Movimento 5 Stelle

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Movimento 5 Stelle
Logo M5S
Leader Beppe Grillo
Segretario Enrico Maria Nadasi[1]
Presidente Beppe Grillo[1]
Vicepresidente Enrico Grillo[1]
Coordinatore Beppe Grillo[1]
Stato Italia Italia
Fondazione 4 ottobre 2009
Sede Via Roccatagliata Ceccardi 1/14, Genova[1]
Ideologia Populismo,[2][3]
E-democracy,[4][5]
Legalitarismo,[6]
Ambientalismo/Decrescita,[6][7][8][9][10][11]
Euroscetticismo,[12][13]
Antipartitocrazia
Collocazione nessuna[14]
Partito europeo non ancora definito[15]
Seggi Camera
104 / 630
Seggi Senato
46 / 315
Seggi Europarlamento
0 / 73
Seggi Consiglio regionale
46 / 1042
Testata www.beppegrillo.it
Iscritti 80.383[16] (30 giugno 2013)
Colori giallo, bianco[17]
Sito web www.movimento5stelle.it

Il Movimento 5 Stelle (M5S) è un partito politico italiano avente come "capo politico e rappresentante" Beppe Grillo[18]. È stato fondato a Genova il 4 ottobre 2009[19] da Grillo e Gianroberto Casaleggio sulla scia dell'esperienza del movimento Amici di Beppe Grillo, attivo dal 2005 e presentatosi alle elezioni amministrative e alle elezioni regionali in Sicilia del 2008 con diverse liste civiche. Le Liste Civiche a Cinque Stelle vengono invece presentate per la prima volta alle elezioni amministrative del 2009. L'atto costitutivo del movimento viene tuttavia registrato presso un notaio il 18 dicembre 2012.[1] A Beppe Grillo appartengono la presidenza, la rappresentanza legale[1][20] nonché la proprietà del simbolo[21] del partito. Sul suo blog (che funge sia da testata che da sede), nell'ambito dei suoi spettacoli e tramite il relativo sito web del movimento vengono veicolate e promosse le riflessioni sulle iniziative politiche con l'ambizione di stimolare una forma di democrazia diretta contrapposta alle forme di democrazia rappresentativa e con una forte componente antipartitocratica.[22]

Il Movimento 5 Stelle non si definisce un partito[23] preferendo locuzioni come "libera associazione di cittadini"[24], "non associazione"[21] o "forza politica"[25]. I militanti sono usualmente definiti pentastellati[26] o, più comunemente, grillini[27], sebbene essi ritengano l'ultima definizione riduttiva e distorsiva, preferendo invece quella di attivisti 5 Stelle.[25]

Le cinque stelle richiamate nel nome rappresentano tematiche relative ad acqua, ambiente, trasporti, sviluppo ed energia.[28][29]

Storia[modifica | modifica sorgente]

Meetup[modifica | modifica sorgente]

Beppe Grillo, ispiratore del movimento, nel 2012.

Il 16 luglio 2005 Beppe Grillo propone sul suo blog l'adozione del social network Meetup per comunicare e coordinarsi a livello locale.[30] Il coordinamento di attivisti mediante Meetup era già stato adottato nel 2003 da Howard Dean durante la campagna per le primarie del Partito Democratico degli Stati Uniti.[31]

Nascono così i primi 40 meetup Amici di Beppe Grillo, inizialmente con l'obiettivo, secondo lo stesso Grillo, di «divertirsi, stare insieme e condividere idee e proposte per un mondo migliore, a partire dalla propria città. E discutere e sviluppare, se si crede, i miei post».[32] All'interno dei meetup si creano dei gruppi di lavoro tematici su argomenti comprendenti "Tecnologia e innovazione", "Ufficio stampa-comunicazione", "Consumo critico", "Studio Moneta", "No Inceneritori", ecc.[33][34][35] È da queste esperienze che viene chiesto a Grillo di candidarsi alle elezioni primarie per la scelta del candidato premier de l'Unione di centro-sinistra, previste per l'ottobre successivo.[36]

In tre occasioni - il 17 dicembre a Torino,[37][38] il 26 marzo a Piacenza[39] e dal 16 al 18 giugno a Sorrento[40] - i rappresentanti dei meetup "Amici di Beppe Grillo" tengono degli incontri nazionali alla presenza del comico. In queste circostanze, vengono discusse proposte per lo più inerenti questioni ambientali quali ad esempio l'impiego del trattamento meccanico-biologico dei rifiuti in luogo del ricorso agli inceneritori.[41][42]

Nel corso del quarto raduno nazionale, tenutosi a Genova il 3 febbraio 2007, Beppe Grillo annuncia la volontà di lasciare agli attivisti dei Meetup locali uno spazio autogestito all'interno degli spettacoli del suo tour.

Il 14 luglio 2007 i rappresentanti di alcune liste civiche partecipanti alle elezioni amministrative della primavera precedente si incontrano a Parma per la costituzione di un coordinamento nazionale fra «associazioni, movimenti, organizzazioni, liste civiche che praticano, promuovono, sperimentano la democrazia diretta e partecipativa»,[43] e condividono un documento di intenti che tra gli obiettivi prioritari include l'istituzione dei referendum di tipo propositivo e abrogativo, l'elezione diretta del difensore civico, l'istituzione del bilancio partecipativo, il mandato vincolato per gli amministratori pubblici e le primarie aperte.[44]

Svolta del V-Day[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi V-Day e V2-Day.

Il 14 giugno 2007 Beppe Grillo lancia l'idea del Vaffanculo Day (o V-Day), una giornata di mobilitazione pubblica per la raccolta delle firme necessarie a presentare una legge di iniziativa popolare che mirasse a introdurre le preferenze nella vigente legge elettorale e impedisse la possibilità di candidare in Parlamento i condannati penali o chi avesse già espletato due legislature.[45]

La scelta del nome dell'evento, V-Day appunto, è legata ad un triplice riferimento:[46] il primo al D-Day dello sbarco in Normandia degli Alleati durante la seconda guerra mondiale, così come i cittadini italiani vorrebbero sbarcare nella vita civile italiana dalla cattiva politica; il secondo al film cinematografico "V per Vendetta" (del cui simbolo è presente un richiamo anche nel logo del movimento) ai cui principi di rinnovamento politico si rifà spesso il movimento; il terzo all'interiezione "Vaffanculo" rivolta alla mala-politica stessa.

Il V-Day di Bologna del 2007

Il V-Day, che proseguiva l'iniziativa Parlamento pulito promossa da Beppe Grillo sin dal 2006, si tenne in numerose piazze italiane il successivo 8 settembre, data scelta per evocare lo stato di sbandamento in cui versava lo Stato, come in occasione dell'8 settembre 1943. Furono raccolte 336.000 firme, di molto eccedenti le 50.000 necessarie per il deposito della legge di iniziativa popolare. Per l'occasione Michele Serra conia il termine «grillismo».[47]

Sull'onda del successo ottenuto, eccedente le aspettative degli stessi organizzatori, per il 25 aprile 2008 fu organizzato il V2-Day, una seconda giornata di mobilitazione finalizzata alla raccolta di firme per tre referendum sull'editoria.[48]

Il 29 e 30 settembre 2007 a Lucca[49] diversi membri dei MeetUp "Amici di Beppe Grillo" e di liste civiche locali, sulla spinta iniziale della discussione aperta in rete[50] e sulla scia del precedente incontro di Perugia, definiscono le linee politiche per la costituzione di liste civiche. Il 10 ottobre Grillo dà indicazioni su come creare le liste civiche.[51]

Il 1º dicembre 2013 si svolge a Genova il V3-Day a cui partecipano circa 100.000 simpatizzanti del movimento.[senza fonte]

Partecipazioni alle elezioni amministrative del 2008[modifica | modifica sorgente]

Il 24 gennaio 2008, mentre in Parlamento cade il governo Prodi II, Grillo annuncia che «da oggi il blog fa politica attiva con un sito dedicato alle liste civiche, al cittadino che prende in mano il proprio destino, il proprio Comune, la propria Regione (...)[52] Per un Nuovo Rinascimento». Seguono quindi le regole base perché gli attivisti partecipino alle imminenti elezioni amministrative con liste «certificate» dallo stesso Grillo.[53][54]

Dal 10 febbraio Grillo inizia a coordinare il movimento con dei comunicati politici[55] e in quello del 15 febbraio scarta l'ipotesi di presentare una lista grillina già alle elezioni politiche del 2008.[56]

Alle elezioni regionali siciliane del 13 e 14 aprile, la lista "Amici di Beppe Grillo" ottiene l'1,72% dei voti e la candidata alla presidenza Sonia Alfano ne consegue il 2,44%;[57] al Comune di Roma la lista civica Amici di Beppe Grillo ottiene il 2,64% dei voti pur senza eleggere alcun consigliere;[58] al Comune di Treviso, la lista civica Grillitreviso ottiene il 3,64% ed elegge un consigliere.[59]

Liste Civiche a Cinque Stelle[modifica | modifica sorgente]

Il 3 dicembre Grillo rende noto il simbolo delle Liste Civiche a Cinque Stelle per le amministrative del 2009. Nel logo la "V" di "civiche" è un riferimento ai V-Day.[60] A Bologna, il 17 febbraio, un raduno di liste civiche discute del futuro del movimento e delle successive elezioni; in particolare, Sonia Alfano si consulta con la base del movimento a proposito della sua possibile candidatura al Parlamento Europeo come indipendente nelle liste dell'Italia dei Valori.

L'8 marzo si tiene a Firenze il Primo Incontro Nazionale delle Liste Civiche a Cinque Stelle. Qui Beppe Grillo presenta la Carta di Firenze, ossatura comune in 12 punti del programma locale delle varie liste civiche; nel pomeriggio, una ventina di gruppi locali presentano le proprie idee e le proprie esperienze.[61] In aprile Grillo renderà nota una lettera del premio Nobel per l'economia Joseph Stiglitz nella quale dichiara di guardare con attenzione all'esperienza delle liste civiche locali promosse tramite il blog.[62]

Il 26 marzo Grillo annuncia che nelle imminenti elezioni europee appoggerà Luigi de Magistris e Sonia Alfano, personalità vicine al movimento candidate come indipendenti nelle liste dell'Italia dei Valori,[63] insieme al giornalista Carlo Vulpio, pure vicino al movimento.[64] L'11 giugno sia De Magistris sia Alfano, candidati in tutte le 5 circoscrizioni, sono eletti al Parlamento europeo, ottenendo il primo 419.000 preferenze e la seconda 143.000. Nella stessa tornata elettorale, secondo quanto dichiarato da Beppe Grillo, vengono eletti 23 consiglieri comunali delle Liste Civiche a Cinque Stelle, soprattutto nei comuni dell'Emilia-Romagna e dell'Italia centrale.[65]

Candidatura di Grillo alla segreteria del PD[modifica | modifica sorgente]

Il 12 luglio 2009, sulla base del programma del movimento grillino, Beppe Grillo annuncia di volersi candidare alle elezioni primarie per la carica di segretario nazionale del Partito Democratico.[66] Alcuni giorni prima aveva fatto domanda di iscrizione allo stesso PD. Due giorni dopo, la candidatura e la stessa richiesta di iscrizione vengono rigettate dalla commissione di garanzia del partito perché Grillo «ha promosso in numerosi comuni del territorio nazionale la costituzione di liste che si sono presentate, in occasione delle ultime elezioni amministrative, con il suo nome in posizione contrapposta a quella dei candidati e delle liste riconducibili al Partito Democratico. Egli ha anche più volte palesato la propria contrapposizione alle idee e ai valori del Partito Democratico».[67]

Fondazione del Movimento Cinque Stelle ed elezioni locali del 2010 e 2011[modifica | modifica sorgente]

Gianroberto Casaleggio, cofondatore del M5S assieme a Grillo

Il 9 settembre 2009 viene annunciato il varo del «Movimento Nazionale a Cinque Stelle» ispirato alle ideologie della Carta di Firenze.[68] Insieme a Gianroberto Casaleggio[69] al Teatro Smeraldo di Milano, il 4 ottobre Beppe Grillo dichiara la nascita del Movimento Cinque Stelle e lancia un programma.[70]

Nel 2010 il Movimento 5 Stelle partecipa alle elezioni in cinque regioni e dieci comuni,[71] eleggendo due consiglieri regionali in Emilia-Romagna, dove raccoglie il 7% dei voti per il presidente e il 6% di quelli di lista, e altrettanti in Piemonte, dove con il 4% risulta decisivo per l'esito elettorale. Vengono eletti inoltre otto consiglieri comunali.

L'anno successivo il M5S si presenta in 75 dei 1.177 comuni al voto,[72] tra i quali 18 dei 23 capoluoghi di provincia. Al primo turno il Movimento fa entrare i propri rappresentanti in 28 comuni (per un totale di 34 consiglieri eletti) e risultando spesso decisivo in alcuni importanti ballottaggi.[73] I risultati migliori sono nelle città medie e grandi del centro-nord, soprattutto in Emilia-Romagna (dove la lista ottiene tra il 9 e il 12% a Bologna, Rimini e Ravenna) e in Piemonte, mentre nel Mezzogiorno raramente supera il 2% dei consensi.

A ottobre 2011 il M5S partecipa alle elezioni regionali in Molise ottenendo il il 2,3% di voti per la lista e il 5,6% per il candidato presidente, non eleggendo alcun consigliere.[74]

Elezioni amministrative del 2012[modifica | modifica sorgente]

Alle elezioni amministrative del 6 e 7 maggio 2012 il Movimento si presenta in 101[75] dei 1.012 comuni al voto,[76] tra i quali 21 dei 28 capoluoghi di provincia. I risultati decretano un successo superiore alle attese della maggior parte degli analisti. Vengono eletti 4 sindaci: uno (l'ingegnere informatico Roberto Castiglion) nel piccolo comune di Sarego (VI) dove raccoglie il 35% dei voti, e altri tre al ballottaggio a Comacchio (FE), a Mira (VE) e a Parma,[77] dove si afferma come nuovo sindaco della città Federico Pizzarotti. La liste del Movimento 5 Stelle ottengono inoltre risultati di rilievo a Genova (con il 14% dei voti) e in numerosi altri comuni del nord e del centro, dove si assestano su percentuali comprese tra l'8 e il 17%.

Le elezioni regionali in Sicilia del 2012[modifica | modifica sorgente]

Alle elezioni regionali in Sicilia del 28 ottobre 2012 il Movimento candida alla presidenza il trentasettenne Giancarlo Cancelleri, scelto con una votazione tra gli attivisti siciliani del movimento. La campagna elettorale è avviata dallo stesso Beppe Grillo, giunto a Messina il 10 ottobre dopo aver attraversato a nuoto lo Stretto.[78] Con il 14,90% delle preferenze la lista del movimento è la più votata, mentre il candidato alla presidenza arriva terzo con il 18,20% dei voti. Il movimento ottiene così 15 dei 90 seggi dell'Assemblea regionale siciliana.[79]

Elezioni politiche 2013[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Elezioni politiche italiane del 2013.
Vito Crimi e Roberta Lombardi, presidenti dei gruppi parlamentari al Senato e alla Camera, dopo le consultazioni con il Presidente della Repubblica del 29 marzo 2013.

Con un comunicato su YouTube, il 29 ottobre 2012 Beppe Grillo detta le norme per la formazione delle liste del movimento per le elezioni politiche del 2013, limitando la possibilità di concorrere ai soli aderenti al movimento già candidatisi in elezioni precedenti e risultati non eletti.[80][81] Alle primarie, annunciate il 30 novembre e tenute online dal 3 al 6 dicembre, hanno votato 20.252 iscritti al movimento.[82] I commentatori non hanno mancato di mettere in evidenza il limitato numero di partecipanti, le incertezze organizzative e l'assenza di una certificazione della regolarità delle operazioni di voto.[83]

Nelle settimane precedenti alle elezioni, mentre nessun esponente del partito partecipa ai dibattiti televisivi, Grillo conduce una seguita campagna elettorale itinerante nelle piazze, detta Tsunami tour, conclusasi il 22 febbraio a Roma con un affollato comizio a piazza San Giovanni.[84] Se si esclude un'apertura alla partecipazione dei giovani di Casa Pound, motivata, secondo Grillo dalla "natura ecumenica" del proprio movimento,[85][86] la linea preannunciata e poi effettivamente seguita dal M5S in Parlamento è quella di una rigorosa non collaborazione con le altre forze. Sollecitato sull'argomento Grillo afferma di fronte alla stampa di non essere fascista.[87]

Il 24 e 25 febbraio 2013 il M5S si presenta in tutte le circoscrizioni: come capo della coalizione è indicato Beppe Grillo, sebbene non candidato. L'esito particolarmente positivo delle elezioni si rivela superiore alle previsioni di tutti i sondaggi[88]: sia alla Camera sia al Senato il M5S è la seconda lista più votata dopo il PD.[89] Alla Camera raggiunge il 25,55% dei voti in Italia e il 9,67% all'estero, per un totale di 8,7 milioni di voti, ed elegge 109 deputati.[90][91] Al Senato, con il 23,79% in Italia e il 10,00% all'Estero, per un totale di 7,4 milioni di voti, elegge invece 54 senatori[92][93].

Elezioni regionali e amministrative 2013[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Elezioni regionali in Lombardia del 2013, Elezioni regionali nel Lazio del 2013 e Elezioni amministrative italiane del 2013.

Tra febbraio e maggio 2013 il M5S partecipa anche alle elezioni per il rinnovo di cinque consigli regionali ed elegge ovunque suoi consiglieri: i candidati alla presidenza del M5S risultano i terzi più votati in Lazio, Lombardia, Molise e Friuli-Venezia Giulia con percentuali comprese fra il 13,62% e il 20,22%, e quinto in Valle d'Aosta con il 6,62%.[94][95][96]

Alle elezioni amministrative del 26 e 27 maggio il Movimento si presenta in 199 comuni[97] e vince al ballottaggio nei comuni di Assemini (CA), Pomezia (RM)[98] e Ragusa[99].

Alle Elezioni regionali in Trentino-Alto Adige del 2013 del 27 ottobre il Movimento ottiene 7.097 voti pari al 2,5% di voti in provincia di Bolzano ed elegge un consigliere risultando il settimo partito nella provincia autonoma, mentre in provincia di Trento candida come presidente Filippo Degasperi che ottiene 14.240 voti pari al 5,72% ed elegge due consiglieri risultando il quarto candidato per numero di voti[100].

Alle Elezioni regionali in Basilicata del 2013 del 17 e 18 novembre il Movimento candida come Presidente Piernicola Pedicini, il quale risulta il terzo tra i candidati presidenti più votati con 32.919 voti equivalenti al 13,19%, eleggendo nel contempo 2 consiglieri regionali, uno nella circoscrizione di Potenza e l'altro nella circoscrizione di Matera.[101]

Elezioni regionali sarde del 2014[modifica | modifica sorgente]

Per le Elezioni regionali in Sardegna del 2014 il Movimento 5 Stelle, dei risultati ottenuti alle elezioni politiche 2013, decide di non presentare una lista condivisa. Dopo mesi di incertezza, a causa di un profondo disaccordo tra gli attivisti sardi, durante i quali non si era riuscito ad individuare un candidato alla presidenza, Beppe Grillo ha deciso di non concedere l'utilizzo del simbolo nonostante cinque di essi fecero uno sciopero della fame. L'ufficialità arriva il 6 gennaio attraverso un comunicato della deputata sarda Emanuela Corda nel quale dichiara: "Noi non presenteremo alcuna lista, perché non siamo ancora pronti per farlo. Quando avremo un metodo definito e regole certe condivise, arriverà il nostro momento."[102][103][104][105]

Attività parlamentare nella XVII Legislatura[modifica | modifica sorgente]

Proposta del Candidato alla Presidenza della Repubblica Italiana del 2013[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Elezione del Presidente della Repubblica Italiana del 2013.

Gli iscritti al movimento al 31 dicembre 2012 hanno partecipato alla votazione on line in due turni per scegliere un candidato per il M5S alla Presidenza della Repubblica. Le operazioni di voto sono state sottoposte al controllo di un ente terzo di certificazione, quale la DNV Business Assurance. Nel primo turno i votanti hanno potuto esprimere le proprie preferenze senza alcuna rosa di nomi. Nel secondo sono stati chiamati a scegliere tra le nove personalità più indicate al primo turno (la rosa comprendeva originariamente lo stesso Beppe Grillo, che tuttavia ha rifiutato la propria candidatura). Il numero dei voti espressi al secondo turno è stato di 28.518 su 48.282 che avrebbero potuto esprimersi in base alle regole della consultazione. Il 23 aprile 2013, dopo la riconferma del presidente Giorgio Napolitano, è stato pubblicato il numero di preferenze ottenute dai vari candidati:[106]

  1. Milena Gabanelli: 5.796
  2. Gino Strada: 4.938
  3. Stefano Rodotà: 4.677
  4. Gustavo Zagrebelsky: 4.335
  5. Ferdinando Imposimato: 2.476
  6. Emma Bonino: 2.200
  7. Gian Carlo Caselli: 1.761
  8. Romano Prodi: 1.394
  9. Dario Fo: 941

Dopo il rifiuto della candidatura da parte di Milena Gabanelli e Gino Strada, viene individuato come candidato per il Quirinale Stefano Rodotà, che in tutte le votazioni è stato votato dai parlamentari del Movimento, oltre che da numerosi parlamentari di PD e SEL.[107]

Attività di indirizzo governativo[modifica | modifica sorgente]

Il M5S, rifiutata la richiesta di appoggiare la nascita di un governo di centrosinistra, è rimasto all'opposizione anche del governo di larghe intese, guidato da Enrico Letta e sostenuto da Scelta Civica e Popolo delle Libertà, e ha assunto posizioni fortemente critiche verso l'attività dell'esecutivo. In particolare, ne ha contestato l'eccessivo ricorso alla decretazione d'emergenza ed ai provvedimenti su materie eterogenee.[108]

Nel settore difesa il Movimento ha chiesto di abbandonare in via definitiva il programma per la produzione e l'acquisto dei previsti cacciabombardieri JSF, e la rimozione degli ordigni nucleari presenti nelle basi militari del territorio italiano.[109][110] Nel settore trasporti, ha chiesto l'estinzione dell'accordo[111] per la realizzazione della nuova linea ferroviaria Torino-Lione.[112]

Abbandoni ed espulsioni dal gruppo parlamentare[modifica | modifica sorgente]

Il 30 aprile 2013, tramite una votazione via internet tra gli iscritti,[113] è stato espulso il senatore Marino Germano Mastrangeli per assenteismo parlamentare e reiterata partecipazione non autorizzata a trasmissioni televisive[114]. Il 7 giugno passano al Gruppo Misto i deputati tarantini Vincenza Labriola e Alessandro Furnari, critici verso la posizione espressa dal M5S sulla vertenza Ilva.[115]

Il 19 giugno anche la senatrice Adele Gambaro viene espulsa per effetto di una votazione via internet tra gli iscritti.[116] L'espulsione, motivata ufficialmente per aver diffamato il M5S[117], è stata interpretata come conseguenza delle critiche da lei mosse alla strategia comunicativa di Beppe Grillo.[118] Nei giorni successivi per solidarietà ad Adele Gambaro e in polemica con la gestione verticistica del Movimento passano al Gruppo Misto anche le senatrici Paola De Pin e Fabiola Anitori e il deputato Adriano Zaccagnini.[119][120][121] A ottobre i quattro danno vita alla componente Gruppo Azione Popolare, nell'ambito del Gruppo Misto[122].

Il 26 febbraio 2014 dopo una votazione favorevole via web sono stati espulsi i senatori Luis Alberto Orellana, Francesco Campanella, Fabrizio Bocchino e Lorenzo Battista, dopo che il giorno prima l'assemblea dei parlamentari del MoVimento aveva dato parere favorevole all'espulsione[123][124]. La votazione era stata indetta, secondo Grillo, perché "svariate segnalazioni dal territorio di ragazzi, di attivisti, che ci dicevano che i 4 senatori Battista, Bocchino, Campanella e Orellana si vedevano poco e male".[125] Orellana sarebbe stato sfiduciato dal meet-up di Pavia con un comunicato[126], mentre Bocchino e Campanella da quello di Palermo[127], anche se entrambi gli avvisi furono scritti da una minoranza che non consultò nessuno (il secondo fu addirittura smentito da una successiva comunicazione firmata dalla maggioranza).[128][129] Inoltre, secondo una statistica di Openpolis la presenza media dei quattro espulsi è dell'88,15%.[130]

Il 27 febbraio hanno inviato la propria lettera di dimissioni al presidente del Senato Pietro Grasso Luis Alberto Orellana (che era già stato espulso), Maria Mussini, Monica Casaletto, Maurizio Romani, Alessandra Bencini e Laura Bignami. Alla Camera dei deputati passano al Gruppo Misto Ivan Catalano e Alessio Tacconi.[131][132][133].

Il 7 marzo sono definitvamente espulsi i senatori dimissionari Alessandra Bencini, Laura Bignami, Monica Casaletto, Maria Mussini e Maurizio Romani[134].

Il 1° aprile è il senatore Bartolomeo Pepe ad abbandonare il M5S per passare al Gruppo Misto[135], dopo settimane di polemiche sulla sua "sfiducia" da parte di un Meet Up di Napoli[136].

Ideologia[modifica | modifica sorgente]

Nel programma del Movimento 5 Stelle confluiscono temi di derivazione ecologista e antipartitocratica ed è promossa la partecipazione diretta dei cittadini alla gestione della cosa pubblica tramite l'impiego di forme di democrazia digitale.

Funzionamento della politica[modifica | modifica sorgente]

Uno dei cardini dell'ideologia del Movimento 5 Stelle è la promozione della partecipazione politica diretta dei cittadini. Per tale ragione, il partito propugna l'adozione di forme di democrazia diretta, sia attraverso i referendum sia per mezzo delle tecnologie informatiche, ritenendo che gli strumenti tradizionali di democrazia rappresentativa non siano pienamente compatibili con il principio di sovranità popolare.[137] In particolare, chiede il superamento del divieto di vincolo di mandato, previsto dalla Costituzione, e l'introduzione del mandato imperativo per gli eletti. Secondo questo principio, costoro - che Grillo e i militanti definiscono con gli appellativi di "portavoce" o "dipendenti del popolo italiano" - dovrebbero limitarsi a mettere in atto il programma elettorale votato dagli elettori.[138]

Per accrescere la trasparenza nelle scelte della politica e incentivarne il controllo da parte dei cittadini, il M5S è favorevole a liberalizzare l'accesso agli atti prodotti dalle amministrazioni pubbliche e auspica la creazione di un'anagrafe pubblica degli eletti[139].

Da statuto il M5S è favorevole all'abolizione delle province,[140] e in virtù di questa posizione non prende parte alle elezioni provinciali.

Il M5S contrasta il cumulo di incarichi politici[141] e prevede un limite di due mandati per gli eletti.[142]

Il programma del M5S prevede l'abolizione dei contributi pubblici ai partiti[143] e una riduzione delle indennità per i parlamentari e gli altri amministratori pubblici. Il Movimento ha rinunciato ai rimborsi elettorali in tutte le elezioni politiche e regionali a cui ha partecipato[144][145][146][147][148]; in merito alle elezioni politiche del 2013 non ha presentato la documentazione necessaria per ritirare i 42 milioni di euro spettantigli in base ai voti ricevuti, ossia la dichiarazione dei redditi del tesoriere nella persona di Beppe Grillo, il bilancio del partito e lo statuto da cui si evinca ci sia democrazia all'interno del partito.[149]. La norma che ha stabilito i nuovi requisiti per l'accesso al rimborso, emanata dopo le elezioni amministrative del 2012, è stata criticata dal M5S, considerandola un modo per rendergli impossibile per legge un finanziamento al quale avrebbero rinunciato comunque[150][151].

Nell'ambito dell'iniziativa denominata Restitution Day i parlamentari del M5S hanno rinunciato a 1,5 milioni di indennità e diaria, versati nel Fondo per l'ammortamento dei titoli di Stato del Ministero dell'Economia e delle Finanze (MEF)[152][153]; una seconda iniziativa ha portato al versamento di 2,5 milioni di euro al fondo di garanzia per le PMI, un fondo istituito nel 1996 dal Ministero dello Sviluppo Economico che dal dicembre 2013 accetta anche erogazioni liberali.[154][155][156] Un'esperienza parallela ha condotto invece all'istituzione, da parte della regione Sicilia, di un fondo per il microcredito a famiglie e imprese dove i consiglieri regionali del M5S versano una parte del loro stipendio.[157][158]

Il finanziamento della politica, secondo l'ideologia del Movimento 5 Stelle, deve quindi avvenire solamente attraverso microdonazioni private volontarie[159]. Un paradigma di tale operazione fu la raccolta fondi per la campagna elettorale delle politiche del 2013, che ammontò a circa 775.000 euro da parte di 28.000 sottoscrittori[160] attraverso pagamenti online sul blog di Beppe Grillo: di questi ne furono spesi circa 350.000[160], mentre la restante parte fu destinata ai terremotati di Mirandola per la costruzione della palestra di una scuola.[161]

Ambiente, economia e lavoro[modifica | modifica sorgente]

Il M5S abbraccia le teorie della decrescita e sostiene la green economy quale volano per la creazione di nuovi posti di lavoro. Avversa le grandi opere infrastrutturali e in generale la cementificazione del territorio o i progetti inquinanti come gli inceneritori. Propone l'adozione su vasta scala di programmi per il risparmio energetico, la produzione distribuita dell'energia da fonti rinnovabili, il riciclo dei rifiuti, la mobilità sostenibile, il telelavoro.[162] Mira alla riduzione del debito pubblico attraverso la lotta all'evasione fiscale e alla riduzione degli sprechi nella pubblica amministrazione, grazie a iniziative per l'informatizzazione.[162]

Il 18 gennaio 2013, durante un comizio a Brindisi, Beppe Grillo ha dichiarato che i sindacati sono organizzazioni obsolete che andrebbero eliminate in favore dell'introduzione di un sistema di co-gestione delle aziende da parte dei lavoratori.[163]

Immigrazione e diritti civili[modifica | modifica sorgente]

Beppe Grillo a gennaio 2012 si è detto contrario all'introduzione dello ius soli, che assicurerebbe la cittadinanza italiana ai nati in Italia indipendentemente dalla nazionalità dei genitori.[164] Nell'ottobre 2013 Grillo e Casaleggio con un comunicato congiunto hanno stigmatizzato la presentazione, da parte di due senatori del M5S, di un emendamento mirante all'abolizione del reato di clandestinità.[165] Ciò nonostante, un referendum online tra gli iscritti ha bocciato la linea Grillo-Casaleggio, confermando la posizione dei due senatori[166]. Pochi giorni dopo il Senato, con il voto favorevole dei 5 Stelle, approvava l'emendamento per la sua abolizione[167].

Nonostante un articolo del luglio 2012 in cui Beppe Grillo si è dichiarato favorevole ad una sua introduzione, il tema del matrimonio fra persone dello stesso sesso non è stato inserito nel programma del M5S.[168] Ciò nonostante, nel 2013, il senatore del M5S Luis Orellana ha presentato una proposta di legge per consentire l'accesso al matrimonio civile anche agli omosessuali che sta generando un acceso dibattito all'interno del MoVimento stesso.[169]

Il 6 febbraio 2013, il politico del M5S Francesco Perra affermò in tv: “Il matrimonio, da che mondo è mondo, è sempre stato tra un uomo e una donna. [...] Allora siamo nel terzo millennio e cambiamo il concetto di matrimonio. A quel punto possiamo sposarci in tre, possiamo sposarci con il nostro animale visto che ci sono persone che hanno un rapporto affettivo con il proprio animale. Devono esserci dei diritti riconosciuti come prevede l’articolo 3 della costituzione. Basterebbe agire sulla legge per garantire i diritti che abbiamo tutti”.[170][171][172]

Posizione sul Vaticano[modifica | modifica sorgente]

Il 28 dicembre 2012 Grillo ha auspicato la revisione del Concordato con la Chiesa cattolica.[173]

Critiche[modifica | modifica sorgente]

Con le elezioni del 2010 da alcune parti si evidenziava una contraddizione tra l'azione collettiva volontaria nelle lotte della società civile e l'effettiva trasparenza di rappresentanza politica.[174][175][176] Sempre nel 2010 si sono registrate tensioni tra il movimento e l'IDV.[177] A Modena un consigliere comunale diveniva noto alle cronache per uno strascico giudiziario fin sui diritti del nome "M5S".[178][179][180] Nel Lazio non si trovava la volontà organizzativa di partecipare alle elezioni regionali.[181]

A marzo 2012 il consigliere comunale Valentino Tavolazzi patrocinava a Rimini un meeting nazionale a nome del movimento,[182] che raccolse all'incirca 150 partecipanti ricevendo apprezzamenti e critiche[183] anche da parte di quei pochi rappresentanti politici che erano presenti all'incontro.[184] Nel meeting Tavolazzi prese dure posizioni sui contenuti stessi del dibattito riguardo alle "condizioni del regolamento M5S" (in particolare su proprietà del simbolo, ruolo di Casaleggio e riguardo a mandati degli eletti e finanziamento pubblico ai partiti [185]) perché si scopriva essere in contraddizione con lo stesso statuto della sua lista civica d'origine "Progetto per Ferrara", non contraria né ai finanziamenti pubblici, né al limite dei due mandati.[186] Gli veniva ufficialmente revocato l'uso del logo[187][188] e riceveva l'interdizione dall'assumere qualsiasi incarico a nome del M5S;[189] si perpetuava così uno strascico di polemiche anche interno sulla democrazia.[190][191][192]

Giovanni Favia (espulso dal movimento nel dicembre 2012) con Beppe Grillo il 10 maggio 2011 in un comizio.

Fin dal 2007 Grillo ha criticato l'entità del costo della politica, inserendo nello Statuto del movimento un articolo in cui prevede la riduzione dell'onorario per parlamentari e senatori.[22] Sulla base di questa politica, l'indennità percepita dai parlamentari dovrà essere di cinquemila euro lordi mensili, mentre il residuo dovrà essere restituito allo Stato insieme all’assegno di solidarietà (detto anche di fine mandato). Secondo il consigliere regionale del Movimento 5 Stelle Giovanni Favia, la decurtazione di 5 000 euro lordi dallo stipendio dei parlamentari sarebbe tuttavia inadeguata ai principi del movimento, in quanto si tradurrebbe in una riduzione di soli 2500 euro netti. In un'intervista concessa nel novembre 2012 ad alcuni quotidiani, Favia stima in undicimila euro mensili l'onorario previsto per un deputato 5 stelle, anche se non spiega come sia arrivato a dedurre tale cifra visto che essa comprende necessariamente rimborsi e diarie non forfettarie, dipendenti cioè da spese e costi che variano da parlamentare a parlamentare.[193]

Federica Salsi, espulsa dal movimento nel dicembre 2012 assieme a Giovanni Favia

A seguito della esclusione dello stesso Giovanni Favia e di Federica Salsi per aver espresso opinioni critiche in merito alla democrazia interna, il partito ha subito diverse critiche dagli espulsi e da membri stessi del partito.[194][195][196][197][198] Le espulsioni sono state operate unilateralmente dal proprietario del simbolo Beppe Grillo e, come da regolamento, sono avvenute senza alcun obbligo di consultazione con gli iscritti al movimento.

Dal 2012, il movimento è stato segnato da una lunga serie di espulsioni: Valentino Tavolazzi, consigliere comunale a Ferrara; la lista certificata Progetto per Ferrara; la lista certificata Movimento 5 Stelle di Cento (ora Cento in Movimento); Sandra Poppi, consigliera comunale a Modena; Giovanni Favia, consigliere regionale in Emilia-Romagna; Federica Salsi, consigliera comunale a Bologna; Raffaella Pirini, consigliera comunale a Forlì; la lista certificata Destinazione Forlì; Fabrizio Biolè, consigliere regionale in Piemonte; Antonio Venturino, vicepresidente vicario dell’assemblea regionale siciliana[199].

Altra critica mossa di frequente dagli stessi attivisti del movimento e da ex-attivisti riguarda l'assenza di forme di partecipazione effettiva via web.[200] Non esiste attualmente uno strumento per la stesura collettiva del programma. Il forum è considerato inadeguato allo scopo.[201][202] Tramite il suo blog, nel settembre del 2012, Grillo ha affermato che un portale per la partecipazione via web era già in fase di realizzazione.[203] L'entrata in funzione era prevista per la fine dell'anno 2012, ma al momento delle elezioni politiche del febbraio del 2013 esso non risultava ancora realizzato. Dal 28 ottobre 2013 è attivo il sito web denominato Sistema Operativo[204] che permette agli iscritti certificati di discutere le proposte di legge di iniziativa parlamentare, che, al termine del processo, vengono ufficialmente depositate in Parlamento[205]

Il Movimento 5 Stelle è stato criticato da Richard Stallman, fondatore della Free Software Foundation e del Progetto GNU, per l'uso di piattaforme non-libere e di strumenti non liberi, come l'iPad di Beppe Grillo[206], sebbene il movimento sia sempre stato a favore dell'uso del software libero.[207][208] Qualche giorno prima, Grillo aveva pubblicato sul suo blog un articolo-intervista a Stallman a favore del software libero[209] e Mattia Calise, consigliere comunale del M5S a Milano, ha fatto approvare una sua mozione che prevede l'uso di software libero nel comune milanese[210].

Ai primi di novembre scoppia una parentopoli con le senatrici Barbara Lezzi[211][212] e Vilma Moronese[213] anche se il problema riguarda anche altri parlamentari.[214]

Hanno ricevuto l'attenzione della stampa, sollevando critiche dell'opinione pubblica, delle falle di sicurezza sia nel sito di Grillo sia nell'account twitter della Casaleggio Associati: si sono dovute ripetere le votazioni delle Quirinarie[215] ed è stato hackerato l'account twitter della Casaleggio Associati all'insaputa del legittimo proprietario con cui sono stati mandati per 12 ore messaggi di varia natura[216]. Inoltre anche nel 2012 il sito era stato messo in blackout da gruppi esterni al proprio entourage[217].

Incontri nazionali[modifica | modifica sorgente]

  • I Incontro nazionale Amici di Beppe Grillo - Torino, 17 dicembre 2005
  • II Incontro nazionale Amici di Beppe Grillo - Piacenza, 26 marzo 2006
  • III Incontro nazionale Amici di Beppe Grillo - Sorrento (NA), 16-18 giugno 2006
  • IV Incontro nazionale Amici di Beppe Grillo - Genova, 3 febbraio 2007
  • Incontro tra liste civiche nazionali - Parma, 14 giugno 2007
  • Incontro MeetUp nazionale - Lucca, 29-30 settembre 2007
  • Incontro fondativo - Milano (Teatro Smeraldo), 4 ottobre 2009

Risultati elettorali[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Risultati elettorali del Movimento 5 Stelle per regione italiana.
Logo M5S Voti % Seggi
Politiche 2013 Camera 8.689.458 25,55 109[218]
Senato 7.285.850 23,79 54[219]

Note[modifica | modifica sorgente]

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  103. ^ Elezioni Sardegna: niente liste M5S, c’era un profondo disaccordo
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  105. ^ M5S si pensa a una lista di 60 nomi Ultimo tentativo per convincere Grillo
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  112. ^ Senato della Repubblica - XVII Legislatura - Atto di Sindacato Ispettivo n° 1-00053 - Pubblicato il 3 giugno 2013, nella seduta n. 32.
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  124. ^ M5S, espulsi quattro senatori dissidenti È caos, lacrime e urla durante l’assemblea
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  132. ^ Caos 5Stelle, in sei si dimettono dal Senato. Disordini alla Camera, raffica di sospensioni
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  217. ^ Vi racconto tutta la verità sull'attacco di Anonymous al blog di Beppe Grillo in Corriere della Sera, 18 giugno 2012.
  218. ^ Nel corso della legislatura 5 deputati hanno lasciato il gruppo parlamentare (Ivan Catalano, Alessandro Furnari, Vincenza Labriola, Alessio Tacconi, Adriano Zaccagnini).
  219. ^ Nel corso della legislatura 13 senatori hanno lasciato il gruppo parlamentare (Fabiola Anitori, Lorenzo Battista, Alessandra Bencini, Laura Bignami, Fabrizio Bocchino, Francesco Campanella, Monica Casaletto, Adele Gambaro, Marino Germano Mastrangeli, Maria Mussini, Luis Alberto Orellana, Paola De Pin, Maurizio Romani) di cui 6 per espulsione e 5 dimessi e poi espulsi.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

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Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

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