Cortina d'Ampezzo

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Cortina d'Ampezzo
comune
Cortina d'Ampezzo – Stemma Cortina d'Ampezzo – Bandiera
Panorama di Cortina dal braccio occidentale della SS 48. Sullo sfondo, il Cristallo.
Panorama di Cortina dal braccio occidentale della SS 48. Sullo sfondo, il Cristallo.
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Veneto-Stemma.png Veneto
Provincia Provincia di Belluno-Stemma.png Belluno
Amministrazione
Sindaco Andrea Franceschi (PdL) dal 29/05/2007
Territorio
Coordinate 46°32′00″N 12°08′00″E / 46.533333°N 12.133333°E46.533333; 12.133333 (Cortina d'Ampezzo)Coordinate: 46°32′00″N 12°08′00″E / 46.533333°N 12.133333°E46.533333; 12.133333 (Cortina d'Ampezzo)
Altitudine 1 211 m s.l.m.
Superficie 252,81 km²
Abitanti 5 929[1] (31-12-2013)
Densità 23,45 ab./km²
Frazioni Vedi elenco
Comuni confinanti Auronzo di Cadore, Badia (BZ), Braies (BZ), Colle Santa Lucia, Dobbiaco (BZ), Livinallongo del Col di Lana, Marebbe (BZ), San Vito di Cadore
Altre informazioni
Cod. postale 32043
Prefisso 0436
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 025016
Cod. catastale A266
Targa BL
Cl. sismica zona 3 (sismicità bassa)
Cl. climatica zona F, 4 433 GG[2]
Nome abitanti ampezzani o cortinesi
Patrono santi Filippo e Giacomo
Giorno festivo 3 maggio
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Cortina d'Ampezzo
Posizione del comune di Cortina d'Ampezzo nella provincia di Belluno
Posizione del comune di Cortina d'Ampezzo nella provincia di Belluno
Sito istituzionale
« Salve, oh Cortina, delle Dolomiti sei la Regina![3] »
(Iscrizione, oggi scomparsa, sulla parete del tunnel della Dolomitenstrasse, ad opera di un anonimo militare italiano della prima guerra mondiale.)

Cortina d'Ampezzo (Anpezo o Ampëz in ladino, Hayden in tedesco desueto) è un comune italiano di 5 929 abitanti[4] della provincia di Belluno in Veneto. Soprannominata la "Regina delle Dolomiti", è il più grande e famoso dei 18 comuni che formano la Ladinia, nonché rinomata località turistica invernale ed estiva, che ha ospitato le Olimpiadi invernali del 1956 e ancor oggi teatro di numerosi eventi sportivi di rilevanza internazionale legati alla montagna e agli sport invernali.

Parte dello Stato Veneto nella seconda metà del XV secolo, fino al 1511 era parte integrante del Cadore di cui costituiva una delle dieci centene. Quando il Cadore fu invaso da Massimiliano d'Absburgo all'inizio della Guerra di Cambrai, l'esercito veneto, nel riconquistarlo, rinunciò ad occupare Cortina per dirigersi verso il Friuli. Sotto l'impero asburgico prima e quello austro-ungarico (1511-1918) poi, il comune faceva parte del Tirolo.[5] Con la semplice denominazione di Ampezzo del Cadore, il comune fece parte ancora della provincia di Trento (all'epoca comprendente anche l'Alto Adige) fino al 1923, quando vi fu l'aggregazione del territorio alla provincia di Belluno.

Indice

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Territorio[modifica | modifica wikitesto]

Cortina è situata al centro della Conca d'Ampezzo, nell'alta Valle del Boite, che fu il bacino terminale di un antico ghiacciaio quaternario,[6] ed è posizionata tra il Cadore (a sud) e la Val Pusteria (a nord), la Val d'Ansiei (a est) e l'Alto Agordino (a ovest). Con i suoi 254,4 k, Cortina d'Ampezzo è il secondo comune più esteso del Veneto (dopo il capoluogo Venezia).

Le formazioni geologiche presenti all'interno del Parco naturale regionale delle Dolomiti d'Ampezzo sono di chiara origine sedimentaria, risalenti ad un periodo compreso tra il Triassico medio (230 milioni di anni fa) e il Cretacico superiore (90 milioni di anni fa) dell'era mesozoica, costituite principalmente da rocce quali la dolomia e il calcare.

Orografia[modifica | modifica wikitesto]

Cortina è circondata a 360° dalle Dolomiti Ampezzane, facenti parte della sottosezione delle Dolomiti di Sesto, di Braies e d'Ampezzo, nelle Alpi Orientali, che conferiscono alla vallata una bellezza unica al mondo. Tra le montagne più famose si ricordano le Tofane a ovest, il Pomagagnon a nord, il Cristallo a nord-est, il Faloria e il Sorapiss a est, il Becco di Mezzodì, la Croda da Lago e il gruppo del Nuvolau a sud. Il territorio comunale varia d'altitudine da un minimo di 1 057 m a un massimo di 3 244 m, con un'escursione altimetrica pari a 2 187 m. Il centro urbano, invece, si trova all'incirca a 1 224 m d'altitudine.[7]

La "Cascata di Sotto" in Gola di Fanes.

Idrografia[modifica | modifica wikitesto]

Numerosi sono i corsi e i bacini d'acqua che vanno a formare l'insieme idrografico ampezzano: le fonti del Rufiédo, del Felizón e del Boite rappresentano vere e proprie peculiarità idrologiche sul suolo ampezzano, essendo accomunate dalla derivazione da condotte sotterranee di tipo carsico[8]; i torrenti Boite e Fanes scorrono in alvei spaziosi e ricchi di vegetazione, andando a formare, sul proprio percorso, splendide cascatelle (Gola di Fanes); il rio Travenanzes e il rio Felizón, al contrario, scorrono in profondissimi orridi naturali, scavati nella dolomia dal costante fluire delle loro acque nel corso dei secoli. Molto diffusi sono anche i ruscelli e i torrentelli che scorrono lungo le pendici rocciose dei monti e nei boschi, come la Ruoiba e il Ru dei Cavai. La quasi totalità delle acque del bacino idrografico della valle, comunque, risulta prima o poi affluire nel torrente Boite, il maggiore della zona per portata idrica e per lunghezza del corso (42 km complessivi)[8].

Di modestissime dimensioni sono invece i laghetti alpini, a causa dell'accentuata acclività dei versanti e dell'alta permeabilità delle rocce dolomitiche[8]. Vi sono, tuttavia, alcuni piccoli invasi lacustri, situati sia ad alte quote che a fondovalle, la cui formazione è stata resa possibile da un naturale processo d'impermeabilizzazione del fondo di alcune depressioni o dallo sbarramento artificiale di torrenti. Ad ogni modo, essi costituiscono dei biotipi di elevato interesse naturalistico[8]. Piccoli ghiacciai di modeste superfici si nascondono invece nei recessi più freddi e ombrosi del Cristallo, delle Tofane e di altre vette ampezzane, a quote comprese tra i 2 800 ed i 3 200 m d'altitudine, talvolta sepolti sotto una spessa coltre di detriti. Benché in costante ritirata a causa del progressivo aumento della temperatura estiva e autunnale,[8] continuano ancor oggi ad alimentare i torrenti e i ruscelli del fondovalle, garantendo all'Ampezzo un livello minimo di acqua anche in casi di scarsità o assenza di precipitazioni.

Clima[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Stazione meteorologica di Cortina d'Ampezzo.

Il clima ampezzano è intermedio fra il clima oceanico, che è tipico della zona subalpina meno distante dall'Adriatico, ed il continentale, tipico delle vallate alpine più interne e riparate, con estati fresche ma brevi ed inverni assai lunghi e rigidi. Come già affermato, le precipitazioni annue si aggirano attorno ad una media di 1.100 mm d'acqua all'anno, con punte massime nei mesi estivi di giugno e luglio e minime nel mese di febbraio. Tra la fine di dicembre e i primi di gennaio di ogni anno, si registrano alcune delle temperature più basse d'Italia, in particolare all'altezza del passo Cimabanche,[9][10][11] zona di confine tra le province di Belluno e Bolzano. Le mezze stagioni, invece, sono generalmente piuttosto umide e piovose, fredde e molto ventilate.

Secondo i dati raccolti nell'arco del trentennio 1961-1990, la temperatura media del mese più freddo, gennaio, si attesta a -2,5 °C, mentre quella del mese più caldo, luglio, è di +15,4 °C.[12]

CORTINA D'AMPEZZO Mesi Stagioni Anno
Gen Feb Mar Apr Mag Giu Lug Ago Set Ott Nov Dic Inv Pri Est Aut
T. max. mediaC) 2,5 4,3 7,2 11,1 15,8 19,2 21,6 20,8 18,6 13,6 6,9 3,5 3,4 11,4 20,5 13,0 12,1
T. min. mediaC) -7,6 -6,6 -3,4 0,3 4,2 7,5 9,1 8,9 6,3 2,3 -1,9 -6,1 -6,8 0,4 8,5 2,2 1,1

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Storia di Cortina d'Ampezzo.

Le origini del nome[modifica | modifica wikitesto]

Alcuni esperti hanno ipotizzato che la parola "Cortina" possa derivare dal diminutivo di curtis (dal latino tardo, "corte"),[15] che nell'Alto Medioevo indicava piccole unità territoriali facenti parte di un feudo, e comprendenti case e terre, alcune delle quali usufruibili liberamente dai paesani, altre invece proprietà private del signore. Ma "Cortina" poteva anche indicare una "piccola corte", cioè uno spazio delimitato da un muretto, utilizzato in passato per le funzioni religiose e come cimitero.[15] Forse già in epoca romana poteva esistere un centro abitato in Ampezzo - ma non vi sono testimonianze certe a sostegno di questa tesi - ove sorgeva per l'appunto questa "cortina".[15]

Secondo lo studioso Mario Toller, anche Ampezzo trarrebbe le proprie origini dal latino: o dalla locuzione ad piceum, ossia "presso l'abete", o dalla parola amplitium (a sua volta derivante da amplus, "ampio"), cioè "luogo aperto e spazioso".[15] Lorenza Russo, invece, ritiene che tale etimologia sia sorpassata e che sia piuttosto da ricercare più indietro nel tempo «risalendo a una radice prelatina amp-/amb- che designa piante selvatiche da cui si estrae un liquido atto alla fermentazione, dalla quale sia il nome italiano che le denominazioni atesine del lampone: ampomola (Val Lagarina), ampoma (Val di Sole) e ampomes (Val Gardena)».[16]

Da un punto di vista prettamente storico, la prima testimonianza del nome di questa località montana nonché della presenza in Ampezzo di una comunità stabile, risale a un antico documento notarile datato 15 giugno 1156, data secondo la quale due fratelli, Giovanni e Paganello, acquistarono un appezzamento di terra da un possidente trevigiano. Artroto, il notaio che stilò il rogito di compravendita, specificò che il nome del luogo in cui si trovavano tali terreni era Ampicium Cadubri, "Ampezzo del Cadore".[17][18] La più antica testimonianza dell'accostamento di queste due deonominazioni, Curtina ampitii, si riscontra invece in un documento del 1317, oggi conservato nell'archivio della Regola Alta di Lareto.[19]

Simboli[modifica | modifica wikitesto]

Stemma comunale[modifica | modifica wikitesto]

Lo stemma comunale.

Lo stemma cittadino viene così definito in linguaggio araldico:

« Campo di cielo, alla torre quadrata merlata alla ghibellina;[20] d'oro, coperta di rosso, murata, aperta e finestrata di nero, caricata di due rami di pino, al naturale, posti in croce di Sant'Andrea; la torre addestrata e sinistrata da due pini al naturale, riuniti da una catena di ferro; il tutto su campagna erbosa di verde.[21][22] »

Il motto ampezzano, scritto a caratteri maiuscoli su un nastro dorato posto sotto lo stemma comunale, recita:

(LA)

« Modo vivo ac tuta quiesco »

(IT)

« Vivo con parsimonia e riposo tranquilla »

L'emblema cortinese viene poi spesso posto al centro della bandiera d'Ampezzo, formata da tre bande verticali d'egual misura: le esterne di colore celeste, bianca la centrale. Altro vessillo ampiamente utilizzato in Ampezzo è, inoltre, il celebre tricolore a bande orizzontali blu - bianco - verde, bandiera ufficiale dell'area ladina.

All'epoca della dominazione austriaca, invece, lo stemma della Magnifica Comunità d'Ampezzo era incorniciato nel petto dell'aquila bicipite nera degli Asburgo, con l'aggiunta della spada e dello scettro (simboli del potere regale impugnati dalle zampe della bestia) e la corona imperiale (sospesa sulle teste di quest'ultima).[23]

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Architetture religiose[modifica | modifica wikitesto]

Basilica dei Santi Filippo e Giacomo[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Basilica dei Santi Filippo e Giacomo.
L'interno della basilica dei Santi Filippo e Giacomo.

La Basilica Minore dei Santi Filippo e Giacomo, dedicata agli apostoli Filippo e Giacomo, patroni del paese, è sede della parrocchia e del decanato di Cortina d'Ampezzo. Costruita tra il 1769 e il 1775 sul luogo in cui erano sorte due precedenti chiese del XIII e del XVI secolo, è il vanto della comunità.

Chiesa della Madonna della Difesa[modifica | modifica wikitesto]

Chiesa della Madonna della Difesa.

La Chiesa della Madonna della Difesa, con l'annesso cimitero comunale, in località Bigontina, è attualmente gestita dai Frati Minori Francescani. È dedicata alla Madonna della Difesa, culto molto radicato in Ampezzo a seguito di due avvenimenti miracolosi, attribuiti alla Madre di Dio, avvenuti nel 572 e nel 1412 in difesa della popolazione ampezzana. Edificata nel 1750 su un preesistente sacello del XIV secolo, presenta sulla liscia facciata a capanna un delicato affresco raffigurante la Madonna della Difesa. Gli interni sono decorati con grande ricchezza di statue, dipinti, marmi policromi e foglie d'oro.

Chiesa di Sant'Antonio di Padova[modifica | modifica wikitesto]

La Chiesa di Sant'Antonio di Padova, a Chiave, la cui edificazione terminò nel 1791, fu ricostruita interamente nel 1809 a seguito di un devastante incendio causato dalle truppe napoleoniche che rase al suolo l'intera frazione di Chiave. Dedicata ad Antonio di Padova, di cui il villaggio celebra solennemente la festa il 13 giugno, la chiesetta pare protetta e racchiusa tra le antiche mura della frazione. L'impianto è classico ad un'unica navata, con il soffitto in pietra appoggiato su un largo cornicione. All'interno sono conservati due pregevoli busti lignei (il Cristo flagellato e santa Caterina), una pala di sant'Antonio dell'ampezzano Giuseppe Lacedelli e un altare ligneo riccamente lavorato.

Il lato sinistro della chiesetta di Grava. Sullo sfondo, il massiccio delle Tofane.

Cappella della Beata Vergine di Lourdes[modifica | modifica wikitesto]

La Cappella della Beata Vergine di Lourdes, a Grava di Sotto, la cui costruzione terminò nel 1907. Decorata dall'artista gardenese Corrado Pitscheider, è una chiesetta di particolare suggestione data la ricostruzione scultorea, posta nell'abside, di una delle apparizioni della Nostra Signora di Lourdes a Bernadette Soubirous. Ai lati dell'abside sono conservate anche due statue raffiguranti l'arcangelo Michele e santa Lucia, di pregevole fattura.

Chiesa di San Nicolò, San Biagio e Sant'Antonio abate[modifica | modifica wikitesto]

La Chiesa di San Nicolò, San Biagio e Sant'Antonio abate, a Ospitale, consacrata il 30 ottobre 1226[24], sorge al confine settentrionale dei territori ampezzani, dove, fin dall'XI secolo era presente un ospizio che dava ricovero ai viandanti, ai pellegrini e a coloro che, percorrendo questa strada, si dirigevano dalla Repubblica di Venezia alla Germania o viceversa. La dedica a San Nicolò, infatti, non sembra casuale: quest'ultimo era considerato patrono dei viandanti. Il culto del vescovo barese, ancora molto sentito in Ampezzo così come in molte altre valli dolomitiche, risale probabilmente al periodo della dominazione veneziana (quando venne massicciamente diffuso nei territori appartenenti alla Serenissima, non solo come «Poseidone cristiano», ma anche come santo alla cui venerazione era legato il ceto medio veneziano, in contrapposizione al più aristocratico San Marco)[25]. Parzialmente riedificata nel 1572, a seguito delle riforme giuseppine fu spogliata dei propri antichi arredi. Gli interni oggi conservano antichi affreschi di grande valore, oltre a incisioni e iscrizioni.

Una vecchia fotografia ritraente la Cappella della Santissima Trinità a Castello de Zanna. Sullo sfondo, il massiccio del Pomagagnon.

Cappella della Santissima Trinità[modifica | modifica wikitesto]

La Cappella della Santissima Trinità, in località Majon, risale alla fine del Seicento e la sua storia è legata a quella della nobile famiglia ampezzana e dei de Zanna e del loro castello. La chiesetta fu infatti fatta costruire a ridosso delle sue cinta murarie per volere di Zamaria e Pietro de Zanna,[26]già nobili per discendenza da un altro Pietro de Zanna. Il primo dei due era "laureato in ambo le leggi" še fu insignito nel 1692 dall'imperatore Leopoldo I del titolo di "Nobile di S. Trinità e Pietra Reale", donde deriva la dedicazione della cappella. L'esterno presenta un arioso porticato, mentre l'interno, in tipico gusto settecentesco, è decorato da due altari lignei e un dipinto attribuito ad Agostino Ridolfi (1646 - 1727).

Chiesa di San Rocco[modifica | modifica wikitesto]

La Chiesa di San Rocco, sita in località Zuel di Sopra, è dedicata a San Rocco di Montpellier, venerato come protettore dalla peste. L'edificio, consacrato il 10 settembre 1604, è costruito in tipico stile tirolese, con il caratteristico campanile "a cipolla". Vi è conservato il "Crišto de Zuel", un crocifisso del XVII secolo che, secondo la tradizione, fu miracolosamente rinvenuto nell'estate del 1695 tra lo strame di una stalla di Zuel.

La Chiesetta di San Francesco.

Chiesa di San Francesco[modifica | modifica wikitesto]

La Chiesetta di San Francesco, in Piazzetta S. Francesco, nel pieno centro del paese, è una piccola cappella privata, proprietà della famiglia ampezzana dei Costantini, di cui non si conosce la data di fondazione: appare per la prima volta in un atto di compravendita risalente al 29 settembre 1396. Essa è rimasta praticamente inalterata nei secoli, eccezion fatta per la grotta di Lourdes fatta costruire nel 1913 sulla parete destra dell'unica navata dal sacrestano del tempo, Fedele Siorpaes. Di indubbio interesse artistico sono gli affreschi trecenteschi della parete in fondo al presbiterio.

Chiesa di Santa Giuliana[modifica | modifica wikitesto]

La Chiesa di Santa Giuliana, ad Alverà, fu consacrata il 5 settembre 1716. Presenta una pianta a navata unica e gli arredi rispecchiano il tipico gusto settecentesco. L'unico altare presente all'interno è uno degli esempi più pregevoli di scultura e intaglio lignei del XVII secolo presenti in Ampezzo. In una pala di scuola veneta datata 1692 è raffigurata Santa Giuliana di Nicomedia vestita ed ingioiellata come una ricca cortigiana. Sulla parete sinistra è infine collocata una teca conservante una piccola "Madonna col melograno", risalente al XVI secolo.

Architetture civili[modifica | modifica wikitesto]

Ciaṣa de ra Regoles[modifica | modifica wikitesto]

La Ciaṣa de ra Regoles in Corso Italia.

La Ciaṣa de ra Regoles (o Casa delle Regole), posizionato in Piazza Venezia, a metà di Corso Italia, era, un tempo, il centro dell'amministrazione ampezzana e rappresenta tuttora lo spirito di cooperazione e il senso comunitario di un popolo che conosceva già molti secoli or sono l'importanza del buon utilizzo del patrimonio collettivo, fatto di edifici, pascoli e boschi. Oggi la Casa delle Regole ospita al proprio interno, oltre agli uffici della Comunanza Regoliera, il Museo d'Arte Moderna "Mario Rimoldi", uno dei tre musei delle Regole d'Ampezzo (gli altri due sono il Museo Paleontologico "Rinaldo Zardini" e il Museo Etnografico "Regole d'Ampezzo").

Comun Vecio

Il Comun Vecio (o Municipio Vecchio), situato in Piazza Roma, fu per decenni il centro amministrativo comunale durante la dominazione asburgica.oggi è sede della biblioteca civica e della banda cittadina, ma conserva comunque il suo carattere maestoso. Sui quattro lati sono rappresentati gli stemmi araldici delle famiglie ampezzane, dei sei sestieri e delle undici regole.

Museo d'Arte Moderna "Mario Rimoldi"[modifica | modifica wikitesto]

Conserva oltre 800 opere dei maggiori pittori del Novecento italiano: Campigli, Carrà, Cascella, de Chirico, de Pisis, Guttuso, Morandi, Mušič, Savinio, Severini, Sironi, Tomea e molti altri. Ospita inoltre numerose esposizioni temporanee su varie tematiche.

Il PalaAudi di Cortina d'Ampezzo, fino al 2009 chiamato PalaInfiniti.

PalaAudi[modifica | modifica wikitesto]

Il PalaAudi era un centro congressistico e culturale, aperto nell'agosto 2003 e smantellato nell'estate 2012, sede estiva ed invernale della manifestazione culturale Cortina InConTra, organizzata dal giornalista Enrico Cisnetto. La struttura, precedentemente conosciuta col nome di PalaVolkswagen (2003-2005), di PalaLexus (2005-2009) e successivamente di PalaInfiniti,[27] era situata nel pieno centro del paese, in piazza della Stazione, e si presentava come un grande tendone bianco, dalle linee curve, ampie e sinuose, che ospitava al proprio interno più di 500 posti a sedere. Copriva una superficie di forma rettangolare di 768 e misurava 40 m. per 20. Il palco interno riprendeva le forme di una tipica stua (il salotto della tipica abitazione ampezzana) ed era di dimensione sufficientemente ampie da poter accogliere complessi musicali, corali e gruppi concertistici.

Alexander Girardi Hall[modifica | modifica wikitesto]

L'Alexander Girardi Hall (o semplicemente Alexander Hall), in località Pontechiesa, poco sopra il fiume Boite, è un edificio di proprietà regoliera di recentissima costruzione (terminata nel dicembre 2006) nato per soddisfare le più diverse esigenze del settore congressuale. Parallelamente all'attività congressistica, l'edificio accoglie mostre ed eventi (come la mostra sulla Grande Guerra, allestita nel 2008 per celebrare i novant'anni dal termine del conflitto), ma soprattutto promuove attività culturali strettamente connesse al folclore locale ampezzano e alle collezioni regoliere. L'edificio è stato dedicato ad Alexander Girardi (1850 - 1918), celebre attore teatrale austriaco di fine Ottocento, nativo di Graz, i cui genitori erano proprio d'origine ampezzana.

L'edificio inoltre ospita gli altri due "Musei delle Regole d'Ampezzo":

Museo Paleontologico "Rinaldo Zardini", una raccolta di centinaia di fossili di ogni colore, forma e dimensione, trovati, radunati e catalogati dal fotografo ampezzano Rinaldo Zardini, appassionato di paleontologia. Tutti i pezzi esposti sono stati rinvenuti sulle Dolomiti e narrano di un'epoca in cui queste alte vette alpine si trovavano ancora sul fondale di un grande mare tropicale, popolato da invertebrati marini, pesci, coralli e spugne.

Museo Etnografico "Regole d'Ampezzo", allestito in una vecchia segheria "alla veneziana" ristrutturata, che sfruttava il moto idraulico del torrente Boite. Ivi sono esposti oggetti della vita quotidiana, contadina e pastorale di un passato non tanto lontano: sono conservati oggetti della religiosità popolare, testimonianze artistiche, utensili agricoli, tecniche di lavorazione dei materiali e abiti tipici di questa valle che ancora oggi vengono sfoggiati nelle maggiori occasioni.

Architetture militari[modifica | modifica wikitesto]

Forte Tre Sassi[modifica | modifica wikitesto]

Il Forte Tre Sassi (o Forte Tra i Sassi, in tedesco: Werk Tre Sassi e in ladino: Fort 'ntra i sas) è un fortilizio di costruzione austro-ungarica fatto erigere a partire dal 1897 presso il Passo Valparola. Posto tra il Sass de Stria e il Piccolo Lagazuoi, il forte dominava il passaggio tra il Passo Falzarego (ossia l'Ampezzo, il Cadore e il Bellunese) e la Val Badia in Alto Adige.

Il Forte Tre Sassi nel 1916

Esso faceva parte del grande complesso di fortificazioni austriache al confine italiano, fatto costruire per volere dello Stato Maggiore austro-ungarico tra la fine del XIX e l'inizio del XX secolo.

Reso inutilizzabile a causa di un bombardamento italiano il 5 luglio 1915, il rudere rimase in uno stato di totale abbandono fino all'avvento del nostro secolo, quando venne restaurato dalle Regole d'Ampezzo assieme alla famiglia divenutane proprietaria, i Lacedelli. Il Forte Tre Sassi ospita oggi un Museo della Grande Guerra, all'interno del quale sono conservati reperti (bellici e non) risalenti agli anni del primo conflitto mondiale.

Castello di Botestagno[modifica | modifica wikitesto]

Il Castello di Botestagno (detto anche di Podestagno, dal tedesco Peutelstein, "Rocca sul Boite") era un fortilizio d'età medievale (oggi, purtroppo, quasi completamente scomparso) che si ergeva sull'omonimo sasso, situato nella valle del fiume Boite, poco più a nord di Cortina, in località Prà del Caštel.

Si ritiene che i primi a costruire un appostamento ligneo su Botestagno siano stati i Longobardi tra il VII e l'VIII secolo, certamente con il fine di dominare le tre valli che sotto di esso convergono: la Valle del Boite, la Val di Fanes e la Val Felizon; il primo nucleo in pietra, tuttavia, risale probabilmente all'XI secolo.[17] Nel corso dei secoli successivi fu tenuto dai tedeschi (fino al 1077), dai patriarchi di Aquileia (XII secolo) e dai Caminesi (XIII secolo), sotto i quali Botestagno divenne sede di un capitanato. Passò poi in mano veneziana e infine asburgica. Durante il Settecento il castello perse via via d'importanza, fino a quando fu messo all'asta nel 1782 per volontà dell'imperatore Giuseppe II.

Oggi sono visibili solamente i poveri ruderi di quelle che dovevano essere le cantine e le fondamenta del castello, ormai in buona parte inghiottite dalla vegetazione e dal tempo.

Le inconfondibili candide torri del Castello de Zanna.

Castello de Zanna[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Castello de Zanna.

Il Castello de Zanna è una piccola fortezza, situata in località Minel, la cui costruzione è legata ad una particolarissima storia di fine Seicento. Costituito di bianche e basse mura perimetrali e da due candide torrette angolari, presenta, su quella che doveva essere la facciata principale, una piccola cappella dedicata alla Santissima Trinità. Voluto da Zamaria Zanna, la costruzione del castello iniziò nel 1694, ma il 19 agosto 1696 i lavori furono interrotti dalla stessa comunità ampezzana e l'edificio rimase così incompiuto fino a quando, nel 1809, venne dato alle fiamme dalle truppe rivoluzionarie francesi che avevano invaso l'Ampezzo, rimanendone parzialmente danneggiato. Da allora il castello non ha subito altri interventi e oggi si presenta come una piccola e bianca fortezza diroccata.

Il sarcofago del Fante morto, posto all'interno dell'ossario.

Sacrario Militare di Pocol[modifica | modifica wikitesto]

Il Sacrario militare di Pocol (detto anche Ossario di Pocol) sorge a quota 1.535 m s.l.m., presso la SS 48 delle Dolomiti in direzione di Passo Falzarego, in località Pocol. Edificato nel 1935 come monumento funebre alle migliaia di caduti della Grande Guerra sul fronte dolomitico, questo austero sacrario è costituito principalmente da due parallelepipedi orizzontali di differente grandezza posti l'uno sopra l'altro, su cui s'innalza una massiccia torre quadrangolare in pietra, ben visibile da tutta la sottostante conca ampezzana. Sul retrostante piazzale, a destra, si affaccia una piccola chiesetta, costruita nel 1916 quale cappella del vecchio cimitero militare dagli alpini del 5º gruppo.

Conserva le misere spoglie di 9.707 caduti italiani, di cui 4.455 rimasti ignoti, e di altri 37 caduti austro-ungarici noti. In una cripta situata al centro della struttura, sotto il sarcofago in pietra del "Fante morto", riposa il corpo del generale Antonio Cantore, insignito della medaglia d'oro al valor militare.[28]

Aree naturali[modifica | modifica wikitesto]

Parco naturale regionale delle Dolomiti d'Ampezzo[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Parco naturale regionale delle Dolomiti d'Ampezzo.

L'area protetta del Parco naturale regionale delle Dolomiti d'Ampezzo, interamente compreso all'interno del comune di Cortina, si estende a nord dell'abitato di Cortina d'Ampezzo fino al confine con la regione Trentino-Alto Adige, inserendosi nel Parco naturale di Fanes - Sennes e Braies, con il quale forma un più esteso comprensorio naturalistico dalle caratteristiche ambientali simili, dell'ampiezza totale di circa 37.000 ha.

Il parco, che copre un'area complessiva di 11.200 ha, è stato ufficialmente istituito il 22 marzo 1990 con Legge Regionale n. 21 della regione Veneto. Nato con il consenso dell'Assemblea generale dei Regolieri, è stato affidato in gestione dalla Regione Veneto alla Comunanza delle Regole d'Ampezzo.

Il territorio del parco comprende molti famosi gruppi dolomitici: il Cristallo, le Tofane, la cima Fanes, il Col Bechei e la Croda Rossa, rispettivamente divisi dalla Val Travenanzes, dalla Val di Fanes, dall'alta Valle del Boite e dalla Val Felizon. Alcuni di questi massicci presentano vette che superano i 3.200 metri s.l.m. e racchiudono nelle rientranze dei loro versanti settentrionali alcuni piccoli ghiacciai. Le valli sono strette e formano degli spettacolari orridi naturali in prossimità della comune confluenza, in corrispondenza della quale è situata l'entrata principale del parco, e si aprono in vasti altipiani a pascolo verso le quote più alte. Altri due solchi vallivi costituiscono i limiti meridionali dell'area. Il parco è poi delimitato dalla valle del rio Falzarego ad ovest e dalla Val Padeon ad est. All'interno del parco vi sono ben diciannove strutture turistiche, tra ristoranti e rifugi alpini.

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[29]

La popolazione ampezzana, come si può evincere dal grafico, ha avuto una costante crescita della propria popolazione nel periodo compreso tra l'annessione allo Stato Italiano e tutti gli anni sessanta, mentre a partire dagli anni settanta ha visto un forte calo (-2 099 unità in trent'anni), con accenno di ripresa solo negli ultimissimi anni. Nonostante tutto, con i suoi 6.112 abitanti, il comune di Cortina d'Ampezzo si piazza al settimo posto tra i comuni più popolosi della propria provincia, dopo Belluno (36 509), Feltre (20 688), Sedico (9 734), Ponte nelle Alpi (8 521), Santa Giustina (6 795) e Mel (6 272).[30]

Alla fine del 2008 si sono contati 44 nati (7,1‰) e 67 morti (10,9‰) con un incremento naturale di -23 unità (-3,8‰). Le famiglie (2 808) contano in media 2,2 componenti.[31]

Etnie e minoranze straniere[modifica | modifica wikitesto]

La presenza di popolazione straniera residente a Cortina d'Ampezzo è un fenomeno abbastanza recente e di proporzioni piuttosto ridotte, anche viste le dimensioni poco estese della città.

Gli stranieri residenti nel comune sono 298, corrispondenti al 4,9% della popolazione totale, a fronte del 7,0% del comune di Belluno, del 6,4% dell'intera provincia di Belluno e del 10,2% della regione Veneto[32].

Di seguito i gruppi di stranieri più consistenti (al 31 dicembre 2010)[32]:

  1. Romania, 60
  2. Ucraina, 52
  3. Polonia, 28
  4. Perù, 26
  5. Croazia, 24
  6. Albania, 20

Lingue e dialetti[modifica | modifica wikitesto]

Accanto all'idioma italiano, la maggioranza[senza fonte] della popolazione cortinese parla correntemente l'ampezzano. La parlata ampezzana è una variante locale del più ampio gruppo del ladino, cui è ormai riconosciuto il rango di una vera e propria lingua. Si tratta di una lingua romanza discendente dal latino (alla pari dell'italiano, del francese o del castigliano) che rassomiglia per molti aspetti il romancio parlato in Svizzera. Il mantenimento di questo idioma, conosciuto dagli anziani ma anche da molti tra i più giovani, è diventato per una parte dei cortinesi un vero e proprio simbolo di attaccamento alle proprie radici montane e rustiche, talvolta vissuto in contrapposizione all'italiano, diffusosi massicciamente nella valle solo dopo la seconda guerra mondiale.[33] Lo stesso sentimento di orgoglio comunitario è riscontrabile nell'appartenenza alla cultura ladina/tirolese, diversa e distinta da quelle italiana e tedesca, che continua a sopravvivere benché sempre più compressa tra queste ultime[senza fonte].[33] Una tendenza culturale che comincia a trovare un riconoscimento da parte delle istituzioni: notevole, ad esempio, che nel dicembre 2007 l'amministrazione comunale abbia deciso di affiancare il ladino all'italiano nella nomenclatura stradale e delle frazioni, nel rispetto della normativa in vigore dal 1999 per la tutela delle minoranze linguistiche.[34]

Religione[modifica | modifica wikitesto]

La religione dominante nel comune di Cortina d'Ampezzo è quella cristiana di credo cattolico romano. Non ci è dato sapere né l'epoca né l'autore dell'evangelizzazione di queste terre in epoca antica; tuttavia, come già precedentemente affermato riguardo alla storia medievale dell'Ampezzo, la tradizione vuole che nel corso del VI secolo gli abitanti abbiano ricevuto dalla Madonna una protezione miracolosa che li avrebbe salvati dalle razzie dei Longobardi,[35] che in quegli anni stavano compiendo la propria calata nella penisola italiana. Al secolo VI, dunque, questa regione già professava la fede cristiana. In particolare, è molto sentita la venerazione per la "Madonna della Difesa", anche in virtù di un secondo miracolo, avvenuto quando, nel 1412, un esiguo gruppo di ampezzani e cadorini riuscì a bloccare le truppe imperiali di Sigismondo del Lussemburgo al passo di Cimabanche.[35][36] Tale evento venne attribuito all'intercessione della Vergine Maria e da allora, ogni 19 gennaio, si celebra la cosiddetta "Festa del Voto".

Un crocifisso ligneo in località di Grava di Sotto.

Il forte sentimento religioso di questa valle è testimoniato anche dalla grande quantità di altari, cappelle, chiese, edicole sparse per tutto il territorio: pressoché ogni località ampezzana possiede una propria chiesetta, dedicata alla venerazione di un particolare santo protettore. I Santi Filippo e Giacomo sono invece patroni di tutto l'Ampezzo, venerati nella chiesa principale del paese. Ai fianchi delle strade, ai bivi e agli incroci, nei boschi o presso le sorgenti dei ruscelli, è poi facile trovare piccole edicole dedicate alla Madre di Dio o crocifissi di legno che testimoniano una religiosità popolare semplice ma ancora sentita.

L'intero territorio è compreso in una sola parrocchia, quella dei Santi Filippo e Giacomo, sede anche del decanato di Cortina d'Ampezzo. Dal punto di vista ecclesiastico, la parrocchia, fino al 1751 seguì le vicissitudini della chiesa matrice di Pieve di Cadore, passando nei secoli sotto diverse autorità episcopali: subordinata al Patriarcato di Aquileia per sette secoli, alla soppressione di quest'ultimo (1751) passò, come territorio asburgico, sotto l'arcidiocesi di Gorizia, quindi sotto l'amministrazione vescovile di Lubiana (1787), e appena due anni più tardi divenne parte della diocesi di Bressanone.[37] Nell'agosto 1964, infine, il decanato fu aggregato alla diocesi di Belluno.[38]

Tra le minoranze religiose, conseguenza soprattutto della recentissima immigrazione, si registrano sparute comunità di cristiani ortodossi e musulmani. È inoltre presente una congregazione dei Testimoni di Geova, che ha la propria sede in località Pian da Lago.

Istituzioni, enti e associazioni[modifica | modifica wikitesto]

Numerose sono le associazioni ampezzane, principalmente a carattere storico-culturale, sociale e scientifico:

  • L'Associazione Nazionale Alpini Cortina nasce nel 1922 come parte della sezione Cadore per volere del Cav. Francesco Da Rin. Dal 1953 al 1997 è stata parte della disciolta Brigata alpina "Cadore". Opere realizzato dall'A.N.A. di Cortina sono alcuni lavori di sistemazione lungo il sentiero "Ivano Dibona" in Cristallo (1972), il restauro del campanile della chiesetta dell'Ossario di Pocol (1987), il ripristino delle gallerie del Lagazuoi (1995) ed infine la costruzione della piccola chiesa militare di Vervei a Pian de ra Costaza (2000).[39]
  • L'Associazione Astronomica Cortina, fondata nel 1972 allo scopo di costruire un osservatorio astronomico che permettesse di sfruttare la limpidezza dei cieli montani, è una delle più importanti organizzazioni a carattere scientifico di Cortina. Tre anni più tardi, l'organizzazione è riuscita ad edificare Osservatorio Astronomico "Helmunt Ulrich" di Col Drusciè, situato a quasi 1.800 metri di quota e visitato ogni anno da un gran numero di appassionati e astrofili.[40] Nel corso degli anni, l'associazione ha dato alle stampe svariate pubblicazioni d'argomento astronomico, tra cui ricordiamo Hale Bopp: la cometa del secolo, edita da La Cooperativa di Cortina, che vendette migliaia di copie.[40] Nel 2009, infine, l'associazione ha inaugurato il Planetario "Nicolò Cusano", che dispone di una cupola di 8,4 metri di diametro e 60 posti a sedere.
  • L'U.L.d'A. - Union de i Ladis de Anpezo ("Unione dei ladini d'Ampezzo") è l'associazione nata nel 1975 per difendere e valorizzare la lingua, la cultura e le tradizioni dei Ladini d'Ampezzo. Con sede al civico N° 1 di Piazzetta San Francesco, l'U.L.d'A. è sezione della Union Generela di Ladins dla Dolomites ("Unione Generale dei ladini dolomitici", organismo sovraregionale di cultura e tutela della minoranza ladina). L'obiettivo precipuo consiste nella lotta per il riconosciumento della particolarità etnica e linguistica ladina, nonché nella trasmissione alle nuove generazioni del patrimonio linguistico e culturale della valle, con un occhio di riguardo ai costumi, alla parlata, alle tradizioni orali e al forte legame della comunità con il territorio.[41] L'U.L.d'A. si occupa anche di curare i rapporti con le altre vallate della "Ladinia" e in particolare con i cosiddetti "ladini del Sella" (i gruppi linguistici delle valli di Badia, Gardena, Colle Santa Lucia, Livinallongo e Fassa).
  • La Schützenkompanie - Šcizar Anpezo Hayden ("Compagnia degli Schützen d'Ampezzo") è l'associazione storico-culturale che dal 2002 ha riportato in vita il corpo degli Schützen. Costituiti da Massimiliano I d'Asburgo con il Landlibell del 1511, gli Schützen erano tiratori scelti (schütze in tedesco significa infatti "fuciliere") formati dagli abitanti delle vallate tirolesi e trentine, cui era affidato il controllo militare e la difesa del territorio. Costoro partecipavano anche alla vita culturale della comunità, intervenendo in abito da cerimonia alle feste religiose e alle sfilate, al seguito della bandiera. Questo corpo fu tuttavia disciolto nel 1918, allorché Cortina venne annessa all'Italia: con esso scompariva un'istituzione che era stata parte importante della vita e della cultura degli ampezzani.[42] Ma, all'inizio del III millennio, un gruppo di dodici anziani cortinesi, ai quali si sono poi aggiunti numerosi giovani, ha deciso di riportare in vita la Schützenkompanie, che ha ripreso a partecipare alle manifestazioni culturali e folcloristiche dentro e fuori il territorio comunale. Anche il direttivo ha mantenuto l'originale nomenclatura militare tedesca: a capo dell'associazione vi è l'Hauptmann (capitano), a seguire sono l'Oberleutnant (tenente), il Leutnent (sottotenente alla bandiera), il Fähnrich (vessillifero), l'Oberjäger (maresciallo istruttore), il Kassier (cassiere) e lo Schiftführer (segretario).

Referendum scissionista[modifica | modifica wikitesto]

Il 28 e 29 ottobre 2007 si è tenuto un referendum consultivo per chiedere che il comune (assieme a quelli di Livinallongo del Col di Lana e Colle Santa Lucia) fosse distaccato dal Veneto ed aggregato alla provincia autonoma di Bolzano. Il referendum si è contraddistinto per la netta vittoria dei "sì" e per il superamento dei due quorum qualificati. Da allora il Governo italiano non ha dato corso all'auspicato cambio di regione, tanto che ora i comuni interessati hanno citato il Governo italiano presso la Corte di Giustizia Europea per il mancato avvio della procedura prevista dalla Costituzione e dalla legge sui referendum.[senza fonte]

Cultura[modifica | modifica wikitesto]

Biblioteche[modifica | modifica wikitesto]

  • Biblioteca Civica,[43] in Corso Italia 83, dopo quella di Belluno la più fornita della provincia.

Scuole[modifica | modifica wikitesto]

Il sistema scolastico nella valle d'Ampezzo ha origini molto antiche: già nel XVII secolo, infatti, esistevano istituti popolari,[23]resi gratuiti nel 1774, vennero riformati nel 1848 durante la grande stagione delle riforme attuate dagli Asburgo nei propri possedimenti.

Tra gli istituti pubblici, sono presenti a Cortina una scuola materna, un istituto comprensivo (che raccoglie una materna, un'elementare e una media) e il Polo della Val Boite (istituto d'istruzione secondaria superiore, costituito nel 1999 a seguito del decreto Bassanini), che raccoglie il liceo scientifico, l'Istituto professionale per i servizi alberghieri e ristorazione, l'istituto d'arte, l'istituto tecnico commerciale e il liceo classico del comune di San Vito di Cadore. Negli anni scolastici 2007-2008 e 2008-2009, il Polo della Val Boite ha avuto rispettivamente un totale di 550 e 567 iscritti, e di un corpo docenti formato rispettivamente da 72 e 90 insegnanti[44].

Sono invece privati l'asilo Don Pietro Frenademez (paritario) e le scuole materna ed elementare dell'associazione Facciamo un Nido (non paritarie, utilizzanti il "metodo Montessori")[45].

Cinema e televisione[modifica | modifica wikitesto]

La valle e i monti d'Ampezzo sono spesso stati scelti da registi e sceneggiatori come set ideali per la realizzazione di svariate pellicole cinematografiche, soprattutto per via dell'ineguagliabile bellezza dei paesaggi naturali. È questo il caso emblematico di Cliffhanger - L'ultima sfida, film statunitense di Renny Harlin, con Sylvester Stallone (1993): benché la vicenda di questo film si svolga nelle Montagne Rocciose, l'ambientazione ideale fu individuata in Cortina (più precisamente tra i pendii del Lagazuoi[46]) proprio in virtù della spettacolarità e della magnificenza dei massicci montuosi[47].

Altri film di fama internazionale girati in Ampezzo sono La Pantera Rosa (1963), con David Niven e Peter Sellers; Mercoledì delle ceneri (1973), con Elizabeth Taylor ed Henry Fonda; il celeberrimo episodio della saga di James Bond Solo per i tuoi occhi (1981), con Roger Moore; Il colonnello Von Ryan (1965), con Frank Sinatra; L'orso (1988) di Jean-Jacques Annaud; Ladyhawke (1985), con Rutger Hauer e Michelle Pfeiffer e Il grande silenzio (1968), con Jean-Louis Trintignant.

Tra le pellicole e le serie televisive nostrane qui girate ricordiamo Fantozzi in paradiso (1993); due episodi della fortunata serie natalizia di commedie leggere interpretate dalla coppia Boldi-De Sica: Vacanze di Natale (1983) e Vacanze di Natale 2000 (1999), entrambi diretti dai fratelli Carlo ed Enrico Vanzina; Amanti (1968), di Vittorio De Sica; Letto a tre piazze (1960), con Totò e Peppino; il celeberrimo Il conte Max (1957) con Alberto Sordi; Vacanze d'inverno (1959), sempre con Sordi affiancato da Vittorio De Sica; infine, parte della serie televisiva Un ciclone in famiglia[48], con Massimo Boldi, Barbara De Rossi, Maurizio Mattioli e Monica Scattini. Nel 2011 a Cortina è stato girato il cinepanettone di Neri Parenti Vacanze di Natale a Cortina.

La valle ampezzana è stata scelta come scenario ideale anche per numerosi spot pubblicitari, specialmente per quelli invernali dell'azienda di telefonia mobile TIM, andati in onda sulle reti televisive nazionali negli anni 2000.[49][50]

Musica[modifica | modifica wikitesto]

La Cogoia (Conchiglia), il palco di Corso Italia sul quale si tengono molti degli spettacoli organizzati dai vari gruppi musicali cortinesi.
  • Il Coro Cortina nasce nel 1965 per volontà di un gruppo di amici, cultori della musica e intenzionati a salvaguardare e a organizzare in forma corale i canti popolari di montagna. La vera vita artistica comincia, tuttavia, nel 1967, sotto la direzione di Giancarlo Bregani, noto musicologo e critico musicale. Il coro, composto da una trentina di elementi, ha un repertorio che comprende non solo musiche popolari ampezzane e di diversi altri paesi, ma anche canti spirituals, brani sacri e composizioni di autori antichi e moderni. Il Coro Cortina ha partecipato a diverse manifestazioni nazionali e internazionali, esibendosi tra l'altro anche nel Salone dei Cinquecento a Firenze, nel Salone dei Corazzieri del Quirinale, alla Stadthalle di Vienna e al Mozarteum di Salisburgo.[51] Dal 2007, è diretto dal maestro Marino Baldissera.
  • Il Corpo musicale di Cortina d'Ampezzo, fondato nel 1861 come evoluzione di una piccola fanfara paesana già esistente, è oggi uno dei simboli della Regina delle Dolomiti.[52] La maggiore manifestazione musicale cui partecipa tale banda è l'ormai conosciuta Fèšta de ra Bandes ("Festa delle Bande"), una delle più colorate e folcloristiche feste del comune ampezzano, che si tiene durante l'ultima settimana d'agosto.
  • Il Gruppo vocale "Regina Defensionis", diretto dal maestro Klaus Cordella, si formato solo di recente, nel 2001. Il coro, che prende il nome dalla chiesa chiesa della Madonna della Difesa (in latino: Regina Defensionis, appunto), è specializzato nell'esecuzione a cappella di brani tratti dalla tradizione della musica sacra, con l'intenzione di valorizzare soprattutto quelle composizioni considerate "minori" e che spesso non vengono proposte durante i concerti e lo svolgimento delle funzioni religiose.[53] Il coro si è esibito in molte zone del Veneto, riscuotendo l'approvazione del pubblico e instaurando rapporti di amicizia e collaborazione con altri gruppi coristici della regione.[53]
  • La Schola Cantorum è dal 1882 al servizio della chiesa parrocchiale, di cui anima le messe. Ha svolto una notevole attività concertistica, anche con accompagnamento orchestrale. Diretta da Denis Catenazzi, è composta (dati del 2004) da nove soprani, altrettanti contralti, sei tenori e sette bassi. Assieme al Corpo Musicale e al Coro Cortina, contribuisce al mantenimento di quella tradizione che è alla base del patrimonio culturale ampezzano.[54]
  • L'Associazione Dino Ciani, costituita nel 1975 a seguito della morte del celebre pianista fiumano da cui prende il nome, organizza invece eventi e manifestazioni culturali e musicali di alto livello, tra cui ricordiamo il Concorso Internazionale per Giovani Pianisti "Dino Ciani" Teatro alla Scala (nove edizioni dal '75 al '99). Annualmente, in periodo estivo, l'associazione organizza il Festival Dino Ciani e un'omonima Accademia, allo scopo di offrire ai giovani artisti la possibilità di sviluppare e affinare le proprie abilità musicali, esibendosi poi dal vivo all'interno del festival stesso.[55] L'associazione, patrocinata dal Comune di Cortina e dal Teatro alla Scala di Milano, vanta, inoltre, la collaborazione e il sostegno di grandi artisti quali Jeffrey Swann (vincitore del primo concorso "Dino Ciani" nel '75) e il maestro Riccardo Muti.[56]

Cucina[modifica | modifica wikitesto]

Un piatto di chenedi.

La cucina ampezzana è in parte simile a quella tirolese, rispecchiando anche nella gastronomia i forti legami con l'Austria occidentale;[57] pertanto molti piatti tipici cortinesi portano ancor oggi gli originali nomi tedeschi. Sono tutte vivande della tradizione popolare, generalmente povere, ma ricche di sapore e tradizione.

I primi piatti più famosi sono certamente i chenedi (variante ampezzana dei canederli tirolesi), palle di pan grattato ripiene di speck, spinaci, lardo o formaggio e serviti in brodo caldo o con burro fuso, i casunziei, ravioli a mezzaluna ripieni di rapa rossa o patata, conditi con burro fuso e semi di papavero, e i pestariei, pezzetti di pasta di farina bianca e acqua cotti in latte bollente salato; questo tipico piatto rappresentava l'antica colazione degli ampezzani.[57] Dalla tradizione veneta, Cortina ha ereditato la polenta e il rise e bise (conosciuto anche come riso e piselli), affiancati da minestra di fave (detta anche faariesa) o di orzo; da quella asburgica, invece, la Gulasch süppe, specialità originaria dell'Ungheria, consistente in una zuppa di carne speziata.

Tra le pietanze si ricordano l'arrosto ai funghi (che crescono abbondanti nei sottoboschi circostanti la valle), il gröstl, tortino di carne e patate d'origine austriaca, le costine di maiale, gli spezzatini di cacciagione (di capriolo o di camoscio), serviti in modo molto originale con la tradizionale marmellata di mirtilli rossi, e un gran numero di salumi e insaccati; tra i contorni, il più conosciuto sono le celebri patate all'ampezzana. Molto sviluppata è anche la tradizione casearia: qui si produce il tipico zigar, servito fuso con la polenta.

La torta di mele (in tedesco apfelstrudel), le fartaies e il tortino di ricotta, infine, sono squisiti dessert, così come i krapfen (alla crema o alla confettura d'albicocca), i nighele (piccoli bomboloni privi di ripieno) e la torta sacher, tipici dolci austriaci. Tra le conserve, sono da ricordare soprattutto quelle di frutti di bosco: mirtilli, lamponi, more, ribes, fragole. Infine è da citare la locale produzione di miele, in particolare di millefiori e di rododendro.

Eventi[modifica | modifica wikitesto]

Di seguito sono riportate le maggiori manifestazioni culturali e sportive svolgentesi nel territorio comunale:

  • gennaio:
    • D'inverno a tavola, appuntamento con i prodotti tipici del bellunese;
    • Cortina-Dobbiaco, una delle più celebri tappe del Tour de ski;
    • Col Gallina Cup, gara di sci amatoriale aperta a tutti;
    • Arte ghiaccio. Festival internazionale delle sculture in neve;
    • Coppa del mondo di sci alpino femminile, da quasi vent'anni sulla celebre pista "Olympia" della Tofana;
    • Una Montagna di Libri, la nota rassegna di incontri con l'autore che si svolge da Natale ad aprile, al Palazzo delle Poste.
  • febbraio:
    • Ra corsa dei Sestiere, tradizionale palio invernale tra i sestieri d'Ampezzo;
    • Dobbiaco-Cortina: gara internazionale di fondo, a inizio febbraio;[58]
    • Carnevale di Cortina, appuntamento culturale e folcloristico della settimana precedente l'inizio del periodo quaresimale;
    • Cortina Winter Polo, torneo di polo sulle acque ghiacciate del lago di Misurina.
  • giugno:
    • Cortina-Dobbiaco marathon: gara di corsa aperta a tutti;[60]
  • luglio:
    • Feste Campestri, musica, intrattenimento e cene a base di piatti locali aperte al pubblico, tutti i weekend di luglio e della prima metà di agosto;
    • Cortina-Dobbiaco Mountain Bike Race, gara ciclistica aperta a tutti;
    • Concorso Ippico Internazionale Cortina International Show Jumping, competizione di alto livello tra i migliori cavalieri del salto ad ostacoli al mondo.
    • Una Montagna di Libri - Estate, la rassegna di incontri con l'autore che si svolge da luglio a settembre, al Palazzo delle Poste.
  • agosto:
    • Notte dei Falò alla vigilia di Ferragosto, con la suggestiva fiaccolata notturna sulle Tofane a formare una grande "M" luminosa, in onore della Vergine Maria;
    • El siro de Pianozes, tradizionale corsa campestre di Ferragosto;
    • Fešta de ra Bandes, settimana di musica classica e tradizionale, spettacoli e folklore, con bande musicali del Veneto, del Friuli e del Trentino-Alto Adige, durante la quale cittadini e turisti sono soliti scendere per le vie del paese indossando abiti tradizionali ampezzani.[61]
  • dicembre:
    • Festa di San Nicola, in cui il Santo sfila per le vie cittadine distribuendo doni ai bambini;
    • Mercatino di Natale, durante tutto il periodo dell'Avvento;
    • Cortina InConTra - Natale, edizione invernale dell'omonima manifestazione estiva svolgentesi nelle settimane di Natale e Capodanno.[62]

Persone legate a Cortina d'Ampezzo[modifica | modifica wikitesto]

Geografia antropica[modifica | modifica wikitesto]

Frazioni e sestieri[modifica | modifica wikitesto]

Come riportato nello statuto comunale,[21] il territorio è articolato in numerosi villaggi, nessuno dei quali è però considerato frazione. Essi erano inizialmente piccolissimi borghi unitisi poi col nome del maggiore di questi, Cortina, e poi affiancati più recentemente da alcuni nuovi insediamenti abitativi (tra parentesi gli originali nomi ladini): Acquabona di Sopra (Agabòna de Sora), Acquabona di Sotto (Agabona de Sote), Alverà, Bigontina di Sopra (Begontina de Sora), Bigontina di Sotto (Begontina de Sote), Cadelverzo di Sopra (Ciadelvèrzo de Sora), Cadelverzo di Sotto (Ciadelverzo de Sote), Cademai (Ciademai), Cadin di Sotto (Ciadìn), Cadin di Sopra (Ciadin de Inze), Campo di Sopra (Ciànpo de Sora), Campo di Sotto (Cianpo de Sote), Chiamulera (Ciamulèra), Chiave (Ciàe), Cianderìes, Coiana (Cojana), Col, Cortina, Crìgnes, Doneà, Fiames, Fraìna, Gilardon (Jilardòn), Grava di Sopra (Gràa de Sora), Grava di Sotto (Graa de Sote), Guargné, Lacedel (Lazedèl), Manaìgo, Maion di Sopra (Majon), Maion di Sotto (Majon de Sote o Minel), Melères, Mortisa (Mortìja), Pecol (Pecòl), Pezié, Pian da Lago, Pierosà, Pocol (Pocòl), Pontechiesa (Ponte de ra Zesa), Ronco, Salieto, Socol (Socòl), Socùs, Staolin (Štoulìn), Val di Sopra (Val de Sora), Val di Sotto (Val de Sote), Verocai (Gnoche), Vera (Ra Éra), Zuel di Sopra (Suél de Sora), Zuel di Sotto (Suel de Sote).

I vari insediamenti del comune di Cortina d'Ampezzo sono riuniti in sei contrade, che prendono il nome di sestieri[21] e hanno la funzione di rappresentare le comunità locali. In particolare, sono legati all'organizzazione di eventi folcloristici (tra cui la Corsa dei Sestieri e le Feste Campestri). I sei Sestieri prendono il nome di: Alverà, Azzon, Cadin (Ciadin), Chiave (Ciae), Cortina, Zuel (Suel).

Economia[modifica | modifica wikitesto]

Artigianato[modifica | modifica wikitesto]

Ampio sviluppo ha avuto, a partire dal secolo XIX, l'artigianato locale. La crescente importanza di tale settore indusse il Ministero del Commercio austriaco ad autorizzare l'apertura di una Scuola Industriale Statale nel 1874, cui si aggiunse successivamente l'Istituto d'Arte. I prodotti artigianali incontrarono l'apprezzamento dei primi villeggianti britannici e tedeschi del nascente turismo di fine Ottocento. Quest'arte sembra affondare le proprie radici in tempi immemorabili, in un'epoca mitica. Il giornalista e antropologo austriaco Karl Felix Wolff, ad esempio, racconta che, secondo un'antica leggenda, «un ampezzano fabbricò una volta una spada di tale elasticità che si poteva piegare e annodare e poi tornava diritta»[63].

Tra le specializzazioni di maggior rilievo, ricordiamo la lavorazione artistica del legno per arredamento, la produzione delle stufe in maiolica (molto simili alle Kachelofen tirolesi), la produzione di oggetti in ferro, rame e vetro, la realizzazione di oggetti d’arredo impreziositi ottenuti con tecniche d'intarsio e musiva, la scultura del legno la fotografia professionale.

Turismo invernale[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Lista delle piste sciistiche di Cortina d'Ampezzo.
Panorama-Cortina-1.jpg
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Panorama di Cortina d'Ampezzo dall'alto di Bus de Tofana (2.930 m s.l.m.), sulla Tofana di Mezzo.

La fama internazionale della località ampezzana si deve anche alle sue piste da sci, tra le più impegnative e panoramiche di tutte le Dolomiti.

Il celebre logo turistico di Cortina d'Ampezzo, con l'inconfondibile scoiattolino rosso.

Il simbolo di turistico di Cortina d'Ampezzo, è il logo raffigurante un piccolo scoiattolo rosso, accostato alla scritta corsiva riportante il nome del comune.

Piste da sci[modifica | modifica wikitesto]

Le infrastrutture e gli edifici sportivi fatti costruire per le gare olimpiche, sono stati riutilizzati per i turisti invernali: gli impianti di risalita superano la trentina (dati risalenti al 1999), di cui quattro funivie, oltre venti seggiovie e una decina sciovie; molto maggiore, invece, il numero delle piste, concentrate soprattutto in Tofana, e nei comprensori Cortina Cube (Mietres - Cristallo - Faloria) e Cinque Torri - Col Gallina - Lagazuoi. Tutto l'Ampezzo rientra a propria volta, sotto il nome di Olimpia Superski, nel grande comprensorio italiano Dolomiti Superski, il più esteso carosello sciistico del mondo[64].

Le piste da discesa sono poco più di un'ottantina, per oltre 140 km totali, le piste da fondo, misurano invece 58 km complessivi, praticabili principalmente in località Fiames e sulla cosiddetta Ciclabile delle Dolomiti.

Snowboard[modifica | modifica wikitesto]

Un nuovo e più grande snowpark (il Cortina Snowpark) è stato invece aperto nel gennaio 2011 in zona Tofana, nei pressi di Socrepes (pista San Zan). L'impianto, servito da una seggiovia quadriposto, è lungo 500 metri ed è suddiviso in due aree di diversa difficoltà:

  • Easy Line, dedicata ai principianti;
  • Media Line, solo per snowboarder più esperti.

Turismo estivo[modifica | modifica wikitesto]

Il turismo estivo offre una gamma di attività forse ancor più vasta che non durante il periodo invernale. Cortina d'Ampezzo, infatti, non è famosa soltanto per le sue piste da sci, bensì anche per essere una delle mete più ambite da tutti gli appassionati d'escursionismo d'Europa.

La conca ampezzana, così come le verdissime vallate circostanti e gli imponenti massicci che le racchiudono, offrono ai turisti estivi un numero enorme di tragitti di qualsiasi lunghezza e difficoltà, dalle semplici passeggiate nel mezzo dei boschi, fino alle ferrate sulla nuda roccia a centinaia di metri dal suolo, nonché escursioni da compiere a piedi o in bicicletta.

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica wikitesto]

Il trenino bianco e azzurro della vecchia Ferrovia delle Dolomiti.
Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Aeroporto di Cortina d'Ampezzo-Fiames e Ferrovia delle Dolomiti.

Il paese è raggiungibile tramite tre arterie principali:

In passato Cortina era servita anche da una linea ferroviaria, la cosiddetta Ferrovia delle Dolomiti, voluta a fine Ottocento da Francesco Giuseppe d'Asburgo,[65] ma costruita soltanto alcuni decenni dopo dagli italiani, che tra il 1921 e il 1964 collegò Calalzo di Cadore a Dobbiaco. La linea, a scartamento ridotto, fu poi dismessa a causa di alcuni incidenti ferroviari e di scarsità di fondi, ma soprattutto per la crescente concorrenza del trasporto su gomma.[65] Ancora oggi, tuttavia, è visibile il vecchio tracciato delle rotaie: attualmente è una calma stradina asfaltata chiamata "Passeggiata della Ferrovia" (o Proménade), meta soprattutto di ciclisti, lungo la quale si possono ancora vedere i piccoli edifici in stile tirolese che erano le fermate del trenino bianco e azzurro delle Dolomiti.

Presso Fiames, località a pochi chilometri dal centro abitato ampezzano, era funzionante persino un piccolo aeroporto per elicotteri e altri velivoli privati di piccole dimensioni. L'hangar apparteneva alla compagnia aerea da turismo Aeralpi, che effettuava i collegamenti con l'aeroporto di Cortina.[66] Anch'esso al giorno d'oggi è dismesso.

Tra i diversi impianti di risalita si cita la funivia del Lagazuoi che collega il passo di Falzarego (2.117 m) con il rifugio Lagazuoi (2.752 m), nei pressi del Piccolo Lagazuoi, attiva sia d'inverno che d'estate.

La Tangenziale di Cortina[modifica | modifica wikitesto]

Nel 2001 si è cominciato a parlare della costruzione di una tangenziale a Cortina d'Ampezzo. Attualmente, infatti, il paese è attraversato dalle Strade Statali 51 e 48, con un conseguente afflusso di numerosissimi autoveicoli (in particolare camion e tir), provenienti e diretti all'Austria, alla Slovenia, al Veneto, al Friuli e al Trentino, che rendono assai congestionata la viabilità del paese, soprattutto nei periodi di maggior afflusso turistico. L'intervento è stato approvato dal CIPE nella seduta del 21 dicembre 2001,[67] ed è inoltre compreso tanto nel "Piano Pluriennale della viabilità 2003-2012", quanto nel "Contratto di Programma Triennale 2003-2005". Secondo le stime, l'opera dovrebbe ridurre del 20% i veicoli che passano abitualmente per Cortina.[68] Il costo complessivo della tangenziale è di 441 milioni di euro,[67][68] e il periodo di tempo stimato per il completamento dei lavori pari a circa 1200 giorni.[67][68]

Il progetto consiste nella costruzione di una variante alla SS 51 nel comune di Cortina di Ampezzo, con l'obiettivo di realizzare un asse tangenziale al centro abitato. Il tracciato dovrà risultare lungo 11,350 km circa,[67] avrà una sezione stradale a doppia corsia (una per senso di marcia), e presenterà quattro gallerie, per complessivi 9,3 km di percorso interrato.[67] I tratti in aperto saranno dotati di due bretelle di collegamento alla rete stradale urbana già esistente, uno svincolo per la Statale 51 e tre rotatorie.

Per molti anni, il progetto di costruzione della tangenziale è rimasto stagnante a causa di forti opposizioni. Le proteste di Verdi e ambientalisti, nonché di alcuni celebri e influenti habitué dell'Ampezzano,[69] hanno frenato per anni l'avvio delle procedure di realizzazione. Il principale nodo della questione è il forte impatto ambientale di quest'immensa opera su uno dei paesaggi universalmente ritenuti tra i più affascinanti del continente. Sebbene l'80% del futuro by-pass cortinese risulterà essere interrato, il tunnel sarà vistoso e in parte sostenuto da grossi pilastri in cemento.[69]

Insomma, molti temono che la nuova infrastruttura possa deturpare in modo irrimediabile la conca ampezzana.[69] Tutti vorrebbero migliorare la viabilità del paese, che nei periodi estivo e invernale causa un innalzamento a livelli pericolosamente alti del tasso di smog,[69] ma sono assai pochi coloro che accetterebbero di veder costruita una tratta della tangenziale nel proprio giardino sotto casa.[70]

Un nuovo progetto, meno impattante rispetto ai precedenti, è stato proposto nell'agosto 2010 dal sindaco Andrea Franceschi, riscuotendo l'apprezzamento di molti[71].

La Ciaṣa de Comun (municipio) di Cortina.

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Sindaci di Cortina d'Ampezzo[modifica | modifica wikitesto]

  • Andrea Franceschi "de Matia" (2007-in carica) sindaco[72]
  • Giacomo Giacobbi (2002-2007) sindaco
  • Paolo Franceschi "Cuto de Elena"(1993-2002) sindaco
  • Roberto Gaspari "Bandion" (1990) sindaco
  • Gianfrancesco Demenego "Kaiser" (1987–1989) sindaco
  • Francesco Ghedina "Basilio" (1985–1987) sindaco
  • Domenico Tellarini (1982–1985) sindaco
  • Cesare Lacedelli "de Mente" (1980–1981) sindaco
  • Renzo Menardi "Amanaco" (1965–1980) sindaco
  • Amedeo Angeli (1956–1965) sindaco
  • Mario Rimoldi (1951–1956) sindaco
  • Angelo Ghedina (1946–1951) sindaco
  • Angelo de Zanna (1943–1946) podestà poi sindaco
  • Pietro Ravenna (1940–1943) commissario poi podestà
  • Alessandro Bacci (1939–1940) commissario
  • Gianbattista Zanframundo (1937–1939) viceprefetto
  • Sanzio Vacchelli (1933–1937) podestà
  • Carlo Silvetti (1933–1933) commissario
  • Ruggero Mercuri (1928–1933) podestà
  • Edoardo da Domenico (1927–1928) commissario
  • Vito Tagliapietra (1926–1927) podestà
  • Amedeo Girardi (1925–1926) capocomune poi commissario
  • Arcangelo Dalus (1922–1925) capocomune
  • Illuminato de Zanna ''Bianche'' (1917–1922) capocomune, passaggio dall'Impero Austro-Ungarico al Regno d'Italia
  • Agostino Dimai ''Belin'' (1914–1917) capocomune
  • Luigi Dimai ''Fileno'' (1904–1914) capocomune
  • Agostino Dimai ''Belin'' (1900–1904) capocomune
  • Giuseppe Ghedina (1892–1900) capocomune
  • Giuseppe Bigontina (1888–1892) capocomune

Consiglio comunale[modifica | modifica wikitesto]

A seguito delle elezioni amministrative del 2012 (affluenza totale del 72,24%), in consiglio comunale sono rappresentate due liste. La maggioranza assoluta è stata conquistata dalla lista civica Progetto per Cortina - Tradizioni e Futuro, con 1.909 voti (54,33% del totale). La lista Per la nostra Cortina, con 1.605 voti (45,67% del totale), è rimasta all'opposizione.[73]

Gemellaggi[modifica | modifica wikitesto]

Sport[modifica | modifica wikitesto]

Manifestazioni sportive[modifica | modifica wikitesto]

Cortina ha ospitato moltissimi eventi internazionali ai massimi livelli agonistici nei diversi sport invernali, tra questi i più importanti:

Calcio[modifica | modifica wikitesto]

La principale squadra di calcio della città è l'A.S.D. Cortina Calcio che milita nel girone R di Seconda Categoria. Il presidente è Alessandro Casanova, mentre l'intera formazione è allenata da Giovanni Michielli. Lo stadio di casa è presso il centro sportivo Antonella De Rigo (in stagione estiva).[74]

Cortina è una località frequentemente scelta per i ritiri di grandi squadre italiane di serie A (specie in periodo estivo) come la Fiorentina, nonché (dal 2001) sede del Milan Junior Camp, manifestazione calcistica per ragazzi promossa dal Milan.

Il Rifugio Giussani in forcella Fontananégra, sulla Tofana di Mezzo, è proprietà della sezione ampezzana del CAI.

CAI - Sezione di Cortina d'Ampezzo[modifica | modifica wikitesto]

La sezione del Club Alpino Italiano di Cortina d'Ampezzo nacque il 26 febbraio 1882 come "Sezione Ampezzo" del Club Alpino Tedesco ed Austriaco (ted.: "Sektion Ampezzo" des Deutschen und Österreichischen Alpenvereins); i soci fondatori erano 49 (di cui cinque donne[75]). Fino allo scoppio della Grande Guerra, la sezione rimase austro-tedesca ed ampliò la conoscenza delle Dolomiti ampezzane, aprendo nuove vie e costruendo rifugi e bivacchi. Ricostituito dopo la parentesi bellica nel 1920 come CAI (questo il nome dell'associazione italiana) di Cortina d'Ampezzo, ha aumentato viepiù la propria importanza e fama nei decenni successivi. Possiede e gestisce alcuni rifugi alpini delle vette circostanti Cortina, tra cui il Rifugio Nuvolau, il Rifugio Camillo Giussani in Tofana e il Rifugio Gianni Palmieri in Croda da Lago. La sezione organizza annualmente numerose attività d'interesse sociale: escursioni in montagna, manutenzione dei sentieri dopo il periodo invernale, presentazione di libri e film. Al 31 dicembre 2009, i soci erano 926, il 60% dei quali residenti in Ampezzo o nei comuni limitrofi.[76]

La sede della sezione è ospitata nel palazzo comunale in via Marconi 18/a. L'attuale presidente del consiglio direttivo è Paola Valle.

Arrampicata[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Scoiattoli di Cortina.

Gli Scoiattoli di Cortina sono un gruppo di arrampicatori non professionisti con sede a Cortina d'Ampezzo. Il gruppo fu fondato il 1º luglio 1939 col nome di Società rocciatori e sciatori "Gli Scoiattoli".

Curling[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Associazione Curling Cortina.

Cortina d'Ampezzo può vantare molti club e società di curling, riuniti nell'Associazione Curling Cortina. Le sei squadre membri di tale fondazione hanno tutte storie piuttosto recenti, tuttavia risultano essere la maggior parte delle squadre che partecipano al campionato italiano del Girone d'Eccellenza (serie A). Gli atleti ampezzani hanno rappresentato negli ultimi cinquant'anni le squadre nazionali nella maggior parte degli eventi a cui l'Italia abbia partecipato, raggiungendo i migliori risultati che le squadre italiane di curling abbiano mai conseguito e guadagnando un totale di 73 scudetti su 89 (maschili: 44 su 56; femminili: 29 su 33).

Hockey su ghiaccio[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Sportivi Ghiaccio Cortina.

La Sportivi Ghiaccio Cortina è la squadra di hockey su ghiaccio locale, fondata nel 1924 come Gruppo Sportivo Dolomiti Cortina Hockey. Vincitrice di sedici scudetti e tre coppe Italia. L'impianto sportivo di riferimento è lo Stadio Olimpico del Ghiaccio.

Sci[modifica | modifica wikitesto]

Il logo della Scuola Sci Snowboard Cortina.
  • La Scuola Sci Snowboard Cortina, nata il 15 dicembre 1933 come Scuola Nazionale di Sci Cortina da una commissione di unificazione del sistema d'insegnamento della disciplina sciistica (istituita nel 1926 dal Club Sportivo Dolomiti), fu la prima società sorta in Italia con regolare autorizzazione della F.I.S.I..[78] Nel 1938 gli istruttori sono già in numero di 72. Nel 2004, prende l'attuale nome, a qualificare la sua posizione nell'ambito dell'insegnamento di tutti gli sport di scivolamento.[78] Ancora oggi, tale società (comunemente conosciuta col nome improprio di Scuola Sci Rossa, dal colore delle tute degli istruttori) è una delle maggiori Scuole di Sci di Cortina, con un totale di 112 insegnanti.
  • La Scuola di Sci Azzurra Cortina viene istituita nel dicembre 1979 per iniziativa di quattro maestri di sci, ex atleti della nazionale italiana (tra i quali Bruno Alberti e il già citato Gildo Siorpaes).[79] Dal 27 novembre 2009 la società vanta tra i propri istruttori anche Kristian Ghedina.
  • Lo Sci Club Drusciè, fondato nel 1995.[80] L'ufficio di riferimento è sito in località Fiames, 1.
  • La Scuola Sci Cristallo & Snowboard, con sede al civico 210 di Corso Italia, ha visto la luce soltanto nel 1997 per volontà di alcuni istruttori di sci cadorini.[81]
  • La Scuola Snowboard Boarderline, è stata fondata nel 2001 per volontà di di Bari Giorgio, ex atleta di snowboard nella disciplina hard e GS e SL. La scuola è l'unica specializzata nello snowboard a Cortina d'Ampezzo e nel Veneto.[82]

Ciclismo[modifica | modifica wikitesto]

Per sei volte Cortina d'Ampezzo è stata sede di arrivo di una tappa del Giro d'Italia, la prima nel 1939, l'ultima nel 2012.

Altro[modifica | modifica wikitesto]

Coppa d'Oro delle Dolomiti (Automobilismo)

Impianti sportivi[modifica | modifica wikitesto]

Il trampolino "Italia" a Zuel.

Trampolino Italia[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Trampolino Italia.

Sulla collina Zuel dove oggi sorge il celebre trampolino olimpico "Italia", divenuto uno dei simboli di Cortina, già esisteva, fin dagli anni Trenta, un trampolino in legno per il salto con gli sci, utilizzato principalmente per gli allenamenti degli atleti. L'attuale struttura, invece, fu costruita nel 1955 in occasione dei VII Giochi olimpici invernali, ed inaugurata l'8 dicembre di quello stesso anno.

In periodo estivo, la pista di atterraggio è utilizzata per incontri di calcio di squadre locali e come sede di un concorso ippico di salto ostacoli. Le tribune laterali e l'anfiteatro che circondano questo impianto hanno una capacità totale di circa 43.000 spettatori.

Pista Olimpica di bob Eugenio Monti[modifica | modifica wikitesto]

La Pista Olimpica di bob "Eugenio Monti", sita in località Ronco, è intitolata al celebre bobbista cortinese che vinse il primo titolo olimpico italiano in tale specialità, e fu costruita per le Olimpiadi invernali del '56. Ha ospitato i Campionati italiani di entrambe le categorie nonché vari eventi internazionali (campionati mondiali e prove di Coppa del Mondo). Attualmente l'impianto è chiuso.

La pista, dotata di impianto di refrigerazione artificiale, è lunga 1.350 metri, presenta un totale di 11 curve paraboliche e 5 rettifili; ha pendenza media del 9,3% (pendenza massima del 15,9%) con 120 m. circa di dislivello tra la partenza e l'arrivo. La velocità dei bob nel tratto finale oscilla tra i 125 km/h del bob a due e i 130 km/h del bob a quattro.[83]

Stadio del tennis Armando e Romano Apollonio[modifica | modifica wikitesto]

Lo Stadio del tennis "Armando e Romano Apollonio", situato nel centro del paese e intitolato ai due fratelli ampezzani campioni di hockey su ghiaccio negli anni quaranta, nasce alla fine degli anni venti come primo stadio del ghiaccio di Cortina. Qui, nel 1932, la Sportivi Ghiaccio Cortina vinse il suo primo scudetto battendo lo HC Milano. Alla fine degli anni trenta vennero completati e aperti alcuni campi da tennis, sull'onda della moda di questo nuovo sport britannico. Questo vecchio palazzetto del ghiaccio venne definitivamente chiuso nel 1956, sostituito dal nuovo Stadio Olimpico del Ghiaccio: da allora, lo Stadio Apollonio ospita cinque campi da tennis scoperti, due in terra rossa e tre in erba sintetica (agibili solo in periodo estivo da maggio a settembre), con servizio spogliatoi e docce.[84]

Stadio Olimpico del Ghiaccio[modifica | modifica wikitesto]

Stadio Olimpico del Ghiaccio (1971).

Lo Stadio Olimpico del Ghiaccio (o semplicemente Stadio del Ghiaccio), inaugurato il 26 ottobre 1955, fu fatto costruire a partire dal 1952, in occasione dei VII Giochi Olimpici Invernali, per ospitare le celebrazioni di apertura e di chiusura di tale manifestazione e per ospitarne le competizioni sportive sul ghiaccio.[85]

L'edificio, in cemento armato rivestito in legno (cirmolo, abete e larice), era originariamente aperto, con una struttura open air, ma nei decenni successivi è stato chiuso tramite una moderna struttura in acciaio e vetro (ciò permette l'uso dell'impianto anche nel periodo estivo e anche in condizioni di maltempo). L'area di pattinaggio misura 4.320 m2. Ha una capienza di 7.000 spettatori (2.000 nelle gradinate e 5.000 in tribuna).

Lo Stadio Olimpico è aperto al pubblico sia d'inverno sia d'estate con una pista di pattinaggio, solarium, servizio bar e un piccolo parco giochi per i più piccoli. Ospita le attività delle varie Società Sportive di hockey su ghiaccio (partite della Sportivi Ghiaccio Cortina), broomball, curling, short track e pattinaggio artistico, fungendo da stadio "di casa". Durante il periodo estivo, inoltre, vi sono allestiti numerosi spettacoli musicali.

Piscina di Cortina[modifica | modifica wikitesto]

Circondata dai verdi prati di Guargné in estate e da piste di sci e slittino in inverno, la Piscina di Cortina è il principale impianto natatorio pubblico. La struttura, fornita anche di terrazza solarium, è aperta tutto l'anno e permette di praticare esercizi acquatici quali il nuoto libero, l'acqua-gym e l'aquabike.[86]

Nel medesimo edificio è ospitata anche la palestra Body Time Cortina, che propone attività quali body building, pesistica, spinning, preatletismo per tutti gli sport e altro.[87]

Galleria fotografica[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2010.
  2. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF) in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Ente per le Nuove Tecnologie, l'Energia e l'Ambiente, 1 marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012.
  3. ^ Come leggibile da fotografie conservate presso collezione privata conservata a Treviso.
  4. ^ Dato Istat al 31/12/2013.
  5. ^ Fonte: ISTAT - Unità amministrative, variazioni territoriali e di nome dal 1861 al 2000 - ISBN 88-458-0574-3
  6. ^ Treccani,  p.555
  7. ^ Cortina d'Ampezzo. URL consultato il 12 gennaio 2010.
  8. ^ a b c d e Parco Naturale delle Dolomiti d'Ampezzo. URL consultato il 20 gennaio 2011.
  9. ^ Società meteorologica "Nimbus". URL consultato il 12 gennaio 2010.
  10. ^ L'Amico del Popolo. URL consultato il 12 gennaio 2010.
  11. ^ La Repubblica. URL consultato il 12 gennaio 2010.
  12. ^ Tabella climatica. URL consultato il 12 gennaio 2010.
  13. ^ (PDF) Classificazione 2006 della Protezione Civile. URL consultato il 12 gennaio 2010.
  14. ^ (PDF) D.P.R. 26 agosto 1993, n. 412. URL consultato il 12 gennaio 2010.
  15. ^ a b c d Cortina forum. URL consultato il 12 gennaio 2010.
  16. ^ L. Russo, Pallidi nomi di monti, in: M. Spampani, Alemagna, op. cit. in bibliografia, p.65
  17. ^ a b La Storia di Cortina d'Ampezzo, di Mario Ferruccio Belli - capitolo 5. URL consultato il 16 gennaio 2010.
  18. ^ M. Spampani, op. cit., p. 65: lo Spampani attesta, invece, la dicitura in territorio de Ampicio
  19. ^ M. Spampani, op. cit., p. 65
  20. ^ (LLD) (PDF) La torre tra i due pini rappresenterebbe quella che svettava sul sasso di Botestagno, facente parte dell'omonima rocca. [1]
  21. ^ a b c (PDF) Statuto comunale. URL consultato il 12 gennaio 2010.
  22. ^ Comuni italiani. URL consultato il 12 gennaio 2010.
  23. ^ a b La storia di Cortina d'Ampezzo, di Mario Ferruccio Belli - capitolo 11. URL consultato il 18 febbraio 2010.
  24. ^ M. Spampani, op. cit., p. 75
  25. ^ M. Spampani, op. cit., p. 85
  26. ^ Il nome di questo personaggio è diversamente attestato: da un più classico "Giovanni Maria" [2], alla forma contratta "Gianmaria" [3], fino alla dizione ladina "Zamaria" [4]. Si è scelto di utilizzare in questa sede la variante ladina, perché appare come la più attestata nonché la più rispondente al vero nome di tale personaggio (considerando che Zamaria de Zanna nacque in Ampezzo in un periodo in cui in Ampezzo si parlava l'idioma ladino come lingua madre). Anche il cognome è diversamente attestato come "Zanna" o "de Zanna".
  27. ^ Il nome di questa struttura era dato dall'unione di "Pala" con il nome del brand che ne sponsorizzava le attività: dall'agosto 2003 al luglio 2005 la tedesca Volkswagen, dal 2005 fino al giugno 2009 la nipponica Lexus, poi, fino ai primi del 2010, la Infiniti, sempre giapponese, ed infine la tedesca Audi.
  28. ^ Sacrari militari - Sacrario Militare di Pocol. URL consultato il 16 gennaio 2010.
  29. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  30. ^ Dati ISTAT [5]
  31. ^ Dati ISTAT [6]
  32. ^ a b Dati ISTAT al 31 dicembre 2010.
  33. ^ a b Alto Adige/Südtirol Diari di viaggio - Ladini, la grande cultura. URL consultato il 12 gennaio 2010.
  34. ^ ANSA. URL consultato il 12 gennaio 2010.
  35. ^ a b Chiesa della Madonna della Difesa. URL consultato il 12 gennaio 2010.
  36. ^ La Storia di Cortina d'Ampezzo, di Mario Ferruccio Belli - capitolo 8. URL consultato il 16 gennaio 2010.
  37. ^ (PDF) Quando Cortina era tirolese. Ma autonoma. URL consultato il 12 gennaio 2010.
  38. ^ Senato della Repubblica Italiana - XVI legislatura, disegno di legge N. 1661. URL consultato il 12 gennaio 2010.
  39. ^ A.N.A. Cortina. URL consultato il 18 gennaio 2010.
  40. ^ a b Associazione Astronomica Cortina. URL consultato il 13 gennaio 2010.
  41. ^ U.L.d'A. - Union de i Ladis de Anpezo. URL consultato il 13 gennaio 2010.
  42. ^ Compagnia degli Schützen d'Ampezzo. URL consultato il 13 gennaio 2010.
  43. ^ Biblioteca di Cortina d'Ampezzo. URL consultato il 12 gennaio 2010.
  44. ^ Polo scolastico Valboite. URL consultato il 20 gennaio 2011.
  45. ^ Scuola Montessori di Cortina d'Ampezzo. URL consultato il 20 gennaio 2011.
  46. ^ "Da Mastroianni ai cinepanettone, cinquant'anni di set a Cortina" di Francesca Visentin. URL consultato il 20 gennaio 2011.
  47. ^ Outdoor Cinema. URL consultato il 13 gennaio 2010.
  48. ^
    « Due settimane le abbiamo ambientate a Cortina d'Ampezzo, tra chalet, rifugi, laghi e boschi. »
    (Fratelli Vanzina)
    [7]
  49. ^ Pubblicità Italia. URL consultato il 18 febbraio 2010.
  50. ^ SpotLandia - Spot Tim Tribù 2006. URL consultato il 18 febbraio 2010.
  51. ^ Coro Cortina. URL consultato il 13 gennaio 2010.
  52. ^ Corpo musicale di Cortina d'Ampezzo. URL consultato il 13 gennaio 2010.
  53. ^ a b Gruppo vocale "Regina Defensionis". URL consultato il 13 gennaio 2010.
  54. ^ Schola Cantorum. URL consultato il 13 gennaio 2010.
  55. ^ http://www.festivaldinociani.com/index.php. URL consultato il 18 gennaio 2010.
  56. ^ Associazione "Dino Ciani". URL consultato il 18 gennaio 2010.
  57. ^ a b Tradizioni gastronomiche a Cortina. URL consultato il 12 gennaio 2010.
  58. ^ Dobbiaco-Cortina. URL consultato il 10 gennaio 2010.
  59. ^ Sito del Festival Cortinametraggio
  60. ^ Cortina-Dobbiaco run. URL consultato il 10 gennaio 2010.
  61. ^ Corpo musicale Cortina. URL consultato l'11 gennaio 2010.
  62. ^ CortinaInConTra. URL consultato l'11 gennaio 2010.
  63. ^ Artigianato artistico. URL consultato il 20 gennaio 2011.
  64. ^ Dolomiti Superski. URL consultato il 12 gennaio 2010.
  65. ^ a b Da: La ferrovia delle Dolomiti (1921-1964) di Evaldo Gaspari, op.cit. in bibliografia.
  66. ^ YouTube: Aeroporto di Cortina d'Ampezzo Aeralpi (1962). URL consultato il 12 gennaio 2010.
    La didascalia spiega: «Aeroporto di Cortina d'Ampezzo nel 1962. Documento storico. Linea turistica AERALPI. Video ricavato da un filmino in Super 8
  67. ^ a b c d e Veneto, il CdA dell’ANAS approva il progetto preliminare della Tangenziale di Cortina d’Ampezzo. URL consultato il 12 gennaio 2010.
  68. ^ a b c Dati, immagini e progetto della tangenziale. URL consultato il 12 gennaio 2010.
  69. ^ a b c d La Stampa. URL consultato il 13 gennaio 2010.
  70. ^ Il Giornale. URL consultato il 13 gennaio 2010.
  71. ^ Corriere della Sera. URL consultato il 1º febbraio 2011.
  72. ^ Arrestato dalla Guardia di finanza di Belluno ora si trova agli arresti domiciliari. L'arresto è avvenuto nel pomeriggio del 24/04/2013 in esecuzione di un'ordinanza emessa dal gip di Belluno Giorgio Cozzarini, su richiesta del pm Antonio Bianco. Franceschi è accusato di turbativa d'asta, violenza privata e abuso d'ufficio.
  73. ^ Comune di Cortina d'Ampezzo - Elezioni amministrative 2012. URL consultato il 24 maggio 2012.
  74. ^ Società Calcio Cortina. URL consultato il 12 gennaio 2010.
  75. ^ I loro nomi erano: Giuditta Barbaria, Rosa Girardi, Filomena Manaigo, Rosina Verzi e Maria Issler (austriaca, moglie dello scrittore viennese Richard Issler, anch'egli membro della "Sektion Ampezzo").
  76. ^ CAI sezione di Cortina d'Ampezzo. URL consultato il 12 gennaio 2010.
  77. ^ Sci Club Cortina. URL consultato il 12 gennaio 2010.
  78. ^ a b Scuola Sci Snowboard Cortina. URL consultato il 12 gennaio 2010.
  79. ^ Scuola di Sci Azzurra Cortina. URL consultato il 12 gennaio 2010.
  80. ^ Sci Club Drusciè. URL consultato il 12 gennaio 2010.
  81. ^ Scuola Sci Cristallo. URL consultato il 12 gennaio 2010.
  82. ^ Scuola Snowboard Boarderline.
  83. ^ GIS - Impianti Sportivi di Cortina d'Ampezzo. URL consultato il 18 febbraio 2010.
  84. ^ GIS - Impianti Sportivi di Cortina d'Ampezzo. URL consultato il 18 febbraio 2010.
  85. ^ GIS - Impianti Sportivi di Cortina d'Ampezzo. URL consultato il 13 gennaio 2010.
  86. ^ GIS - Impianti Sportivi di Cortina d'Ampezzo. URL consultato il 22 febbraio 2010.
  87. ^ GIS - Impianti Sportivi di Cortina d'Ampezzo. URL consultato il 22 febbraio 2010.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Alverà, Pietro: Cronaca d'Ampezzo nel Tirolo dagli antichi tempi fino al XX secolo, Edizioni La Cooperativa di Cortina, Cortina d'Ampezzo, 1985. ISBN 88-87174-02-4
  • Belli, Mario Ferruccio: Cortina d'Ampezzo, Nuove Edizioni Dolomiti, Pieve d'Alpago, 1987. ISBN 88-85080-16-2
  • Belli, Mario Ferruccio: Cortina d'Ampezzo - Da Aquileia ai santi Filippo e Giacomo, Ist. Bellunese Ricerche Sociali, Belluno, 2006.
  • Bolcato, Vittorio: Gli organi delle chiese di Cortina d'Ampezzo, Edizioni La Cooperativa di Cortina, Cortina d'Ampezzo, 2002. ISBN 88-87174-21-0
  • Casanova, Roberto: Arrampicate sportive a Cortina d'Ampezzo, Cierre Edizioni, 1996. ISBN 88-86654-23-5
  • D'Anza, Daniele: Zoran Music a Cortina. Il ciclo naturalistico della vita, Il ramo d'oro edizioni, Trieste, 2009. ISBN 978-88-89359-41-9
  • Da Pozzo, Michele; Tempesta, Tiziano; Thiene, Mara: Turismo e attività ricreative a Cortina d'Ampezzo, Forum Edizioni, Udine, 2003. ISBN 88-8420-114-4
  • De March Caterina: Agostino Ridolfi (1646 - 1727), Archivio Storico Belluno Feltre Cadore, A. 76 n. 327 (gen.-apr. 2005), pp. 25-35
  • Gaspari, Evaldo: La ferrovia delle Dolomiti (1921-1964), Athesia, Bolzano, 1994. ISBN 88-7014-820-3
  • Ghedini Giuseppe; Monego Sara; Tassi Paolo: Bianco su bianco. Lo sci fuori pista è arte, Edizioni Compositori, Bologna, 2005. ISBN 88-7794-478-1
  • Giacomel, Paolo: 1914 - 1918, la Grande Guerra nella Valle d'Ampezzo. Cinque Torri, parte I: 1914 - 1915, Gaspari editore, Udine, 2002. ISBN 88-86338-79-1
  • Giacomel, Paolo: 1914 - 1918, la Grande Guerra nella Valle d'Ampezzo. Cinque Torri, Lagazuoi, Forte Tre Sassi, parte II: 1916, Gaspari editore, Udine, 2003. ISBN 88-86338-79-1
  • Gibelli, Antonio; Procacci, Giovanna; Mazohl Wallnig, Brigitte: Una trincea chiamata Dolomiti, Gaspari editore, Udine, 2003. ISBN 88-86338-86-4
  • Gibelli, Antonio; Procacci, Giovanna; Palla, Luciana: La memoria della grande guerra nelle Dolomiti, Gaspari editore, Udine, 2001.
  • Majoni, Angelo: Cortina d’Ampezzo nella sua parlata. Vocabolario ampezzano con una raccolta di proverbi e detti dialettali usati nella Valle, Tip. Valbonesi, Forlì, 1929.
  • Majoni, Angelo: Cortina d'Ampezzo nella sua parlata, Edizioni La Cooperativa di Cortina, Cortina d'Ampezzo, 1981. ISBN 88-87174-00-8
  • Nicoletti, Nicola; Supino, Sandro; Turchetto, Carlo: Le Alpi in bicicletta, Ediciclo Editore, Portogruaro, 1993. ISBN 88-85327-31-1
  • Padovan, Rachele: La cucina ampezzana, Franco Muzio Editore, Padova, 1981.
  • Richebuono, Giuseppe: Storia d'Ampezzo, Edizioni La Cooperativa di Cortina, Cortina d'Ampezzo, 1997. ISBN 88-87174-15-6
  • Russo, Lorenza: Pallidi nomi di monti, Edizioni La Cooperativa di Cortina, Cortina d'Ampezzo, 1995. ISBN 88-87174-11-3
  • Spampani, Massimo: Alemagna. Storie, luoghi, personaggi lungo la via del nord da Venezia al Tirolo attraverso le Dolomiti, Mursia, Milano, 2009. ISBN 978-88-425-4183-7
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  • Tosato, Giorgio: Zona di guerra. Auronzo, Cortina d'Ampezzo, monte Piana, Tre Cime di Lavaredo, Comelico, Isonzo, Albania nella prima guerra mondiale, Rossato editore, Verona, 1997. ISBN 88-8130-054-0
  • Treccani, Giovanni: Enciclopedia Italiana Vol. XI, Istituto Poligrafico dello Stato, Roma, 1949.
  • Vianelli, Mario; Cenacchi, Giovanni: Teatri di guerra sulle Dolomiti, Mondadori, Milano, 2009. ISBN 978-88-04-55565-0
  • Wundt Theodor: Sulle Dolomiti d'Ampezzo, Edizioni La Cooperativa di Cortina, Cortina d'Ampezzo, 1996. ISBN 88-87174-13-X
  • Zardini, Rinaldo: La flora montana e alpina di Cortina d'Ampezzo, Edizioni La Cooperativa di Cortina, Cortina d'Ampezzo, 1985. ISBN 88-87174-03-2
  • Zardini Folòin, Stefano e Nicola: Cortina d'Ampezzo. Ritratto inedito di una signora, Light Hunter Publication, Cortina d'Ampezzo, 2002. ISBN 88-86297-11-4

Filmografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Te recordesto... Cortina d'Ampezzo e i suoi ricordi della Grande Guerra, regia di Franco Vecchiato, prodotto da "Museo della Grande Guerra".

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