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Boutros Boutros-Ghali

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Boutros Boutros-Ghali
بطرس بطرس غالي
Naelachohanboutrosghali-2.jpg

Segretario generale delle Nazioni Unite
Durata mandato 1º gennaio 1992 –
1º gennaio 1997
Predecessore Javier Pérez de Cuéllar Guerra
Successore Kofi Annan

Dati generali
Partito politico Unione Socialista Araba (prima del 1978)
Partito Nazionale Democratico (dal 1978 al 2011)
Indipendente (dal 2011)
Alma mater Università del Cairo
Università Paris 1 Panthéon-Sorbonne
Istituto di studi politici di Parigi

Boutros Boutros-Ghali (IPA: [ˈbotɾos ˈbotɾos ˈɣæːli]; in arabo بطرس بطرس غالي, Buṭrus Buṭrus Ghālī; Il Cairo, 14 novembre 1922Giza, 16 febbraio 2016[1]) è stato un politico e diplomatico egiziano, sesto segretario generale delle Nazioni Unite dal 1992 al 1996.

Accademico ed ex vice ministro degli Esteri egiziano, Boutros Boutros-Ghali ha guidato le Nazioni Unite in un momento caratterizzato da varie crisi mondiali, tra cui la dissoluzione della Jugoslavia ed il genocidio ruandese. È stato poi il primo segretario generale dell'Organizzazione Internazionale della Francofonia dal novembre 1997 al dicembre 2002.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Formazione ed istruzione[modifica | modifica wikitesto]

Boutros-Ghali nasce al Cairo il 14 novembre del 1922 da un'abbiente famiglia copta (Boutros, o meglio Butros, in arabo vuol dire Pietro) che aveva già espresso un primo ministro dell'Egitto, Butros Ghali Pascià, assassinato nel 1910.[2][3]

Boutros-Ghali si è laureato presso l'Università del Cairo nel 1946. Ha conseguito un dottorato di ricerca in diritto internazionale presso l'Università di Parigi e un diploma in relazioni internazionali a Sciences Po nel 1949. Dal 1949 al 1979 è stato professore di diritto internazionale e relazioni internazionali presso l'Università del Cairo. È stato nominato presidente del Centro di studi politici e strategici nel 1975 e presidente della Società africana di studi politici nel 1980. È stato Fulbright Research Scholar presso la Columbia University nel 1954-1955, direttore del Centro di ricerca dell'Accademia del diritto internazionale dell'Aia nel 1963-1964, e visiting professor presso la Facoltà di Giurisprudenza all'Università di Parigi dal 1967 al 1968. È stato anche rettore onorario dell'Istituto universitario di studi per la pace, un ramo dell'Università Kyung Hee di Seul.

Carriera politica[modifica | modifica wikitesto]

Boutros Boutros-Ghali e Moshe Dayan al Consiglio d'Europa a Strasburgo (ottobre 1979)

La sua carriera politica si è sviluppata durante la presidenza di Anwar Sadat. È stato membro del Comitato centrale dell'Unione socialista araba dal 1974 al 1977. Ha servito come ministro di Stato (sottosegretario) per gli Affari Esteri dell'Egitto dal 1977 fino all'inizio del 1991. Poi è stato Vice Ministro degli affari esteri per diversi mesi, prima di passare alle Nazioni Unite. Come ministro di Stato per gli Affari Esteri ha giocato un ruolo negli accordi di pace conclusi tra il presidente Sadat e il primo ministro israeliano Menachem Begin.[4]

Secondo la giornalista investigativa Linda Melvern, Boutros-Ghali avrebbe approvato un accordo segreto da 26 milioni di dollari per la vendita di armi al governo del Ruanda nel 1990, quando era ancora ministro degli Esteri egiziano. Le armi erano accumulate da parte del regime Hutu come parte dei – relativamente noti – preparativi a lungo termine per il successivo genocidio. Boutros-Ghali era in servizio come Segretario generale dell'ONU quando la mattanza ebbe luogo quattro anni dopo.[5]

Carriera all'ONU[modifica | modifica wikitesto]

Eletto nel 1991 come segretario generale dell'ONU, la massima carica delle Nazioni Unite, il mandato di Boutros-Ghali è rimasto segnato da controversie. Nel 1992 ha presentato il rapporto An Agenda for Peace, una relazione su come l'ONU potesse rispondere a conflitti violenti. Tuttavia, Boutros-Ghali è stato criticato per il fallimento delle Nazioni Unite di fronte al genocidio in Ruanda del 1994, che ha causato oltre un milione di morti, e non è apparso in grado di raccogliere il sostegno sufficiente alle Nazioni Unite per l'intervento nella lunga guerra civile angolana. Uno dei compiti più difficili durante il suo mandato ha avuto a che fare con la crisi delle guerre jugoslave. La sua reputazione è stata compromessa dalla grande controversia sulla scarsa efficacia delle Nazioni Unite e sul ruolo degli Stati Uniti nelle Nazioni Unite.

Alcuni somali ritengono inoltre che Boutros-Ghali sia stato responsabile di un'escalation della crisi in Somalia, intraprendendo una vendetta personale contro Mohammed Farah Aidid e il suo clan Habr Gidr, e favorendo i loro rivali, i Darod, del clan dell'ex dittatore Mohammed Siad Barre. Si ritiene inoltre che Boutros-Ghali abbia richiesto nel luglio 1993 l'attacco da parte di 12 elicotteri statunitensi contro una riunione di capi clan degli Habr Gidr, riuniti per discutere di un'iniziativa di pace lanciata dal leader della Missione delle Nazioni Unite a Mogadiscio, l'ammiraglio statunitense in pensione Jonathan Howe. Si ritiene che la maggior parte degli anziani del clan fossero desiderosi di arrivare a una pace e tenere a freno le attività provocatorie del loro capo, Mohammed Farrah Aidid, ma che dopo questo attacco contro la riunione il clan si sia risolto alla lotta contro gli americani e le Nazioni Unite, portando alla battaglia di Mogadiscio del 3-4 ottobre 1993.[6]

Nomina per un secondo mandato[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1996, dieci membri del Consiglio di Sicurezza, guidati dai membri africani Egitto, Guinea-Bissau e Botswana, hanno sponsorizzato una risoluzione che sosteneva Boutros-Ghali per un secondo mandato di cinque anni, fino al 2001. Tuttavia, gli Stati Uniti hanno posto il veto ad un suo secondo mandato. Oltre agli Stati Uniti, anche il Regno Unito, la Corea del Sud, e l'Italia non hanno sponsorizzato della risoluzione, benché questi ultimi tre abbiano poi votato a sostegno di Boutros-Ghali, dopo che gli Stati Uniti avevano fermamente dichiarato la propria intenzione di porre il veto. Anche se non è stato il primo candidato vetato (la Cina aveva posto il veto al terzo termine di Kurt Waldheim nel 1981 al fine di nominare un segretario generale dal Terzo Mondo), Boutros-Ghali è stato l'unico Segretario generale dell'ONU finora a non essere eletto per un secondo mandato . Gli succedette alle Nazioni Unite Kofi Annan.

Secondo Richard A. Clarke, egli stesso partecipò con Michael Sheehan, Madeleine Albright e James Rubin in quella che venne chiamata "Operazione Orient Express" per rimuovere Boutros-Ghali dal vertice dell'ONU.[7][8] Clarke scrisse:

Richard Holbrooke ha scritto che gli Stati Uniti si sono opposti a Boutros-Ghali a causa della riluttanza di quest'ultimo all'approvazione dei bombardamenti della NATO in Bosnia (cosa che Kofi Annan aveva sostenuto). Egli osserva che l'opposizione degli Stati Unit al Segretario Generale è stata opposta da tutti i loro alleati.[9]

Il biografo di Kofi Annan, Stanley Meisler, scrive che la riluttanza di Boutros Ghali a bombardare i serbi in Bosnia derivava dall'opposizione di francesi e inglesi alla tattica, in quanto i due paesi avevano fornito la maggior parte dei caschi blu e temevano che i serbi avrebbero operato ritorsioni contro i loro soldati. Meisler suggerisce invece che Bill Clinton ha cercato di porre il veto al secondo mandato di Boutros Ghali per aumentare la propria popolarità, poiché il senatore Bob Dole, che si presentava contro Clinton nel 1996, aveva ottenuto vari voti denunciando ripetutamente con veemenza Boutros-Ghali.[10]

Nella sua autobiografia, Boutros-Ghali attribuisce il veto ad una varietà di fattori, tra cui la pressione politica legati alle 1996 US presidential election, l'attrito tra Stati Uniti e Nazioni Unite su questioni come la guerra in Bosnia e il genocidio ruandese, così come la tensione per le quote non pagate degli Stati Uniti alle Nazioni Unite.[11]

Incarichi successivi[modifica | modifica wikitesto]

Dal 1997 al 2002, Boutros-Ghali è stato Segretario generale della Francofonia, l'organizzazione delle nazioni di lingua francese. Dal 2003 al 2006, ha servito come il presidente del consiglio di amministrazione del South Centre, un'organizzazione di ricerca intergovernativa dei paesi in via di sviluppo.,[12]

È stato Presidente del Curatorium Administrative Council presso l'Accademia del diritto internazionale dell'Aia. Nel 2003, Boutros-Ghali è stato nominato direttore del Consiglio Nazionale Egiziano dei Diritti dell'Uomo, carica mantenuta fino al 2012.

Dall'aprile 2007, Boutros-Ghali ha sostenuto la campagna per l'istituzione di un'Assemblea parlamentare delle Nazioni Unite ed è stato uno dei firmatari iniziali del ricorso della campagna. In un messaggio alla campagna, ha sottolineato la necessità di stabilire la partecipazione democratica dei cittadini a livello globale.[13]

Dal 2009 al 2015 ha anche partecipato come membro della giuria per il Premio per la Prevenzione dei Conflitti assegnato ogni anno dalla Fondazione Chirac.[14]

È membro onorario dell'Association Internationale du Droit de la Mer (AssIDMer).[15]

Morte[modifica | modifica wikitesto]

Boutros Boutros-Ghali muore a 93 anni il 16 febbraio 2016 all'ospedale Al Salam di Giza.[16]

Opere[modifica | modifica wikitesto]

Come Segretario Generale ONU, Boutros-Ghali ha scritto il rapporto An Agenda for Peace. Ha anche pubblicato due libri di memorie:

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Compagno Onorario dell'Ordine del Canada (Canada) - nastrino per uniforme ordinaria Compagno Onorario dell'Ordine del Canada (Canada)
«Sia come, giurista e diplomatico, studioso o direttore di istituzioni internazionali, Boutros Boutros-Ghali è stato implacabile nei suoi sforzi per promuovere la pace. Come Segretario Generale delle Nazioni Unite, ha svolto un importante ammodernamento delle Nazioni Unite. Quest'uomo, per il quale la cultura è un veicolo importante per la pace, ha fortemente promosso il dialogo interculturale come primo segretario generale dell'Organizzazione internazionale della Francofonia. Egli rimane uno strenuo difensore dei diritti umani e di un approccio più democratico e umano alla globalizzazione.»
— nominato l'8 maggio 2003, investito il 7 maggio 2004[17]
Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine al Merito della Repubblica Italiana (Italia) - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine al Merito della Repubblica Italiana (Italia)
— Roma, 31 gennaio 1982[18]
Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine al merito del Granducato di Lussemburgo (Lussemburgo) - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine al merito del Granducato di Lussemburgo (Lussemburgo)
Gran Croce dell'Ordine dell'Infante Dom Henrique (Portogallo) - nastrino per uniforme ordinaria Gran Croce dell'Ordine dell'Infante Dom Henrique (Portogallo)
Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine della Stella di Romania (Romania) - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine della Stella di Romania (Romania)
— 2000
Croce di Onore e Devozione del Sovrano Militare Ordine di Malta (SMOM) - nastrino per uniforme ordinaria Croce di Onore e Devozione del Sovrano Militare Ordine di Malta (SMOM)

Nel 1998 ha ricevuto il Premio Internazionale Vittorino Colombo, assegnatogli dalla Fondazione Vittorino Colombo.[19]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ (EN) Former UN head Boutros-Ghali dies, BBC, 16 febbraio 2016. URL consultato il 16 febbraio 2016.
  2. ^ Boutros Boutros-Ghali Biography, Encyclopedia of World Biography
  3. ^ Donald M. Reid, Political Assassination in Egypt, 1910–1954, in The International Journal of African Historical Studies, vol. 15, nº 4, 1982, pp. 625–651, DOI:10.2307/217848. URL consultato il 14 gennaio 2013.
  4. ^ Boutros Boutros-Ghali: The world is his oyster, Weekly Ahram, 18 gennaio 2006. URL consultato l'8 giugno 2012.
  5. ^ Linda Melvern, A People Betrayed: The Role of the West in Rwanda's Genocide, London, Zed, 2000, ISBN 1-85649-830-1.
  6. ^ Mark Bowden, Black Hawk Down: A Story of Modern War, New York, New American Library, 1999, pp. 83–84, ISBN 0-451-20514-6.
  7. ^ Richard A. Clarke, Against All Enemies, New York, NY, USA, The Free Press (a division of Simon & Schuster), March 2004, ISBN 0-7432-6024-4.
  8. ^ Review of Against All Enemies in New York Review of Books, Volume 51, Number 8, May 13, 2004
  9. ^ Richard Holbrooke, To End a War, New York, Modern Library, 1999, p. 202, ISBN 0-375-75360-5.
  10. ^ Stanley Meisler, Getting Rid of Boutros-Ghali, 18 ottobre 1996.
  11. ^ Paul Lewis, Boutros-Ghali's Book Says Albright and Clinton Betrayed Him, in New York Times, 24 maggio 1999. URL consultato il 6 marzo 2015.
  12. ^ South Centre website, Southcentre.org. URL consultato l'8 giugno 2012.
  13. ^ MESSAGE FROM DR. BOUTROS BOUTROS GHALI (PDF), International campaign for the establishment of a United Nations Parliamentary Assembly.
  14. ^ The jury for the Conflict Prevention Prize awarded by the Fondation Chirac, Fondationchirac.eu, 30 maggio 2012. URL consultato l'8 giugno 2012.
  15. ^ AssIDMer
  16. ^ http://www.cnn.com/2016/02/16/world/un-boutros-boutros-ghali-dies/index.html
  17. ^ (EN) Sito web del Governatore Generale del Canada: dettaglio decorato.
  18. ^ Sito web del Quirinale: dettaglio decorato.
  19. ^ Comune di Albiate

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