Meeting per l'amicizia fra i popoli

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Il Meeting per l'amicizia fra i popoli di Rimini è una manifestazione organizzata dal movimento ecclesiale cattolico di Comunione e Liberazione attraverso la fondazione “Meeting per l'amicizia fra i popoli”[1], che propone una riflessione e un confronto aperto su temi culturali, religiosi, politici, artistici, attraverso una serie di incontri, dibattiti, mostre, eventi musicali, letterari, sportivi. Esso ha luogo dal 1980 ogni anno, in una settimana della seconda metà di agosto[2].

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

Il Meeting di Rimini si svolge nei padiglioni di Rimini Fiera. È ispirato alla visione del mondo cattolica, frutto dell'iniziativa di persone e gruppi che vivono l'esperienza cristiana attraverso il movimento ecclesiale di Comunione e Liberazione. Alcune persone curano per tutto l'anno la sua preparazione; durante la manifestazione, invece, sono impegnati circa 3000 volontari, in maggioranza studenti universitari[3], che si occupano dell'organizzazione, dell'allestimento degli stand e delle mostre, dell'accoglienza del pubblico. Tra gli sponsor e gli stand presenti al Meeting di Rimini del 2012 ci sono, tra le altre, Sky Italia, Fiat, A2A, Autostrade per l'Italia, Intesa Sanpaolo, Trenitalia, Eni, Finmeccanica, Nestlé, Enel, Movimento per la Vita, Compagnia delle Opere.[4][5]

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Ogni anno il meeting è dedicato ad un tema, su cui si sviluppa la riflessione e il confronto di idee.

Anni 1980[modifica | modifica wikitesto]

Anni 1990[modifica | modifica wikitesto]

Anni 2000[modifica | modifica wikitesto]

Anni 2010[modifica | modifica wikitesto]

Provvedimenti giudiziari[modifica | modifica wikitesto]

Nel dicembre 2012, nell'ambito di un'indagine della procura di Rimini riguardante CL e nello specifico il Meeting, vengono sequestrati immobili e conti bancari per oltre un milione di euro. La Fondazione, secondo l'accusa, avrebbe sfruttato rapporti commerciali con società controllate dalla Compagnia delle Opere (CdO) di Milano per regolare il proprio bilancio e far emergere delle perdite. Così nel 2009 e 2010, a richiesta giustificata, si faceva versare contributi pubblici dalla regione Emilia-Romagna, dall'agenzia marketing turistico della riviera di Rimini, dalla sua Camera di Commercio e dal Ministero dei Beni ed Attività Culturali per 310 000 euro, cifra che va moltiplicata per i tre indagati (amministratore, direttore generale e responsabile amministrativo) e la fondazione stessa.

Nel gennaio 2013 la procura di Rimini dispone il dissequestro di una palazzina[12] ma viene confermato il sequestro di 310 000 euro[13].

A marzo 2014 la fondazione rende all'Agenzia di marketing turistico della riviera di Rimini e alla Regione Emilia-Romagna i fondi che secondo i pm sono stati ricevuti irregolarmente nel 2009 e 2010[14][15].

A marzo 2016 gli imputati vengono assolti in primo grado perché il fatto non sussiste[16].

Note[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]