Vescovo emerito

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Vescovo emerito è il titolo assegnato ad un vescovo cattolico nel momento in cui lascia la guida di una diocesi, per raggiunti limiti di età, per motivi di salute o perché trasferito ad altri incarichi non inerenti alla cura pastorale di una diocesi.

Normativa della Chiesa cattolica[modifica | modifica wikitesto]

Recependo le indicazioni contenute nel decreto conciliare Christus Dominus[1], papa Paolo VI pubblicò il 6 agosto 1966 il motu proprio Ecclesiae Sanctae con il quale stabiliva la norma secondo cui «tutti i Vescovi diocesani e gli altri ad essi equiparati per diritto sono vivamente pregati di presentare spontaneamente, non più tardi dei 75 anni compiuti, la rinuncia all'ufficio all'Autorità competente».[2]

La normativa confluì nel nuovo Codice di diritto canonico, promulgato da papa Giovanni Paolo II il 25 gennaio 1983, nel Libro II, "Il popolo di Dio", Parte II, "La costituzione gerarchica della Chiesa", Sezione II, "Le chiese particolari e i loro raggruppamenti", Capitolo II, "I vescovi":[3]

« Il Vescovo diocesano che abbia compiuto i settantacinque anni di età è invitato a presentare la rinuncia all'ufficio al Sommo Pontefice, il quale provvederà, dopo aver valutato tutte le circostanze. »
(Art. 401, §1)
« Il Vescovo diocesano che per infermità o altra grave causa risultasse meno idoneo all'adempimento del suo ufficio, è vivamente invitato a presentare la rinuncia all'ufficio. »
(Art. 401, §2)

Queste disposizioni, che non sono obbligatorie (il vescovo... è invitato), estese anche ai vescovi coadiutori e agli ausiliari[4], e ai vescovi delle Chiese sui iuris[5], sono state ribadite da papa Francesco nel Rescritto sulla rinuncia dei Vescovi diocesani e dei titolari di uffici di nomina pontificia del 5 novembre 2014.[6]

Il Codice di diritto canonico ha introdotto nella normativa della Chiesa cattolica il titolo di "vescovo emerito", assegnato a quei vescovi la cui rinuncia viene accettata dal Sommo Pontefice:

« Il Vescovo, la cui rinuncia all'ufficio sia stata accettata, mantiene il titolo di emerito della sua diocesi... »
(Art. 402, §1)

Il titolo è ribadito anche dal "Direttorio per il ministero pastorale dei vescovi", del 22 febbraio 2004, dove è specificato che «dal momento in cui viene pubblicata l'accettazione della rinuncia da parte del Romano Pontefice, il Vescovo diocesano assume, ipso iure, il titolo di Vescovo emerito della diocesi».[7]

Diritti e doveri dei vescovi emeriti[modifica | modifica wikitesto]

Il "Direttorio per il ministero pastorale dei vescovi"[8] specifica ulteriormente i diritti e i doveri dei vescovi emeriti in rapporto:

  • al vescovo diocesano;
  • ai "munera" episcopali;
  • alla diocesi dove risiede;
  • alla Chiesa universale;
  • e agli organismi sovradiocesani.

Documenti della Santa Sede sui vescovi emeriti[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Articolo 21.
  2. ^ Ecclesiae Sanctae, art. 11.
  3. ^ Codice di diritto canonico, art. 401 e 402.
  4. ^ Codice di diritto canonico, art. 411.
  5. ^ Codice dei canoni delle Chiese orientali, art. 210-211.
  6. ^ Rescriptum ex audientia Ss.mi, art. 1.
  7. ^ Direttorio..., nº 225.
  8. ^ Direttorio, nnº 226-230.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Francesco D'Ostilio, I vescovi emeriti e l'istituto giuridico dell'emeritato, Città del Vaticano, 2000.
  • Bruno Fabio Pighin, Profilo giuridico del vescovo emerito, in Ius Ecclesiae 13, 2001, pp. 779-794.
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