Calcio Catania

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Calcio Catania
Calcio Football pictogram.svg
Cataniastemma.png
Etnei, Rossoazzurri
Segni distintivi
Uniformi di gara
Manica sinistra
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Manica destra
Pantaloncini
Pantaloncini
Calzettoni
Casa
Manica sinistra
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Manica destra
Pantaloncini
Pantaloncini
Calzettoni
Trasferta
Manica sinistra
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Manica destra
Pantaloncini
Pantaloncini
Calzettoni
Terza divisa
Colori sociali Azzurro e Rosso (Strisce).svg rosso-azzurro
Simboli Elefante (Liotru)
Inno Catania siamo noi
Giuseppe Castiglia
Dati societari
Città Catania
Paese Italia Italia
Confederazione UEFA
Federazione Flag of Italy.svg FIGC
Campionato Serie B
Fondazione 1946
Presidente Italia Antonino Pulvirenti
Allenatore Italia Giuseppe Sannino
Stadio Stadio Angelo Massimino
(20.266[1] posti)
Sito web www.calciocatania.it
Palmarès
Titoli nazionali 1 campionato di Serie B
3 Campionati di Serie C
1 Campionati di Serie C1
1 campionato di Serie C2
Soccerball current event.svg Stagione in corso
Si invita a seguire il modello di voce
« Appena siamo entrati in campo, abbiamo capito che il verdetto era già segnato. Non giocavamo contro il Catania, ma contro un'intera città. »
(Emiliano Mondonico, dopo lo spareggio Catania-Cremonese del 25 giugno 1983 allo stadio Olimpico di Roma)

Il Calcio Catania, più semplicemente Catania, è una società calcistica italiana con sede nella città di Catania. Milita in Serie B.

Fondata il 24 settembre 1946, la squadra fu promossa per la prima volta in Serie A nel 1954. Da allora ha disputato 17 campionati italiani di massima serie, ottenendo come migliore piazzamento l'ottavo posto negli anni 1961, 1964, 1965 e 2013.

Disputa le partite interne nello stadio Angelo Massimino di Catania (20.266 posti).[1]

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Dalle origini agli anni quaranta[modifica | modifica wikitesto]

La squadra nella stagione 1933-1934.

La prima squadra di calcio della provincia di Catania venne fondata nel 1908 da Gaetano Ventimiglia col nome di Associazione Sportiva per l'Educazione Fisica Pro Patria, con maglia rosso-verde.[2] Nel 1910 la denominazione sociale cambiò in Unione Sportiva Catanese, con maglia bianco-verde. Terminato il primo conflitto mondiale, negli anni venti si iniziò con i campionati ufficiali: le formazioni cittadine di punta furono la ricostituita U.S. Catanese e la Juventus Catania F.C., in maglia grigio-verde. Nel 1920 la Catanese partecipò all'unica edizione della Coppa Federale Siciliana, nel 1927 al Campionato Catanese (vinto nel 1928-29).

Nel 1929, con l'avvento del professionismo nel calcio, la fondazione della Società Sportiva Catania,[3] da parte del console generale Santi Quasimodo, e la prima iscrizione in Seconda Divisione. Il nome è poi cambiato nel 1936 in Associazione Fascista Calcio Catania. La S.S. Catania, oltre ad essere la prima società a portare il nome della città, fu anche la prima ad indossare i caratteristici colori rosso-azzurri ripresi dal gonfalone cittadino,[3] e per questi motivi può essere considerata la vera antesignana dell'attuale Calcio Catania. Fu inoltre la prima formazione a prendere parte ai campionati nazionali, e per essa venne inaugurato nel 1937 l'attuale stadio Angelo Massimino, recante inizialmente il nome di stadio "Cibali".[2] La prima partecipazione in Serie B è del 1934-35 e prima della seconda guerra mondiale saranno altre tre le partecipazioni alla cadetteria.[2] Calciatori di rilievo di questo periodo furono i campioni del mondo Amedeo Biavati e Attilio Ferraris IV, ed il bomber Nicolò Nicolosi, autore di ben 59 reti in campionato con la maglia rossazzurra. Con la guerra, nel 1943 l'attività venne sospesa. Nel 1945, al momento della ripresa dei campionati nazionali, venne offerta la possibilità d'affiliazione al campionato di Serie B, ma a causa di un debito di poche centinaia di migliaia di lire la vecchia società non venne ricostituita.[2]

Lo scioglimento dell'A.C.F. Catania portò ad un brusco salto all'indietro l'intero calcio catanese. Dopo il risultato ottenuto nel campionato del 1945-1946 cui erano state iscritte due diverse società, la Virtus Catania e la Catanese Elefante (rispettivamente penultima e ultima) i tifosi catanesi richiedettero a gran voce il ritorno di un'unica compagine che li rappresentasse. Così il 24 settembre 1946, dalla fusione delle due squadre etnee nacque un'unica società con il nome di Club Calcio Catania, sotto la presidenza di Santi Manganaro-Passanisi.[2] Nella nuova società, oltre al cofondatore Angelo Vasta e agli ex presidenti della S.S. Catania Vespasiano Trigona, Bartolo Ferreri e Ottavio Teghini, ritroveremo non pochi giocatori del precedente sodalizio quali Gianni Mineo, Umberto Marcoccio, Nicolò Nicolosi, Nunzio Scuderi, Ivo Tesi, Armando Perrone, Gaspare Fardella e Carmelo Di Bella, in aggiunta a Giovanni Degni e Ignazio Marcoccio, rispettivamente allenatore e dirigente delle giovanili della S.S. Catania, a testimonianza della continuità storica tra le due società.

Dopo tre anni in Serie C, arrivò la promozione in B al termine del campionato 1948-49. In questa stagione infatti, nonostante la sconfitta nello spareggio finale contro l'Avellino, un caso di illecito sportivo penalizzò la squadra irpina spalancando le porte della Serie B alla società rossazzurra.[2]

Gli anni cinquanta[modifica | modifica wikitesto]

Nella stagione 1952-1953 il Catania sfiorò la promozione. I siciliani conclusero il campionato al terzo posto, due punti sotto il Legnano secondo in classifica, ma la Lega decise di ribaltare il risultato della partita Padova-Catania 1-0, poiché durante l'incontro il guardalinee fu colpito da una bottiglietta lanciata dal pubblico, anche se il match era proseguito regolarmente. Tuttavia la CAF ribaltò un'altra volta il risultato, prima che il Consiglio Federale assegnasse definitivamente la vittoria al Catania. Il Catania raggiunse così il Legnano al secondo posto. Il 28 luglio 1953 le due squadre si affrontarono a Firenze nello spareggio valevole per la promozione in Serie A, vinto dal Legnano a sorpresa (i giocatori erano già andati in ferie) per 4-1.[4] Il raggiungimento della massima serie venne però rimandato di una sola stagione: nel 1953-1954 la squadra venne promossa per la prima volta in Serie A, avendo vinto il campionato grazie anche al contributo di giocatori come Mario Bassetti, Michele Manenti, Enzo Bearzot (futuro commissario tecnico della Nazionale) e del portiere Antonio Seveso.[2]

Bruno Pizzul, centromediano nel 1958, poi più noto come telecronista

Nel suo primo campionato di A il Catania, dopo essersi rafforzato con l'arrivo del centrocampista danese Karl Aage Hansen, ottenne un buon 12º posto, ma a causa di un controverso caso d'illecito sportivo venne retrocesso in Serie B.[2] Seguirono dei campionati di B interlocutori; di rilievo solo la stagione 1956-57, in cui il Catania sfiorò la promozione perdendola solo all'ultima giornata a causa di una sconfitta contro il Modena.[2]

Nel 1959-60 arriva il ritorno in A dopo aver conseguito il terzo posto.[2] L'allenatore Carmelo Di Bella conduce alla promozione una squadra che ha nel duo di centrocampo Alvaro Biagini-Amilcare Ferretti e nella mezzala Adelmo Prenna i suoi maggiori punti di forza.

Gli anni sessanta[modifica | modifica wikitesto]

Tra il 1960 e il 1966 il Catania disputò sei stagioni consecutive nella massima serie, ottenendo per tre volte l'ottavo posto.[2] Nel 1960-1961, il Catania neopromosso chiuse addirittura al secondo posto il girone d'andata[2] e vi rimase fino alla terza giornata di ritorno, quando batté per 4-3 il Milan di Giuseppe Viani; finì poi il suo campionato all'ottavo posto. La permanenza in Serie A si protrasse per altre cinque stagioni, nelle quali il Catania si contaddistinse per alcune vittorie di assoluto prestigio, come quelle sulla Juventus per 2-0 nel 1961-1962 e per 1-0 a Torino l'anno dopo, o quella sull'Inter di Helenio Herrera nel 1960-1961, che fece coniare a Sandro Ciotti la famosa espressione «Clamoroso al Cibali».

festeggiamenti al Cibali dopo la celebre partita

In questi anni diversi giocatori si misero in luce, tra cui il portiere Giuseppe Vavassori, che fu scaricato dalla Juventus dopo la sconfitta in amichevole della Nazionale a Roma contro l'Inghilterra il 24 maggio del 1961.[2] Da citare pure il mediano Amilcare Ferretti, l'ala Giancarlo Danova, i centrocampisti Horst Szymaniak e Cinesinho e l'attaccante Salvador Calvanese. In questo periodo si possono vantare anche tre partecipazioni alla Coppa delle Alpi italo-svizzera, avvenute negli anni 1960, 1964 (dove perse la finale contro il Genoa) e 1966, e due alla Coppa dell'Amicizia italo-francese, nel 1962 e nel 1963. Tuttavia, nel stagione 1965-1966 il Catania, nonostante alcuni exploit come la vittoria sull'Inter che la stagione precedente aveva vinto scudetto, Coppa dei Campioni e Coppa Intercontinentale, arrivò penultimo e tornò in Serie B.[2]

Gli anni settanta[modifica | modifica wikitesto]

Il Catania 1976-77.

Dopo quattro stagioni in Serie B, il Catania ottiene nella stagione 1969-1970 il terzo posto e conseguentemente la terza promozione in Serie A.[2] Il nuovo presidente Massimino portò entusiasmo in città, e l'arrivo del bomber Aquilino Bonfanti rinforzò l'attacco.[2] L'atto finale della stagione al termine di una memorabile partita giocata e vinta a Reggio Calabria con la Reggina per 3-1, davanti ad uno stadio pieno quasi esclusivamente di supporters catanesi.[2] L'anno dopo, 1970-1971, la rosa risultò fin dall'inizio non essere all'altezza e il ritorno in Serie B fu immediato al termine di una stagione culminata con la morte in un incidente stradale del giovane e promettente terzino Luciano Limena.

La stagione successiva, 1971-1972, con l'arrivo degli attaccanti Fulvio Francesconi e Vito D'Amato, la squadra sembrava matura per un immediato ritorno in Serie A, ma ben nove giornate di squalifica del campo per incidenti bloccarono tutti i propositi di immediata rivalsa. Il Catania inizierà allora un lungo periodo di assenza dalla massima serie, e addirittura al termine della stagione 1973-1974 tornerà in Serie C dopo ben 25 anni. L'anno successivo il presidente Angelo Massimino tornò al timone, il campionato venne stravinto e la squadra tornò immediatamente nella serie cadetta. Memorabili rimangono nel cuore dei tifosi rossazzurri le gesta della coppia gol Ciceri-Spagnolo, del regista Guido Biondi e del portiere Zelico Petrovic. Al termine della stagione 1976-1977 ennesimo capitombolo in C al termine di un campionato perso incredibilmente nelle ultime giornate. Il Catania tenta l'anno dopo la risalita, ma viene sconfitto 2-1 dalla Nocerina nello spareggio disputato a Catanzaro. Anche nel 1978-1979 si sfiora la promozione, ma decisiva in negativo risulta la sconfitta in trasferta contro il Pisa 2-1 nella penultima giornata. Gli sforzi del presidentissimo Angelo Massimino vengono finalmente premiati la stagione successiva: i rossazzurri, capitanati da Lorenzo Barlassina, dominano il campionato e tornano in Serie B.

Gli anni ottanta[modifica | modifica wikitesto]

Ennio Mastalli e Aldo Cantarutti, protagonisti nella stagione 1982-83.

Dopo due interlocutori campionati di serie B, nella stagione 1982-1983 il Catania ottiene la sua quarta promozione in Serie A al termine di una stagione sofferta. Arrivato terzo in campionato dietro rispettivamente al Milan e alla Lazio, ed appaiato alla Cremonese ed al Como a quota 45 punti, si dovette ricorrere agli spareggi per determinare la terza squadra da promuovere.

Per la prima partita contro il Como le stime parlano di poco meno di 15.000 catanesi allo stadio Olimpico di Roma.[5] L'incontro si concluse 1-0, con rete di Angelo Crialesi.[5] La sfida tra i comaschi e i cremonesi si concluse invece senza reti.[5]

Il vero grande esodo da Catania arrivò il 25 giugno 1983 in occasione del secondo spareggio, contro la Cremonese, quando allo stadio Olimpico di Roma si recarono circa 40.000 catanesi, in quella che rappresenta una delle più numerose trasferte della storia del calcio.[6] Al Catania bastava un pareggio per ottenere la promozione e la partita finì 0-0.[5]

Una formazione del Catania durante il campionato 1983-1984

In Serie A il Catania ottiene nelle prime quattro giornate due sconfitte (un 3-1 dall'Udinese, dopo essere passato in vantaggio nella prima frazione di gioco, e un 2-1 in casa del Milan, con il decisivo gol nel finale di Alberigo Evani) e due pareggi (0-0 contro il Torino e 1-1 contro la Sampdoria), alla quinta i rossazzurri si sbloccano e vincono in casa 2-0 contro il Pisa con una doppietta di Aldo Cantarutti, portandosi così a metà classifica. Sarà l'unica vittoria in campionato, infatti arriveranno in seguito otto pareggi e diciassette sconfitte (fra cui un 5-0 a Firenze e un 6-0 a Milano contro l'Inter). A causa di quella stagione conclusasi con la retrocessione in Serie B, il Catania detiene il record del minor punteggio in classifica nei campionati a sedici squadre nella massima serie (12 punti conquistati in trenta giornate). Da quel momento iniziò un declino che porterà la squadra nuovamente in Serie C1 nel 1987-1988. Dopo alterne vicende, ci vorranno 15 anni per tornare nelle categorie superiori.

Gli anni novanta[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Caso Catania.

Dopo sei campionati di Serie C1, nel 1993 il Catania Calcio viene radiato dalla FIGC per inadempienze finanziarie. La battaglia legale che segue stabilisce che la società non è fallita ma deve ripartire (in ritardo) dall'Eccellenza Sicilia. Ripescati il primo anno, vittoriosi il secondo anno nel Campionato Nazionale Dilettanti 1994-1995 dopo un testa a testa con il Milazzo, battuto nel girone di ritorno in trasferta per 2-1 con le reti di Maurizio Pellegrino e Domenico Crisafulli. Nel 1996 muore il presidente Angelo Massimino in un incidente stradale. Il Catania riconquista la Serie C1 solo al termine della stagione 1998-1999, ancora una volta dopo un altro testa a testa sempre contro una compagine peloritana, il Messina. Il Catania era guidato in panchina da Piero Cucchi.

Gli anni duemila[modifica | modifica wikitesto]

Nel 2000 si registra l'avvento dei Gaucci al vertice della società: patron divenne Luciano Gaucci, presidente suo figlio Riccardo.[7]

Nel 2000-2001 il Catania sfiora la promozione in Serie B. Parte male e alla fine del girone d'andata c'è aria di crisi in città, ma l'allora presidente Gaucci acquista a gennaio il forte centravanti Alessandro Ambrosi, che con 12 marcature nel solo girone di ritorno contribuì a una grande rimonta che fece piazzare il Catania terzo in classifica alla fine del campionato. Vennero così disputati i play-off. Il primo scontro vide i rossazzurri impegnati contro l'Avellino, che al Partenio riuscì ad imporsi per 1-0, ma nella gara di ritorno giocata in uno stadio infuocato il team guidato da Vincenzo Guerini sconfisse i campani 2-0 con reti di Davide Cordone e Alessandro Ambrosi. La finale fu però infausta per il Catania, che giocò contro il Messina un derby che in campionato aveva vinto 4-0 all'andata e 2-0 al ritorno al Celeste di Messina. Nella finale, infatti, pareggiando all'andata 1-1 (rete per il Catania sempre di Ambrosi) e perdendo a Messina per una rete a zero il Catania diede un arrivederci alla promozione in Serie B. Il 17 giugno, proprio in occasione della finale di ritorno, perde la vita il tifoso del Messina Antonino Currò, colpito da un grosso petardo lanciato dalla curva dei sostenitori etnei.[8] Dopo anni di indagini, non fu mai trovato un colpevole ed il caso fu archiviato.

Al secondo anno, il 9 giugno 2002, il Catania conquistò la promozione in B a Taranto, pareggiando contro la squadra locale la finale di ritorno play-off dopo la vittoria per 1-0 in casa con rete di Michele Fini. La città impazzì di gioia: finiva così dopo ben 15 anni di purgatorio nelle serie minori quello che può considerarsi come uno dei periodi più bui della storia del calcio catanese.

Nel 2002-2003 la squadra del presidente Riccardo Gaucci vive un'annata storta: malgrado abbia a disposizione una rosa molto forte (con l'ex nazionale belga Luis Oliveira), i rossazzurri giocano bene in casa e perdono puntualmente in trasferta (fu soltanto una la vittoria fuori casa quell'anno, realizzata a Cagliari per 1-2). In panchina si susseguono cambi ed esoneri senza soluzione di continuità: saranno in cinque a guidare gli etnei nel corso del campionato, la coppia Maurizio Pellegrino - Francesco Graziani, l'ex "madridista" John Benjamin Toshack, Edoardo Reja e Vincenzo Guerini. Alla fine della stagione, il Catania retrocede in Serie C1, ma poi viene riammesso in seguito ad una serie di vicissitudini giudiziarie (il secondo Caso Catania).

Nel 2003-2004 la squadra viene messa in piedi in un solo giorno dal direttore sportivo Guido Angelozzi, con i giocatori scartati dalla Serie B. Tra questi c'è anche Giuseppe Mascara, reduce da un brutto infortunio, che si rivela fondamentale. Con Gabriele Matricciani e Stefano Colantuono in panchina e con alcuni buoni giocatori tra i quali Gennaro Delvecchio e Jaroslav Šedivec, la squadra sfiora la promozione in Serie A e vive un'annata positiva. A tre giornate dal termine, i Gaucci cedono la società ad Antonino Pulvirenti.

L'imprenditore catanese promette subito la massima serie in tre anni. Alla prima stagione, nel 2004-2005, l'amministratore delegato Pietro Lo Monaco deve praticamente rifondare la società ed il gruppo. Dall'Acireale arrivano in blocco Maurizio Anastasi, Massimo Lo Monaco, Ciro Polito, Orazio Russo, Andrea Suriano e l'allenatore Maurizio Costantini.[9] Poi vengono presi alcuni giocatori di rilievo per la categoria, su tutti Armando Pantanelli, Marco Ferrante e Davor Vugrinec.[2] Nonostante i grandi nomi la squadra arranca, e dopo la sconfitta casalinga con il Bari, il tecnico Costantini viene sostituito con l'esperto Nedo Sonetti. A gennaio alcuni "senatori" vengono ceduti e la squadra viene rinforzata con alcuni prestiti (Jeda, Matteo Serafini, César) e il centrocampista brasiliano Fernando Menegazzo. Il Catania riesce a scalare diverse posizioni nel girone di ritorno e cerca di salvare la stagione tentando un aggancio alla zona play-off (che sarebbe valsa automaticamente promozione in A a causa dei fallimenti del Perugia e del Torino), ma una brutta sconfitta interna con l'Empoli, alla 38esima giornata per 1-3, spegne ogni illusione rimasta. Il Catania chiude il campionato all'undicesimo posto, in compagnia di Bari ed AlbinoLeffe.

Nell'estate 2005 la svolta: viene ingaggiato il tecnico marsalese Pasquale Marino,[10] ritorna Mascara,[11] vengono acquistati Gionatha Spinesi,[12] Umberto Del Core,[12] Roberto De Zerbi,[12] Andrea Sottil,[13] Davide Baiocco[14] e altri giocatori che si inseriscono nel gruppo dei reduci del campionato precedente (tra cui Armando Pantanelli, Paolo Bianco, Cristian Silvestri, Fabio Caserta e Orazio Russo).

L'inizio della stagione però è decisamente altalenante, con buone vittorie (su tutte quella contro l'Atalanta, sconfitta per 4-1)[15] alternate a prestazioni non eccellenti. Ma dalla quindicesima giornata il Catania cambia registro, inanellando ben sei vittorie di fila rispettivamente contro Rimini, Cremonese, Verona, Modena, Pescara e Catanzaro, serie interrotta solo dal pareggio in casa dell'AlbinoLeffe. Durante il girone di ritorno il Catania riacciuffa il Mantova e lo supera anche al Massimino per 3 a 0 quando era già primo in Serie B. Così la promozione in A sembra ormai facilmente raggiungile, ma il Torino opera una prodigiosa rimonta e si porta a soli due punti dagli etnei alla trentanovesima giornata. Il Catania però non molla, batte in casa Pescara e Catanzaro (sul neutro di Lecce), rispettivamente per 3-0 e 3-1, ed il 28 maggio 2006 torna dopo un'assenza di 22 anni in Serie A, 23 dall'ultima promozione.[16] grazie al successo in casa per 2-1 sull'AlbinoLeffe con reti di Gionatha Spinesi ed Umberto Del Core.

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Scontri di Catania.
Giuseppe Mascara e Gionatha Spinesi sul pallone per il fischio d'inizio di Catania-Atalanta 0-0, 17 settembre 2006.

Dopo la promozione in Serie A, l'amministratore delegato Pietro Lo Monaco rinforzò la squadra, ingaggiando gli italiani Lorenzo Stovini,[17] Giuseppe Colucci[18] e Giorgio Corona,[19] i sudamericani Mariano Julio Izco[20] e Juan Manuel Vargas,[21] il giapponese Takayuki Morimoto[22] e il ghanese Mark Edusei,[23] ma fu anche costretto a cedere il numero 10 Roberto De Zerbi al Napoli.[24]

La stagione 2006-07 inizia bene escludendo il 7-0 con la Roma: il Catania vince molte partite e riesce a chiudere il girone di andata con 29 punti, al quarto posto. Vista la più che ottima posizione, la società decide di non rinforzare la rosa, comprando solo l'allora semisconosciuto Marco Biagianti dalla Pro Vasto, allora militante in Serie C2.[25] Alla terza giornata di ritorno, il 2 febbraio, il Catania affronta il Palermo e, alla fine della partita, all'esterno dello stadio iniziano degli scontri tra alcune persone a volto coperto e la polizia, che causano la morte dell'ispettore di polizia Filippo Raciti.[26] A seguito di tali scontri, dopo una breve sospensione del campionato, il Calcio Catania viene punito con l'obbligo di giocare le partite casalinghe a porte chiuse ed in campo neutro.[27] Inizia un periodo nero per la squadra che la porta, all'ultima giornata, ad avere totalizzato solo 9 punti in tutto il girone di ritorno. L'ultima giornata, il 27 maggio sul campo neutro di Bologna, il Catania affronta il Chievo in uno scontro diretto e, vincendo per 2-0, condanna i clivensi alla retrocessione in Serie B (le reti sono siglate da Fausto Rossini e Mauro Minelli) e conquista la salvezza, a 42 anni di distanza dall'ultima.[28] Al termine della stagione il tecnico Marino lascia la panchina del Catania per andare ad allenare l'Udinese:[29] prende il suo posto Silvio Baldini.[30]

Nell'estate 2007 la società decide di rivoluzionare la rosa. Al posto del portiere Armando Pantanelli[31] viene acquistato l'ex Real Madrid Albano Bizzarri;[32] in difesa, al posto di Gianluca Falsini,[33] viene acquistato l'esperto Christian Terlizzi,[34] mentre in attacco Giorgio Corona[35] viene sostituito dall'uruguagio Jorge Andrés Martínez.[36] Ma il vero buco da colmare è a centrocampo, quando la bandiera Fabio Caserta si accasa ai rivali del Palermo, divenendo un traditore per i tifosi.[37] Al suo posto il Catania compra Giacomo Tedesco e Cristian Llama.[38]

Nella stagione 2007-08, il girone d'andata si svolge discretamente bene per i rossazzurri, che chiudono all'undicesimo posto con 22 punti, +6 dalla zona retrocessione; contemporaneamente, eliminando Triestina, Milan ed Udinese, il Catania conquista la sua prima semifinale di Coppa Italia.[39] Nel mercato di gennaio, il Catania compra altri due difensori, Matías Silvestre e Pablo Sebastián Álvarez.[40] Tuttavia, nel girone di ritorno, la squadra subisce un forte calo di rendimento, con una serie di sconfitte in trasferta e la difficoltà a fare punti anche nelle gare casalinghe. Il 1º aprile, dopo la sconfitta in casa con il Torino, diretta concorrente per la salvezza, Baldini lascia la panchina catanese, d'accordo con la dirigenza;[41] a prendere il suo posto è Walter Zenga.[41] Il nuovo tecnico esordisce nel migliore dei modi con un secco 3-0 contro il Napoli,[42] ma si salva solo all'ultima giornata pareggiando in casa contro la Roma, nel doppio confronto a distanza scudetto-retrocessione Parma-Inter, con lo scudetto vinto da questi ultimi e la retrocessione dei parmigiani.[43]

Nel 2008-2009 viene riconfermato Walter Zenga.[44] La società si fa notare molto nel mercato estivo poiché acquista, sfruttando il buon incasso derivante dalla cessione di Juan Manuel Vargas,[2] il mediano Ezequiel Carboni dal Red Bull Salzburg, l'interno destro Pablo Ledesma (che con il Boca Juniors ha vinto 1 campionato argentino, 2 Coppe Libertadores, 1 Coppa Sudamericana e 1 Coppa Intercontinentale) e il trequartista rumeno Nicolae Dică,[45] nominato nel 2006-2007 terzo miglior giocatore della Champions League dietro a giocatori del calibro di Kakà e Cristiano Ronaldo.[46] Inoltre il Catania prende in prestito secco l'Under-21 Michele Paolucci dall'Udinese,[47] mentre dall'Argentina ritorna dal prestito Cristian Llama.[48]

La nuova stagione inizia molto bene, arrivando a toccare il primo posto in classifica per qualche ora alla 7ª giornata, con 14 punti. I risultati arrivano quasi sempre in casa, al Massimino; la vittoria conquistata contro il Torino alla 12ª giornata per 3-2 rappresenta la centesima vittoria del Catania in Serie A.[49] Fuori casa, invece, continuano le difficoltà già intraviste la scorsa stagione, tanto che alla fine del girone d'andata il Catania riesce a collezionare solamente 3 punti in trasferta. Grazie ai 22 punti raccolti in casa, il Catania al giro di boa si trova all'undicesimo posto a 25 punti, +10 dalla zona retrocessione. Nel mercato di gennaio si interviene nelle fasce difensive: vengono ceduti Gennaro Sardo e Rocco Sabato e arrivano in prestito con diritto di riscatto Ciro Capuano dal Palermo e l'ex Under-21 Alessandro Potenza dal Genoa (in compartecipazione).[50][51][52]

Nel girone di ritorno, dopo aver inizialmente attraversato il momento peggiore del campionato (2 punti in 6 partite tra gennaio e febbraio ed eliminazione in Coppa Italia a opera della Juventus), il Catania si allontana definitivamente dalla zona retrocessione con due vittorie consecutive contro Reggina e Palermo, con quest'ultima che, conseguita al Barbera di Palermo per 0-4 (con un gol di Giuseppe Mascara da centrocampo),[53] permise al Catania di ritrovare la vittoria in trasferta dopo 33 turni e stabilire il record di gol di scarto realizzati in una partita fuori casa.[53] La salvezza matematica arriva alla 35ª giornata con tre turni d'anticipo, nonostante la sconfitta casalinga contro la Fiorentina.[54] La domenica successiva, battendo il Napoli in casa, il Catania festeggia un altro record, quello dei punti conquistati in Serie A (43) da quando la vittoria è premiata con tre punti, superando il precedente record di 41 punti della stagione 2006-2007.[55] A termine di questa gara il tecnico Walter Zenga annuncia l'addio alla società;[56] al suo posto viene ingaggiato Gianluca Atzori.[57]

La stagione è da ricordare anche per la convocazione in Nazionale di Giuseppe Mascara e Marco Biagianti. Il commissario tecnico Marcello Lippi li ha chiamati per l'amichevole contro la Nazionale nordirlandese del 6 giugno 2009.[58] Mascara ha esordito dal primo minuto nel tridente con Giuseppe Rossi e Giampaolo Pazzini ed è uscito alla fine del primo tempo; Biagianti è rimasto in panchina.[59]

Da segnalare inoltre gli esordi dei giovani della primavera Vito Falconieri, Andrea D'Amico e soprattutto di Fabio Sciacca, convocato successivamente dall'Italia Under-20 per i XVI Giochi del Mediterraneo.[60] L'intento da parte della società di investire sul settore giovanile dipende anche dall'avvio dei lavori di costruzione di un Centro Sportivo di prim'ordine.[61]

La stagione 2009-2010 comincia con tre amichevoli contro il Beşiktaş (1-1),[62] il Ceahlaul (6-1)[63] e l'Utrecht (0-0).[64]

Durante la sessione estiva di mercato arrivano molti argentini: il fantasista Adrián Ricchiuti dal Rimini, il portiere della Nazionale Argentina Mariano Andújar,[65] vincitore della Copa Libertadores 2009 con l'Estudiantes, Nicolás Spolli, difensore del Newell's,[66] e Pablo Barrientos, fantasista del San Lorenzo di proprietà del FK Mosca.[67] Dal mercato italiano invece arrivano Giuseppe Bellusci dall'Ascoli,[68] Błażej Augustyn, di proprietà del Legia Varsavia in prestito al Rimini,[69] Gennaro Delvecchio, che dalla Sampdoria ritorna a Catania dopo 5 anni,[70] il centrocampista Federico Moretti[71] e il portiere Andrea Campagnolo,[72] entrambi a parametro zero. Sul fronte cessioni sono da registrare gli addii di Davide Baiocco,[73] Gionatha Spinesi,[74] Cristian Silvestri,[75] Lorenzo Stovini[76] e Albano Bizzarri.[77] Inoltre la società trova l'accordo con il Genoa per il rinnovo della comproprietà di Alessandro Potenza[78] e riscatta interamente il cartellino di Ciro Capuano dal Palermo.[79]

Il 2 agosto 2009 il Catania affronta in casa il Cagliari e la Fiorentina in Dahlia Cup, riuscendo a vincere il primo trofeo organizzato dall'emittente Dahlia TV.[80]

L'ultimo giorno di mercato, il Catania piazza gli ultimi due colpi, acquistando Simone Pesce dall'Ascoli[81] e Giovanni Marchese dal Chievo.[82] Nell'operazione Marchese rientra al Chievo Gennaro Sardo, ceduto nuovamente in prestito con diritto di riscatto.[82]

Il campionato inizia però male: alla 15ª giornata il Catania ha raccolto solo 9 punti (1 vittoria, 6 pareggi, 8 sconfitte), trovandosi all'ultimo posto insieme al Siena; il tecnico Atzori viene così esonerato e al suo posto viene ingaggiato il serbo Siniša Mihajlović.[83] Il 20 dicembre 2009, alla 17ª giornata del girone di andata, il Catania, benché ultimo in classifica, vince a Torino contro la Juventus per 2-1, grazie ai gol di Jorge Andrés Martínez al 23° su rigore e Mariano Izco al 42° del secondo tempo. Non accadeva da 46 anni e cioè dal 7 aprile 1963 che il Catania vincesse in campionato sul terreno della Juventus.[84]

Nella sessione invernale di calciomercato la società, in piena zona retrocessione, acquista l'attaccante argentino Maxi López.[85] Con l'allenatore serbo in panchina il Catania cambia marcia, e dopo la vittoria sulla Juventus, conquista 16 punti in 10 partite, distanziandosi di 5 punti dalla zona retrocessione. Il 12 marzo 2010, sconfigge in casa l'Inter capolista per 3-1, interrompendo un'assenza di successi che vedeva i rossazzurri senza vittorie sui nerazzurri da 44 anni.[86] Il turno casalingo successivo vede la squadra rossazzurra impegnata nello scontro contro la Fiorentina: il risultato finale sarà 1-0 (rete di Giuseppe Mascara al 2º minuto). Il Catania non batteva la Fiorentina da 46 anni (dal 3 maggio 1964)[87] e Giuseppe Mascara diventa il miglior bomber della storia del Catania in Serie A, superando Adelmo Prenna.[88] Due giornate dopo, il 3 aprile, il Catania si aggiudica il derby di Sicilia di ritorno contro il Palermo grazie alla doppietta del neo acquisto Maxi López.[89] Proprio Maxi López finisce la sua straordinaria stagione segnando 11 gol nonostante sia arrivato nel campionato italiano solo a gennaio.

Il Catania chiude il campionato al 13º posto con 45 punti, cifra che rappresenta il nuovo record di punti in Serie A dei siciliani, superando di due punti quello dell'anno precedente,[90] anche se nella stagione 1960-1961, assegnando tre punti a vittoria anziché due, il Catania avrebbe totalizzato 51 punti, per di più in campionato a 18 squadre invece che a 20.

Gli anni duemiladieci[modifica | modifica wikitesto]

La stagione inizia con Marco Giampaolo come allenatore, che firma un contratto biennale insieme al suo staff composto dal secondo Fabio Micarelli, il preparatore atletico professor Roberto Peressutti, il preparatore dei portieri Emilio Tuccella ed il collaboratore tecnico Lorenzo Rubinacci.[91] La rosa si contraddistingue per l'alto numero di argentini, ben 12.[92]

La squadra termina il girone d'andata a 21 punti, +3 dalla zona retrocessione. Il 19 gennaio 2011 il Catania e Giampaolo risolvono il rapporto contrattuale[93] e contestualmente viene nominato Diego Simeone quale nuovo allenatore della squadra etnea.[94] Nello stesso giorno gli etnei svolgono il loro primo allenamento nel nuovo centro sportivo della società, chiamato Torre del Grifo Village,[95] inaugurato il 18 maggio.[96]

Durante la sessione invernale di calciomercato vengono ceduti Pablo Barrientos,[97] Gennaro Delvecchio,[98] Mirco Antenucci[99] e soprattutto Giuseppe Mascara,[100] capitano nonché calciatore che con la maglia del Catania ha realizzato più gol in partite di campionato (58) e in Serie A (31).[101] Vengono altesì acquistati Francesco Lodi dal Frosinone,[102] Ezequiel Schelotto dall'Atalanta[103] e Gonzalo Bergessio dal Saint-Étienne.[104]

L'esordio di Simeone non è dei migliori: i rossazzurri ottengono solo un punto nelle prime quattro partite. La prima vittoria del nuovo tecnico arriva alla quinta, nel match casalingo con il Lecce, con gol di Matías Silvestre e doppietta su punizione di Francesco Lodi, che capovolge il risultato.[105] In 8 partite, il Catania conquista 11 punti (importante il successo nel derby di Sicilia al Massimino contro il Palermo, conclusosi con un secco 4-0,[106] e il pareggio in extratime con la Juventus[107]). Dopo la vittoria sul Cagliari per 2-0,[108] il Catania conquista la salvezza l'8 maggio, ottenendo la prima vittoria stagionale in trasferta sul campo del Brescia, che retrocede in Serie B.[109][110] Il 15 maggio, alla penultima giornata, con la vittoria all'ultimo minuto contro la Roma il Catania raggiunge l'undicesimo posto a quota 46 punti, stabilendo il suo nuovo record di punti in Serie A battendo quello di Siniša Mihajlović (45) della stagione precedente e quello di Walter Zenga (43) di due stagioni fa.[111]

Il 1º giugno viene comunicata la risoluzione consensuale del contratto con il tecnico Simeone ed il suo staff.[112]

Vincenzo Montella ex allenatore degli Etnei.

Il 9 giugno 2011 viene ufficializzato l'arrivo di Vincenzo Montella in qualità di allenatore, che con la squadra etnea firma un contratto biennale.[113]

Il 26 novembre 2011, in occasione della vittoria contro il Lecce, la prima stagionale fuori casa, il Catania taglia il traguardo delle 500 gare in Serie A.[114]

Il 31 gennaio 2012 si conclude la sessione invernale di mercato, nella quale gli etnei ingaggiano in prestito quattro giocatori (il portiere argentino Juan Pablo Carrizo dalla Lazio,[115] il terzino Marco Motta dalla Juventus,[116] il centrocampista cileno Felipe Seymour dal Genoa[117] e l'attaccante italo-nigeriano Osarimen Ebagua dal Torino[118]) e acquistano a titolo definitivo il difensore brasiliano Wellington Teixeira Dos Montes, proveniente dall'Uberaba.[119]

Il 28 aprile 2012, grazie al pareggio ottenuto nel derby contro il Palermo, supera il record stabilito la stagione precedente, arrivando a quota 47 punti. Finisce la stagione all'undicesimo posto a quota 48 punti.

Ad aprile arrivano le dimissioni di Pietro Lo Monaco da amministratore delegato del Catania, che lascerà gli etnei il 30 giugno dopo otto anni;[120] al suo posto arriva Sergio Gasparin.[121] Inoltre, la società ingaggia anche Nicola Salerno come direttore sportivo[122] e Giuseppe Bonanno come direttore tecnico, già direttore sportivo.

L'11 giugno 2012 Rolando Maran viene ufficializzato come nuovo allenatore per la stagione 2012-2013. Maran ha firmato un contratto con scadenza a giugno 2013.[123] All'esordio, il Catania ottiene un importante punto in trasferta contro la Roma e una vittoria contro il Genoa per 3-2. Il 4 novembre 2012, il Catania vince 4-0 contro la Lazio. Il 9 dicembre 2012, il Catania vince la sua prima trasferta stagionale contro il Siena per 1-3, portandosi all'ottavo posto a quota 22 punti.

Il 12 dicembre, battendo il Parma ai rigori per 4-3, dopo i tempi supplementari chiusi sull'1-1, si è qualificato per i quarti di finale di Coppa Italia.[124] Nel girone di ritorno resta a lungo in lizza per un posto in Europa League. Sabato 11 maggio 2013 batte il Pescara nella penultima di campionato per 1-0 e domenica 19 maggio 2013 pareggia 2-2 fuori casa con il Torino, firmando così il record di punti in Serie A a quota 56. Conclude il campionato all'ottavo posto, uguagliando il risultato dei campionati 1960-61 e 1964-65, e con 12 vittorie casalinghe ottiene il miglior risultato di sempre in Serie A.

Nel 2013-2014 la formazione etnea ha disputato un campionato di bassa classifica e l'11 maggio, malgrado la vittoria per 2-1 a Bologna, è retrocessa in Serie B con un turno d'anticipo dal terzultimo posto[125].

Cronistoria[modifica | modifica wikitesto]

Cronistoria del Calcio Catania
  • 1908 · Fondazione dell’Associazione Sportiva Pro Patria.

  • 1910 · Ridenominazione sociale in Unione Sportiva Catanese.


Ottavi di finale di Coppa Italia.
  • 1936 · Cambia denominazione in Associazione Fascista Calcio Catania.
  • 1936-37 · 13ª in Serie B. Red Arrow Down.svg Retrocessa in Serie C dopo aver perso lo spareggio contro il Venezia.
Quarti di finale di Coppa Italia.
Sedicesimi di finale di Coppa Italia.



Vince la Coppa delle Alpi in rappresentanza dell'Italia.

Secondo turno di Coppa Italia.
Ottavi di finale di Coppa Italia.
Quarti di finale di Coppa dell'Amicizia.
Ottavi di finale di Coppa Italia.
Quarti di finale di Coppa dell'Amicizia.
Primo turno di Coppa Italia.
Finalista di Coppa delle Alpi.
Secondo turno di Coppa Italia.
Terzo turno di Coppa Italia.
6º posto alla Coppa delle Alpi.

Primo turno di Coppa Italia.
Ottavi di finale di Coppa Mitropa.

Primo turno di Coppa Italia.
Primo turno di Coppa Italia.

Primo turno di Coppa Italia Serie C.
Primo turno di Coppa Italia Serie C.
Fase a gironi di Coppa Italia Serie C.
Quarti di finale di Coppa Italia Serie C.
Ottavi di finale di Coppa Italia Serie C.

Quarti di finale di Coppa Italia Serie C.
Fase a gironi di Coppa Italia.
Sedicesimi di finale di Coppa Italia Serie C.
Fase a gironi di Coppa Italia.
Fase a gironi di Coppa Italia.
Fase a gironi di Coppa Italia.
Primo turno di Coppa Italia.
Primo turno di Coppa Italia.
Semifinalista di Coppa Italia.
Ottavi di finale di Coppa Italia.
Quarti di finale di Coppa Italia.

Ottavi di finale di Coppa Italia.
Quarto turno di Coppa Italia.
Quarti di finale di Coppa Italia.
Ottavi di finale di Coppa Italia.
Terzo turno di Coppa Italia.

Colori e simboli[modifica | modifica wikitesto]

Colori[modifica | modifica wikitesto]

Bandiera di Catania

I colori della squadra sono "il rosso fuoco dell'Etna e l'azzurro del cielo", così come recitava lo statuto fondativo del Calcio Catania. Questi due colori erano già stati adottati per la prima volta dalla S.S Catania fondata nel 1929, i quali erano stati imposti dalle autorità cittadine del tempo modulandoli da quelli del gonfalone cittadino.

La maglia è abitualmente a bande verticali rossazzurre, ma nel corso della propria storia il Catania ha usato spesso maglie di diverso tipo. Come ad esempio quella rossa a tinta unica, usata negli anni quaranta e cinquanta, e quelle azzurra a tinta unita con bordi rossi, nei settanta e gli ottanta, queste ultime intervallate da una maglia azzurro scuro con banda trasversale rossa usata nei campionati 1959-1960 e 1960-1961 e da una bianca usata nel 1964-1965.

Negli ultimi anni l'attuale società del presidente Pulvirenti ha ripreso, da accompagnare al rosso, l'originale tonalità dell'azzurro, che non poche volte nei decenni precedenti era stato simile al blu.

Simboli ufficiali[modifica | modifica wikitesto]

Stemma[modifica | modifica wikitesto]

Simbolo presente in tutti gli stemmi del Calcio Catania dal 1946, anno della sua fondazione, è "L'Elefante" ("'U liotru" in siciliano), simbolo della città catanese.

Strutture[modifica | modifica wikitesto]

Stadio[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Stadio Angelo Massimino.

Il Catania nel corso della sua storia ha giocato le sue partite in casa in due stadi diversi. In realtà nei primissimi anni venti alcune formazioni dilettantistiche locali si confrontavano nel piazzale del Giardino Bellini, ed in seguito nel campo del dopolavoro ferroviario del quartiere Acquicella.

Dal 1930, anno della riforma dei campionati, poiché il regolamento prevedeva che ogni squadra giocasse in uno stadio con relative tribune e posti a sedere, e in attesa della costruzione del nuovo Cibali, il Catania giocò nell'impianto situato in piazza Esposizione, un campo semi-dilettantistico con una portata massima di 5.000 spettatori, ubicato nell'attuale piazza Giovanni Verga. Su un totale di 104 partite ufficiali disputate nel campo Esposizione, furono ben 84 le vittorie del Catania, a testimonianza della fama di catino quasi inespugnabile. Nel 1937 il Catania poté finalmente giocare in uno stadio adeguato, con un capienza di oltre 20.000 spettatori, chiamato Cibali (anche tutt'oggi) a causa della sua collocazione nel quartiere omonimo. Negli anni sessanta, quelli d'oro del Catania, il Cibali poteva ospitare addirittura 40.000 persone, ma nel corso degli anni, alcune modifiche per modernizzare l'impianto, come il rifacimento della Curva Sud, fecero sì che la capienza massima si riducesse progressivamente, fino ai 23.420 spettatori di oggi. Nel 2002 lo stadio è stato ribattezzato Angelo Massimino in nome del presidente più importante del Calcio Catania, morto nel 1996 in un incidente stradale. Nel 2003 l'architetto Angelo Spampinato ha presentato il progetto di un nuovo stadio chiamato Stadio dei Palici, con 33.765 posti a sedere, ma né il comune né la società hanno voluto finanziarne la costruzione. Tuttavia il progetto non è stato mai accantonato, e ancora oggi rimane in attesa di un finanziatore.

Nel febbraio 2012 il presidente Pulvirenti ha dichiarato di star lavorando al progetto del nuovo stadio con l'aiuto del Comune e della provincia di Catania. Non si sa con certezza dove verrà costruito il nuovo stadio. Probabilmente nel quartiere di Librino, e prevederà una capienza di 30.000/35.000 posti.[127]

Centro di allenamento[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Torre del Grifo Village.

Nel 2011 il Catania ha inaugurato Torre del Grifo Village, il nuovissimo centro all'avanguardia del comune catanese di Mascalucia.
Precedentemente la squadra si allenava nel centro sportivo di Massannunziata di Mascalucia.

Società[modifica | modifica wikitesto]

Organigramma societario[modifica | modifica wikitesto]

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Staff dell'area amministrativa
  • Italia Antonino Pulvirenti - Presidente
  • Italia Angelo Vitaliti - Vice presidente
  • Argentina Pablo Cosentino - Amministratore delegato
  • Italia Giuseppe Bonanno - Consigliere
  • Italia Carmelo Milazzo - Responsabile amministrativo
  • Italia Giuseppe Franchina - Responsabile pubbliche relazioni
  • Italia Giorgio Borbone - Segretario generale
  • Italia Maurizio Patti - Team manager
  • Italia Angelo Scaltriti - Direttore responsabile area editoriale
  • Italia Saverio Provenzano - Direttore Marketing & Commerciale

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Cronologia degli sponsor tecnici
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Cronologia degli sponsor ufficiali


Allenatori e presidenti[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Categoria:Allenatori del Calcio Catania e Categoria:Presidenti del Calcio Catania.
Angelo Massimino, presidente degli etnei per oltre vent'anni.
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Allenatori
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Presidenti


Giocatori[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Categoria:Calciatori del Calcio Catania.

Palmarès[modifica | modifica wikitesto]

Competizioni nazionali[modifica | modifica wikitesto]

1953-1954
1938-1939, 1948-1949 e 1974-1975
1979-1980
1998-1999
1994-1995(Girone I)

Statistiche e record[modifica | modifica wikitesto]

Partecipazione ai campionati[modifica | modifica wikitesto]

Livello Categoria Partecipazioni Debutto Ultima stagione Totale
Serie A 17 1954-1955 2013-2014 17
Serie B 34 1934-1935 2014-2015 34
Prima Divisione 4 1930-1931 1933-1934 25
Serie C 10 1937-1938 1977-1978
Serie C1 11 1978-1979 2001-2002
Seconda Divisione 1 1929-1930 5
Serie C2 4 1995-1996 1998-1999
Campionato Nazionale Dilettanti 1 1994-1995 1

In 81 stagioni sportive disputate a partire dall'esordio nel Direttorio Meridionale. Viene esclusa la pausa bellica fra il 1943 e il 1946.

Statistiche di squadra[modifica | modifica wikitesto]

Il Catania ha all'attivo tre partecipazioni alla Coppa delle Alpi (1960-1964-1966). Nella prima edizione in assoluto, nel 1960, il torneo era strutturato in due turni in cui le squadre italiane affrontavano quelle svizzere in partite di andata e ritorno; la vittoria non andava ad una singola squadra, bensì alla lega nazionale che otteneva più punti. In quell'occasione il Catania fu l'unica squadra a vincere sia la partita di andata sia quella di ritorno contro il Friburgo (2-0 in Svizzera, 7-2 al Cibali). Nel 1964 la formula cambiò e la vittoria non spettava più alla nazione ma al club, e inoltre ai club italiani e svizzeri furono aggiunti anche quelli francesi. Il Catania in quell'occasione riuscì ad arrivare fino alla finale, per poi farsi battere 2-0 dal Genoa. L'ultima partecipazione risale al 1966, dove la formula cambiò di nuovo: questa volta le squadre si trovarono in un solo girone e la vincitrice sarebbe stata la prima classificata. Il Catania concluse al sesto posto con 3 punti, frutto della vittoria contro il Basilea (1-0) e il pareggio contro il Servette (0-0).

Sempre negli anni sessanta vi furono anche due partecipazioni alla Coppa dell'Amicizia: la prima alla Coppa dell'Amicizia italo-franco-svizzera 1962 quando, dopo aver superato gli ottavi di finale ai danni del Montpellier, venne eliminato ai quarti dal Lens futuro campione; la seconda alla Coppa dell'Amicizia italo-francese 1963, venendo eliminato ai quarti di finale dal Lione.

Inoltre prese parte all'edizione 1970-71 della Coppa Mitropa, uscendo agli ottavi di finale contro gli jugoslavi del NK Čelik Zenica, futuri vincitori del torneo.

Cataniastemma.png
I record del Calcio Catania - Squadra
  • Miglior piazzamento in Serie A - 8º posto (1960-1961, 1963-1964, 1964-1965 e 2012-2013)
  • Più punti in un campionato di Serie A - 56 punti (2012-2013)
  • Più punti in un campionato di Serie B - 78 punti (2005-2006)
  • Vittoria con più gol di scarto in Serie A e vittoria casalinga con più gol di scarto in Serie A – 5-0 (contro l'Udinese il 3 ottobre 1954)
  • Vittoria in trasferta con più gol di scarto in Serie A – 0-4 (contro il Palermo il 1º marzo 2009)
  • Sconfitta con più gol di scarto in Serie A e sconfitta in trasferta con più gol di scarto in Serie A – 0-7 (contro la Roma il 19 novembre 2006)
  • Sconfitta casalinga con più gol di scarto in Serie A – 1-5 (contro la Juventus il 25 novembre 1962 e contro la Sampdoria il 23 febbraio 1964)
  • Più gol fatti in Serie A - 50 (2012-2013)
  • Meno gol subiti in Serie A - 39 (1970-1971)
  • Meno gol fatti in Serie A - 14 (1983-1984)
  • Più gol subiti in Serie A - 68 (2006-2007)

Statistiche individuali[modifica | modifica wikitesto]

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I record del Calcio Catania - Giocatori

Tifoseria[modifica | modifica wikitesto]

Storia[modifica | modifica wikitesto]

La Curva Nord.

Il tifo organizzato catanese nasce nel 1979 attorno al gruppo organizzato della Falange d'Assalto Rossazzurra, che si posizionò nella Curva Nord, seguito dalla formazione di altri gruppi quali Onda d'Urto e Giovani Rossoazzurri (alla fine degli anni ottanta), posizionatisi nella Curva Sud.[130]

Negli anni ottanta rimane memorabile la trasferta organizzata per lo spareggio contro la Cremonese per la Serie A disputato nel giugno del 1983, quando 40.000 catanesi si recarono allo stadio Olimpico di Roma.[6]

Nel 1991 alcuni ultras si spostarono dalla Nord alla Sud e fondarono il gruppo Primo Amore, poi ribattezzato Irriducibili, col quale si diede una svolta alla tifoseria che da allora sarà sempre presente in qualunque trasferta di qualsiasi categoria.[130][131]

Altro momento importante fu quello della retrocessione a tavolino in Eccellenza nel 1993 per inadempienze finanziarie. Nel 1994, infatti, il presidente Franco Proto cercò di approfittarne trasferendo il titolo della Leonzio da Lentini a Catania, dando vita all'Atletico Catania. Tuttavia i supporter rossazzurri, nonostante il Catania militasse ben due categorie più in basso, rifiutarono la presenza di una seconda squadra rendendo vano il progetto del presidente Franco Proto, che naufragò nel giro di pochi anni.

Alla fine degli anni novanta le nuove leve del tifo catanese cresciute negli anni del CND e della Serie C2 diedero vita al gruppo A Sostegno di una fede. In quegli anni la Curva Nord dello stadio catanese divenne una delle più calde e colorate d'Italia, contribuendo alle ritrovate fortune della squadra rossazzurra. Non sono mancati nel tempo incidenti con tifoserie avversarie, spesso dovuti alla presenza assidua di tifosi catanesi in tutte le trasferte, con i quali i vari gruppi ultras delle squadre di casa cercavano di "confrontarsi". Vi sono stati episodi tragici come la morte del tifoso messinese Antonino Currò,[132] e soprattutto della sera degli scontri di Catania, datata 2 febbraio 2007, in cui perse la vita l'ispettore Filippo Raciti dopo scontri tra ultras e forze dell'ordine.[26]

La squadra può contare su circa 649.000 tifosi in Italia.[133]

Rapporti con altre tifoserie[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Derby calcistici in Sicilia e Palermo-Catania.

I sostenitori del Catania si relazionano così con le altre tifoserie italiane:[134]

Organico[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Calcio Catania 2014-2015.

Rosa 2014-2015[modifica | modifica wikitesto]

Rosa, numerazione e ruoli sono aggiornati al 1º settembre 2014.[136]

N. Ruolo Giocatore
1 Italia P Alberto Frison
2 Argentina D Gino Peruzzi
3 Argentina D Nicolás Spolli (Capitano)
4 Argentina C Sergio Almirón
5 Uruguay D Alexis Rolín
6 Brasile C Raphael Martinho
7 Brasile C Marcelinho
8 Argentina C Gonzalo Escalante
9 Italia A Emanuele Calaiò
10 Italia A Alessandro Rosina
11 Argentina A Sebastián Leto
12 Italia P Giuseppe Ficara
13 Italia C Agatino Garufi
14 Slovenia A Maks Barišič
N. Ruolo Giocatore 600px Azzurro e Rosso (Strisce) con elefantino.png
15 Argentina D Gastón Sauro
16 Argentina C Adrián Calello
17 Albania A Edgar Çani
18 Argentina D Fabián Monzón
19 Argentina C Lucas Castro
20 Polonia C Michał Chrapek
21 Argentina C Fabián Rinaudo
22 Italia P Pietro Terracciano
23 Slovacchia D Norbert Gyömbér
24 Italia D Ciro Capuano
25 Argentina C Gonzalo Piermarteri
26 Italia P Luca Anania
27 Serbia C Filip Janković

Staff tecnico[modifica | modifica wikitesto]

Cataniastemma.png
Staff dell'area tecnica
  • Italia Giuseppe Bonanno - Direttore tecnico
  • Italia Giuseppe Sannino - Allenatore
  • Italia Giuseppe Irrera - Allenatore in seconda
  • Italia Giovanni Petralia
    Italia Giuseppe Colombino
    Italia Antonio Torrisi - Preparatori atletici
  • Italia Enzo Biato - Preparatore dei portieri
  • Italia Diego Caniggia - Responsabile organizzativo osservatori
  • Italia Salvatore Monaco - Responsabile tecnico area Sud America
  • Italia Dario Scozzari - Responsabile settore giovanile
  • Italia Alfio Scudero
    Italia Francesco Riso
    Italia Mauro Sammarco - Medici sociali
  • Italia Giuseppe Dispinzieri
    Italia Andrea Calì - Fisioterapisti
  • Italia Salvatore Libra
    Italia Carmelo Cotroneo - Massaggiatori

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Impianti superiori a 7500 posti, dati del Comitato Nazionale di Informazione sulle Manifestazioni Sportive, osservatoriosport.interno.it. URL consultato il 7 settembre 2009.
  2. ^ a b c d e f g h i j k l m n o p q r s La storia, ClubCalcioCatania.it. URL consultato il 27 maggio 2011.
  3. ^ a b La Storia del Calcio Catania, CalcioCatania.net. URL consultato il 27 maggio 2011. [collegamento interrotto]
  4. ^ 1952-53, ClubCalcioCatania.it. URL consultato il 7 maggio 2010.
  5. ^ a b c d 1982-1983, ClubCalcioCatania.it. URL consultato il 9 novembre 2010.
  6. ^ a b 25 giugno 1983 - Catania-Cremonese: 40.000 catanesi A Roma, calciocatania.info. URL consultato il 9 novembre 2010.
  7. ^ Il calcio a Catania, Guidasicilia.it. URL consultato il 6 dicembre 2009.
  8. ^ Corrado Maiorca, Colpito a morte allo stadio, caccia al killer in Corriere della Sera, 20 giugno 2001, p. 45. URL consultato il 6 aprile 2010.
  9. ^ Maurizio Costantini, unionetriestina.it. URL consultato il 22 dicembre 2009.
  10. ^ Contratto biennale per Marino, CalcioCatania.it, 14 giugno 2005. URL consultato il 3 novembre 2009. [collegamento interrotto]
  11. ^ Mascara, tre in rossazzurro, CalcioCatania.it, 11 agosto 2005. URL consultato il 3 novembre 2009. [collegamento interrotto]
  12. ^ a b c Spinesi, De Zerbi e Del Core in rossazzurro, CalcioCatania.it, 6 luglio 2005. URL consultato il 3 novembre 2009. [collegamento interrotto]
  13. ^ Ingaggiato Andrea Sottil, CalcioCatania.it, 30 agosto 2005. URL consultato l'8 febbraio 2010. [collegamento interrotto]
  14. ^ Davide Baiocco è del Catania, CalcioCatania.it, 14 agosto 2005. URL consultato il 3 novembre 2009. [collegamento interrotto]
  15. ^ Web Cronaca di Catania-Atalanta, CalcioCatania.it, 20 settembre 2005. URL consultato il 3 novembre 2009. [collegamento interrotto]
  16. ^ Catania ti Amo, CalcioCatania.it, 28 maggio 2006. URL consultato il 3 novembre 2009. [collegamento interrotto]
  17. ^ Stovini in rossoazzurro, CalcioCatania.it, 9 agosto 2006. URL consultato il 3 novembre 2009. [collegamento interrotto]
  18. ^ Giuseppe Colucci in rossazzurro, CalcioCatania.it, 5 agosto 2006. URL consultato il 3 novembre 2009. [collegamento interrotto]
  19. ^ Catania 'in-Corona' il suo primo acquisto, CalcioCatania.it, 16 giugno 2006. URL consultato il 3 novembre 2009. [collegamento interrotto]
  20. ^ Izco Mariano Julio in rossazzurro, CalcioCatania.it, 11 luglio 2006. URL consultato il 3 novembre 2009. [collegamento interrotto]
  21. ^ Vargas, 4 anni in rossazzurro, CalcioCatania.it, 24 agosto 2006. URL consultato il 3 novembre 2009. [collegamento interrotto]
  22. ^ Takayuki Morimoto in rossazzurro, CalcioCatania.it, 24 luglio 2006. URL consultato il 3 novembre 2009. [collegamento interrotto]
  23. ^ Mark Edusei in rossazzurro, CalcioCatania.it, 7 luglio 2006. URL consultato il 3 novembre 2009. [collegamento interrotto]
  24. ^ De Zerbi al Napoli, calcionapolinews.it, 27 giugno 2006. URL consultato il 3 novembre 2009. [collegamento interrotto]
  25. ^ Marco Biagianti in rossazzurro, CalcioCatania.it, 26 gennaio 2007. URL consultato il 3 novembre 2009. [collegamento interrotto]
  26. ^ a b Follia ultrà: un poliziotto ucciso, gazzetta.it, 2 febbraio 2007. URL consultato il 3 novembre 2009.
  27. ^ Catania, stadio chiuso fino a giugno, gazzetta.it, 27 febbraio 2009. URL consultato il 3 novembre 2009.
  28. ^ Catania, prova d'orgoglio il Chievo saluta la serie A, repubblica.it, 27 maggio 2007. URL consultato il 3 novembre 2009.
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