Angelo Massimino

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« Sto andando in un paese che non vi dico, a comprare due campioni brasiliani. »
(Angelo Massimino[1])
Angelo Massimino festeggia la promozione in Serie B del Catania al termine della stagione 1979-1980

Angelo Massimino (Catania, 16 gennaio 1927Scillato, 4 marzo 1996) è stato un imprenditore e dirigente sportivo italiano.

È stato presidente del Calcio Catania per quasi venticinque anni.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Dopo aver fatto fortuna in Argentina nel settore edilizio, Massimino tornò a Catania negli anni cinquanta e iniziò praticamente subito ad interessarsi di calcio, entrando nella dirigenza del Catania con Arturo Michisanti presidente. Nel 1969 divenne presidente e conquistò subito la Serie A grazie ad un grande allenatore come Egizio Rubino e ad una squadra che poteva contare su Aquilino Bonfanti e altri elementi di categoria superiore. Sull'onda emotiva della promozione fu eletto consigliere comunale al Comune di Catania. La squadra però non resse l'impatto con la categoria e finì ultima. I due anni successivi, in Serie B, furono abbastanza travagliati e i tifosi lo spinsero a dimettersi.

Ritornato alla presidenza nell'estate 1974, conquistò subito un'altra promozione con Rubino in panchina. Da quel momento iniziò un lungo saliscendi: retrocessione in Serie C nel 1977, promozione in Serie B nel 1980, ancora una promozione in Serie A (1982-83), con l'allenatore Gianni Di Marzio e i giocatori Roberto Sorrentino, Aldo Cantarutti, Claudio Ranieri e Ennio Mastalli, e seguente ritorno in B (1983-84). L'ultima retrocessione in Serie C1 (1986-87) gli fu fatale: ancora una volta i tifosi lo costrinsero a cedere la società.

Ritornò come un salvatore della patria per evitare il fallimento: ci riuscì nel 1992, ma nel 1993 la società rossazzurra fu esclusa dal proprio campionato di appartenenza per un ritardo nel pagamento di una fidejussione. La battaglia giudiziaria che seguì, passata alla storia come il secondo caso Catania, lo portò a ottennere l'ammissione della società in Eccellenza (il secondo livello dei campionati dilettantistici). Iniziò la nuova scalata verso la A con due promozioni consecutive. Durante il primo campionato in Serie C2, ai primi di marzo, la città venne dolorosamente scossa dal tragico incidente automobilistico in cui perse la vita sulla Catania-Palermo. La moglie dello scomparso, Grazia Codiglione, mantenne la direzione del Catania insieme ai parenti più vicini. I suoi funerali furono un evento seguito da migliaia e migliaia di persone.

Il Presidentissimo, come era soprannominato,[2] fu un personaggio molto attaccato alla squadra e alla città. I suoi modi burberi e autoritari lo videro spesso in conflitto con il tifo, ma i suoi sforzi per i rossazzurri sono sempre stati in buona fede. A lui è intitolato lo stadio Cibali di Catania dal 2002 e anche un trofeo che viene disputato ogni estate dal 2000.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Cristian Vitali, Calciobidoni - Non comprate quello straniero, Piano B Edizioni, giugno 2010.
  2. ^ "Marca Liotru", amore rossoazzurro TGcom, 26 dicembre 2006.

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Alessandro Russo. Angelo Massimino, una vita per (il) Catania. Geo Edizioni, Empoli, 2007.