Fabrizio Gatti

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Fabrizio Gatti

Fabrizio Gatti (Lecce, 9 marzo 1966) è un giornalista e scrittore italiano.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Diventato giornalista, comincia nel 1991 ad occuparsi di temi relativi alla criminalità. Lavora per il Corriere della Sera e, dal 2004, per L'espresso. Vive a Roma.

Nel 2006 risulta vincitore del premio "Colombe d'Oro per la Pace", premio assegnato annualmente dall'Archivio disarmo ad una personalità distintasi in campo internazionale.

Il 5 gennaio 2007 riceve il Premio "Giuseppe Fava"[1] per le sue inchieste sui clandestini di Lampedusa e sugli sfruttati nei campi di Puglia dal titolo "Io schiavo di Puglia"[2]. Il 16 aprile 2007 per la stessa inchiesta riceve, a Bruxelles, il premio giornalistico 2006 dell'Unione Europea (Journalist Award 2006). Il suo libro più famoso è Viki che voleva andare a scuola ..la storia vera di un bambino albanese in italia

Il 17 maggio 2008 a Udine riceve il premio letterario internazionale "Tiziano Terzani" per il libro "Bilal" -" il mio viaggio da infiltrato nel mercato dei nuovi schiavi".

Tra le sue inchieste più celebri si ricordano quelle sul trattamento subito dai rifugiati kossovari che cercavano di varcare il confine svizzero[3], sulle condizioni di vita nel centri di permanenza temporanea di Lampedusa[4], sulle situazioni del Policlinico "Umberto I" a Roma[5].

Il 3 ottobre 2008 a Riolo Terme durante una cena di beneficenza gli è stato assegnato il riconoscimento "UN VA A ZEZZ".

Il 9 ottobre 2009 il settimanale L'espresso pubblica online nel suo sito[6] il servizio "L'amico Isaias" sui rapporti economici tra Italia ed Eritrea: nel silenzio dei media la dittatura di Isaias Afewerki, che dal 1993 ha vietato la libertà di stampa, fa affari d'oro con tante imprese italiane sfruttando la schiavitù, le torture e i genocidi del popolo eritreo.

Nell'aprile 2013 è stato sequestrato e minacciato di morte dal vicepresidente di Confindustria della provincia di Monza e Brianza Mario Barzaghi, a cui aveva rivolto delle domande in merito ai suoi affari con prestanome della camorra[7][8].

Opere[modifica | modifica wikitesto]

  • Viki che voleva andare a scuola. La storia vera di un bambino albanese in Italia, Fabbri, 2003, ISBN 88-451-8114-6.
  • Bilal. Il mio viaggio da infiltrato nel mercato dei nuovi schiavi, Rizzoli, 2007, ISBN 978-88-17-01842-5.
  • L'eco della frottola. Il lungo viaggio di una piccola notizia sbagliata, Rizzoli, 2010, ISBN 978-88-17-03819-5.
  • Gli anni della peste, Rizzoli, 2013, ISBN 978-88-17-06447-7.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Edizioni, Coordinamento Giuseppe Fava. URL consultato il 18 gennaio 2010.
  2. ^ Fabrizio Gatti, Io schiavo in Puglia, L'espresso, 1º settembre 2006. URL consultato il 18 gennaio 2010.
  3. ^ Bilal. Il mio viaggio clandestino nel mercato dei nuovi schiavi, pag.493 - Ed.2007
  4. ^ Io, clandestino a Lampedusa L'espresso
  5. ^ Policlinico degli orrori L'espresso, 5 gennaio 2007
  6. ^ Video inchiesta sui rapporti italo-eritrei
  7. ^ Fabrizio Gatti (L’Espresso): “Sequestrato da Barzaghi (Confindustria)” | Blitz quotidiano
  8. ^ 'Giornalista io ti ammazzo'

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autorità VIAF: 90386832 SBN: IT\ICCU\UBOV\775636