Giancarlo Galan

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Giancarlo Galan
Giancarlo Galan daticamera.jpg

Presidente della VII Commissione Cultura, Scienza e Istruzione della
Camera dei Deputati
Durata mandato 7 maggio 2013 –
21 luglio 2015
Predecessore Manuela Ghizzoni
Successore Flavia Piccoli Nardelli

Ministro dei beni e delle attività culturali
Durata mandato 23 marzo 2011 –
16 novembre 2011
Presidente Silvio Berlusconi
Predecessore Sandro Bondi
Successore Lorenzo Ornaghi

Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali
Durata mandato 16 aprile 2010 –
23 marzo 2011
Presidente Silvio Berlusconi
Predecessore Luca Zaia
Successore Francesco Saverio Romano

Presidente della Regione Veneto
Durata mandato 26 giugno 1995 –
13 aprile 2010
Predecessore Aldo Bottin
Successore Luca Zaia

Dati generali
Partito politico Forza Italia (2013-attualmente)
Precedenti:
PLI (fino al 1994)
FI (1994-2009)
PdL (2009-2013)
Tendenza politica Liberalismo classico
Alma mater Università degli Studi di Padova
on. Giancarlo Galan
Bandiera italiana
Parlamento italiano
Camera dei deputati
Giancarlo Galan
Luogo nascita Padova
Data nascita 10 settembre 1956
Partito - Forza Italia (Da novembre 2013 - attualmente)

In precedenza:

- Forza Italia (Dal 1994 al 2008)

- Il Popolo della Libertà (Dal 2008 a novembre 2013)

Legislatura - XII

- XVII (Fino al 27 aprile 2016 - Decaduto dal mandato parlamentare)

Gruppo XII:

- Forza Italia

XVII:

- Forza Italia - Il Popolo della Libertà - Berlusconi Presidente

Coalizione XII:

Polo delle Libertà

XVII:

Coalizione di centro-destra del 2013

Circoscrizione Veneto 1
Incarichi parlamentari

XII Legislatura (1994-1995)

  • Componente della I Commissione (Affari Costituzionali) della Camera dei Deputati dal 25 maggio 1994 al 2 febbraio 1995
  • Componente della VI Commissione (Finanze) della Camera dei Deputati dal 25 maggio 1994 al 17 gennaio 1995
  • Componente della VIII Commissione (Lavori Pubblici) della Camera dei Deputati dal 2 febbraio 1995 al 22 giugno 1995
  • Componente della Commissione Parlamentare per le Questioni Regionali dal 13 settembre 1994 al 22 giugno 1995

XVII Legislatura (2013 - in carica)

  • Presidente della VII Commissione (Cultura, Scienza, Istruzione) della Camera dei Deputati dal 7 maggio 2013
Pagina istituzionale
sen. Giancarlo Galan
Bandiera italiana
Parlamento italiano
Senato della Repubblica
Luogo nascita Padova
Data nascita 10 settembre 1956
Professione Direttore generale di Publitalia
Partito - Forza Italia (Da novembre 2013 - attualmente)

In precedenza:

- Forza Italia (Dal 2006 al 2008)

- Il Popolo della Libertà (Dal 2008 a novembre 2013)

Legislatura - XV

- XVI

Gruppo XV:

Forza Italia

XVI:

Il Popolo della Libertà

Coalizione XV:

Casa delle Libertà

XVI:

Coalizione di centro-destra del 2008

Circoscrizione Veneto
Pagina istituzionale

Giancarlo Galan (Padova, 10 settembre 1956) è un politico italiano, già Presidente della Regione Veneto dal 1995 al 2010, nonché Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali (2010-2011) e Ministro dei beni e delle attività culturali (2011) nel Governo Berlusconi IV.

Studi e carriera professionale[modifica | modifica wikitesto]

Si è laureato in giurisprudenza all'Università di Padova con una tesi in diritto ecclesiastico e ha ottenuto un master in Business administration alla Bocconi di Milano. Ha lavorato per Publitalia '80 diventandone direttore centrale [2].

Carriera politica[modifica | modifica wikitesto]

Dal Partito Liberale Italiano a deputato di Forza Italia[modifica | modifica wikitesto]

Iscritto giovanissimo al Partito Liberale Italiano[1], nel 1993 viene chiamato da Silvio Berlusconi a partecipare alla fondazione di Forza Italia.

Nel 1994 viene eletto alla Camera dei deputati ed è componente della I Commissione Affari Costituzionali, della VI Commissione Finanze, della VIII Commissione Lavori Pubblici e della Commissione Parlamentare per le Questioni Regionali; nominato segretario regionale di Forza Italia, organizza nel Veneto le forze d'area moderata del territorio.

Il 23 aprile 1995 entra a fare parte del Consiglio regionale del Veneto, dal quale è eletto presidente della Giunta regionale, su designazione dell'elettorato in base alla normativa allora vigente che non prevedeva ancora l'elezione diretta.

Il 22 giugno, due mesi dopo la sua elezione in Consiglio regionale veneto, vengono accettate le sue dimissioni da deputato dalla Camera (gli subentra il collega Sergio Travaglia).

Presidente della Regione Veneto (1995-2010)[modifica | modifica wikitesto]

Diventato il leader del partito in Veneto, viene nominato Presidente della Regione Veneto nel 1995 dopo essere arrivato primo alle Elezioni regionali sostenuto dal Polo della Libertà con il 38,2% seguito dal candidato de L'Ulivo, l'imprenditore ed ex Sindaco di Padova Ettore Bentsik al 32,3%, al candidato della Lega Nord, il deputato Alberto Lembo più indietro al 17,5% e all'ex sindacalista Cgil appoggiato da Rifondazione Comunista Paolo Cacciari fermo al 6,9%.

Nel 2000, primo anno del l'elezione diretta dei Presidenti di Regione, è nuovamente ricandidato per la Casa delle Libertà alla Presidenza della Regione Veneto battendo con il 54,9% il Sindaco di Venezia e neo europarlamentare, candidato de L'Ulivo, il filosofo Massimo Cacciari fermo al 38,2%.

Si ricandida per un terzo mandato consecutivo nel 2005 appoggiato sempre dalla Casa delle Libertà tornando a rivincere con il 50,5% pari a 1.365.698 voti contro l'ex vicepresidente di Confidustria Veneto ed ex europarlamentare Ds, l'imprenditore Massimo Carraro sostenuto da L'Unione al 42,4% pari a 1.144.358 voti seguito dall'indipendentista della lista Progetto Nordest Giorgio Panto al 6%.

Il suo dominio lungo 15 anni ininterrotti come Presidente del Veneto gli è valso il soprannome de Il Doge. [3].

Alle elezioni politiche del 2006 è stato eletto senatore per Forza Italia nel Veneto, è membro della 9ª Commissione permanente (Agricoltura e Produzione Agroalimentare)[2] ma il 12 luglio, dopo tre mesi come stabilito dalla legge, vengono accettate le sue dimissioni per incompatibilità optando per il ruolo di presidente regionale (sostituito dal collega Pierantonio Zanettin).[3]

Viene rieletto in Senato alle elezioni del 2008, dimettendosi per incompatibilità il 29 aprile 2008 pochi giorni dopo la proclamazione degli eletti (sostituito dal collega Piero Longo).[4]

Nel dicembre 2009, Il Popolo della Libertà, suo nuovo partito, decide di non ricandidarlo per un quarto mandato, al fine di permettere ad un esponente della Lega Nord di accedere alla presidenza della Regione Veneto. Galan ha commentato, parafrasando Talleyrand, «Considero quanto avvenuto peggio di un tradimento, e cioè un errore»[5].

Ministro delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali (2010-2011)[modifica | modifica wikitesto]

Il 16 aprile 2010 viene nominato Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali del Governo Berlusconi IV[6] in sostituzione proprio di Luca Zaia, suo successore alla presidenza della regione Veneto.

Come componente della 9ª Commissione permanente (Agricoltura e produzione agroalimentare) del Senato nel 2006, Galan si è reso noto per alcune proposte di legge di apertura alle colture OGM, che ha trovato l'opposizione dei movimenti ambientalisti e delle associazioni per l'agricoltura biologica, oltre che di diversi governi regionali[7].

Ministro dei beni e delle attività culturali (2011)[modifica | modifica wikitesto]

Il 23 marzo, Galan annuncia le dimissioni dal ruolo di Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali, che viene affidato al leader di Iniziativa Responsabile Francesco Saverio Romano, per guidare il dicastero dei Beni e delle Attività Culturali, lasciato libero dal dimissionario Sandro Bondi.[8]

Il Secolo XIX ha criticato l'infornata di nomine all'ultimo minuto, a seguito delle dimissioni del governo Berlusconi IV, con le quali Galan ha posizionato politici e giornalisti di area di centrodestra nelle commissioni e enti che fanno capo al MiBAC.[9]

Primarie Popolo della Libertà (2012)[modifica | modifica wikitesto]

Il 19 novembre 2012 annuncia con un tweet la sua candidatura alle Primarie del Popolo della Libertà. Primarie che, in seguito, non si sono tenute a causa della discesa in campo di Silvio Berlusconi come candidato premier del Popolo della Libertà.

Presidente VII Commissione Cultura, Scienza e Istruzione della Camera dei Deputati (2013)[modifica | modifica wikitesto]

A febbraio del 2013 viene eletto alla Camera alle elezioni del 2013 ed il 7 maggio 2013 viene eletto Presidente della VII Commissione Cultura, Scienza e Istruzione della Camera dei Deputati.

Il 16 novembre 2013, con la sospensione delle attività del Popolo della Libertà, aderisce a Forza Italia[10][11].

Militanza massonica[modifica | modifica wikitesto]

Galan, dal 1987, è affiliato ad una Loggia massonica padovana appartenente all'obbedienza massonica del Grande Oriente d'Italia.

Procedimenti giudiziari[modifica | modifica wikitesto]

Corruzione sugli appalti per il MOSE

Il 4 giugno 2014 viene trasmessa alla Camera dei deputati una richiesta di autorizzazione a procedere per l'arresto di Galan in relazione all'inchiesta condotta della Procura di Venezia nell'ambito delle indagini sull'ex Amministratore delegato della Mantovani S.p.A., Giorgio Baita, e sugli appalti per il MOSE.

A Galan sarebbero contestati i reati di corruzione, concussione e riciclaggio[12], in relazione ai quali l'interessato si è tuttavia dichiarato estraneo[13]. Secondo la procura del capoluogo veneto, l'ex ministro della Cultura ha percepito “uno stipendio di un milione di euro l'anno più altri due milioni una tantum per le autorizzazioni” necessarie all'opera.[14] Il diretto interessato si è difeso, dichiarandosi innocente e accusando la Guardia di Finanza, il cui lavoro scadente avrebbe indotto in errore i magistrati inquirenti[15]

Questi ultimi, però, hanno risposto nero su bianco alla presa di posizione dell'ex governatore con un documento in cui si legge di “cospicue operazioni commerciali nel Sud Est asiatico” nell'ordine di 50 milioni di dollari, trovate in documenti in possesso del ‘prestanome' Paolo Venuti, per le quali emergerebbe “la riconducibilità alla famiglia Galan”.[16]

Contro Galan ci sono le dichiarazioni di Giovanni Mazzacurati, presidente del Consorzio Venezia Nuova, e della sua ex segretaria Claudia Minutillo. Secondo l'imprenditore l'ex ministro della Cultura e Governatore del Veneto era di fatto stipendiato insieme all'Assessore alle Infrastrutture della Regione Veneto, arrestato, Renato Chisso (PdL) : “La cosa era molto variabile, si può considerare un milione l'anno” aveva detto a verbale nell'interrogatorio del 31 luglio 2013.[17]

Un meccanismo confermato ai magistrati dalla ex assistente: ”Era un sistema, cioè ogni tot quando loro potevano gli davano dei soldi”.[18]

Dall'ordine di custodia cautelare che aveva portato a 35 arresti erano emersi altri particolari: un milione e centomila euro per ristrutturare villa Rodella, la sua residenza sui Colli Euganei,[19] 200 000 euro consegnati nel 2005 all'Hotel Santa Chiara di Venezia da Piergiorgio Baita, allora presidente della Mantovani Costruzioni, diventato la gola profonda dell'inchiesta con ampie confessioni, per finanziare la sua campagna elettorale,[20] cinquantamila euro, nello stesso anno, versati in un conto corrente presso S.M. International Bank Spa di San Marino [21] più altri finanziamenti per altre campagne elettorali consegnati sempre da Baita alla Minutillo.

Ed è ancora la segretaria a raccontare ai pm che un'ulteriore ricompensa consisteva nell'”intestare quote di società che avrebbero poi guadagnato ingenti somme dal project financing a prestanome dei politici di riferimento”, Galan in primis.[22] Dalla Regione, per procedere con i lavori, il Consorzio Venezia Nuova doveva ottenere essenzialmente la Valutazione d'impatto ambientale e la salvaguardia per la realizzazione delle dighe.

Galan avrebbe avuto un ruolo fondamentale: quello di accompagnare Mazzacurati, presidente del Consorzio, al cospetto di Gianni Letta, quando quest'ultimo è sottosegretario alla presidenza del Consiglio nel governo di Silvio Berlusconi e al coordinatore regionale di Forza Italia e PdL Veneto, l'avvocato del premier Niccolò Ghedini.[23] Secondo Piergiorgio Baita, ex presidente della Mantovani, i versamenti a Galan erano proseguiti anche quando il politico padovano non era già più presidente del Veneto.

Fra le contestazioni a Galan c'è quella di aver ottenuto il pagamento della ristrutturazione della propria villa di Cinto Euganeo, nel padovano: nel 2007/2008 venne ristrutturato il corpo principale del casale e nel 2011 la “barchessa”.[24]

Per portarli a termine, la Tecnostudio Srl “sovrafatturava alla Mantovani alcune prestazioni effettuate presso la sede e per il Mercato Ortofrutticolo di Mestre”. La ristrutturazione della villa quindi a Galan non costò nulla: con le fatture false a pagare era la Mantovani Costruzioni.[25] Tutte contestazioni che il politico ha respinto dichiarandosi estraneo.[26]

L'iter per l'autorizzazione all'arresto

Il 10 luglio la Giunta per le Autorizzazioni della Camera dei Deputati approva, a larga maggioranza, la relazione del deputato Mariano Rabino (Scelta Civica per l'Italia), deliberando in tal modo parere favorevole alla proposta di concessione della richiesta di arresto non rilevando il fumus persecutionis (espressione giuridica, con cui si indica che le azioni compiute da un soggetto giuridico non sembrano dettate da applicazione della legge o ricerca della verità, ma dall'intenzione di nuocere politicamente a una precisa persona nell'operato della magistratura) nei confronti dell'ex Governatore del Veneto.

A favore dell'arresto si schierano 16 deputati (10 del Partito Democratico, 3 del Movimento 5 Stelle, 1 di Sinistra Ecologia Libertà, 1 di Scelta Civica per l'Italia e 1 della Lega Nord) mentre contro 3 deputati (1 di Forza Italia, 1 del Nuovo Centrodestra, 1 del GRUPPO MISTO - componente: Partito Socialista Italiano) e nessun astenuto sui 21 membri totali della Giunta.

Non partecipa al voto il Presidente della Giunta Ignazio La Russa (Fratelli d'Italia - Alleanza Nazionale) mentre risulta assente l'unico esponente del gruppo Per l'Italia.[27]

Respinta, preventivamente, la richiesta del deputato Marco Di Lello (GRUPPO MISTO - componente: Partito Socialista Italiano) che aveva chiesto il rinvio della richiesta di custodia cautelare in carcere alla Procura di Venezia alla luce della nuova normativa sulla custodia cautelare, che prevede che siano possibili gli arresti domiciliari qualora il soggetto sia incensurato e la misura venga prevista per un reato punibile con non più di tre anni con 4 si (1 di Forza Italia, 1 del Nuovo Centrodestra, 1 di Sinistra Ecologia Libertà ed 1 del GRUPPO MISTO - componente: Partito Socialista Italiano), 14 no (10 del Partito Democratico, 3 del Movimento 5 Stelle, 1 della Lega Nord), un astenuto (il relatore Rabino, Scelta Civica per l'Italia) con un deputato assente (Per l'Italia) e la non partecipazione al voto del Presidente La Russa (Fratelli d'Italia - Alleanza Nazionale) sui 21 totali.[28]

Il 22 luglio, dopo due rinvii concordati in conferenza dei capigruppo, la Camera dei Deputati decide sull'arresto del deputato Galan.

Prima del voto viene respinta la richiesta di ulteriore rinvio avanzata dal capogruppo di Forza Italia Renato Brunetta in relazione al fatto che Galan, a causa di una frattura del perone e di una tromboflebite aggravata dal diabete preesistente era ricoverato in ospedale non potendo essere presente in Aula per difendersi prima di 45 giorni (respinta con 289 voti di scarto, a favore Forza Italia, Nuovo Centrodestra, Per l'Italia e le due componenti del GRUPPO MISTO: Partito Socialista Italiano e Movimento Associativo Italiani all'Estero-Alleanza per l'Italia; contrari Partito Democratico, Movimento 5 Stelle, Sinistra Ecologia Libertà, Lega Nord e le due componenti del GRUPPO MISTO: Libertà e Diritti - Socialisti Europei (LED) e Minoranze linguistiche; astenuti Scelta Civica per l'Italia, Fratelli d'Italia - Alleanza Nazionale e la componente del GRUPPO MISTO: Centro Democratico) e la richiesta di modifica del calendario dei lavori per far slittare il voto dopo il Decreto Carceri avanzata dal vicepresidente della Giunta Antonio Leone (Nuovo Centrodestra), (respinta con 346 voti di scarto, a favore Forza Italia, Nuovo Centrodestra e le due componenti del GRUPPO MISTO: Partito Socialista Italiano e Movimento Associativo Italiani all'Estero-Alleanza per l'Italia; contrari Partito Democratico, Movimento 5 Stelle, Sinistra Ecologia Libertà, Scelta Civica per l'Italia, Per l'Italia, Lega Nord e le tre componenti del GRUPPO MISTO: Libertà e Diritti - Socialisti Europei (LED), Minoranze linguistiche, Centro Democratico; astenuti Fratelli d'Italia - Alleanza Nazionale) mentre la Presidente della Camera dei Deputati Laura Boldrini respinge senza mettere ai voti la richiesta avanzata dal Presidente della Giunta Ignazio La Russa (Fratelli d'Italia - Alleanza Nazionale) in merito ad un rinvio di una settimana per una pausa riflessiva e dare la possibilità a Galan di presenziare in Aula nonostante la degenza.[29]

L'arresto

Dopo il dibattito, la Camera, con scrutinio segreto richiesto dal gruppo di Forza Italia, approva la relazione Rabino (Scelta Civica per l'Italia) favorevole alla concessione dell'arresto non ravvisando il fumus persecutionis con 395 si 138 no 2 astenuti su 535 presenti su 630.

In sede di dichiarazione di voto si esprimono a favore: Partito Democratico, Movimento 5 Stelle, Scelta Civica per l'Italia, Sinistra Ecologia Libertà, Lega Nord, Per l'Italia, Fratelli d'Italia - Alleanza Nazionale e le tre componenti del GRUPPO MISTO: Libertà e Diritti - Socialisti Europei (LED), Minoranze linguistiche, Centro Democratico, mentre si schierano contro: Forza Italia, Nuovo Centrodestra e le due componenti del GRUPPO MISTO: Partito Socialista Italiano, Movimento Associativo Italiani all'Estero-Alleanza per l'Italia.

Dopo poche ore Galan viene dimesso dall'Ospedale di Este (Padova) e dalla sua casa di Cinto Euganeo viene trasportato nel carcere di Opera (Milano).[30]

Il patteggiamento per corruzione per gli appalti del MOSE

Il 9 ottobre, dopo 78 giorni di carcere il GIP firma i domiciliari per Galan che patteggia una pena di 2 anni e 10 mesi restituendo 2,6 milioni di euro (a fronte di un maltolto di oltre 15 milioni) accolta dai PM e confermata dal GIP insieme a 19 dei 35 indagati tra cui l'ex commercialista e l'ex segretaria Minutillo.

La mancata decadenza da parlamentare

Alla Camera non è possibile chiedere la sua decadenza perché non sono state trasmesse ancora le carte e, nonostante il patteggiamento, Galan continua ad essere deputato e presidente della commissione cultura di Montecitorio percependo 5 000 dello stipendio base senza le relative indennità a cui vanno aggiunti 80 000 euro annui di vitalizio e 96 000 euro di Tfr come ex governatore del Veneto.

Il Movimento 5 Stelle ha scritto alla Presidente della Camera dei Deputati Laura Boldrini e al Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano per chiedere un loro intervento ma è stato ribadito di come non esista l'istituto della sfiducia per il presidente di un organo parlamentare.

Il sequestro di Villa Rodella

Per non essere riuscito a restituire i 2,6 milioni di euro pattuiti, gli viene sequestrata la cinquecentesca Villa Rodella, ed è così costretto a trasferirsi in un'altra villa. Tuttavia, prima lasciare la villa, lui e la coniuge sottraggono e smontano tutto ciò che può essere portato via: mobili pregiati, sanitari, lavandini, lampadari, termosifoni, specchi, ecc..

La decadenza da deputato

Il 27 aprile 2016 l'aula della Camera dei Deputati ha approvato la relazione della Giunta delle Elezioni di Montecitorio che decideva la decadenza di Giancarlo Galan dal seggio di Montecitorio sulla base della legge Severino.

La decadenza di Galan, a cui subentra come deputato Dino Secco, è stata approvata con 388 voti a favore (Partito Democratico, Movimento 5 Stelle, Area Popolare (NCD-UDC), Sinistra Italiana, Scelta Civica, Lega Nord, Democrazia Solidale-Centro Democratico, Fratelli d'Italia-Alleanza Nazionale e le cinque componenti del GRUPPO MISTO: Partito Socialista Italiano, Fare!-PRI, Alternativa Libera-Possibile, Minoranze Linguistiche, Non iscritti), 40 contrari (Forza Italia e la componente del GRUPPO MISTO: Conservatori e Riformisti) e 7 astenuti (la componente del GRUPPO MISTO: Alleanza Liberalpopolare-Autonomie).[4]

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Ordine di stato della Carinzia (Austria) - nastrino per uniforme ordinaria Ordine di stato della Carinzia (Austria)

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Giancarlo Galan - Ultime notizie su Giancarlo Galan - Argomenti del Sole 24 Ore
  2. ^ Sebbene l'art.122 della Costituzione italiana vieti espressamente e senza deroghe la contemporanea assunzione di cariche sia in Parlamento che nelle Regioni, l'attuale legislazione concede tre mesi di tempo durante i quali un politico può sedere in entrambi i consessi.
  3. ^ Giancarlo Galan - XV Legislatura, Senato della Repubblica. URL consultato il 19 maggio 2009.
  4. ^ Giancarlo Galan - XVI Legislatura, Senato della Repubblica. URL consultato il 19 maggio 2009.
  5. ^ Regionali, il Pdl silura Galan «Lo considero peggio di un tradimento», Corriere della Sera, 16 dicembre 2009; Talleyrand aveva detto "È stato peggio di un crimine, è stato un errore" a proposito del rapimento del Duca di Enghien, da parte di truppe di cavalleria francese che allo scopo sconfinarono nel Baden per ordine di Napoleone Bonaparte, e della sua successiva esecuzione. La stessa frase è attribuita anche all'allora capo della polizia Joseph Fouché.
  6. ^ Governo, Galan nominato ministro: giuramento al Quirinale, La Repubblica, 16 aprile 2010
  7. ^ La Repubblica, 4 dicembre 2010
  8. ^ Saverio Romano è il nuovo ministro dell'Agricoltura - AgricolturaOnWeb - Dall'Italia e dal mondo
  9. ^ Il Fatto Quotidiano, 15 novembre 2011
  10. ^ Camera dei Deputati: Composizione del gruppo FORZA ITALIA - IL POPOLO DELLA LIBERTA' - BERLUSCONI PRESIDENTE
  11. ^ L'addio al Pdl (in frantumi), rinasce Forza Italia
  12. ^ Redazione Online, Venezia, arrestato sindaco Orsoni Tangenti per il Mose, 35 in manette, in Corriere della Sera, 4 giugno 2014. URL consultato il 4 giugno 2014.
  13. ^ Ansa, ansa.it.
  14. ^ Mose, "a Galan stipendio da un milione l'anno e villa ristrutturata" - Il Fatto Quotidiano
  15. ^ Mose, Galan: "Su me tante fesserie". Pm: "Riconducibili affari per 50 mln dollari" - Repubblica.it
  16. ^ I pm: operazioni per 50 milioni di Galan nel Sud est asiatico
  17. ^ Galan e Chisso a libro paga per milioni L'ex ministro: io totalmente estraneo - Corriere del Veneto
  18. ^ Claudia Minutillo: «Sapevo che Galan prendeva le tangenti» | Giornalettismo
  19. ^ come galan e consorte hanno incassato quasi due milioni di euro in nero - Politica
  20. ^ Nuova Venezia – “Consegnai il denaro a Galan e anche all'assessore Chisso” « Comitato Opzione Zero
  21. ^ [1]
  22. ^ Claudia Minutillo: "Noi, gli onnipotenti del Mose" - Repubblica.it
  23. ^ "Ghedini mi disse che Galan poteva usare quella ditta per i fondi neri" - la Repubblica.it
  24. ^ A Galan un milione all'anno e villa sui colli Euganei ristrutturata
  25. ^ A Venezia li chiamavano i «soliti 15» e le fatture gonfiate erano «le robe». Sequestrati beni per 5 milioni a Galan - Il Sole 24 ORE
  26. ^ Tangenti Mose, la versione di Galan: «Sulla casa e le barche tante falsità» - Cronaca - Tribuna di Treviso
  27. ^ Mose, Giunta autorizzazioni dice sì ad arresto Galan - Repubblica.it
  28. ^ Arresto di Galan, la Giunta della Camera dà il suo via libera - Tgcom24
  29. ^ Mose, la Camera vota sì all'arresto di Galan. Portato in carcere a Milano - Repubblica.it
  30. ^ Arrestato Galan, portato nel carcere di Opera Dalla Camera il sì all'arresto con 395 voti - Cronaca - Il Mattino di Padova

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Predecessore Ministro dei beni e delle attività culturali Successore MiBAC.jpg
Sandro Bondi 23 marzo 2011 - 16 novembre 2011 Lorenzo Ornaghi
Predecessore Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali Successore Emblem of Italy.svg
Luca Zaia 16 aprile 2010-23 marzo 2011 Francesco Saverio Romano
Predecessore Presidente del Veneto Successore Veneto-Stemma.png
Aldo Bottin 26 giugno 1995 - 16 aprile 2000 Giancarlo Galan I
Giancarlo Galan 17 aprile 2000 - 4 aprile 2005 Giancarlo Galan II
Giancarlo Galan 5 aprile 2005 - 29 marzo 2010 Luca Zaia III
Predecessore Presidente della VII Commissione Cultura della Camera dei Deputati Successore Logo della Camera dei deputati.svg
Manuela Ghizzoni dal 7 maggio 2013 in carica
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