Stato islamico

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Uno stato islamico (in arabo: الدولة الإسلامية‎: ad-dawlah al-islamīyah) è una forma di governo in cui le basi si fondano sulla shari'a, la legge religiosa islamica.

Evoluzione ideologica e storica[modifica | modifica wikitesto]

Fin dai primi tempi dell'Islam sono numerosi i governi fondati "islamici", a partire dal primo califfato della storia dell'Islam, quello fondato dallo stesso profeta Maometto, per proseguire con tutte le forme di governo sottoposte all'autorità di un califfo, una figura il cui significato è "successore" di Maometto.

Tuttavia la locuzione "stato islamico" ha assunto connotazioni più specifiche in epoca contemporanea, a partire dal XX secolo. Il concetto moderno di stato islamico è stato articolato e promosso da ideologi come Abu l-A'la al-Maududi, l'ayatollah Ruhollah Khomeini, Israr Ahmed e Sayyid Qutb. Come le precedenti nozioni del califfato, lo stato islamico così inteso ha le sue radici nella legge islamica ed è modellato sull'esempio del potere di Maometto. Tuttavia, a differenza dei governi retti dai califfi, che erano forme di dispotismo imperiale o di monarchie (in arabo: malik), la nozione moderna di stato islamico può essere compatibile e incorporare istituti politici più moderni, o comunque estranei a tali tradizioni, come le elezioni e il diritto di voto, il potere parlamentare, il potere di revisione giurisdizionale e la sovranità popolare.

Nel XX e XXI secolo sono molti gli esempi di Paesi musulmani che hanno incorporato la legge islamica, in tutto o in parte, nei loro ordinamenti legali. Alcuni Paesi musulmani hanno invece statuito l'Islam come religione di stato nelle loro costituzioni, ma non applicano la legge islamica nei loro sistema giurisdizionale. Gli stati islamici possono essere distinti, in base alla loro forma costitutiva, in monarchie islamiche o in repubbliche islamiche.

Esempi di repubblica islamica sono l'Iran, il Pakistan, la Mauritania e il Gambia.[1]

La formazione dello Stato islamico[modifica | modifica wikitesto]

Nel dicembre 2004 Osama Bin Laden nomina Al-Zarqawi capo di Al-Qaeda in Iraq, fondendosi con l'organizzazione Al-Tawhid-Wal-Jihad. Al-Zarqawi inoltre era stato usato precedentemente come anello di collegamento tra Al-Qaeda e il regime dittatoriale sunnita di Saddam Husayn (leader assoluto dell'Iraq in un regime considerato dittatoriale), per poter dar via ad un'invasione anglo-americana dell'Iraq e destituire Saddam (2003 con la Seconda Guerra del Golfo 2003-2011, l'Italia vi partecipò dal 2003 al 2006).

Dopo aver concluso l'impresa, nel maggio del 2003 il governatore civile Paul Bremer dell'Iraq, emanò l'ordine n° 1: metteva al bando il partito di Saddam, "il Bath", e l'ordine n°2, con il quale veniva smantellato l'esercito Iracheno.

La conseguenza fu che 400000 unità dell'esercito iracheno vennero esclusi da ogni impiego militare, e fu negato loro anche il diritto pensionistico (cominciarono ad organizzarsi poi in gruppi paramilitari contro gli americani e il governo sciita).

Il 7 giugno 2006 Al-Zarqawi morì in un bombardamento statunitense. Il nuovo capo di Al-Qaeda divenne Abu-Ayyub-Al-Masri, che qualche mese dopo nell'Ottobre del 2006 annuncia la fondazione Al-Dawlah-Al-Iraq-Al-Islamyya, lo stato islamico dell'Iraq, il cui acronimo è ISI. Abu Omar se ne proclamò comandante, mentre Al-Masri deteneva il ruolo di Ministro della Guerra.

Le truppe statunitensi fornirono ulteriori mezzi per le operazioni contro l'ISI, tanto che il 18 aprile 2010 Al-Masri e Abu Omar furono uccisi in un'incursione irachena-statunitense, e pochi mesi dopo dichiararono che l'80% dei pilastri dell'ISI erano stati uccisi o catturati.

Qui entra in scena Abu Bakr Al-Baghdadi, rilasciato da poco dal campo di detenzione statunitense "Camp Bucca", divenne leader dei resti di Al-Qaeda in Iraq e nel 2012 fu nominato nuovo comandante dell'ISI.

L'organizzazione era ormai stata decimata dagli interventi statunitensi, così Al-Baghadi decise di ricostituire l'alto comando affidando gli incarichi a ex militari o ex agenti dei servizi segreti del partito Bath, di Saddam Husayn.

Al-Baghdadi prende le distanze dal progetto di Al-Qaeda, ovvero colpire i paesi americani, decidendo di opporsi agli obbiettivi sciiti, del governo di Al-Maliki. Così facendo Al-Baghdadi alimenta lo scontro e la scissione tra sciiti e sunniti in un progetto che inizialmente sfugge alla percezione di Al-Qaeda.

Al-Baghdadi è di origine Irachena, proveniente da una discendenza diretta del profeta Maometto, laureato in studi islamici divenne un Imam (prima di essere catturato nel 2005 dagli statunitensi), ovvero una guida religiosa.

Difatti il discorso che tenne nel 2014 nella moschea di Mossul, non incarnava le vesti un pazzo omicida, bensì di un leader rispettoso e generoso che avrebbe guidato il popolo verso la giusta strada per la purificazione. Infatti il suo progetto va oltre la piccola Jihad (termine che rappresenta la difesa armata dell'Islam contro i suoi aggressori, e da quando Oussama Bin Laden cominciò ad utilizzare tale termine per indicare una "guerra giusta" contro l'oppressore, si è cominciato a pensare al termine Jihad come "guerra santa").

Egli vuole creare concretamente uno Stato Islamico che ricomprenda l'intera "umma" (comunità) islamica che andasse al di là delle bandiere Nazionali. Un progetto che si ripropone la fondazione del primo califfato di Maometto del settimo secolo, un progetto che ripercorre tutta la storia della religione islamica, poiché ci sono state tre realizzazioni solo parziali di tale progetto, ovvero il Califfato Arabo, il Califfato Egiziano e il Califfato Ottomano.

Il Califfato di Al-Baghdadi si ispira invece alla scuola Salafita, con un radicale ritorno alle fonti, alla predicazione originaria e allo stile di vita del profeta Maometto, restaurando integralmente la Shari'a, la legge islamica basata sul Corano e sulla Sunna (codice comportamentale).

Questa modernizzazione del Califfato sarebbe una società perfetta, poiché una espressione politica della volontà di Dio.

La Siria come postazione iniziale[modifica | modifica wikitesto]

Al-Baghdadi capì che rifondare il Califfato partendo dall'Iraq sarebbe stato impossibile perché l'ISI era inferiore e debole. Egli vide in Siria il terreno ideale per conquistare nuovi territori e per ottenere dai ricchi sponsor finanziamenti per l'acquisto dei mezzi necessari.

La Siria era devastata dalla guerra, piena di aree prive di infrastrutture e autorità politiche.

Nel marzo del 2011 si è cominciato a protestare contro il governo siriano di Bashar Al-Asad e nei mesi successivi il conflitto si è militarizzato progressivamente. Bashar Al-Hasad è Sciita, Alawita per la precisione, figlio del dittatore Hafes Ashad (deceduto nel 2000).

Si sperava che il figlio avrebbe attuato una svolta democratica, ma egli mantenne la dittatura mono partitica con censura di stampa e rifiuto di dialogo con l'opposizione, non riconobbe le libertà politiche fondamentali e represse la ribellione della minoranza Curda. Fino ad ora la Guerra civile Siriana è stata caratterizzata da gravi atrocità come l'utilizzo di armi chimiche o l'utilizzo dei civili come scudi umani.

Al-Baghdadi previde la continuità del conflitto e ha scommesso sul "non-intervento" internazionale: Cina e Russia sono favorevoli al regime di Asad, mentre Stati Uniti, Francia e Regno Unito vogliono destituirlo.

Tutti e cinque sono membri permanenti del consiglio di sicurezza dell'ONU, e ciascuno ha il potere di Veto, ovvero può annullare la decisione presa a maggioranza.

In Siria la guerra viene spinta principalmente per procura, ovvero c'è una pletora di finanziatori occulti che armano i ribelli contro il regime di Asad come alcuni petrolieri in Arabia Saudita.

È proprio qui che Al-Baghdadi pensò di prendere i rifornimeni necessari sfruttando la dinamica stessa della guerra. I finanziatori difatti non analizzano le dinamiche delle organizzazioni che forniscono, ma si accertano del fatto che il loro obbiettivo coincida con quello delle organizzazioni, in questo caso destituire Asad.

Così nell'agosto 2011 Al-Baghadi cominciò ad inviare alcuni membri dell'ISI che avessero esperienza nella guerriglia per formare un'organizzazione all'interno della Siria.

Il gruppo era guidato da un siriano Abu-Muhamad-Al-Jawlani che cominciò a reclutare militanti e a costituire cellule terroristiche e nel gennaio 2012 il gruppo annunciò la sua formazione come Al-Nusra-Al-Jawlani.

Circa un anno dopo Al-Baghad dichiarò che l'ISI e il fronte Al-Nusra si stavano fondendo nello Stato islamico dell'Iraq e Al-Sham : l'ISIS. Al-Sham è l'antica denominazine di Damasco, capitale della Siria e dei territori limitrofi.

Al-Baghdadi però agiva diversamente da Al-Nusra, anziché mantenere l'obbiettivo di rovesciare il regime di Asad come faceva Al-Jawlani, egli voleva incunearsi in Siria per ritagliarsi un’enclave, spesso lottando contro quelli che sarebbero dovuti essere i suoi stessi alleati, come nel caso della cittadina di Azaz, già sotto controllo dei ribelli dal marzo 2012, per cui l'ISIS riversa molte risorse per la conquista del loro territorio.

Questo fece infuriare Al-Qaeda che nel 2014 dopo 8 mesi di lotta, negò qualsiasi tipo di relazione con l'ISIS, giudicava troppo estremi i propositi di Al-Baghdadi.

Arriviamo così al 29 Giugno 2014 quando Al-Baghdadi proclamò la restaurazione del Califfato Islamico. Scelse un luogo fortemente evocativo per i musulmani più acculturati, ovvero la Grande Moschea di Mosul, dalla quale si riavviò la conquista islamica della terra santa occupata dai crociati. Al-Baghdadi si auto proclamò Califfo dello Stato Islamico.

Come gestisce un esercito di militanti?[modifica | modifica wikitesto]

Lo stato Islamico è l'unica organizzazione che è riuscita a ridisegnare i confini tracciati da Sykes-Picot (prima guerra mondiale con la caduta dell'impero ottomano).

In un medio oriente fortemente destabilizzato da decenni di macerie l'idea di una nuova identità che sorge "come una fenice" per riunificare il popolo islamico e porre fine alle discriminazioni subite, si presenta per alcuni come un grande messaggio di speranza. Ecco perché molti sono pronti a combattere.

Per Al-Baghdadi l'appoggio della popolazione è importante tanto quanto la fedeltà dei militanti. Offrendo programmi sociali e collaborazioni per le popolazioni dei territori occupati (quando non si ribellavano) ricercando il loro consenso anche per ottenere l'indipendenza economica dai finanziatori.

L'ISIS dopo essersi appropriato dei capitali dei finanziatori per il rifornimento dei mezzi a lui necessari, ha pensato di sfruttare anche i pozzi petroliferi in Siria per rendersi al più presto autosufficiente, affiancando l'attività di contrabbando al confine della Turchia.

Subito dopo cercò di conquistare i leader locali con politiche di alleanza con le tribù sunnite, cercando di far sentire le popolazioni non come un gruppo di vittime oppresse bensì come cittadini di uno Stato moderno.

L'offerta di programmi sociali difatti è molto concreta, si parla di forniture di frutta e verdura, supporto nella gestione dei panifici, distribuzione delle derrate alimentari, campagne di vaccinazione anti polio e la l'istituzione della mensa dei poveri a raqqa, un ufficio per orfani, elettricità e sistemazione delle strade. Tutto ciò fa aumentare il consenso dell'interno, che spinge alla fedeltà i militanti, che combattono non come mercenari ma come cittadini.

Per quanto riguarda la giustizia si dovrebbe accettare un tribunale di Shari'a con tanto di autorità preposte ad eseguirne le sentenze (tra cui la crocifissione). Per quanto riguarda la religione si parla di proselitismo aggressivo: i cristiani che vivono a raqqa hanno tre possibilità, convertirsi all'islam, pagare la Gizia (tassa religiosa molto onerosa) o la morte. Per quanto riguarda l'omosessualità è prevista direttamente la pena di morte.

Gli Stati Uniti non rimangono indifferenti, l'8 agosto del 2014 Obama autorizza i primi bombardamenti mirati contro lo Stato Islamico nel nord dell'Iraq e il lancio di aiuti umanitari per i fuggitivi delle zone occupate.

Le incursioni americane permisero la fuga di molti Yazidi, una minoranza religiosa perseguitata dallo Stato Islamico con incredibile ferocia, fucilati, seppelliti vivi e donne rapite e poi schiavizzate. Perseguitarono anche i Cristiani Assiri e i Turcomanni, massacrati nel luglio 2014 nel villaggio di Beshir. Per non parlare degli eccidi perpetrati nei confronti delle diverse milizie, fucilazioni di massa di più di mille soldati iracheni a Giugno nel Camp Speicher, più di 600 sciiti nel carcere di Badush, più di 500 soldati siriani a Shaer e Tabqa e la sterminazione delle popolazioni che si ribellavano alla loro autorità come la tribù sunnita degli Chaitat nell'agosto 2014.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ (EN) Gambia declared Islamic republic by President Yahya Jammeh - BBC News, su BBC News. URL consultato il 12 dicembre 2015.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]