Ovidio Bompressi

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Ovidio Bompressi

Ovidio Bompressi (Massa, 16 gennaio 1947) è un attivista italiano. Condannato con sentenza definitiva passata in giudicato per l'omicidio materiale del commissario Calabresi, fu in seguito graziato per gravi motivi di salute, il 31 maggio 2006 dal Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano.

La vicenda Calabresi[modifica | modifica sorgente]

Militante di Lotta Continua, nel 1988 fu accusato da Leonardo Marino di aver assassinato sedici anni prima il commissario di Polizia Luigi Calabresi nell'agguato del 17 maggio 1972 a Milano.

Nel suo atto di accusa/autoaccusa Marino indicò se stesso come autista dell'auto utilizzata per l'agguato e la fuga, Bompressi come esecutore materiale e Adriano Sofri e Giorgio Pietrostefani quali mandanti.

I processi, tra appelli, revisioni ed annullamenti, si sono susseguiti tra il 1988 ed il 2000 terminando definitivamente con la pena di 11 anni per Leonardo Marino (pena per la quale era intanto intervenuta la prescrizione), e 22 anni per Bompressi, Sofri e Pietrostefani.

La grazia[modifica | modifica sorgente]

Dal 2000 al 2006 ci furono varie richieste di grazia che furono ostacolate prima dalla brevità della pena scontata e successivamente dalla opposizione del Ministro della Giustizia Roberto Castelli che, rifiutando di controfirmare il provvedimento di grazia, causò un ricorso del Capo dello Stato davanti alla Corte Costituzionale, la cui successiva sentenza 200/2006 fu sfavorevole al Ministro della Giustizia. Si arrivò così al provvedimento di clemenza, il 31 maggio 2006, per gravi motivi di salute.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

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