Province d'Italia

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Corona per il titolo di provincia.

Istituzioni della Repubblica Italiana

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Categorie: Politica, Diritto e Stato
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La provincia, in Italia, è un ente locale territoriale il cui territorio è per estensione inferiore a quello della regione (della quale, a sua volta, fa parte) e comprende il territorio di più comuni. La disciplina delle province è contenuta nel titolo V della parte II della Costituzione (artt. 114 ss.) e, ovviamente, in fonti primarie e secondarie che attuano il disposto costituzionale. Tranne le province autonome di Trento e Bolzano, tutte le province fanno parte dell'Unione delle province d'Italia (Upi)[1].

Indice

Informazioni generali [modifica]

Le province italiane sono territorialmente 110, cui corrispondono 107 amministrazioni provinciali membri dell'UPI, suddivise in 20 regioni.

  • Per la Valle d'Aosta le competenze provinciali vengono espletate dalla regione, per cui non esiste l'amministrazione provinciale.
  • Le province autonome di Bolzano e Trento hanno competenze di tipo provinciale e regionale[2]; vengono usualmente trattate come vere e proprie regioni. Esse possiedono ciascuna un Consiglio Provinciale eletto dai cittadini, e l'unione dei due consigli costituisce il Consiglio della Regione Trentino-Alto Adige.
  • Le quattro province sarde di Carbonia-Iglesias, Medio Campidano, Ogliastra e Olbia-Tempio non hanno uffici statali provinciali (Prefettura-UTG, Banca d'Italia, Questura, ecc.) in quanto la loro istituzione è facoltativa, ma sono sede degli organi provinciali e di uffici regionali decentrati. In seguito ai risultati del referendum regionali del 2012 che le ha abrogate, è in corso una riforma complessiva degli enti provinciali in Sardegna.[3]
  • In ottemperanza allo Statuto regionale le nove circoscrizioni provinciali della Sicilia avrebbero già dovuto essere sostituite con legge regionale n°9/1986 da un pari numero di Province Regionali formate come liberi consorzi comunali. Se tale operazione fu all'epoca un esercizio puramente lessicale, tale riforma è divenuta effettivamente concreta solo nel 2013, quando il Parlamento Siciliano ha deliberato lo scioglimento dei consigli provinciali e delle relative giunte, commissariando gli enti da luglio e prevedendo la nomina dei nuovi presidenti da parte dei comuni dal 2014.
  • I capoluoghi provinciali italiani sono 117 a fronte di 110 province, poiché vi sono 5 province con 2 capoluoghi (Pesaro e Urbino, Olbia-Tempio, Medio Campidano, Ogliastra e Carbonia-Iglesias) e 1 provincia con 3 capoluoghi (Barletta-Andria-Trani). Aosta è un capoluogo regionale, ma è considerata nelle statistiche anche come capoluogo provinciale in quanto la regione vi svolge anche tali funzioni.
  • Molte province collocano sopra il proprio stemma una corona costituita da un cerchio d'oro gemmato con le cordonature lisce ai margini racchiudente due rami al naturale, uno di alloro e uno di quercia, uscenti dalla corona decussati e ricadenti all'infuori. Tale usanza non è tuttavia obbligatoria.

Denominazione delle province [modifica]

La denominazione delle province in Italia è per la maggior parte quella del capoluogo, con alcune eccezioni.

Storia dell'istituto provinciale [modifica]

Lapide commemorativa del congresso delle province italiane del 1898 presente presso il Palazzo Reale di Torino

Se molti Stati preunitari conoscevano già l'istituto provinciale, le province odierne trovano fondamento legislativo nella normativa in essere nel Regno di Sardegna. Nello Stato sabaudo l'ordinamento provinciale era stato definito dal Regio decreto 3702 del 23 ottobre 1859, il cosiddetto Decreto Rattazzi, che sul modello francese aveva stabilito l'organizzazione del territorio in Province, Circondari, Mandamenti e Comuni. La provincia nasceva così come Ente locale dotato di propria rappresentanza elettiva e di un'amministrazione autonoma: un collegio deliberante di durata quinquennale, il Consiglio Provinciale, e un organo esecutivo-amministrativo di durata annuale, la Deputazione Provinciale, eletta dal Consiglio ma presieduta e convocata dal Governatore, poi Prefetto, di nomina regia. I consiglieri si rinnovavano per un quinto ogni anno per sorteggio. Le prime elezioni provinciali furono celebrate il 15 gennaio 1860.

Nel 1865 la Legge Lanza sancì la volontà accentratrice del nuovo Stato, cancellando la legislazione amministrativa asburgica che era stata fino ad allora mantenuta viva in Toscana per le sue avanzate caratteristiche. Tale normativa fu poi estesa al Veneto nel 1867 e al Lazio nel 1870. Con tale legge la Deputazione passò a rinnovarsi per metà ogni anno, dando più stabilità alla carica di deputato provinciale.

Nel 1889, con il primo testo unico degli enti locali, venne introdotto il principio elettivo nella nomina annuale del Presidente della Deputazione Provinciale, separandone la figura da quella del Prefetto. Veniva inoltre allargato il suffragio amministrativo per censo, includendovi il ceto medio.

Nel 1894, nell'intento di dare maggiore stabilità, la durata del Consiglio veniva portata a sei anni, con rinnovo triennale di metà dei consiglieri scelti per sorteggio. La Deputazione si rinnovava invece per intero ogni tre anni, e a tale termine venne coordinata la carica del Presidente.

La principale riforma dell'istituto della Provincia venne con il testo unico della legge comunale e provinciale del 1915. Consiglio e Deputazione venivano da allora eletti integralmente ogni quattro anni. Con l'art.14, inoltre, il suffragio universale, già previsto dal 1913 alle elezioni politiche, venne esteso alle elezioni amministrative. L'elettorato attivo venne concesso a tutti i cittadini maschi maggiori di 30 anni inclusi gli analfabeti, mentre per i ventunenni permanevano le condizioni di censo, istruzione e servizio militare per l'accesso al voto. Il testo unico del 1915 raccoglieva così un'evoluzione trentennale, che vedeva il sistema amministrativo italiano distaccarsi dallo schema francese napoleonico nell'intento di fornire maggiore democrazia. La configurazione dell'istituzione provinciale veniva così regolata nei suoi organi costitutivi, nei suoi compiti, nei proventi e nelle spese ad essa attribuite.

Il regime fascista, con la sua tendenza accentratrice ed antidemocratica, abolì il criterio elettivo nella formazione degli organi provinciali. Consiglio e Deputazione vennero così sostituiti dal Rettorato (di 4, 6 o 8 rettori in base alla popolazione della provinciale) e dal Preside, di nomina regia, che accentrava le competenze della Deputazione e del suo Presidente. Veniva tuttavia così messa in essere una diarchia, quella fra Preside e Prefetto, della cui pericolosità si accorse ben presto lo stesso Mussolini. Il dittatore non poté però provvedervi se non nella Repubblica Sociale Italiana, nelle cui province il Prefetto divenne il Capo della Provincia, assumendo totale supremazia su tutte le altre cariche locali.

Il dopoguerra porta il voto alle donne anche a livello provinciale, grazie al Decreto Legislativo Luogotenenziale n°23 del 1º febbraio 1945. Le Province vennero ricostituite lentamente in senso democratico: prima con il ripristino delle delegazioni nel 1945, quindi con la ricomparsa dei Consigli Provinciali nel 1951. La Legge 122/1951 fissava a 45 il numero massimo dei consiglieri provinciali, e ad 8 con due supplenti i membri della Giunta Provinciale, che sostituiva la Delegazione come organo esecutivo. Con un'innovazione rispetto al passato prefascista, il Presidente della Provincia eletto dal Consiglio tra i suoi componenti, ricopriva sia la carica di presidente del Consiglio provinciale che quella di presidente della Giunta.

Un importante intervento legislativo di riforma venne con la Legge n°142/1990: per la prima volta i Comuni e le Province potevano adottare un proprio Statuto ed istituire regolamenti. Nello Statuto vengono stabilite le norme fondamentali di organizzazione dell'ente e le attribuzioni degli organi, l'ordinamento degli uffici e dei servizi pubblici, le forme di collaborazione tra comuni e province, di partecipazione popolare, di decentramento, di accesso dei cittadini alle informazioni ed ai provvedimenti amministrativi, oltre alla nuova figura del difensore civico. Infine, la legge prefigurava un nuovo istituto, la città metropolitana, per le aree urbane più dense; tuttavia non vi seguirono mai leggi regionali di attuazione, per cui il tutto rimase pura teoria.

La legge n°81 del 25 marzo 1993 stabilì l'elezione diretta a suffragio universale dei presidenti di provincia, cui veniva ora demandato il potere di nominare la Giunta, mentre veniva ricreata la separata figura del Presidente del Consiglio Provinciale. La durata di tali organi, ridotta a quattro anni con non più di due mandati consecutivi, subì l'ulteriore evoluzione delle norme amministrative degli enti locali venuta con il Testo unico sull'ordinamento delle autonomie locali, Legge 267/2000, che portò a cinque anni la durata delle cariche.

L'ultima modifica è avvenuta con la promulgazione e la conversione in legge del decreto legge 4 dicembre 2011; applicabile solo alle regioni a statuto ordinario, prevede la devoluzione secondo leggi regionali o statali dei poteri delle Province a Comuni e Regioni entro fine 2012, data poi portata a dicembre 2013, e il mantenimento delle Province come esclusivo organo di coordinamento intercomunale: allo scadere delle amministrazioni in carica al momento del decreto, le province avranno "esclusivamente le funzioni di indirizzo e di coordinamento delle attività dei Comuni nelle materie e nei limiti indicati con legge statale o regionale, secondo le rispettive competenze". I consigli, ridotti a non più di 10 membri, saranno nominati dai consigli dei comuni che ne fanno parte. Il Presidente della Provincia tornerà quindi eletto dal Consiglio Provinciale nel suo seno, come avveniva prima delle riforme democratiche del 1993; scomparirà dunque di fatto la distinzione tra Consiglio e Giunta, e la Provincia diverrà un mero agglomerato amministrativo emanazione del livello comunale per la gestione di pochi poteri a livello centralizzato. Per quanto riguarda invece le regioni autonome, cui la Costituzione italiana e le annesse leggi costituzionali affidano la responsabilità dei propri enti locali, vari progetti di riforma sono attualmente allo studio dei consigli regionali di Sardegna e Friuli-Venezia Giulia, costituzionalmente competenti in materia, mentre la Sicilia ha deliberato lo scioglimento dei Consigli e delle Giunte a far data dal 30 giugno 2013, prevedendo dopo sei mesi di commissariamento la nomina di nuovi organi amministrativi da parte dei comuni.

Numero delle province [modifica]

Nel 1861 all'istituzione del Regno d'Italia le province erano solamente 59 e il territorio nazionale non comprendeva le attuali regioni del Veneto, più la città di Mantova e la parte orientale dell'omonima provincia, del Friuli-Venezia Giulia e del Trentino-Alto Adige che erano ancora sotto il dominio dello stato asburgico, e del Lazio che era rimasto allo Stato Pontificio. Invece furono riordinate nelle nuove province dello stato italiano il circondario di Rieti, allora nella provincia di Perugia già parte dello Stato Pontificio che fu annessa al nuovo stato italiano dopo l'invasione sabauda, e i circondari di Cittaducale in provincia dell'Aquila e di Gaeta e di Sora in provincia di Terra di Lavoro) che facevano parte del Regno delle Due Sicilie, anch'essi annessi a seguito dell'invasione delle truppe sabaude e dei Mille di Garibaldi.

Nel 1866, a seguito della Terza guerra d'indipendenza, vennero annessi i territori del Veneto incluso il Friuli e del Mantovano, precedentemente appartenenti all'Impero Austriaco, con l'inglobamento delle previgenti 9 province asburgiche di Belluno, Mantova, Padova, Rovigo, Treviso, Venezia, Verona, Vicenza e Udine. Infine nel 1870, a seguito dell'annessione della futura capitale, venne istituita la provincia di Roma, portando il numero complessivo di province nel Regno a 69.

Nel 1921 la provincia di Terra di Lavoro venne ridenominata provincia di Caserta.

Nel 1923, a seguito della riorganizzazione amministrativa dei territori annessi dopo la prima guerra mondiale, vennero istituite le nuove province dell'Istria[4], di Trento[5], di Trieste[6] e di Zara[7]; nello stesso anno vennero anche istituite le nuove province dello Jonio[8] e della Spezia[9], mentre la provincia di Porto Maurizio venne ridenominata provincia di Imperia[10].

Inoltre nel 1924, con l'annessione all'Italia della città di Fiume, viene istituita la provincia del Carnaro[11], portando il numero delle province a 76.

Riordinamento fascista [modifica]

Nel 1927 ad effetto del regio decreto legislativo n. 1/1927 del 2 gennaio 1927 "Riordinamento delle circoscrizioni provinciali" si ha l'istituzione di ben 17 province (Aosta, Bolzano, Brindisi, Castrogiovanni, Frosinone, Gorizia, Matera, Nuoro, Pescara, Pistoia, Ragusa, Rieti, Savona, Terni, Varese, Vercelli e Viterbo)[12].

Le province d'Italia nel 1942, quando l'Italia raggiunse la sua massima estensione

Nello stesso anno vengono soppressi i circondari che costituivano circoscrizioni subprovinciali sedi di sottoprefettura e tribunale. Nello stesso anno Castrogiovanni viene ridenominata Enna e Girgenti Agrigento. Nel 1930 Spezia diviene La Spezia, mentre nel 1931 Bari delle Puglie diviene Bari. Altre integrazioni si hanno nel 1934 con la provincia di Littoria e, nel 1935 con la provincia di Asti[13]. Nel 1938 la provincia di Massa e Carrara assunse la denominazione di provincia di Apuania[14]. Nel 1939 la provincia di Aquila degli Abruzzi diviene provincia dell'Aquila[15] e nel 1940 la provincia del Friuli viene rinominata provincia di Udine. Nel 1939 vengono ufficialmente annesse all'Italia quattro province create in Libia due anni prima: le province di Tripoli, Bengasi, Derna e Misurata.

Nel 1941, in seguito allo scioglimento del Regno di Jugoslavia, la provincia di Zara entra a far parte del Governatorato della Dalmazia (comprendente le province di Zara, Spalato e Cattaro), mentre nell'odierna parte centrale della Slovenia occupata dall'Esercito Italiano viene istituita la Provincia di Lubiana. Queste modifiche, che coincidono con la massima estensione dell'Italia politicamente ed amministrativamente, portano le province del regime a 102.

Province repubblicane [modifica]

Alla fine della seconda guerra mondiale, nel 1945, la provincia di Aosta viene rinominata Valle d'Aosta, Littoria cambia nome in Latina e viene reistituita la provincia, già soppressa, di Caserta. Nel 1946, alla Provincia di Massa e Carrara (rinominata Apuania nel 1938) viene dato, durante la luogotenenza di Umberto II di Savoia, il nuovo nome di Provincia di Massa - Carrara, fissandone il capoluogo in Massa. Nel 1947 l'Italia perde, con il Trattato di Parigi del 10 febbraio 1947, le province dell'Istria, del Carnaro e la Dalmazia, nonché parte del territorio di quelle di Trieste e Gorizia, mentre la stessa provincia di Trieste (zona A, della Venezia Giulia), a seguito della Risoluzione 16 del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite che determina lo status Territorio Libero, viene governata, sotto l'egida dell'ONU dal Governo Militare Alleato (Allied Military Government of Occupied Territories) e di fatto esclusa dall'Italia. Alla nascita della Repubblica l'Italia ha un totale di 91 province effettive. Nel 1948 la provincia della Valle d'Aosta viene soppressa e ne vengono trasferite le competenze alla neonata Regione a statuto speciale, mentre con lo Statuto della Regione Siciliana (1946) le circoscrizioni provinciali siciliane vengono soppresse e sostituite da liberi consorzi comunali, denominati "province regionali" con successiva L.R. n. 9 del 1986.

La situazione rimane immutata per oltre 20 anni, fatte salve la ridenominazione, nel 1951, della provincia dello Ionio in provincia di Taranto e a seguito del Memorandum di Londra del 1954, della provincia di Trieste anche se ufficialmente si tratta solo di amministrazione fiduciaria della Zona A del Territorio Libero di Trieste.

Nel 1968 viene istituita la provincia di Pordenone, cui seguono nel 1970 quella di Isernia e nel 1974 quella di Oristano, per un totale di 95 province (inclusa la Valle d'Aosta).

L'incremento diviene più sostanziale nel 1992 con la creazione di ben 8 province: Verbano-Cusio-Ossola, Biella, Lecco, Lodi, Rimini, Prato, Crotone, Vibo Valentia, mentre Forlì viene rinominata Forlì-Cesena.

Storia recente [modifica]

Nel 2001 la Regione a statuto speciale della Sardegna istituisce 4 province, divenute operative nel 2005, Olbia-Tempio, Ogliastra, Medio Campidano e Carbonia-Iglesias; mentre nel 2004 il Parlamento ha istituito le 3 province di Monza e Brianza, di Fermo e di Barletta-Andria-Trani, che sono divenute operative nel 2009, portando il numero complessivo delle province geografiche a 110.

Nel 2009 la conversione del decreto-legge 200/2008, annullando sia il regio decreto del 1938, sia il decreto luogotenenziale del 1946, ha fatto sì che la provincia di Massa-Carrara riassumesse l'originaria denominazione di provincia di Massa e Carrara[16][17].

In seguito all'esito dei referendum regionali del 2012 in Sardegna, riguardanti anche l'esistenza delle istituzioni provinciali, è stato dato avvio a un processo di riorganizzazione amministrativa di questi enti intermedi.[18] In Consiglio regionale il 24 maggio 2012[19] è stato decretato che, secondo gli attuali intendimenti della Regione, tali enti dovrebbero essere riformati o aboliti entro il 1º marzo 2013, restando quindi in carica sino al 28 febbraio 2013.[20][21][22][23]

Il 5 marzo 2013 la Regione Siciliana, in base ai poteri del proprio statuto speciale, fa il primo passo verso l'abolizione delle proprie province varando il DDL che renderà quelle siciliane le prime province ad essere cancellate e sostituite da liberi consorzi dei comuni.[24]

[modifica]

La variazione del numero di province in Italia.
Anno Numero
province
1861 59
1867 68
1870 69
1923 73
1924 76
1927 93
1934 94
1935 95
1941 98
1945 96
1947 91
1954 92
1968 93
1970 94
1974 95
1992 103
2001 107
2004 110

Elenco delle attuali province [modifica]

Popolazione delle province italiane

Di seguito una tabella contenente i dati di popolazione[25], superficie e densità abitativa, numero di comuni e regione di appartenenza delle 110 province (inclusa la Valle d'Aosta e il Trentino-Alto Adige). Gli enti sono ordinati alfabeticamente con la possibilità di ordinarli per le altre colonne.

Provincia Sigla Regione
amministrativa
Popolazione
(ab.)
Superficie
(km²)
Densità
(ab./km²)
Comuni
(N°)
Presidente Area politica
Agrigento Agrigento AG Sicilia &&&&&&&&&0453677.&&&&&0453 677 &&&&&&&&&&&03042.&&&&&03 042 &&&&&&&&&&&&0149.&&&&&0149 43 Eugenio d'Orsi (MpA)
Alessandria Alessandria AL Piemonte &&&&&&&&&0440481.&&&&&0440 481 &&&&&&&&&&&03559.&&&&&03 559 &&&&&&&&&&&&0123.&&&&&0123 190 Paolo Filippi (PD)
Ancona Ancona AN Marche &&&&&&&&&0481706.&&&&&0481 706 &&&&&&&&&&&01940.&&&&&01 940 &&&&&&&&&&&&0248.&&&&&0248 49 Patrizia Casagrande (commissario straordinario)[26]
Valle d'Aosta Valle d'Aosta (Regione a statuto speciale)[27] AO Valle d'Aosta &&&&&&&&&0128376.&&&&&0128 376 &&&&&&&&&&&03263.&&&&&03 263 &&&&&&&&&&&&&039.&&&&&039 74 Augusto Rollandin (UV)
Arezzo Arezzo AR Toscana &&&&&&&&&0350022.&&&&&0350 022 &&&&&&&&&&&03236.&&&&&03 236 &&&&&&&&&&&&0108.&&&&&0108 39 Roberto Vasai (PD)
Ascoli Piceno Ascoli Piceno AP Marche &&&&&&&&&0213932.&&&&&0213 932 &&&&&&&&&&&01228.&&&&&01 228 &&&&&&&&&&&&0174.&&&&&0174 33 Piero Celani (PdL)
Asti Asti AT Piemonte &&&&&&&&&0221871.&&&&&0221 871 &&&&&&&&&&&01515.&&&&&01 515 &&&&&&&&&&&&0146.&&&&&0146 118 Alberto Ardia (commissario straordinario)[28]
Avellino Avellino AV Campania &&&&&&&&&0438790.&&&&&0438 790 &&&&&&&&&&&02792.&&&&&02 792 &&&&&&&&&&&&0157.&&&&&0157 119 Raffaele Coppola (commissario straordinario)[29]
Bari Bari BA Puglia &&&&&&&&01259337.&&&&&01 259 337 &&&&&&&&&&&03821.&&&&&03 821 &&&&&&&&&&&&0329.&&&&&0329 41 Francesco Schittulli (PdL)
Barletta-Andria-Trani Barletta-Andria-Trani BT Puglia &&&&&&&&&0393002.&&&&&0393 002 &&&&&&&&&&&01538.&&&&&01 538 &&&&&&&&&&&&0255.&&&&&0255 10 Francesco Ventola (PdL)
Belluno Belluno BL Veneto &&&&&&&&&0213242.&&&&&0213 242 &&&&&&&&&&&03676.&&&&&03 676 &&&&&&&&&&&&&058.&&&&&058 69 Vittorio Capocelli (commissario straordinario)[30]
Benevento Benevento BN Campania &&&&&&&&&0295540.&&&&&0295 540 &&&&&&&&&&&02071.&&&&&02 071 &&&&&&&&&&&&0138.&&&&&0138 78 Aniello Cimitile (PD)
Bergamo Bergamo BG Lombardia &&&&&&&&01101458.&&&&&01 101 458 &&&&&&&&&&&02723.&&&&&02 723 &&&&&&&&&&&&0404.&&&&&0404 244 Ettore Pirovano (LN)
Biella Biella BI Piemonte &&&&&&&&&0185701.&&&&&0185 701 &&&&&&&&&&&&0914.&&&&&0914 &&&&&&&&&&&&0203.&&&&&0203 82 Roberto Simonetti (LN)
Bologna Bologna BO Emilia-Romagna &&&&&&&&&0995693.&&&&&0995 693 &&&&&&&&&&&03702.&&&&&03 702 &&&&&&&&&&&&0268.&&&&&0268 60 Beatrice Draghetti (PD)
Bolzano Bolzano (Autonoma) BZ Trentino-Alto Adige &&&&&&&&&0508863.&&&&&0508 863 &&&&&&&&&&&07400.&&&&&07 400 &&&&&&&&&&&&&068.&&&&&068 116 Luis Durnwalder (SVP)
Brescia Brescia BS Lombardia &&&&&&&&01259626.&&&&&01 259 626 &&&&&&&&&&&04783.&&&&&04 783 &&&&&&&&&&&&0263.&&&&&0263 206 Daniele Molgora (LN)
Brindisi Brindisi BR Puglia &&&&&&&&&0403135.&&&&&0403 135 &&&&&&&&&&&01839.&&&&&01 839 &&&&&&&&&&&&0219.&&&&&0219 20 Cesare Castelli (commissario straordinario)[31]
Cagliari Cagliari CA Sardegna &&&&&&&&&0563572.&&&&&0563 572 &&&&&&&&&&&04570.&&&&&04 570 &&&&&&&&&&&&0123.&&&&&0123 71 Angela Quaquero (vicepresidente, PD)
Caltanissetta Caltanissetta CL Sicilia &&&&&&&&&0271242.&&&&&0271 242 &&&&&&&&&&&02124.&&&&&02 124 &&&&&&&&&&&&0127.&&&&&0127 22 Damiano Li Vecchi (commissario straordinario)
Campobasso Campobasso CB Molise &&&&&&&&&0230928.&&&&&0230 928 &&&&&&&&&&&02910.&&&&&02 910 &&&&&&&&&&&&&079.&&&&&079 84 Rosario De Matteis (PdL)
Carbonia-Iglesias Carbonia-Iglesias CI Sardegna &&&&&&&&&0129668.&&&&&0129 668 &&&&&&&&&&&01495.&&&&&01 495 &&&&&&&&&&&&&086.&&&&&086 23 Salvatore Cherchi (PD)
Caserta Caserta CE Campania &&&&&&&&&0917570.&&&&&0917 570 &&&&&&&&&&&02640.&&&&&02 640 &&&&&&&&&&&&0347.&&&&&0347 104 Domenico Zinzi (UDC)
Catania Catania CT Sicilia &&&&&&&&01090462.&&&&&01 090 462 &&&&&&&&&&&03553.&&&&&03 553 &&&&&&&&&&&&0306.&&&&&0306 58 Antonina Liotta (commissario straordinario)[32]
Catanzaro Catanzaro CZ Calabria &&&&&&&&&0368381.&&&&&0368 381 &&&&&&&&&&&02392.&&&&&02 392 &&&&&&&&&&&&0154.&&&&&0154 80 Wanda Ferro (PdL)
Chieti Chieti CH Abruzzo &&&&&&&&&0397276.&&&&&0397 276 &&&&&&&&&&&02588.&&&&&02 588 &&&&&&&&&&&&0153.&&&&&0153 104 Enrico Di Giuseppantonio (UDC)
Como Como[33] CO Lombardia &&&&&&&&&0596376.&&&&&0596 376 &&&&&&&&&&&01288.&&&&&01 288 &&&&&&&&&&&&0463.&&&&&0463 160 Leonardo Carioni (commissario straordinario)[34]
Cosenza Cosenza CS Calabria &&&&&&&&&0734414.&&&&&0734 414 &&&&&&&&&&&06650.&&&&&06 650 &&&&&&&&&&&&0110.&&&&&0110 155 Mario Oliverio (PD)
Cremona Cremona CR Lombardia &&&&&&&&&0363918.&&&&&0363 918 &&&&&&&&&&&01771.&&&&&01 771 &&&&&&&&&&&&0205.&&&&&0205 115 Massimiliano Salini (PdL)
Crotone Crotone KR Calabria &&&&&&&&&0174532.&&&&&0174 532 &&&&&&&&&&&01716.&&&&&01 716 &&&&&&&&&&&&0101.&&&&&0101 27 Stanislao Zurlo (PdL)
Cuneo Cuneo CN Piemonte &&&&&&&&&0592782.&&&&&0592 782 &&&&&&&&&&&06902.&&&&&06 902 &&&&&&&&&&&&&085.&&&&&085 250 Gianna Gancia (LN)
Enna Enna EN Sicilia &&&&&&&&&0172237.&&&&&0172 237 &&&&&&&&&&&02561.&&&&&02 561 &&&&&&&&&&&&&067.&&&&&067 20 Giuseppe Monaco (FLI)
Fermo Fermo FM Marche &&&&&&&&&0178243.&&&&&0178 243 &&&&&&&&&&&&0860.&&&&&0860 &&&&&&&&&&&&0207.&&&&&0207 40 Fabrizio Cesetti (SEL)
Ferrara Ferrara FE Emilia-Romagna &&&&&&&&&0359934.&&&&&0359 934 &&&&&&&&&&&02630.&&&&&02 630 &&&&&&&&&&&&0136.&&&&&0136 26 Marcella Zappaterra (PD)
Firenze Firenze FI Toscana &&&&&&&&01000324.&&&&&01 000 324 &&&&&&&&&&&03515.&&&&&03 515 &&&&&&&&&&&&0284.&&&&&0284 44 Andrea Barducci (PD)
Foggia Foggia FG Puglia &&&&&&&&&0640071.&&&&&0640 071 &&&&&&&&&&&06966.&&&&&06 966 &&&&&&&&&&&&&091.&&&&&091 61 Antonio Pepe (PdL)
Forlì-Cesena Forlì-Cesena FC Emilia-Romagna &&&&&&&&&0396158.&&&&&0396 158 &&&&&&&&&&&02376.&&&&&02 376 &&&&&&&&&&&&0166.&&&&&0166 30 Massimo Bulbi (PD)
Frosinone Frosinone FR Lazio &&&&&&&&&0498204.&&&&&0498 204 &&&&&&&&&&&03243.&&&&&03 243 &&&&&&&&&&&&0153.&&&&&0153 91 Antonello Iannarilli (PdL)
Genova Genova GE Liguria &&&&&&&&&0883419.&&&&&0883 419 &&&&&&&&&&&01839.&&&&&01 839 &&&&&&&&&&&&0480.&&&&&0480 67 Piero Fossati (commissario straordinario)[35][36][37]
Gorizia Gorizia GO Friuli-Venezia Giulia &&&&&&&&&0142279.&&&&&0142 279 &&&&&&&&&&&&0466.&&&&&0466 &&&&&&&&&&&&0305.&&&&&0305 25 Enrico Gherghetta (PD)
Grosseto Grosseto GR Toscana &&&&&&&&&0228309.&&&&&0228 309 &&&&&&&&&&&04501.&&&&&04 501 &&&&&&&&&&&&&050.&&&&&050 28 Leonardo Marras (PD)
Imperia Imperia IM Liguria &&&&&&&&&0222807.&&&&&0222 807 &&&&&&&&&&&01156.&&&&&01 156 &&&&&&&&&&&&0192.&&&&&0192 67 Luigi Sappa (PdL)
Isernia Isernia IS Molise &&&&&&&&&&088444.&&&&&088 444 &&&&&&&&&&&01529.&&&&&01 529 &&&&&&&&&&&&&058.&&&&&058 52 Luigi Mazzuto (PdL)
La Spezia La Spezia SP Liguria &&&&&&&&&0223357.&&&&&0223 357 &&&&&&&&&&&&0881.&&&&&0881 &&&&&&&&&&&&0253.&&&&&0253 32 Marino Fiasella (commissario straordinario)[38]
L'Aquila L'Aquila AQ Abruzzo &&&&&&&&&0309906.&&&&&0309 906 &&&&&&&&&&&05035.&&&&&05 035 &&&&&&&&&&&&&061.&&&&&061 108 Antonio Del Corvo (PdL)
Latina Latina LT Lazio &&&&&&&&&0556934.&&&&&0556 934 &&&&&&&&&&&02250.&&&&&02 250 &&&&&&&&&&&&0247.&&&&&0247 33 Armando Cusani (PdL)
Lecce Lecce LE Puglia &&&&&&&&&0815488.&&&&&0815 488 &&&&&&&&&&&02759.&&&&&02 759 &&&&&&&&&&&&0295.&&&&&0295 97 Antonio Maria Gabellone (PdL)
Lecco Lecco LC Lombardia &&&&&&&&&0340470.&&&&&0340 470 &&&&&&&&&&&&0816.&&&&&0816 &&&&&&&&&&&&0417.&&&&&0417 90 Daniele Nava (PdL)
Livorno Livorno LI Toscana &&&&&&&&&0342995.&&&&&0342 995 &&&&&&&&&&&01211.&&&&&01 211 &&&&&&&&&&&&0283.&&&&&0283 20 Giorgio Kutufà (PD)
Lodi Lodi LO Lombardia &&&&&&&&&0228102.&&&&&0228 102 &&&&&&&&&&&&0782.&&&&&0782 &&&&&&&&&&&&0291.&&&&&0291 61 Pietro Foroni (LN)
Lucca Lucca LU Toscana &&&&&&&&&0394252.&&&&&0394 252 &&&&&&&&&&&01773.&&&&&01 773 &&&&&&&&&&&&0222.&&&&&0222 35 Stefano Baccelli (PD)
Macerata Macerata MC Marche &&&&&&&&&0325574.&&&&&0325 574 &&&&&&&&&&&02774.&&&&&02 774 &&&&&&&&&&&&0117.&&&&&0117 57 Antonio Pettinari (UDC)
Mantova Mantova MN Lombardia &&&&&&&&&0416230.&&&&&0416 230 &&&&&&&&&&&02339.&&&&&02 339 &&&&&&&&&&&&0177.&&&&&0177 70 Alessandro Pastacci (PD)
Massa e Carrara Massa e Carrara MS Toscana &&&&&&&&&0203697.&&&&&0203 697 &&&&&&&&&&&01157.&&&&&01 157 &&&&&&&&&&&&0176.&&&&&0176 17 Osvaldo Angeli (PD)
Matera Matera MT Basilicata &&&&&&&&&0203696.&&&&&0203 696 &&&&&&&&&&&03447.&&&&&03 447 &&&&&&&&&&&&&059.&&&&&059 31 Francesco Stella (PD)
Medio Campidano VS Sardegna &&&&&&&&&0102202.&&&&&0102 202 &&&&&&&&&&&01516.&&&&&01 516 &&&&&&&&&&&&&067.&&&&&067 28 Fulvio Tocco (PD)
Messina Messina ME Sicilia &&&&&&&&&0652891.&&&&&0652 891 &&&&&&&&&&&03247.&&&&&03 247 &&&&&&&&&&&&0201.&&&&&0201 108 Nanni Ricevuto (PdL)
Milano Milano MI Lombardia &&&&&&&&03170597.&&&&&03 170 597 &&&&&&&&&&&01575.&&&&&01 575 &&&&&&&&&&&02013.&&&&&02 013 134 Guido Podestà (PdL)
Modena Modena MO Emilia-Romagna &&&&&&&&&0702487.&&&&&0702 487 &&&&&&&&&&&02689.&&&&&02 689 &&&&&&&&&&&&0261.&&&&&0261 47 Emilio Sabattini (PD)
Monza e Brianza Monza e Brianza MB Lombardia &&&&&&&&&0852539.&&&&&0852 539 &&&&&&&&&&&&0405.&&&&&0405 &&&&&&&&&&&02105.&&&&&02 105 55 Dario Allevi (PdL)
Napoli Napoli NA Campania &&&&&&&&03081067.&&&&&03 081 067 &&&&&&&&&&&01171.&&&&&01 171 &&&&&&&&&&&02631.&&&&&02 631 92 Luigi Cesaro (PdL)
Novara Novara NO Piemonte &&&&&&&&&0372109.&&&&&0372 109 &&&&&&&&&&&01339.&&&&&01 339 &&&&&&&&&&&&0277.&&&&&0277 88 Diego Sozzani (PdL)
Nuoro Nuoro NU Sardegna &&&&&&&&&0160399.&&&&&0160 399 &&&&&&&&&&&03934.&&&&&03 934 &&&&&&&&&&&&&040.&&&&&040 52 Roberto Deriu (PD)
Ogliastra Ogliastra OG Sardegna &&&&&&&&&&057980.&&&&&057 980 &&&&&&&&&&&01854.&&&&&01 854 &&&&&&&&&&&&&031.&&&&&031 23 Bruno Pilia (ApI)
Olbia-Tempio Olbia-Tempio OT Sardegna &&&&&&&&&0158144.&&&&&0158 144 &&&&&&&&&&&03399.&&&&&03 399 &&&&&&&&&&&&&046.&&&&&046 26 Fedele Sanciu (PdL)
Oristano Oristano OR Sardegna &&&&&&&&&0165931.&&&&&0165 931 &&&&&&&&&&&03040.&&&&&03 040 &&&&&&&&&&&&&054.&&&&&054 88 Massimiliano De Seneen (PdL)
Padova Padova PD Veneto &&&&&&&&&0936307.&&&&&0936 307 &&&&&&&&&&&02143.&&&&&02 143 &&&&&&&&&&&&0436.&&&&&0436 104 Barbara Degani (PdL)
Palermo Palermo PA Sicilia &&&&&&&&01250026.&&&&&01 250 026 &&&&&&&&&&&04992.&&&&&04 992 &&&&&&&&&&&&0250.&&&&&0250 82 Giovanni Avanti (UDC)
Parma Parma PR Emilia-Romagna &&&&&&&&&0443136.&&&&&0443 136 &&&&&&&&&&&03450.&&&&&03 450 &&&&&&&&&&&&0128.&&&&&0128 47 Vincenzo Bernazzoli (PD)
Pavia Pavia PV Lombardia &&&&&&&&&0549354.&&&&&0549 354 &&&&&&&&&&&02965.&&&&&02 965 &&&&&&&&&&&&0185.&&&&&0185 190 Daniele Bosone (PD)
Perugia Perugia PG Umbria &&&&&&&&&0673290.&&&&&0673 290 &&&&&&&&&&&06332.&&&&&06 332 &&&&&&&&&&&&0106.&&&&&0106 59 Marco Vinicio Guasticchi (PD)
Pesaro e Urbino Pesaro e Urbino[39] PU Marche &&&&&&&&&0366931.&&&&&0366 931 &&&&&&&&&&&02564.&&&&&02 564 &&&&&&&&&&&&0143.&&&&&0143 60 Matteo Ricci (PD)
Pescara Pescara PE Abruzzo &&&&&&&&&0323523.&&&&&0323 523 &&&&&&&&&&&01225.&&&&&01 225 &&&&&&&&&&&&0264.&&&&&0264 46 Guerino Testa (PdL)
Piacenza Piacenza PC Emilia-Romagna &&&&&&&&&0290215.&&&&&0290 215 &&&&&&&&&&&02590.&&&&&02 590 &&&&&&&&&&&&0112.&&&&&0112 48 Massimo Trespidi (PdL)
Pisa Pisa PI Toscana &&&&&&&&&0418210.&&&&&0418 210 &&&&&&&&&&&02445.&&&&&02 445 &&&&&&&&&&&&0171.&&&&&0171 39 Andrea Pieroni (PD)
Pistoia Pistoia PT Toscana &&&&&&&&&0321623.&&&&&0321 623 &&&&&&&&&&&&0965.&&&&&0965 &&&&&&&&&&&&0303.&&&&&0303 22 Federica Fratoni (PD)
Pordenone Pordenone PN Friuli-Venezia Giulia &&&&&&&&&0315631.&&&&&0315 631 &&&&&&&&&&&02130.&&&&&02 130 &&&&&&&&&&&&0148.&&&&&0148 51 Alessandro Ciriani (PdL)
Potenza Potenza PZ Basilicata &&&&&&&&&0383217.&&&&&0383 217 &&&&&&&&&&&06549.&&&&&06 549 &&&&&&&&&&&&&058.&&&&&058 100 Piero Lacorazza (PD)
Prato Prato PO Toscana &&&&&&&&&0250404.&&&&&0250 404 &&&&&&&&&&&&0365.&&&&&0365 &&&&&&&&&&&&0686.&&&&&0686 7 Lamberto Gestri (PD)
Ragusa Ragusa RG Sicilia &&&&&&&&&0318935.&&&&&0318 935 &&&&&&&&&&&01614.&&&&&01 614 &&&&&&&&&&&&0197.&&&&&0197 12 Giovanni Scarso (commissario straordinario)
Ravenna Ravenna RA Emilia-Romagna &&&&&&&&&0410333.&&&&&0410 333 &&&&&&&&&&&01858.&&&&&01 858 &&&&&&&&&&&&0211.&&&&&0211 18 Claudio Casadio (PD)
Reggio Calabria Reggio Calabria RC Calabria &&&&&&&&&0566653.&&&&&0566 653 &&&&&&&&&&&03184.&&&&&03 184 &&&&&&&&&&&&0177.&&&&&0177 97 Giuseppe Raffa (PdL)
Reggio Emilia Reggio Emilia RE Emilia-Romagna &&&&&&&&&0531433.&&&&&0531 433 &&&&&&&&&&&02292.&&&&&02 292 &&&&&&&&&&&&0231.&&&&&0231 45 Sonia Masini (PD)
Rieti Rieti RI Lazio &&&&&&&&&0160570.&&&&&0160 570 &&&&&&&&&&&02750.&&&&&02 750 &&&&&&&&&&&&&058.&&&&&058 73 Fabio Melilli (PD)
Rimini Rimini[39] RN Emilia-Romagna &&&&&&&&&0330112.&&&&&0330 112 &&&&&&&&&&&&0863.&&&&&0863 &&&&&&&&&&&&0382.&&&&&0382 27 Stefano Vitali (PD)
Roma Roma RM Lazio &&&&&&&&04208740.&&&&&04 208 740 &&&&&&&&&&&05352.&&&&&05 352 &&&&&&&&&&&&0786.&&&&&0786 121 Umberto Postiglione (commissario straordinario)
Rovigo Rovigo RO Veneto &&&&&&&&&0248195.&&&&&0248 195 &&&&&&&&&&&01790.&&&&&01 790 &&&&&&&&&&&&0138.&&&&&0138 50 Tiziana Virgili (PD)
Salerno Salerno SA Campania &&&&&&&&01109916.&&&&&01 109 916 &&&&&&&&&&&04918.&&&&&04 918 &&&&&&&&&&&&0225.&&&&&0225 158 Edmondo Cirielli (PdL)
Sassari Sassari SS Sardegna &&&&&&&&&0337100.&&&&&0337 100 &&&&&&&&&&&04281.&&&&&04 281 &&&&&&&&&&&&&078.&&&&&078 66 Alessandra Giudici (PD)
Savona Savona SV Liguria &&&&&&&&&0287566.&&&&&0287 566 &&&&&&&&&&&01545.&&&&&01 545 &&&&&&&&&&&&0186.&&&&&0186 69 Angelo Vaccarezza (PdL)
Siena Siena SI Toscana &&&&&&&&&0272756.&&&&&0272 756 &&&&&&&&&&&03823.&&&&&03 823 &&&&&&&&&&&&&071.&&&&&071 36 Simone Bezzini (PD)
Siracusa Siracusa SR Sicilia &&&&&&&&&0403769.&&&&&0403 769 &&&&&&&&&&&02108.&&&&&02 108 &&&&&&&&&&&&0191.&&&&&0191 21 Nicola Bono (PdL)
Sondrio Sondrio SO Lombardia &&&&&&&&&0183158.&&&&&0183 158 &&&&&&&&&&&03210.&&&&&03 210 &&&&&&&&&&&&&057.&&&&&057 78 Massimo Sertori (LN)
Taranto Taranto TA Puglia &&&&&&&&&0579556.&&&&&0579 556 &&&&&&&&&&&02436.&&&&&02 436 &&&&&&&&&&&&0237.&&&&&0237 29 Giovanni Florido (PD)
Teramo Teramo TE Abruzzo &&&&&&&&&0312460.&&&&&0312 460 &&&&&&&&&&&01948.&&&&&01 948 &&&&&&&&&&&&0160.&&&&&0160 47 Valter Catarra (PdL)
Terni Terni TR Umbria &&&&&&&&&0234491.&&&&&0234 491 &&&&&&&&&&&02122.&&&&&02 122 &&&&&&&&&&&&0110.&&&&&0110 33 Feliciano Polli (PD)
Torino Torino TO Piemonte &&&&&&&&02306881.&&&&&02 306 881 &&&&&&&&&&&06829.&&&&&06 829 &&&&&&&&&&&&0337.&&&&&0337 316 Antonio Saitta (PD)
Trapani Trapani TP Sicilia &&&&&&&&&0436311.&&&&&0436 311 &&&&&&&&&&&02460.&&&&&02 460 &&&&&&&&&&&&0177.&&&&&0177 24 Luciana Giammanco (commissario straordinario)
Trento Trento (Autonoma)[40] TN Trentino-Alto Adige &&&&&&&&&0530671.&&&&&0530 671 &&&&&&&&&&&06203.&&&&&06 203 &&&&&&&&&&&&&085.&&&&&085 217 Lorenzo Dellai (UpT)
Treviso Treviso TV Veneto &&&&&&&&&0889835.&&&&&0889 835 &&&&&&&&&&&02477.&&&&&02 477 &&&&&&&&&&&&0359.&&&&&0359 95 Leonardo Muraro (LN)
Trieste Trieste TS Friuli-Venezia Giulia &&&&&&&&&0236650.&&&&&0236 650 &&&&&&&&&&&&0212.&&&&&0212 &&&&&&&&&&&01115.&&&&&01 115 6 Maria Teresa Bassa Poropat (PD)
Udine Udine[41] UD Friuli-Venezia Giulia &&&&&&&&&0541173.&&&&&0541 173 &&&&&&&&&&&04904.&&&&&04 904 &&&&&&&&&&&&0110.&&&&&0110 136 Pietro Fontanini (LN)
Varese Varese VA Lombardia &&&&&&&&&0885283.&&&&&0885 283 &&&&&&&&&&&01199.&&&&&01 199 &&&&&&&&&&&&0738.&&&&&0738 141 Dario Galli (LN)
Venezia Venezia VE Veneto &&&&&&&&&0864189.&&&&&0864 189 &&&&&&&&&&&02461.&&&&&02 461 &&&&&&&&&&&&0351.&&&&&0351 44 Francesca Zaccariotto (LN)
Verbano-Cusio-Ossola Verbano-Cusio-Ossola VB Piemonte &&&&&&&&&0163123.&&&&&0163 123 &&&&&&&&&&&02256.&&&&&02 256 &&&&&&&&&&&&&072.&&&&&072 77 Massimo Nobili (PdL)
Vercelli Vercelli VC Piemonte &&&&&&&&&0179484.&&&&&0179 484 &&&&&&&&&&&02088.&&&&&02 088 &&&&&&&&&&&&&085.&&&&&085 86 Carlo Riva Vercellotti (PdL)
Verona Verona VR Veneto &&&&&&&&&0922210.&&&&&0922 210 &&&&&&&&&&&03120.&&&&&03 120 &&&&&&&&&&&&0295.&&&&&0295 98 Giovanni Miozzi (PdL)
Vibo Valentia Vibo Valentia VV Calabria &&&&&&&&&0166370.&&&&&0166 370 &&&&&&&&&&&01139.&&&&&01 139 &&&&&&&&&&&&0146.&&&&&0146 50 Francesco De Nisi (PD)
Vicenza Vicenza VI Veneto &&&&&&&&&0871965.&&&&&0871 965 &&&&&&&&&&&02723.&&&&&02 723 &&&&&&&&&&&&0320.&&&&&0320 121 Attilio Schneck (commissario straordinario)[42]
Viterbo Viterbo VT Lazio &&&&&&&&&0321008.&&&&&0321 008 &&&&&&&&&&&03614.&&&&&03 614 &&&&&&&&&&&&&088.&&&&&088 60 Marcello Meroi (PdL)
Totale Italia - - &&&&&&&060702570.&&&&&060 702 570 &&&&&&&&&0301338.&&&&&0301 338 &&&&&&&&&&&&0201.&&&&&0201 8.092 - -

Statistiche [modifica]

Mappa d'Italia con le province
Province più ricche e più povere (Pil pro capite nominale province italiane, dati Unioncamere 2010)
Pos. Provincia Pil procapite
(€)
1 Valle d'Aosta Valle d'Aosta 38.037
2 Milano Milano 37.530
3 Bolzano Bolzano 36.122
4 Roma Roma 35.568
5 Bologna Bologna 33.276
106 Enna Enna 16.575
107 Oristano Oristano 16.536
108 Crotone Crotone 16.009
109 Ogliastra Ogliastra 15.650
110 Carbonia-Iglesias Carbonia-Iglesias 15.346

Funzioni [modifica]

In base all'art. 19 del Decreto Legislativo 18 agosto 2000, n. 267 "Testo unico delle leggi sull'ordinamento degli enti locali" (TUEL) spettano alla provincia le funzioni amministrative di interesse provinciale che riguardino vaste zone intercomunali o l'intero territorio provinciale nei seguenti settori:

  1. difesa del suolo, tutela e valorizzazione dell'ambiente e prevenzione delle calamità;
  2. tutela e valorizzazione delle risorse idriche ed energetiche;
  3. valorizzazione dei beni culturali;
  4. viabilità e trasporti;
  5. protezione della flora e della fauna parchi e riserve naturali;
  6. caccia e pesca nelle acque interne;
  7. organizzazione dello smaltimento dei rifiuti a livello provinciale, rilevamento, disciplina e controllo degli scarichi delle acque e delle emissioni atmosferiche e sonore;
  8. servizi sanitari, di igiene e profilassi pubblica, attribuiti dalla legislazione statale e regionale;
  9. compiti connessi alla istruzione secondaria di secondo grado ed artistica ed alla formazione professionale, compresa l'edilizia scolastica, attribuiti dalla legislazione statale e regionale;
  10. raccolta ed elaborazione dati, assistenza tecnico-amministrativa agli enti locali.

Inoltre, alle Province sono attribuiti compiti di promozione e coordinamento di attività, nonché la realizzazione di opere di importante interesse provinciale sia nel settore economico, produttivo, commerciale e turistico, sia in quello sociale, culturale e sportivo.

Ulteriore specifico compito delle Province è quello della programmazione, previsto dall'art. 20 del TUEL, che si svolge secondo le norme dettate dalla legge regionale, mentre è la stessa Provincia a predisporre e ad adottare il piano territoriale di coordinamento che determina gli indirizzi generali di assetto del territorio, ovvero le diverse destinazioni del territorio, la localizzazione delle maggiori infrastrutture e delle principali vie di comunicazione, gli obiettivi e i modi di intervento per la sistemazione idrica, idrogeologica ed idraulico-forestale (interessi ambientali). È la provincia, quindi, che ha la funzione di accertare la compatibilità degli strumenti di pianificazione territoriale predisposti dai Comuni, con le previsioni contenute nel piano territoriale di coordinamento.

Il D.Lgs. n.112/1998 ha conferito alle Province ulteriori funzioni prima spettanti allo Stato o alle Regioni, in adesione al principio di sussidiarietà, fra le quali spiccano quelle in materia di:

  • protezione civile (attuazione dei piani regionali, predisposizione dei piani provinciali - competenza prima spettante alla Prefettura);
  • scuola ed istruzione (istituzione e soppressione di scuole, organnizzazione della rete scolastica; edifici scolastici)
  • risparmio e rendimento energetico;
  • trasporti (molte competenze sono ereditate dalla Motorizzazione civile);
  • autoscuole (autorizzazioni, vigilanza, consorzi, esami di idoneità per gli insegnanti);
  • imprese di revisione e riparazione di autoveicoli;
  • rilascio di licenze per autotrasporto ed albi provinciale degli autotrasportatori;
  • industria
  • lavoro e centri per l'impiego (ex uffici di collocamento di competenza del Ministero del Lavoro)

Polizia provinciale. Quasi tutte le province italiane sono dotate di un proprio Corpo (o servizio) di Polizia provinciale, con compiti di Polizia Amministrativa, Giudiziaria, Ambientale, Edilizia, Ittica-Venatoria, Stradale, Protezione civile ecc. La Polizia provinciale può esercitare anche funzioni ausiliarie di Pubblica Sicurezza, sotto le direttive operative dell'autorità provinciale di pubblica sicurezza.

Assetto istituzionale [modifica]

Appartenenza politica attuale dei presidenti delle 110 province italiane.

██ Partito Democratico

██ Il Popolo della Libertà

██ Lega Nord

██ Unione di Centro

██ Futuro e Libertà per l'Italia

██ Movimento per le Autonomie

██ Sinistra Ecologia Libertà

██ Südtiroler Volkspartei

██ Unione per il Trentino

██ Union Valdôtaine

██ Province commissariate

La legge n° 81 del 25 marzo 1993 ha stabilito l'elezione popolare diretta dei presidenti delle province italiane, ricorrendo a un eventuale turno di ballottaggio qualora nessun candidato raggiungesse la maggioranza assoluta dei consensi. La durata in carica del presidente, originariamente fissata in quattro anni, fu prolungata a cinque, e l'intero sistema normativo venne consolidato nel Testo unico delle leggi sull'ordinamento degli enti locali, il D.Lgs. n°267 del 2000. In qualunque caso di morte, dimissioni, sospensione, sfiducia o decadenza del presidente, si procede all'indizione di nuove elezioni provinciali e, nel caso di crisi politica, alla gestione provvisoria dell'ente da parte di un commissario nominato dal prefetto.

Contestualmente alla scelta del presidente, si tengono le elezioni del Consiglio Provinciale, sul principio del governo di legislatura. I consiglieri, in numero variabile da 24 a 45 secondo l'entità della popolazione, sono eletti con un particolare sistema elettorale proporzionale con premio di maggioranza. L'elettore può tracciare sulla scheda elettorale, di colore giallo, un segno su un candidato presidente e su un candidato consigliere che lo sostiene. Alla coalizione collegata al presidente eletto vengono comunque garantiti almeno il 60% dei seggi consiliari; tenuta presente questa clausola, i seggi vengono ripartiti in maniera proporzionale con metodo D'Hondt sulla base dei voti conseguiti dalle varie coalizioni, e in seconda istanza dalle singole liste, nella circoscrizione unica provinciale. I candidati si presentano però in collegi uninominali e, determinato il numero di seggi assegnati a ciascuna lista, vengono dichiarati eletti coloro che, all'interno della stessa, abbiano ottenuto le maggiori percentuali di voto nel proprio collegio.

Norme del tutto diverse regolano invece la vita istituzionale nelle comunità autonome: Aosta, Bolzano e Trento.

Numerosità dei consigli e delle giunte [modifica]

Secondo gli articoli 37 e 47 del decreto legislativo 267/2000[43] (Testo unico degli enti locali) modificato dall'art. 2, comma 23, L. 244/2007[44] e sottoposto alla legge 191/2009[45] la consistenza numerica dei consigli provinciali nelle regioni ordinarie è definita in base al numero di abitanti.

La Sicilia, la Sardegna e il Friuli-Venezia Giulia applicano tali leggi solo nella misura voluta dalle rispettive normative regionali. Leggi costituzionali specifiche regolano invece le tre entità sui generis del Trentino, dell'Alto Adige e della Valle d'Aosta.

Abitanti Membri Consiglio
(eletti prima del 2011)
Membri Consiglio
(eletti nelle regioni ordinarie nel 2011)
Assessori
(numero massimo)
Assessori
(eletti nelle regioni ordinarie nel 2011)
più di 1.400.000 abitanti 45 36 12 9
tra 700.000 e 1.400.000 36[46] 28 12 9
tra 300.000 e 700.000 30[47] 24 10 8
meno di 300.000 abitanti 24[48] 19 8 6

Progetti e leggi di riforma [modifica]

Primi progetti di riforma [modifica]

Il Parlamento italiano ha approvato la legge 5 maggio 2009, n. 42, legge delega sul federalismo fiscale che mira a garantire alle province autonomia di entrata e di spesa, attraverso tributi propri, compartecipazioni e fondi perequativi, in attuazione dell'art. 119 della Costituzione.

Il 26 maggio 2010 era stata proposta l'abrogazione di alcune province, che però non ha avuto seguito[49].

Il 30 giugno 2010, è stato approvato dalla Camera dei Deputati il disegno di legge di riforma degli enti locali ("Carta delle Autonomie locali"), che individua le funzioni fondamentali delle Province. Il DDL AS 2259 è ora[quando?] all'esame della Commissione affari costituzionali del Senato della Repubblica.

Il 25 luglio 2011 viene respinta dalla Camera dei Deputati una proposta di legge che mirava all'abolizione dell'ente[50].

Il 12 agosto 2011 il Consiglio dei ministri ha approvato il cosiddetto Decreto legge anti-crisi, contenente misure d'urgenza sul fronte economico e finanziario, tra cui è compresa l'abolizione e l'accorpamento delle province con popolazione inferiore ai 350mila abitanti[51] (da individuare sulla base dei dati del censimento demografico dell'8 ottobre 2011) che abbiano, altresì, una superficie inferiore ai duemilacinquecento chilometri quadrati[52]; nelle regioni con meno di 350 000 abitanti non potranno in ogni caso essere istituite Province[53]. Il provvedimento è tuttavia stato poi escluso dal decreto poiché il Governo ha ritenuto più corretto inserirlo in un nuovo DDL costituzionale. Infatti, l'8 settembre 2011 il Consiglio dei ministri ha approvato un disegno di legge costituzionale che prevede l'obbligo del pareggio di bilancio in Costituzione e l'abolizione delle province come ente locale statale[54].

Riforma Monti [modifica]

Mappa delle nuove province deliberata dal Governo Monti

Il decreto legge 4 dicembre 2011 n. 201, convertito con modificazioni dalla legge 22 dicembre 2011, n. 214[55] (cosiddetta Manovra Salva-Italia) stabilisce che il Consiglio provinciale, composto da un massimo di 10 membri, sarà eletto dai Consigli comunali secondo norme stabilite da legge dello Stato. I consiglieri provinciali provvederanno quindi ad eleggere tra loro il presidente. La durata dei Consigli rimarrà quinquennale. Le Giunte provinciali sono state soppresse del tutto.

La profonda modifica prevista dal decreto prevede una graduale transizione dell'organo provinciale, i cui poteri saranno entro 12 mesi devoluti ai comuni e alle regioni secondo leggi regionali o, nel caso le regioni non si attivassero entro il 31 dicembre 2012, statali. I Consigli in carica eletti prima dell'entrata in vigore della nuova norma permarranno in carica sino alla loro naturale scadenza; per quelli in scadenza entro il 31 dicembre 2012, è prevista la nomina di un apposito Commissario in carica sino al 31 marzo 2013 per traghettare la provincia verso il suo nuovo assetto. Alla scadenza del mandato del vecchio Consiglio o del Commissario straordinario, si procederà alla nomina dei nuovi Consigli Provinciali secondo le nuove norme.

La Provincia di Trento e quella di Bolzano continueranno invece a possedere, in base allo statuto costituzionale della regione Trentino-Alto Adige, ciascuna un Consiglio provinciale composto da 35 membri eletti a suffragio diretto dai cittadini della provincia. I Consigli detengono il potere legislativo provinciale e supportano con la fiducia un presidente, eletto direttamente contestualmente al Consiglio in Trentino, e nominato dal Consiglio in Alto Adige, e una Giunta che esercita il potere esecutivo. L'unione dei due Consigli provinciali continuerà a formare il Consiglio regionale che si riunisce per la discussione delle limitate materie demandate alla Regione. Nella Valle d'Aosta il Consiglio regionale di 35 membri continuerà a detenere i poteri demandati dalle leggi ai consigli provinciali.

Con deliberazione del Consiglio dei Ministri del 20 luglio 2012 sono stati determinati i criteri per il riordino delle province a seguito decreto legge n. 95 del 6 luglio 2012, ed in particolare è stato stabilito che le province devono possedere i requisiti minimi di una dimensione territoriale non inferiore a &&&&&&&&&&&02500.&&&&&02 500 km² e una popolazione residente non inferiore a &&&&&&&&&0350000.&&&&&0350 000 abitanti (in base ai dati ISTAT). Contro tale decreto sono stati presentati innanzi alla Consulta i seguenti ricorsi per la declaratoria di illegittimità costituzionale della “riforma” delle Province, avviata con il decreto legge n. 95/2012, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 135/2012:

  1. Regione Molise, registro ricorso n. 133/2012;
  2. Regione Lazio, registro ricorso n. 145/2012;
  3. Regione Veneto, registro ricorso n. 151/2012;
  4. Regione Campania, registro ricorso n. 153/2012;
  5. Regione Lombardia, registro ricorso n. 154/2012;
  6. Regione Friuli Venezia Giulia, registro ricorso n. 159/2012;
  7. Regione Sardegna, registro ricorso n. 160/2012;
  8. Regione Piemonte, registro ricorso n. 161/2012;

Il 31 ottobre 2012 il Consiglio dei Ministri, viste le proposte pervenute da 13 su 15 regioni a statuto ordinario (Lazio e Calabria non presentano alcuna proposta) approva il decreto legge sul riordino delle province in base al quale nelle regioni a statuto ordinario le province diminuiscono da 86 a 51: questo numero comprende anche le dieci città metropolitane, la cui creazione comporta la contestuale soppressione delle preesistenti province, ma esclude le 25 province facenti parte delle Regioni a statuto speciale.

La riforma prevede in particolare con effetto dal 1º gennaio 2014[56]:

  • che a seguito del riordino le province delle regioni a statuto ordinario siano 41 oltre a 10 città metropolitane; la relativa denominazione può essere modificata con decreto del presidente della Repubblica su proposta del Consiglio provinciale;
  • il mutamento di circoscrizione provinciale per alcuni comuni delle province di Brindisi e Taranto, per i quali si erano già assunte iniziative comunali volte a modificare le circoscrizioni preesistenti verso le province preesistenti di Bari e Lecce e per le quali era già stato espresso il parere della Regione;
  • che assume il ruolo di comune capoluogo (in cui devono avere sede tutti gli organi di governo della provincia) il comune capoluogo di regione o il comune già capoluogo di provincia avente maggiore popolazione residente, salvo il caso di diverso accordo - anche a maggioranza - tra i medesimi comuni, mentre non potranno essere istituite sedi decentrate.

Non è definito se e come saranno riorganizzate le sigle provinciali (automobilistiche e postali) per effetto della riforma.

Il decreto legge n. 188/2012 approda alla Commissione Affari Costituzionali del Senato della Repubblica. Durante la seduta n. 455 del 14 novembre 2012 il senatore Oreste Tofani solleva una questione pregiudiziale di costituzionalità su tale decreto legge. Nella seduta n. 460 del 21 novembre 2012 la suddetta pregiudiziale è ritirata.

Nella seduta n. 470 del 10 dicembre 2012 la Commissione Affari Costituzionali del Senato della Repubblica, prendendo atto delle difficoltà emerse nell'esame del provvedimento, rinuncia alla sua conversione in legge. Il ministro Filippo Patroni Griffi, presente alla seduta con il sottosegretario Antonio Malaschini, rileva come "non si è determinata una sintesi su cui vi sia il più ampio consenso, anche a causa del numero elevato di emendamenti e subemendamenti presentati, nonché del mutato scenario generale".[57][58]

Galleria [modifica]

Note [modifica]

  1. ^ Fa eccezione anche la regione della Valle d'Aosta dato che essa è l'unica regione d'Italia nella quale non esistono le province, le funzioni provinciali vengono svolte dal Governo Regionale.
  2. ^ "Diritto Pubblico", a cura di Franco Modugno, Giappichelli editore, 2012
  3. ^ Il Consiglio Regionale della Sardegna si è dato fino al 30 giugno 2013 per emanare la nuova normativa.
  4. ^ Regio decreto 18 gennaio 1923, n. 53, art. 1
  5. ^ Regio decreto 21 gennaio 1923, n. 93
  6. ^ Regio decreto 18 gennaio 1923, n. 53, art. 2
  7. ^ Regio decreto 18 gennaio 1923, n. 54
  8. ^ Regio decreto 2 settembre 1923, n. 1911
  9. ^ Regio decreto 2 settembre 1923, n. 1913
  10. ^ Regio decreto 9 novembre 1923, n. 2491
  11. ^ Regio decreto legge 22 febbraio 1924, n. 213
  12. ^ Regio decreto legge 2 gennaio 1927, n. 1, art. 1
  13. ^ Regio decreto legge 1° aprile 1935, n. 297
  14. ^ Regio decreto legge 16 dicembre 1938, n. 1860, art. 2
  15. ^ Regio decreto 23 novembre 1939, n. 1891
  16. ^ Restituita la e a Massa Carrara
  17. ^ Si torna all'antica denominazione
  18. ^ Referendum Sardegna: 100% sezioni scrutinate, netta prevalenza si. Regione Autonoma della Sardegna, 7 maggio 2012. URL consultato in data 13 maggio 2012.
  19. ^ Referendum, Cappellacci firma decreti. Il Presidente: "Riforme condivise per ripresa morale, sociale e culturale della Sardegna". Regione Autonoma della Sardegna, 25 maggio 2012. URL consultato in data 8 giugno 2012.
  20. ^ Legge Regionale 25 maggio 2012, N. 11. Consiglio Regionale della Sardegna. URL consultato in data 8 giugno 2012.
  21. ^ Politica: Province, via tutte ma tra nove mesi, La Nuova Sardegna, 25 maggio 2012. URL consultato in data 8 giugno 2012.
  22. ^ Province, inizia il conto alla rovescia Gli enti scompariranno a febbraio 2013, L'Unione Sarda, 26 maggio 2012. URL consultato in data 8 giugno 2012.
  23. ^ Province in vita per altri 9 mesi, il Consiglio approva la legge. In Aula rissa Maninchedda-Stochino in Radiopress.it. URL consultato in data 8 giugno.
  24. ^ Abolizione province: varato il Ddl, oggi in commissione - liberautopia.it
  25. ^ Bilancio Demografico mensile anno 2011 e popolazione residente al 30-04-2011. URL consultato in data 19-09-2011.
  26. ^ Provincia di Ancona - Patrizia Casagrande Esposto
  27. ^ La Valle d'Aosta è l'unica regione d'Italia nella quale non esistono le province, le funzioni provinciali vengono svolte dal Governo Regionale.
  28. ^ [1]
  29. ^ Scioglimento del Consiglio provinciale di Avellino e nomina del commissario straordinario. gazzettaufficiale.it
  30. ^ [2]
  31. ^ [3]
  32. ^ [4]
  33. ^ Nel corso del 2011 i Comuni della provincia di Como Consiglio di Rumo, Germasino e Gravedona sono confluiti nell'unico Comune di Gravedona ed Uniti, portando a 160 i comuni della provincia ed a 8.092 il totale dei Comuni italiani (http://www.istat.it/strumenti/definizioni/comuni/).
  34. ^ Commissari
  35. ^ Provincia: A Genova Piero Fossati è il commissario straordinario. URL consultato in data 10-05-2012.
  36. ^ Decreto del Presidente della Repubblica del 9 Maggio 2012. URL consultato in data 13-05-2012.
  37. ^ Decreto del Prefetto della Provincia di Genova del 10 Maggio 2012. URL consultato in data 13-05-2012.
  38. ^ Provincia della Spezia - Governo - Governo - Commissario Straordinario
  39. ^ a b Nel corso del 2009 sette comuni della provincia di Pesaro e Urbino sono stati aggregati a quella di Rimini, determinando un'importante variazione territoriale e demografica.
  40. ^ Nel corso del 2009 i Comuni della provincia di Trento Bezzecca, Concei, Molina di Ledro, Pieve di Ledro, Tiarno di Sopra e Tiarno di Sotto sono confluiti nell'unico Comune di Ledro mentre i comuni di Lomaso e Bleggio Inferiore hanno dato vita al comune di Comano Terme, portando a 217 i comuni della provincia ed a 8.094 il totale dei Comuni italiani (http://blog.tuttitalia.it/2010/03/ledro-e-comano-terme-due-nuovi-comuni.html).
  41. ^ Nel corso del 2009 i Comuni della provincia di Udine Campolongo al Torre e Tapogliano sono confluiti nell'unico Comune di Campolongo Tapogliano, portando a 136 i comuni della provincia ed a 8.094 il totale dei Comuni italiani (http://www.istat.it/strumenti/definizioni/comuni/).
  42. ^ A seguito della scadenza naturale del mandato e in conseguenza del decreto Salva-Italia
  43. ^ Dlgs 267/2000 - Testo unico delle leggi sull'ordinamento degli enti locali
  44. ^ 1817-B 1..210
  45. ^ http://www.lavoro.gov.it/NR/rdonlyres/665E8957-9653-4C7D-AEC9-DBBFCD43BEC5/0/20091223_L_191.pdf
  46. ^ Fanno eccezione le due province regionali siciliane di Palermo e Catania per le quali la Regione Siciliana, nella sua autonomia, ha reputato di aumentare la consistenza del Consiglio a 45 membri e quella della Giunta a 15 assessori.
  47. ^ Fanno eccezione le province regionali siciliane di Agrigento, Trapani, Siracusa e Ragusa per le quali la Regione Siciliana, nella sua autonomia, ha reputato di aumentare la consistenza del Consiglio a 35 membri e quella della Giunta a 12 assessori; per la provincia di Messina l'aumento è stato a 45 consiglieri e 15 assessori.
  48. ^ La Regione Siciliana, nella sua autonomia, ha arrotondato a 25 il numero dei consiglieri delle sue province regionali afferenti a questa classe.
  49. ^ Il taglio delle Province, un bluff. Il Tempo, 28 maggio 2010
  50. ^ Europa Oggi - La mancata abolizione delle Province: Lega, Pdl e Pd non rinunciano alle poltrone inutili
  51. ^ Tagli e tasse, Berlusconi: "Il nostro cuore gronda sangue" - Tg24 - Sky.it
  52. ^ Mappa delle province italiane probabilmente destinate a scomparire
  53. ^ http://download.repubblica.it/pdf/2011/Manovrax.pdf?ref=HREA-1
  54. ^ Sindaci in 'sciopero' contro i tagli - Politica - ANSA.it
  55. ^ DECRETO-LEGGE 6 dicembre 2011, n. 201 Disposizioni urgenti per la crescita, l'equità e il consolidamento dei conti pubblici
  56. ^ DECRETO-LEGGE: Disposizioni urgenti in materia di Province e Città metropolitane
  57. ^ Legislatura 16ª - 1ª Commissione permanente - Resoconto sommario n. 470 del 10/12/2012
  58. ^ Province, il Senato rinuncia al decreto

Bibliografia [modifica]

Voci correlate [modifica]

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