Giuliano Poletti

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Giuliano Poletti
Poletti 2017.jpg

Ministro del lavoro e delle politiche sociali
con delega alle politiche giovanili
In carica
Inizio mandato 22 febbraio 2014
Presidente Matteo Renzi
Paolo Gentiloni
Predecessore Enrico Giovannini
Sito istituzionale

Presidente Nazionale della LegaCoop
Durata mandato 12 dicembre 2002 –
21 febbraio 2014
Predecessore Luca Bernareggi
Successore Mauro Lusetti

Dati generali
Partito politico Partito Democratico (dal 2017)
In precedenza:
Partito Comunista Italiano (fino al 1991)
Partito Democratico della Sinistra (1991-1998)
Indipendente (1998-2017)
Titolo di studio Perito agrario

Giuliano Poletti (Imola, 19 novembre 1951) è un politico italiano, dal 22 febbraio 2014 Ministro del lavoro e delle politiche sociali nel Governo Renzi e poi del Governo Gentiloni ed ex Presidente nazionale della LegaCoop dal 2002 al 2014.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Nato a Spazzate Sassatelli (frazione di Imola), in una famiglia di contadini[1], si diploma all'istituto tecnico agrario G. Scarabelli a Imola come agrotecnico.

Iscritto al Partito Comunista Italiano, è stato assessore comunale all'Agricoltura e alle Attività Produttive di Imola dal 1976 al 1979. Dal 1982 al 1989 è stato segretario imolese del PCI. Successivamente è entrato nel Consiglio della Provincia di Bologna per il PDS.[2] Dopo il PDS non si è più iscritto ad alcun partito: infatti a tutt'oggi risulta indipendente. Dal 1992 al 2000 è stato presidente di «Efeso», ente di formazione della Legacoop Emilia-Romagna, quindi, fino al settembre 2000, presidente della Legacoop di Imola, poi presidente della Legacoop Regionale Emilia-Romagna e vicepresidente Legacoop Nazionale. Dal 2002 è presidente di Legacoop Nazionale.

Nel febbraio 2013 diviene presidente dell'Alleanza delle Cooperative Italiane.[3]

Appassionato di pallamano, è stato vicepresidente vicario della Federazione italiana pallamano.[4]

Il 21 febbraio 2014 viene designato come Ministro del lavoro e delle politiche sociali nel governo Renzi.

Con DPCM 23 aprile 2014 sono state delegate a Poletti le funzioni del Presidente del Consiglio dei Ministri in materia di politiche giovanili e servizio civile nazionale, politiche della famiglia e integrazione.

Come presidente di Legacoop nel 2012 percepiva 192.623 euro, più dello stipendio da ministro, dati resi noti per legge nel maggio 2014.[5][6]

Nel 2014, avvalendosi di fondi dell'Unione europea ha varato il pacchetto di provvedimenti Garanzia giovani, poi oggetto di molte contestazioni.

Il 12 dicembre 2016 viene riconfermato alla guida del ministero per il Governo Gentiloni.[7]

È sposato con Anna Venturini, assessore nel comune di Castelguelfo. Hanno due figli.[8]

Aspetti controversi e polemiche[modifica | modifica wikitesto]

Il 4 dicembre 2014 Roberto Saviano con un articolo[9] su Repubblica gli chiese conto dei suoi rapporti con Salvatore Buzzi, anche se non sono stati appurati rapporti illegali tra i due.

Il 19 dicembre 2016 a dei giornalisti a Fano dichiara che:

« Bene così: conosco gente che è andata via e che è bene che stia dove è andata, perché sicuramente questo Paese non soffrirà a non averli più fra i piedi. Bisogna correggere un’opinione secondo cui quelli che se ne vanno sono sempre i migliori. Se ne vanno 100 mila, ce ne sono 60 milioni qui: sarebbe a dire che i 100 mila bravi e intelligenti se ne sono andati e quelli che sono rimasti qui sono tutti dei "pistola". Permettetemi di contestare questa tesi.[10][11] »

La frase genera notevole indignazione e risentimento tra l'opinione pubblica, che si scatena attraverso la stampa e i social media, portando il ministro a scusarsi prontamente.[12][13]

In data 10 gennaio il ministro ha riferito in Senato su richiesta unanime dell'assemblea di Palazzo Madama circa il caso e le polemiche seguite dopo la dichiarazione fatta sui giovani emigrati all'estero.[14]

Il 27 marzo afferma che nel mondo del lavoro si creano più opportunità giocando a calcetto che spedendo curricula.[15]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Poletti, l’uomo cooperativo di Romagna alla guerra del Jobs Act, su ilfoglio.it. URL consultato il 21 marzo 2014.
  2. ^ Bernardo Caprotti, Falce e carrello, 2007, Marsilio, pagina 159
  3. ^ Poletti Giuliano nuovo presidente Alleanza delle Cooperative italiane, su imola.legacoop.it. URL consultato il 21 marzo 2013.
  4. ^ Circolare 491 (PDF), su figh.it. URL consultato il 21 marzo 2014.
  5. ^ Marco Franco, Stipendi ministri Renzi online: tutti in perdita, tranne Del Rio, in Blogo, 22 maggio 2014.
  6. ^ Lo stipendio di Renzi è di 114 mila euro all'anno. In rete i redditi dei ministri, in La Stampa, 22 maggio 2014.
  7. ^ Sergio Mattarella, DPR 12 dicembre 2016 - Nomina dei Ministri (PDF), Governo della Repubblica Italiana, 12 dicembre 2016. URL consultato il 20 febbraio 2017.
  8. ^ Giuliano Poletti, dalle cooperative al welfare nel segno del dialogo, in Redattore Sociale, 22 febbraio 2014.
  9. ^ Roberto Saviano, Ministro Poletti, ci spieghi quella cena, in Repubblica.it, 4 dicembre 2014.
  10. ^ Angelo Carconi, Giuliano Poletti su quelli che vanno via dall'Italia, in Il Post, 20 dicembre 2016. URL consultato il 21 dicembre 2016.
  11. ^ Le dichiarazioni del ministro Poletti fanno discutere e Aguzzi interpella Seri, in FanoInforma, 20 dicembre 2016. URL consultato il 21 dicembre 2016.
  12. ^ Antonella De Gregorio, Poletti: «100mila giovani in fuga? Bene». Poi si scusa, in Corriere.it, 19 dicembre 2016. URL consultato il 21 dicembre 2016.
  13. ^ Marta Fana, Caro Poletti, avete fatto di noi i camerieri d'Europa, in l'Espresso, 20 dicembre 2016. URL consultato il 21 dicembre 2016.
  14. ^ Poletti riferirà in Senato il 10 gennaio dopo le parole sui giovani che hanno lasciato l'Italia, in Rai News, 20 dicembre 2016. URL consultato il 21 dicembre 2016.
  15. ^ Poletti: 'Nel lavoro si creano più opportunità giocando a calcetto che a spedire curricula' - Politica, in ANSA.it, 27 marzo 2017. URL consultato il 28 marzo 2017.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Predecessore Ministro del lavoro e delle politiche sociali della Repubblica Italiana Successore Emblem of Italy.svg
Enrico Giovannini dal 22 febbraio 2014 in carica
Predecessore Presidente LegaCoop Successore Logo Legacoop.gif
Luca Bernareggi 12 dicembre 2002 - 21 febbraio 2014 Mauro Lusetti