009
- ^ La Val d'Aosta non esiste
- ^ Regione comprendente i comuni di Aosta, Charvensod, Quart, Saint-Christophe, Brissogne, Sarre e Pollein.
- ^ Bollettino ufficiale della regione Valle d'Aosta, n° 2 del 9 gennaio 1989.
- ^ Prima del 1º gennaio 1946 esisteva la Provincia di Aosta. Fino alla Liberazione, vi si svolsero le vicende che portarono al conferimento della medaglia d'oro al valor militare. La soppressione della Provincia di Aosta fu prevista con decreto legge luogotenenziale (D.l.lgt.) 7 settembre 1945 n.545, che stabilì anche la sua successione da parte del Consiglio della Valle.
- ^ Video iniziale sulla home page del sito del Consiglio della Valle d'Aosta / Conseil de la Vallée d'Aoste.
- ^ Sito dell'agenzia di stampa regionale - ANSA Presse Vallée d'Aoste
- ^ Sito ufficiale dell'ex Espace Vallée d'Aoste a Parigi
- ^ Valle d'Aosta in L'Enciclopedia Geografica - vol. 1, Milano, Corriere della Sera, pp. 270-271. ISSN 1824-9280.
- ^ cognomix.it.
- ^ La Vallée d'Aoste : enclave francophone au sud-est du Mont Blanc.
- ^ Sondaggio della fondazione Émile Chanoux
- ^ La Vallée d'Aoste : enclave francophone au sud-est du Mont Blanc.
- ^ Vedi pagina sul sito ufficiale del patois valdostano
- ^ Sito della sezione valdostana dell'UPF.
Bibliografia [modifica]
- Bernard Janin, Le Val d'Aoste: Tradition et Renouveau (in lingua francese), Musumeci Editore. ISBN 88-7032-308-0
- Augusta Vittoria Cerutti, Le Pays de la Doire et son peuple (in lingua francese), Musumeci Editore. ISBN 88-7032-746-9
- Federico Chabod, La Valle d'Aosta, l'Italia e la Francia (in lingua italiana).
- Robert Louvin, La Valle d'Aosta. Genesi, attualità e prospettive di un ordinamento autonomo (in lingua italiana), 1998, Musumeci editore, Quart.
- Lin Colliard, La culture valdôtaine au cours des siècles (in lingua francese), 1976, Aosta.
- Joseph-Marie Henry, Histoire de la Vallée d'Aoste (in lingua francese), 1929, Imprimerie Marguerettaz, Aosta.
- Elio Riccarand, Storia della Valle d'Aosta contemporanea (1919-1945) (in lingua italiana), 2000, Stylos, Aosta.
- Elio Riccarand, Storia della Valle d'Aosta contemporanea (1946-1981) (in lingua italiana), 2004, Stylos, Aosta.
- Elio Riccarand, Storia della Valle d'Aosta contemporanea (1981-2009) (in lingua italiana), 2010, Stylos, Aosta.
Voci correlate [modifica]
- Decreto di attuazione degli statuti
- Euroregione Alpi-Mediterraneo
- Consiglio della Valle d'Aosta
- Presidenti della Valle d'Aosta
- Protagonisti dell'autonomia valdostana
- Armoriale dei comuni della Valle d'Aosta
- Trasporti della Valle d'Aosta
- Consorzio dei Comuni della Valle d'Aosta
- Comunità montane della Valle d'Aosta
Altri progetti [modifica]
Commons contiene immagini o altri file su Valle d'Aosta
Wikizionario contiene il lemma di dizionario «Valle d'Aosta»
Collegamenti esterni [modifica]
- Valle d'Aosta su Open Directory Project (Segnala su DMoz un collegamento pertinente all'argomento "Valle d'Aosta")
- (IT, FR) Sito ufficiale della regione autonoma Valle d'Aosta
- (IT, FR) Sito del Consiglio regionale / Conseil de la Vallée
- (IT, FR) Image Vallée - Sito di foto
- (FR) Sito della sezione valdostana dell'UPF (Union de la presse francophone).
- (IT, FR) Naturaosta.it - Informazioni sull'ambiente e sul patrimonio culturale della Valle d'Aosta