Piazza della Vittoria (Genova)

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Piazza della Vittoria
Localizzazione
Stato Italia Italia
Città Genova
Collegamenti
Trasporti Metropolitana-Brignole, Brignole FS, autobus AMT
Immagine panoramica di piazza della Vittoria

Piazza della Vittoria è una delle piazze più centrali e grandi di Genova, situata a pochi passi dalla stazione ferroviaria di Genova Brignole e dal moderno centro direzionale di Corte Lambruschini.

La piazza[modifica | modifica sorgente]

I giardini di piazza Verdi verso la stazione Genova Brignole

Tra la piazza e la stazione sorgono i giardini e i vialetti alberati della grande piazza intitolata a Giuseppe Verdi, che al capoluogo ligure fu molto legato.

Assieme a piazza De Ferrari, alla quale è congiunta attraverso la via XX settembre, un tempo via Giulia, piazza della Vittoria - intitolata in onore dell'Italia dopo la prima guerra mondiale - è considerata uno dei fulcri del centro cittadino.

È anche una fra le piazze più grandi della città che per la sua struttura urbanistica e per la particolare orografia non può contare su grandi slarghi quanto piuttosto - specie in prossimità del centro storico - su anguste piazzette ancora articolate su quello che era l'aspetto topografico della città in epoca medioevale.

Non a caso, prima che avvenisse la copertura del torrente Bisagno, che la ripercorre perpendicolarmente al mare, la piazza - alla quale si accedeva dall'antica Porta Pila che apriva sulla Corte Lambruschini (un tempo Borgo Pila) - fino ai primi del XX secolo era adibita a luogo di raduno per parate militari e, come tale, era conosciuta dai genovesi come la Piazza d'Armi (e tutt'oggi è sede di parate in occasione di manifestazioni di carattere ufficiale).

Mentre sul lato ovest si accede a via XX Settembre e a piazza De Ferrari, al lato est della piazza, la copertura del Bisagno (su cui corre il viale delle Brigate Partigiane) porta al quartiere fieristico della Foce e al rinomato corso Italia, la passeggiata a mare per antonomasia dei genovesi.

Iscrizione sull'Arco della Vittoria

Sullo sfondo della piazza, caratterizzata da un imponente arco di trionfo - l'arco della Vittoria - monumento ai caduti della prima guerra mondiale realizzato negli anni trenta del Novecento, ornato di statue e bassorilievi di vari artisti (tra le altre alcune di Eugenio Baroni), il Liceo ginnasio Andrea D'Oria intitolato all'ammiraglio Andrea Doria e, a lato, la scalinata delle Caravelle (in realtà scalinata del Milite ignoto) che porta alla collina di Carignano (circonvallazione a mare) e all'Ospedale Galliera.

Nel prato inclinato tra le due scalinate sono raffigurate nell'erba le tre caravelle di Colombo.

L'edificazione della piazza, come evidenzia l'architettura degli eleganti palazzi in marmo travertino, risale all'epoca fascista, e più precisamente a metà degli anni trenta, su progetto dell'architetto Marcello Piacentini, che si avvale, soprattutto per la realizzazione dei palazzi, della collaborazione di architetti locali. Infatti sono coinvolti anche Beniamino Bellati e lo scultore Giuseppe Dazzi per i palazzi Jacazio, Cristoforo Ginatta per il Palazzo Nafta, Giuseppe Tallero per il Palazzo Angiolini. Lo stesso Piacentini progetta il Palazzo INPS ed insieme a Aldo Camposampietro i palazzi Garbarino e Sciaccaluga; insieme agli artisti Dazzi e Edoardo De Albertis è l'autore dell'Arco della Vittoria (Monumento ai Caduti, 1924-31).[1]

Nella piazza fanno capolinea molte delle linee extraurbane che collegano la città con gli altri comuni della provincia.

Nei palazzi che circondano la piazza hanno sede i consolati del Perù e della Gran Bretagna e la sede locale dell'Ente Nazionale Idrocarburi.

Storia[modifica | modifica sorgente]

31 maggio 1931: inaugurato l'Arco della Vittoria (Monumento ai Caduti)

Prima della realizzazione della piazza della Vittoria negli anni trenta del Novecento, esisteva in quest'area pianeggiante solo un vasto prato, ricavato dalla demolizione - avvenuta nel 1892 in occasione dei quattrocento anni dalla scoperta dell'America - delle cosiddette Fronti Basse sul Bisagno, che costituivano il fronte della cinta muraria levantina del Seicento. Tale spianata era stata sede di esposizioni (a cominciare dalle Colombiane del 1892), parate e luna-park.

I fasci littori nella piazza

Nella spianata aveva tenuto i suoi spettacoli anche il circo di Buffalo Bill quando nella sua tournée in Europa era passato anche da Genova; dell'avvenimento restano alcune foto. Una piccola area di questa spianata era dedicata al gioco del pallone e alle prime uscite in velocipede.

Su questa piazza si è tenuta, il 22 settembre 1985, da parte di Giovanni Paolo II (in visita pastorale alla città e all'arcidiocesi) la beatificazione di santa Virginia Centurione Bracelli . Lo stesso Giovanni Paolo II vi celebrò nuovamente la Messa il 14 ottobre 1990 durante la sua seconda visita alla città.

Negli anni novanta è stato realizzato sotto la piazza, in corrispondenza dell'Arco della Vittoria, un parcheggio sotterraneo, che si faceva ogni giorno più urgente a causa della mancanza cronica di parcheggi di cui soffre il centro di Genova, che affianca l'area all'aperto adibita a parcheggio. Durante gli scavi del parcheggio vennero alla luce le fondamenta delle precedenti Fronti Basse.

Nei primi anni 2000, grazie alle dimensioni, ha ospitato diversi concerti, tra cui quelli dei Buio Pesto, la tappa genovese del CocaCola Live@MTV 2005, con come ospiti i Gemelli Diversi, Nek e Laura Pausini, ed il concerto di Lucio Dalla e Francesco De Gregori durante la Notte Bianca del settembre 2010, nonché Antonello Venditti nella Notte Bianca del 2011.

Nel 2004 la piazza fu la sede di partenza del cronoprologo della prima tappa dell'87° Giro d'Italia, frazione vinta dall'australiano Bradley McGee.

Nel 2007 nella piazza è stato girato il video della canzone Parlami d'amore dei Negramaro.

Dal settembre 2009 la Piazza ospita annualmente l'"Oktoberfest Genova"; l'unico Oktoberfest ufficiale legalmente riconosciuto dalle Autorità Bavaresi.

Il 1 dicembre 2013 la piazza ha ospitato il V3Day promosso dal Movimento Cinque Stelle.

Edifici adiacenti la piazza[modifica | modifica sorgente]

  • Palazzo Nafta
  • Palazzo INPS
  • Palazzi Jacazio
  • Palazzi Garbarino e Sciaccaluga
  • Palazzo Angiolini
  • Palazzo Cassa di Risparmio
  • Arco della Vittoria (Monumento ai Caduti)

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Architetture in Liguria dagli anni Venti agli anni Cinquanta, a cura di Silvia Barisione. Milano 2004, p.134.

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]