Enel

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Enel S.p.A.
Logo
Stato Italia Italia
Tipo Società per azioni
Borse valori Borsa Italiana: ENEL
Fondazione 27 novembre - 6 dicembre 1962 a Roma
Fondata da Governo italiano
Sede principale Roma
Gruppo Gruppo Enel
Persone chiave
Settore produzione, distribuzione e vendita di energia, servizi
Prodotti Elettricità, Gas naturale
Fatturato Red Arrow Down.svg75.791 milioni [1] (2014)
Risultato operativo Red Arrow Down.svg3.087 milioni [1] (2014)
Utile netto Red Arrow Down.svg517 milioni [1] (2014)
Dipendenti 68.961[1] (2014)
Sito web www.enel.com

Enel (in origine ENEL, acronimo di Ente nazionale per l'energia elettrica) è un'azienda multinazionale produttrice e distributrice di energia elettrica e di gas. Venne istituita come ente pubblico a fine 1962, nel 1992 trasformata in società per azioni[2] e nel 1999, in seguito alla liberalizzazione del mercato dell'energia elettrica in Italia, privatizzata.[3] Lo Stato italiano, tramite il Ministero dell'Economia e delle Finanze, resta comunque il principale azionista e a maggio 2015 detiene il 25,50% del capitale sociale.[4]

Enel è la 56ª azienda al mondo per fatturato con 80,5 miliardi di euro[5] e una capitalizzazione di borsa di 31 miliardi di euro.[6][7] A fine 2013 contava circa 71.000 dipendenti, il 48% dei quali in Italia, in leggero calo rispetto all'anno precedente[8]

Indice

Storia[modifica | modifica wikitesto]

1898–1962: verso una politica nazionale dell'energia elettrica[modifica | modifica wikitesto]

La centrale idroelettrica di Rocchetta a Volturno

La produzione di energia elettrica in Italia nel 1898 era di 100 milioni di chilowattore[9][10][11] e arrivò ad oltre 56 miliardi nel 1960.[12][13] La gran parte della produzione di energia elettrica sfruttò le caratteristiche del territorio, ovvero le risorse idrogeologiche[14][15], ad opera di oltre 1.200[16][17][18] aziende private locali o di ambito regionale o legate a soggetti industriali.[19][20][21][22][23][24]

Lo stato sovvenzionò la realizzazione di centrali elettriche e delle opere territoriali connesse al fine di incrementare la produzione di energia elettrica .[25][26][27] Nell'ambito della distribuzione lo stato intervenne nel 1961 con l'unificazione delle tariffe su base nazionale per uguali classi di consumo (attraverso la cassa conguaglio per il settore elettrico[28][29]) e imponendo alle aziende elettriche l'allacciamento a chiunque ne facesse richiesta.[20][24][30][31][32][33][34][35][36][37]

Nel 1962 si procedette all'istituzione dell'Ente per l'energia elettrica con l'obiettivo di fare dell'energia elettrica uno strumento di sviluppo del paese e di definire una politica nazionale dell'energia elettrica, anche sulla base delle esperienze di altri paesi quali Francia e Gran Bretagna.[34][35][38][39][40][41]

1962: istituzione dell'Ente per l'energia elettrica[modifica | modifica wikitesto]

marchio Enel (1963-1982)

Agli inizi del 1962 il Governo Fanfani IV ricevette la fiducia dal parlamento italiano e assunse l'impegno di proporre entro 3 mesi dalla fiducia un provvedimento di unificazione del sistema elettrico nazionale.[39][42][43][44][45] Nella seduta della Camera dei deputati del 26 giugno 1962 venne presentato il disegno di legge di una legge delega che sancì i princìpi e le modalità per l'istituzione dell'Ente per l'energia elettrica (E.N.E.L.).[18][46][47][48]

Enel avrebbe acquisito tutte le attività delle aziende operanti nella produzione, trasformazione, trasmissione e distribuzione di energia elettrica, fatto salvo alcune eccezioni, quali gli autoproduttori ovvero aziende che producevano più del 70% di energia elettrica in funzione di altri processi produttivi (a cui successivamente furono equiparate anche le aziende municipalizzate[42]), o le piccole aziende che non producevano più di 10 milioni di chilowattore per anno.[49][50][51][52][53][54]

A compensazione delle acquisizioni, vennero definite le modalità di valutazione del valore delle aziende e venne istituito un indennizzo da corrispondere in 10 anni ai creditori al tasso di interesse del 5,5%.[51][55] Il 1962 venne considerato un esercizio di transizione in cui tutti gli oneri ed i proventi delle aziende acquisite sarebbero stati trasferiti ad Enel, mentre il 1963 segnò il primo anno di esercizio dell'azienda.[56][57][58][59]

Le prime acquisizioni interessarono le seguenti aziende:[60]

1963–1970: ammodernamento e sviluppo della rete[modifica | modifica wikitesto]

I primi di obiettivi di Enel furono l'ammodernamento e lo sviluppo della rete elettrica con la costruzione delle dorsali ad alta tensione, i collegamenti internazionali, i collegamenti con le isole, l'elettrificazione delle zone rurali e la realizzazione del centro nazionale di dispacciamento, finanziati anche tramite l'emissione, nel 1965, di obbligazioni garantite dallo stato per un valore di oltre 200 miliardi di lire.[65][66] Nel 1967 la sorveglianza di Enel passò dal Comitato dei Ministri al comitato interministeriale per la programmazione economica (CIPE) sempre di concerto con il Ministero dell'Industria.[51][67][68] In questo periodo inoltre la produzione di energia termoelettrica superò per la prima volta quella idroelettrica.[69][70]

Centro nazionale di dispacciamento[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Dispacciamento.

Nel 1963 venne creato il Centro nazionale di dispacciamento di Roma al fine di gestire i flussi di energia sulla rete coordinando gli impianti di produzione, la rete di trasmissione, la distribuzione oltre che l'interconnessione del sistema elettrico italiano con l'estero, regolando istante per istante la produzione e la trasmissione di energia sulla base dell'effettiva richiesta.[2][60][66][71][72][73][74]

Elettrificazione rurale[modifica | modifica wikitesto]

Nell'ambito dell'elettrificazione rurale i nuclei abitati non collegati alla rete elettrica passarono dall'1,27% del 1960 allo 0,46% del 1964, con oltre 320.000 nuovi abitanti collegati. Nel quinquiennio 1966-1970 furono avviati ulteriori investimenti per l'elettrificazione rurale, a carico per l'80% dello stato e per il 20% dell'Enel, complementati da tariffe agevolate come stimolo allo sviluppo agricolo.[75][76][77][78][79]

Rete ad alta tensione e collegamenti con le isole[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1968 iniziarono i lavori (terminati nella prima metà degli anni '70) di realizzazione della linea a 380 Kv di collegamento tra Firenze e Roma che unì il sistema elettrico ad alta tensione del Nord con quello del Centro Sud.[80][81] Vennero realizzate inoltre i collegamenti internazionali ad alta tensione con la Francia (linea 380 kV Venaus-Villarodin, 1969) e con la Svizzera.[44][82]

Negli stessi anni vennero attivati i collegamenti elettrici con l'utilizzo di cavi sottomarini tra la penisola e l'Isola d'Elba (1966)[83], l'Isola d'Ischia (1967)[83][84] e la Sardegna, attraverso la Corsica (1967).[70]

Il disastro del Vajont[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Disastro del Vajont.

L'Enel fu coinvolta nel disastro del Vajont, accaduto il 9 ottobre 1963 al bacino del Vajont, invaso artificiale sfruttato per produrre una grande quantità di energia idroelettrica, sulle cui acque cadde una frana di 260 milioni di metri cubi. L'impianto era stato realizzato dalla Sade e il 14 marzo 1963 era stato appena conferito nell'ambito del processo di nazionalizzazione alla neonata Enel. L'impatto della frana nel lago provocò delle ondate, entro e fuori la valle del Vajont, che lambirono i paesi di Erto e Casso e che scavalcarono la diga, distruggendo i paesi a valle di Longarone, Pirago, Rivalta, Villanova e Faè. Questo disastro causò circa duemila vittime. L'Enel fu imputata al processo come società responsabile del disastro, aggravata dalla prevedibilità dell'evento. Nel 1964, anche la Montedison fu coinvolta nel processo, avendo acquisito la SADE, costruttore dell'impianto. [85] Le due società furono condannate a risarcire i danni alle comunità coinvolte nella catastrofe.

1970–1980: crisi energetica e ricerca di nuove fonti[modifica | modifica wikitesto]

Pubblicità Enel "Per una migliore e più economica utilizzazione dell'energia" negli anni della crisi energetica (1976-1977)[86][87]

Gli anni '70 furono caratterizzati da una forte crisi energetica che portò a drastiche misure di austerity e alla definizione di un piano energetico nazionale che definì come obiettivo la costruzione di nuove centrali elettriche e la ricerca di nuove fonti energetiche.

La crisi energetica[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: crisi energetica (1973) e Austerity.

Nel 1975, in seguito alla crisi petrolifera e al piano di Austerity, con la definizione del primo piano energetico nazionale (PEN), si puntò a sostituire la dipendenza dagli idrocarburi con l'utilizzo di altre fonti energetiche, tra cui idroelettriche, geotermiche, incremento dell'uso del carbone, il ciclo dei rifiuti e in particolare con l'utilizzo dell'energia nucleare.[51][88][89][90][91]

Nuovi impianti[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: centrale elettronucleare Caorso, centrale termoelettrica di Porto Tolle, centrale idroelettrica di San Fiorano e centrale idroelettrica Luigi Einaudi.

Nel corso del decennio furono realizzati diversi impianti:[92]

1980–1990: blocco del nucleare[modifica | modifica wikitesto]

Il decennio dal 1980 al 1990 fu caratterizzato dalla realizzazione di nuovi impianti, anche sperimentali con l'uso di energie alternative, e da una progressiva diminuzione della dipendenza dal petrolio che passò dal 75,3 per cento del 1973 al 58,5 per cento del 1985.[114][115][116]

Il 1986 vide il primo bilancio in attivo di Enel con 14 miliardi e 100 milioni di lire di utile.[117][118][119][120]

Infine nel 1987 in seguito agli eventi di Černobyl, ebbe luogo il referendum sul nucleare che sancì la fine dell'utilizzo dell'energia nucleare in Italia, la chiusura e il blocco della costruzione di centrali nucleari e la definizione di un nuovo piano energetico nazionale.

Nuovi impianti ed energie alternative[modifica | modifica wikitesto]

Vennero realizzati i seguenti impianti:[121]

Nell'ambito delle energie alternative:

Nel 1985 inoltre il centro nazionale di dispacciamento e di controllo della rete elettrica venne gradualmente trasferito dal centro di Roma a Settebagni ed inserito in un contesto europeo di sincronizzazione della produzione di energia elettrica.[152][153]

Referendum, chiusura delle centrali nucleari e nuovo piano energetico nazionale[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: disastro di Černobyl' e referendum abrogativi del 1987 in Italia.

In seguito al disastro di Černobyl' del 1987, fu indetto un referendum che sancì l'interruzione dei programmi energetici del nucleare in Italia. In relazione alle centrali esistenti o in costruzione:[49][93][154][155][156]

A seguire nel 1988 il nuovo piano energetico nazionale (PEN) stabilì come obiettivi fondamentali l'incremento dell'efficienza energetica, la protezione dell'ambiente, lo sfruttamento delle risorse nazionali, la diversificazione delle fonti di approvvigionamento dall'estero e in generale la competitività del sistema produttivo.[157][158][159][160][161][49]

1990–2000: liberalizzazioni e privatizzazioni[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Decreto Bersani (1999).
Il logo Enel adottato nel 1998, disegnato da Bob Noorda in occasione della piena privatizzazione dell'azienda.[162]

Tra il 1990 ed il 2000 si assistette ad una progressiva liberalizzazione del mercato dell'energia elettrica.[49] Nel luglio del 1992 il Governo Amato I trasformò Enel in società per azioni con il Ministero del Tesoro come unico azionista.[163]

Attraverso il Decreto Bersani nel 1999 si avviò la liberalizzazione del mercato elettrico; ne conseguì un riassetto societario di Enel con la separazione delle attività di produzione, trasmissione, distribuzione e vendita di energia.[164][165][166]

Con la privatizzazione e il cambio di denominazione (da ENEL - Ente nazionale per l'energia elettrica, a Enel S.p.A.) si stabilì il cambio del marchio aziendale: fu adottato quello proposto da Maurizio Minoggio dello studio UNIMARK, che combina gli stilemi del sole e dell'albero, con le radici che richiamano la tradizione aziendale e i raggi che alludono alla moltiplicazione dei servizi offerti.[167][162]

Nuovi impianti ed energie alternative[modifica | modifica wikitesto]

  • Nel 2000 venne avviato da Enel il progetto di collegamento tra le reti elettriche di Italia e Grecia attraverso la posa di un elettrodotto sottomarino di una lunghezza di 160 km che avrebbe unito Otranto (Puglia) con la città greca di Aetos (Peloponneso) e capace di trasportare 600 megawatt di energia a tensione continua. La realizzazione del progetto conclusasi nel 2002, ebbe un costo complessivo di 339 milioni di Euro.[168][169][170]

Nell'ambito delle energie alternative:

Liberalizzazione, privatizzazione e quotazione in borsa[modifica | modifica wikitesto]

  • Nel 1991 con la legge 9 gennaio 1991, n. 9, si assistette ad una prima parziale liberalizzazione della produzione di energia elettrica proveniente da fonti convenzionali e da fonti rinnovabili; venne concesso alle imprese di produrre energia elettrica per uso proprio con l'obbligo di cederne la quantità in eccesso a Enel.[177][178][49]
  • Nel 1999, il Governo D'Alema I emanò il Decreto legislativo 16 marzo 1999, n. 79 (cosiddetto decreto Bersani), attraverso il quale venne definitivamente liberalizzato il settore elettrico; si aprì così la possibilità per altri soggetti di operare nel mercato dell'energia. Si profilò per Enel, fino a quel momento unico soggetto titolare della produzione, distribuzione e vendita di energia elettrica in Italia, l'obbligo di modificare il suo assetto societario; distinguendo quindi le tre fasi e costituendo tre diverse società: Enel Produzione, Enel Distribuzione e Terna (la proprietà di Terna fu ceduta completamente da Enel nel 2005). Inoltre venne stabilita per Enel una soglia massima di produzione di energia elettrica pari al 50% dell'intera produzione sul suolo nazionale.[179][165][166][180][181][182][183]
  • Nel 1999 anno Enel con il nuovo assetto societario venne privatizzata per il 31,7%. Alla privatizzazione fece seguito la quotazione in borsa; le azioni Enel vennero quotate nella Borsa Italiana con un valore di 4,3 euro per ogni titolo; il totale dell'offerta fu di 4.183 milioni di azioni per un valore totale di 18 miliardi di Euro.[184][185][186][187][188][189]

Altre operazioni[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Wind Telecomunicazioni.

2000–2010: politiche ambientali e internazionalizzazione[modifica | modifica wikitesto]

Il decennio dal 2000 al 2010 fu caratterizzato da alcune politiche di riduzione dell'impatto ambientale nella produzione di energia e da una progressiva internazionalizzazione di Enel attraverso numerose acquisizioni e fusioni.[195][196][197]

Politiche ambientali[modifica | modifica wikitesto]

Il marchio di Enel Green Power.

Acquisizioni e fusioni[modifica | modifica wikitesto]

  • Nel 2000 Enel attraverso la sua controllata Erga acquistò CHI Energy produttore di energia rinnovabile operante nel mercato statunitense e canadese; l'operazione costò ad Enel 170 milioni di dollari.[205][206][207]
  • Nel 2001 Enel si aggiudicò la gara per l'acquisto di Viesgo, società controllata di Endesa e operante sul mercato spagnolo della produzione e distribuzione di energia elettrica con una capacità netta installata di 2400 MW.[208][209][210][211]
  • Nel 2004 Enel venne incluso nel Dow Jones Sustainability Index Dow Jones Sustainability Index, indice borsistico che valuta le performance finanziarie delle compagnie mondiali in base a principi di eccellenza economico-finanziaria e di sostenibilità ambientale.[212][213][214]
  • Nel 2002 Enel cedette Eurogen S.p.A, Elettrogen S.p.A e Interpower S.p.A. in ottemperanza a quanto prescritto dal Decreto Bersani in merito alla liberalizzazione della produzione di energia elettrica.[215][216][217][218]

Nuovi impianti ed energie alternative[modifica | modifica wikitesto]

  • Nel 2001 Enel avviò in Brasile la costruzione di una linea di trasmissione ad alta tensione lunga 1.095 km.[219][220]
  • Nel 2009 Enel diede vita al progetto Archilede; il nuovo sistema di illuminazione urbana fu scelto da 1600 comuni; questa nuova tecnologia di illuminazione intelligente permetteva di realizzare un risparmio energetico di circa 26 GWh/anno riducendo le emissioni di anidride carbonica di 18.000 ton/anno.[221][222][223]
  • Nel 2009 Enel inaugurò una nuova centrale fotovoltaica, presso il Parco di Villa Demidoff a Pratolino (Firenze). Il progetto denominato “Diamante” prevedeva la messa in funzione di un impianto capace di immagazzinare l'energia accumulata nelle ore diurne sotto forma di idrogeno al fine di utilizzare tale energia in assenza di sole.[224][225][226]
  • Nel 2010 nacque la centrale solare termodinamica Archimede a Priolo Gargallo in provincia di Siracusa (Sicilia); si tratta della prima centrale al mondo a utilizzare la tecnologia dei sali fusi integrata con un impianto a ciclo combinato.[227][228][229]

Altre operazioni[modifica | modifica wikitesto]

2010–presente[modifica | modifica wikitesto]

Tale periodo fu caratterizzato dalla nomina del nuovo Consiglio di amministrazione i cui principali obiettivi furono il riassetto delle attività all'estero e riduzione del debito.[senza fonte]

Attività industriali[modifica | modifica wikitesto]

Attività societarie[modifica | modifica wikitesto]

Attività di ricerca e sviluppo[modifica | modifica wikitesto]

Altre operazioni[modifica | modifica wikitesto]

  • Nel 2011 Enel entrò a far parte del United Nations Global Compact, l'iniziativa creata dalle Nazioni Unite, in tema di sostenibilità economica, sociale e ambientale, che raggruppa aziende da tutto il mondo.[271]
  • Nel 2011 Enel venne ammessa nel FTSE4Good Index della Borsa di Londra che misura il comportamento delle imprese nell'ambito della sostenibilità ambientale, nelle relazioni con gli stakeholder, nel rispetto dei diritti umani, nella qualità delle condizioni lavorative e nella lotta alla corruzione.[272][273]
  • Nel 2011 Enel firmò un accordo quadro di cooperazione con il Programma alimentare mondiale (WFP) delle Nazioni Unite, nella lotta alla fame nel mondo e ai cambiamenti climatici. L'ammontare del progetto fu di 8 milioni di euro e comprendeva la produzione e distribuzione di stufe da cucina ad alta efficienza, l'installazione di impianti fotovoltaici presso le sedi logistiche del WFP e sostegno a interventi umanitari.[274][275][276]
  • Nel 2012 Enel confermò la sua presenza all'Expo 2015 aggiudicandosi due gare per la realizzazione di Smart grid, una rete intelligente per ottimizzare la distribuzione dell'energia.[277][278]

Attività[modifica | modifica wikitesto]

Enel, quotata alla Borsa di Milano dal 1999 e con sede principale a Roma, è parte di un gruppo di aziende che si occupa della produzione e della distribuzione di energia elettrica e gas in circa 30 paesi in Europa, Nord America, Sud America, Asia ed Africa.[279][280][281][282][283]

Il gruppo impiega circa 70.000 addetti, ha più di 60 milioni di clienti nel mondo (56 milioni nel mercato dell'energia elettrica e 6 milioni nel mercato del gas) e una capacità netta installata di oltre 96 GW, è primo in Europa per numero di clienti e secondo, dopo EdF, per capacità.[279][281][284][285][286][287][288][289][290]

Produzione di energia elettrica[modifica | modifica wikitesto]

La produzione di energia elettrica è realizzata da diverse fonti di energia tra cui geotermica, eolica, fotovoltaica, idroelettrica, termoelettrica, nucleare.[279] Nel 2014 il gruppo Enel ha prodotto complessivamente 283,1 miliardi di KWh di elettricità, ha distribuito sulle proprie reti 395,4 miliardi di KWh e ha venduto 261 miliardi di KWh.[291] Dalla fine del 2008 la produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili è svolta dalla controllata Enel Green Power.[292][293][294]

Tabella riassuntiva della capacità netta di produzione di energia elettrica
Anno 2014
Europa 66,5 GW
Italia 36.766 MW[295]
Spagna e Portogallo 23.474 MW[296]
Slovacchia 4.968 MW[297]
Romania 534 MW[298]
Belgio 406 MW[299]
Grecia 290 MW[300]
Nord America 2,1 GW
USA 1.980 MW[301]
Canada 103 MW[302]
America Centrale 0,8 GW
Panama 300 MW[303]
Messico 297 MW[304]
Guatemala 164 MW[305]
Costa Rica 55 MW[306]
Sud America 17,4 GW
Cile 6.590 MW[307]
Argentina 4.403 MW[308]
Colombia 2.994 MW[309]
Perù 1.802 MW[310]
Brasile 1.271 MW[311]
Asia 9,1 GW
Russia 9.107 MW[312]
Africa 0,4 GW
Marocco 384 MW[313]
Totale 96 GW

Ricerca e Sviluppo[modifica | modifica wikitesto]

Enel svolge inoltre attività di ricerca e sviluppo nell'ambito della produzione e della trasmissione di energia elettrica, tra cui:

  • la progettazione e la realizzazione di "centrali ibride" che prevedono l’impiego combinato di diverse fonti o di tecnologie per la conservazione di energia al fine di incrementare l'efficienza degli impianti, in alcuni progetti insieme all'Enea.[314][315][316]
  • lo sviluppo delle reti intelligenti Smart grid in grado di incrementare l’efficienza e la sostenibilità nella distribuzione di energia elettrica, con il sostegno della Comunità europea.[317][318]

Mercato italiano[modifica | modifica wikitesto]

In Italia, l’Enel opera nel campo:

In seguito alla liberalizzazione del mercato, Enel non può produrre più del 50% dell'energia elettrica prodotta sul territorio nazionale[325] ed è obbligata, al pari di tutte le aziende produttrici, a collegare alla rete elettrica chiunque ne faccia richiesta (servizio universale), secondo le normative europee. In generale Enel è soggetta alla supervisione e alle decisioni dell'Autorità per l'energia elettrica e il gas.[326][327]

Attività internazionale[modifica | modifica wikitesto]

Presenza del Gruppo Enel nel mondo

A livello globale il gruppo Enel, attraverso le sue controllate, copre le seguenti aree ed attività:

Enel è organizzata in 5 divisioni:

Enel è presente in Europa (Bulgaria, Francia, Grecia, Italia, Romania, Russia, Slovacchia e Spagna), in Nord America (Canada e Stati Uniti) e America Latina (Brasile, Cile, Costa Rica, Guatemala, Messico e Panama). Con la controllata Endesa, Enel è presente anche in Argentina, Colombia, Marocco, Perù e Portogallo. [341]

Europa[modifica | modifica wikitesto]

Belgio[modifica | modifica wikitesto]

In Belgio Enel produce energia elettrica con l'impianto di Marcinelle Energie per una capacità totale di 406 MW.[342]

Bulgaria[modifica | modifica wikitesto]

In Bulgaria Enel è presente attraverso Enel Green Power con due impianti eolici acquisiti nel 2008 e la cui capacità è stata raddoppiata nel 2010, per un totale di 42 MW. Gli impianti sono localizzati a Kamen Bryag e Shabla nel nord-est del paese lungo la costa del Mar Nero. [343][344][345] Nel 2011 era in programma la vendita degli impianti.[346][347][348]

Cipro[modifica | modifica wikitesto]

A Cipro Enel partecipa tramite Enel Trade con una partecipazione del 12,5% ad un consorzio per l'esplorazione e la produzione di gas nel campo di Leviathan tra Cipro, Israele e Libano.[349][350][351][352][353]

Francia[modifica | modifica wikitesto]

In Francia Enel fornisce energia elettrica e possiede il 5% della borsa elettrica francese Powernext.[354]

Grecia[modifica | modifica wikitesto]

In Grecia Enel è presente attraverso Enel Green Power e dispone di centrali idroelettriche (19 MW), fotovoltaiche (71 MW) ed eoliche (199 MW) per un totale di 289 MW. [355][356][357][358][359]

Paesi Bassi[modifica | modifica wikitesto]

Nei Paesi Bassi Enel è presente con diverse società finanziarie (Enel Finance International N.V., Enel Investment Holding B.V., International Endesa B.V.) per la raccolta di fondi sui mercati tramite obbligazioni o altre forme di finanziamento ed investimento in attività di produzione e di distribuzione di energia elettrica. Inoltre Enel è presente tramite Endesa Energia S.A. nella vendita di gas ed elettricità a grandi clienti.[360]

Romania[modifica | modifica wikitesto]

In Romania Enel conta oltre 2,6 milioni di clienti attraverso quote di maggioranze in società di distribuzione di energia elettrica nella Muntenia del Sud, inclusa Bucarest, nel Banato e nella Dobrugia.[361] La vendita di queste aziende, annunciata a metà 2014, è stata in seguito annullata agli inizi del 2015. Tramite Enel Green Power, Enel è presente nella produzione di energia elettrica con una capacità totale di 534 MW.[361][362]

Russia[modifica | modifica wikitesto]

In Russia Enel è attiva in diversi settori:[363]

Slovacchia[modifica | modifica wikitesto]

In Slovacchia tramite il 66% di Slovenské Elektrárne, acquisito nel 2006, Enel produce energia elettrica per un totale di 5.700 MW[366] da energia nucleare, termoelettrica e idroelettrica.[367] Dalla fine del 2014 Enel ha ricevuto diverse offerte di acquisto della propria partecipazione in Slovenské Elektrárne.[368]

Spagna e Portogallo[modifica | modifica wikitesto]

In Spagna e in Portogallo Enel è il principale operatore tramite la partecipazione in Endesa con una produzione di energia elettrica totale pari a 23.474 MW (di cui 6.500 MW rinnovabili) e oltre 11 milioni di clienti nel mercato elettrico e 1,2 milioni nel mercato del gas.[369] Inoltre Enel opera una produzione di energia elettrica con energie rinnovabili con Enel Green Power España con una capacità totale in Spagna di 1.745 MW e in Portogallo di 163 MW.[370][371]

Turchia[modifica | modifica wikitesto]

In Turchia Enel partecipa alle ricerche per lo sviluppo di energia geotermica tramite Enel Green Power e il gruppo Meteor Uzun.[372][373][374]

Nord America[modifica | modifica wikitesto]

Stati Uniti d'America e Canada[modifica | modifica wikitesto]

Negli Stati Uniti d'America e in Canada Enel produce energia idroelettrica, geotermica, eolica e a biomasse con Enel Green Power North America (precedentemente nota come Enel North America[375]) controllata da Enel Green Power per una capacità totale di 2.083 MW (1.980 MW negli USA e 103 in Canada).[376]

Centro America[modifica | modifica wikitesto]

Costa Rica[modifica | modifica wikitesto]

Tramite Enel de Costa Rica, S.A, controllata di Enel Green Power Latin America, in Costa Rica Enel produce energia elettrica per un totale di 55 MW da energia eolica (24 MW) e da energia idroelettrica (31 MW).[377][378] La nuova centrale idroelettrica di Chucás in costruzione porterà ulteriori 50 MW.[379][380][381][382][383][384][385]

Guatemala[modifica | modifica wikitesto]

In Guatemala, tramite Enel Green Power Guatemala, Enel produce energia elettrica per 163 MW interamente da energia idroelettrica.[386][387][388]

Messico[modifica | modifica wikitesto]

Enel è presente in Messico dal 2007. Tramite Enel Green Power produce energia per 399 MW da energia eolica (346 MW) e da energia idroelettrica (53 MW).[389][390][391][392][393]

Panama[modifica | modifica wikitesto]

A Panama, tramite Enel Fortuna, una controllata di Enel Green Power Panama, Enel produce energia con una capacità totale di 300 MW, pari al 23% del fabbisogno nazionale panamense nel 2014, e ha progetti per costruire nuove centrali fotovoltaiche per ulteriori 29.9 MW[394][395][396][397][398]

Sud America[modifica | modifica wikitesto]

In America Latina tramite Enel Green Power, Enel è nel 2014 il secondo produttore di energia elettrica da fotovoltaico con progetti che lo porteranno nei prossimi anni a decuplicare la produzione fotovoltaica diventando il primo produttore di energia fotovoltaica nella regione.[399]

Argentina[modifica | modifica wikitesto]

In Argentina Enel produce energia elettrica con una capacità totale di 4.522 MW, attraverso le controllate di Endesa Chile (Endesa Costanera, Hidroeléctrica El Chocón, e Dock Sud).[400][401] Tramite EDESUR Enel distribuisce energia elettrica ad oltre 2,3 milioni di clienti.[402]

Brasile[modifica | modifica wikitesto]

In Brasile Enel produce energia elettrica tramite le controllate Endesa Fortaleza e Cachoeira Dourada per un capacità totale di 987 MW. Enel inoltre opera nella trasmissione di energia elettrica tramite Endesa CIEN e nella distribuzione con:[403]

  • Ampla, che copre la città e lo Stato di Rio de Janeiro con oltre 2,6 milioni di clienti.
  • Coelce, nello Stato di Cearà, con oltre 3,4 milioni di clienti.

Tramite Enel Brasil Participações Ltda, controllata di Enel Green Power, produce energia elettrica da fonti rinnovabili per 376 MW da energia fotovoltaica (203 MW) e da energia idroelettrica (173 MW) con piani di espansione per 378 MW.[403][404][405][406][407][408]

Cile[modifica | modifica wikitesto]

In Cile Enel produce elettricità per 6.590 MW.[409] Tramite Enel Green Power Chile, Enel ha una capacità di produzione di oltre 300 MW da energia idroelettrica ed eolica e sta esplorando concessioni per energia geotermica.[410][411][412][413][414][415][416][417]

Colombia[modifica | modifica wikitesto]

In Colombia Enel produce energia elettrica per una capacità di 2.994 MW.[418] Tramite Enel Green Power vengono sviluppati progetti di energie alternative.[419][420]

Ecuador[modifica | modifica wikitesto]

In Ecuador Enel ricerca fonti di energia geotermica secondo accordi definiti a fine 2011.[421]

Perù[modifica | modifica wikitesto]

In Perù Enel produce energia elettrica per una capacità totale di 1.802 MW.[422] Enel Green Power Perú dal 2011 lavora per lo sviluppo delle energie alternative nel paese, ottenendo diverse concessioni per impianti di produzione di energia elettrica.[423][424][425][426][427][428]

Uruguay[modifica | modifica wikitesto]

In Uruguay Enel sta realizzando, tramite Enel Green Power un impianto ad energia eolica per 50 MW.[429][430][431][432][433]

Africa[modifica | modifica wikitesto]

Algeria[modifica | modifica wikitesto]

In Algeria Enel detiene il 13,5% delle riserve di gas nel bacino degli Illizi nel sud-est del paese e il 18,4% del campo di Isarene.[349] Nel 2014 inoltre sono state acquisite insieme a Dragon Oil le licenze di esplorazione per gas di due aree, Msari Akabli e Tinrhert Nord. Nel primo Enel sarà anche operatore con una partecipazione del 70%, mentre nel secondo ha una partecipazione del 30%.[434][435][436][437][438][439]

Egitto[modifica | modifica wikitesto]

In Egitto Enel detiene il 10% della licenza di esplorazione di gas dell'area El Burullus.[440][441][442][443]

Marocco[modifica | modifica wikitesto]

In Marocco Enel produce energia elettrica con Energie Electrique de Tahaddart con una capacità di 384 MW.[444] Nel 2010 Enel Green Power partecipò al bando per la costruzione di una centrale solare termodinamica.[445] [446] Agli inizi del 2014 venne espresso l'obiettivo per Enel Green Power produrre energia eolica in Marocco, concretizzatosi a fine 2014 con la partecipazione al bando per la costruzione di 5 centrali per un totale di 850 MW di capacità.[447][448][449][450]

Sud Africa[modifica | modifica wikitesto]

In Sud Africa Enel è presente con Enel Green Power che ha attivato una centrale fotovoltaica per 10 MW. Sono inoltre previste realizzazioni di impianti eolici e fotovoltaici per 513 MW.[449][451][452][453][454][455]

Aziende partecipate[modifica | modifica wikitesto]

Italia[modifica | modifica wikitesto]

La sede centrale dell'Enel a Roma

In Italia Enel possiede le seguenti aziende attive nella produzione e vendita di energia elettrica:[456]

  • la totalità di Enel Produzione e, tramite Enel Produzione:
  • la totalità di Enel Servizio Elettrico che si occupa della vendita di energia elettrica sul mercato regolato.[460]
  • la totalità di Enel Energia che si della vendita di energia elettrica sul mercato libero e di gas naturale alla clientela finale. Quest'ultima possiede il 100% di Enel.si, azienda che offre soluzioni di energie rinnovabili alla clientela finale e gestisce i "Punto Enel Green Power" in franchising.[461]
  • il 69,171%[462] di Enel Green Power nell'ambito della produzione di energia elettrica da energie rinnovabili, che a sua volta possiede diverse partecipate internazionali in Europa, Nord America e Sud America.

Per le infrastrutture e le reti Enel dispone del:[456][463]

Per il trading sui mercati internazionali ed in Italia oltre che l'approvvigionamento e la vendita di prodotti energetici compreso il gas, Enel possiede il 100% di Enel Trade, che a sua volta detiene il 100% di Enel Trade Romania, Enel Trade Croatia e di Enel Trade Serbia.[456][60]

Tramite Enel Trade inoltre Enel possiede la totalità di Nuove Energie, azienda specializzata nella costruzione di impianti di rigassificazione.[60][456][464]

Europa[modifica | modifica wikitesto]

In Belgio Enel possiede, tramite Enel Investment Holding, il 100% di Marcinelle Energie, proprietaria dell'omonima centrale elettrica, acquisita nel 2008 da Duferco Diversification.[465][466][467] Nel 2013 venne firmata una lettera di intenti per la cessione della società a Gazprom che, ad inizio 2014, non risulta ancora conclusa in attesa di adeguamenti normativi.[468][469][470][471][472][473]

In Francia Enel possiede il 5% della borsa elettrica francese Powernext.[354]

In Spagna Enel detiene, attraverso la società Enel Iberoamérica (nota precedentemente come Enel Energy Europe[458]), il 70,1% di Endesa, acquisita nel 2009 con una partecipazione del 92,06%.[474][475][476][477] L'acquisizione valse ad Enel nel 2009 il premio Platts Global Energy Awards di Deal of the Year.[478]

In Russia Enel è presente dal 2004[479]:

Nel 2013 Rosneft, tramite NGK Itera, comprò la partecipazione del 40% di Enel in Arctic Russia BV che a sua volta possedeva il 19,6% in SeverEnergia.[483][484][485][486][487][488]

Sud America[modifica | modifica wikitesto]

In Argentina Enel possiede il controllo di Edesur tramite Enersis e Distrilec Inversora SA, a sua volta partecipata al 51,5% da Enersis.[456][489]

In Cile Enel possiede, attraverso Enel Iberoamérica (nota precedentemente come Enel Energy Europe[458]), il 60,62% di Enersis Cile a seguito dell'acquisto della partecipazione da Endesa e del 100% di Endesa Latinoamerica SA.[490][491]

In Perù tramite Enersis Cile, Enel ha una partecipazione del 58,6% di Edegel Perù, a seguito dell'intesa firmata con Inkia America Holding nel 2014.[492]

Principali azionisti[modifica | modifica wikitesto]

Secondo i dati CONSOB aggiornati al 27 maggio 2015, l'unico azionista rilevante di Enel, ossia con una partecipazione superiore al 2% è il Ministero dell'Economia e delle Finanze, che detiene il 25,50% del capitale sociale.[493]

Consiglio di amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Aggiornato a dicembre 2014.[494]

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Medaglia al merito di I classe della Protezione Civile - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia al merito di I classe della Protezione Civile
«Per la partecipazione all'evento sismico del 6 aprile 2009 in Abruzzo, in ragione dello straordinario contributo reso con l'impiego di risorse umane e strumentali per il superamento dell'emergenza.»
— D.P.C.M. 11 ottobre 2010[495]

Note[modifica | modifica wikitesto]

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