Ordinazione episcopale nel Rito romano della Chiesa cattolica

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Mons. Maurizio Malvestiti benedice l'assemblea al canto del Te Deum, durante l'ordinazione episcopale nella basilica di San Pietro in Vaticano; davanti a lui i vescovi coconsacranti Francesco Beschi e Giuseppe Merisi.

L'ordinazione episcopale o vescovile, del Rito romano della Chiesa cattolica, è una cerimonia solenne e complessa, svolta durante una messa pontificale (prima dell'introduzione della concelebrazione ciascun vescovo celebrava contemporaneamente una messa diversa su un altare diverso), in cui di solito tre vescovi ordinano un nuovo vescovo. Dal punto di vista della validità basta un vescovo, ma la cerimonia (e la tradizione) richiedono la presenza di tre vescovi[1].

L'ordinazione episcopale viene sempre effettuata direttamente dal papa o dietro il suo permesso esplicito, ma può essere valida (anche se non legittima) anche in contrasto a questa disposizione, purché il consacrante sia un vescovo. Il vescovo che ordini un altro vescovo senza mandato pontificio incorre nella scomunica latae sententiae prevista dal Codice di diritto canonico (can. 1382).

L'ordinazione episcopale, se conferita da un vescovo validamente ordinato, è a sua volta valida a tutti gli effetti anche se l'ordinando non è sacerdote: un vescovo non sacerdote, al momento della consacrazione episcopale, riceve infatti tutti gli ordini sacri. Questa regola è adottata da moltissime Chiese Cristiane Cattoliche indipendenti, ma in contrasto con la Chiesa Cattolica Romana in cui attualmente, a norma del Codice di Diritto Canonico (can. 378), il candidato all'episcopato dev'essere presbitero da almeno cinque anni.

Lo svolgimento del rito avviene in questo modo: terminata la proclamazione del Vangelo, inizia la presentazione dell'ordinando con lettura del Mandato Apostolico e il canto del Veni Creator. Dopo le domande che si pongono all'ordinando, questi si prostra a terra mentre si invoca la protezione dei santi con il canto delle litanie. Uno alla volta, nel silenzio, i vescovi concelebranti impongono le mani sul capo dell'ordinando. Terminato il rito dell'imposizione delle mani, due presbiteri aprono l'Evangeliario sul capo dell'ordinato, mentre il vescovo presidente pronuncia la preghiera di ordinazione. Il vescovo presidente procede poi con l'unzione con il crisma sul capo dell'eletto e impone la mitria, dona il pastorale e l'anello episcopale. Terminati questi riti, se durante la cerimonia il neo vescovo prende possesso della diocesi dove si celebra l'ordinazione, siede alla cattedra e procede la messa da presidente, altrimenti siede accanto al vescovo consacrante (dopo essersi seduto ugualmente sulla cattedra). Dopo la comunione l'ordinato scende nell'assemblea per benedirla, preceduto dai due coconsacranti, mentre si canta l'inno Te Deum.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Per i vescovi coconsacranti vedi la costituzione apostolica Episcopalis Consecrationis di papa Pio XII, AAS 37 (1945), p. 131

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