London Bridge

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London Bridge
London Bridge.jpg
Stato Regno Unito Regno Unito
Città Londra
Attraversa Tamigi
Coordinate 51°30′29″N 0°05′16″W / 51.508056°N 0.087778°W51.508056; -0.087778Coordinate: 51°30′29″N 0°05′16″W / 51.508056°N 0.087778°W51.508056; -0.087778
Mappa di localizzazione: Londra
Tipo ponte
Materiale calcestruzzo armato precompresso, ponte a trave
Lunghezza 262 m
Larghezza 32 m
Altezza 16 m
Progettisti Corporazione della Città di Londra, City Bridge Trust
Costruzione 1967-1972
 

London Bridge è un ponte sul Tamigi a Londra, che collega la City of London al borgo londinese di Southwark. Si trova tra il Cannon Street Railway Bridge e il Tower Bridge; forma anche il limite occidentale del Pool of London (bacino di Londra). Il London bridge originale, chiamato ora Old London Bridge, era uno dei ponti più famosi del mondo. Fu l'unico ponte sul Tamigi a valle di Kingston fino all'apertura del Putney Bridge nel 1729.

Sul lato sud del ponte si trovano la Southwark Cathedral e la stazione della metropolitana London Bridge. Sul lato nord ci sono il Monumento al grande incendio di Londra e la stazione della metropolitana Monument station.

Il ponte è parte della A3 road, che è mantenuta dalla Greater London Authority,[1] anche se il ponte in sé è mantenuto dalla proprietà, il City Bridge Trust, una struttura indipendente controllata dalla City of London Corporation.

Il Tower Bridge viene spesso erroneamente chiamato "London Bridge".[2]

L'area tra il London Bridge e il Tower Bridge, nella parte sud del Tamigi, è gestita dalla compagnia "London Bridge Business Improvement District" (BID).

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Un ponte esisteva in corrispondenza del sito attuale già durante il periodo di occupazione romana dell'area, circa 2 000 anni fa. Il primo ponte sul Tamigi nell'area di Londra, probabilmente un ponte di barche ad uso militare, è stato costruito in legno dai romani attorno al 50 d.C. I Britanni locali fondarono accanto ad esso un piccolo insediamento commerciale, la città di Londinium. Sia il ponte che l'insediamento furono distrutti nel 60 d.C. durante una rivolta guidata dalla regina Budicca. La vittoria però fu di breve durata e ben presto i Romani sconfissero i ribelli e costruirono una nuova città protetta da mura, parte delle quali è ancora visibile nell'area. La nuova città ed il ponte furono costruiti intorno la posizione attuale del ponte, fornendo accesso ai porti della costa sud attraverso Stane Street (l’odierna A3) e Watling Street (l’odierna A2). Il ponte cadde in rovina dopo la partenza dei Romani. Poiché anche Londinium fu abbandonata, non c’era più necessità di un ponte in quella posizione e durante il periodo dei Sassoni il fiume divenne il confine politico tra i regni ostili di Mercia e Wessex. Con le invasioni vichinghe e la riconquista da parte dei sovrani del Wessex e con la rioccupazione della città romana da parte di Alfredo il Grande, sorsero di nuovo le condizioni politiche per l’esistenza di un ponte controllato dai Sassoni che attraversasse il luogo. Tuttavia non ci sono riscontri archeologici circa l’esistenza di un ponte prima del regno di Etelredo II e dei suoi tentativi di fermare le invasioni delle truppe di Sweyn I di Danimarca nel decennio 990. Nel 1014, secondo una tradizione scaldica molto successiva, il ponte fu abbattuto dal principe norvegese Olaf II che stava aiutando il re Etelredo in un riuscito tentativo (se vero) di dividere le truppe danesi che detenevano la città di Londra e Southwark, riuscendo a riconquistare Londra per il re anglosassone. La prima testimonianza scritta dell’epoca circa l’esistenza di un ponte sassone risale al 1016, quando fu attraversato dalle navi di Re Canuto I per riconquistare il trono di Edmondo II. Il London Bridge ricostruito dai normanni fu distrutto nel 1091 da una tempesta di elevata intensità nota come il Tornado di Londra del 1091. La riparazione o sostituzione del ponte avvenne per opera di Guglielmo II, attraverso i lavori forzati, insieme ai lavori per la nuova Cattedrale di Saint Paul e della Torre di Londra. Il ponte venne distrutto di nuovo, stavolta da un incendio, nel 1136.

"Vecchio" (medievale) London Bridge[modifica | modifica wikitesto]

Un'incisione di Claes Van Visscher che mostra il vecchio London Bridge nel 1616, con la Southwark Cathedral sullo sfondo. Sopra la "porta di Southwark" si vedono le teste dei giustiziati infilzate.

A seguito della distruzione del 1136 qualche lavoro di ricostruzione fu effettuato durante il regno di Stefano d'Inghilterra, presumibilmente lungo gli stessi confini istituiti da Guglielmo II. Con l’ascesa al trono di Enrico II d'Inghilterra ci fu un tentativo di regolarizzare la manutenzione del ponte attraverso l’istituzione di una corporazione monastica nazionale che la supportasse, di fatto attraverso la vendita delle indulgenze. Esistono prove dell’esistenza a Londra anche di corporazioni locali non autorizzate, aventi il medesimo scopo. Nel 1163 Peter de Colechurch fu nominato “Guardiano della Confraternita per il Ponte”, riunendo in questa carica tutti i provvedimenti precedentemente adottati. Nel 1173 egli propose di sostituire il ponte in legno con uno di pietra, quasi certamente per far fronte alla diffusione del culto di Thomas Becket ed al relativo pellegrinaggio a Canterbury attraverso il ponte. La costruzione cominciò sotto la direzione di de Colechurch nel 1176. Al centro del ponte fu anche costruita una cappella dedicata a Becket, recentemente martirizzato e canonizzato. La "Cappella di San Tommaso" divenne più imponente delle chiese della città alta e aveva addirittura un ingresso a livello del fiume per i pescatori e per i traghettatori. Il nuovo ponte fu completato nel 1209, dopo 33 anni, durante il regno di Giovanni d'Inghilterra. Giovanni autorizzò la costruzione di abitazioni sul ponte in modo da avere un’entrata diretta per la sua manutenzione. Raffigurazioni dell’epoca mostrano edifici alti addirittura fino a 7 piani. Inoltre insieme alle abitazioni sorsero moltissime botteghe.

Il ponte medievale aveva 19 piccole arcate, un ponte levatoio ed un posto di controllo all’estremità sud. Data la loro strettezza, le arcate costituivano un parziale sbarramento del Tamigi, limitando il flusso dell’acqua e quindi rendendo il fiume maggiormente suscettibile a congelamento durante l’inverno a causa del rallentamento delle correnti. La corrente fu ulteriormente ostacolata dall’aggiunta di ruote idrauliche per l’azionamento di pompe sotto le due arcate nord, e per il funzionamento di macine sotto le due arcate sud. Ciò produsse violente rapide tra i pilastri del fiume, in quanto il divario tra i livelli dell’acqua su ogni lato poteva arrivare addirittura a 2 metri. Solo i coraggiosi o i temerari provavano a manovrare le imbarcazioni tra i pilastri e molti annegarono nel tentativo di farlo. Come diceva il proverbio “I saggi passano sopra il ponte, i pazzi passano sotto”.[3]

La decisione di Re Giovanni di permettere la costruzione di botteghe commerciali sul ponte rallentò il traffico attraverso di esso. Le case e le botteghe occupavano spazio e attiravano folla e, se un carro si rompeva o qualche animale si imbizzarriva, poteva volerci fino ad un’ora per attraversare il ponte. Per questo i pedoni spesso utilizzavano le dozzine di traghetti fluviali che trasportavano velocemente i londinesi da riva a riva. Sebbene il ponte fosse largo circa 8 m. gli edifici costruiti sopra occupavano circa 2 m. su ogni lato della strada, ed alcuni di loro sporgevano di altri 2 m. sul fiume. La parte di strada riservata al passaggio era quindi ridotta ad appena 4 m., cosicché cavalli, carri e pedoni dividevano tra loro uno spazio di appena 2 m. per ciascuno dei due sensi di marcia. C’erano poi pochi punti liberi da case e botteghe dove le persone potevano isolarsi dal traffico e godere una veduta del fiume e delle rive di Londra. Quasi duecento attività commerciali si allineavano lungo il ponte; nessuna però vendeva birra in quanto tale bevanda doveva essere conservata in cantine che sul ponte non potevano esserci. I commercianti vivevano sopra le loro botteghe e vendevano le merci al piano terra. Le finestre fungevano da vetrine e sopra ogni negozio era appesa un’insegna che aveva la forma della mercanzia venduta in modo che anche gli analfabeti potessero riconoscerla. Molti degli ultimi piani di abitazioni e negozi erano costruiti a ponte sulla strada così da essere collegati agli edifici dal lato opposto, conferendo in questo modo alla strada l’aspetto di un tunnel.

I cancelli venivano chiusi all’ora del coprifuoco ed il ponte era considerato un posto sicuro per vivere e per i commerci. Anche se era sotto la giurisdizione della chiesa St. Magnus della città di Londra e della chiesa di St Olave di Southwark, la comunità del ponte costituiva quasi una città a sé. Nel 1284, dopo annose dispute legali, la Città di Londra ne guadagnò il controllo esclusivo ed istituì il "City Bridge Trust", un fondo per mantenere il ponte attraverso le vecchie rendite e le nuove dotazioni.

Questa nicchia è uno dei frammenti rimasti del vecchio London Bridge che fu demolito nel 1831.

Diverse arcate del ponte crollarono nel corso degli anni e le abitazioni furono date alle fiamme durante la Rivolta dei contadini del 1381 e la ribellione di Jack Cade del 1450, nel corso della quale una violenta battaglia fu combattuta sul ponte. Il cancello nord (New Stone Gate) fu sostituito dalla Nonesuch House nel 1577. Il cancello sud (Stone Gateway) divenne il sito di una delle vedute più famose di Londra: l’esibizione delle teste mozzate dei traditori, impalate su forconi e immerse nel catrame per proteggerle dagli agenti atmosferici. La testa di William Wallace fu la prima ad essere esposta sul cancello nel 1305, dando inizio ad una tradizione che sarebbe continuata per altri 335 anni. Tra le altre famose teste inforcate ci furono Jack Cade nel 1450; Tommaso Moro e il vescovo John Fisher nel 1535, Thomas Cromwell nel 1540. La pratica venne alla fine interrotta nel 1660, in seguito alla Restaurazione di Re Carlo II. Gli edifici costruiti sul London Bridge aumentarono il rischio di incendi e gravarono di maggior peso le arcate, contribuendo al verificarsi dei numerosi disastri occorsi al ponte. Nel 1212 un grosso incendio si sviluppò contemporaneamente su entrambe le estremità intrappolando nel mezzo ed uccidendo circa 3.000 persone. Un altro grosso incendio scoppiò nel 1633, distruggendo la porzione settentrionale del ponte, cosa che però lo protesse dal Grande incendio di Londra del 1666. Nel il traffico era diventato così intenso che il sindaco decretò che "tutti i veicoli che da Southwark entravano in città tenessero il lato ovest del ponte e tutti i veicoli che uscivano dalla città tenessero il lato est". Questa ordinanza è stata identificata come la possibile origine della regola inglese di guidare tenendo la sinistra. [senza fonte] Alla fine negli anni 1758-62 gli edifici furono rimossi insieme alle due arcate centrali, che furono sostituite da un’arcata più ampia per migliorare la navigazione sul fiume.


"Nuovo" (XIX secolo) London Bridge[modifica | modifica wikitesto]

Il nuovo London Bridge ai primi anni 1890

Alla fine del XVIII secolo fu evidente che il vecchio London Bridge, che aveva all'epoca oltre 600 anni, doveva essere sostituito in quanto era stretto, decrepito e bloccava il traffico fluviale. Nel 1799 si svolse una gara per progetti per il nuovo ponte, aggiudicata dall'ingegnere Thomas Terlford che propose un ponte ad arcata unica in ferro, ampia 180 m. Tuttavia questo progetto non fu mai utilizzato per incertezze sulla fattibilità e per le dimensioni del terreno necessario per la costruzione. Il ponte venne alla fine sostituito con una struttura a 5 arcate in pietra, progettata dall'ingegnere John Rennie padre. Il nuovo ponte fu costruito 30 m. a monte del sito originale, con un costo di 12.000.000 sterline, e fu completato da John Rennie figlio tra il 1824 e il 1831. Il vecchio ponte continuò ad essere utilizzato fino ad ultimazione del nuovo e, dopo l'apertura di quest'ultimo nel 1831, venne demolito.

Il ponte di Rennie era lungo 283 m. e largo 16 m. e fu costruito con granito di Haytor. L'apertura ufficiale avvenne il 1º agosto 1831 ed al banchetto cerimoniale parteciparono anche Re Guglielmo IV e la Regina Adelaide. Nel periodo 1902-04 il ponte fu ampliato da 16 a 20 m. nel tentativo di decongestionare il cronico traffico fluviale di Londra. Questi lavori di ampliamento si rivelarono però troppo pesanti per le fondamenta del ponte, infatti fu scoperto in seguito che il ponte affondava di circa 3 cm. ogni 10 anni. Nel 1924 la parte est del ponte era di circa 8–10 cm. più bassa di quella ovest e divenne presto evidente che la struttura doveva essere rimossa e sostituita con una più moderna.

Vendita del "Ponte di Rennie" agli Stati Uniti[modifica | modifica wikitesto]

Il vecchio London Bridge di Rennie durante la ricostruzione a Lake Havasu nel marzo 1971

Il 18 aprile 1968, il ponte di Rennie fu venduto all'imprenditore statunitense Robert P. McCulloch, della McCulloch Oil, per 2.460.000 dollari. Una diffusa leggenda metropolitana racconta che egli credeva erroneamente di acquistare il maggiormente imponente Tower Bridge, sebbene McCulloch abbia smentito il fatto.[4] Durante lo smontaggio del ponte, ogni pezzo fu numerato per facilitarne il riassemblaggio, e i segni di questa numerazione sono visibili ancora oggi. Il ponte venne ricostruito a Lake Havasu City Arizona e ri-inaugurato il 10 ottobre 1971. La ricostruzione del London Bridge di Rennie si estende sopra un canale artificiale che porta da Lake Havasu a Thomson Bay e costituisce il fulcro di un parco tematico in stile inglese completo di un centro commerciale in finto stile Tudor. Il London Bridge di Rennie è diventato la seconda maggior attrazione turistica dell'Arizona, dopo il Grand Canyon.

Ponte attuale[modifica | modifica wikitesto]

London Bridge con il Gherkin ("il cetriolo") sullo sfondo

L'attuale London Bridge è stato progettato dalla società di ingegneria Mott, Hay and Anderson. I lavori di costruzione durarono dal 1967 al 1972, e fu inaugurato dalla regina Elisabetta II il 17 marzo 1973.[5]

È composto da tre arcate con travi inscatolate in cemento armato precompresso, per una lunghezza totale di 283 m. Le luci per l'illuminazione sono state ricavate da cannoni di epoca napoleonica. Il ponte è stato costruito per essere funzionale e resistente e per tale motivo è sensibilmente meno decorato rispetto agli altri ponti sul Tamigi. Il costo per la costruzione di 4 milioni di sterline è stato finanziato interamente dall'ente di beneficenza City Bridge Trust.
Il ponte moderno è stato costruito esattamente nella stessa posizione del ponte di Rennie, che rimase in funzione mentre le prime due travate a monte e a valle venivano costruite. Il traffico venne quindi trasferito sulle due nuove travate e il vecchio ponte fu demolito per consentire l'aggiunta delle due travate centrali.[6]

Nel 1984 la nave da guerra inglese HMS Jupiter entrò in collisione con il London Bridge, procurando danni significativi tanto al ponte quanto alla nave.

Le immagini dell'attuale London Bridge appaiono spesso in film, notiziari e documentari per mostrare la moltitudine di pendolari che si recano a lavoro a Londra dalla London Bridge Station. Un esempio abbastanza recente è Hugh Grant che attraversa il ponte da nord a sud la mattina durante l'ora di punta nel film del 2002 About a boy.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Statutory Instrument 2000 No. 1117 - The GLA Roads Designation Order 2000, Government of the United Kingdom. URL consultato il 30 marzo.
  2. ^ Image Search for 'London Bridge', Google. URL consultato il 30 marzo.
  3. ^ Rev. John Ray, "Book of Proverbs", 1670, cited in Jackson, p.77
  4. ^ How London Bridge Was Sold To The States (from This Is Local London)
  5. ^ Where Thames Smooth Waters Glide
  6. ^ Yee, plate 65 and others

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Jackson, Peter, "London Bridge - A Visual History", Historical Publications, revised edition, 2002, ISBN 0-948667-82-6
  • Murray, Peter & Stevens, Mary Anne, "Living Bridges - The inhabited bridge, past, present and future", Royal Academy of Arts, London, 1996, ISBN 3-7913-1734-2
  • Pierce, Patricia, "Old London Bridge - The Story of the Longest Inhabited Bridge in Europe", Headline Books, 2001, ISBN 0-7472-3493-0
  • Yee, Albert, "London Bridge - Progress Drawings", no publisher, 1974, no ISBN

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