Alexander Langer

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Alexander Langer
Alexander Langer.jpg

Eurodeputato
Legislature III, IV
Incarichi parlamentari
Presidente
  • Delegazione per le relazioni con la Bulgaria, la Romania e l'Albania (18 febbraio 1991 - 14 gennaio 1992)
  • Delegazione per le relazioni con l'Albania, la Bulgaria e la Romania (12 febbraio 1992 - 10 febbraio 1993)
  • Delegazione per le relazioni con l'Albania, la Bulgaria e la Romania (11 febbraio 1993 - 31 gennaio 1994)
  • Delegazione per le relazioni con l'Albania, la Bulgaria e la Romania (1º febbraio 1994 - 18 luglio 1994)

Membro

  • Commissione per il regolamento, la verifica dei poteri e le immunità (26 luglio 1989 - 14 gennaio 1992)
  • Commissione per gli affari esteri e la sicurezza (15 gennaio 1992 - 18 luglio 1994)
  • Delegazione per le relazioni con l'Albania, la Bulgaria e la Romania (15 gennaio 1992 - 11 febbraio 1992)
  • Sottocommissione per la sicurezza e il disarmo (28 gennaio 1992 - 18 luglio 1994)
  • Commissione per gli affari esteri, la sicurezza e la politica di difesa (21 luglio 1994 - 3 luglio 1995)
  • Sottocommissione per la sicurezza e il disarmo (21 luglio 1994 - 3 luglio 1995)
  • Delegazione per le relazioni con l'Europa sud-orientale (17 novembre 1994 - 3 luglio 1995)

Membro sostituto

  • Commissione per lo sviluppo e la cooperazione (26 luglio 1989 - 14 gennaio 1992)
  • Commissione per il regolamento, la verifica dei poteri e le immunità (15 gennaio 1992 - 18 luglio 1994)
  • Commissione per lo sviluppo e la cooperazione (15 gennaio 1992 - 18 luglio 1994)
  • Delegazione per le relazioni con le Repubbliche di Jugoslavia (15 gennaio 1992 - 10 febbraio 1993)
  • Commissione per le petizioni (15 gennaio 1992 - 18 luglio 1994)
  • Delegazione per le relazioni con le Repubbliche dell'ex Jugoslavia (11 febbraio 1993 - 31 gennaio 1994)
  • Delegazione alla Commissione parlamentare mista CE-Spazio economico europeo (2 giugno 1993 - 31 gennaio 1994)
  • Delegazione per le relazioni con le Repubbliche dell'ex Jugoslavia (1º febbraio 1994 - 18 luglio 1994)
  • Delegazione alla Commissione parlamentare mista Spazio economico europeo (1º febbraio 1994 - 18 luglio 1994)
  • Commissione per i trasporti e il turismo (21 luglio 1994 - 3 luglio 1995)
  • Commissione per il regolamento, la verifica dei poteri e le immunità (21 luglio 1994 - 3 luglio 1995)
  • Commissione per le petizioni (21 luglio 1994 - 3 luglio 1995)
  • Commissione per la cultura, la gioventù, l'istruzione e i mezzi di informazione (10 agosto 1994 - 3 luglio 1995)
Sito istituzionale

Dati generali
Partito politico Federazione dei Verdi
Titolo di studio Laurea in Giurisprudenza
Professione Scrittore,
Giornalista e
Docente

Alexander Langer (Vipiteno, 22 febbraio 1946Firenze, 3 luglio 1995) è stato un politico, pacifista, scrittore, giornalista, ambientalista, traduttore e docente italiano.

Di formazione cattolico-sociale, esponente poi dell'organizzazione comunista Lotta Continua, ne diresse anche l'omonimo quotidiano. Fu tra i fondatori del partito dei Verdi italiani e uno dei leader del movimento verde europeo. È stato promotore di numerosissime iniziative per la pace, la convivenza, i diritti umani, contro la manipolazione genetica e per la difesa dell'ambiente.

Le principali tematiche al centro della sua attenzione intellettuale e del suo agire politico furono la situazione dell'Alto Adige e in particolare il rapporto tra le diverse comunità linguistiche (noto fu il suo rifiuto, come germanofono sudtirolese, di identificarsi politicamente con un'etnia, nonché la sua opposizione all'etnonazionalismo); le problematiche internazionali, come il rapporto tra nord e sud del mondo, la situazione dei paesi dell'Europa dell'est e i problemi di convivenza nelle aree di crisi; gli interrogativi sul senso e la dinamica dell'integrazione europea; la lotta contro la guerra e in favore della conciliazione[1]. Morì suicida nel 1995.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Langer nacque in una famiglia borghese, laica e liberale. Il padre era un medico viennese di origini ebraiche, la madre una farmacista tirolese[2]. Durante la seconda guerra mondiale la madre si oppose all'adesione al governo nazista, per poi essere eletta nel dopoguerra al consiglio comunale di Vipiteno, come indipendente nella lista della Südtiroler Volkspartei[2].

Ricerca del dialogo interetnico[modifica | modifica wikitesto]

Nonostante le tensioni tra la comunità linguistica italiana e quella tedesca in Alto Adige, il clima che si respirava in casa Langer era molto tollerante: i genitori frequentavano amici italiani e volevano che i figli conoscessero bene entrambe le lingue, così Langer frequentò un asilo italiano[2]. Langer si trasferì a Bolzano per frequentare le scuole medie e il liceo classico in lingua tedesca presso i francescani, visse presso parenti in un quartiere prevalentemente italiano[2].

La tendenza a interrogarsi sull'appartenenza comunitaria e sul rapporto tra culture diverse lo spinse a diciotto anni a creare, insieme ad altri amici, un gruppo di studio e una rivista comprendenti ragazzi di lingua madre tedesca, italiana e ladina. Si confrontavano tra loro superando gli stereotipi e sperimentando un ideale di convivenza. Tale esperienza segnò profondamente il giovane Langer che, anche molti anni dopo, ne farà un fulcro della propria azione pacifista: «quando mi trovo di fronte ad un conflitto di natura etnica, mi metto per prima cosa a vedere se esiste qualche gruppo che riesca a riunire al proprio interno persone dell'uno e dell'altro schieramento [...] L'esperienza di un gruppo interetnico, o se volete del gruppo pilota che accetta di sperimentare su di sé le possibilità e i limiti, i problemi della convivenza interetnica, per me rimane una cosa assolutamente determinante»[3].

L'inesauribile ricerca di relazioni volta a costruire ponti per superare la conflittualità fu un principio guida della vita stessa di Langer. Nel 1981 e nel 1991 Langer rifiutò di dichiarare la propria appartenenza al censimento etnico[1], opponendosi alla divisione etnica delle due comunità e all'indipendentismo sudtirolese di movimenti come l'Union für Südtirol.

Militanza in Lotta Continua[modifica | modifica wikitesto]

Da giovane cattolico, Langer espresse l'intenzione di consacrare religiosamente la sua vita, ma fu dissuaso dall'opposizione dei genitori. Si laureò in giurisprudenza presso l'Università di Firenze. Negli anni degli studi universitari conobbe don Lorenzo Milani e don Ernesto Balducci e militò nella Federazione Universitaria Cattolica Italiana[2]. Negli anni settanta militò in Lotta Continua, lavorando presso l'omonimo giornale e in Germania, cercando contatti con la realtà tedesca e in particolare con gli emigrati italiani. Strinse una duratura amicizia con uno dei leader di LC, Adriano Sofri. Terminata l'esperienza di Lotta Continua, Langer tornò a Bolzano.

Fondatore e leader dei Verdi[modifica | modifica wikitesto]

Fondamentale e innovativo fu il contributo dato da Langer alle tematiche ambientali e al movimento ambientalista. Negli anni ottanta fu uno dei fondatori del movimento politico della Federazione dei Verdi (nato dalla fusione delle Liste Verdi e dei Verdi Arcobaleno) in Italia ed in Europa[1]. Langer fu anche membro, con l'amico Reinhold Messner dei Verdi del Sudtirolo/Alto Adige.

Il suo tentativo di dare un senso vero e attuale a parole come “conservazione”, “progresso”, “identità”, “tolleranza” lo portò spesso su posizioni non convenzionali, talvolta in contrasto con quelle delle sinistre[4]. Nella primavera del 1985, in occasione dell'apertura dell'assemblea nazionale dei "verdi" italiani a Firenze, Langer dichiarò esplicitamente che gli ecologisti "non sono nè di destra nè di sinistra".[5]

Langer fece parte del consiglio provinciale della Provincia autonoma di Bolzano e del consiglio regionale del Trentino-Alto Adige dal 1978 al 1993[1]. Nel 1989 fu eletto per la prima volta al Parlamento Europeo e divenne il primo presidente del gruppo parlamentare dei Verdi[1]. Fu rieletto nel 1994.

Il distacco dalla Chiesa non pose termine alla voglia di Langer di un dialogo con i cattolici e al suo interesse per il sacro. Il 14 aprile 1987, insieme ad altri ecologisti, presentò una dichiarazione di approvazione del documento della Congregazione per la dottrina della fede sui problemi morali connessi alla fecondazione artificiale e alla sperimentazione su embrioni[6], noto come documento Ratzinger[7]. Tale dichiarazione fu fortemente contestata da alcune giornaliste del Manifesto. Il 7 maggio dello stesso anno Langer precisò che la dichiarazione non era un appoggio incondizionato ai contenuti del documento e non voleva in alcun modo entrare nel tema della fecondazione artificiale, ma era un apprezzamento limitato ai temi della manipolazione genetica e della vivisezione[8].

Conversione ecologica e stile di vita[modifica | modifica wikitesto]

Alexander Langer è stato l'ideatore della "Fiera delle Utopie Concrete" che si svolge ogni anno a Città di Castello presentando esperienze e soluzioni di conversione ecologica dell'economia e della società attraverso iniziative permanenti e periodiche. Il concetto di conversione ecologica è centrale nel pensiero di Langer e intende sia lo stile di vita individuale, sia la trasformazione della società.[9] Egli lanciò il motto (ispirato di contrario al motto olimpico Citius, altius, fortius ossia "più veloce, più alto, più forte") Lentius, profundius, suavius ("più lento, più profondo, più dolce"). Nel 2015 Marco Boato ha definito l'ecologismo di Langer come una delle ispirazioni dell'enciclica Laudato si' di papa Francesco.[10]

Impegno per la pace nell'ex Jugoslavia[modifica | modifica wikitesto]

Langer dedicò negli ultimi anni della sua vita un particolare impegno alle ragioni della pace nei territori dell'ex-Jugoslavia, segnati dalla guerra[1]. Per far cessare il conflitto propose l'intervento della comunità internazionale tramite una forza dell'ONU. Visitò diverse volte i territori bosniaci e il Kosovo.

Gli ultimi tempi e il suicidio nel 1995[modifica | modifica wikitesto]

« Se avessi di fronte a me un uditorio di ragazze e ragazzi, non esiterei a mostrar loro com’è stata bella, com’è stata invidiabilmente ricca di viaggi, di incontri, di conoscenze, di imprese, di lingue parlate e ascoltate, di amore la vita di Alexander. Che stampino pure il suo viso serio e gentile sulle loro magliette. Che vadano incontro agli altri con il suo passo leggero e voglia il cielo che non perdano la speranza. »

(Adriano Sofri, commemorazione di Langer al Parlamento europeo, luglio 1995[11])

Nel maggio 1995 Langer si candidò a sindaco di Bolzano, ma la sua candidatura fu respinta a causa del suo nuovo rifiuto di dichiarare la propria appartenenza etnica nel censimento[1].

In seguito alla strage di Tuzla, uno degli eventi dell'escalation della violenza serba sui bosniaci (un bombardamento di civili che uccise 71 giovani) che sarebbero culminati nel massacro di Srebrenica di 8000 bosgnacchi ad opera delle milizie di Ratko Mladic, avvenuto alcuni giorni dopo la morte di Langer, nonostante fosse un convinto pacifista e nonviolento chiese in alcuni articoli "l´intervento internazionale armato", definendo i caschi blu "ostaggi dileggiati", e chiedendo di inviare soldati per "fermare l´aggressione", "proteggere le vittime", "punire i colpevoli", e impedire che "la conquista etnica con la forza delle armi torni a essere legge in Europa". Questi interventi gli alienarono la considerazioni di ex compagni di lotta, come i Verdi, accentuando la sua sensazione di solitudine e sconfitta.[12] Un altro evento che gli aveva provocato sconforto fu la morte della sua amica Petra Kelly (una dei promotori dei Verdi tedeschi), deceduta in un atto di omicidio-suicidio ad opera del compagno Gert Bastian, per cui scrisse un necrologio nel 1992.[13]

Il 26 giugno 1995 Langer partecipò a Cannes alle proteste contro l'inerzia dell'Europa di fronte alla guerra nei Balcani e lo stesso giorno scrisse il suo ultimo articolo, sempre sulla Bosnia, intitolato L'Europa muore o rinasce a Sarajevo.[14]

Sconvolto dal dramma della guerra, sofferente di asma e depressione[15][16][17], il 3 luglio 1995 Langer si tolse la vita a Pian dei Giullari, nei pressi di Firenze, impiccandosi a un albero di albicocche; ai familiari e agli amici lasciò tre biglietti, di cui uno scritto in tedesco agli amici, che spiegava il gesto e citava anche una frase dal vangelo di Matteo[12][17][18]:

« I pesi mi sono diventati davvero insostenibili, non ce la faccio più. Vi prego di perdonarmi tutti anche per questa dipartita. Un grazie a coloro che mi hanno aiutato ad andare avanti. Non rimane da parte mia alcuna amarezza nei confronti di coloro che hanno aggravato i miei problemi. "Venite a me, voi che siete stanchi ed oberati". Anche nell'accettare questo invito mi manca la forza. Così me ne vado più disperato che mai. Non siate tristi, continuate in ciò che era giusto.[13] »

Gli altri due brevi biglietti erano in italiano e citavano la moglie Valeria Malcontenti (sposata nel 1985), a cui l'ultimo era indirizzato direttamente: «Perdonatemi tutti e vogliate bene a Valeria» e «Valeria, amata più di quanto tu non voglia credere, non ce la faccio più. Perdonami e cerca una nuova spinta di vita. Ti abbraccio proprio forte».[13] Alexander Langer riposa nel piccolo cimitero di Telves accanto ai suoi genitori.[1]

Onorificenze e dediche[modifica | modifica wikitesto]

Il sentiero "Alexander Langer" che porta alla cascata Pisciadoi de Pedroc in Val Gardena.

« Alex era un cristallo bellissimo ma fragilissimo. È stato uno dei rari politici che intendeva la politica esclusivamente come servizio, senza ombra di potere. »

(Grazia Francescato)

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c d e f g h Biografia di Alexander Langer, Fondazione Alexander Langer Stiftung. URL consultato il 2 novembre 2012.
  2. ^ a b c d e Alexander Langer, Minima personalia, Belfagor, marzo 1986. URL consultato il 2 novembre 2012.
  3. ^ Alexander Langer, Il gioco del noi e del loro, Dal Sudtirolo all'Europa, Intervento presso il Centro di Studi e Documentazione La Porta di Bergamo, 18 giugno 1990, in I quaderni della Porta, n. 65, 1996
  4. ^ Alexander Langer, Perché tanto scandalo a sinistra? È vero, il verde non passa per la cruna dell'ago rosso, in Il Manifesto, 26 gennaio 1985. URL consultato il 2 novembre 2012 (archiviato dall'url originale il 15 dicembre 2007).
  5. ^ Marco Revelli, Post-Sinistra, Bari, Laterza, 2014, p. 7, ISBN 978-88-581-1166-6.
  6. ^ Il rispetto della vita umana nascente e la dignità della procreazione, Congregazione per la dottrina della fede, 22 febbraio 1987. URL consultato il 2 novembre 2012.
  7. ^ Bioetica e sperimentazione scientifica. Dichiarazione di un gruppo di esponenti ecologisti sulla "Istruzione Ratzinger" relativa ai problemi morali connessi alla fecondazione artificiale e sperimentazione su embrioni. (14 aprile 1987), Il Covile, 1º marzo 2008. URL consultato il 1º febbraio 2013.
  8. ^ Alexander Langer, Cara Rossanda, e se Ratzinger avesse qualche ragione?, in Il Manifesto, 7 maggio 1987. URL consultato il 2 novembre 2012 (archiviato il 10 novembre 2013).
  9. ^ Alexander Langer, La conversione ecologica potrà affermarsi solo se apparirà socialmente desiderabile, in Il Viaggiatore Leggero, Scritti 1961-1995, Sellerio editore Palermo 1996, pag.142-150
  10. ^ L’ecologismo della ragione. In ricordo di Alexander Langer, strano ambientalista “ratzingeriano”
  11. ^ PIÙ LENTO, PIÙ PROFONDO, PIÙ DOLCE. ALEXANDER LANGER PORTATORE DI SPERANZA
  12. ^ a b ALEXANDER LANGER, un uomo in guerra con se stesso
  13. ^ a b c A vent'anni dalla morte di Alex Langer
  14. ^ Alexander Langer, L'Europa muore o rinasce a Sarajevo
  15. ^ Svaniti i dubbi - Si è tolto la vita
  16. ^ Alex Langer, la politica come incontro con gli altri
  17. ^ a b Famiglia Cristiana: molte morti non trovano un perché
  18. ^ Luigi Manconi, Alex Langer il giusto, Il Manifesto, 3 luglio 1997. URL consultato il 2 novembre 2012.
  19. ^ Premio Nazionale Cultura della Pace - Albo d'Oro Archiviato il 3 novembre 2011 in Internet Archive.
  20. ^ Oasi Lipu - Centro Alex Langer
  21. ^ Servizio Telematico Pubblico - Ufficio Stampa, Comunicati Stampa
  22. ^ Inaugurata la pista ciclabile di viale Dallai - A piedi e in bici dal centro sino alla stazione ferroviaria sulla ciclabile intitolata all'ecologista Langer - VOCE di Carpi
  23. ^ Bio - Massimo Priviero

Opere di Alexander Langer[modifica | modifica wikitesto]

  • Vie di pace. Rapporto dall'Europa, Arcobaleno, Trento, 1992
  • La scelta della convivenza, Edizioni e/o, Roma 1995
  • Il viaggiatore leggero. Scritti 1961-1995, Sellerio, Palermo 1996
  • Scritti sul Sudtirolo, Alpha&Beta, Bolzano 1996
  • Die Mehrheit der Minderheiten, Wagenbach, Berlin 1996
  • Più lenti, più dolci, più profondi, suppl. a "Notizie Verdi", Roma 1998.
  • Il viaggiatore leggero, ed. Sellerio 2003 (4ª ed.), a cura di Edi Rabini
  • The Importance of Mediators, Bridge Builders, Wall Vaulters and Frontier Crossers ed. Una Città, 2005, a cura della Fondazione Alexander Langer
  • Lettere dall'Italia, ed. Diario 2005, traduzione di Clemente Manenti
  • Fare la Pace – Scritti su Azione Nonviolenta 1984-1995, coedizione Cierre – Movimento Nonviolento, Verona 2005, a cura di Massimo Valpiana
  • Una vita più semplice. Biografia e parole di Alexander Langer, Altreconomia, 2005, con una biografia curata da Giulia Allegrini, l'introduzione di Giuseppina Ciuffreda, una postfazione di Gianni Tamino e un'intervista di Adriano Sofri
  • Non per il potere, a cura di Federico Faloppa, Chiarelettere, Milano 2012

Opere su Alexander Langer[modifica | modifica wikitesto]

  • Azione nonviolenta, fascicolo monografico su Alexander Langer, luglio-agosto 1996
  • Alexander Langer - Vita, Opere, Pensieri, CDROM edito dal Movimento Nonviolento, luglio 1999
  • Roberto Dall'Olio, Entro il limite. La resistenza mite di Alex Langer, La Meridiana, Molfetta 2000.
  • Marco Boato (a cura di), Le parole del commiato. Alexander Langer, dieci anni dopo. Poesie, articoli, testimonianze, edizioni Verdi del Trentino, 2005
  • Florian Kronbichler, Was gut war. Ein Alexander-Langer-Abc, Raetia, Bolzano 2005
  • "Il mite combattente" di Enzo Camanni in Mal di montagna, del Cda&Vivalda
  • "Traghettatore di speranze", Atti di euromediterranea 2005, in Testimonianze autunno 2005
  • Fabio Levi, In viaggio con Alex, Feltrinelli, 2007
  • "Alex Brücke Langer", opera lirica di Giovanni Verrando su libretto di Vito Calabretta
  • Jacopo Frey e Nicola Gobbi, In fondo alla speranza: ipotesi su Alexander Langer, Comma 22, 2013, ISBN 978-88-6503-100-1.
  • Marco Boato, Alexander Langer Costruttore di ponti, Editrice La Scuola, 2015, ISBN 978-88-350-4308-9.
  • Marzio Marzorati e Mao Valpiana (a cura di), Alexander Langer. Una buona politica per riparare il mondo, Biblioteca del Cigno, collana di Legambiente: I maestri dell'ecologismo italiano, 2016 ISBN 9788896613085
Videoproduzioni
  • “Alexander Langer: 1947-1995‘… macht weiter was gut war'”, regia di Christoph Franceschini e Helmut Lechthaler, RAI Sender Bozen, 1997
  • “Alexander Langer. Impronte di un viaggiatore“, regia di Francesca Nesler, 2000
  • “Uno di noi”, regia di Dietmar Höss, Blue Star Film, 2007, anteprima a Bolzano il 20.4.2007
  • "Alex Langer. L'utopia concreta", puntata de "La Storia siamo noi" del 25 maggio 2013 Video Rai.TV - La storia siamo noi - Alexander Langer: l'utopia concreta - La Storia siamo noi

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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