Angelo Gremo

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Angelo Gremo (Torino3 dicembre 1887 – 5 agosto 1940) è stato un ciclista italiano che si mise in luce per le sue ottime doti di scalatore. Aveva un fratello minore, Felice Gremo, anch'egli ciclista di buon livello. Nonostante l'epoca fosse dominata in Italia da corridori di livello altissimo (Costante Girardengo, Giovanni Brunero, Gaetano Belloni solo per citarne alcuni), Angelo riuscì ugualmente a ritagliarsi il suo spazio nel ciclismo eroico. Passato professionista nel 1911, fece del Giro d'Italia la corsa in cui recitò maggiormente il ruolo di protagonista (prese parte a 9 edizioni portandone a termine 6): la prima partecipazione risale al 1912, l'unica corsa con la formula a squadre. Gremo si piazzò 3° nella penultima tappa e assieme alla sua squadra, la Peugeot, si classificò 2° alla fine dietro la vincitrice Atala. Due anni più tardi, nel 1914, iniziò alla grande con una stupenda vittoria nella prima tappa da Milano a Cuneo, corsa in una giornata da tregenda e che prevedeva anche la dura e temuta scalata al Sestriere. La leadership durò purtroppo per lui solamente quella giornata, visto che nella tappa successiva perse il primato a favore del futuro vincitore Alfonso Calzolari e fu costretto al ritiro. Dopo lo stop forzato dovuto allo scoppio della Prima Guerra Mondiale, si ripresentò al via del Giro nel 1919: corse nella Stucchi, la squadra di Costante Girardengo, il quale dominò in lungo e in largo quell'edizione mentre Gremo si accontentò di un 2° posto nell'ottava frazione e del 6° nella classifica finale. La miglior annata al Giro d'Italia fu nel 1920: passato nelle file della Bianchi, finì ancora una volta alle spalle del suo capitano, non più Girardengo ma l'eterno piazzato Gaetano Belloni, ma questa volta finì 2° in due tappe, conquistò la testa della classifica nella 5.a tappa mantenendola anche in quella successiva e nella classifica finale terminò al 2° posto. Nel 1921 si classificò 3° in una tappa e 5° in classifica finale, nel 1923 fu 10° mentre nel 1926, alla sua ultima partecipazione e alla soglia dei 40 anni, riuscì a terminare 8°. Oltre alle buone prestazioni al Giro d'Italia, Gremo si comportò molto bene anche in brevi corse a tappe e corse di un giorno, cogliendo alcuni successi molto importanti: la Milano-Sanremo (1919), il Giro di Romagna (1913 e 1925), il Giro dell'Emilia (1917), il Giro di Campania (1921), il Giro del Piemonte (1921), la Milano-La Spezia (1917), il Giro della Provincia di Milano (1921), la Milano-Giovi (1913) oltre ad altri buoni piazzamenti. Dopo aver concluso l'attività agonistica nel 1927, attraversò un periodo molto difficile della propria vita: a causa di un incidente perse la vista e dovette far fronte ad una condizione di estrema povertà. Tutto ciò fino alla morte, che sopraggiunse a 52 anni nell'agosto del 1940.

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