Roberto Battiston

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Roberto Battiston nel 2015
Premio ASAS Space Economy 2017
Premio Gal Hassin Astronomia 2017

Roberto Battiston (Trento, 11 agosto 1956) è un fisico italiano.

È stato presidente dell'Agenzia Spaziale Italiana (ASI)[1][2]. Fisico sperimentale, specializzato nel campo della fisica fondamentale e delle particelle elementari, è uno dei maggiori esperti di raggi cosmici.

Impegnato da sempre nello studio della fisica fondamentale e lo sviluppo di rivelatori e di tecnologie per la sperimentazione nel campo della fisica fondamentale e delle particelle elementari. Nel corso di oltre 30 anni di attività ha svolto ricerche in team internazionali, prima nel campo della fisica sperimentale delle interazioni fondamentali con gli acceleratori e poi nel settore spaziale, studiando con altissima precisione i raggi cosmici dallo spazio. Per queste ricerche ha contribuito, con ruoli di primaria responsabilità, allo sviluppo di rivelatori innovativi basati su tecnologie avanzate[3] e in grado di ottenere risultati scientifici altrimenti impossibile da ottenere.[senza fonte]

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Si laurea nel 1979 in fisica presso l'Università di Pisa e la Scuola Normale di Pisa[3] con una tesi sulla produzione di muoni in interazioni p-p agli ISR (esperimento diretto dal Nobel Samuel Chao Chung Ting e dal prof. Giorgio Bellettini) del CERN.[4] Lo stesso anno vince una borsa di studio per svolgere il perfezionamento in Francia presso l’École normale supérieure di Rue D’Ulm, e nel 1982 ottiene il Dottorato presso l’Università di Parigi XI, Orsay.[3]

Dal 1983 al 2012 è all’Università di Perugia prima come ricercatore, dove fonda e presiede un gruppo di ricerca, poi come professore associato (1988) presso la Facoltà di Scienze, infine come professore ordinario (1993) in Fisica Generale presso la Facoltà di Ingegneria;[3] nel 1990 diventa responsabile delle collaborazioni di ricerca internazionali. Nel 2009 viene eletto presidente della Commissione Nazionale per la Fisica Astroparticellare dell’Istituto nazionale di fisica nucleare per un triennio, poi confermato nel 2012 per un quadriennio. Nel 2012 si trasferisce presso il Dipartimento di Fisica dell’Università di Trento dove è membro del TIFPA (Trento Institute for Fundamental Physics and Applications) dedicato alla fisica e tecnologia spaziale nel settore delle astroparticelle, un nuovo Centro Nazionale dell’INFN. A Trento ricopre la cattedra in Fisica Sperimentale presso il Dipartimento di Fisica.[3]

Il 16 maggio 2014, a seguito di una selezione competitiva e valutazione di un comitato internazionale, viene nominato dal ministro Stefania Giannini presidente dell’Agenzia Spaziale Italiana (ASI).[5][6] A seguito di una successiva selezione competitiva, l'8 maggio 2018 viene nominato per un secondo mandato di quattro anni dal ministro Valeria Fedeli,[7][8][9] ma il 6 novembre 2018 il Ministro dell'Istruzione Marco Bussetti comunica a Battiston la revoca immediata della sua nomina a presidente dell'ASI.[10][11][12][13][14][15][16]

Principali contributi[modifica | modifica wikitesto]

Rivelatore SMD[modifica | modifica wikitesto]

1990 - Collaborazione con il Nobel S. C. C. Ting all'esperimento L3 al LEP del CERN con l’incarico di coordinare il disegno e la realizzazione di un nuovo rivelatore di vertice ad alta precisione basato su rivelatori a silicio, strumento indispensabile lo studio della fisica del τ e dei mesoni B con L3 al LEP. Viene realizzato il rivelatore SMD che ha più di 60 pubblicazioni in questo settore.

Raggi cosmici[modifica | modifica wikitesto]

1995-2014 – La sua attività scientifica è dedicata principalmente all'apertura di un nuovo settore di ricerca basato sullo studio di precisione dei raggi cosmici dallo spazio sviluppando e ponendo in orbita complessi rivelatori di particelle basati su tecniche di misura sviluppate con gli acceleratori ma adattate all’impiego spaziale, dove è possibile effettuare misure molto precisa dei raggi cosmici primari per studiare con precisione le componenti più rare ed interessanti.

Alpha Magnetic Spectrometer (AMS)[modifica | modifica wikitesto]

1994 - Assieme al Nobel Samuel C.C. Ting propone la realizzazione di uno spettrometro magnetico per effettuare per la prima volta misure di precisione dei Raggi Cosmici nello spazio, AMS, da installare sulla Stazione Spaziale Internazionale (ISS). AMS è stato approvato in breve tempo dalle principali agenzie spaziali ed istituti di ricerca a livello internazionale, in Italia INFN ed ASI. AMS è dedicato alla ricerca di fenomeni rari come gli antinuclei, gli effetti legati all’annichilazione della materia oscura oppure all’esistenza di nuovi stati della materia nucleare (strangelet). Per AMS ha proposto la realizzazione di un grande sistema tracciante interamente basato su rivelatori al silicio, soluzione che è stata scelta rispetto ad una versione alternativa basata su una camera TPC proposta dal MIT ma meno adatta ad essere operata nello spazio. Si è inoltre occupato sia delle strategie di analisi dei dati che della gestione dell’esperimento svolgendo il ruolo di responsabile nazionale di AMS per l’INFN e per l’ASI e, dopo il successo del volo precursore di AMS-01 sullo Shuttle nel 1998, il ruolo di deputy spokesperson per la collaborazione internazionale AMS, comprendente 600 persone in 16 paesi e 60 istituzioni. Il 16 maggio 2011 l’esperimento è stato lanciato in orbita ed è installato con successo sulla Stazione Spaziale Internazionale dove opererà per almeno 10 anni. I dati raccolti dalle due missioni di AMS rappresentano il termine di riferimento per il settore della fisica dei raggi cosmici fino al TeV. AMS ha pubblicato una serie di lavori che hanno ricevuto un elevato numero di citazioni.

CSES-LIMADOU[modifica | modifica wikitesto]

Nel 2005 ha realizzato e messo in orbita sulla Stazione Spaziale Internazionale l’esperimento LAZIO-SiRAD, un dimostratore tecnologico dedicato allo studio della stabilità delle particelle intrappolate nelle fasce di Van Allen l’osservazione dallo spazio di fenomeni geofisici; nel 2007, sulla base dei risultati ottenuti con LAZIO-SiRAD, ho proposto alla CNSA, l’agenzia spaziale Cinese, la partecipazione dell’Italia alla realizzazione del rivelatore di particelle energetiche del satellite CSES, il primo satellite cinese dedicato al monitoraggio dei fenomeni sismici dallo spazio. Dopo una lunga attività preparatoria, nel settembre 2013 l’ASI e la CNSA, hanno firmato un accordo per la realizzazione dello strumento LIMADOU finanziato come progetto premiale del MIUR nel 2011 e nel 2012. Si tratta della prima volta che uno strumento scientifico realizzato in Italia viene integrato in un progetto spaziale cinese. LIMADOU rappresenta lo stato dell’arte della tecnologia per la misura delle particelle di bassa energia nello spazio e permetterà di studiare con grande precisione il fenomeno della precipitazione degli elettroni dalle fasce di Van Allen nonché di analizzare i poco noti meccanismi di interazione tra litosfera e magnetosfera. Il successo del programma italo-cinese CSES-LIMADOU, il cui lancio è avvenuto nel 2018, ha aperto nuove prospettive nel campo dell’osservazione della terra con metodi innovativi.

Pubblicazioni[modifica | modifica wikitesto]

I risultati della sua attività scientifica sono contenuti in 435 lavori pubblicati su riviste internazionali, dei quali 90 fanno parte della lista dei lavori molto citati, per complessive più di 12000 citazioni e un indice-H pari a 48 (fonte ISI).

Tra questi:

  1. Search for the standard model Higgs boson at LEP, LEP Working Group (R. Barate et al.). Mar 2003. 23 pp. Phys.Lett. B565 (2003) 61-75 - 2015 citazioni
  2. Observation of Single Isolated Electrons of High Transverse Momentum in Events with Missing Transverse Energy at the CERN anti-p p Collider, UA2 Collaboration (M. Banner et al.). Mar 1983. 21 pp. Phys.Lett. B122 (1983) 476-485 - 1388 citazioni
  3. Evidence for Z0 ---> e+ e- at the CERN anti-p p Collider, UA2 Collaboration (P. Bagnaia et al.). Sep 1983. 21 pp. Phys.Lett. B129 (1983) 130-140 - 1374 citazioni
  4. Precision electroweak measurements on the Z resonance, LEP Electroweak Working Group (S. Schael et al.). Sep 2005. 302 pp. Phys.Rept. 427 (2006) 257-454 - 925 citazioni
  5. Search for neutral MSSM Higgs bosons at LEP, LEP Working Group (S. Schael (Aachen, Tech. Hochsch.) et al.). Jan 2006. 82 pp., Eur.Phys.J. C47 (2006) 547-587 - 639 citazioni
  6. Results from the L3 experiment at LEP, L3 Collaboration (O. Adriani et al.), Feb 1993, 202 pp., Phys.Rept. 236 (1993) 1-146 - 364 citazioni
  7. Measurement of the Standard Model Parameters from a Study of W and Z Bosons, UA2 Collaboration (R. Ansari et al.), Jan 1987, 19 pp., Phys.Lett. B186 (1987) 440-451 - 296 citazioni
  8. The L3 silicon microvertex detector, L3 SMD Collaboration (M. Acciarri et al.). Jul 1994. 42 pp., Nucl.Instrum.Meth. A351 (1994) 300-312 - 260 citazioni
  9. Cosmic-ray positron fraction measurement from 1 to 30-GeV with AMS-01, AMS- 01 Collaboration (M. Aguilar (Madrid, CIEMAT) et al.). Mar 2007. 20 pp., Phys.Lett. B646 (2007) 145-154 - 233 citazioni
  10. The Alpha Magnetic Spectrometer (AMS) on the International Space Station. I: Results from the test flight on the space shuttle, AMS Collaboration (M. Aguilar et al.), 2002, Phys.Rept. 366 (2002) 331-405, Erratum-ibid. 380 (2003) 97-98 - 223 citazioni
  11. Cosmic protons, AMS Collaboration (J. Alcaraz et al.). 2000, Phys.Lett. B490 (2000) 27-35 - 208 citazioni

Premi e riconoscimenti[modifica | modifica wikitesto]

  • Gli è stato dedicato un asteroide, 21256 Robertobattiston [17].
  • È stato insignito dall'Associazione per i Servizi, le Applicazioni e le Tecnologie ICT per lo Spazio del premio ASAS Space Economy 2017[18]
  • È stato destinatario, insieme all'astrofisico Nicolo D'Amico, del Premio GAL Hassin 2017[19], conferito dall'omonimo centro astronomico

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Il Presidente
  2. ^ (IT) Franco Stefanoni, Battiston rimosso presidente dell’Agenzia spaziale italiana (Asi). «Con me primo spoil system di un ente di ricerca», in Corriere della Sera. URL consultato il 6 novembre 2018.
  3. ^ a b c d e (IT) varaschin, ROBERTO BATTISTON A CAPO DELL’ASI. URL consultato il 14 novembre 2018.
  4. ^ Prof. Roberto Battiston - Curriculum Vitae (PDF), su asi.it.
  5. ^ Asi, il Professor Roberto Battiston è il nuovo Presidente, su istruzione.it.
  6. ^ (IT) https://www.repubblica.it/scienze/2014/05/16/news/battiston_asi-86338840, Battiston nuovo presidente dell'Agenzia spaziale italiana.
  7. ^ ASI, il Professor Roberto Battiston confermato Presidente, su miur.pubblica.istruzione.it.
  8. ^ (IT) La verità su Battiston - Huffpost, in Huffington Post, 8 novembre 2018. URL consultato il 12 novembre 2018.
  9. ^ (IT) La politica stia lontana dalla ricerca scientifica, in Corriere della Sera, 8 novembre 2018. URL consultato il 12 novembre 2018.
  10. ^ Agenzia spaziale italiana, il governo rimuove il presidente Battiston: "Primo spoil system in un ente di ricerca", in Repubblica.it, 6 novembre 2018. URL consultato il 6 novembre 2018.
  11. ^ (IT) Su Change.org è spuntata una petizione in favore di Roberto Battiston - Wired, in Wired, 12 novembre 2018. URL consultato il 14 novembre 2018.
  12. ^ (IT) Asi, parla il silurato Battiston: “Posso dimostrare di aver risposto bene a tutte le indicazioni politiche di Miur e governo” - Il Fatto Quotidiano, in Il Fatto Quotidiano, 11 novembre 2018. URL consultato il 12 novembre 2018.
  13. ^ (IT) Qualcosa non torna nel caso Battiston? La revoca, in Pagella Politica, 17 novembre 2018. URL consultato il 16 novembre 2018.
  14. ^ (IT) Asi, a 16 giorni dalla nomina i revisori dei conti sconfessano la conferma di Battiston e del 'suo' direttore generale - Il Fatto Quotidiano, in Il Fatto Quotidiano, 6 novembre 2018. URL consultato il 7 novembre 2018.
  15. ^ (IT) La politica stia lontana dalla ricerca scientifica, in Corriere della Sera, 8 novembre 2018. URL consultato il 12 novembre 2018.
  16. ^ (IT) Caso Battiston, Maiani (ex Cern): “Giù le mani dalla ricerca, per guidarla servono spessore e capacità”, in Repubblica, 11 novembre 2018. URL consultato il 12 novembre 2018.
  17. ^ (EN) M.P.C. 107120 del 4 novembre 2017
  18. ^ Premio ASAS Space Economy 2017, su asaspazio.it. URL consultato il 13 novembre 2018.
  19. ^ Isnello: il premio GAL Hassin 2017 è stato assegnato ai numeri uno dell'Astronomia italiana, su galhassin.it. URL consultato il 13 novembre 2018.

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