Colonnina di ricarica per veicoli elettrici

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Servizio di ricarica per i clienti dell'aeroporto.
Colonnine a Toronto

La colonnina di ricarica per veicoli elettrici o altrimenti definita stazione di ricarica per veicoli elettrici è un distributore di energia elettrica tramite il quale è possibile ricaricare un veicolo elettrico: auto, moto, bici.
Queste stazioni di ricarica sono realizzate dai vari costruttori nelle forme più svariate, possono essere a parete, a palo, a colonna o portatili e disporre, in funzione delle esigenze richieste, di diverse possibilità di autorizzazione, attualmente il metodo più usato è rappresentato dall'utilizzo di card RFID.
In base al settore d'utilizzo, le colonnine di ricarica devono soddisfare esigenze diverse. Generalmente possono essere suddivise in due categorie principali: colonnine di ricarica per il settore privato e semipubblico e colonnine di ricarica per il settore pubblico.

  • Settore privato e semipubblico

Questo campo d'impiego comprende tutte le colonnine allacciate alla rete locale ovvero al contatore del fornitore di energia. Solitamente questo tipo di stazioni di ricarica sono precablate e pronte all'uso subito dopo aver fatto eseguire ad un tecnico esperto la connessione alla rete elettrica. I campi di impiego nel settore privato o semipubblico sono: abitazioni uni/plurifamiliari, centri commerciali, negozi, ristoranti, hotel, autosaloni con officina, banche/assicurazioni, parcheggi aziendali.

  • Settore pubblico

Le colonnine di ricarica per il settore pubblico sono installate da fornitori di energia e gestori di rete, i campi di impiego per questo settore sono: le strade pubbliche, i parcheggi pubblici situati presso gli aeroporti e le stazioni ferroviarie.

Sistemi di ricarica definiti dalla normativa Normativa IEC Commissione elettrotecnica internazionale[modifica | modifica wikitesto]

Modi per la ricarica dei veicoli elettrici (IEC 61851-1)[modifica | modifica wikitesto]

Secondo la normativa IEC relativa alle colonnine di ricarica sono ammessi 4 Modi per la ricarica dei veicoli, e precisamente:

Modo 1 Modo 2 Modo 3 Modo 4

Modo 1: Ricarica lenta (6-8 h) a 16 A, (corrente alternata) ammessa solamente in ambiente domestico privato. È possibile utilizzare una semplice presa domestica o una presa industriale fino a 32 A.

Modo 2: Ricarica lenta (6-8 h) a 16 A, (corrente alternata) ammessa in ambiente domestico e pubblico. Sul cavo di alimentazione del veicolo è presente un dispositivo denominato Control Box (Sistema di sicurezza PWM) che garantisce la sicurezza delle operazioni durante la ricarica. Le prese utilizzabili sono quelle domestiche o industriali fino a 32 A.

Modo 3: Ricarica lenta (6-8 h) a 16 A o mediamente rapida (30 min – 1 h) a 63 A, 400V (Modalità con sistema di sicurezza PWM), ammessa in ambiente domestico e pubblico. La ricarica deve avvenire tramite un apposito sistema di alimentazione dotato di connettori specifici.

Modo 4: Ricarica ultra rapida (5-10 min) in corrente continua fino a 200 A, 400 V, ammessa solamente in ambiente pubblico. Con questo sistema è possibile ricaricare i veicoli in alcuni minuti, il caricabatterie è esterno al veicolo. L'associazione che promuove il Modo 4 è nata in Giappone ed è denominata CHΛdeMO[1]. .

È inoltre in corso la sperimentazione di sistemi di ricarica a induzione, tramite impianti a pavimento, in grado di caricare i veicoli senza fili e con tempi di ricarica notevolmente ridotti.
La diffusione di stazioni di ricarica a corrente continua sulle nostre autostrade, che grazie a una capacità di ricarica fino a 50kW permettono di ricaricare un'auto elettrica in 20-30 minuti, a differenza delle stazioni di ricarica a corrente alternata che impiegano, nel migliore dei casi, circa 1 ora per ricaricare completamente una batteria, consentirà l'uso dell'auto elettrica anche su lunghe distanze.[2].

In funzione del tipo di cavo di alimentazione tra veicolo e colonnina, la normativa individua i seguenti casi:

Caso A: il cavo è collegato stabilmente al veicolo

Caso B: il cavo è scollegato sia dal veicolo che dalla colonnina

Caso C: il cavo è collegato stabilmente alla colonnina di ricarica

Norme sui sistemi di comunicazione veicolo/infrastruttura (IEC 61851-1)[modifica | modifica wikitesto]

Circuito PWM Pulse-width modulation:

Dispositivo di sicurezza utilizzato per lo scambio di segnali tra il veicolo elettrico e la colonnina di ricarica. Tale dispositivo è obbligatorio per il modo 3 di ricarica. Per veicoli senza PWM ma con resistenza, il PWM funziona in modo semplificato e limitato a 16A.

Resistor Coding (annex B.5 informative):

Dispositivo di sicurezza presente all'interno della colonnina che valuta se la sezione del cavo di collegamento è idonea a supportare la corrente erogata.

  • La corrente impostata dal PWM non può prescindere quella determinata dal Resistor Coding.
  • Nel caso di assorbimenti superiori, la stazione deve interrompere la carica.

Normative sui connettori per il MODO 3 di ricarica (IEC 62196-1 e 2)[modifica | modifica wikitesto]

Nella norma IEC 62196-2 sono previsti tre tipi di connettori per la ricarica dei veicoli elettrici: Tipo 1, Tipo 2 e Tipo 3 (tipo 3A e tipo 3C)

Tipo 1 Tipo 2 Tipo 3a Tipo 3c
Presa tipo 1
Presa tipo 2
Presa tipo 3a
Presa tipo 3c
  • Monofase 32A 250Vac
  • 2 contatti pilota
  • IPXXB
  • Connettore solo per lato veicolo
  • Monofase 16A, 250Vac
  • Trifase 63A, 480Vac
  • 2 contatti pilota
  • IPXXB
  • Obbligo del sistema di ritenuta della spina nella presa
  • Monofase 16A, 250Vac
  • 1 contatto pilota
  • IPXXD sulla presa
  • Sistema di ritenuta opzionale
  • Monofase 16A,250Vac
  • trifase 63A, 480Vac
  • 2 contatti pilota
  • IPXXD su presa e spina
  • Sistema di ritenuta opzionale


La differenza principale tra il connettore Tipo 2 e Tipo 3 è la presenza di dispositivi di protezione contro il contatto accidentale di parti in tensione (IPXXD) su tutti i componenti del sistema: presa e spina. [1]

Gestori di colonnine elettriche in Italia[modifica | modifica wikitesto]

In Italia sono installate circa 700 colonnine di ricarica a uso pubblico e/o semipubblico, il numero è comunque in continua espansione.
I principali distributori sono:

  • Enel, presente su tutto il territorio nazionale;
  • A2A, nell'area di Milano e Brescia;
  • Silfi, nel Comune di Firenze;
  • Hera, nei comuni di Modena ed Imola;
  • Class Onlus, in Lombardia;
  • Charge Point, su tutto il territorio;
  • Deval, in Val d'Aosta;
  • Alperia, in Alto Adige;

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]