Francisco Javier Martínez Fernández

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Francisco Javier Martínez Fernández
arcivescovo della Chiesa cattolica
Mons. Martínez Fernández (30277912053).jpg
Escudo de Francisco Javier Martínez Fernández.svg
Veritas liberabit vos
Titolo Granada
Incarichi attuali Arcivescovo metropolita di Granada
Incarichi ricoperti Vescovo ausiliare di Madrid
Vescovo di Cordova
Nato 20 dicembre 1947 (70 anni) a Madrid
Ordinato presbitero 3 aprile 1972
Nominato vescovo 20 marzo 1985 da papa Giovanni Paolo II
Consacrato vescovo 11 maggio 1985 dall'arcivescovo Ángel Suquía Goicoechea (poi cardinale)
Elevato arcivescovo 15 marzo 2003 da papa Giovanni Paolo II

Francisco Javier Martínez Fernández (Madrid, 20 dicembre 1947) è un arcivescovo cattolico spagnolo.

Vita[modifica | modifica wikitesto]

Viene ordinato sacerdote il 3 aprile 1972 per l'arcidiocesi di Madrid. Aderisce al movimento di Comunione e Liberazione.

Il 20 marzo 1985 è nominato vescovo ausiliare di Madrid. Riceve l'ordinazione episcopale l'11 maggio 1985 dall'arcivescovo Ángel Suquía Goicoechea, coconsacranti il cardinale Vicente Enrique y Tarancón e l'arcivescovo Antonio Innocenti.

Viene poi nominato vescovo di Cordova il 15 marzo 1996.

È quindi nominato arcivescovo di Granada il 15 marzo 2003.

Nell'ottobre 2006 ritira polemicamente tutti i seminaristi dalla facoltà teologica dei Gesuiti poiché questi ultimi vi insegnavano la teologia della liberazione.

Posizioni sull'aborto[modifica | modifica wikitesto]

Alla fine del 2009 la stampa spagnola riporta alcune sue parole pronunciate il 20 dicembre durante un'omelia riguardo all'aborto[1]:

(ES)

« matar a un niño indefenso, y que lo haga su madre, da a los varones, licencia absoluta, sin límites de abusar del cuerpo de la mujer porque la tragedia se la traga ella, y se la traga como si fuera un derecho: el derecho a vivir toda la vida apesadumbrada por un crimen que siempre deja huellas en la conciencia y para el que ni los médicos ni los psiquiatras, ni todas las técnicas conocen el remedio »

(IT)

« uccidere un bambino indifeso, e che lo faccia sua madre, da agli uomini, la licenza assoluta, senza scrupoli di usare del corpo della donna perché la tragedia la porta lei, e se la porta come se fosse un diritto: il diritto di vivere tutta la vita con il rimorso per un crimine che sempre lascia tracce nella coscienza e per la quale né i medici né gli psichiatri, né tutte le tecniche conoscono il rimedio »

(Francisco Javier Martínez)

Alcune testate interpretano queste parole come un invito ai maschi ad abusare delle donne che hanno abortito[2]. L'arcivescovo successivamente dichiara che le sue parole sono state "mal interpretate" e che intendeva "esporre l'indegnità di una società che non protegge i più indifesi e svantaggiati" ma insiste che l'interruzione di gravidanza "facilita anche l'irresponsabilità di uomini e donne nelle proprie relazioni, e -per estensione- gli abusi verso le donne".[3]

Genealogia episcopale[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ (ES) El Pais, El arzobispo de Granada compara el aborto con el genocidio, su elpais.com. URL consultato il 30-08-2011.
  2. ^ (ES) Pais Vasco, Javier Martínez Fernández, arzobispo de Granada: "Si la mujer aborta, el varón puede abusar de ella", su ibasque.com. URL consultato il 30-08-2011.
  3. ^ (ES) Europa Press, Aborto.- El arzobispo de Granada cree que fue "malinterpretado" y rechaza cualquier tipo de maltrato contra la mujer", su noticias.es.msn.com. URL consultato il 30-08-2011.

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