Luciano Floridi

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Luciano Floridi

Luciano Floridi (Roma, 16 novembre 1964) è un filosofo italiano, è direttore di ricerca e professore di filosofia ed etica dell'informazione all'Università di Oxford, Oxford Internet Institute[1].

Floridi è principalmente conosciuto per il suo lavoro in due aree di ricerca filosofica: la filosofia dell'informazione e l'etica informatica.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Laureato all'Università di Roma "La Sapienza", M.Phil. e Ph.D. Università di Warwick, M.A. Università di Oxford. Prima dell'attuale incarico, ha insegnato come professore associato logica ed epistemologia all'Università di Oxford e all'Università degli Studi di Bari. È poi stato professore ordinario di filosofia dell'informazione presso la University of Hertfordshire, dove è anche stato UNESCO Chair of Information and Computer Ethics.

È conosciuto per i suoi studi sulla tradizione scettica (scetticismo) ma soprattutto per il suo lavoro di fondazione della filosofia dell'informazione e dell'etica informatica, due campi che ha contributo a costituire. È stato fondatore e coordinatore, con Jeff Sanders, dello IEG, gruppo di ricerca interdipartimentale sulla filosofia dell'informazione all'Università di Oxford. Ha lavorato nella Humanities Computing e ha fondato e diretto il Sito Web Italiano di Filosofia (SWIF). È stato presidente della IACAP, la International Association for Computing And Philosophy, della quale in passato è stato vicepresidente. I suoi lavori sono stati tradotti in ceco, cinese, francese, giapponese, greco, persiano, polacco, portoghese e ungherese.[senza fonte]

Pensiero[modifica | modifica wikitesto]

Durante la laurea ha studiato da classicista e da storico della filosofia. Nel Regno Unito, prima a Warwick e poi a Oxford, si è interessato di filosofia della logica ed epistemologia. Si è quindi occupato di diversi argomenti filosofici tradizionali, alla ricerca di una nuova metodologia, con l'obiettivo di riuscire ad avvicinarsi ai problemi contemporanei in una prospettiva che fosse efficace dal punto di vista euristico e potesse allo stesso tempo anche costituire un arricchimento intellettuale nell'affrontare le questioni filosofiche dei nostri giorni. Molto presto, ha iniziato a distanziarsi dalla filosofia analitica classica. Secondo Floridi, il movimento analitico aveva perso la sua spinta iniziale ed era ormai un paradigma sempre più debole, scolasticizzato. Per questo motivo, ha concentrato i suoi interessi su una nuova fondazione dell'epistemologia. Nel suo primo libro, Scepticism and the Foundation of Epistemology, andava già alla ricerca di un concetto di "conoscenza-indipendente-dal-soggetto", vicino a ciò che oggi definisce informazione semantica.

Secondo Floridi, è necessario sviluppare una filosofia costruzionista, all'interno della quale il design, la creazione di modelli e le implementazioni sostituiscano analisi frivole e esami cavillosi. In questo modo, la filosofia ha la speranza di non chiudersi in un angolo sempre più angusto, fatto di ricerche autosufficienti e che interessano solo a sé stesse, e di riacquistare un punto di vista più ampio sui problemi che sono realmente determinanti nella vita umana. Così, lentamente, Floridi è giunto a prendere in considerazione la filosofia dell'informazione, una nuova area di ricerca emersa dalla svolta computazionale, avvicinandola da due prospettive, quella puramente teorica della logica e dell'epistemologia, e quella più tecnica dell'informatica, in particolare dell'etica del computer, della teoria dell'informazione e della humanities computing.

Nella prefazione di Philosophy and Computing, pubblicato nel 1999, Floridi scrive che il libro è pensato per due tipi di studenti di filosofia: gli studenti che hanno bisogno di acquisire conoscenze di IT necessarie per fare uso del computer in maniera efficace, e gli studenti che possono essere interessati ad acquisire le conoscenze di sfondo indispensabili per la comprensione critica della nostra era digitale e dunque iniziare a lavorare sulla nuova branca della filosofia che si va formando, proprio la Filosofia dell'informazione, che Floridi si augura un giorno possa diventare parte integrante della cosiddetta Philosophia Prima. Da allora, la PI, o PCI (Philosophy of Computing and Information), è diventata il suo maggiore interesse di ricerca.

In PI, Floridi sostiene che ci sia bisogno di un concetto più ampio di elaborazione e di flusso dell'informazione, che includa la computazione, ma non solo. Questa nuova prospettiva fornisce una cornice teorica molto efficace all'interno della quale inserire e dare significato alle differenti linee di ricerca che hanno preso forma dagli anni cinquanta a oggi. Il secondo vantaggio è la prospettiva diacronica fornita da PI, che permette di inquadrare lo sviluppo della filosofia nel tempo. Secondo Floridi, PI fornisce infatti un punto di vista molto più ampio e profondo su ciò che la filosofia avrebbe cercato di fatto di realizzare nel corso dei secoli.[senza fonte]

Opere[modifica | modifica wikitesto]

  • Scepticism and the Foundation of Epistemology - A Study in the Metalogical Fallacies. Leida: Brill, 1996.
  • Internet - An Epistemological Essay. Milano: Il Saggiatore, 1997.
  • Philosophy and Computing: An Introduction. Londra/New York: Routledge, 1999.
  • Sextus Empiricus, The Recovery and Transmission of Pyrrhonism. Oxford: Oxford University Press, 2002.
  • The Blackwell Guide to the Philosophy of Computing and Information. (a cura di) Oxford: Blackwell UK, 2003.
  • Infosfera - Filosofia e Etica dell'informazione. Torino: Giappichelli Editore, 2009.
  • Information – A Very Short Introduction. Oxford: Oxford University Press, 2010 (trad. it. di Massimo Durante, La rivoluzione dell'informazione. Torino: Codice, 2012).
  • The Philosophy of Information. Oxford: Oxford University Press, 2011.
  • The Fourth Revolution - How the infosphere is reshaping human reality (Oxford University Press, 2014)
  • The Ethics of Information (Oxford University Press, 2013)
  • Information - A Very Short Introduction (Oxford University Press, 2010);
  • (editor) The Cambridge Handbook of Information and Computer Ethics (Cambridge University Press, 2010).

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ OII: Luciano Floridi, www.oii.ox.ac.uk. URL consultato il 9 maggio 2016.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autorità VIAF: (EN64109500 · LCCN: (ENn98095077 · ISNI: (EN0000 0001 1446 1957 · ORCID: (EN0000-0002-5444-2280 · GND: (DE143605453 · BNF: (FRcb12498356c (data)