Louis Raphaël I Sako

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Louis Raphaël I Sako
cardinale di Santa Romana Chiesa
Louis Raphaël I Sako November 2015.jpg
Il patriarca Sako nel novembre 2015
Coat of arms of Louis Raphael I Sako.svg
 
TitoloCardinale vescovo[1]
Incarichi attuali
Incarichi ricopertiArcieparca metropolita di Kirkuk dei Caldei (2003-2013)
 
Nato4 luglio 1948 (70 anni) a Zakho
Ordinato presbitero1º giugno 1974
Nominato arcieparca24 ottobre 2002 dal Sinodo della Chiesa Caldea
(confermato il 29 settembre 2003 da papa Giovanni Paolo II)
Consacrato arcieparca14 novembre 2003 dall'arcivescovo André Sana
Elevato patriarca31 gennaio 2013 dal Sinodo della Chiesa Caldea
(confermato il 1º febbraio 2013 da papa Benedetto XVI)
Creato cardinale28 giugno 2018 da papa Francesco
 

Louis Raphaël I Sako (in siriaco: ܠܘܝܣ ܪܘܦܐܝܠ ܩܕܡܝܐ ܣܟܘ; Zakho, 4 luglio 1948) è un cardinale e patriarca cattolico iracheno, dal 31 gennaio 2013 patriarca di Babilonia dei Caldei.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Louis Sako è nato a Zakho, in Iraq, il 4 luglio 1948.

Ministero sacerdotale[modifica | modifica wikitesto]

Il 1º giugno 1974 è stato ordinato sacerdote. Inizialmente ha prestato il suo servizio pastorale presso la chiesa cattedrale di Mosul. Dal 1979 ha frequentato a Roma il Pontificio Istituto Orientale, dove ha conseguito il dottorato in Patrologia orientale. Ha conseguito poi il dottorato in Storia alla Sorbona di Parigi.

Nel 1986 è stato nominato parroco della chiesa del Perpetuo Soccorso a Mosul. Dal 1997 al 2002 ha ricoprerto l'ufficio di rettore del seminario patriarcale di Baghdad.

Ministero episcopale[modifica | modifica wikitesto]

Il 27 settembre 2003 è stato eletto arcieparca di Kirkuk. Ha ricevuto la consacrazione episcopale il 14 novembre dalle mani dell'arcieparca emerito André Sana.

Il 31 gennaio 2013 è stato eletto patriarca di Babilonia dei Caldei dal sinodo dei vescovi della Chiesa cattolica caldea riunito a Roma, ed ha assunto il nome di Louis Raphaël I. Il 1º febbraio papa Benedetto XVI gli ha concesso l'ecclesiastica communio.

Il 6 marzo 2013 si è svolta la solenne cerimonia di intronizzazione del nuovo patriarca nella cattedrale caldea di San Giuseppe a Baghdad.[2]

Nel maggio 2013 ha indirizzato ai vescovi, al clero e ai religiosi della Chiesa caldea una lettera[3], nella quale chiarisce la posizione ufficiale del Patriarcato circa la «questione del nazionalismo caldeo che sta contrapponendo il Patriarcato - a favore dell'unità con le altre chiese presenti in Iraq e che tracciano la loro comune origine nella Chiesa dell'Est diffusasi in Mesopotamia ai tempi della predicazione di San Tommaso - e le due diocesi caldee degli Stati Uniti da tempo a favore di una netta divisione delle suddette chiese in base alla diversa identità nazionale». Nella lettera ribadisce che «non è un difetto amare la propria nazione ed esserne orgogliosi, ma lo è il considerarla migliore delle altre e ad esse superiore, ed insultare coloro che non riconoscono questa stessa identità nazionale».

Il 20 maggio 2018, al termine del Regina Cœli, papa Francesco ha annunciato la sua creazione a cardinale nel concistoro del 28 giugno, [4] divenendo così il terzo vescovo iracheno a ricevere la porpora dopo Ignace Gabriel I Tappouni ed Emmanuel III Delly.

Genealogia episcopale[modifica | modifica wikitesto]

Successione apostolica[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Papa Paolo VI, con il motu proprio Ad purpuratorum Patrum Collegium, pubblicato l'11 febbraio 1965, stabilì che i patriarchi di rito orientale assunti nel Sacro Collegio dei Cardinali non appartengono al clero di Roma e, pertanto, non può essere assegnato loro alcun titolo o diaconia. I patriarchi cardinali appartengono all'ordine dei vescovi cardinali e, nella gerarchia, si situano immediatamente dopo di loro. Mantengono la loro sede patriarcale e non viene assegnata loro alcuna sede suburbicaria.
  2. ^ Discorso della cerimonia di intronizzazione e omelia della Santa Messa per l'intronizzazione.
  3. ^ Testo in italiano del documento in Bahgdad Hope.
  4. ^ Annuncio di Concistoro il 28 giugno per la creazione di nuovi Cardinali, su press.vatican.va, 20 maggio 2018. URL consultato il 20 maggio 2018.

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autoritàVIAF (EN310529360 · ISNI (EN0000 0000 8912 2610 · LCCN (ENno2009074881 · GND (DE142577391 · BNF (FRcb16953538c (data) · BAV ADV12298428