Valle d'Aosta

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

(Reindirizzamento da Val d'Aosta)
(FR)
« Il y a des peuples qui sont comme des flambeaux, ils sont fait pour éclairer le monde; en général ils ne sont pas de grands peuples par le nombre, ils le sont parce qu'ils portent en eux la vérité et l'avenir. »
(IT)
« Ci sono dei popoli che sono come delle fiaccole, sono fatti per illuminare il mondo; in generale non sono grandi popoli per numero, ma perché portano in essi la verità e il futuro. »
(Émile Chanoux, 1944, frase adottata come motto dal Consiglio della Valle, riportata sulla parete principale dell'aula.)

Coordinate: 45°44′49″N 7°26′21″E / 45.74694, 7.43917

Regione Autonoma Valle d'Aosta

Région Autonome Vallée d'Aoste
regione autonoma a statuto speciale

Valle d'Aosta - Bandiera
Valle d'Aosta - Stemma
Stato: bandiera Italia
Zona: Italia nord-occidentale 
Capoluogo: Aosta
Superficie: 3.263 km²
Abitanti: 126.660  (30/06/08)
Densità: 38,8 ab./km²
Province: 0[1]
Comuni: Elenco dei 74 comuni
Politica
Presidente: Augusto Rollandin (Union Valdôtaine)
(dal 01/07/2008)
Giunta: Union Valdôtaine - Stella Alpina - Fédération Autonomiste
Consiglio
({{{seggi}}} seggi):
Ultime elezioni: 25 maggio 2008
Prossime: 2013
Note: Sigla auto: AO

CAP: 11100, 11010-11029
Prefisso tel.0165-0166-0125
Codice ISTAT: 007

Sito istituzionale
Portale:Portali Visita il [[Portale:{{{portale}}}]]
Carta fisica della regione in lingua francese

La Valle d'Aosta/Vallée d'Aoste (nome ufficiale) (in francese Vallée d'Aoste, in arpitano Vâl d'Aoutha o Vâl d’Aoûta, in lingua walser Augsttal) è una regione a statuto speciale dell'Italia nord-occidentale, con capoluogo Aosta. La Valle d'Aosta fa parte dell'Euroregione Alpi-Mediterraneo.

Confina a nord con la Svizzera (Canton Vallese), a ovest con la Francia (dipartimenti dell'Alta Savoia e della Savoia nella regione Rodano-Alpi), a sud e ad est col Piemonte (Provincia di Torino, Provincia di Biella, Provincia di Vercelli).

Risulta essere la regione più piccola d'Italia (3.263 km²) e anche quella meno popolata (126.660 abitanti).

Indice

[modifica] Simboli della Regione

« La bandiera della Regione è formata da un drappo di

forma rettangolare, alto due terzi della sua lunghezza, suddiviso verticalmente in due sezioni uguali di colore

nero e rosso, con il nero aderente all’inferitura. »
(Art. 5 della costituzione regionale riguardante la bandiera)

La Regione Autonoma Valle d'Aosta è rappresentata da:

  1. Uno stemma araldico
  2. Un gonfalone
  3. Una bandiera (la cui versione legale, approvata nel 2006, non reca alcuno stemma o scritta)
  4. Un inno (Montagnes Valdôtaines ossia Montagne Valdostane)

[modifica] Stemma

Lo stemma della Regione Autonoma Valle d'Aosta è così blasonato: "Di nero, al leone d'argento armato e linguato di rosso. Timbrato da una corona di regione". È stato aggiunto, forse per un'errata interpretazione delle cuciture di tenuta, un bordino dorato. Dal 1947 lo stemma caratterizza anche tutte le targhe automobilistiche dei veicoli immatricolati in Valle d'Aosta.

[modifica] Gonfalone

Il gonfalone è un drappo partito di rosso e di nero.

[modifica] Bandiera

La bandiera è un drappo partito di nero e di rosso.

[modifica] Etimologia del nome

Il significato del nome della regione è chiaro: la valle di Aosta, l'unica città della regione, il cui nome a sua volta in origine era Augusta Praetoria Salassorum in onore dell'imperatore romano Augusto che la fondò e in ricordo dei Salassi, il popolo autoctono sconfitto dai romani.

[modifica] Geografia

Per approfondire, vedi la voce Geografia della Valle d'Aosta.
Veduta della valle centrale con al centro la città di Aosta

La Valle d'Aosta è la più piccola regione italiana e si trova nel bel mezzo delle Alpi, circondata da quattro dei monti più alti di tutta Italia ed Europa (Monte Bianco, Cervino, Monte Rosa e Gran Paradiso). La regione è quasi interamente montuosa ed è raccolta intorno alla valle formata dalla Dora Baltea. I valichi più importanti sono il Piccolo San Bernardo e il Passo del Gran San Bernardo. La parte meridionale del territorio è occupata dal Parco Nazionale del Gran Paradiso (Parc National du Grand-Paradis) istituito nel 1922 per salvaguardare alcune specie di flora e fauna alpina in via d'estinzione come stambecchi, camosci, marmotte ed ermellini. Le valli sono state scavate dai ghiacciai in movimento; questi un tempo ricoprivano tutta la regione. Ora i ghiacciai occupano solo le cime montuose più elevate.

[modifica] Dati geografici generali

La regione storico-geografica della Valle d'Aosta, corrispondente al territorio amministrativo della Regione Autonoma Valle d'Aosta, alla diocesi di Aosta e al bacino idrografico della Dora Baltea, occupa l'estremo settore nord-occidentale dell'Italia. Confina a nord con il Vallese svizzero; ad ovest con i dipartimenti francesi della Savoia e dell'Alta Savoia; a sud e ad est con il Piemonte. La regione è zona interamente montuosa con una quota minima di 345 metri slm (a Pont-Saint-Martin) e una massima di 4810 (Monte Bianco, tradizionalmente considerato il tetto d'Europa). L'altitudine media è superiore ai 2000 metri [2]. La regione occupa 3.263 km², delimitata da un perimetro montuoso segnato da tutti i "quattromila" delle Alpi occidentali italiane: il massiccio del Monte Bianco a ovest, il massiccio del Monte Rosa e del Cervino a nord-est, il massiccio del Gran Paradiso a sud e quello del Grand Combin (in Svizzera) a nord.

Le coordinate geografiche dei punti estremi della regione sono:

[modifica] Geologia

La Valle d'Aosta è stata particolarmente interessata dalla formazione della catena delle Alpi, che qui raggiunge le vette più elevate. Particolarmente forti sono state le spinte che hanno favorito la crescita della catena alpina. Nei pressi di Courmayeur passa il Fronte Pennidico, linea di faglia crostale che ha permesso lo scorrimento tra la placca europea e la placca africana che ha generato le Alpi.

[modifica] Principali massicci montuosi

Panorama del Gran Paradiso

La Valle d'Aosta è interessata dalle Alpi Graie (nella sua destra orografica) e dalle Alpi Pennine (nella sinistra orografica). In parte la valle è interessata anche dalle Prealpi biellesi.

Per quanto riguarda la Alpi Graie toccano la valle i seguenti massicci:

e varie altre vette del Gruppo Centrale delle Alpi Graie.

Per quanto riguarda le Alpi Pennine incontriamo soprattutto:

Circa 40 sono le vette della valle che superano i 4.000 metri di altezza[3].

[modifica] Monti più importanti

Il versante valdostano del Cervino.

Certamente la Valle d'Aosta è famosa per le sue montagne che la contornano da tutte le parti. Infatti per tutta la sua lunghezza separa le Alpi Pennine (a nord e ad est) dalle Alpi Graie (ad ovest ed a sud) e questo fino a giungere al fondo della val Ferret ove si trova il col Ferret.

Altimetria della regione alpina

Più nel dettaglio a nord, lungo il confine con il canton Vallese, troviamo in sequenza le Alpi del Grand Combin, le Alpi del Weisshorn e del Cervino e le Alpi del Monte Rosa, gruppi appartenenti alle Alpi Pennine. Ad ovest, lungo il confine francese troviamo le Alpi del Monte Bianco che appartengono alle Alpi Graie che si ergono potenti a chiudere la valle. A sud, lungo lo spartiacque con il Piemonte, troviamo le Alpi del Gran Paradiso ancora appartenti alle Alpi Graie. Infine ad est, sempre longo lo spartiacque con il Piemonte, troviamo le Alpi Biellesi che appartengono alle Alpi Pennine.

Le montagne valdostane sono state teatro di molta storia dell'alpinismo: dalla conquista del monte Bianco avvenuta nel 1786, alla conquista del Cervino avvenuta nel 1865 e fino ad arrivare alle più moderne vie di arrampicata ed alpinistiche disegnate sui vari versanti delle montagne.

Oggi le montagne sono grandi mete turistiche, escursionistiche ed alpinistiche.

Molte vette presenti nella valle superano i 4000 metri slm. Tali vette sono oltre 40[4].

Ecco l'elenco completo dei 4000 della Valle d'Aosta:

Oltre ai 4000 della Valle d'Aosta altre vette importanti sono:

[modifica] Ghiacciai

Circa un 4% della superficie valdostana è coperta da ghiacciai che si contano in circa 200 [6]. Purtroppo in questi ultimi anni essi si sono ritirati molto.

Alcuni dei principali ghiacciai sono:

[modifica] Principali valli laterali

Panorama dell'alta Valpelline.

Oltre alla valle principale, sulla sinistra e sulla destra orografica della Valle d'Aosta, si dipartono diverse valli laterali. Partendo dall'alta valle, si individuano le seguenti valli:

Sovente la valle principale e le valli laterali partendo dall'abitato di Morgex e verso l'alta valle viene chiamata Valdigne. La Valdigne comprende quindi la val Ferret, la Val Veny ed il vallone di La Thuile.

[modifica] Fiumi

Cascata sopra Cervinia in alta Valtournenche.

Il fiume principale è la Dora Baltea (in francese Doire Baltée). La Dora percorre la Valle d'Aosta in tutta la sua lunghezza. Gli altri corsi d'acqua principali a regime torrentizio sono tutti affluenti della Dora Baltea.

Il torrente Lys nei pressi di Gaby.

Il fiume che solca l'intera Valle, da nord-ovest a sud-est, è la Dora Baltea, lungo 160 chilometri. Nasce convenzionalmente dal ghiacciaio della Brenva, in Val Veny, ma prende il nome alla confluenza tra la Dora di Ferret (proveniente dal ghiacciaio di Pré de Bar in Val Ferret) e della Dora di Veny (dal ghiacciaio del Miage in Val Veny). Il fiume riceve le acque da tutti i torrenti delle valli laterali valdostane, lambisce il capoluogo Aosta, prosegue attraverso chiuse, rapide e tratti pianeggianti e giunto in territorio piemontese si getta nel Po nei pressi di Crescentino.

I principali affluenti della Dora Baltea in territorio valdostano sono (partendo dalla sorgente):

[modifica] Laghi principali

Nella regione non sono presenti laghi di dimensione rilevante. I laghi più grandi sono formati da bacini artificiali realizzati per la produzione dell'energia elettrica. Sono tenuti da dighe, anche grosse, tutte molto controllate. Tra questi si ricordano:

I laghi naturali sono di origine alpina e si trovano generalmente tra i 2.000 ed i 2.700 metri di quota in conche lavorate dai ghiacciai. Tra questi si ricordano:

[modifica] Geografia antropica

La valle è suddivisa in otto comunità montane, che cercano di favorire la conservazione e lo sviluppo delle ricchezze e peculiarità culturali, linguistiche ed ambientali:

[modifica] Valichi e trafori

La Valle d'Aosta è regione particolarmente montuosa ed è regione di frontiera. Per questo motivo i valichi alpini hanno sempre avuto un'importanza fondamentale nella sua storia. Ancora oggi le comunicazioni rivestono un notevole interesse. I principali valichi e trafori sono:

Altri valichi che rivestono importanza storica e/o geografica sono:

[modifica] Aree protette

Esemplari di stambecchi ripresi in Val Veny.

La Valle d'Aosta per la ricchezza e varietà dei suoi ambienti costituisce un patrimonio che occorre salvaguardare e proteggere in modo particolare.

Il Parco nazionale del Gran Paradiso è stata una delle prime aree protette in Italia ed esprime, quasi per antonomasia, il concetto di salvaguardia e valorizzazione delle risorse ambientali. Oggigiorno è grande meta turistica ed escursionistica per la ricchezza della sua fauna e per la varietà della sua flora.

Il Parco naturale del Mont Avic è un parco regionale istituito nel 1989 che vuole salvaguardare le caratteristiche peculiari di una valle ancora molto preservata dall'intervento dell'uomo e del turismo di massa.

Si hanno inoltre le seguenti riserve naturali regionali:

[modifica] Clima

Per approfondire, vedi le voci Stazione meteorologica di Plateau Rosa e Geografia della Valle d'Aosta#Clima.

Il clima della Valle d'Aosta è tipicamente alpino con inverni rigidi ed estati fresche. Solo la valle centrale percorsa dalla Dora Baltea gode di condizioni climatiche più miti. Durante l'inverno cadono abbondanti nevicate, ma le precipitazioni nel resto dell'anno sono generalmente scarse. Per ovviare a questo fatto sono state costruite, fin dall'alto medioevo, grandi opere di canalizzazione irrigua denominate Rûs tutt'ora utilizzate. La Valle d'Aosta gode di un alpino uniformemente: essa risente infatti della morfologia del suo territorio interamente montuoso, con valli ricche di boschi, utili a umidificare e rinfrescare il clima. I fattori morfologici principali sono infatti due: la catena montuosa che si sviluppa in tutta la regione e la grande quantità di ghiacciai e foreste, che rinfrescano il clima. Quando d'inverno si forma un'area di bassa pressione su Aosta, la zona intorno a Courmayeur viene investita da un freddo intenso, portatrice di pioggia e neve a quote basse, che scende fino a valle, specialmente in alcune aree interne. L'estate è fresca e piuttosto ventosa. Nell'entroterra il clima è alpino più rigido, con valori medi invernali decisamente bassi, specie in alcune valli del versante nord-ovest della regione (media giornaliera di gennaio di -11,9 °C a Courmayeur, -12,9 °C a Breaul Cervinia, -10.9 °C ad Aosta). Le minime medie di queste località sono comprese tra -10 e -12 °C, i valori minimi stagionali attesi, durante l'inverno, sono attorno ai -15 °C anche se le temperature notturne possono scendere ben al di sotto di questo valore durante i periodi di gelo più intenso; le giornate estive sono molto fresche, e le medie giornaliere durante il trimestre estivo sono condizionate dai ghiacciai e dal vento termica giornaliera e dalle temperature notturne piuttosto fredde.

Ecco alcuni dati climatici presi dalle otto stazioni meteorologiche valdostane:

Nome alt tma tme tmi prec gp
Aosta 583 10,9 21,3 0,6 - -
Brusson 1338 6,3 16,7 - 4,3 - -
Courmayeur 1220 7,8 17 - 0,9 - -
Gressoney-La-Trinité 1850 4 12,7 - 3,6 - -
Gressoney-Saint-Jean 1400 4,6 13,8 - 4,8 - -
Nus-Saint-Barthélemy 1933 6,1 14,6 - 1,2 - 72
Pian Rosa 3488 - 5,8 1 - 11 - -
Valpelline 950 8,7 16,8 0,4 - -
Nome = nome della stazione meteorologica; alt = altitudine sul livello del mare in metri; tma = temperatura media annua in °C; tme = temperatura media estiva in °C; tmi = temperatura media invernale in °C; prec = precipitazioni annue in millimetri; gp = numero dei giorni di pioggia in un anno.

Sono invece riportati nella tabella sottostante i valori che si registrano nella capoluogo di Aosta[9].

AOSTA Mesi Stagioni Anno
Gen Feb Mar Apr Mag Giu Lug Ago Set Ott Nov Dic Inv Pri Est Aut
T. max. mediaC) 4,5 7,0 11,5 15,4 20,9 24,1 26,7 24,7 20,8 14,5 8,4 5,5 5,7 15,9 25,2 14,6 15,3
T. min. mediaC) -3,2 -0,8 2,8 6,5 10,5 13,6 15,8 14,3 12,0 6,8 1,8 -1,4 -1,8 6,6 14,6 6,9 6,6

[modifica] Storia

Per approfondire, vedi la voce Storia della Valle d'Aosta.
La torre dei signori di Quart, ad Aosta

[modifica] Origini dei valdostani

Il popolo dei Salassi potrebbe appartenere alla cultura di Hallstatt,una cultura celtica. Discendono dalla tribù degli Allobrogi; per un aumento intensivo della popolazione,poi,si spinsero verso il Mediterraneo, seguendo l'antica Via del sale,arrivando in Valle d'Aosta, nella zona della Dora Baltea, e nel Canavese nel 1200 a.C.; sovrapponendosi ad altri gruppi etnici già presenti nella regione.

[modifica] Nel corso del tempo

Abitata dal V secolo a.C. dalla popolazione ligure-gallica dei Salassi (sono stati rinvenuti comunque megaliti risalenti al 3000 a.C.), nel 25 a.C. fu conquistata dai Romani, che vi fondarono Augusta Praetoria Salassorum, l'odierna Aosta. Importante sotto il profilo militare e strategico per il controllo dei valichi del Piccolo e del Gran San Bernardo, nel Medioevo fu oggetto di contesa e conquista da parte di numerosi popoli e regni, come i Burgundi nel V secolo, gli Ostrogoti, i Bizantini e i Longobardi nel VI secolo e i Franchi nell'anno 774.

Inserita nel Regno di Borgogna nel 904, nel 1032 divenne contea di Umberto Biancamano. Da allora il suo destino fu legato alla dinastia sabauda, che nel 1302 la trasformò in ducato e le concesse sempre ampia autonomia.

Dal punto di vista giuridico, la Valle si reggeva in base al diritto consuetudinario, codificato per iscritto solo nel 1588 con la pubblicazione del Coutumier. Gli Statuta Sabaudiae in vigore nelle terre sabaude non vi furono mai introdotte.

Rappresentante del conte di Savoia, dalla metà del XIII secolo, era il bailly (balivo) che risiedeva nel complesso castrense situato ad Aosta e chiamato Tour du Baillage.

Date le caratteristiche naturali della regione, la nobiltà feudale ebbe a lungo un peso preponderante nella sua storia politica e sociale e i numerosi forti e castelli furono centri di vita politica, economica e culturale, oltre che militare.

Nel 1496 viene istituita la dignità di governatore e luogotenente del Ducato di Aosta che fa perdere di importanza il ruolo del balivo. [10] Risale a questo periodo anche la Chronique de la maison de Challant, prima opera storiografica conosciuta sulla Valle d'Aosta, scritta da Pierre Du Bois.

Nel 1536, in seguito all'invasione da parte di Francesco I di Francia dei territori di Casa Savoia (tranne che della Valle d'Aosta), fu istituito il Conseil des Commis. L'anno seguente venne firmato un trattato di neutralità tra la Valle d'Aosta e Francesco I di Francia.

Nel 1630 la peste colpì pesantemente la popolazione uccidendone due abitanti su tre.

Nel 1777 secondo il canonico Vescoz venne introdotta la coltivazione della patata in Valle d'Aosta. Ad introdurla fu il notaio Jean-François Frutaz che la seminò la prima volta a Châtillon.[11]

Anche la Chiesa, presente con numerosi monasteri, ebbe notevole influenza sulla popolazione della valle, che ai tempi della Rivoluzione Francese (alla fine del XVIII secolo) e nei decenni successivi fu roccaforte delle idee tradizionalistiche e reazionarie. Nell'Italia unita (1861) la Valle d'Aosta cercò di conservare le proprie tradizioni e specificità linguistiche e culturali.

[modifica] Il corso del 1900

Il fascismo cercò di italianizzare la Valle d'Aosta, con la soppressione di numerose scuole locali, l'instaurazione dell'uso esclusivo della lingua italiana negli uffici giudiziari (R.D. del 15 ottobre 1925, num. 1796), la soppressione dell'insegnamento della lingua francese (R.D. del 22 novembre 1925, num. 2191), l'italianizzazione dei toponimi (ordinanza del 22 luglio 1939) e la soppressione dei giornali in lingua francese Le Duché d'Aoste, Le Pays d'Aoste, La Patrie valdôtaine e dell'utilizzo del francese nel notariato, nella pubblica amministrazione e nella stampa. Forti pressioni vennero anche fatte sulle autorità religiose perché impedissero ai parroci di utilizzare la lingua francese nella predicazione e nelle lezioni di catechismo. A questo fine sono documentate minacce dirette anche ai singoli parroci e ai fedeli.

Con il Regio Decreto n. 1 del 2 gennaio 1927, si riformarono numerose circoscrizioni provinciali. Vennero staccati dalla provincia di Torino 113 comuni italofoni del Canavese, Ivrea compresa, e tutti i 73 comuni della Valle d'Aosta, creando la nuova provincia di Aosta, la provincia alpina, voluta dal regime per motivazioni squisitamente politiche. In precedenza la Valle d'Aosta e la zona di Ivrea erano semplici circondari della provincia di Torino, sedi di Sottoprefettura. Tale decisione suscitò da subito grande malcontento nella popolazione canavesana, che considerò sempre un grave affronto del regime alla propria "italianità" l'essere inglobata in una provincia "artificiale" e "franciosante" con, per giunta, capoluogo Aosta.

Diventata "circoscrizione autonoma" nel 1945, con Federico Chabod primo presidente, ottenne nel 1948 dalla neonata Repubblica Italiana la concessione dello Statuto speciale e lo status di regione autonoma. Economicamente per molti secoli la Valle d'Aosta visse prevalentemente di agricoltura e di pastorizia, con la diffusione di piccole proprietà spesso insufficienti alla sussistenza dei contadini e dei pastori, costretti a spostarsi in Francia o in Svizzera per lavori stagionali, o a emigrare definitivamente.

Solo dopo la Seconda Guerra Mondiale (1939-1945) ci fu l'inversione delle tendenze demografiche ed economiche, con uno sviluppo turistico ed industriale. Attualmente la regione, che ha una popolazione di 119.548 abitanti, ha un reddito pro capite tra i più alti in Italia, perlopiù grazie allo sviluppato benessere industriale del nord Italia che trasformò la Val d'Aosta in una delle mete turistiche preferite.

[modifica] Economia

[modifica] Dati economici

Di seguito la tabella che riporta il PIL ed il PIL procapite [12] prodotto nella Vallée dal 2000 al 2006:

2000 2001 2002 2003 2004 2005 2006
Prodotto Interno Lordo
(Milioni di Euro)
3.224,9 3.352,3 3.508,0 3.664,8 3.844,0 3.918,9 4.059,8
PIL ai prezzi di mercato per abitante
(Euro)
27.077,4 28.076,4 29.185,0 30.162,9 31.379,5 31.757,5 32.635,1

Di seguito la tabella che riporta il PIL[12], prodotto in Valle d'Aosta ai prezzi correnti di mercato nel 2006, espresso in milioni di euro, suddiviso tra le principali macro-attività economiche:

Macro-attività economica PIL prodotto % settore su PIL regionale % settore su PIL italiano
Agricoltura, silvicoltura, pesca € 43,0 1,06% 1,84%
Industria in senso stretto € 451,1 11,11% 18,30%
Costruzioni € 377,6 9,30% 5,41%
Commercio, riparazioni, alberghi e ristoranti, trasporti e comunicazioni € 717,2 17,67% 20,54%
Intermediazione monetaria e finanziaria; attività immobiliari ed imprenditoriali € 797,1 19,63% 24,17%
Altre attività di servizi € 857,8 21,13% 18,97%
Iva, imposte indirette nette sui prodotti e imposte sulle importazioni € 815,9 20,10% 10,76%
PIL Valle d'Aosta ai prezzi di mercato € 4.059,8

Il confronto tra il dato regionale e il dato nazionale, espressi in termini percentuali, evidenzia una maggiore incidenza nell'economia regionale, rispetto alla media nazionale, del settore delle costruzioni e degli altri servizi, tra i quali sono compresi i servizi della Pubblica Amministrazione, della Sanità e dell'Istruzione.

È la regione più piccola d'Italia e con la più bassa densità di popolazione. Le montagne infatti ostacolano gli insediamenti e rendono difficile lo sfruttamento agricolo del territorio. Si allevano molti bovini e gli alti pascoli sono sfruttati per la produzione della fontina.

Le colture più diffuse sono quelle delle patate, della vite e degli alberi da frutta (meli e peri). Le attività agricole si integrano con la vocazione turistica della regione.

Importanti sono la produzione di energia idroelettrica e gli stabilimenti che operano nel settore siderurgico (Aosta). Numerose sono le aziende che operano nel campo dell'edilizia.

[modifica] Produzione agricola e alimentare

Per quanto riguarda l'agricoltura c'è da rilevare che circa il 35 per cento del territorio è improduttivo ai fini agricoli. Nonostante ciò, vengono intensamente sfruttati, nelle zone di montagna, i boschi (pini, larici e abeti) e i pascoli, che favoriscono in particolare l'allevamento bovino. Nelle vallate vi è una discreta attività agricola con la coltura della vite, delle patate e dei (pochi) cereali. Nelle montagne con vesanti soleggiati, invece, si fanno dei terrazzamenti e si coltivano patate e foraggio.

[modifica] Turismo

Il turismo è la risorsa fondamentale nell'economia della regione.

Il Parco Nazionale del Gran Paradiso da ormai un secolo è l'attrattiva maggiore per il turismo naturalistico nella Valle d'Aosta. Nel parco si può entrare in contatto con diverse specie di fauna e di flora.

Oltre al parco il turismo è molto sviluppato soprattutto nel settore alpinistico e sciistico.

La valle è ricca di rifugi alpini, di sentieri attrezzati, di percorsi naturalistici.

I rifugi principali sono:

Tra i sentieri attrezzati si possono segnalare:

Le principali stazioni sciistiche della valle sono: Breuil-CerviniaChampolucCogneCourmayeurGressoneyLa ThuilePila.

[modifica] Popolazione

Casa tipica valdostana a Cretaz, frazione di Valtournenche.

Vista la natura montuosa del territorio, la Valle d'Aosta risulta essere la regione meno popolata d'Italia, ma anche quella con minore densità di popolazione. La distribuzione degli abitanti è assai irregolare: più di un terzo si concentra attorno ad Aosta e ai comuni limitrofi. Buona parte della popolazione si concentra nella media e bassa valle, mentre le valli minori si sono notevolmente spopolate, eccetto i centri turistici principali.

Data la comunanza linguistica, la Valle d'Aosta è stata terra di emigrazione verso la Francia (specialmente a Parigi), ma a partire dagli anni venti si è assistito al fenomeno inverso, soprattutto in seguito all'installazione dei primi impianti siderurgici di Aosta. Dapprima attirarono Piemontesi e Veneti (spinti dal fascismo), dal secondo dopoguerra sino agli anni settanta Meridionali, e in particolar modo Calabresi. Da notare, ad esempio, che il 4% dell'attuale popolazione è originaria del comune di San Giorgio Morgeto (provincia di Reggio Calabria) e nello stesso capoluogo il cognome più diffuso è Fazari, originario del Reggino. Attualmente, invece, la Valle d'Aosta attrae un consistente flusso di extracomunitari (specialmente Maghrebini), impiegati soprattutto nella pastorizia. Alla fine del 2006 si contavano 124.812 abitanti, di cui 5.534 stranieri (4,4%). Nello stesso anno i nati vivi sono stati 1.250 (10,0‰), i morti 1.242 (10,0‰), con un incremento pressoché nullo (appena 8 unità). Le famiglie contano in media 2,2 componenti, mentre la nuzialità nel 2005 era di 3,4 matrimoni ogni mille abitanti, dei quali il 61,8% si è svolto con rito religioso.

Abitanti censiti

[modifica] Lingue in Valle d'Aosta

Per approfondire, vedi la voce Lingue della Valle d'Aosta.

Le lingue autoctone della Valle d'Aosta sono il francese francoprovenzale, l'italiano, inoltre nel fondovalle si parla il piemontese e a Issime, Gressoney-La-Trinité e Gressoney-Saint-Jean si parla il dialetto tedesco walser. Le lingue ufficiali sono l'italiano dal 1861 e il francese, lingua co-ufficiale (assieme al francoprovenzale) dal 1561 fino al 1861 e dal 1946 lingua co-ufficiale assieme all'italiano. Nel 1921 parlava il francese (insieme al francoprovenzale) il 91% della popolazione. Fonte: [13] Il francoprovenzale è in stragrande maggioranza usato e diffuso nei paesi e nelle valli laterali ove gode ancora di una certa vivacità (ed è parlato e capito dalla maggioranza delle persone) mentre ad Aosta e nei centri più grandi prevale l'italiano anche per via della forte immigrazione da altre regioni italiane avvenuta dal periodo fascista in poi in particolar modo nella città di Aosta. Il francese è usato prevalentemente nello scritto oppure nelle attività culturali. Il francese divenne lingua ufficiale nel 1561. È a seguito di questo atto che in Valle d'Aosta si sviluppa il bilinguismo francese-francoprovenzale; essendo la prima lingua quella ufficiale e la seconda quella del popolo, seppur frammentata in una moltitudine di dialetti. Questo fenomeno si riscontra anche nei territori d'oltralpe che insieme alla Valle d'Aosta costituirono il Regno di Borgogna, (Savoia, Svizzera francofona ed altri territori a nord-ovest). Il bilinguismo francese e francoprovenzale continuò immutato fino al 1861 quando, con l'Unità d'Italia fu introdotta in Valle d'Aosta la lingua italiana. Durante il periodo fascista fu proibito l'uso del francese ed avviato un processo forzato di italianizzazione della Valle d'Aosta, che incoraggiava l'immigrazione in massa di forza lavoro da tutte le regioni italiane e l'emigrazione di parte degli abitanti francofoni autoctoni. Dopo la seconda guerra mondiale le cose cambiarono in maniera sensibile. Il 26 febbraio 1948 la Valle d'Aosta, già "Circoscrizione autonoma" dal 7 settembre 1945, fu costituita in Regione Autonoma a Statuto Speciale, ottenendo il riconoscimento del diritto di espressione nella propria lingua con l'ufficializzazione del bilinguismo Italiano-Francese. Oltre all'adozione ufficiale del bilinguismo, lo Statuto Speciale riconosce, dopo le ultime modifiche, anche i diritti di una minoranza di lingua tedesca, i Walser, i cui antenati giunsero intorno al 1200 nelle zone dei tre comuni di Gressoney-Saint-Jean, Gressoney-La-Trinité e Issime, l'articolo 40 bis dello Statuto Speciale della valle d'Aosta del 31 gennaio 2001 recita:

« Le popolazioni di lingua tedesca dei comuni della Valle del Lys individuati con legge regionale hanno diritto alla salvaguradia delle proprie caratteristiche e tradizioni linguistiche. Alle popolazioni di cui al primo comma è garantito l'insegnamento della lingua tedesca nelle scuole attraverso opportuni insegnamenti alle necessità locali. »
Gruppo linguistico 2001
Italiano 71,50 %
Francoprovenzale 16,20 %
Francese 0,99 %

Fonte:Fiorenzo Toso, Le minoranze linguitiche in Italia, Editrice Il Mulino, 2008

[modifica] Uso della lingua francese

Carta d'identità bilingue italiano-francese

Secondo un'intervista il 7,86% della popolazione è bilingue italiano-francese, invece è trilingue (italiano-francese-francoprovenzale) il 23,49% della popolazione e quadrilingue (quindi parla anche piemontese) il 12,68% della popolazione. Il francese è utilizzato in tutti gli ambiti della pubblica amministrazione, la toponomastica dei paesi è unicamente in francese (tranne per Aosta), secondo la legge regionale n.53 del 1994 l'educazione scolastica viene impartita in italiano e francese. Tutti i partiti politici regionali hanno un nome in francese (il più importante è l'Union Valdôtaine) e pubblicano anche giornali in francese. Il TG della RAI va in onda in italiano e francese e si ricevono dalla Svizzera romanda e dalla Francia i programmi in francese.

Diffusione del Francese in Europa.
Segnaletica bilingue italo-francese sulla autostrada A5 in Valle d'Aosta

[modifica] Uso della lingua francoprovenzale

Il francoprovenzale è parlato oltre che in Valle d'Aosta, in parte del Piemonte occidentale (Valli arpitane), in quasi tutta la Svizzera romanda e in una piccola parte di Francia centrale oltre che a Faeto e Celle San Vito in Puglia. Il francoprovenzale è parlato soprattutto nelle alte valli, secondo l'associazione Emile Chanoux il 15,37% ha come lingua materna il francoprovenzale e il 54,48% della popolazione conosce accantro ad altre lingue o dialetti il francoprovenzale. Il francoprovenzale è riconosciuto lingua minoritaria dallo stato italiano secondo la legge 482 del 1999. La regione ha istituito il Bureau Régional pour l'Ethnologie et la Linguistique (BREL) per la protezione e lo studio del francoprovenzale.

Diffusione del Fracoprovenzale.

[modifica] Uso della lingua walser (toitschu)

I walser che abitano l'alta Valle del Lys provengono dal Vallese (Svizzera), da dove sono arrivati nel XII e il XIII secolo chiamati a colonizzare terre dai feudatari valdostani Vallaise. I contatti con la terra di origine non si fermarono mai, inoltre casa Savoia, con Margherita di Savoia si interessò alla cultura della Valle del Lys walser, dato che la dinastia sabauda aveva anche un castello a Gressoney-Saint-Jean. Il dialetto walser è parlato in 3 comuni della Valle del Lys (Issime, Gressoney-Saint-Jean e Gressoney-La-Trinité), negli anni settanta era utilizzato dal 54% della popolazione complessiva dei due Gressoney. Secondo una statistica della fondazione Emile Chanoux il dialetto walser è utilizzato dal 17% della popolazione. È protetto dalla legge 482 del 1999 e dalla legge regionale n.47 del 1998. Il dialetto tedesco viene insegnato nelle scuole dei 3 paesi accanto al tedesco e al francese, inoltre la Comunità Montana Walser Alta Valle del Lys salvaguarda la cultura walser e Centro Culturale Walser di Gressoney-Saint-Jean organizza corsi per l'insegnamento del walser. Si sta tentando di inserire il dialetto nelle scuole di primo grado da diversi anni. Nel 1992 il 53,8% degli alunni conosceva il walser.

Ecco i dati :

Paese Pecentuale parlanti
Issime 80 % (1992)
Gressoney 35 % (stima 2002)

Fonte:Comitato delle isole linguistiche storiche germaniche in Italia

Ecco il walser di Gressoney:

Anno Pecentuale parlanti
1901 90 %
1921 90 %
1979 40 %
2002 35 %

Fonte:Comitato delle isole linguistiche storiche germaniche in Italia


Diffusione del dialetto alemannico, di cui fa parte il Walser.


Fonti: [14] [15]

Ad esempio, in alcuni sondaggi i valdostani hanno risposto che parlano le seguenti lingue e/o dialetti con i propri genitori:

Con la madre:

Lingua o dialetto Percentuale
italiano 38,39%
francoprovenzale 27,07%
francoprovenzale - italiano 10,58%
italiano - altro 4,26%
italiano - piemontese 3,48%
piemontese 2,64%
altro 13,58%

Col padre:

Lingua o dialetto Percentuale
italiano 39,76%
francoprovenzale 26,07%
francoprovenzale - italiano 9,50%
italiano - altro 3,34%
italiano - piemontese 3,66%
piemontese 2,94%
altro 14,73%

Inoltre alla domanda "Lei conosce il francoprovenzale?" "Lo parla?", gli intervistati hanno risposto:

Risposta Percentuale
bene 35,10%
non lo parlo 30,75%
poco 11,98%
abbastanza bene 10,17%
per niente 8,96%
nessuna risposta 3,04%

[modifica] Cultura

Il nome Valle d'Aosta (o Val d'Aosta) ha una derivazione storico-geografica. Valle come il territorio che caratterizza la regione e Aosta che deriva dal nome dall'accampamento romano Augusta Praetoria, chiamato così in onore dell'imperatore Ottaviano Augusto.

Anche se il francese ha uno statuto ufficiale nella regione, i dialetti parlati sono da considerarsi francoprovenzali, con la sola eccezione di quello di origine tedesca (Walser) di Gressoney-Saint-Jean, Gressoney-La-Trinité e Issime.

Eugenia Martinet è stata una poetessa valdostana. Ha composto le sue poesie in patois, il dialetto valdostano.

[modifica] Luoghi di interesse

[modifica] Castelli

I Castelli in Valle d'Aosta sono particolarmente numerosi ed importanti. Salendo la Valle d'Aosta si incontrano via via questi gendarmi che un tempo difendavano ed ora accolgono il visitatore. Quasi ogni paese aveva il suo castello. Di alcuni restano delle rovine; altri invece sono ben conservati e sono meta di grande attrattiva turistica. Il castello più conosciuto ed ammirato è quello di Fénis. Il primo che si incontra salendo la valle è quello di Bard. Ormai superata la città di Aosta, per ultimo, si incontra quello di Saint-Pierre. Storicamente i castelli hanno subito un'evoluzione. All'inizio avevano prettamente lo scopo difensivo (così si presentano le Torri dell'inizio del secondo millenio). In epoca successiva è subentrato lo scopo di dimostrare la potenza e ricchezza del proprietario: con queste caratteristiche si presentano il castello di Fénis ed il castello di Issogne. Infine, ed ormai siamo nel XIX secolo, il castello diventa un ricordare glorie antiche (così si presenta il Castello Savoia).

Il più conosciuto: quello di Fénis.

Salendo la Valle d'Aosta si incontrano nell'ordine i seguenti castelli:

[modifica] Santuari

I santuari sparsi per la valle testimoniano la fede dei valdostani trasmessa per secoli:

[modifica] Sport

Per approfondire, vedi la voce Sport in Valle d'Aosta.

Di seguito sono riportati i maggiori impianti sportivi e le più importanti società sportive della Valle d'Aosta.

[modifica] Principali impianti sportivi

[modifica] Principali società sportive

Atletica:

Arti Marziali:

Baseball:

Basket:

Calcio:

Hockey:

Rugby:

Pallamano:

Pallavolo:

Pallanuoto:

[modifica] Politica

La Valle D'Aosta è una regione a statuto speciale.

[modifica] Governo

La Valle d'Aosta è costituita in Regione autonoma, fornita di personalità giuridica, entro l'unità politica della Repubblica Italiana, sulla base dei principi della Costituzione e secondo lo statuto regionale.

Il territorio della Valle d'Aosta comprende le circoscrizioni dei Comuni ad essa storicamente appartenenti. La Regione ha per capoluogo Aosta. Sono organi della Regione: il Consiglio della Valle, la Giunta regionale ed il Presidente della Regione.

Il Consiglio della Valle è composto di trentacinque consiglieri, eletti a suffragio universale, uguale, diretto e segreto e svolge la funzione legislativa. Il Consiglio regionale è eletto per cinque anni. Il quinquennio decorre dalla data delle elezione. Il Consiglio regionale elegge, fra i suoi componenti, il Presidente, l'Ufficio di presidenza e Commissioni, in conformità al regolamento interno, che esso adotta a maggioranza assoluta dei suoi componenti.

Il Presidente della Regione, la Giunta e gli assessori che la compongono sono organi esecutivi della Regione e sono nominati dal consiglio regionale (Valle d'Aosta e Trentino-Alto Adige sono le uniche regioni italiane che hanno mantenuto l'elezione indiretta degli organi esecutivi). Il Presidente della Regione è il capo dell'amministrazione regionale e rappresenta la Regione. Promulga le leggi ed i regolamenti regionali. Il presidente della regione svolge anche le funzioni di Prefetto.

  • Competenze della regione:
  • a) ordinamento degli uffici e degli enti dipendenti dalla Regione e stato giuridico ed economico del personale;
  • b) ordinamento degli enti locali e delle relative circoscrizioni;
  • c) polizia locale urbana e rurale;
  • d) agricoltura e foreste, zootecnia, flora e fauna;
  • e) piccole bonifiche ed opere di miglioramento agrario e fondiario;
  • f) strade e lavori pubblici di interesse regionale;
  • g) urbanistica, piani regolatori per zone di particolare importanza turistica;
  • h) trasporti su funivie e linee automobilistiche locali;
  • i) acque minerali e termali;
  • l) caccia e pesca;
  • m) acque pubbliche destinate ad irrigazione ed a uso domestico;
  • n) incremento dei prodotti tipici della Valle;
  • o) usi civici, consorterie, promiscuità per condomini agrari e forestali, ordinamento delle minime proprietà culturali;
  • p) artigianato;
  • q) industria alberghiera, turismo e tutela del paesaggio;
  • r) istruzione tecnico-professionale;
  • s) biblioteche e musei di enti locali;
  • t) fiere e mercati;
  • u) ordinamento delle guide, scuole di sci e dei portatori alpini;
  • v) toponomastica;
  • z) servizi antincendi.

[modifica] Suddivisioni amministrative

Per approfondire, vedi la voce Categoria:Comuni della Valle d'Aosta.

Nella Regione Autonoma Valle d'Aosta non c'è suddivisione in province. Alcune funzioni altrove attribuite alla provincia vengono espletate da appositi organi della regione. Questo perché l'Ente "provincia" avrebbe finito per interferire negativamente, in fatto di competenze amministrative, col nuovo status di regione autonoma a statuto speciale (garantito con legge costituzionale 26 febbraio 1948 n.4) improntato alla parziale restituzione di quei caratteri di self government che la Val d'Aosta possedeva sostanzialmente da secoli, in particolare dal 1536, data di formazione del governo valdostano denominato Conseil des Commis. Pertanto la Valle d'Aosta è l'unica Regione italiana a non avere nel capoluogo un Consiglio provinciale e un presidente della Provincia. Avrebbero, paradossalmente, funzioni già di competenza del Consiglio regionale e del presidente della Regione.

[modifica] Comuni principali

La Valle d'Aosta è suddiviso in 74 comuni, i più popolosi dei quali sono:

Posizione Stemma Città Popolazione
(ab)
Altitudine
(m.s.l.m.)
Superficie
(km²)
Aosta 34.952 583 21,37
Saint-Vincent 4.846 575 20,81
Châtillon 4.831 549 39,77
Sarre 4.622 631 28
Pont-Saint-Martin 3.945 345 6,88
Quart 3.456 535 62

[modifica] Onorificenze

L'allora Provincia di Aosta[16] è tra le istituzioni (vedere: Città decorate al Valor Militare per la Guerra di Liberazione) insignite della Medaglia d'Oro al Valor Militare per la sua attività nella lotta partigiana durante la Seconda Guerra Mondiale[1]

Medaglia d'oro al valor militare - nastrino per uniforme ordinaria

Medaglia d'oro al valor militare

«Fiera di tradizioni guerriere e di libertà, la Valle d'Aosta, con perizia di Capi, valore di combattenti, passione e sacrificio del suo popolo prode, combatteva per venti mesi la dura guerra partigiana contro l' occupazione nazifascista. Migliaia di partigiani e patrioti di agguerrite formazioni, compagine cospicua in rapporto alla popolazione, a interdizione ed insidia di importanti comunicazioni operative dell'occupante, rinnovava ai valichi di frontiera, sulle crinali e nelle convalli nell'epopea del Risorgimento, infliggendo al nemico ingenti perdite e oneroso logorio di forze. Olocausto di martiri; sacrificio di centinaia di caduti in armi in Patria e all'estero e di trucidati, di migliaia di internati e deportati; sanguinoso travaglio di centinaia di combattenti e innumere altre azioni di guerra; lutti e distruzioni riconsegnano più fulgidi alla Storia d'Italia l' antico valore alpino e le congiunte virtù militari e civili, con cui la gente valdostana conquistava, con le patrie libertà, la premessa a nuove libere istituzioni della sua vita pubblica e difendeva, per la Patria comune, il diritto ai sacri italici confini.»
— Valle d'Aosta, settembre 1943 - aprile 1945

[modifica] Periodici regionali

Sono quattro i settimanali presenti sul territorio regionale. La Vallée Notizie è il settimanale più diffuso[senza fonte]; è diretto da Walter Barbero ed esce in edicola ogni sabato. Il Corsivo è un settimanale che esce in edicola il lunedì; è diretto da Simeone Piffari, il quale ricopre anche il ruolo di editore. La Gazzetta Matin, diretta da Luca Mercanti, esce anch'essa in edicola il lunedì. Infine vi è il settimanale diocesano Il Corriere della Valle, che ogni giovedì arriva nelle case dei suoi abbonati e il venerdì esce in edicola; è diretto da Fabrizio Favre.

Oltre ai settimanali regionali va ricordato che il quotidiano La Stampa ha una sua redazione locale, guidata da Stefano Sergi, che produce quotidianamente undici pagine di informazione. Inoltre Il Sole 24 Ore Nord Ovest, distribuito oltre che in valle anche in Piemonte e Liguria, una volta alla settimana, propone ai suoi lettori mezza pagina dedicata alla regione autonoma.

Oltre ai periodici sopra elencati ve ne sono altri, organi di movimenti politici e/o culturali. Le peuple valdôtain, esclusivamente in lingua francese, è un settimanale politico che esce il venerdì. E' l'organo del movimento di maggioranza Union Valdôtaine. È disponibile gratuitamente anche in linea. Renouveau Valdôtain è un periodico mensile bilingue francese/italiano, organo dell'omonimo movimento politico. Lo Flambò/Le Flambeau è un periodico quadrimestrale in lingua francese ed in patois francoprovenzale, organo del Comité des Traditions Valdôtaines .

Per quanto riguarda l'informazione on-line esistono diversi siti: Aostasera.it, Aostaoggi.it e "12vda.it"

[modifica] Televisioni e radio della regione

Esiste una sede regionale della Rai e una tv privata, Rete-Saint-Vincent. Sono poi presenti sul territorio valdostano anche alcune radio locali.

[modifica] Note

  1. ^ La Valle d'Aosta non ha province. Aosta, che fu capoluogo dell'omonima provincia dal 1927 al 1945, è dal 1948 solo capoluogo di regione.
  2. ^ Per un confronto con le altre regioni dell'Italia vedi: Zone altimetriche d'Italia
  3. ^ cfr. Vette alpine superiori a 4000 metri.
  4. ^ cfr. Vette alpine superiori a 4000 metri e considerando tanto quelle della lista principale quanto quelle della lista secondaria.
  5. ^ La vetta del monte Bianco è frontaliera tra l'Italia e la Francia anche se è esistita in materia una controversia che la voleva del tutto in territorio francese e dalla Francia non è ancora ufficialmente accettato che sia frontaliera. Per approfondire vedi la voce: Storia della frontiera sul Monte Bianco.
  6. ^ cfr. Catasto online dei ghiacciai della Valle d'Aosta
  7. ^ Nome tipico valdostano per indicare la sinistra orografica.
  8. ^ Nome tipico valdostano per indicare la destra orografica.
  9. ^ Tabella climatica
  10. ^ fonte: Tersilla Gatto Chanou e Alessandro Celi, Storia insolita della Valle d'Aosta, Roma, Newton and Compton Editori, 2004.
  11. ^ fonte: Jean Bérard, Ai piedi della Grivola, Aosta, Tipografia Valdostana, 1991.
  12. ^ a b Dati Istat - Tavole regionali
  13. ^ Sondaggio della fondazione Émile Chanoux
  14. ^ L'Aménagement Linguistique dans le Monde
  15. ^ Sondage de la Fondation Emile Chanoux
  16. ^ Prima del 7 settembre 1945 esisteva la Provincia di Aosta. Fino alla Liberazione, vi si svolsero le vicende che portarono al conferimento della medaglia d'oro al valor militare. La Provincia di Aosta fu soppressa con decreto legge luogotenenziale (D.l.lgt.) 7 settembre 1945 n.545.

[modifica] Bibliografia

[modifica] Voci correlate

[modifica] Altri progetti

[modifica] Collegamenti esterni

Strumenti personali