Vincenzo Boccia

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Vincenzo Boccia insieme al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella nel 2016

Vincenzo Boccia (Salerno, 12 gennaio 1964[1]) è un imprenditore e tipografo italiano, amministratore delegato di Arti Grafiche Boccia, azienda fondata nel 1961 dal padre Orazio, e presidente di Confindustria dal 2016.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Laureatosi in Economia e Commercio presso l'Università degli Studi di Salerno, il sistema di rappresentanza che ruota intorno a Confindustria vede Vincenzo Boccia impegnato sin dagli inizi degli anni novanta, periodo in cui iniziò la sua attività nei Giovani imprenditori (movimento di cui è divenuto Vice Presidente nazionale nel 2000). Dal 2003 al 2007 ha ricoperto l'incarico di Presidente di Confindustria Assafrica & Mediterraneo, l'associazione per lo sviluppo delle imprese italiane nell'area.[2][3] Per Assografici, l'associazione di categoria di riferimento per il settore di attività della Arti Grafiche Boccia, è stato componente della Giunta e del Consiglio Direttivo[3]. Dopo aver preso attivamente parte agli organi territoriali e nazionali di Piccola Industria, la componente del Sistema che più da vicino segue lo sviluppo e la crescita delle PMI, Boccia ne ricopre la carica di Presidente dal 2009 al 2013, diventando di diritto anche Vice Presidente di Confindustria. Inoltre, all'interno della stessa Confindustria, Boccia guida il Comitato tecnico Credito e Finanza fino al maggio del 2016.[3] Il 25 maggio 2016 Vincenzo Boccia è divenuto il trentesimo Presidente di Confindustria.[4]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Paolo Possamai, Viale Astronomia cerca un vice ma le 'piccole' hanno già scelto, La Repubblica, 28 settembre 2009. URL consultato il 4-9-2016.
  2. ^ Confindustria: Boccia presidente di Assafrica & Mediterraneo, in Adnkronos, 2 ottobre 2002. URL consultato il 10 giugno 2018.
  3. ^ a b c Vincenzo Boccia, in Il Sole 24 Ore, 19 aprile 2012. URL consultato il 10 giugno 2018.
  4. ^ Laura Di Pillo, Confindustria, Boccia eletto presidente con l'87% dei voti, in Il Sole 24 Ore, 25 maggio 2016. URL consultato il 25 maggio 2016.

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