Provincia di Carbonia-Iglesias
| Provincia di Carbonia-Iglesias provincia |
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|---|---|---|---|---|---|
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Palazzo della Provincia, attuale sede dell'amministrazione provinciale. |
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| Dati amministrativi | |||||
| Stato | |||||
| Regione | |||||
| Capoluogo | Carbonia e Iglesias | ||||
| Presidente | Salvatore Cherchi (PD) dal 31 maggio 2010 | ||||
| Data di istituzione | 12 luglio 2001[1] | ||||
| Territorio | |||||
| Coordinate del capoluogo |
39°9′0″N 8°31′0″E / 39.15°N 8.51667°ECoordinate: 39°9′0″N 8°31′0″E / 39.15°N 8.51667°E | ||||
| Superficie | 1 494 km² | ||||
| Abitanti | 129 840[2] (31-12-2010) | ||||
| Densità | 86,91 ab./km² | ||||
| Comuni | 23 comuni | ||||
| Province confinanti | Cagliari, Medio Campidano | ||||
| Altre informazioni | |||||
| Lingue | italiano, sardo, tabarchino | ||||
| Cod. postale | 09013 - 09016 | ||||
| Prefisso | 0781 | ||||
| Fuso orario | UTC+1 | ||||
| Codice ISTAT | 107 | ||||
| Targa | CI | ||||
| PIL procapite | (nominale) 14.346 € | ||||
| Localizzazione | |||||
| Sito istituzionale | |||||
La provincia di Carbonia-Iglesias (provìncia de Carbònia-Igrèsias o provìntzia de Carbònia-Igrèsias in sardo; provinsa de Carbònia-Igréxi in tabarchino) è una provincia italiana di 129.840 abitanti[2] della Sardegna, avente come capoluoghi le città di Carbonia e Iglesias. Istituita nel 2001[3] e attiva dal 2005[4], comprende 23 comuni dei territori del Sulcis e dell'Iglesiente, ed è la più piccola provincia per estensione della Sardegna.
Confina con la provincia del Medio Campidano a nord e con la provincia di Cagliari a est e a sud, mentre a ovest le sue coste sono bagnate dal mare di Sardegna, in cui si trovano anche le isole di Sant'Antioco e San Pietro (oltre ad altre minori), anch'esse parte del territorio provinciale.
Con un PIL pro capite nominale pari a 14 346 € nel 2009 è risultata essere la provincia più povera d'Italia.[5]
Indice |
Geografia [modifica]
Territorio [modifica]
La provincia è situata nell'estrema parte sud-occidentale della Sardegna, comprendendo buona parte del territorio del Sulcis-Iglesiente. Territorialmente si estende per 1.494 km²[6] (il 6,2% del territorio sardo), ed è la meno estesa delle province sarde. La parte settentrionale del territorio provinciale, confinante con la Provincia del Medio Campidano a nord e con quella di Cagliari a est, è costituita dalla subregione dell'Iglesiente, mentre a sud della valle del Cixerri è presente quella del Sulcis, confinante a sud e a est con la Provincia di Cagliari. A ovest il confine naturale della provincia è dato dal litorale che va dalle coste di Fluminimaggiore e Buggerru sino alla parte nord del arenile di Porto Pino, compresa nel Comune di Sant'Anna Arresi: per tutta la sua estensione questa parte di costa, bagnata dal mare di Sardegna, alterna spiagge e calette a costoni rocciosi, in buona parte di origine vulcanica[7]. Il territorio provinciale comprende anche alcune isole minori della Sardegna, di cui due popolate: l'isola di San Pietro e l'isola di Sant'Antioco (legata al territorio da un istmo artificiale e quarta per estensione in Italia). Una terza isola, l'isola Piana, è invece una proprietà privata e ospita un residence turistico. Queste isole ed altre minori (prive di insediamenti umani) formano l'arcipelago del Sulcis[8].
Orografia [modifica]
Dal punto di vista altimetrico il territorio provinciale presenta due principali aree montuose: la prima è il massiccio del Monte Linas, al confine con la Provincia del Medio Campidano, i cui rilievi più elevati all'interno del territorio provinciale raggiungono quota 1000 m s.l.m, arrivando sino a quota 1094 m sulla cima del monte Lisone. Nell'area sud-orientale della provincia è presente invece la catena dei monti del Sulcis (in parte nella vicina Provincia di Cagliari): tra queste vette è da citare il monte Is Caravius, che coi suoi 1116 metri[9][10] di altitudine costituisce la cima più alta della provincia.
Tra i due sistemi montuosi si presenta una vasta pianura attraversata dal rio Cixerri e da altri corsi d'acqua minori.
Idrografia [modifica]
Vari sono i corsi d'acqua che scorrono nel territorio, sebbene di modesta entità: tra di essi il principale è il Cixerri, che nasce sul monte Croccoriga per poi proseguire verso est e andare a sfociare, dopo 40 km, nello stagno di Cagliari. Gli altri corsi d'acqua sono a carattere per lo più torrentizio e di lunghezza modesta: tra questi da citare il rio Palmas, le cui acque alimentano nei pressi di Tratalias il lago di Monte Pranu, il maggiore degli invasi[11], tutti artificiali, presenti nel territorio provinciale. Un altro bacino di questo tipo si trova a nord di Iglesias: si tratta del lago Corsi (o di Punta Gennarta), inoltre anche una parte del lago di Bau Pressiu, situato al confine con la Provincia di Cagliari, ricade nel territorio della provincia, nel comune di Nuxis.
Tra San Giovanni Suergiu e Sant'Antioco si trova inoltre lo stagno di Santa Caterina, a est dell'istmo che collega l'isola di Sant'Antioco con la Sardegna. Altri specchi d'acqua di questo tipo sono presenti a Porto Botte, a Porto Pino, e sull'isola di San Pietro.
Clima [modifica]
| Per approfondire, vedi Stazione meteorologica di Carloforte. |
Nel territorio provinciale il clima è di tipo mediterraneo, con estati calde e aride ed inverni piovosi[12], che si fa più fresco nelle zone montuose, dove non mancano le precipitazioni nevose durante il periodo invernale[13]. Dal punto di vista dei venti la zona è esposta in particolar modo al maestrale[13].
Storia [modifica]
| Per approfondire, vedi Storia della Sardegna. |
Storia amministrativa [modifica]
Le prime origini di una moderna suddivisione amministrativa intermedia del sud-ovest sardo risalgono al regio editto del 4 maggio 1807, con il quale la Sardegna era stata divisa in quindici prefetture, tra cui quella di Iglesias, comprendente la sub-regione storico-geografica del Sulcis-Iglesiente. Nel 1807 con tale regio editto furono istituite le Regie Prefetture e il territorio del Sardegna venne suddiviso in 15 province, 8 nel Capo di Cagliari (tra cui quella di Iglesias) e 7 in quello di Sassari. Nel 1821 Carlo Alberto ridusse il numero delle province a dieci e la provincia di Iglesias comprendeva anche il territorio della soppressa prefettura di Villacidro ma restava soggetta al Tribunale di Prefettura di Cagliari.
Profonde trasformazioni così furono sancite dal regio editto del 19 luglio 1825, sulla base del quale, furono portate a 10 le circoscrizioni prefettizie. Nel 1838, con regio editto del 27 luglio, furono disciplinate definitivamente le Regie Prefetture con l'istituzione di 6 tribunali da cui dipendevano 85 mandamenti presieduti da giudici ordinari. Dal Tribunale di prefettura di Cagliari dipendevano 21 mandamenti, tra cui quelli di Iglesias, Carloforte, S. Antioco e Villamassargia.
La Provincia di Iglesias, già soggetta alla vice-intendenza di Cagliari, venne confermata anche con la riforma operata dopo la "fusione perfetta" della Sardegna al Piemonte, con la Legge n. 807 del 12 agosto 1848 in base alla quale (unitamente alle province di Cagliari, Isili e Lanusei) rientrava nella "divisione" di Cagliari. In questo modo, durante il Regno di Sardegna, con D.L. 12 agosto 1848 n. 245, la Sardegna fu ripartita in 3 Divisioni (Cagliari, Nuoro e Sassari) guidate da un Governatore; in 11 Province (tra cui Iglesias) guidate da un Vice-Governatore; in 84 mandamenti (sedi di pretura e di collegi elettorali) e 363 comuni.
Sempre durante il regno sardo-piemontese e con l'unità d'Italia, tramite il successivo R.D. 23 ottobre 1859 n. 3702, il cosiddetto Decreto Rattazzi o Legge Rattazzi, la Sardegna fu suddivisa in due Province (Cagliari e Sassari), che divennero sede prima di Governatorato e poi di Prefettura; in 9 Circondari (tra cui quello Iglesiente), che furono sede prima di Vice-Governatorato e poi di Sotto-Prefettura; in 91 mandamenti e 371 comuni. Ogni provincia era guidata da un Governatore (poi rinominato con il Regio Decreto n. 250 del 1860, Prefetto), nominato dal Re, coadiuvato da un vice-governatore, diretti dipendenti del Ministro dell'Interno, con un consiglio provinciale eletto dal governo, che fungeva da giudice amministrativo. In questo periodo il circondario di Iglesias (sede di sottoprefettura), compreso nella Provincia di Cagliari, si mantenne fino al 1927 quando furono eliminati tutti i Circondari in Italia (così stabilì il Regio Decreto n. 1 del 02 gennaio 1927).
Nel 2001, la Regione Autonoma della Sardegna ha istituito la provincia di Carbonia-Iglesias che è divenuta operativa nel maggio del 2005 staccandosi da quella di Cagliari. Primo presidente eletto il carboniense Pierfranco Gaviano, a cui succederà 5 anni più tardi Salvatore Cherchi.
Nei Referendum del 2012 in Sardegna, insieme ad altre materie, che hanno di poco superato il quorum del 33% degli aventi diritto, la maggioranza dei votanti ha sostenuto la soppressione, per effetto di 4 referendum abrogativi, delle 4 province istituite nel 2001 (tra cui quella di Carbonia-Iglesias), oltre all'abolizione (con referendum consultivo) delle altre 4 province preesistenti. In seguito al progetto di abolizione o riforma delle province in Sardegna approvato dal Consiglio Regionale il 24 maggio 2012[14], secondo gli attuali intendimenti della Regione la Provincia di Carbonia-Iglesias dovrebbe dar vita a un nuovo ente amministrativo o essere abolita il 1º marzo 2013[15][16][17]. Il 25 maggio 2012 veniva promulgata inoltre la legge approvata il giorno precedente dal Consiglio Regionale, che pianificherebbe l'abolizione o riforma degli enti entro il 1º marzo 2013[15][16][17], scadenza poi prorogata al 1º luglio 2013[18].
Simboli [modifica]
Lo stemma e il gonfalone della Provincia sono stati approvati dal consiglio provinciale il 30 settembre 2011[19]. Lo stemma è suddiviso in due campi: quello sinistro rappresenta una statua della dea madre, tra i più antichi reperti rinvenuti nel territorio (nello specifico a Santadi) e risalente al neolitico. La forma stilizzata della grande madre si collega alle antiche civiltà della Sardegna sud-occidentale, e rappresenta le prime attività produttive dell'uomo in quel territorio e le sue risorse anche del sottosuolo, ma, nello stesso tempo, simboleggia il ruolo della donna nella società moderna. La statua è rappresentata sullo stemma in color oro su sfondo blu, che si ricollega a sa mantiglia, il fazzoletto copricapo femminile, indossato, con il costume tradizionale, dalle donne del Sulcis-Iglesiente. Sul campo destro invece sono presenti i quattro mori, richiamo alla bandiera sarda, simbolo di autonomia e indicante anche sardità, sentimento di orgogliosa appartenenza alla Sardegna e alla cultura sarda. Il gonfalone provinciale presenta lo stemma su campo rosso bordato d'oro e la scritta Sulcis Iglesiente in alto, sempre con caratteri dorati. Sino al momento dell'adozione dello stemma, come simbolo dell'ente veniva utilizzata la sola corona per il titolo di provincia.
Monumenti e luoghi d'interesse [modifica]
Aree naturali [modifica]
La provincia, oltre che possedere le coste rocciose sulla fascia occidentale, ha anche un entroterra di grande interesse paesaggistico. Queste aree interne della provincia sono infatti rimaste intatte per la loro fauna e flora ricca e rigogliosa. L'ambiente dunque incontaminato e selvaggio ha dato la riconoscenza di alcune aree di "zona tutelata". Nel territorio provinciale ricade infatti parte del Parco del Sulcis, in parte proprietà dell'Ente foreste della Sardegna, che occupa grandi aree di aspro paesaggio quasi del tutto spopolate.
Altre sono poi le aree di rilevante interesse turistico ed escursionistico, e con un'alta qualità naturalistica e paesaggistica, ma non riconosciute come aree protette:
- Monte Linas, un vasto sistema montuoso nel confine nord-orientale della provincia che tocca la sua massima altezza con la punta Perda de sa Mesa (1236 m) (situata però nel territorio della provincia del Medio Campidano), la vetta più alta della Sardegna meridionale. Il turismo della zona comprende soprattutto escursioni naturalistiche e soste in agriturismo.
- Monte Is Caravius, che tocca un'altezza di circa 1116 m, è una cima di rilevanza ed è situata ai confini con la Provincia di Cagliari. Nascono sulle sue cime vari corsi d'acqua a carattere torrentizio della provincia e dell'intera Sardegna meridionale.
Società [modifica]
Evoluzione demografica [modifica]
La tabella seguente riporta l'evoluzione del numero dei residenti nella provincia dal 2005, anno di attivazione dell'attuale suddivisione provinciale al 2010[2][20]:
| Anno | Residenti |
|---|---|
| 2005 | 131.417 |
| 2006 | 131.074 |
| 2007 | 130.856 |
| 2008 | 130.555 |
| 2009 | 130.186 |
| 2010 | 129.840 |
Qualità della vita [modifica]
Dal 2009 l'annuale indagine de Il Sole 24 Ore sulla qualità della vita nelle province italiane interessa anche la Provincia di Carbonia-Iglesias: Nei primi due anni si è classificata al 76º posto[21][22], scivolando al 90° nel 2011[23] e risalendo all'85° nel 2012[24]
| Anno | Qualità della vita (Sole 24 Ore) |
|---|---|
| 2009 | 76º |
| 2010 | 76°(=) |
| 2011 | 90°(-14) |
| 2012 | 85°(+5) |
Economia [modifica]
Le risorse minerarie [modifica]
| Per approfondire, vedi Storia mineraria della Sardegna. |
La Sardegna presenta uno dei più ricchi sottosuoli per estrazioni minerarie d'Italia. Fin dall'Ottocento è stata predominante l'estrazione del carbone. La stessa città di Carbonia, come suggerisce il toponimo, nasce come centro di alloggi per i minatori.
Tra le più grandi miniere vi era quella di Serbariu, una delle principali per importanza di estrazione, ed è simbolo del popolamento della città di Carbonia. In pochi decenni miniere e centri di lavorazione sorsero quasi ovunque e la provincia divenne un polo minerario e per l'industria pesante. Il sito di Serbariu, insieme ad altre miniere, fu chiuso ufficialmente nel 1971 e gli impianti andarono incontro a un rapido deterioramento e furono oggetto di spoliazioni. Solo nel 2006 il sito minerario è stato recuperato e riconvertito in Museo del carbone.
Infrastrutture e trasporti [modifica]
Strade [modifica]
La provincia come l'intera Sardegna è completamente sprovvista di autostrade, le comunicazioni ed i trasporti su gomma sono garantiti in buona parte dalle strade statali. Le principali vie di comunicazione nel territorio provinciale sono:
- La
S.S. 126, che collega da sud a nord la provincia. La strada ha origine nei pressi del porto di Sant'Antioco sull'omonima isola: da qui la statale attraversa il territorio sulcitano prima e Iglesiente poi, passando per Carbonia, Gonnesa, Iglesias e Fluminimaggiore, proseguendo poi oltre il confine provinciale sino a terminare sulla S.S. 131 nei pressi di Marrubiu. - La
S.S. 126 dir, che permette i collegamenti interni nell'isola di Sant'Antioco, collegando il centro di Sant'Antioco con l'altro comune dell'isola, Calasetta. - La
S.S. 130, che è la principale via di comunicazione diretta del territorio verso il capoluogo di regione Cagliari. Dotata di due corsie per senso di marcia, ha origine da Iglesias, da dove prosegue nelle campagne alla periferia di Domusnovas e Musei, per poi terminare, dopo aver lambito vari centri della provincia di Cagliari, nel viale Elmas del capoluogo isolano. - La
S.S. 195, che collega alcuni comuni della parte meridionale della provincia: la strada ha origine a San Giovanni Suergiu (diramandosi dalla S.S 126), da cui poi prosegue per Giba, Masainas e Sant'Anna Arresi. Oltrepassato il confine provinciale la strada segue la costa sud occidentale terminando alla periferia di Cagliari. - La
S.S. 293, che da Giba (dove ha origine e si dirama dalla S.S 195) raggiunge Piscinas, Villaperuccio e Nuxis, terminando poi allo svincolo tra la S.S 131 e la S.S 197 nei pressi di Samassi.
Tra le strade non statali da segnalare la Strada Provinciale 2 (detta Pedemontana), che collega Portoscuso Carbonia e Villamassargia (tra questi due comuni la strada ha una carreggiata a 4 corsie) con l'hinterland cagliaritano, e le SP 78 e 85, che collegano alcuni comuni del Basso Sulcis con i due capoluoghi di provincia.
Ferrovie [modifica]
| Per approfondire, vedi Ferrovia Decimomannu-Iglesias e Ferrovia Villamassargia-Carbonia. |
All'interno della provincia transitano due linee ferroviarie del gruppo FS, che permettono il collegamento dei capoluoghi provinciali con Cagliari e altre destinazioni intermedie:
- Decimomannu-Iglesias, collegante Iglesias e Villamassargia con Siliqua, Villaspeciosa, Uta e Decimomannu, nella cui stazione la linea si innesta sulla Dorsale Sarda per Cagliari.
- Villamassargia-Carbonia, collegante Carbonia con Villamassargia e con la linea per Iglesias e Decimomannu.
Tre le stazioni attive per il servizio passeggeri nella provincia, si tratta di quelle terminali di Carbonia Serbariu e di Iglesias e di quella di diramazione di Villamassargia-Domusnovas. L'originaria stazione carboniense delle FS di Carbonia Stato, è invece attiva per il traffico merci.
Varie le linee ferroviarie a scartamento ridotto che in passato attraversavano la provincia, e tutte oggi smantellate: le più estese erano le due linee della rete delle Ferrovie Meridionali Sarde, che collegavano l'isola di Sant'Antioco con Carbonia e Iglesias da un lato e con il Basso Sulcis e Siliqua dall'altro attraverso lo snodo di San Giovanni Suergiu: tali collegamenti sono dal 1974 espletati con autocorse. La ferrovia Monteponi-Portovesme era invece una linea privata della Società Mineraria Monteponi per il trasporto dei minerali dalle miniere di Monteponi all'imbarco di Portovesme, ma per alcuni decenni fece anche servizio viaggiatori in coincidenza con i battelli per Carloforte. Un'altra ferrovia industriale collegava infine la foresta di Pantaleo con Santadi e con il molo all'epoca presente nella spiaggia di Porto Botte.
Porti [modifica]
Nella provincia di Carbonia-Iglesias i principali scali portuali sono quelli di Calasetta, Carloforte, Portovesme (comune di Portoscuso) e Sant'Antioco. I primi tre ospitano gli approdi delle due linee di traghetti che collegano l'isola di San Pietro col resto della Sardegna (va ricordato che l'isola di Sant'Antioco è collegata da un istmo artificiale e da un ponte all'isola madre). Tali relazioni sono esercitate dalla Saremar sia per i collegamenti Portovesme-Carloforte che per quelli Calasetta-Carloforte, quest'ultima è esercitata anche dalla Delcomar. I porti di Portovesme e Sant'Antioco sono attrezzati per il traffico merci industriale, legato in gran parte all'attività delle fabbriche del territorio.
Vari gli approdi turistici o pescherecci nel territorio: porti di queste tipologie sono presenti a Buggerru, Portoscuso, Porto Pino (comune di Sant'Anna Arresi), Sant'Antioco, Calasetta, Carloforte e sull'isola Piana (quest'ultimo privato).
Mobilità provinciale [modifica]
L'ARST gestisce tutte le autolinee extraurbane della provincia, collegando con i propri autobus l'intero territorio. L'azienda, di proprietà della Regione Autonoma della Sardegna, ha in gestione anche i collegamenti interni all'isola di San Pietro, nonché le autolinee urbane di Carbonia e Iglesias.
Amministrazione [modifica]
Istituzione nuove province sarde del 2001 [modifica]
| Per approfondire, vedi Nuove province sarde. |
In seguito alla L.R. n. 9/2001 e successive integrazioni, è stata effettuata una nuova ripartizione del territorio della Regione Autonoma della Sardegna, che ha portato il numero delle province da quattro a otto. Le modifiche hanno assunto piena operatività a partire dal maggio 2005, quando si sono svolte le elezioni per rinnovare tutti i Consigli provinciali.
La sede provvisoria degli uffici, in attesa della formalizzazione della scelta dei capoluoghi da parte del Consiglio Provinciale, era stata istituita a Carbonia.
Con Delibera del Consiglio Provinciale n. 21 del 12 ottobre 2005 (Determinazione del Capoluogo. Atto Statutario.) e con maggioranza qualificata (superiore a 2/3) di 20 consiglieri su 25 (1 astenuto e 4 assenti) è stato deliberato con norma statutaria di attribuire la qualifica di capoluogo della Provincia alle città di Carbonia (sede degli organi della Provincia Presidente e Giunta Provinciale) e Iglesias (Sede dell'organo della Provincia Consiglio Provinciale). La provincia ha pertanto ufficialmente doppio capoluogo.
Il Dipartimento Funzione Pubblica della Presidenza del Consiglio dei ministri e il Ministero dell'Economia, con Circolare Prot. 2006/189860 del dicembre 2006, hanno comunicato di aver definito la sigla di identificazione della Provincia in CI (acronimo di Carbonia-Iglesias), anche ai fini dell'immatricolazione automobilistica, confermando la sigla provvisoria già precedentemente assunta in diversi documenti e tabelle ufficiali emessi dallo Stato (Ministero dell'Interno, Agenzia delle Dogane, CIPE etc.). Questo codice non era stato fatto rientrare nel DPR n.133/2006 del 15 febbraio 2006 con cui erano state definite le sigle per le nuove province di Monza e Brianza, Fermo e Barletta-Andria-Trani mentre la sigla postale CI è invece stata recepita nell'ambito della revisione generale dei CAP operativa dal 20 settembre 2006, pur mantenendo provvisoriamente invariati i codici postali sia dei capoluoghi che del territorio della nuova provincia.
| Periodo | Presidente | Partito | Carica | Note | |
|---|---|---|---|---|---|
| 9 maggio 2005 | 31 maggio 2010 | Pierfranco Gaviano | Margherita, in seguito Partito Democratico e poi UdC | Presidente della Provincia | |
| 31 maggio 2010 | in carica | Salvatore Cherchi | Partito Democratico | Presidente della Provincia | |
Comuni [modifica]
La provincia di Carbonia-Iglesias comprende 23 comuni, dei quali due, Carbonia e Iglesias, hanno il titolo di Città.
| Stemma | Comune di | Popolazione (ab)[25] |
Superficie (km²) |
Densità (ab/km²) |
Altitudine (m s.l.m.) |
Reddito medio IRPEF2009€[26] |
|---|---|---|---|---|---|---|
| Buggerru | 1.110 | 48,23 | 23,01 | 51 | 17.035,10 | |
| Calasetta | 2.901 | 30,98 | 93,64 | 9 | 19.333,31 | |
| Carbonia | 29.764 | 145,63 | 204,38 | 111 | 20.562,95 | |
| Carloforte | 6.420 | 50,24 | 127,79 | 10 | 21.828,07 | |
| Domusnovas | 6.430 | 80,47 | 79,91 | 152 | 17.958,48 | |
| Fluminimaggiore | 2.992 | 108,21 | 27,65 | 63 | 16.973,93 | |
| Giba | 2.153 | 34,65 | 62,14 | 59 | 17.871,52 | |
| Gonnesa | 5.161 | 47,45 | 108,77 | 40 | 18.241,64 | |
| Iglesias | 27.493 | 207,63 | 132,41 | 200 | 20.615,73 | |
| Masainas | 1.353 | 22,00 | 61,50 | 57 | 15.658,15 | |
| Musei | 1.522 | 20,26 | 75,12 | 119 | 17.419,42 | |
| Narcao | 3.390 | 85,96 | 39,44 | 125 | 17.164,56 | |
| Nuxis | 1.657 | 61,46 | 26,96 | 196 | 16.881,87 | |
| Perdaxius | 1.476 | 29,55 | 49,95 | 98 | 16.047,96 | |
| Piscinas | 862 | 14,00 | 61,58 | 66 | 16.854,62 | |
| Portoscuso | 5.268 | 39,06 | 134,87 | 6 | 20.649,43 | |
| San Giovanni Suergiu | 6.040 | 70,63 | 85,52 | 16 | 17.979,32 | |
| Santadi | 3.604 | 115,59 | 31,18 | 135 | 16.605,35 | |
| Sant'Anna Arresi | 2.709 | 36,69 | 73,84 | 77 | 16.980,17 | |
| Sant'Antioco | 11.630 | 115.59 | 100,61 | 10 | 19.047,80 | |
| Tratalias | 1.102 | 30,96 | 35,59 | 17 | 16.401,33 | |
| Villamassargia | 3.684 | 91,47 | 40,28 | 121 | 18.241,64 | |
| Villaperuccio | 1.121 | 36,30 | 30,88 | 68 | 15.471,26 | |
| Provincia di Carbonia-Iglesias | 129.840 | 1.494 | 86,85 |
Note [modifica]
- ^ Attiva dal 2005
- ^ a b c Statistiche demografiche Istat. Istat. URL consultato in data 27 maggio 2011. Dato Istat al 31/12/2010
- ^ Legge Regionale 12 luglio 2001, n. 9. Regione Autonoma della Sardegna. URL consultato in data 27 maggio 2011.
- ^ L'Isola vota per le otto Province in L'Unione Sarda. 8 maggio 2005. URL consultato in data 27 maggio 2011.
- ^ Unioncamere. 132ª Assemblea dei Presidenti delle Camere di commercio (DOC), pp. 4. URL consultato in data 27 maggio 2011.
- ^ Francesco Floris (a cura di), La Grande Enciclopedia della Sardegna (pdf), Sassari, Editoriale La Nuova Sardegna, 2007, Vol. 2, 354 (360 nel pdf). URL consultato il 28 maggio 2011.
- ^ Costa Verde-Iglesiente in Unionesarda.it. URL consultato in data 29 maggio 2011.
- ^ Francesco Floris (a cura di), La Grande Enciclopedia della Sardegna (pdf), Sassari, Editoriale La Nuova Sardegna, 2007, Vol. 9, pp. 296. URL consultato il 4 luglio 2012.
- ^ Sebastiano Barca; Felice Di Gregorio, Geologia e paesaggio in Sulcis. Estratto dal volume: I parchi della Sardegna, Cagliari, Edisar, 1993, p. 240. ISBN 88-86004-35-4
- ^ Sergio Ginesu, Aspetti geografici della Sardegna nell'ambito del Mediterraneo in Ignazio Camarda, Sabina Falchi, Graziano Nudda (a cura di), L'ambiente naturale in Sardegna, Sassari, Carlo Delfino, 1986, p. 38.
- ^ Assessorato dei Lavori Pubblici Regione Autonoma della Sardegna. I serbatoi artificiali del sistema idrico multisettoriale della Sardegna (PDF), pp. 13. luglio 2007. URL consultato in data 29 maggio 2011.
- ^ SIC “Costa di Nebida”. Comune di Iglesias. URL consultato in data 4 luglio 2012.
- ^ a b Il Sulcis-Iglesiente in Sulcisexplorer.com. URL consultato in data 4 luglio 2012.
- ^ Referendum, Cappellacci firma decreti. Il Presidente: "Riforme condivise per ripresa morale, sociale e culturale della Sardegna". Regione Autonoma della Sardegna, 25 maggio 2012. URL consultato in data 27 maggio 2012.
- ^ a b Politica: Province, via tutte ma tra nove mesi, La Nuova Sardegna, 25 maggio 2012. URL consultato in data 27 maggio 2012.
- ^ a b Province, inizia il conto alla rovescia Gli enti scompariranno a febbraio 2013, L'Unione Sarda, 26 maggio 2012. URL consultato in data 27 maggio 2012.
- ^ a b Province in vita per altri 9 mesi, il Consiglio approva la legge. In Aula rissa Maninchedda-Stochino in Radiopress.it. URL consultato in data 27 maggio 2012.
- ^ Province, arriva la proroga ma solo si�no a giugno 2013 (PDF), L'Unione Sarda, 27 febbraio 2013, p. 9. URL consultato in data 2 marzo 2013.
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- ^ I redditi imponibili ai fini delle addizionali IRPEF 2009 in Ilsole24ore.com. URL consultato in data 30 maggio 2011.
Voci correlate [modifica]
- Iglesiente
- Nuove province sarde
- Provincia del Medio Campidano
- Provincia di Cagliari
- Sulcis-Iglesiente
- Sulcis
Altri progetti [modifica]
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Collegamenti esterni [modifica]
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