Giro d'Italia

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Giro d'Italia
Logo della competizione
Sport Cycling (road) pictogram.svg Ciclismo su strada
Tipo Gara individuale
Categoria Uomini Elite, UCI World Tour
Federazione Unione Ciclistica Internazionale
Paese Italia Italia
Organizzatore RCS Sport
Direttore Mauro Vegni
Cadenza Annuale
Apertura maggio
Partecipanti Variabile
Formula Corsa a tappe
Storia
Fondazione 1909
Numero edizioni 97 (al 2014)
Detentore Colombia Nairo Quintana
Maggiori titoli Italia Alfredo Binda
Italia Fausto Coppi
Belgio Eddy Merckx (5)
Ultima edizione Giro d'Italia 2014
Prossima edizione Giro d'Italia 2015

Il Giro d'Italia è una corsa a tappe maschile di ciclismo su strada, ideata dal giornalista Tullo Morgagnie da Eugenio Camillo Costamagna, , che si svolge lungo le strade italiane con cadenza annuale (alcune tappe hanno avuto sconfinamenti anche all'estero).

Istituito nel 1909, da allora si è sempre disputato, salvo che per le interruzioni dovute alla prima e alla seconda guerra mondiale. Mentre il luogo di partenza è in genere ogni volta diverso, l'arrivo, salvo eccezioni come Napoli, Firenze, Verona, Roma, Brescia e Trieste, è a Milano, città ove ha sede La Gazzetta dello Sport, il quotidiano sportivo che organizza la corsa sin dalla sua istituzione. Occasionalmente il percorso può interessare località al di fuori dai confini italiani.

Il Giro è una delle tre corse a tappe più importanti del calendario, e l'Unione Ciclistica Internazionale l'ha inserito nel suo circuito professionistico insieme alle altre due grandi corse internazionali, il Tour de France e la Vuelta a España. Storicamente è da ritenersi la seconda corsa a tappe più prestigiosa dopo quella francese, anche se, a cavallo tra gli anni quaranta e cinquanta (al tempo dei duelli Coppi-Bartali) e durante gli anni settanta, il prestigio e il numero di grandi ciclisti iscritti portarono il Giro ad avere un'importanza pari a quella del Tour.

Dal 1999 al vincitore viene consegnato il "trofeo senza fine", composto da una barra di rame bombata, piegata a spirale, che si eleva dalla base in cerchi sempre più ampi, sui quali sono incisi i nomi di tutti i vincitori.

La storia[modifica | modifica sorgente]

La maglia rosa, il simbolo del primato

La nascita del Giro venne formalizzata con un annuncio sulla Gazzetta dello Sport il 24 agosto del 1908, con la promessa di 25.000 lire di premio al vincitore e la volontà di organizzare «una delle prove più ambite e maggiori del ciclismo internazionale».

La prima edizione del Giro risale al 1909: partì il 13 maggio, alle ore 2.53, da Milano e, dopo 8 tappe per complessivi 2.448 chilometri, si concluse ancora a Milano con la vittoria di Luigi Ganna che ai cronisti che gli domandavano come si sentisse rispose con un emblematico: «Me brüsa el cü». La lista completa dei partecipanti al 1º Giro è tutt'oggi sconosciuta nonostante sia considerato un documento storico, tuttavia si sa che dei 127 corridori al via, solo 49 terminarono la corsa.

Nell'organizzazione del Giro La Gazzetta dello Sport anticipò di poco il Corriere della Sera, che stava per lanciare l'iniziativa.

Lo Stelvio, storica salita del Giro

Il leader della classifica generale indossa ogni giorno la maglia rosa, lo stesso colore del quotidiano che organizza la corsa, La Gazzetta dello Sport; il miglior scalatore indossa una maglia azzurra (che ha sostituito la storica maglia verde), mentre il primo nella classifica a punti indossa una maglia rossa (dal 2010, fino ad allora era stata di colore ciclamino). Oltre a queste casacche, nel corso degli anni sono state messe in palio una casacca che di volta in volta ha contraddistinto l'ultimo in classifica (maglia nera), una per il miglior giovane (maglia bianca), oppure, come è accaduto negli ultimi anni, la maglia azzurra, la cosiddetta maglia dell'intergiro, traguardo volante posto di solito a metà tappa, (espediente con il quale gli organizzatori hanno pensato di rendere più movimentata la corsa dalle prime battute). Dal 2007 è tornata la maglia per il miglior giovane, considerata da ciclisti e addetti ai lavori molto significativa.

Alfredo Binda, dominatore del ciclismo mondiale a cavallo fra gli anni '20 e '30, e vincitore di cinque Giri

Il record di vittorie è condiviso da 3 ciclisti, ognuno con 5 vittorie, gli italiani Alfredo Binda, vincitore tra il 1925 e il 1933, Fausto Coppi, vincitore tra il 1940 e il 1953 e il belga Eddy Merckx, che vinse tra il 1968 e il 1974. Per quel che riguarda le vittorie di tappa, il record appartiene al velocista toscano Mario Cipollini, che nell'edizione del 2003 riuscì a superare il record di 41 vittorie che dagli anni trenta apparteneva ad Alfredo Binda; a quest'ultimo rimangono i record di vittorie di tappa in una stessa edizione, 12 tappe su 15 nel 1927, e di vittorie di tappa consecutive, ben 8 nel 1929.

1909-1930: i pionieri del ciclismo[modifica | modifica sorgente]

Il primo Giro d'Italia fu organizzato dal quotidiano sportivo La Gazzetta dello Sport. L'edizione parti il 13 maggio 1909 alla 2:53 per la prima tappa vinta da Dario Beni a Bologna dopo 397 km a 28,090 di media oraria. Vi furono 8 tappe fra il 13 e il 30 maggio che videro i migliori ciclisti dell'epoca affrontarsi nella corsa rosa: Giovanni Gerbi, Giovanni Rossignoli, Luigi Ganna (cui andò la vittoria finale), Carlo Galetti, Eberardo Pavesi, Giovanni Cuniolo ed il francese Lucien Petit-Breton. I dispacci telegrafici che venivano appesi in Piazza Castello per consentire ai tifosi di seguire l’evolversi della corsa erano l’unico modo per avere aggiornamenti, salvo attendere il giorno successivo e la lettura del giornale.

Il vincitore portava a casa 5.250 lire e l'ultimo classificato riceveva 300 lire. Da segnalare è il Giro del 1912, corso per quell'edizione a squadre, vinto dall'Atala e, in via solo ufficiosa da Galetti, tenendo conto del tempo impiegato singolarmente. Nel 1914 fu introdotta la classifica generale a tempo, che sostituiva quella a punti in vigore i primi anni, e fu vinta da Alfonso Calzolari, nonostante la richiesta di squalifica (poi comminata in penalizzazione di tre ore dalla Gazzetta) da parte dell'Unione velocipedistica italiana che gli imputava di essersi attaccato ad un'auto sulla Salita delle Svolte.

I maggiori protagonisti nei primi anni furono Ganna e Galetti e dopo alcune annate interlocutarie e l'inizio della Prima guerra mondiale si ebbero diversi protagonisti che diventeranno delle leggenda quali Costante Girardengo, Giovanni Brunero, Alfredo Binda e Gaetano Belloni. Girardengo, Brunero e Belloni vinsero i primi cinque Giri d'Italia dopo la guerra ma nell'edizione del 1925 si affrontarono Girardengo, Brunero, Belloni (già vincitori della corsa rosa) ed il giovane Binda che prevalse distanziando i rivali di diversi minuti. Tra il 1926 e il 1929 Binda trovò solo Brunero come valido rivale e riuscì a vincere tre giri consecutivi lasciando a Brunero solo l'edizione del 1926. Il dominio di Binda era tanto forte che gli organizzatori della corsa rosa decisero di non farlo partecipare al Giro d'Italia 1930, riconoscendogli comunque un premio pari a quello che sarebbe spettato al vincitore, cioè 22.500 lire.[1]

La partenza del Giro fu posta per tutte le edizioni a Milano tranne nel 1911 e nel 1929 (a Roma) e nel 1930 (a Messina) mentre l'arrivo fu piazzato ancora a Milano ad eccezione del Giro 1911, dove l'arrivo fu a Roma e nel 1912 dove l'arrivo fu disposto a Bergamo.

1931-1955: epoca d'oro di Coppi e Bartali[modifica | modifica sorgente]

Fausto Coppi

Armando Cougnet, vero ideatore e fac totum del Giro d’Italia fin dalla sua fondazione e fino al 1948, decise nel 1931 di istituire per il leader della corsa un simbolo che lo rendesse riconoscibile a prima vista in mezzo al folto plotone. Fu così introdotta la maglia rosa, che venne vestita da Learco Guerra per primo, al termine della prima tappa del Giro 1931 tra Milano e Mantova.

Nel 1933 invece si decise di premiare chi più di altri primeggiava sulle vette, e si diede il la al Gran Premio della Montagna, con quattro salite che assegnavano punti. A vincere fu Binda, che transitò davanti a tutti su tutte le quattro salite designate e vinse anche quel Giro, dopo due anni di sfortunati ritiri.

Gino Bartali

Dal 1934 vinsero Guerra, Vasco Bergamaschi, Gino Bartali, Giovanni Valetti, Fausto Coppi e Fiorenzo Magni. In particolare Coppi dimostro la sua forza al Giro 1949 nella tappa Cuneo-Pinerolo dove riuscì ad attaccare sul primo dei cinque colli della frazione, il Colle della Maddalena, sorprendendo il suo diretto avversario Gino Bartali. A pochi chilometri dalla Maddalena scattò anche Bartali e la corsa si spezzò con pochi corridori ad inseguire Coppi e Bartali. I corridori affrontarono Vars, Izoard, Monginevro e Sestriere incontrando diverse difficoltà meccaniche che fecero perdere molto tempo ai ciclisti. A fine tappa Coppi vinse con più di dieci minuti su Bartali e quasi venti su Alfredo Martini, terzo classificato.[2]

Nel 1950 lo svizzero Hugo Koblet vinse la corsa divenendo il primo corridore straniero a vincere il Giro d'Italia.

Altri successi andarono a Magni e a Coppi dopodiché fu nuovamente un corridore svizzero, Carlo Clerici a vincere la corsa rosa, conquistando una sola tappa. L'ultimo successo dell'epoca d'oro andò a Magni.

Nell'epoca d'oro il Giro iniziò e terminò quasi sempre nella città sede della Gazzetta dello Sport, ovvero Milano, eccetto nelle edizioni del '49 dove la partenza fu fissata a Palermo e l'arrivo a Monza, nel '50 dove l'arrivo fu previsto a Roma e nel '54 quando fu ancora Palermo sede di partenza del Giro.

Il Cannibale, Eddy Merckx

Sia nel '50 sia nel '54, ovvero quando la partenza della corsa fu Palermo la vittoria finale andò a ciclisti svizzeri.

1956-1978: dominio straniero[modifica | modifica sorgente]

Dal Giro d'Italia 1956 comincia un vero e proprio dominio straniero che vede le vittorie di Charly Gaul, Jacques Anquetil in mezzo quelle degli italiani Gastone Nencini, Ercole Baldini, Arnaldo Pambianco e Franco Balmamion. Dopo le vittorie di Vittorio Adorni e Gianni Motta davanti allo sfortunato Italo Zilioli (tre secondi posti in tre anni) incomincia una nuova era che vede contrapporsi il Cannibale Eddy Merckx e Felice Gimondi: il belga vincerà 5 giri in sette anni mentre Gimondi trionferà in tre occasioni; in mezzo i successi dello svedese Gösta Pettersson e di Fausto Bertoglio. Dopo i successi dei belgi Michel Pollentier e Johan De Muynck incominciò una nuovo dualismo.[3]

In questo periodo la città destinata ad ospitare la partenza fu cambiata annualmente tra il 1960 ed il 1978 solo in due edizioni Milano ospitò l'inizio della corsa; anche l'arrivo fu cambiato quasi ogni anno ma era quasi sempre stabilito a Milano.

1979-1990: dualismo Saronni-Moser e l'arrivo di Hinault[modifica | modifica sorgente]

A soli 21 anni Giuseppe Saronni vince il Giro d'Italia davanti a colui che diventerà il suo più grande rivale Francesco Moser. Negli anni ottanta arriva al Giro d'Italia il transalpino Bernard Hinault che parteciperà a tre giri vincendoli tutti. Giovanni Battaglin, Saronni e Moser si spartiranno gli altri successi uno a testa nella prima metà degli anni 80'. Nella seconda metà degli anni ottanta le vittorie della corsa rosa andranno a Roberto Visentini, all'irlandese Stephen Roche, allo statunitense Andrew Hampsten, al francese Laurent Fignon e a Gianni Bugno.[4]

In questo periodo solo in tre edizioni Milano ospitò l'arrivo del Giro ma non fu mai fissata la partenza nel capoluogo lombardo.

1991-1999: da Indurain a Pantani[modifica | modifica sorgente]

Marco Pantani

Nella prima metà degli anni 1990 furono molti i duelli fra Gianni Bugno, Claudio Chiappucci e Franco Chioccioli ma, dopo le vittorie al Tour de France, fu lo spagnolo Miguel Indurain a dominare la corsa italiana conquistando le tappe a cronometro, specialità nella quale era maestro e difendendosi in salita: in questo modo conquistò i giri 1992 e 1993; in quest'ultimo venne messo in difficoltà dal lettone Pëtr Ugrumov che giunse secondo a meno di un minuto. Nel 1994 il Giro andò a Evgenij Berzin: il russo prese il comando nella quarta tappa a Campitello Matese e pochi giorni dopo consolidò il vantaggio vincendo la crono di Follonica; dopo le tappe per velocisti arrivarono le salite: qui Pantani si mise in mostra vincendo a Merano e all'Aprica, Berzin comunque suggellò il primato conquistando un'altra prova contro il tempo, lasciò indietro i rivali e si aggiudicò il Giro. Indurain per la prima volta non vinse, ma si riscattò poi al Tour. Dopo i successi di Tony Rominger, Tonkov e Ivan Gotti, il 1998 fu l'anno del "pirata" Pantani, che batté Tonkov e conquistò Giro e Tour de France. Nel Giro 1999 Marco Pantani ripartì come favorito riuscendo a portarsi in testa, ma a poche tappe dalla fine venne fermato dopo la frazione di Madonna di Campiglio per valori di ematocrito fuori della norma. Il Giro andò a Gotti che bissò il successo del 1997.[4]

Tra il 1991 e il 1999 Milano non fu mai ospite della partenza del Giro ma l'arrivo fu sempre disposto a Milano. Nel 1996 il Giro partì da Atene, in Grecia e nel 1998 partì da Nizza in Francia.

2000-2014: gli anni recenti[modifica | modifica sorgente]

2000-2005: le vittorie di Simoni e Savoldelli[modifica | modifica sorgente]

Il Giro 2000 prese il via da Roma per celebrare il Giubileo. Dopo una prima settimana dedicata ai velocisti, arrivarono le prime montagne e subito Francesco Casagrande prese la maglia rosa sull'Abetone staccando di 1'39" i primi avversari, tra cui Stefano Garzelli. Casagrande riuscì a controllare la corsa nonostante gli attacchi di Gilberto Simoni e di Garzelli; la gara si decise così nella penultima tappa, la cronoscalata del Sestriere: Garzelli, che doveva recuperare 25", inflisse al toscano un distacco di 1'52" e si aggiudicò il Giro. Terzo chiuse Simoni.[5]

Simoni, due volte vincitore

Nell'edizione 2001 già al quinto giorno, sulle prime salite, alcuni big rimasero già attardati, e la maglia rosa andò a Dario Frigo.[6] Il varesino guidò la generale per nove giorni, fino al tappone dolomitico con Marmolada e Pordoi, quando Simoni staccò tutti i rivali e prese il simbolo del primato lasciando la vittoria di tappa a Julio Alberto Pérez Cuapio.[6] Frigo provò allora il sorpasso nella cronometro di Salò, ma invano, poi, tra il 6 e il 7 giugno, ecco le perquisizioni dei NAS ad Imperia: nella stanza di Frigo vennero rinvenute sostanze dopanti, il ciclista venne di conseguenza allontanato dalla gara. La tappa dell'indomani venne annullata, due giorni dopo Simoni vinse anche la frazione di Arona suggellando così il successo finale.[6][7]

Paolo Savoldelli, trionfatore del 2002 e 2005

Nel 2002 la corsa partì nei Paesi Bassi e percorse Germania, Belgio, Francia e Lussemburgo per celebrare l'Unione Europea. Protagonista di inizio Giro fu Garzelli: in rosa già dal terzo giorno, il varesino venne trovato positivo ad un diuretico e squalificato. Il simbolo del primato passò al tedesco Jens Heppner, che lo tenne per dieci giorni. A Campitello Matese vinse Simoni, ma anche lui venne squalificato per una positività alla cocaina, e anche un altro big, Casagrande, dovette lasciare la gara, punito per una scorrettezza. Nell'ultima tappa alpina Paolo Savoldelli riuscì a staccare il rivale Tyler Hamilton e a prendere la maglia rosa a Cadel Evans, che invece scivolò fuori dalla top 10; nell'ultima cronometro il bergamasco resisté potendo così festeggiare la prima vittoria finale al Giro.[8][9]

Nell'edizione 2003, dopo un inizio adatto ai velocisti, sul Terminillo Garzelli conquistò un successo di tappa e la maglia rosa. Nella frazione di Faenza Simoni staccò Garzelli sottraendogli il simbolo del primato. La gara giunse alle Alpi; sullo Zoncolan, tappa inserita per la prima volta nel Giro in questa edizione,[10]Simoni staccò tutti e vinse in solitaria imponendosi successivamente anche all'Alpe di Pampeago. Con la frazione di Cascata del Toce consolidò un vantaggio già netto, andando a vincere il suo secondo Giro in tre anni.[11][12]

L'edizione 2004 partiva col ricordo della tragica scomparsa di Pantani, avvenuta pochi mesi prima. Nella seconda tappa vinse Damiano Cunego, l'indomani in salita Simoni prese la maglia rosa; la tenne sino alla settima tappa, quando gli venne strappata da Cunego, primo a Montevergine di Mercogliano. Il veronese dovette cedere la maglia a Jaroslav Popovyč dopo la cronometro di Trieste vinta dallo specialista Serhij Hončar, ma fu poi abile a riprenderla staccando l'ucraino nella frazione di Falzes. Le ultime tre tappe sulle Alpi permisero a Cunego, trionfatore anche a Bormio (vinse in tutto quattro tappe), di consolidare il vantaggio sul secondo, Serhij Hončar, e di conquistare la sua prima "Corsa rosa". Alessandro Petacchi vinse ben nove tappe in volata.[13]

Nell'edizione 2005 i primi dieci giorni di corsa videro Paolo Bettini e Danilo Di Luca alternarsi in vetta alla classifica. Con le prime montagne fu Ivan Basso a prendere la leadership; il varesino dovette però cederla a Paolo Savoldelli due giorni dopo, per poi uscire di classifica l'indomani dopo essere andato in crisi sull'ascesa dello Stelvio. Pur fuori classifica, Basso vinse la frazione di Limone Piemonte e la cronometro di Torino. Savoldelli rimase in rosa, Gilberto Simoni e José Rujano recuperarono sul bergamasco in salita salvo poi perdere quanto guadagnato a cronometro. La gara si decise sulla salita di Sestriere: Rujano, Simoni e Di Luca attaccarono da lontano, Savoldelli riuscì però a controllare a distanza e a mantenere il primato con soli 28 secondi su Simoni.[14]

2006-2010: i successi di Basso e Contador[modifica | modifica sorgente]

Il gruppo sul Gavia, Giro 2006

Nel 2006 la corsa partì dal Belgio in memoria dei minatori morti nel 1956. Dopo la prima settimana Ivan Basso si scatenò dominando la corsa: vinse alla Maielletta, si classificò secondo dietro Jan Ullrich nella cronometro di Pontedera e alle spalle del solo Leonardo Piepoli a La Thuile. Dopo due settimane poteva così contare già su un vantaggio di 3'27" su José Enrique Gutiérrez e di 5'30" su Savoldelli. A Trento il varesino consolidò la leadership vincendo la tappa, l'indomani lasciò il successo a Piepoli sul Passo Furcia; suggellò infine il trionfo nella frazione dell'Aprica, imponenedosi in solitaria davanti a Gilberto Simoni. Basso vinse così il Giro 2006 da dominatore, con quasi 10' su Gutiérrez, 12' su Simoni e quasi 20' su Cunego e Savoldelli.[15]

Nel 2007 la corsa prese il via dalla Sardegna, con una cronosquadre da Caprera a La Maddalena per ricordare i 200 anni dalla nascita di Giuseppe Garibaldi. Nella prime due settimane vestirono di rosa Enrico Gasparotto, Danilo Di Luca, Marco Pinotti e Andrea Noè. Nella dodicesima tappa, a Briançon, si impose Danilo Di Luca, che rifece sua la leadership. Nei giorni seguenti Eddy Mazzoleni cercò di insidiare il primato dell'abruzzese (specialmente sulle Tre Cime di Lavaredo) assieme ad un giovane Andy Schleck, ma senza in realtà avvicinarsi particolarmente. Nella tappa dello Zoncolan, dove venne inaugurato il versante di Ovaro soprannominato il Kaiser, famoso per essere la salita più difficile d'Italia[16], vincitore fu Simoni davanti al compagno Piepoli; Schleck guadagnò 32" su Di Luca mentre Mazzoleni si staccò dagli altri big, scivolando al terzo posto in classifica. In pratica il Giro finì lì, decretando Di Luca vincitore davanti a Schleck.[17]

L'edizione 2008 partì dalla Sicilia. Christian Vande Velde, Franco Pellizotti, Giovanni Visconti e Gabriele Bosisio portarono la maglia rosa nelle prime due settimane di corsa. Con l'arrivo delle tappe in salita si mise in evidenza Emanuele Sella, vincitore a sorpresa al Passo di Pampeago e al Passo Fedaia; la leadership passò invece allo spagnolo Alberto Contador. Nonostante gli attacchi di Pellizotti, Simoni, Sella e soprattutto quelli dell'agguerito Riccardo Riccò, Contador si difese nelle tappe rimanenti riuscendo a tenere un vantaggio minimo fino alla cronometro finale di Milano, in occasione della quale distaccò nettamente Riccò portando il margine da 4" a 1'57". Marzio Bruseghin chiuse terzo.[18]

Alberto Contador, dominatore nel 2008 e nel 2011

L'edizione 2009, quella del centenario, partì da Venezia e si concluse a Roma. Di Luca vinse subito la quarta tappa e l'indomani, nel giorno del successo di Denis Men'šov all'Alpe di Siusi, vestì di rosa. L'abruzzese consolidò poi la leadership con la vittoria nella decima tappa a Pinerolo. Nella lunga cronometro di Riomaggiore fu però Men'šov a prevalere e a salire in testa alla graduatoria; sul Monte Petrano e nelle tappe seguenti Men'šov e Di Luca si diedero quindi battaglia, e il divario si ridusse a soli 20 secondi. Nella decisiva crono finale di Roma Men'šov, nonostante una caduta, riuscì a mantenere il vantaggio e a vincere così il suo primo Giro. Terzo chiuse Pellizotti. La classifica verrà poi riscritta dai giudici a causa delle squalifiche per doping di Di Luca prima, e di Pellizotti poi: secondo diventerà Carlos Sastre, terzo Ivan Basso.[4][19][20]

L'edizione 2010 partì da Amsterdam, Paesi Bassi. Nei primi dieci giorni vestirono la rosa Bradley Wiggins, Cadel Evans, Vincenzo Nibali e Aleksandr Vinokurov. Nell'undicesima tappa, con arrivo all'Aquila, giunse invece al traguardo, con 12'40" sul gruppo, una fuga di 52 corridori: tra essi anche Richie Porte, che andò in testa alla classifica provvisoria. Tre giorni dopo, nella frazione del Monte Grappa vinta da Nibali, la maglia rosa passò sulle spalle di David Arroyo, anch'egli nella fuga dell'Aquila. Arroyo resisté inizialmente a Basso sullo Zoncolan e nella cronoscalata di Plan de Corones, ma dovette infine cedere la maglia al varesino dopo la frazione all'Aprica, nella quale il trio Scarponi-Nibali-Basso staccò il resto del gruppo. La cronometro finale permise a Basso di incrementare ulteriormente il vantaggio su Arroyo e di vincere il suo secondo Giro. Nibali concluse terzo, Scarponi quarto.

2011-2013: gli anni di Scarponi e Nibali[modifica | modifica sorgente]

L'edizione 2011, quella dell'Unità d'Italia, partì da Torino. Al terzo giorno la tragedia sconvolse il Giro: lungo la discesa dal Passo del Bocco il ciclista belga Wouter Weylandt cadde ad alta velocità e, nonostante i soccorsi, morì poco dopo. I consueti festeggiamenti di fine tappa vennero annullati, e la frazione successiva neutralizzata. Al termine della prima settimana, sull'Etna, il favorito Alberto Contador staccò tutti e vestì di rosa. Lo spagnolo incrementò il margine sugli altri big, Scarponi e Nibali, anche nelle tre successive tappe alpine della seconda settimana, allungando poi ancora nella cronoscalata del Nevegal. Il successo finale fu nettamente appannaggio di Contador, con sei minuti su Michele Scarponi e sette su Nibali. La successiva squalifica per doping del vincitore, divenuta ufficiale nel febbraio del 2012,[21] ha dato la maglia rosa a tavolino a Michele Scarponi.[22]. Nell'anno successivo, edizione 2012, Ryder Hesjedal, canadese, trionfò nella corsa partita dalla Danimarca e più precisamente da Herning. Solamente 16 secondi di differenza da Joaquim Rodríguez (quarto minor distacco fra primo e secondo classificato nella storia del Giro). Nell'edizione 2013 Vincenzo Nibali si aggiudica la corsa partita da Napoli e conclusasi a Brescia. Annata caratterizzata da numerose perturbazioni atmosferiche che fecero modificare molti tracciati delle tappe, tantoché la 19esima tappa fu anche annullata.

2014: Nairo Quintana e il trionfo colombiano[modifica | modifica sorgente]

Nell'edizione 2014, grande trionfo dei corridori colombiani: Nairo Quintana vince il Giro e al secondo posto arriva il suo connazionale Rigoberto Urán a 2 minuti e 58 secondi. Lo stesso Rigoberto Urán arrivò al secondo posto al Giro anche l'annata precedente.

Regolamento[modifica | modifica sorgente]

I corridori gareggiano per vincere la classifica generale, ma ci sono altre tre classifiche accessorie: a punti, montagna e per il miglior giovane. Il leader di ognuna veste una maglia distintiva. Un corridore che guida più di una classifica veste la maglia più prestigiosa, mentre il secondo della classifica minore indossa la maglia subordinata.

Classifica generale[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Classifica generale (Giro d'Italia).
Le maglie del Giro d'Italia 2011

Jersey pink.svg La classifica generale si stabilisce sommando i tempi realizzati da ogni corridore al traguardo di ogni tappa, tenendo in considerazione alcune "sottrazioni di secondi" (detti abbuoni) che vengono attribuiti ad alcuni ciclisti in queste circostanze:

Plainstage.svg arrivo pianeggiante 20" 12" 8"
traguardi volanti 6" 4" 2"

Inoltre, in caso di arrivo in volata, a tutti i ciclisti del gruppo viene dato lo stesso tempo, anche se qualcuno arriva qualche secondo dopo: in questo caso solo eventuali fuggitivi arrivati soli al traguardo o ritardatari, prendono il tempo effettivo che han impiegato. Il corridore con il miglior tempo globale al termine di ogni tappa riceve la maglia rosa e la indossa durante la tappa successiva. Il corridore che riceve la maglia rosa al termine dell'ultima tappa è il vincitore del Giro d'Italia.

Classifica a punti[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Classifica a punti (Giro d'Italia).

Jersey red.svg La maglia rossa è assegnata al termine di ogni tappa al corridore che ha accumulato il maggior numero di punti sul traguardo finale ed in quelli volanti. Attualmente, i punti assegnati al termine di ogni tappa sono:

10º 11º 12º 13º 14º 15º
History.gif arrivo/cronometro 25 20 16 14 12 10 9 8 7 6 5 4 3 2 1
traguardi volanti 8 6 4 3 2 1

Classifica scalatori[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Classifica scalatori (Giro d'Italia).

Jersey blue.svg La classifica scalatori consiste in una graduatoria determinata dai punti che vengono assegnati ai ciclisti che transitano per primi al traguardo dei Gran Premi della Montagna. Per ragioni di sponsor il leader della classifica indossa la maglia azzurra che sostituisce dal 2012 la storica maglia verde. I Gran Premi della Montagna vengono classificati in sei categorie in base alla difficoltà. Dal 1965 la cima più alta del giro viene chiamata cima Coppi. I punti sono attribuiti secondo il modello seguente:

Mountainstage.svg Cima Coppi 21 15 9 5 3 2 1
Mountainstage.svg Prima Categoria 15 9 5 3 2 1
Mountainstage.svg Seconda Categoria 9 5 3 2 1
Mediummountainstage.svg Terza Categoria 5 3 2 1
Mediummountainstage.svg Quarta Categoria 3 2 1

Classifica giovani[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Classifica giovani (Giro d'Italia).

Jersey white.svg La classifica giovani consiste in una graduatoria a tempi che riguarda solo i ciclisti che non hanno ancora compiuto il venticinquesimo anno di età il 1º gennaio dell'anno in corso. Il simbolo distintivo è la maglia bianca.

Altre classifiche[modifica | modifica sorgente]

Vengono assegnati anche un Premio della Combattività e altri Premi speciali.

Nel passato ci sono state anche:

Percorso[modifica | modifica sorgente]

Tipologie di tappa[modifica | modifica sorgente]

Montagna[modifica | modifica sorgente]

L'ascesa allo Zoncolan, versante di Ovaro

Le tappe in montagna sono la caratteristica principale ed il fiore all'occhiello del Giro, sono contraddistinte da una pendenza media molto elevata (con punte che a volte superano il 20%), non sempre a scapito della lunghezza, che le rende diverse da quelle del Tour ed estremamente dure, tanto che mettono alla prova i migliori scalatori al mondo, quasi i soli che, per tradizione, riescono a vincere la Corsa Rosa. Alle salite mitiche del Giro, prevalentemente dolomitiche e alpine, negli ultimi anni, specialmente sotto la spinta del patron Zomegnan, si sono aggiunte nuove ascese come lo Zoncolan e l'Etna. Sui colli lungo il percorso sono disposti i traguardi (divisi in quattro categorie di difficoltà) che assegnano punti per la maglia azzurra, indicante il miglior scalatore; inoltre ogni anno, al passo di maggior altitudine viene attribuito il titolo di Cima Coppi, mentre alla salita ritenuta più rappresentativa, dal 2004, viene assegnato il nome di Montagna Pantani.

Pianeggianti e collinari[modifica | modifica sorgente]

Il Giro è composto anche da tappe pianeggianti o di media montagna, che molto spesso prevedono, salvo eccezioni di fughe arrivate o anticipi, arrivi in volata tra i velocisti presenti in corsa; tali frazioni erano prevalentemente considerate di trasferimento per la carovana del Giro, ma nel periodo recente gli organizzatori tendono a disegnare il percorso in modo pù diversificato, nel tentativo di aumentare spettacolo ed imprevisti per il gruppo. Generalmente la tappa si svolge secondo uno schema preciso, adottato dalle squadre degli sprinter, che lasciano andar via una fuga, controllandone il vantaggio per poi riprenderla negli ultimi chilometri, organizzandosi in seguito in treni di corridori per lanciare la volata al velocista.

Cronometro[modifica | modifica sorgente]

Contador a cronometro nel 2008

Le cronometro, tappe in cui i corridori partono alla distanza di pochi minuti gli uni dagli altri con lo scopo di realizzare il miglior tempo finale in solitaria, sono per tradizione trascurate dalla Corsa Rosa che solitamente, salvo il prologo, ne prevede solamente una nell'arco di tre settimane, spesso breve, due se è presente una cronoscalata, effettuata in salita con le stesse regole. Il Prologo negli ultimi anni è spesso stato una cronosquadre, cui è seguita una cronoscalata e per concludere una cronometro all'ultima tappa.

Principali salite[modifica | modifica sorgente]

Alpi Occidentali

 

Alpi Orientali

     

Appennini

Sicilia e Sardegna

Giro d'Italia 2004, passaggio a Varazze

Inizio, fine, sconfinamenti[modifica | modifica sorgente]

Per circa mezzo secolo il Giro è iniziato e finito a Milano, città dove ha sede la Gazzetta dello Sport. Anche se con sporadiche eccezioni, questa è stata la regola fino al 1960: da quell'anno, il luogo di partenza è cambiato ogni volta. Per alcuni periodi (1965, 1966, 1968, 1970, 1973, 1975, 1981-1989) anche il luogo d'arrivo è cambiato, ma dal 1990 è stato ripristinato il tradizionale arrivo a Milano, con un circuito da ripetere più volte che funge da passerella finale.

Nell'edizione 2009, per commemorare il centenario della manifestazione, l'arrivo è avvenuto a Roma. La capitale era già stata luogo conclusivo del giro nel 1911 e nel 1950. Nell'edizione 2010 è terminato a Verona, come già avvenuto nelle edizioni 1981 e 1984. Il Giro d'Italia 2011 è iniziato a Torino, prima Capitale d'Italia, per commemorare le celebrazioni del 150º anniversario dell'Unità d'Italia.

Il Giro si svolge prevalentemente in Italia, ma non di rado sono inserite partenze o conclusioni di tappa all'estero, specialmente nei paesi confinanti o prossimi come San Marino (1965), Francia (1998), Principato di Monaco (1966), Svizzera, Austria e Slovenia. Alcune tappe si sono svolte anche in Paesi Bassi (2010), Belgio (1973, 2006), Germania (2002), Grecia (1996), Danimarca (2012) e Irlanda del Nord (2014).

Partenze del Giro fuori dall'Italia
Anno Paese Città
1965 San Marino San Marino
1966 Monaco Principato di Monaco Monte Carlo
1973 Belgio Belgio Verviers
1974 Città del Vaticano Città del Vaticano
1996 Grecia Grecia Atene
1998 Francia Francia Nizza
2002 Paesi Bassi Paesi Bassi Groninga
2006 Belgio Belgio Seraing
2010 Paesi Bassi Paesi Bassi Amsterdam
2012 Danimarca Danimarca Herning
2014 Regno Unito Irlanda del Nord Belfast

Albo d'oro[modifica | modifica sorgente]

Il "trofeo senza fine" del Giro d'Italia 2012

Aggiornato all'edizione 2014.[23]

Anno Vincitore Secondo Terzo
1909 Italia Luigi Ganna Italia Carlo Galetti Italia Giovanni Rossignoli
1910 Italia Carlo Galetti Italia Eberardo Pavesi Italia Luigi Ganna
1911 Italia Carlo Galetti Italia Giovanni Rossignoli Italia Giovanni Gerbi
1912[24] Italia Atala Francia Peugeot Italia Gerbi
1913 Italia Carlo Oriani Italia Eberardo Pavesi Italia Giuseppe Azzini
1914 Italia Alfonso Calzolari Italia Pierino Albini Italia Luigi Lucotti
1915-1918 non disputato a causa della Prima guerra mondiale
1919 Italia Costante Girardengo Italia Gaetano Belloni Belgio Marcel Buysse
1920 Italia Gaetano Belloni Italia Angelo Gremo Francia Jean Alavoine
1921 Italia Giovanni Brunero Italia Gaetano Belloni Italia Bartolomeo Aymo
1922 Italia Giovanni Brunero Italia Bartolomeo Aymo Italia Giuseppe Enrici
1923 Italia Costante Girardengo Italia Giovanni Brunero Italia Bartolomeo Aymo
1924 Italia Giuseppe Enrici Italia Federico Gay Italia Angiolo Gabrielli
1925 Italia Alfredo Binda Italia Costante Girardengo Italia Giovanni Brunero
1926 Italia Giovanni Brunero Italia Alfredo Binda Italia Arturo Bresciani
1927 Italia Alfredo Binda Italia Giovanni Brunero Italia Antonio Negrini
1928 Italia Alfredo Binda Italia Giuseppe Pancera Italia Bartolomeo Aymo
1929 Italia Alfredo Binda Italia Domenico Piemontesi Italia Leonida Frascarelli
1930 Italia Luigi Marchisio Italia Luigi Giacobbe Italia Allegro Grandi
1931 Italia Francesco Camusso Italia Luigi Giacobbe Italia Luigi Marchisio
1932 Italia Antonio Pesenti Belgio Jef Demuysere Italia Remo Bertoni
1933 Italia Alfredo Binda Belgio Jef Demuysere Italia Domenico Piemontesi
1934 Italia Learco Guerra Italia Francesco Camusso Italia Giovanni Cazzulani
1935 Italia Vasco Bergamaschi Italia Giuseppe Martano Italia Giuseppe Olmo
1936 Italia Gino Bartali Italia Giuseppe Olmo Italia Severino Canavesi
1937 Italia Gino Bartali Italia Giovanni Valetti Italia Enrico Mollo
1938 Italia Giovanni Valetti Italia Ezio Cecchi Italia Severino Canavesi
1939 Italia Giovanni Valetti Italia Gino Bartali Italia Mario Vicini
1940 Italia Fausto Coppi Italia Enrico Mollo Italia Giordano Cottur
1941-1945 non disputato a causa della Seconda guerra mondiale
1946 Italia Gino Bartali Italia Fausto Coppi Italia Vito Ortelli
1947 Italia Fausto Coppi Italia Gino Bartali Italia Giulio Bresci
1948 Italia Fiorenzo Magni Italia Ezio Cecchi Italia Giordano Cottur
1949 Italia Fausto Coppi Italia Gino Bartali Italia Giordano Cottur
1950 Svizzera Hugo Koblet Italia Gino Bartali Italia Alfredo Martini
1951 Italia Fiorenzo Magni Belgio Rik Van Steenbergen Svizzera Ferdi Kübler
1952 Italia Fausto Coppi Italia Fiorenzo Magni Svizzera Ferdi Kübler
1953 Italia Fausto Coppi Svizzera Hugo Koblet Italia Pasquale Fornara
1954 Svizzera Carlo Clerici Svizzera Hugo Koblet Italia Nino Assirelli
1955 Italia Fiorenzo Magni Italia Fausto Coppi Italia Gastone Nencini
1956 Lussemburgo Charly Gaul Italia Fiorenzo Magni Italia Agostino Coletto
1957 Italia Gastone Nencini Francia Louison Bobet Italia Ercole Baldini
1958 Italia Ercole Baldini Belgio Jean Brankart Lussemburgo Charly Gaul
1959 Lussemburgo Charly Gaul Francia Jacques Anquetil Italia Diego Ronchini
1960 Francia Jacques Anquetil Italia Gastone Nencini Lussemburgo Charly Gaul
1961 Italia Arnaldo Pambianco Francia Jacques Anquetil Spagna Antonio Suárez
1962 Italia Franco Balmamion Italia Imerio Massignan Italia Nino Defilippis
1963 Italia Franco Balmamion Italia Vittorio Adorni Italia Giorgio Zancanaro
1964 Francia Jacques Anquetil Italia Italo Zilioli Italia Guido De Rosso
1965 Italia Vittorio Adorni Italia Italo Zilioli Italia Felice Gimondi
1966 Italia Gianni Motta Italia Italo Zilioli Francia Jacques Anquetil
1967 Italia Felice Gimondi Italia Franco Balmamion Francia Jacques Anquetil
1968 Belgio Eddy Merckx Italia Vittorio Adorni Italia Felice Gimondi
1969 Italia Felice Gimondi Italia Claudio Michelotto Italia Italo Zilioli
1970 Belgio Eddy Merckx Italia Felice Gimondi Belgio Martin Vandenbossche
1971 Svezia Gösta Pettersson Belgio Herman Van Springel Italia Ugo Colombo
1972 Belgio Eddy Merckx Spagna José Manuel Fuente Spagna Francisco Galdós
1973 Belgio Eddy Merckx Italia Felice Gimondi Italia Giovanni Battaglin
1974 Belgio Eddy Merckx Italia Gianbattista Baronchelli Italia Felice Gimondi
1975 Italia Fausto Bertoglio Spagna Francisco Galdós Italia Felice Gimondi
1976 Italia Felice Gimondi Belgio Johan De Muynck Italia Fausto Bertoglio
1977 Belgio Michel Pollentier Italia Francesco Moser Italia Gianbattista Baronchelli
1978 Belgio Johan De Muynck Italia Gianbattista Baronchelli Italia Francesco Moser
1979 Italia Giuseppe Saronni Italia Francesco Moser Svezia Bernt Johansson
1980 Francia Bernard Hinault Italia Wladimiro Panizza Italia Giovanni Battaglin
1981 Italia Giovanni Battaglin Svezia Tommy Prim Italia Giuseppe Saronni
1982 Francia Bernard Hinault Svezia Tommy Prim Italia Silvano Contini
1983 Italia Giuseppe Saronni Italia Roberto Visentini Spagna Alberto Fernández
1984 Italia Francesco Moser Francia Laurent Fignon Italia Moreno Argentin
1985 Francia Bernard Hinault Italia Francesco Moser Stati Uniti Greg LeMond
1986 Italia Roberto Visentini Italia Giuseppe Saronni Italia Francesco Moser
1987 Irlanda Stephen Roche Regno Unito Robert Millar Paesi Bassi Erik Breukink
1988 Stati Uniti Andrew Hampsten Paesi Bassi Erik Breukink Svizzera Urs Zimmermann
1989 Francia Laurent Fignon Italia Flavio Giupponi Stati Uniti Andrew Hampsten
1990 Italia Gianni Bugno Francia Charly Mottet Italia Marco Giovannetti
1991 Italia Franco Chioccioli Italia Claudio Chiappucci Italia Massimiliano Lelli
1992 Spagna Miguel Indurain Italia Claudio Chiappucci Italia Franco Chioccioli
1993 Spagna Miguel Indurain Lettonia Pëtr Ugrumov Italia Claudio Chiappucci
1994 Russia Evgenij Berzin Italia Marco Pantani Spagna Miguel Indurain
1995 Svizzera Tony Rominger Russia Evgenij Berzin Lettonia Pëtr Ugrumov
1996 Russia Pavel Tonkov Italia Enrico Zaina Spagna Abraham Olano
1997 Italia Ivan Gotti Russia Pavel Tonkov Italia Giuseppe Guerini
1998 Italia Marco Pantani Russia Pavel Tonkov Italia Giuseppe Guerini
1999 Italia Ivan Gotti Italia Paolo Savoldelli Italia Gilberto Simoni
2000 Italia Stefano Garzelli Italia Francesco Casagrande Italia Gilberto Simoni
2001 Italia Gilberto Simoni Spagna Abraham Olano Spagna Unai Osa
2002 Italia Paolo Savoldelli Stati Uniti Tyler Hamilton Italia Pietro Caucchioli
2003 Italia Gilberto Simoni Italia Stefano Garzelli Ucraina Jaroslav Popovyč
2004 Italia Damiano Cunego Ucraina Serhij Hončar Italia Gilberto Simoni
2005 Italia Paolo Savoldelli Italia Gilberto Simoni Venezuela José Rujano
2006 Italia Ivan Basso Spagna José Enrique Gutiérrez Italia Gilberto Simoni
2007 Italia Danilo Di Luca Lussemburgo Andy Schleck Italia Eddy Mazzoleni
2008 Spagna Alberto Contador Italia Riccardo Riccò Italia Marzio Bruseghin
2009 Russia Denis Men'šov Italia Danilo Di Luca[25]
Spagna Carlos Sastre
Italia Franco Pellizotti[26]
Italia Ivan Basso
2010 Italia Ivan Basso Spagna David Arroyo Italia Vincenzo Nibali
2011 Spagna Alberto Contador[27]
Italia Michele Scarponi[28]
Italia Vincenzo Nibali Francia John Gadret
2012 Canada Ryder Hesjedal Spagna Joaquim Rodríguez Belgio Thomas De Gendt
2013 Italia Vincenzo Nibali Colombia Rigoberto Urán Australia Cadel Evans
2014 Colombia Nairo Quintana Colombia Rigoberto Urán Italia Fabio Aru

I patron[modifica | modifica sorgente]

Dalla sua nascita ad oggi, in quattro hanno ricoperto la carica di direttore del Giro d'Italia:

Angelo Zomegnan

Dal luglio 2011 è stata di fatto abolita la figura del "patron", sostituita con quella di un manager.[senza fonte]

Statistiche[modifica | modifica sorgente]

Vittorie per nazione[modifica | modifica sorgente]

Aggiornato al 2014

Pos. Nazione Vittorie
1 Italia Italia 68
2 Belgio Belgio 7
3 Francia Francia 6
4 Spagna Spagna 3
Svizzera Svizzera 3
Russia Russia 3
7 Lussemburgo Lussemburgo 2
8 Svezia Svezia 1
Stati Uniti Stati Uniti 1
Irlanda Irlanda 1
Canada Canada 1
Colombia Colombia 1

Vittorie di tappa[modifica | modifica sorgente]

La vettura di avviso "inizio gara" impegnata sul percorso
Pos. Nome Nazione Vittorie
1 Mario Cipollini Italia Italia 42
2 Alfredo Binda Italia Italia 41
3 Learco Guerra Italia Italia 31
4 Costante Girardengo Italia Italia 30
5 Eddy Merckx Belgio Belgio 25
6 Giuseppe Saronni Italia Italia 24
7 Francesco Moser Italia Italia 23
8 Fausto Coppi Italia Italia 22
Roger De Vlaeminck Belgio Belgio
Alessandro Petacchi Italia Italia[29]
11 Franco Bitossi Italia Italia 21
12 Giuseppe Olmo Italia Italia 20
Miguel Poblet Spagna Spagna

Record[modifica | modifica sorgente]

Il Giro d'Italia è stato teatro di realizzazione di numerosi record nel corso della sua storia[30].

Vittorie finali
Numero di podi
Classifica a punti
Classifica del Gran Premio della Montagna
Vittorie di tappa in una sola edizione
Giorni in Maglia Rosa
Vittorie di tappa consecutive
Giro più lungo
  • 4 337 km nel 1954
Giro più corto
  • 2 245 km nel 1909
Numero di partecipanti più alto
Numero di partecipanti più basso
Numero di corridori al termine più basso
Fuga più lunga
Vincitore più giovane
Vincitore più anziano
Vincitore di tappa più giovane
Vincitore di tappa più vecchio
Partecipante più vecchio
Tappa più corta (escluse le gare a cronometro)
Tappa più lunga
Cronometro più corta
Maggior distacco fra primo e secondo classificato
Minor distacco fra primo e secondo classificato

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Mario Spairani, 100 Anni di Ciclismo, Speciale 100 anni di Giro: 1909-1930 in spaziociclismo.it, 24 maggio 2010. URL consultato il 6 gennaio 2011.
  2. ^ Mario Spairani, 100 Anni di Ciclismo, Speciale 100 anni di Giro: 1931-1955 in spaziociclismo.it, 24 maggio 2010. URL consultato il 6 gennaio 2011.
  3. ^ Mario Spairani, 100 Anni di Ciclismo, Speciale 100 anni di Giro: 1956-1978 in spaziociclismo.it, 24 maggio 2010. URL consultato il 6 gennaio 2011.
  4. ^ a b c Mario Spairani, 100 Anni di Ciclismo, Speciale 100 anni di Giro: 1979-2009 in spaziociclismo.it, 24 maggio 2010. URL consultato il 6 gennaio 2011.
  5. ^ Luca Pellegrini, 10 anni di Giro: 2000 - Il trionfo del giovane Garzelli in spaziociclismo.it, 28 aprile 2010. URL consultato il 6 gennaio 2011.
  6. ^ a b c Giro d'Italia - 2001 / La storia, centoannigiro.gazzetta.it. URL consultato il 6 maggio 2011.
  7. ^ Luca Capuano, 10 anni di Giro: 2001 - La prima di Gibo in spaziociclismo.it, 29 aprile 2010. URL consultato il 6 gennaio 2011.
  8. ^ Luca Pellegrini, 10 anni di Giro: 2002 - Il trionfo del Falco Bergamasco in spaziociclismo.it, 30 aprile 2010. URL consultato il 6 gennaio 2011.
  9. ^ Giro d'Italia - 2002 / La storia, centoannigiro.gazzetta.it. URL consultato l'11 maggio 2011.
  10. ^ A. SIMEOLI, Zoncolan. La montagna diventata mito, con prefazione di Ivan Basso Udine, Forum, 2014
  11. ^ Luca Capuano, 10 anni di Giro: 2003 - L'ultima volta del Pirata in spaziociclismo.it, 1° maggio 2010. URL consultato il 6 gennaio 2011.
  12. ^ Giro d'Italia - 2003 / La storia, centoannigiro.gazzetta.it. URL consultato l'11 maggio 2011.
  13. ^ Luca Pellegrini, 10 anni di Giro: 2004 - Il ciclone Cunego in spaziociclismo.it, 2 maggio 2010. URL consultato il 6 gennaio 2011.
  14. ^ Luca Capuano, 10 anni di Giro: 2005 - Il bis del Falco in spaziociclismo.it, 3 maggio 2010. URL consultato il 6 gennaio 2011.
  15. ^ Luca Pellegrini, 10 anni di Giro: 2006 - Basso il cannibale in spaziociclismo.it, 4 maggio 2010. URL consultato il 6 gennaio 2011.
  16. ^ A. SIMEOLI, Zoncolan. La montagna diventata mito, con prefazione di Ivan Basso ,Udine, Forum, 2014
  17. ^ Luca Capuano, 10 anni di Giro: 2007 - Finalmente Di Luca! in spaziociclismo.it, 5 maggio 2010. URL consultato il 6 gennaio 2011.
  18. ^ Luca Pellegrini, 10 anni di Giro: 2008 - Il trionfo di Contador in spaziociclismo.it, 6 maggio 2010. URL consultato il 6 gennaio 2011.
  19. ^ Articolo Repubblica
  20. ^ Luca Capuano, 10 anni di Giro: 2009 - Il Centenario è dello Zar Denis in spaziociclismo.it, 7 maggio 2010. URL consultato il 6 gennaio 2011.
  21. ^ (EN) Alberto Contador case: the consequences of the CAS ruling, 6 febbraio 2012. URL consultato il 3 maggio 2012.
  22. ^ "Voglio la maglia rosa. Ma stavolta sulla strada", 3 maggio 2012. URL consultato il 3 maggio 2012.
  23. ^ (FR) Giro d'Italia (Ita) - Cat. Pro-Tour, memoire-du-cyclisme.eu. URL consultato il 01 giugno 2014.
  24. ^ Il Giro del 1912 si disputò a squadre. Vinse il team Atala, formato da Luigi Ganna (che però non concluse il Giro), Carlo Galetti, Giovanni Micheletto ed Eberardo Pavesi.
  25. ^ Di Luca è risultato positivo al CERA in due controlli durante la corsa: il 20 maggio dopo la tappa di Arenzano e il 28 maggio dopo quella di Benevento. L'8 agosto anche le controanalisi hanno confermato la positività del corridore. Il 1º febbraio 2010 il CONI ha sospeso il corridore per due anni (con effetto dal 22 luglio 2009). Si veda Di Luca, doping confermato Positivo alla controanalisi in gazzetta.it, 8 agosto 2009. URL consultato il 28 maggio 2011.
  26. ^ Nel marzo del 2011 l'italiano Pellizotti viene sospeso per due anni dal Tribunale Arbitrale dello Sport di Losanna per aver violate norme anti-doping. Di conseguenza, lo stesso TAS ha annullato tutti i risultati conseguiti dall'atleta dal 9 maggio 2009. Si veda (EN) The Court of Arbitration for Sport (CAS) imposes a two year ban on the Italian cyclists Pietro Caucchioli and Franco Pellizotti in tas-cas.org, 8 marzo 2011. URL consultato il 24 aprile 2011.
  27. ^ In seguito alla squalifica di Contador per doping, in base alla sentenza del Tribunale Arbitrale dello Sport, allo spagnolo sono stati annullati i risultati ottenuti dal 25 gennaio 2011. Si veda (EN) Press release: CAS decision in Contador case, Uci.ch, 6 febbraio 2012. URL consultato l'11 febbraio 2012., (EN) Alberto Contador case: the consequences of the CAS ruling, Uci.ch, 6 febbraio 2012. URL consultato l'11 febbraio 2012.
  28. ^ La vittoria del Giro d'Italia 2011 fu assegnata a Michele Scarponi, secondo nella classifica generale. Si veda al riguardo (EN) Results Giro d'Italia (ITA/UWT) - 2011 in Uci.ch. URL consultato il 18 febbraio 2012.
  29. ^ Le 5 vittorie relative al Giro 2007, che lo porterebbero ad un totale di 27 tappe, gli sono state revocate con provvedimento del TAS di Losanna il 6 maggio 2008. (cfr. Articolo della Gazzetta dello Sport del 6 maggio 2008)
  30. ^ 50 Giro facts you need to know, Cyclingnews.com. URL consultato il 3 agosto 2010.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

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