Marco Boato

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Marco Boato
Marco Boato 2013.JPG

Segretario della Camera dei Deputati
Durata mandato 7 giugno 2006 –
8 maggio 2008
Presidente Fausto Bertinotti

Durata mandato 11 giugno 2001 –
7 giugno 2006
Presidente Pier Ferdinando Casini

Durata mandato 7 marzo 1996 –
11 giugno 2001
Presidente Luciano Violante

Capogruppo del Gruppo Misto alla Camera dei Deputati
Durata mandato 11 giugno 2001 –
7 giugno 2006
Predecessore Siegfried Brugger
Successore Siegfried Brugger

Deputato della Repubblica Italiana
Legislature VIII, XI, XIII, XIV, XV
Collegio Venezia, Trento, Rovereto

Senatore della Repubblica Italiana
Legislature X
Gruppo
parlamentare
Federalista Europeo Ecologista
Collegio Trento

Dati generali
Partito politico Lotta Continua (1968-1973)
Cristiani per il Socialismo (1973-1975)
Democrazia Proletaria (1975-1979)
Partito Radicale (1979-1992)
Federazione dei Verdi (dal 1992)
Titolo di studio Laurea in sociologia
Professione Docente universitario, giornalista

Marco Boato (Venezia, 27 luglio 1944) è un politico italiano.

Laureato in sociologia, è stato docente universitario e giornalista, nonché deputato nelle legislature VIII, XI, XIII, XIV e XV e senatore nella X legislatura.

Già membro del consiglio di presidenza della Federazione dei Verdi[1], è membro del consiglio federale nazionale del partito[2].

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Inizi nell'estrema sinistra[modifica | modifica wikitesto]

Trentino di adozione, partecipò ai movimenti studenteschi del 1968 che ebbero origine a Trento. Proprio nella facoltà di sociologia nel 1969 fondò, assieme ad Adriano Sofri, Paolo Sorbi, Mauro Rostagno, Guido Viale, Paolo Brogi e Giorgio Pietrostefani il movimento politico comunista Lotta Continua[3].

Cristiano progressista, nel 1973 fu tra i promotori del movimento Cristiani per il Socialismo[4].

Successivamente passò a Democrazia Proletaria, poi al Partito Radicale.

Attività parlamentare[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1987 fu senatore per una lista congiunta PSI-PSDI-PR-Verdi i cui eletti, in parlamento, espressero il "Gruppo Federalista Europeo Ecologista".

Dissoltosi il PSI dopo lo scandalo di Tangentopoli e subentrata la cosiddetta Seconda Repubblica, nella XIII legislatura come deputato dei Verdi ha proposto un disegno di legge sulla libertà religiosa[5] ed è stato il primo firmatario della mozione a difesa del partito radicale transnazionale dalla richiesta di espulsione dall'ECOSOC avanzata dalla Russia di Putin: la mozione fu approvata l'11 ottobre 2000 dalla maggioranza assoluta dei componenti della Camera dei deputati[6].

Rieletto in parlamento nella XIV legislatura, è stato capogruppo del gruppo parlamentare misto alla Camera, mentre nella XV legislatura ha ricoperto l'incarico di Segretario di Presidenza ed è stato componente della I Commissione, Affari Costituzionali.

Detiene il record per il discorso più lungo tenuto nella storia della Camera dei deputati italiana, per l'intervento che pronunciò nel 1981 della durata di oltre 18 ore[7]: si trattava di un discorso di 18 ore e 5 minuti contro la proroga di un anno del fermo di polizia previsto dal dl Cossiga.[8]

Militanza garantista[modifica | modifica wikitesto]

Marco Boato con Carlo Azeglio Ciampi nel 2001

Boato si è distinto per le sue risolute posizioni garantiste a favore dei politici implicati in vicende giudiziarie; ha mantenuto fede a questa linea votando in Parlamento contro l'arresto di Cesare Previti, esponente di Forza Italia.

Le sue proposte di legge in materia di lotta al giustizialismo, avanzate in sede di Bicamerale D'Alema, sono note col nome di bozze Boato (tra esso il ddl Boato di modifica dell'articolo 87, collegato al caso Sofri-Bompressi, che concedeva al Presidente della Repubblica il diritto esclusivo di concedere la grazia, cosa poi concessa per pronuncia della corte costituzionale nel caso dello stesso Bompressi). Tra di esse l'unica andata effettivamente in Gazzetta Ufficiale è la legge n. 140 del 2003 (detta legge Boato), di attuazione del nuovo articolo 68 della Costituzione.

Nel corso del suo ultimo mandato parlamentare ha osteggiato la proposta di Pier Ferdinando Casini in commissione Affari costituzionali in merito al test antidroga a cui i parlamentari dovrebbero sottoporsi. Con un voto unito da parte della maggioranza a favore dell'emendamento di Boato, la proposta è stata bocciata[9].

Nel 2013 fa parte della direzione del nuovo soggetto ecologista Green Italia - Verdi Europei.

Opere[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Portale della Federazione dei Verdi
  2. ^ Componenti del Consiglio Federale nazionale (quota nazionale) eletti, Verdi.it, 24 novembre 2013. URL consultato il 16 febbraio 2014.
  3. ^ Marco Boato: Il nostro '68 aiutò la città, la Repubblica, 9 settembre 2000. URL consultato il 12 novembre 2008.
  4. ^ Gianpaolo Tessari, La dinastia dei "Boatos", Trentino, 6 marzo 2008. URL consultato il 12 novembre 2008.
  5. ^ 'Perché temere una disciplina della libertà religiosa conforme a Costituzione?' 2011, § 2, OAIster, EBSCOhost, viewed 3 November 2015.
  6. ^ M. Perduca, L'operazione Idigov, Reality book, 2014, pp. 241-242.
  7. ^ I "discorsi-fiume" al Parlamento italiano | RadioRadicale.it
  8. ^ Ostruzionismo, 50 anni di Aula-spettacolo. La resistenza di Almirante e le poesie del Pci
  9. ^ Alessandra Arachi, Droga e onorevoli, no al test proposto da Casini, in Corriere.it, 25 luglio 2007. URL consultato il 16 febbraio 2014.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autorità VIAF: (EN233777466 · BNF: (FRcb12346166f (data)