Giro d'Italia
| Giro d'Italia | |
|---|---|
| Sport | |
| Tipo | Gara individuale |
| Categoria | Uomini Elite, UCI World Tour |
| Federazione | Unione Ciclistica Internazionale |
| Paese | |
| Organizzatore | RCS Sport |
| Direttore | Mauro Vegni |
| Cadenza | Annuale |
| Apertura | Maggio |
| Partecipanti | Variabile |
| Formula | Corsa a tappe |
| Storia | |
| Fondazione | 1909 |
| Numero edizioni | 96 (al 2013) |
| Detentore | |
| Maggiori titoli | |
| Ultima edizione | Giro d'Italia 2013 |
Il Giro d'Italia è una corsa a tappe maschile di ciclismo su strada, ideata dal giornalista Tullo Morgagni, che si svolge lungo le strade italiane con cadenza annuale. Occasionalmente il percorso può interessare località al di fuori dai confini italiani. Istituito nel 1909, da allora si è sempre disputato, salvo che per le interruzioni dovute alla prima e alla seconda guerra mondiale. Mentre il luogo di partenza è in genere ogni volta diverso, l'arrivo, salvo eccezioni come Napoli, Firenze, Verona, Roma e Brescia, è a Milano, città ove ha sede La Gazzetta dello Sport, il quotidiano sportivo che organizza la corsa sin dalla sua istituzione.
Il Giro è una delle tre corse a tappe più importanti del calendario, e l'Unione Ciclistica Internazionale l'ha inserito nel suo circuito professionistico insieme alle altre due grandi corse internazionali, il Tour de France e la Vuelta a España. Storicamente è da ritenersi la seconda corsa a tappe più prestigiosa dopo quella francese, anche se, a cavallo tra gli anni quaranta e cinquanta (al tempo dei duelli Coppi-Bartali) e durante gli anni settanta, il prestigio e il numero di grandi ciclisti iscritti portarono il Giro ad avere un'importanza pari a quella del Tour.
Dal 1999 al vincitore viene consegnato il "trofeo senza fine", composto da una barra di rame bombata, piegata a spirale, che si eleva dalla base in cerchi sempre più ampi, sui quali sono incisi i nomi di tutti i vincitori.
La storia [modifica]
La nascita del Giro venne formalizzata con un annuncio sulla Gazzetta dello Sport il 24 agosto del 1908, con la promessa di 25.000 lire di premio al vincitore e la volontà di organizzare «una delle prove più ambite e maggiori del ciclismo internazionale».
La prima edizione del Giro risale al 1909: partì il 13 maggio, alle ore 2.53, da Milano e, dopo 8 tappe per complessivi 2.448 chilometri, si concluse ancora a Milano con la vittoria di Luigi Ganna che ai cronisti che gli domandavano come si sentisse rispose con un emblematico: «Me brüsa el cü». La lista completa dei partecipanti al 1º Giro è tutt'oggi sconosciuta nonostante sia considerato un documento storico, tuttavia si sa che dei 127 corridori al via, solo 49 terminarono la corsa.
Nell'organizzazione del Giro La Gazzetta dello Sport anticipò di poco il Corriere della Sera, che stava per lanciare l'iniziativa.
Il leader della classifica generale indossa ogni giorno la maglia rosa, lo stesso colore del quotidiano che organizza la corsa, La Gazzetta dello Sport; il miglior scalatore indossa una maglia azzurra (che ha sostituito la storica maglia verde), mentre il primo nella classifica a punti indossa una maglia rossa (dal 2010, fino ad allora era stata di colore ciclamino). Oltre a queste casacche, nel corso degli anni sono state messe in palio una casacca che di volta in volta ha contraddistinto l'ultimo in classifica (maglia nera), una per il miglior giovane (maglia bianca), oppure, come è accaduto negli ultimi anni, la maglia azzurra, la cosiddetta maglia dell'intergiro, traguardo volante posto di solito a metà tappa, (espediente con il quale gli organizzatori hanno pensato di rendere più movimentata la corsa dalle prime battute). Dal 2007 è tornata la maglia per il miglior giovane, considerata da ciclisti e addetti ai lavori molto significativa.
Il record di vittorie è condiviso da 3 ciclisti, ognuno con 5 vittorie, gli italiani Alfredo Binda, vincitore tra il 1925 e il 1933, Fausto Coppi, vincitore tra il 1940 e il 1953 e il belga Eddy Merckx, che vinse tra il 1968 e il 1974. Per quel che riguarda le vittorie di tappa, il record appartiene al velocista toscano Mario Cipollini, che nell'edizione del 2003 riuscì a superare il record di 41 vittorie che dagli anni '30 apparteneva ad Alfredo Binda; a quest'ultimo rimangono i record di vittorie di tappa in una stessa edizione, 12 tappe su 15 nel 1927, e di vittorie di tappa consecutive, ben 8 nel 1929.
1909-1930: i pionieri del ciclismo [modifica]
Il primo Giro d'Italia fu organizzato dal quotidiano sportivo La Gazzetta dello Sport. L'edizione parti il 13 maggio 1909 alla 2:53 per la prima tappa vinta da Dario Beni a Bologna dopo 397 km a 28,090 di media oraria. Vi furono 8 tappe fra il 13 e il 30 maggio che videro i migliori ciclisti dell'epoca affrontarsi nella corsa rosa: Giovanni Gerbi, Giovanni Rossignoli, Luigi Ganna, Carlo Galetti, Eberardo Pavesi, Giovanni Cuniolo ed il francese Lucien Petit-Breton. I dispacci telegrafici che venivano appesi in Piazza Castello per consentire ai tifosi di seguire l’evolversi della corsa erano l’unico modo per avere aggiornamenti, salvo attendere il giorno successivo e la lettura del giornale. Il vincitore portava a casa 5.250 lire e l'ultimo classificato riceveva 300 lire. Da segnalare è il Giro del 1912, corso per quell'edizione a squadre, vinto dall'Atala e, in via solo ufficiosa da Galetti, tenendo conto del tempo impiegato singolarmente. Nel 1914 fu introdotta la classifica generale a tempo, che sostituiva quella a punti in vigore i primi anni, e fu vinta da Alfonso Calzolari, nonostante la richiesta di squalifica (poi comminata in penalizzazione di 3 ore dalla Gazzetta) da parte dell'Unione Velocipedistica Italiana che gli imputava di essersi attaccato ad un'auto sulla Salita delle Svolte. I maggiori protagonisti nei primi anni furono Ganna e Galetti e dopo alcune annate interlocutarie e l'inizio della Prima guerra mondiale si ebbero diversi protagonisti che diventeranno delle leggenda quali Costante Girardengo, Giovanni Brunero, Alfredo Binda e Gaetano Belloni. Girardengo, Brunero e Belloni vinsero i primi cinque Giri d'Italia dopo la guerra ma nell'edizione del 1925 si affrontarono Girardengo, Brunero, Belloni (già vincitori della corsa rosa) ed il giovane Binda che prevalse distanziando i rivali di diversi minuti. Tra il 1926 e il 1929 Binda trovò solo Brunero come valido rivale e riuscì a vincere tre giri consecutivi lasciando a Brunero solo l'edizione del 1926. Il dominio di Binda era tanto forte che gli organizzatori della corsa rosa decisero di non farlo partecipare al Giro d'Italia 1930, riconoscendogli comunque un premio pari a quello che sarebbe spettato al vincitore, cioè 22.500 lire.[1]
La partenza del Giro fu posta per tutte le edizioni a Milano tranne nel 1911 e nel 1929 (a Roma) e nel 1930 (a Messina) mentre l'arrivo fu piazzato ancora a Milano ad eccezione del Giro 1911, dove l'arrivo fu a Roma e nel 1912 dove l'arrivo fu disposto a Bergamo.
1931-1955: epoca d'oro di Coppi e Bartali [modifica]
Armando Cougnet, vero ideatore e fac totum del Giro d’Italia fin dalla sua fondazione e fino al 1948, decise nel 1931 di istituire per il leader della corsa un simbolo che lo rendesse riconoscibile a prima vista in mezzo al folto plotone. Fu così introdotta la maglia rosa, che venne vestita da Learco Guerra per primo, al termine della prima tappa del Giro 1931 tra Milano e Mantova.
Nel 1933 invece si decise di premiare chi più di altri primeggiava sulle vette, e si diede il là al Gran Premio della Montagna, con quattro salite che assegnavano punti. A vincere fu Binda, che transitò davanti a tutti su tutte le quattro salite designate e vinse anche quel Giro, dopo due anni di sfortunati ritiri.
Dal 1934 vinsero Guerra, Vasco Bergamaschi, Gino Bartali, Giovanni Valetti, Fausto Coppi e Fiorenzo Magni. In particolare Coppi dimostro la sua forza al Giro 1949 nella tappa Cuneo-Pinerolo dove riusci ad attaccare sul primo dei cinque colli della frazione, il Colle della Maddalena, sorprendendo il suo diretto avversario Gino Bartali. A pochi chilometri dalla Maddalena scattò anche Bartali e la corsa si spezzò con pochi corridori ad inseguire Coppi e Bartali. I corridori affrontarono Vars, Izoard, Moncenisio e Sestriere incontrando diverse difficoltà meccaniche che fecero perdere molto tempo ai ciclisti. A fine tappa Coppi vinse con più di dieci minuti su Bartali e quasi venti su Alfredo Martini, terzo classificato.[2]
Nel 1950 lo svizzero Hugo Koblet vinse la corsa divenendo il primo corridore straniero a vincere il Giro d'Italia.
Altri successi andarono a Magni e a Coppi dopodiché fu nuovamente un corridore svizzero, Carlo Clerici a vincere la corsa rosa, conquistando una sola tappa. L'ultimo successo dell'epoca d'oro andò a Magni.
Nell'epoca d'oro il Giro iniziò e terminò quasi sempre nella città sede della Gazzetta dello Sport, ovvero Milano, eccetto nelle edizioni del '49 dove la partenza fu fissata a Palermo e l'arrivo a Monza, nel '50 dove l'arrivo fu previsto a Roma e nel '54 quando fu ancora Palermo sede di partenza del Giro.
Sia nel '50 sia nel '54, ovvero quando la partenza della corsa fu Palermo la vittoria finale andò a ciclisti svizzeri.
1956-1978: dominio straniero [modifica]
Dal Giro d'Italia 1956 comincia un vero e proprio dominio straniero che vede le vittorie di Charly Gaul, Jacques Anquetil in mezzo quelle degli italiani Gastone Nencini, Ercole Baldini, Arnaldo Pambianco e Franco Balmamion. Dopo le vittorie di Vittorio Adorni e Gianni Motta davanti allo sfortunato Italo Zilioli (tre secondi posti in tre anni) incomincia una nuova era che vede contrapporsi il Cannibale Eddy Merckx e Felice Gimondi: il belga vincerà 5 giri in 7 anni mentre Gimondi trionferà in 3 occasioni; in mezzo i successi dello svedese Gösta Pettersson e di Fausto Bertoglio. Dopo i successi dei belgi Michel Pollentier e Johan De Muynck incominciò una nuovo dualismo.[3]
In questo periodo la città destinata ad ospitare la partenza fu cambiata annualmente tra il 1960 ed il 1978 solo in due edizioni Milano ospitò l'inizio della corsa; anche l'arrivo fu cambiato quasi ogni anno ma era quasi sempre stabilito a Milano.
1979-1990: dualismo Saronni-Moser e l'arrivo di Hinault [modifica]
A soli 21 anni Giuseppe Saronni vince il Giro d'Italia davanti a colui che diventerà il suo più grande rivale Francesco Moser. Negli anni '80 arriva al Giro d'Italia il transalpino Bernard Hinault che parteciperà a tre giri vincendoli tutti. Giovanni Battaglin, Saronni e Moser si spartiranno gli altri successi uno a testa nella prima metà degli anni 80'. Nella seconda metà degli anni '80 le vittorie della corsa rosa andranno a Roberto Visentini, all'irlandese Stephen Roche, allo statunitense Andrew Hampsten, al francese Laurent Fignon e a Gianni Bugno.[4]
In questo periodo solo in tre edizioni Milano ospitò l'arrivo del Giro ma non fu mai fissata la partenza nel capoluogo lombardo.
1991-1999: da Indurain a Pantani [modifica]
Nella prima metà degli anni 1990 furono molti i duelli fra Gianni Bugno, Claudio Chiappucci e Franco Chioccioli ma, dopo le vittorie al Tour de France, fu lo spagnolo Miguel Indurain a dominare la corsa italiana conquistando le tappe a cronometro, specialità nella quale era maestro e difendendosi in salita: in questo modo conquistò i giri 1992 e 1993; in quest'ultimo venne messo in difficoltà dal lettone Pëtr Ugrumov che giunse secondo a meno di un minuto. Nel 1994 il Giro andò a Evgenij Berzin: il russo prese il comando nella quarta tappa a Campitello Matese e pochi giorni dopo consolidò il vantaggio vincendo la crono di Follonica; dopo le tappe per velocisti arrivarono le salite: qui Pantani si mise in mostra vincendo a Merano e all'Aprica, Berzin comunque suggellò il primato conquistando un'altra prova contro il tempo, lasciò indietro i rivali e si aggiudicò il Giro. Dopo i successi di Tony Rominger, Tonkov e Ivan Gotti, il 1998 fu l'anno del "pirata" Pantani, che batté Tonkov e conquistò Giro e Tour de France. Nel Giro 1999 Marco Pantani ripartì come favorito riuscendo a portarsi in testa, ma a poche tappe dalla fine venne fermato dopo la frazione di Madonna di Campiglio per valori di ematocrito fuori della norma. Il Giro andò a Gotti che bissò il successo del 1997.[4]
Tra il 1991 e il 1999 Milano non fu mai ospite della partenza del Giro ma l'arrivo fu sempre disposto a Milano. Nel 1996 il Giro partì da Atene, in Grecia e nel 1998 partì da Nizza in Francia.
2000-2012: anni recenti [modifica]
Il Giro 2000 prese il via da Roma per celebrare il Giubileo. Dopo una prima settimana dedicata ai velocisti, arrivarono le prime montagne e subito Francesco Casagrande prese la maglia rosa sull'Abetone staccando di 1'39" i primi avversari, tra cui Stefano Garzelli. Casagrande riuscì a controllare la corsa nonostante gli attacchi di Gilberto Simoni e di Garzelli; la gara si decise così nella penultima tappa, la cronoscalata del Sestriere: Garzelli, che doveva recuperare 25", inflisse al toscano un distacco di 1'52" e si aggiudicò il Giro. Terzo chiuse Simoni.[5]
L'anno dopo la corsa partì da Pescara; già al quinto giorno, sulle prime salite, alcuni big rimasero già attardati, e la maglia rosa andò a Dario Frigo.[6]
Il varesino guidò la generale per nove giorni, fino al tappone dolomitico con Marmolada e Pordoi: quel giorno Simoni staccò tutti i rivali e prese il simbolo del primato lasciando la vittoria di tappa a Julio Alberto Pérez Cuapio.[6] Frigo provò allora il sorpasso nella cronometro di Salò, ma invano, poi, tra il 6 e il 7 giugno, ecco le perquisizioni dei NAS ad Imperia: nella stanza di Frigo vennero rinvenute sostanze dopanti, il ciclista venne di conseguenza allontanato dalla gara. La tappa dell'indomani venne annullata, due giorni dopo Simoni vinse anche la frazione di Arona suggellando così il successo finale al Giro 2001.[6][7]
Nel 2002 la corsa partì nei Paesi Bassi e percorse Germania, Belgio, Francia e Lussemburgo per celebrare l'Unione Europea e l'arrivo dell'euro. Protagonista di inizio Giro fu Garzelli; ma il varesino, in rosa già dal terzo giorno, venne trovato positivo ad un diuretico e squalificato. Il simbolo del primato passò al tedesco Jens Heppner, che lo tenne per dieci giorni. A Campitello Matese vinse Simoni, ma anche lui venne squalificato per una positività alla cocaina precedente alla corsa rosa, e anche un altro big, Casagrande, dovette lasciare la gara, punito per una scorrettezza. Nell'ultima tappa alpina Paolo Savoldelli riuscì a staccare il rivale Tyler Hamilton e a prendere la maglia rosa a Cadel Evans, che invece scivolò fuori dalla Top 10; nell'ultima cronometro resisté e poté così festeggiare la vittoria finale, la prima per lui.[8][9]
L'anno seguente, dopo un inizio adatto ai velocisti, sul Terminillo Garzelli conquistò un successo di tappa e la maglia rosa. Nella frazione di Faenza andò all'attacco Simoni, abile a staccare Garzelli e a prendergli il simbolo del primato. La gara giunse alle Alpi; sullo Zoncolan Simoni staccò tutti e vinse in solitaria imponendosi successivamente anche all'Alpe di Pampeago. Con la frazione di Cascata del Toce consolidò un vantaggio già netto, andando a vincere il suo secondo Giro in tre anni.[10][11]
2004: Cunego trionfa al Giro [modifica]
Quest'edizione del Giro partiva col ricordo della tragica scomparsa di Pantani, avvenuta pochi mesi prima. I favoriti al via erano Garzelli, Simoni, Jaroslav Popovyč sul podio l'anno prima. Dopo il prologo e la prima tappa in pianura si ebbe nella seconda tappa il successo di Damiano Cunego a Pontremoli. La successiva tappa in salita vide il successo di Simoni che prese e conservò la maglia rosa sino alla settima tappa quando Cunego s'impose a Montevergine di Mercogliano strappando il simbolo del primato a Simoni. Cunego riuscì a tenere la maglia nelle tappe pianeggianti fino alla cronometro di Trieste vinta dallo specialista ucraino Serhij Hončar: la maglia rosa arrivò sulle spalle del connazionale Popovyč che riusci a tenerla in Croazia ma al ritorno in Italia fu Cunego a vincere a Falzes riconquistandosi la classifica generale. Le successive tappe videro i successi di Tonkov, Cunego e Garzelli. In queste tappe Cunego segnò un distacco tranquillizzante da Hončar e riuscì a conquistare la corsa rosa proprio davanti all'ucraino. A 3' secondi da Hončar vi era Simoni, Popovyč giunse quinto, Garzelli subito dietro mentre un giovane Tadej Valjavec si affacciava al nono posto.[12]
2005: il ritorno di Savoldelli [modifica]
Dopo il prologo e le prime frazioni erano Paolo Bettini e Danilo Di Luca a scambiarsi la maglia rosa nelle prime battute. La svolta vi fu nella tappa di Zoldo Alto quando Savoldelli conquistò la frazione e Ivan Basso la leadership temporanea. Nella tredicesima tappa vinta da Ivan Parra Savoldelli rifilò a Basso diversi secondi ed anche Di Luca guadagnò parecchi secondi su di lui anche grazie alla scorretta alimentazione effettuata il giorno prima. Nella tappa di Limone Piemonte Basso vinse la frazione e sia Simoni sia José Rujano guadagnarano preziosi secondi su Di Luca e su Savoldelli. Nella cronometro di Torino Basso riusci a vincere e recuperare secondi mentre tutto il vantaggio che Simoni e Rujano avevano preso nella tappa precedente fu annullato da Savoldelli. Nella successiva tappa a Sestriere Rujano prese secondi preziosi su Simoni, Di Luca e Savoldelli e portò il suo svantaggio da 3' a 45 ma non poté più nulla. Il giro andò a Savoldelli che vinse davanti a Simoni, Rujano e Di Luca. Hončar sul podio l'anno prima chiuse sesto. Basso non giunse nella top 10.[13]
2006: Ivan Basso [modifica]
Il Giro nell'edizione 2006 parti da Seraing in Belgio in memoria dei minatori morti nel 1956. I favoriti a Seraing erano Savoldelli, Di Luca, Cunego, Basso e Simoni. Savoldelli conquistò il prologo ma non mantenne la maglia rosa a lungo. Dopo la prima settimana Basso si scatenò dominando la corsa: vinse a Maielletta e dopo aver conservato il vantaggio già netto, arrivò dietro Jan Ullrich nella prova a cronometro di Pontedera aumentando il vantaggio. A La Thuile Basso si mise dietro Leonardo Piepoli distaccando sempre più la rivelazione spagnola José Enrique Gutiérrez e Savoldelli. A Trento Basso suggellò il proprio primato vincendo la tappa davanti a Simoni e a Piepoli e aumentando il divario fra lui e i rivali in classifica. Nella successiva frazione Basso lasciò la vittoria di tappa a Piepoli aumentando sempre più il suo vantaggio su Gutiérrez. Nella diciannovesima frazione Jens Voigt, compagno di Basso, lasciò la vittoria al compagno di fuga Juan Manuel Gárate, dopo esser stato a ruota tutto il giorno. Nella tappa dell'Aprica Simoni e Cunego tennero la ruota di Basso che nel finale li staccò e andò a vincere in solitaria. Quella vittoria però scatenò la furia di Gilberto Simoni, che, dopo essere rimasto con lui sul Mortirolo, affermò che Basso gli avrebbe chiesto di aspettarlo lungo la discesa. Basso vinse così il Giro 2006 da dominatore con quasi 10' su Gutiérrez, 12' su Simoni e più distaccati Cunego e Savoldelli.[14]
2007: vince Di Luca [modifica]
Sedici anni dopo si ripartì ancora dalla Sardegna, con una cronosquadre da Caprera a La Maddalena, per ricordare i 200 anni dalla nascita di Giuseppe Garibaldi. Dopo uno scambio di leadership nelle prime battute fra Enrico Gasparotto e Di Luca fu Marco Pinotti a conquistare il primato. Nell'undicesima tappa toccò a Andrea Noè indossare la maglia rosa che tenne per poco: a Briançon vinse Di Luca che si portò a casa la maglia. Dopo alcune frazioni si fa notare Eddy Mazzoleni che cerca di insidiare Di Luca assieme ad un giovane lussemburghese che si rivelera essere un grande talento, Andy Schleck. La svolta avviene com'era prevedibile sul Monte Zoncolan: Simoni vince battendo il compagno Piepoli e Schleck che guadagna su Di Luca e su Mazzoleni. In pratica il Giro finì lì decretando Di Luca campione davanti a Schleck, Mazzoleni, Simoni, Cunego e Riccardo Riccò.[15]
2008: il trionfo di Contador [modifica]
Il Giro partiva dalla Sicilia. Christian Vande Velde, Franco Pellizotti e Giovanni Visconti si insidiarono nella prima settimana ai vertici della classifica. Arrivano le tappe in salita ed è Emanuele Sella, a sorpresa, ad ottenere i successi al Passo di Pampeago e al Passo Fedaia. Nonostante gli attacchi di Pellizotti, Simoni, Sella e soprattutto quelli dell'agguerito Riccò, Contador si difende nelle tappe in salita riuscendo a tenere un vantaggio minimo fino alla cronometro finale quando straccia letteralmente Riccò che da 4 secondi si ritrova ad avere quasi 2 minuti di svantaggio. Marzio Bruseghin sfrutta la crono per conservare il terzo posto su Pellizotti, Denis Men'šov, Sella, Di Luca ottavo e Simoni decimo.[16]
2009: il Giro del centenario a Men'šov [modifica]
L'edizione 2009 è quella del centenario che vede la partenza a Venezia e l'arrivo della corsa rosa a Roma. Dopo la cronosquadre e le prime due tappa in pianura, nella quarta tappa si fa vivo Di Luca che conquista la frazione a San Martino di Castrozza e Denis Men'šov vince all'Alpe di Siusi. Di Luca conserva la maglia rosa nelle tappe in pianura e a Pinerolo aumenta il distacco dai rivali portandosi a casa la vittoria di tappa. Nella cronometro di Riomaggiore è Men'šov a prevalere: infatti recupera il distacco di 1'20 e guadagna anche una trentina di secondi da Di Luca che ormai è braccato anche da Levi Leipheimer. Sul Monte Petrano Men'šov e Di Luca si danno battaglia con il russo che riesce a guadagnare qualcosa con gli abbuoni. Di Luca rimonta il distacco e lo porta a meno di 20 secondi fino alla cronometro di Roma quando lo Zar (nonostante sia anche caduto) lo distacca e vince il suo primo Giro. Dietro di loro Pellizotti, Carlos Sastre, Basso, Leipheimer e Garzelli. La classifica verrà poi riscritta dai giudici a causa delle squalifiche per doping di Di Luca, prima e Pellizzotti poi.[17] Al secondo posto sale lo spagnolo Carlos Sastre e al terzo sale (dal quinto) Ivan Basso[4][18]
2010: il ritorno di Basso [modifica]
Si parte da Amsterdam, Olanda. I favoriti al via sono Bradley Wiggins, Ivan Basso, Cadel Evans, Aleksandr Vinokurov, Carlos Sastre e Stefano Garzelli. Nel prologo ha la meglio Wiggins, che nella tappa seguente cade lasciando la maglia ad Evans; l'australiano a sua volta la perderà nella giornata successiva a favore di Vinokurov. Dopo la cronosquadre diventa Vincenzo Nibali, gregario di Basso, il nuovo leader della corsa. Nella tappa di Montalcino Vinokurov riprende la maglia rosa e la tiene fino all'Aquila; quel giorno giunge al traguardo una fuga di 52 corridori, tra cui Richie Porte, che va in testa alla classifica provvisoria.
Sul Monte Grappa, vinta da Nibali, la maglia rosa va a David Arroyo, anch'egli nella fuga dell'Aquila. Arroyo resiste a Basso sullo Zoncolan dopo la cronoscalata di Plan de Corones ma deve cedere la maglia a Basso dopo la frazione all'Aprica dove il trio Scarponi-Nibali-Basso stacca il resto del gruppo e va ad involarsi con un buon vantaggio sui principali avversari. La crono finale permette a Basso di incrementare ulteriormente il vantaggio su Arroyo e di vincere il suo secondo Giro. Nibali conclude terzo, Scarponi quarto tiene dietro Evans, Vinokurov, Porte e Sastre.
2011: vittoria e squalifica per Contador, maglia rosa a Scarponi [modifica]
Il Giro dei 150 anni dell'Unità d'Italia, caratterizzato da grandi salite e poche tappe per velocisti, parte dalla Venaria Reale di Torino con una cronosquadre vinta dalla HTC-Highroad, che consegna la leadership a Marco Pinotti, con i favoriti, Contador, Nibali, Scarponi, Menchov, Kreuziger, che non perdono particolare terreno gli uni dagli altri. La 3ª tappa sconvolge la corsa: lungo la discesa dal Passo del Bocco verso Rapallo, Wouter Weylandt, corridore della Leopard-Trek, cade ad alta velocità e, nonostante i soccorsi, muore poco dopo. Per il giorno stesso e l'indomani vengono annullati i festeggiamenti di contorno al Giro e la tappa successiva viene neutralizzata. Per la cronaca, David Millar è in maglia rosa. Si giunge al primo arrivo in salita a Montevergine di Mercogliano della 7ª tappa, dove trionfa il belga De Clercq su Scarponi e Kreuziger che regolano il gruppo. Contador inizia ad accumulare il suo vantaggio già sullo strappo di Tropea (8°), sulla carta per velocisti, proseguendo il giorno seguente sull'Etna, dove rimane piantato Scarponi nel tentativo di reagire allo scatto dello spagnolo che va a trionfare all'arrivo seguito dal solo Josè Rujano, sorpresa della corsa, con Nibali e gli altri favoriti a 50". Al termine della seconda settimana Contador dà il colpo decisivo alla corsa prima con uno scatto sul Großglockner (13°), retto ancora dal solo Rujano poi vincitore di tappa, che spezza il gruppo dei migliori, con un secondo sullo Zoncolan (14ª tappa ridotta eliminando il Crostis per presunta pericolosità), stavolta contenuto da Nibali che guadagna su tutti i big, ed infine anche sul Gardeccia (15°), dove tiene botta solo Scarponi. La cronoscalata del Nevegal vede lo spagnolo allungare ulteriormente nell'ordine su Nibali e Scarponi, così come l'arrivo al Sestriere, penultima tappa, che conferma la classifica generale. Il trionfo a Milano viene coronato dalla cronometro finale che vede anche il duello tra Scarponi e Nibali per il secondo posto, vinto dal primo (a 6'10"), seguiti in classifica da Gadret, Rodriguez, Kreuziger, Rujano, Menchov, Kruijswijk e Siŭcoŭ.
La successiva squalifica per doping del vincitore, divenuta ufficiale nel febbraio del 2012[19], ha dato la maglia rosa a tavolino a Michele Scarponi[20]
2012: trionfo per Hesjedal [modifica]
| Per approfondire, vedi Giro d'Italia 2012. |
Regolamento [modifica]
I corridori gareggiano per vincere la classifica generale, ma ci sono altre tre classifiche accessorie: a punti, montagna e per il miglior giovane. Il leader di ognuna veste una maglia distintiva. Un corridore che guida più di una classifica veste la maglia più prestigiosa, mentre il secondo della classifica minore indossa la maglia subordinata.
Classifica generale [modifica]
| Per approfondire, vedi Classifica generale (Giro d'Italia). |
La classifica generale si stabilisce sommando i tempi realizzati da ogni corridore al traguardo di ogni tappa, tenendo in considerazione alcune "sottrazioni di secondi" (detti abbuoni) che vengono attribuiti ad alcuni ciclisti in queste circostanze:
| 1º | 2º | 3º | ||
|---|---|---|---|---|
| arrivo pianeggiante | 20" | 12" | 8" | |
| traguardi volanti | 6" | 4" | 2" | |
Inoltre, in caso di arrivo in volata, a tutti i ciclisti del gruppo viene dato lo stesso tempo, anche se qualcuno arriva qualche secondo dopo: in questo caso solo eventuali fuggitivi arrivati soli al traguardo o ritardatari, prendono il tempo effettivo che han impiegato. Il corridore con il miglior tempo globale al termine di ogni tappa riceve la maglia rosa e la indossa durante la tappa successiva. Il corridore che riceve la maglia rosa al termine dell'ultima tappa è il vincitore del Giro d'Italia.
Classifica a punti [modifica]
| Per approfondire, vedi Classifica a punti (Giro d'Italia). |
La maglia rossa è assegnata al termine di ogni tappa al corridore che ha accumulato il maggior numero di punti sul traguardo finale ed in quelli volanti. Attualmente, i punti assegnati al termine di ogni tappa sono:
| 1º | 2º | 3º | 4º | 5º | 6º | 7º | 8º | 9º | 10º | 11º | 12º | 13º | 14º | 15º | ||
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| arrivo/cronometro | 25 | 20 | 16 | 14 | 12 | 10 | 9 | 8 | 7 | 6 | 5 | 4 | 3 | 2 | 1 | |
| traguardi volanti | 8 | 6 | 4 | 3 | 2 | 1 | ||||||||||
Classifica scalatori [modifica]
| Per approfondire, vedi Classifica scalatori (Giro d'Italia). |
La classifica scalatori consiste in una graduatoria determinata dai punti che vengono assegnati ai ciclisti che transitano per primi al traguardo dei Gran Premi della Montagna. Per ragioni di sponsor il leader della classifica indossa la maglia azzurra che sostituisce dal 2012 la storica maglia verde. I Gran Premi della Montagna vengono classificati in sei categorie in base alla difficoltà. Dal 1965 la cima più alta del giro viene chiamata cima Coppi. I punti sono attribuiti secondo il modello seguente:
| 1º | 2º | 3º | 4º | 5º | 6º | 7º | ||
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| Cima Coppi | 21 | 15 | 9 | 5 | 3 | 2 | 1 | |
| Prima Categoria | 15 | 9 | 5 | 3 | 2 | 1 | ||
| Seconda Categoria | 9 | 5 | 3 | 2 | 1 | |||
| Terza Categoria | 5 | 3 | 2 | 1 | ||||
| Quarta Categoria | 3 | 2 | 1 | |||||
Classifica giovani [modifica]
| Per approfondire, vedi Classifica giovani (Giro d'Italia). |
La classifica giovani consiste in una graduatoria a tempi che riguarda solo i ciclisti che non hanno ancora compiuto il venticinquesimo anno di età il 1º gennaio dell'anno in corso. Il simbolo distintivo è la maglia bianca.
Altre classifiche [modifica]
Vengono assegnati anche un Premio della Combattività e altri Premi speciali.
Nel passato ci sono state anche:
Percorso [modifica]
Tipologie di tappa [modifica]
Montagna [modifica]
Le tappe in montagna sono la caratteristica principale ed il fiore all'occhiello del Giro, sono contraddistinte da una pendenza media molto elevata (con punte che a volte superano il 20%), non sempre a scapito della lunghezza, che le rende diverse da quelle del Tour ed estremamente dure, tanto che mettono alla prova i migliori scalatori al mondo, quasi i soli che, per tradizione, riescono a vincere la Corsa Rosa. Alle salite mitiche del Giro, prevalentemente dolomitiche e alpine, negli ultimi anni, specialmente sotto la spinta del patron Zomegnan, si sono aggiunte nuove ascese come lo Zoncolan e l'Etna. Sui colli lungo il percorso sono disposti i traguardi (divisi in quattro categorie di difficoltà) che assegnano punti per la maglia azzurra, indicante il miglior scalatore; inoltre ogni anno, al passo di maggior altitudine viene attribuito il titolo di Cima Coppi, mentre alla salita ritenuta più rappresentativa, dal 2004, viene assegnato il nome di Montagna Pantani.
Pianeggianti e collinari [modifica]
Il Giro è composto anche da tappe pianeggianti o di media montagna, che molto spesso prevedono, salvo eccezioni di fughe arrivate o anticipi, arrivi in volata tra i velocisti presenti in corsa; tali frazioni erano prevalentemente considerate di trasferimento per la carovana del Giro, ma nel periodo recente gli organizzatori tendono a disegnare il percorso in modo pù diversificato, nel tentativo di aumentare spettacolo ed imprevisti per il gruppo. Generalmente la tappa si svolge secondo uno schema preciso, adottato dalle squadre degli sprinter, che lasciano andar via una fuga, controllandone il vantaggio per poi riprenderla negli ultimi chilometri, organizzandosi in seguito in treni di corridori per lanciare la volata al velocista.
Cronometro [modifica]
Le cronometro, tappe in cui i corridori partono alla distanza di pochi minuti gli uni dagli altri con lo scopo di realizzare il miglior tempo finale in solitaria, sono per tradizione trascurate dalla Corsa Rosa che solitamente, salvo il prologo, ne prevede solamente una nell'arco di tre settimane, spesso breve, due se è presente una cronoscalata, effettuata in salita con le stesse regole. Il Prologo negli ultimi anni è spesso stato una cronosquadre, cui è seguita una cronoscalata e per concludere una cronometro all'ultima tappa.
Principali salite [modifica]
Inizio, fine, sconfinamenti [modifica]
Per circa mezzo secolo il Giro è iniziato e finito a Milano, città dove ha sede la Gazzetta dello Sport. Anche se con sporadiche eccezioni, questa è stata la regola fino al 1960: da quell'anno, il luogo di partenza è cambiato ogni volta. Per alcuni periodi (1965, 1966, 1968, 1970, 1973, 1975, 1981-1989) anche il luogo d'arrivo è cambiato, ma dal 1990 è stato ripristinato il tradizionale arrivo a Milano, con un circuito da ripetere più volte che funge da passerella finale.
Nell'edizione 2009, per commemorare il centenario della manifestazione, l'arrivo è avvenuto a Roma. La capitale era già stata luogo conclusivo del giro nel 1911 e nel 1950. Nell'edizione 2010 è terminato a Verona, come già avvenuto nelle edizioni 1981 e 1984. Il Giro d'Italia 2011 è iniziato a Torino, prima Capitale d'Italia, per commemorare le celebrazioni del 150º anniversario dell'Unità d'Italia.
Il Giro si svolge prevalentemente in Italia, ma non di rado sono inserite partenze o conclusioni di tappa all'estero, specialmente nei paesi confinanti o prossimi come San Marino (1965), Francia (1998), Principato di Monaco (1966), Svizzera, Austria e Slovenia. Alcune tappe si sono svolte anche in Olanda (2010), Belgio (1973, 2006), Germania (2002), Grecia (1996) e Danimarca (2012).
Albo d'oro [modifica]
Aggiornato all'edizione 2012.[21]
I patron [modifica]
Dalla sua nascita ad oggi, in quattro hanno ricoperto la carica di direttore del Giro d'Italia:
- dal 1909 al 1948: Armando Cougnet
- dal 1949 al 1992: Vincenzo Torriani
- dal 1993 al 2003: Carmine Castellano
- dal 2004 al 2011: Angelo Zomegnan
- dal 2012 ad interim: Michele Acquarone
Dal luglio 2011 è stata di fatto abolita la figura del "patron", sostituita con quella di un manager.[senza fonte]
Statistiche [modifica]
Vittorie per nazione [modifica]
| Pos. | Nazione | Vittorie |
|---|---|---|
| 1 | 68 | |
| 2 | 7 | |
| 3 | 6 | |
| 4 | 3 | |
| 5 | 3 | |
| 3 | ||
| 7 | 2 | |
| 8 | 1 | |
| 1 | ||
| 1 | ||
| 1 |
Vittorie di tappa [modifica]
| Pos. | Nome | Nazione | Vittorie |
|---|---|---|---|
| 1 | Mario Cipollini | 42 | |
| 2 | Alfredo Binda | 41 | |
| 3 | Learco Guerra | 31 | |
| 4 | Costante Girardengo | 30 | |
| 5 | Eddy Merckx | 25 | |
| 6 | Giuseppe Saronni | 24 | |
| 7 | Francesco Moser | 23 | |
| 8 | Fausto Coppi | 22 | |
| Roger De Vlaeminck | |||
| Alessandro Petacchi | |||
| 11 | Franco Bitossi | 21 | |
| 12 | Giuseppe Olmo | 20 | |
| Miguel Poblet |
Record [modifica]
Il Giro d'Italia è stato teatro di realizzazione di numerosi record nel corso della sua storia[28].
- Vittorie finali
- 5 vittorie
- 3 vittorie
Giovanni Brunero (1921, 1922, 1926)
Gino Bartali (1936, 1937, 1946)
Fiorenzo Magni (1948, 1951, 1955)
Felice Gimondi (1967, 1969, 1976)
Bernard Hinault (1980, 1982, 1985)
- 2 vittorie
Carlo Galetti (1910, 1911)
Costante Girardengo (1919, 1923)
Giovanni Valetti (1938, 1939)
Charly Gaul (1956, 1959)
Jacques Anquetil (1960, 1964)
Franco Balmamion (1962, 1963)
Giuseppe Saronni (1979, 1983)
Miguel Indurain (1992, 1993)
Ivan Gotti (1997, 1999)
Gilberto Simoni (2001, 2003)
Paolo Savoldelli (2002, 2005)
Ivan Basso (2006, 2010)
- Numero di podi
- 9 podi
Felice Gimondi con 3 vittorie, 2 secondi e 4 terzi posti
- Classifica a punti
- 4 vittorie
Francesco Moser (1976, 1977, 1978, 1982)
Giuseppe Saronni (1979, 1980, 1981, 1983)
- Classifica del Gran Premio della Montagna
- Vittorie di tappa in una sola edizione
- 12 :
Alfredo Binda (1927) - 9 :
Alessandro Petacchi (2004)
- Giorni in Maglia Rosa
- 76 :
Eddy Merckx - 60 :
Alfredo Binda
- Vittorie di tappa consecutive
- 8 :
Alfredo Binda nel Giro d'Italia 1929
- Giro più lungo
- 4 337 km nel 1954
- Giro più corto
- 2 245 km nel 1909
- Numero di partecipanti più alto
- 298 nel 1928
- Numero di partecipanti più basso
- 56 nel 1912
- Numero di corridori al termine più basso
- 8 nel 1914
- Fuga più lunga
- 222 km :
Antonio Menéndez nel 1976
- Vincitore più giovane
Fausto Coppi nel 1940 a 20 anni, 8 mesi e 25 giorni
- Vincitore più anziano
Fiorenzo Magni nel 1955 a 34 anni e 180 giorni
- Vincitore di tappa più giovane
Olimpio Bizzi nella Bari > Campobasso del 1936 a 19 anni e 299 giorni
- Vincitore di tappa più vecchio
Giovanni Rossignoli nella tappa Trieste > Milano del 1920 a 37 anni e 186 giorni
- Partecipante più vecchio
Giovanni Gerbi nel 1932 a 47 anni
- Tappa più corta (escluse le gare a cronometro)
- 31 km nel 1987 nella Sanremo > San Romolo
- Tappa più lunga
- Cronometro più corta
- 1,1 km nel 2005 nella Reggio Calabria > Reggio Calabria
- Maggior distacco fra primo e secondo classificato
- 1h57'26" :
Alfonso Calzolari su
Pierino Albini (1914)
- Minor distacco fra primo e secondo classificato
- 11" :
Fiorenzo Magni su
Ezio Cecchi (1948) - 12" :
Eddy Merckx su
Gianbattista Baronchelli (1974) - 13" :
Fiorenzo Magni su
Fausto Coppi (1955) - 16" :
Ryder Hesjedal su
Joaquim Rodríguez (2012)
Note [modifica]
- ^ Mario Spairani, 100 Anni di Ciclismo, Speciale 100 anni di Giro: 1909-1930, spaziociclismo.it, 24 maggio 2010. URL consultato in data 6 gennaio 2011.
- ^ Mario Spairani, 100 Anni di Ciclismo, Speciale 100 anni di Giro: 1931-1955, spaziociclismo.it, 24 maggio 2010. URL consultato in data 6 gennaio 2011.
- ^ Mario Spairani, 100 Anni di Ciclismo, Speciale 100 anni di Giro: 1956-1978, spaziociclismo.it, 24 maggio 2010. URL consultato in data 6 gennaio 2011.
- ^ a b c Mario Spairani, 100 Anni di Ciclismo, Speciale 100 anni di Giro: 1979-2009, spaziociclismo.it, 24 maggio 2010. URL consultato in data 6 gennaio 2011.
- ^ Luca Pellegrini, 10 anni di Giro: 2000 - Il trionfo del giovane Garzelli, spaziociclismo.it, 28 aprile 2010. URL consultato in data 6 gennaio 2011.
- ^ a b c Giro d'Italia - 2001 / La storia. centoannigiro.gazzetta.it. URL consultato in data 6 maggio 2011.
- ^ Luca Capuano, 10 anni di Giro: 2001 - La prima di Gibo, spaziociclismo.it, 29 aprile 2010. URL consultato in data 6 gennaio 2011.
- ^ Luca Pellegrini, 10 anni di Giro: 2002 - Il trionfo del Falco Bergamasco, spaziociclismo.it, 30 aprile 2010. URL consultato in data 6 gennaio 2011.
- ^ Giro d'Italia - 2002 / La storia. centoannigiro.gazzetta.it. URL consultato in data 11 maggio 2011.
- ^ Luca Capuano, 10 anni di Giro: 2003 - L'ultima volta del Pirata, spaziociclismo.it, 1 maggio 2010. URL consultato in data 6 gennaio 2011.
- ^ Giro d'Italia - 2003 / La storia. centoannigiro.gazzetta.it. URL consultato in data 11 maggio 2011.
- ^ Luca Pellegrini, 10 anni di Giro: 2004 - Il ciclone Cunego, spaziociclismo.it, 2 maggio 2010. URL consultato in data 6 gennaio 2011.
- ^ Luca Capuano, 10 anni di Giro: 2005 - Il bis del Falco, spaziociclismo.it, 3 maggio 2010. URL consultato in data 6 gennaio 2011.
- ^ Luca Pellegrini, 10 anni di Giro: 2006 - Basso il cannibale, spaziociclismo.it, 4 maggio 2010. URL consultato in data 6 gennaio 2011.
- ^ Luca Capuano, 10 anni di Giro: 2007 - Finalmente Di Luca!, spaziociclismo.it, 5 maggio 2010. URL consultato in data 6 gennaio 2011.
- ^ Luca Pellegrini, 10 anni di Giro: 2008 - Il trionfo di Contador, spaziociclismo.it, 6 maggio 2010. URL consultato in data 6 gennaio 2011.
- ^ Articolo Repubblica
- ^ Luca Capuano, 10 anni di Giro: 2009 - Il Centenario è dello Zar Denis, spaziociclismo.it, 7 maggio 2010. URL consultato in data 6 gennaio 2011.
- ^ (EN) Alberto Contador case: the consequences of the CAS ruling. 6 febbraio 2012. URL consultato in data 3 maggio 2012.
- ^ "Voglio la maglia rosa. Ma stavolta sulla strada". 3 maggio 2012. URL consultato in data 3 maggio 2012.
- ^ (FR) Giro d'Italia (Ita) - Cat. Pro-Tour. memoire-du-cyclisme.net. URL consultato in data 27 maggio 2012.
- ^ Il Giro del 1912 si disputò a squadre. Vinse il team Atala, formato da Luigi Ganna (che però non concluse il Giro), Carlo Galetti, Giovanni Micheletto ed Eberardo Pavesi.
- ^ Di Luca è risultato positivo al CERA in due controlli durante la corsa: il 20 maggio dopo la tappa di Arenzano e il 28 maggio dopo quella di Benevento. L'8 agosto anche le controanalisi hanno confermato la positività del corridore. Il 1 febbraio 2010 il CONI ha sospeso il corridore per due anni (con effetto dal 22 luglio 2009). Si veda Di Luca, doping confermato Positivo alla controanalisi, gazzetta.it, 8 agosto 2009. URL consultato in data 28 maggio 2011.
- ^ Nel marzo del 2011 l'italiano Pellizotti viene sospeso per due anni dal Tribunale Arbitrale dello Sport di Losanna per aver violate norme anti-doping. Di conseguenza, lo stesso TAS ha annullato tutti i risultati conseguiti dall'atleta dal 9 maggio 2009. Si veda (EN) The Court of Arbitration for Sport (CAS) imposes a two year ban on the Italian cyclists Pietro Caucchioli and Franco Pellizotti, tas-cas.org, 8 marzo 2011. URL consultato in data 24 aprile 2011.
- ^ In seguito alla squalifica di Contador per doping, in base alla sentenza del Tribunale Arbitrale dello Sport, allo spagnolo sono stati annullati i risultati ottenuti dal 25 gennaio 2011. Si veda (EN) Press release: CAS decision in Contador case, Uci.ch, 6 febbraio 2012. URL consultato in data 11 febbraio 2012., (EN) Alberto Contador case: the consequences of the CAS ruling, Uci.ch, 6 febbraio 2012. URL consultato in data 11 febbraio 2012.
- ^ La vittoria del Giro d'Italia 2011 fu assegnata a Michele Scarponi, secondo nella classifica generale. Si veda al riguardo (EN) Results Giro d'Italia (ITA/UWT) - 2011. URL consultato in data 18 febbraio 2012.
- ^ Le 5 vittorie relative al Giro 2007, che lo porterebbero ad un totale di 27 tappe, gli sono state revocate con provvedimento del TAS di Losanna il 6 maggio 2008. (cfr. Articolo della Gazzetta dello Sport del 6 maggio 2008)
- ^ 50 Giro facts you need to know. Cyclingnews.com. URL consultato in data 3 agosto 2010.
Bibliografia [modifica]
- Daniele Marchesini, L'Italia del Giro d'Italia, Il Mulino, 2009. ISBN 978-8815131980
Voci correlate [modifica]
- Giro Donne
- Giro d'Italia dilettanti
- Cima Coppi
- Grande Giro
- Premio della Combattività (Giro d'Italia)
- Premi speciali (Giro d'Italia)
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