Calcio Catania

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

Calcio Catania S.p.A.
Calcio
Badge of Honour FIFA
Badge of Honour UEFA
Attuale campione d’Italia Campione d’Italia in carica
Detentore della Coppa Italia Detentore della Coppa Italia
Detentore della Coppa Italia di C
Detentore della Coppa Italia di D Detentore della Coppa Italia di D
Detentore della Supercoppa Detentore della Supercoppa Italiana
Attuale campione d’Europa Campione d’Europa in carica
Attuale campione del Sudamerica Campione del Sud America in carica
Campione d’Inghilterra in carica Campione d’Inghilterra in carica
Campione in carica MLS Campione in carica Major League Soccer
Detentore della U.S. Open Cup
Attuale campione del mondo Campione del mondo in carica
Detentore della Supercoppa europea Detentore della Supercoppa d’Europa
Detentore della Coppa UEFA Detentore della Coppa UEFA
Campione di Germania Campione di Germania in carica
Campione di Spagna Campione di Spagna in carica
Attuale detentore della Coppa Intertoto Detentore della Coppa Intertoto
FA Cup Detentore della FA Cup
Etnei, Rossoazzurri
Segni distintivi
Uniformi di gara
Manica sinistra
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Manica destra
Pantaloncini
Calzettoni
Casa
Manica sinistra
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Manica destra
Pantaloncini
Calzettoni
Trasferta
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Pantaloncini
Calzettoni
Terza divisa
Colori sociali: rosso-azzurro
Simboli: Elefante ('u liotru)
Inno: Alè Catania
Dati societari
Città: Catania
Paese: bandiera Italia
Confederazione: UEFA
Federazione: FIGC
Campionato: Serie A
Fondazione: 1946
Rifondazione: 1993
Presidente: Bandiera dell'Italia Antonino Pulvirenti
Allenatore: Bandiera dell'Italia Walter Zenga
Stadio: Angelo Massimino
(23.420 posti)
Sito web: www.calciocatania.it
Palmarès
Trofei nazionali:
Trofei internazionali:

Il Calcio Catania 1946 S.p.A. è la principale società calcistica di Catania. Milita in Serie A.

Indice

[modifica] La Storia

[modifica] Dalla Pro Patria alla ACF Catania(1908-1946).

La prima squadra di calcio della provincia etnea venne fondata nel 1908 da Gaetano Ventimiglia e Francesco Sturzo d'Aldobrando e si chiamava Associazione Sportiva per l'Educazione Fisica Pro Patria. Nel 1910 la denominazione sociale diventò Unione Sportiva Catanese. Negli anni 1920 si iniziò con i campionati ufficiali: nel 1920 la Catanese partecipò alla Coppa Federale Siciliana, nel 1927 al Campionato Catanese (vinto nel 1928-29).

Nel 1929 arrivò la prima iscrizione in Seconda Divisione con il nome di Società Sportiva Catania (poi cambiato in Associazione Calcio Fascista Catania). La prima stagione in Serie B è la 1934-35: prima della Seconda Guerra Mondiale saranno quattro le partecipazioni alla cadetteria. Con la guerra, la società si sciolse.

Il Campionato Catanese ed il trionfo
della US Catanese
Il Campionato Catanese ed il trionfo
della US Catanese
[{{fullurl:{{{link}}}|action=edit}} modifica]

Nel 1927, Ruggero Albanese, presidente della US Catanese e già giocatore della Pro Patria Catania, ideò ed organizzò un torneo riservato alle squadre della provincia di Catania. La prima edizione (1927-1928) non fu assegnata. Nel 1928-1929 la US Catanese vinse tutte le partite e si aggidicò quindi il Campionato Catanese (torneo conosciuto anche con il nome di Coppa Albanese). Questi i risultati della squadra:

Girone B:

  • Catanese 12 punti
  • Juventus A 8
  • Savoia 7
  • Gibel Acireale 6
  • Etna 5
  • 167 Legione 0
  • Avanguardia 0

Girone finale:

  • Catanese - Juventus A 2-0
  • Catanese - Avieri Augusta 3-0
  • Catanese - Dopolavoro 2-1
[[|Leggi...]]

[modifica] Il Club Calcio Catania (1946-1983)

Nel 1946, la squadra rinacque con il nome di Club Calcio Catania, il primo presidente fu Santi Manganaro-Passanisi. Dopo tre anni in Serie C, arrivò la promozione in B. Nel 1954 la squadra venne promossa in Serie A, con l'aiuto di Antonio Seveso, portiere cresciuto nel Milan, per la prima volta, retrocedendo subito per illecito sportivo.

Tra il 1960 e il 1966 il Catania disputò sei stagioni consecutive esaltanti nella massima serie, ottenendo per tre volte l'ottavo posto. Nel 1964 perde la finale della Coppa delle Alpi contro il Genoa. Inoltre in quegli anni il Catania batté molte squadre titolate: da lì l'espressione "clamoroso al Cibali", coniata da Sandro Ciotti.

Nel 1970-71 l'ultima stagione in Serie A prima della retrocessione dopo quasi 25 anni (1973-74) in Serie C. Angelo Massimino, il presidente che porta avanti la squadra per un ventennio, non riesce a far fare il salto di qualità alla squadra che per otto stagioni sbaraglia il campo in Serie C e rischia la retrocessione ogni anno in Serie D (CND = Campionato Nazionale Dilettanti).

[modifica] I 40.000 dell'Olimpico (1983)

Ennio Mastalli e Aldo Cantarutti, protagonisti nella stagione 1982-83.
Ennio Mastalli e Aldo Cantarutti, protagonisti nella stagione 1982-83.

Nella stagione 1982-83 il Catania ottiene la sua quarta promozione in Serie A al termine di una stagione sofferta. Dopo un grande campionato il Catania concluse al terzo posto. Le prime due posizioni furono occupate rispettivamente dal Milan e dalla Lazio a quota 54 e 52 punti. Al terzo posto, invece, oltre al Catania, si classificarono anche la Cremonese e il Como a quota 45 punti. Quindi, si dovette ricorrere agli spareggi.

Per la prima partita contro il Como le stime parlano di poco meno di 20.000 catanesi allo stadio Olimpico di Roma. Per allora (e anche per oggi) quella fu una delle trasferte più numerose. L'incontro si concluse 1-0, con rete di Angelo Crialesi. La sfida tra i comaschi e i cremonesi si concluse invece senza reti.

Il grande esodo da Catania arrivò il 25 giugno 1983, in occasione del secondo spareggio, contro la Cremonese. Se lo ricordano ancora in molti. Soprattutto i giocatori, che erano molto attaccati alle maglie e, come ha ammesso il portiere-capitano Roberto Sorrentino, furono così impressionati dal seguito di pubblico che «ancora quei 40.000 dell'Olimpico me li sogno la notte». Oggi le foto e i filmati dimostrano la qualità del colpo d'occhio. Appena l'arbitro fischiò la fine della partita si scatenò il putiferio negli spalti. Migliaia di bandiere e sciarpe rossazzurre si alzarono al cielo accompagnate da fumogeni. Massimino in quel momento si sentì male per l'intensità della gioia.

[modifica] Delusione e crollo (1983-2002)

Una formazione del Catania durante il campionato 1983-84.
Una formazione del Catania durante il campionato 1983-84.

L'impatto con la serie A sembra essere discreto: il Catania ottiene nelle prime quattro giornate due sconfitte (un 3-1 dall'Udinese, dopo essere passato in vantaggio nella prima frazione di gioco, e un 2-1 in casa del Milan, con il decisivo gol nel finale di Alberigo Evani) e due pareggi (0-0 contro il Torino e 1-1 contro la Sampdoria di un giovanissimo Roberto Mancini), alla quinta i rossazzurri si sbloccano e vincono in casa 2 a 0 contro il Pisa con una doppietta di Aldo Cantarutti, portandosi così a metà classifica . Sarà però l'unica vittoria in campionato, infatti arriverranno in seguito solo otto pareggi e diciassette sconfitte (pesantissimi il 5-0 a Firenze ed il 6-0 a Milano contro l'Inter). A causa di quella infausta stagione, il Catania detiene il record del minor punteggio in classifica nei campionati a sedici squadre nella massima serie (12 punti conquistati in trenta giornate). Da quel momento inizia un inesorabile declino che porta la squadra nuovamente in Serie C1 nel 1987-88.

Per approfondire, vedi la voce Caso Catania.

Nel 1993 il Catania Calcio rischia di scomparire: viene radiato dalla FIGC per inadempienze finanziarie. La battaglia legale che segue stabilisce che la società non è fallita ma deve ripartire (in ritardo) dall'Eccellenza Siciliana. Ripescati il primo anno, vittoriosi il secondo anno nel Campionato Nazionale Dilettanti dopo un bel testa a testa contro il Milazzo battuto nel girone di ritorno in casa sua dal Catania per 2-1 con le reti dell'allora calciatore Maurizio Pellegrino e Domenico "Mimmo" Crisafulli, il Catania riconquista la Serie C1 solo al termine della stagione 1998-99 ancora una volta dopo un altro lungo ed estenuante testa a testa sempre contro una compagine peloritana, i rivali del Messina. Quella fu' una stagione di riscatto per Il Catania che riusci' a realizzare segnature e giocate pregevoli e inusuali per la serie C, potendo contare su una grande rosa e con l'esplosione di giocatori come Umberto Brutto(nominato in quella stagione, calciatore di serie c dell'anno). Nel 2000-01 il Catania sfiora la promozione in serie B. Parte male e alla fine del girone d'andata c'è aria di crisi in città, ma l'allora presidente Gaucci acquista a gennaio il forte centravanti Alessandro Ambrosi che con 12 marcature nel solo girone di ritorno contribui a una grande rimonta che fece piazzare il Catania terzo in classifica alla fine del campionato. Si giocarono allora i Play Off. Il primo scontro vide i rossazzurri impegnati contro l'avellino, che al Partenio riusci' a imporsi per 1-0, ma nella gara di ritorno giocata in uno stadio infuocato il team guidato da Vincenzo Guerini sconfisse i campani 2-0 con reti di Davide Cordone e Alessandro Ambrosi. La finale fu pero' infausta per il Catania che gioco' contro il Messina un derby che in campionato aveva vinto 4-0 all'andata e 2-0 al ritorno al Celeste di Messina. Nella finale pero', Pareggiando all'andata 1-1( rete per il Catania sempre dell'asso Ambrosi)e perdendo a Messina per una rete a zero il Catania diede un arrivederci alla promozione in serie b. Il 17 giugno, proprio in occasione della finale di ritorno, perde la vita il tifoso del Messina Antonino Currò, colpito da un grosso petardo, del quale non è stato possibile capire la provenienza, poiché fonti volevano che a lanciarlo fossero stati tifosi del Catania ma altre, che sembravano più fondate, ritenevano che il petardo fosse scoppiato al ragazzo che tentava di lanciarlo nel settore riservato agli ospiti.

[modifica] La gestione Gaucci (2002-2004)

Fu l'avvento dei Gaucci a sancire il ritorno in serie B per i rossazzurri: patron era Luciano, presidente suo figlio Riccardo. Al secondo anno, il 9 giugno 2002, il Catania conquistò la promozione in B a Taranto, pareggiando contro la squadra locale la finale di ritorno play-off dopo la vittoria per 1-0 in casa con rete dell'attuale ala del Cagliari, Michele Fini.

Nel 2002-03 la squadra del presidente Riccardo Gaucci vive un'annata storta: malgrado abbia a disposizione una rosa molto forte (con l'ex nazionale belga Luis Oliveira), i rossazzurri giocano bene in casa e perdono puntualmente in trasferta(Fu soltato una la vittoria in trasferta quell'anno, realizzata a Cagliari, 1-2). In panchina si susseguono cambi ed esoneri senza soluzione di continuità: saranno in cinque a guidare gli etnei nel corso del campionato, la coppia Maurizio Pellegrino - Francesco Graziani, l'ex "madridista" John Benjamin Toshack, Edoardo Reja e Vincenzo Guerini. Alla fine della stagione, il Catania retrocede in Serie C1, ma poi viene riammesso in seguito ad una serie di vicissitudini giudiziarie (il Caso Catania).

Nel 2003-04 la squadra viene messa in piedi in un giorno solo dal direttore sportivo Guido Angelozzi, con i giocatori scartati dalla Serie B. Tra questi c'è anche Giuseppe Mascara, reduce da un brutto infortunio, che si rivela fondamentale. Con Gabriele Matricciani e Stefano Colantuono in panchina e con alcuni buoni giocatori tra i quali Gennaro Delvecchio e Jaroslav Sedivec, la squadra sfiora la promozione in Serie A e vive un'annata positiva. A tre giornate dal termine, i Gaucci cedono la società a Antonino Pulvirenti.

[modifica] L'avvento di Pulvirenti (2004-2006)

L'imprenditore catanese promette da subito la massima serie in tre anni. Alla prima stagione, nel 2004-05, l'amministratore delegato Pietro Lo Monaco deve praticamente rifondare la società e il gruppo. Dall'Acireale arrivano in blocco Maurizio Anastasi, Massimo Lo Monaco, Ciro Polito, Orazio Russo ed Andrea Suriano. Poi vengono presi alcuni giocatori di rilievo per la categoria, su tutti Armando Pantanelli, Marco Ferrante e Davor Vugrinec. In panchina dalla'Acireale stesso arriva Costantini. Nonostante i grandi nomi la squadra arranca , e dopo la sconfitta casalinga con il Bari , il tecnico Costantini viene sostituito con l'esperto Nedo Sonetti , a gennaio alcuni "senatori" vengono ceduti e la squadra viene rinforzata con alcuni prestiti (Jeda, Matteo Serafini, César) e il centromcapista brasiliano Fernando Menegazzo. Il Catania riesce a scalare diverse posizioni nel girone di ritorno e cerca di salvare la stagione tentando un aggancio alla zona playoff (che sarebbe valsa automaticamente promozione in A a causa dei fallimenti del Perugia e del Torino), ma una brutta sconfitta interna con l'Empoli, alla 38esima giornata per 1-3, spegne ogni illusione rimasta. Il Catania chiude il campionato all'undicesimo posto, in compagnia di Bari ed AlbinoLeffe.

Nell'estate 2005 la svolta: viene ingaggiato il tecnico Pasquale Marino, ritorna Mascara, vengono acquistati Gionatha Spinesi, Umberto Del Core, Roberto De Zerbi, Davide Baiocco e alcuni altri giocatori fondamentali che si inseriscono nel gruppo dei reduci del campionato precedente (tra cui Armando Pantanelli, Paolo Bianco, Cristian Silvestri, Fabio Caserta e Orazio Russo). L'inizio della stagione però è decisamente altalenante, con buone vittorie (su tutte quella contro l'Atalanta, liquidata con un roboante 4-1) alternate a prestazioni deludenti. Ma dalla quindicesima giornata il Catania cambia registro, inanellando ben sei vittorie di fila rispettivamente contro Rimini, Cremonese, Verona, Modena, Pescara e Catanzaro, serie interrotta solo dal pareggio in casa dell'AlbinoLeffe. Durante il girone di ritorno il Catania riacciuffa il Mantova e la promozione in A sembra ormai facilmente raggiungile, ma il Torino opera una prodigiosa rimonta e si porta a soli due punti dagli etnei alla trentanovesima giornata. Il Catania però non molla, batte Pescara e Unione sportiva Catanzaro(sul neutro di Lecce, difronte a 11.000 sostenitori rossazzurri, (rispettivamente 3-0 e 3-1) ed il 28 maggio 2006 torna dopo un'assenza di oltre 22 anni in Serie A grazie al successo per 2-1 sull'AlbinoLeffe (Gionatha Spinesi ed Umberto Del Core siglano le reti rossazzurre), pervenuta tra le mura amiche davanti a un numero incredibile di sostenitori, entrarono più di 40.000 tifosi allo stadio Angelo Massimino quel giorno. Migliaia di catanesi festeggiano nelle piazze e nelle strade della città e della provincia l'approdo del Calcio Catania nella massima serie.

[modifica] La rosa della promozione 2005-06 in Serie A

Formazione 2005-2006
Formazione 2005-2006

(*) = ceduti durante la stagione.

[modifica] Il ritorno in Serie A (2006)

Per approfondire, vedi la voce Scontri di Catania.
Giuseppe Mascara e Gionatha Spinesi sul pallone per il fischio d'inizio di Catania-Atalanta 0-0, 17 settembre 2006.
Giuseppe Mascara e Gionatha Spinesi sul pallone per il fischio d'inizio di Catania-Atalanta 0-0, 17 settembre 2006.

La stagione 2006-07 inizia nel migliore dei modi: il Catania vince molte partite e riesce a chiudere il girone di andata con 29 punti, al quarto posto. Alla terza giornata di ritorno, il 2 febbraio, il Catania affronta il Palermo e, alla fine della partita, all'esterno dello stadio iniziano degli scontri tra alcune persone a volto coperto e la polizia, che causano la morte di un ispettore di polizia. A seguito di tali scontri, dopo una breve sospensione del campionato, il Calcio Catania viene punito con l'obbligo di giocare le partite casalinghe a porte chiuse ed in campo neutro. Inizia un periodo nero per la squadra che la porta, all'ultima giornata, ad avere totalizzato solo 9 punti in tutto il girone di ritorno. L'ultima giornata, il 27 maggio sul campo neutro di Bologna, il Catania affronta il Chievo in uno scontro diretto e, vincendo per 2-0, condanna i clivensi alla retrocessione in serie B (le reti sono siglate da Fausto Rossini e Mauro Minelli) e conquista la salvezza, a 42 anni di distanza dall'ultima. Al termine della stagione il tecnico Marino lascia la panchina del Catania per andare ad allenare l'Udinese: prende il suo posto Silvio Baldini. Nella stagione 2007-08, il girone d'andata si svolge discretamente bene per i rossazzurri, che chiudono all'undicesimo posto con 22 punti, +6 dalla zona retrocessione; contemporaneamente, eliminando Milan ed Udinese, il Catania conquista la sua prima semifinale di Coppa Italia. Tuttavia, nel girone di ritorno, la squadra subisce un forte calo di rendimento, con una serie di sconfitte in trasferta e la difficoltà a fare punti anche nelle gare casalinghe. L'1 aprile, dopo la sconfitta in casa con il Torino, diretta concorrente per la salvezza, Baldini lascia la panchina catanese, d'accordo con la dirigenza; a prendere il suo posto è Walter Zenga che esordisce nel migliore dei modi con un secco 3-0 contro il Napoli. Si salva all'ultima giornata pareggiando in casa contro la Roma, nel doppio confronto a distanza scudetto-retrocessione Parma-Inter con lo scudetto vinto da questi ultimi e la retrocessione dei parmigiani.Il Catania si appresta a disputare nella stagione 2008-2009 la sua dodicesima stagione in serie A

[modifica] Giocatori celebri

Questi sono i giocatori che detengono i record più importanti:

  • Il calciatore con più presenze in campionato è Damiano Morra, 281 volte in campo tra il 1975 e il 1984.
  • I calciatori con più reti all'attivo in campionato sono Guido Klein, Adelmo Prenna e Gionatha Spinesi, autori di 47 marcature (Prenna detiene anche il primato di cannoniere del Catania in Serie A con 29 gol).
  • Il catanese che ha totalizzato più presenze in campionato è Luigi Chiavaro, 134 volte in campo tra il 1974 e il 1981.
  • Il giocatore con più presenze in serie A è Giuseppe Vavassori, 150 volte in campo con la maglia rossazzurra tra il 1961 ed il 1966

I giocatori convocati in Nazionale mentre erano tesserati con il Catania sono stati:

Altri giocatori importanti:

Ha inoltre giocato nel Catania il celebre commentatore televisivo Bruno Pizzul dal 1958 in poi fino ad essere ceduto alla Cremonese dopo circa 4 anni.

I presidenti del Calcio Catania
I presidenti del Calcio Catania
[{{fullurl:{{{link}}}|action=edit}} modifica]
  • 1946-1948 - Santi Passanisi Manganaro
  • 1948-1951 - Lorenzo Fazio
  • 1951-1954 - Arturo Michisanti
  • 1954-1956 - Giuseppe Rizzo
  • 1956-1959 - Agatino Pesce e Michele Giuffrida
  • 1959-1969 - Ignazio Marcoccio
  • 1969-1973 - Angelo Massimino
  • 1973-1974 - Salvatore Coco
  • 1974-1987 - Angelo Massimino
  • 1987-1991 - Angelo Attaguile
  • 1991-1992 - Salvatore Massimino
  • 1992-1996 - Angelo Massimino
  • 1996-2000 - Grazia Codiglione
  • 2000-2004 - Riccardo Gaucci
  • 2004-oggi - Antonino Pulvirenti
[[|Leggi...]]

[modifica] Dirigenti celebri

L'allenatore più importante della storia etnea è Carmelo Di Bella, che ha allenato il Catania per 11 stagioni, conquistando una promozione in Serie A nella stagione 1959-1960 e mantenendo la categoria per 5 campionati. Egli è strettamente legato a Ignazio Marcoccio, commissario straordinario, che, con la collaborazione di Michele Giuffrida e Silvestro Stazzone, condusse il Catania in quello che fu il suo periodo d'oro. Angelo Massimino, il Presidentissimo, è stato il presidente più amato e più odiato della storia del Catania Calcio. Ha diretto i rossazzurri per 22 stagioni, ottenendo 6 promozioni (due in Serie A) e ricostruendo la squadra dopo la radiazione. Ha dedicato la sua vita alla causa del Calcio Catania morendo in un incidente d'auto, nell'ennesimo viaggio a Palermo per perorare la causa della sua amata squadra. In sua memoria lo Stadio Cibali è stato ribattezzato Stadio Angelo Massimino, ed ogni anno ha luogo uno speciale trofeo che porta il suo nome.


[modifica] Allenatori

   
Il Catania 1976-77.
Il Catania 1976-77.
 

[modifica] Cronistoria

Cronistoria del Calcio Catania 1946
La rosa della stagione 1982-1983.
La rosa della stagione 1982-1983.
  • 1982/1983 - 3° in Serie B dopo aver vinto gli spareggi con il Como e la Cremonese, promosso in Serie A
  • 1983/1984 - 16° in Serie A, retrocesso in Serie B
  • 1984/1985 - 14° in Serie B
  • 1985/1986 - 13° in Serie B
  • 1986/1987 - 19° in Serie B, retrocesso in Serie C
  • 1987/1988 - 15° in Serie C/1 girone B dopo aver vinto lo spareggio con la Nocerina
  • 1988/1989 - 10° in Serie C/1 girone B
  • 1989/1990 - 6° in Serie C/1 girone B
  • 1990/1991 - 11° in Serie C/1 girone B
  • 1991/1992 - 6° in Serie C/1 girone B
  • 1992/1993 - 8° in Serie C/1 girone B, radiato per inadempienze con la Covisoc e con la Lega
  • 1993 - Nasce il nuovo Calcio Catania
  • 1993/1994 - 4° nell'Eccellenza siciliana girone A, ripescato in C.N.D.
  • 1994/1995 - 1° nel C.N.D. girone I, promosso in Serie C2
  • 1995/1996 - 8° in Serie C/2 girone C
  • 1996/1997 - 4° in Serie C/2 girone C, eliminato ai playoff dalla Turris
  • 1997/1998 - 10° in Serie C/2 girone C
  • 1998/1999 - 1° in Serie C/2 girone C, promosso in Serie C1
  • 1999/2000 - 7° in Serie C/1 girone B
  • 2000/2001 - 3° in Serie C/1 girone B, perde la finale dei playoff contro il Messina
  • 2001/2002 - 3° in Serie C/1 girone B, promosso in Serie B dopo i playoff
  • 2002/2003 - 17° in Serie B, viene ripescato su sentenza del TAR di Catania
  • 2003/2004 - 9° in Serie B
  • 2004/2005 - 13° in Serie B
  • 2005/2006 - 2° in Serie B, promosso in Serie A
  • 2006/2007 - 13° in Serie A
  • 2007/2008 - 17° in Serie A



Le stagioni del Calcio Catania in Serie A

[modifica] Campionati disputati

In 75 stagioni sportive a partire dal debutto a livello nazionale in Serie C nel 1930. Sono compresi 4 campionati di Serie C2 e una stagione post fallimentare a livello regionale.

[modifica] Campionati nazionali

  • 12
  • 33
  • 29
  • 1

[modifica] Campionati regionali

[modifica] Rosa 2008/2009

Portieri
1 Bandiera dell'Argentina Albano Bizarri
12 Bandiera della Slovacchia Tomas Kosicky
22 Bandiera dell'Italia Ciro Polito
Difensori
2 Bandiera dell'Italia Gennaro Sardo
3 Bandiera dell'Italia Rocco Sabato
5 Bandiera dell'Argentina Matías Silvestre
6 Bandiera dell'Italia Lorenzo Stovini
14 Bandiera dell'Argentina Pablo Sebastian Alvarez
20 Bandiera dell'Italia Christian Terlizzi
21 Bandiera dell'Italia Cristian Silvestri
23 Bandiera dell'Italia Marcello Gazzola
? Bandiera dell'Italia Mauro Minelli
Centrocampisti
4 Bandiera dell'Argentina Ezequiel Alejo Carboni
8 Bandiera dell'Argentina Pablo Ledesma
13 Bandiera dell'Argentina Mariano Julio Izco
17 Bandiera dell'Argentina Cristian Llama
18 Bandiera dell'Italia Marco Biagianti
19 Bandiera dell'Italia Giacomo Tedesco
29 Bandiera dell'Italia Davide Baiocco (Capitano)
32 Bandiera dell'Italia Giuseppe Colucci
? Bandiera del Ghana Mark Edusei
Attaccanti
7 Bandiera dell'Uruguay Jorge Martinez
9 Bandiera dell'Italia Michele Paolucci
10 Bandiera della Romania Nicolae Dica
11 Bandiera dell'Italia Giuseppe Mascara
15 Bandiera del Giappone Takayuki Morimoto
16 Bandiera dell'Italia Andrea Catellani
24 Bandiera dell'Italia Gionatha Spinesi
25 Bandiera dell'Argentina Julian Di Cosmo
26 Bandiera dell'Italia Mirko Antenucci
28 Bandiera del Brasile Babù
Allenatore
Bandiera dell'Italia Walter Zenga
Vice Allenatore
Bandiera dell'Italia Pino Irrera


[modifica] Voci correlate

[modifica] Altri progetti

  • Collabora a Wikinotizie Articolo su