Stato Islamico dell'Iraq e del Levante

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Stato Islamico
الدولة الإسلامية
Stato Islamicoالدولة الإسلامية – Bandiera Stato Islamicoالدولة الإسلامية - Stemma
Stato Islamico dell'Iraq e del Levante - Localizzazione
Territorio a status conteso
Motivo del contenzioso Stato autoproclamatosi indipendente dal 3 gennaio 2014 (dichiaratosi califfato dal successivo 29 giugno)
Situazione de facto conflitto in corso
Posizione dell'ONU non riconosce l'indipendenza
Posizione dello Stato Islamico
Dichiarazione d'indipendenza 3 gennaio 2014
Nome completo Califfato dello Stato Islamico dell'Iraq e del Levante
Nome ufficiale الدولة الإسلامية في العراق والشام
Governo califfato islamico
Capo di Stato Abu Bakr al-Baghdadi
Riconoscimenti internazionali nessuno
Motto Bāqiyah wa-Tatamaddad(باقية وتتمدد)
"Conservare ed espandere"
Posizione dell'Iraq
Sintesi della posizione non riconoscimento dell'indipendenza; rivendicazione dell'intero territorio come parte integrante dello Stato
Posizione della Siria
Sintesi della posizione non riconoscimento dell'indipendenza; rivendicazione dell'intero territorio come parte integrante dello Stato
Informazioni generali
Lingua arabo
Capitale/Capoluogo al-Raqqa[1] (196.529 ab. / 2009)
Area km²
Popolazione 52.082.197 ab.
Continente Asia (Medio Oriente)
Fuso orario UTC+3

Lo Stato Islamico dell'Iraq e del Levante (in arabo: الدولة الإسلامية في العراق والشام, al-Dawla al-Islāmiyya fī al-ʿIrāq wa al-Shām, a volte tradotto come Stato Islamico dell'Iraq e della Grande Siria), spesso abbreviato con l'acronimo inglese ISIL[2], ISIS[3] o in arabo: داعش, Dāʿish, è uno stato non riconosciuto e un gruppo jihadista attivo in Siria e in Iraq. Questo nel giugno 2014 ha proclamato la nascita dello Stato Islamico[4], con califfo il suo comandante Abu Bakr al-Baghdadi.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Guerra civile siriana e Guerra d'Iraq.

Dopo aver autoproclamato la propria sovranità politica su Siria e Iraq, lo Stato Islamico proclamato l'intenzione di allargare il suo progetto di dominio, come suggerisce la stessa inclusione del "Levante" nella denominazione, anche su Giordania, Israele, Palestina, Libano, Kuwait, Cipro e una zona meridionale della Turchia (l'ex Vilayet di Aleppo)[5][6]. Attivo tuttora nella guerra civile siriana e in Iraq, dove ha occupato nel gennaio 2014 la città di Falluja, lo Stato Islamico è colpevole di numerosi crimini contro l'umanità.

Questa organizzazione jihadista si è unita ad al-Qāʿida nel 2004 prendendo il nome di al-Qāʿida in Iraq. Oggi è capeggiata da Abū Bakr al-Baghdādī. Il rapporto tra al-Qāʿida in Iraq e al-Qāʿida si incrina nel 2005, quando emergono tensioni legate alla brutalità delle operazioni gestite dall'allora leader Abū Muṣʿab al-Zarqawī, che rischiano di alienare il sostegno popolare al gruppo[7]. La definitiva rottura delle relazioni con al-Qāʿida avviene nell'aprile del 2013 quando Ayman al-Zawāhirī disconosce l'appartenenza dell'ISIL al gruppo islamista, riconoscendo invece il Fronte al-Nusra come emanazione ufficiale di al-Qāʿida in Siria[8]. L'azione di disconoscimento viene ribadita nuovamente a febbraio 2014 con un comunicato di al-Qāʿida diffuso via web[9]. al-Qāʿida ha giudicato troppo estremi i propositi del movimento.[10]

L'obiettivo di ISIL è quello di imporre la Sharīʿa nei territori controllati e di realizzare un grande califfato islamico sunnita, riunendo le regioni a maggioranza sunnita di Siria e Iraq, all'interno di un unico Stato.[11]

La sera del 29 giugno 2014 l'ISIS ha proclamato la restaurazione del Califfato islamico, [12] con Abū Bakr al-Baghdādī come califfo.

Rivendicazioni territoriali[modifica | modifica sorgente]

Territori dello Stato Islamico
Territorial control of the ISIS.svg

██ Territori controllati dallo Stato Islamico

██ Territori rivendicati dallo Stato Islamico

██ Restanti territori di Iraq e Siria

Il 13 ottobre 2006, nel video della proclamazione dello Stato Islamico dell'Iraq, il gruppo avanzò pretese sulle provincie di Baghdad, Anbar, Diyala, Kirkuk, Salah al-Din, Ninawa, e su parte della provincia di Babilonia[13]. Dal 2013, l'elenco comprende anche regioni siriane di Al Barakah, Al Kheir, Al Raqqah, Al Badiya, Halab, Idlib, Hama, Damasco e parte della fascia costiera siriana[14].

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ (EN) ISIS on offense in Iraq in Al-Monitor, 10 giugno 2014. URL consultato il 13 luglio 2014.
  2. ^ sigla che sta per "Islamic State of Iraq and the Levant"
  3. ^ sigla di "Islamic State of Iraq and Syria" oppure "Islamic State of Iraq and al-Sham"
  4. ^ Adam Withnall, Iraq crisis: Isis declares its territories a new Islamic state with 'restoration of caliphate' in Middle East, The Indipendent, 30 giugno 2014.
  5. ^ (EN) THE SHORT ANSWER: What is ISIS? in Wall Street Journal, 12 giugno 2014. URL consultato il 3 luglio 2014.
  6. ^ (EN) ISIS or ISIL? The debate over what to call Iraq’s terror group in The Washington Post, 18 giugno 2014. URL consultato il 3 luglio 2014.
  7. ^ A Revolt Within the al Qaeda Movement | Terrorism | World - Right Side News
  8. ^ http://www.aljazeera.com/news/middleeast/2013/06/2013615172217827810.html
  9. ^ Siria-Iraq, al Qaeda disconosce l'Isil: "Non è un nostro gruppo, noi siamo vicini al Fronte al-Nusra" - Quotidiano Net
  10. ^ http://www.presstv.com/detail/2014/02/07/349703/isis-too-extreme-for-alqaeda/
  11. ^ Battle to establish Islamic state across Iraq and Syria - Middle East - World - The Independent
  12. ^ http://www.tgcom24.mediaset.it/mondo/2014/notizia/iraq-isis-annuncia-califfato-islam_2054304.shtml annuncio via Internet della nuova istituzione del Califfato.
  13. ^ Bill Roggio, The Rump Islamic Emirate of Iraq, Long War Journal, 16 ottobre 2006.
  14. ^ Bill Roggio, ISIS' 'Southern Division' praises foreign suicide bombers, Long War Journal, 9 aprile 2014.