Aldo Brandirali

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Aldo Brandirali (Milano, 31 ottobre 1941) è un politico italiano ed ex-leader dell'UCI, fondatore delle riviste Servire il popolo e FalceMartello. Dal 2001 al 2006 è stato Assessore Sport e Giovani del Comune di Milano per Forza Italia.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Aldo Brandirali nasce a Milano nel 1941. Suo padre Romeo, partigiano, era segretario della sezione del PCI di piazza Cantore a Milano nel 1945.

Aldo cresce a Novara, ma da pendolare va a lavorare in fabbrica a Milano. Diventa responsabile di una catena di produzione di apparecchi radio (Europhon di via Mecenate). Nel luglio 1960 si trova fra le dure manifestazioni contro il governo di centro-destra. Nel 1961 comincia l'impegno politico dando vita agli scioperi nella sua fabbrica e in tutte le vicine di via Mecenate. Assunto alla Camera del Lavoro di Milano, fu tra i primi dissidenti del PCI assieme ad Ivan Della Mea, con cui scrisse i "Quaderni dei due giovani".

Nel 1962 viene eletto nella segreteria nazionale della Federazione Giovanile Comunista Italiana e si reca a Roma. Si trova ben presto a non essere in linea e quindi non ottiene l'esonero dal militare che ottengono invece gli altri della segreteria. Da militare fa parte del picchetto d'onore al Quirinale e, poco dopo, si fa portavoce della contestazione a Messina dell'obbligo di andare a messa con l'intero reparto. Torna a Milano a lavorare nella federazione giovanile del PCI, nel 1967 diventa il punto di riferimento del dissenso giovanile, infine esce e costituisce il gruppo FalceMartello. Questo gruppo non va confuso e non ha niente a che vedere con la rivista FalceMartello tuttora pubblicata da una componente del Partito della Rifondazione Comunista.

Dal 1968 diventa leader dell'Unione dei Comunisti Italiani (marxisti-leninisti), un'organizzazione politica di tendenza maoista e dirige il giornale Servire il popolo. Si fa tributare dall'organizzazione un estremo culto della personalità[senza fonte], esemplificato dallo slogan gridato dai militanti nelle manifestazioni: "Aldo Brandirali; sotto la sua guida il popolo vincerà" "Stalin! Mao! Bran-di-rali!". Nel dicembre del 1975 decide però di uscire dall'organizzazione, dove rimane egemone la componente Fiorani-Leonetti, spiegando: "Tutto il discorso marxista–leninista non regge, la scelta extraparlamentare finisce con l'estremizzare a tal punto il senso dell'azione che si rischia il passaggio alla violenza".

Negli anni ottanta incontra Luigi Giussani e comincia ad interessarsi a Comunione e Liberazione e dopo alcuni anni a collaborarvi con degli amici; si converte alla fede cattolica. Assieme ad altri, fonda l'associazione San Martino, che realizza inserimenti lavorativi per immigrati.

Ritorna alla politica nel 1992 con la Democrazia Cristiana, partito nel quale viene eletto consigliere comunale di Milano l'anno seguente. Passa poi a Forza Italia, con la quale diventerà Assessore di Sport e Giovani del Comune di Milano dal 2001 al 2006. Aderisce successivamente al Popolo della Libertà, con il quale confermerà il suo scranno nel Consiglio meneghino.

Nel 2012 fonda l'Associazione di Democrazia e Comunità con l'intento di "trovare chi si mette insieme con il desiderio sincero di capire le vicende politiche in atto, accettando di sottoporsi ad un percorso di formazione" e promuovere le buone prassi come protagoniste della politica e del Bene comune.

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