Autodromo Nazionale di Monza
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| Luogo | |
|---|---|
| Debutto | 1950 |
| Lunghezza | 5.743 km |
| Curve | 10 |
| Giro record in gara | 1'21"046 ( |
L'Autodromo Nazionale di Monza è un circuito automobilistico internazionale situato all'interno del Parco di Monza. è il circuito più vecchio del mondo ma è famoso internazionalmente per ospitare il Gran Premio d'Italia di Formula 1 organizzato dall'Automobile Club di Milano quasi ininterrottamente dal 1922.
Oltre alla Formula 1 e altre categorie automobilistiche sul circuito lombardo si svolge anche un annuale gran premio di Superbike.
Dal 1991, con le modifiche al circuito di Silverstone, il tracciato brianzolo è il più veloce tra quelli iridati: l'attuale record ufficiale del circuito è stato stabilito nelle prove del Gran Premio d'Italia 2004 da Rubens Barrichello alla media di 260,395 km/h.
Indice |
[modifica] Storia
La costruzione dell'autodromo fu decisa nel gennaio del 1922 dall'Automobile Club di Milano per commemorare il venticinquesimo anniversario dalla fondazione. Fu costituita la società SIAS (Società Incremento Automobilismo e Sport) a capitale privato e presieduta dal senatore Silvio Crespi. I lavori iniziarono il 15 maggio e in soli 110 giorni fu completato. Il primo giro completo di pista fu percorso il 28 luglio da Pietro Bordino e Felice Nazzaro su una Fiat 570.[1]
Si trattava del terzo circuito permanente realizzato al mondo, preceduto solo dalla pista americana di Indianapolis (1909) e da quella inglese di Brooklands (1907), oggi non più esistente essendo caduto in disuso nel 1939 alla vigilia della secondo conflitto mondiale e definitivamente chiuso nel 1945.
Il circuito, progettato dall'ingegner Arturo Mercanti, allora direttore dell'Automobile Club di Milano, dall'ingegner Alfredo Rosselli e dall'ingegner Piero Puricelli, era costituito da due anelli che potevano essere utilizzati insieme, alternando un giro dell'uno a un giro dell'altro (il rettilineo d'arrivo era in comune e, in questo caso, veniva diviso in due corsie), oppure separatamente: una pista stradale di 5.500 metri con sette curve, e un anello di alta velocità di forma ovale con due curve sopraelevate, lungo 4.500 metri.
Nei primi anni il Gran Premio d'Italia si svolse sul circuito completo di 10 km; ma dopo il gravissimo incidente avvenuto nel 1928, nel quale il pilota Emilio Materassi perse il controllo dell'auto sul rettilineo d'arrivo e piombò in mezzo al pubblico assiepato a bordo pista uccidendo 20 spettatori e ferendone oltre 40, vennero effettuate diverse variazioni al tracciato per ridurne la velocità. Una di queste è il Circuito Florio, disegnato dal conte Vincenzo Florio nel 1935[senza fonte], che unisce in modo originale tratti dell'Anello di alta velocità e dello Stradale, interrotti da varie chicanes.
Nel 1939 fu rifatta gran parte della pista: l'anello di alta velocità fu demolito, e la pista stradale fu modificata spostando il rettilineo opposto ai box verso di questi, allungandolo e rimodellando alcune curve. Le due nuove curve a gomito che immettevano sul rettilineo d'arrivo (sostituendo l'originaria curva sud), collocate all'altezza della vecchia Sopraelevata Sud e pavimentate in pavé, furono battezzate "curve del porfido". La lunghezza del circuito diventò di 6.300 metri.
Nel 1955 venne realizzato un nuovo anello di alta velocità, tuttora esistente anche se non viene più utilizzato per le competizioni, con curve sopraelevate in cemento armato a pendenza crescente verso l'esterno: la fascia esterna ha una pendenza dell'80%. La Sopraelevata Nord fu riedificata nel medesimo luogo, mentre si decise di avvicinare ai box la Sopraelevata Sud, per lasciare il Viale Vedano del Parco Reale alla libera circolazione. Tale scelta impose una nuova modifica alla pista stradale: in particolare le due curve del porfido (che impegnavano il Viale Vedano) furono eliminate e sostituite da un'unica curva con sviluppo di 180 gradi, chiamata Parabolica per il suo tracciato a raggio crescente, molto simile ad un arco di parabola. Il circuito completo ritornava ad avere la lunghezza di 10 chilometri: stavolta 5.750 metri per la pista stradale e 4.250 per l'anello di alta velocità.
Nello stesso anno, durante una sessione di prove private, perse la vita il pilota Alberto Ascari: la dinamica dell'incidente, al quale non assistette alcun testimone, non è mai stata del tutto chiarita. La curva dove avvenne il fatale schianto, in precedenza chiamata curva del Vialone, fu ribattezzata curva Ascari in ricordo del campione scomparso.
Il Gran Premio d'Italia si svolse per l'ultima volta sul circuito completo nel 1961: dall'anno successivo si è sempre corso sulla sola pista stradale. L'anello di alta velocità, che nel 1957 e 1958 aveva ospitato anche una "500 miglia" corsa da piloti europei e americani, continuò per alcuni anni ancora ad essere utilizzato per gare di altre categorie, quindi fu abbandonato definitivamente. Tuttavia non è mai stato demolito e teoricamente sarebbe ancora percorribile (ma la pavimentazione delle curve sopraelevate col tempo si è molto rovinata).
Sempre nel 1961 vi fu l'incidente nel quale il pilota della Ferrari Wolfgang von Trips perse la vita insieme a dodici spettatori sul rettilineo opposto, prima della Parabolica. Questo è a tutt'oggi il più grave incidente mai avvenuto in una gara valida per il campionato mondiale di Formula 1. Un altro incidente tristemente noto è quello in cui nel 1970 morì (durante le qualifiche del sabato) il pilota austriaco Jochen Rindt. Rindt era in quel momento in testa alla classifica mondiale generale e non fu più raggiunto da nessuno nelle gare successive, diventando così l'unico Campione del Mondo postumo nella storia del campionato di Formula 1.
Negli anni '70, crescendo sempre più la velocità (nel Gran Premio del 1971 fu superata la media dei 240 km/h) e con essa la pericolosità del tracciato, si resero necessari nuovi interventi per rallentare la pista: dapprima furono realizzate delle chicane provvisorie, quindi nel 1976 si costruirono tre varianti permanenti in altrettanti punti del tracciato (sul rettilineo dei box, alla curva della Roggia e alla curva Ascari). La lunghezza della pista aumentò lievemente e diventò di 5.800 metri.
Ulteriori interventi per migliorare la sicurezza furono effettuati nel 1994, 1995 e 2000: con essi vennero rifatte la variante Goodyear (quella posta sul rettilineo dei box), quella della Roggia, la curva Grande e le due curve di Lesmo. Negli stessi anni furono anche costruiti nuovi box, più grandi e più moderni. Dopo le ultime modifiche la lunghezza del tracciato è oggi di 5.793 metri.
Come tutte le piste che hanno fatto la storia dell'automobilismo sportivo, anche quella di Monza ha purtroppo preteso il suo tributo di morti. Oltre ai già nominati Materassi, Ascari, von Trips e Rindt, tra i piloti d'auto hanno perso la vita Arcangeli, Campari, Borzacchini, Czaykowski, Peterson; tra i motociclisti Renzo Pasolini e Jarno Saarinen, vittime di uno scontro nel Gran Premio delle Nazioni del 1973.
[modifica] Descrizione del circuito
Il tracciato di Monza conta ben quattro lunghi rettilinei dove le vetture di Formula 1 superano abbondantemente i 300 km/h. Per questo motivo deve essere affrontato con la macchina particolarmente "scarica" ed è noto tra gli appassionati come il tempio della velocità.
Essendo stato realizzato all'interno di un parco l'autodromo presenta poi una caratteristica particolare: infatti quando i piloti passano nelle zone alberate devono tener conto della differenza di visibilità causata dall'ombra delle piante.
La pista nel suo tracciato attuale presenta le seguenti curve (tutte le velocità indicate si riferiscono a vetture di Formula 1):
- variante Goodyear (o variante del rettifilo): una strettissima curva a destra di 90 gradi, seguita da un'altrettanto stretta curva a gomito a sinistra. Dal rettilineo dei box si arriva lanciati ad oltre 350 km/h, con una lunghissima frenata si decelera a soli 70-80 km/h per affrontare questa "esse".
- curva Biassono (già curva Grande o Curvone): una lunga curva a destra dal raggio molto ampio (circa 300 metri). Vi si arriva in piena accelerazione dalla variante Goodyear e si percorre "in pieno" senza alcuna difficoltà.
- variante della Roggia: anch'essa è posta in fondo a un lungo rettilineo (oltre 1 km con l'acceleratore a fondo comprendendo anche la curva Biassono) sul quale si toccano i 330 km/h. Con un'altra lunghissima frenata si decelera a 110-120 km/h per affrontare una esse sinistra-destra molto stretta, meno stretta tuttavia della prima variante.
- prima curva di Lesmo: a soli 200 metri dall'uscita della Roggia vi si arriva a velocità non troppo elevate, è una curva a destra di 75 metri di raggio che si percorre a circa 180 km/h.
- seconda curva di Lesmo: segue di 200 metri la prima. In passato era uno dei punti "mitici" del circuito: vi si arrivava in piena accelerazione e si entrava in curva a quasi 300 km/h, solo i migliori piloti riuscivano a percorrerla "in pieno". Con le modifiche del 1994-95 è stata molto rallentata, oggi ha solo 35 metri di raggio e si percorre a circa 160 km/h.
- curva del Serraglio: è una lievissima piega a sinistra dal raggio estremamente ampio (oltre 600 metri). Il rettilineo successivo incrocia, con un sottopassaggio, la curva Sopraelevata Nord dell'anello di alta velocità.
- variante Ascari: vi si arriva tenendo premuto l'acceleratore fin dalla seconda di Lesmo, anche qui si toccano i 330 km/h. Dopo la frenata si affrontano in rapida successione tre curve a sinistra-destra-sinistra che immettono sul rettilineo opposto ai box. Sono curve a raggio abbastanza ampio che si percorrono a velocità intorno ai 200 km/h.
- curva Parabolica: nel rettilineo che conduce a questa curva si toccano nuovamente i 330 km/h, quindi si frena per entrare in curva a circa 180 km/h. La curva è molto lunga e a raggio via via crescente: dopo aver superato la parte più stretta si può percorrere il tratto finale in piena accelerazione, scorrendo verso l'esterno e imboccando il rettilineo d'arrivo a velocità già molto elevate.
Per le corse delle categorie minori viene usata la cosiddetta "pista Junior": si tratta di un circuito più breve, che utilizza un tratto del rettilineo d'arrivo, il rettilineo opposto e la Parabolica. L'anello è chiuso da un raccordo che, staccandosi dal rettilineo d'arrivo circa 200 metri dopo i box, si immette sul rettilineo opposto subito dopo la variante Ascari. Il raccordo presenta tre curve, la prima a destra, la seconda a sinistra, la terza ancora a destra. La lunghezza della pista Junior è di 2405 metri.
[modifica] Competizioni
Le competizioni più importanti che si disputano annualmente sulla pista dell'Autodromo:
- il Gran Premio d'Italia, gara inserita nel calendario del Campionato mondiale di Formula 1. La pista monzese ha ospitato tutte le sue edizioni tranne quelle del 1921, 1937, 1947, 1948 e 1980. Normalmente si disputa la seconda domenica di settembre.
- la tappa italiana del Campionato mondiale Superbike. Si disputa la seconda domenica del mese di maggio di ogni anno.
- il WTCC (campionato mondiale turismo) si correva nel mese di ottobre fino al 2008, mentre non è in calendario per il 2009.
- il Monza Rally Show si corre nel mese di novembre.
Importanti competizioni del passato:
- il Gran Premio delle Nazioni era una classica di motociclismo che si disputò fino al 1989 quando fu cancellato per ragioni di sicurezza.
- la 1000 km di Monza era una importante gare per vetture di categoria Prototipi e Gran Turismo; tornata di nuovo in programma nel mese di aprile, come da tradizione, per il calendario 2008, non è più in programma per il 2009.
[modifica] Problematiche ambientali
Per il fatto di trovarsi all'interno di un parco, l'Autodromo presenta particolari problemi di impatto ambientale.
Già al tempo della sua costruzione, per intervento delle autorità competenti, il progetto originale, che prevedeva un circuito lungo circa 14 km, dovette essere scartato e sostituito da uno di minore impatto, lungo 10 km e che sfruttava alcune strade già esistenti.
In seguito si sono presentati gli stessi problemi in varie occasioni, quando è stato necessario apportare modifiche al tracciato. Ad esempio negli anni '70, quando fu realizzata la variante Ascari, per l'opposizione di alcuni gruppi ambientalisti si dovette lasciare a bordo pista, in un punto molto pericoloso (all'esterno della prima curva della variante), una grossa quercia che solo dopo alcuni anni si poté finalmente abbattere.
Un'altra situazione simile si è verificata nel 1994 quando, a seguito degli incidenti mortali di Roland Ratzenberger e Ayrton Senna nel Gran Premio di Imola, la FIA e i piloti imposero un adeguamento delle misure di sicurezza in tutti i circuiti del mondiale di Formula 1. A Monza fu richiesto l'allestimento di ampi spazi di fuga all'esterno del Curvone (oggi curva Biassono) e delle due curve di Lesmo: i lavori, che comportavano l'abbattimento di oltre 500 alberi, furono però vietati dalla Sovrintendenza ai beni ambientali. Si rischiò seriamente la cancellazione del Gran Premio d'Italia, che avrebbe comportato in pratica la chiusura dell'Autodromo (gli incassi del Gran Premio infatti ne sono la principale fonte di finanziamento). La situazione venne sbloccata dall'intervento del presidente della Regione Lombardia, Roberto Formigoni: si realizzò un progetto di minore impatto, che a prezzo di alcune modifiche al tracciato (in particolare il restringimento della seconda curva di Lesmo è stato molto rimpianto dagli appassionati) riduceva il numero di alberi da tagliare a circa 100. A compensazione furono piantati nuovi alberi in altre zone del parco.
Un altro problema è quello del rumore, lamentato da alcuni residenti dei vicini paesi di Vedano al Lambro e Biassono: negli ultimi anni vi sono stati diversi ricorsi alla magistratura, con l'intento di imporre un limite alle emissioni sonore. Nel 2006 il magistrato, giudicando su uno di questi ricorsi, ha vietato la circolazione in pista a tutte le vetture a scarichi aperti: di nuovo, poiché questo comprende le auto di Formula 1 e di diverse altre categorie, questo provvedimento metteva a rischio l'esistenza dell'Autodromo. Anche in questo caso è intervenuta la Regione Lombardia, che ha approvato una legge regionale che deroga al divieto per un certo numero di giorni all'anno, sufficiente perché l'Autodromo continui a svolgere la sua normale attività. In realtà il problema del rumore non riguarda solo gli abitanti dei Comuni sopra indicati ma anche i tanti cittadini che frequentano il Parco.
[modifica] Galleria di immagini
[modifica] Albo d'oro del Gran Premio d'Italia a Monza
- 1921: prima edizione del Gran Premio d'Italia, si corse a Montichiari
- 10 settembre 1922: Pietro Bordino (Fiat 804)
- 9 settembre 1923: Carlo Salamano (Fiat 805)
- 19 settembre 1924: Antonio Ascari (Alfa Romeo P2)
- 6 settembre 1925: Gastone Brilli-Peri (Alfa Romeo P2)
- 5 settembre 1926: Charavel (Bugatti 39)
- 4 settembre 1927: Robert Benoist (Delage)
- 9 settembre 1928: Louis Chiron (Bugatti 35C)
- 1929-1930: sospeso a seguito del gravissimo incidente nell'edizione del 1928
- 24 maggio 1931: Giuseppe Campari e Tazio Nuvolari (Alfa Romeo)
- 5 giugno 1932: Tazio Nuvolari (Alfa Romeo P3)
- 10 settembre 1933: Luigi Faglioli (Alfa Romeo P3)
- 9 settembre 1934: Rudolf Caracciola (Mercedes W25)
- 8 settembre 1935: Hans Stuck (Auto Union B)
- 13 settembre 1936: Bernd Rosemeyer (Auto Union C)
- 1937: il Gran Premio d'Italia si corse a Livorno
- 11 settembre 1938: Tazio Nuvolari (Auto Union D)
- 1939-1946: sospeso per la Seconda guerra mondiale
- 1947: il Gran Premio d'Italia si corse a Milano
- 1948: il Gran Premio d'Italia si corse a Torino
- 11 settembre 1949: Alberto Ascari (Ferrari 125)
Dal 1950 il Gran Premio d'Italia è valido come prova del Campionato mondiale di Formula 1.
- 3 settembre 1950: Nino Farina (Alfa Romeo 158)
- 16 settembre 1951: Alberto Ascari (Ferrari 375)
- 7 settembre 1952: Alberto Ascari (Ferrari 500)
- 13 settembre 1953: Juan Manuel Fangio (Maserati A6GCM)
- 5 settembre 1954: Juan Manuel Fangio (Mercedes W 196)
- 11 settembre 1955: Juan Manuel Fangio (Mercedes W 196)
- 2 settembre 1956: Stirling Moss (Maserati 250 F)
- 8 settembre 1957: Stirling Moss (Vanwall)
- 7 settembre 1958: Tony Brooks (Vanwall)
- 13 settembre 1959: Stirling Moss (Cooper Climax)
- 4 settembre 1960: Phil Hill (Ferrari 256)
- 10 settembre 1961: Phil Hill (Ferrari 156)
- 16 settembre 1962: Graham Hill (B.R.M.)
- 8 settembre 1963: Jim Clark (Lotus Climax 25)
- 6 settembre 1964: John Surtees (Ferrari 158)
- 12 settembre 1965: Jackie Stewart (B.R.M.)
- 4 settembre 1966: Ludovico Scarfiotti (Ferrari 312)
- 10 settembre 1967: John Surtees (Honda RA 301)
- 8 settembre 1968: Denny Hulme (McLaren Ford M7)
- 7 settembre 1969: Jackie Stewart (Matra Ford MS80)
- 6 settembre 1970: Clay Regazzoni (Ferrari 312b)
- 5 settembre 1971: Peter Gethin (B.R.M. P 160)
- 10 settembre 1972: Emerson Fittipaldi (Lotus Ford 72)
- 9 settembre 1973: Ronnie Peterson (Lotus JPS)
- 8 settembre 1974: Ronnie Peterson (Lotus)
- 7 settembre 1975: Clay Regazzoni (Ferrari 312 P)
- 12 settembre 1976: Ronnie Peterson (March 761)
- 11 settembre 1977: Mario Andretti (Lotus JPS 78)
- 10 settembre 1978: Niki Lauda (Brabham Alfa)
- 9 settembre 1979: Jody Scheckter (Ferrari 312 T4)
- 1980: il Gran Premio d'Italia si corse a Imola
- 13 settembre 1981: Alain Prost (Renault RE 30)
- 12 settembre 1982: René Arnoux (Renault RE 30)
- 11 settembre 1983: Nelson Piquet (Brabham BT 52)
- 9 settembre 1984: Niki Lauda (McLaren MP4/2)
- 8 settembre 1985: Alain Prost (McLaren MP4)
- 7 settembre 1986: Nelson Piquet (Williams FW 011)
- 6 settembre 1987: Nelson Piquet (Williams FW IIB)
- 11 settembre 1988: Gerhard Berger (Ferrari FI-87)
- 10 settembre 1989: Alain Prost (McLaren Mp 4/5)
- 9 settembre 1990: Ayrton Senna (McLaren Honda)
- 8 settembre 1991: Nigel Mansell (Williams)
- 13 settembre 1992: Ayrton Senna (McLaren)
- 12 settembre 1993: Damon Hill (Williams)
- 11 settembre 1994: Damon Hill (Williams)
- 10 settembre 1995: Johnny Herbert (Benetton)
- 8 settembre 1996: Michael Schumacher (Ferrari)
- 7 settembre 1997: David Coulthard (McLaren)
- 13 settembre 1998: Michael Schumacher (Ferrari)
- 12 settembre 1999: Heinz-Harald Frentzen (Jordan)
- 10 settembre 2000: Michael Schumacher (Ferrari)
- 16 settembre 2001: Juan Pablo Montoya (Williams)
- 15 settembre 2002: Rubens Barrichello (Ferrari)
- 14 settembre 2003: Michael Schumacher (Ferrari)
- 12 settembre 2004: Rubens Barrichello (Ferrari)
- 4 settembre 2005: Juan Pablo Montoya (McLaren)
- 10 settembre 2006: Michael Schumacher (Ferrari)
- 9 settembre 2007: Fernando Alonso (McLaren)
- 14 settembre 2008: Sebastian Vettel (Toro Rosso)
Tra i piloti il plurivincitore è Michael Schumacher con cinque vittorie, seguito da Tazio Nuvolari (una vittoria in coppia con Giuseppe Campari), Alberto Ascari, Juan Manuel Fangio, Stirling Moss, Ronnie Peterson, Alain Prost, Nelson Piquet con tre.
Tra i costruttori si contano 18 successi della Ferrari, 9 della McLaren, 6 dell'Alfa Romeo e della Williams, 5 della Lotus.
Sono passati oltre quarant'anni dall'ultima vittoria di un pilota italiano (Scarfiotti nel 1966).
[modifica] Note
- ^ Luigi Cortesi, Crespi d'Adda, Grafica Monti, 1995.
[modifica] Collegamenti esterni
- Le informazioni dettagliate del circuito, video, virtuale e viste 3D delle curve famose.
- sito ufficiale
- Monzasport.it
- Vista da Google Earth

