Al-Raqqa

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al-Raqqa
città
الرقة
al-Raqqa – Veduta
Localizzazione
Stato Siria Siria[1]
Governatorato al-Raqqa
Distretto al-Raqqa
Territorio
Coordinate 35°57′N 39°01′E / 35.95°N 39.016667°E35.95; 39.016667 (al-Raqqa)Coordinate: 35°57′N 39°01′E / 35.95°N 39.016667°E35.95; 39.016667 (al-Raqqa)
Abitanti 196 529[2] (2009)
Altre informazioni
Fuso orario UTC+2
Cartografia
Mappa di localizzazione: Siria
al-Raqqa

al-Raqqa (in arabo: الرقة, traslitterabile anche ar-Raqqa) è una città della Siria, capoluogo del governatorato omonimo. In passato era conosciuta come Callinico. Viene considerata la capitale dello Stato Islamico dell'Iraq e del Levante. Dal 2014 la città è controllata dall'Isis.[3]

Storia[modifica | modifica wikitesto]

La Porta di Baghdad

La città fu fondata dal re seleucide Seleuco II Callinico, che la chiamò Kallinikos (in latino Callinicum). Divenne forte militare romano (con il nome di Nicephorium) almeno dai tempi di Settimio Severo, se non prima.

Passata sotto il dominio bizantino, la città fu conquistata assieme a tutta la Siria dagli Arabi musulmani, all'epoca del secondo califfo ʿUmar b. al-Khaṭṭāb (reg. 634-644).
Nelle sue vicinanze (a Ṣiffīn) fu combattuto lo storico scontro tra il califfo ʿAlī b. Abī Ṭālib e il ribelle deposto governatore siriano, Muʿāwiya b. Abī Sufyān.

Nel corso del successivo periodo abbaside, divenne per 13 anni circa, dal 796 all'809, la capitale de facto del califfato, in quanto funzionale al desiderio di Hārūn al-Rashīd di condurre da lì operazioni militari su vasta scala contro il nemico bizantino, nella speranza di una vittoria definitiva (mai realizzata) contro il suo potente avversario cristiano.[4]

La Qalʿat di Jaʿbar b. Sābiq al-Qushayrī (conquistatore della città in epoca selgiuchide), costruita sulla sponda sinistra del medio Eufrate, di fronte a Siffin

Con la morte di Hārūn e la successiva guerra civile tra i due suoi figli, al-Amīn e al-Maʾmūn, al-Raqqa rientrò in un anonimato dal quale non riuscì più del tutto a emergere.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ De facto sotto il controllo dell'Isis.
  2. ^ (EN) Stima World Gazetter
  3. ^ (EN) www.al-monitor.com
  4. ^ Claudio Lo Jacono, Storia del mondo musulmano (VII-XVI secolo). Volume I. Il Vicino Oriente, Einaudi, Torino 2003, p. 191.

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