Circuito di Montlhéry

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Autodrome de Linas-Montlhéry
Tracciato di Autodrome de Linas-Montlhéry
Ubicazione
Stato Francia Francia
Località Linas
Dati generali
Inaugurazione 1922
Lunghezza 12.500 m
Curve 24
lunghezza circuito completo
Categorie
Record di velocità
Campionato Europeo di automobilismo
Campionato del Mondo Sport Prototipi
Altre serie Endurance (motociclismo)

Situato in Francia nei pressi di Montlhéry, il circuito di Montlhéry (il cui nome ufficiale è autodrome de Linas-Montlhéry) è uno storico tracciato sede di alcuni GP di Francia tra il 1925 e il 1937, prima dell'avvento della Formula 1.

È composto da una parte ovale e da un'estensione stradale sulle strade circostanti aggiunta nel 1925 che è stata via via ridotta nel corso dei decenni. Questo tipo di circuiti compositi vengono definiti "ovale esteso".

Storia[modifica | modifica sorgente]

Nascita del circuito[modifica | modifica sorgente]

Questo circuito è nato nel 1924 dietro l'impulso dell'industriale Alexandre Lamblin, produttore di radiatori per automobili ed aerei, appassionato di sport e proprietario del giornale sportivo l'Aéro-sport.

All'inizio degli anni venti, l'industria automobilistica è in fermento, cercando di battere il record di velocità e lanciando sfide insensate come gare auto contro aereo. La Gran Bretagna possedeva dal 1907 il circuito di Brooklands, gli Stati Uniti d'America disponevano di Indianapolis (costruito nel 1911) e in Italia c'era Monza dal 1922.

Alexandre Lamblin acquisì nel 1923 un terreno sulla piana di Saint-Eutrope, a Linas, non lontano da Montlhéry. Furono proposti due studi e fu scelto il meno oneroso. Esso consisteva in un anello di alta velocità di 2,5 km che sarebbe stato ampliato da un circuito stradale. Il progettista era l'ingegnere Raymond Jamin.

La pista ovale è dotata di due rettilinei di 180 metri. Principale caratteristica del circuito, le curve sono concave, a forma di parabola cubica ad asse verticale, mentre i raccordi tra i rettilinei e le curve sopraelevate vengono tracciati in base ad una spirale logaritmica. Tale accurata progettazione serve per consentire ai veicoli di massa fino a 1000 kg di raggiungere una velocità di 220 km/h nella parte superiore delle curve. Il circuito, misurato sulla linea mediana, si sviluppa per 2.548,24 metri.

Migliaia di tonnellate di acciaio e ottomila metri cubi di calcestruzzo furono necessari a duemila lavoratori per portarne a termine la costruzione e il lavoro ebbe una durata di sei mesi. L'uso di elementi prefabbricati ne fecero un cantiere all'avanguardia.

Piantina del circuito completo dell'autodromo di Linas-Montlhéry nella sua configurazine "Grand Prix" in uso fino al 1973. Nel 1935 furono aggiunte tre chicanes: la Deviazione Sud, una all'altezza del km 9 e la Deviazione Nord.

L'età dell'oro[modifica | modifica sorgente]

Molti pionieri con le loro eccezionali macchine da record utilizzarono il circuito, in particolare quelli provenienti dalla Gran Bretagna, dove le restrizioni al rumore delle auto imposte dalle autorità ostacolavano il loro entusiasmo. Appena due mesi dopo la sua inaugurazione centinaia di record furono stabiliti, od anche battuti, su questo autodromo. Il primo exploit è da attribuire al marchio Rolland-Pilain, poi il record sul giro sarà per un lungo tempo prerogativa di Gwenda Stewart su una Derby Miller con una media di 234,681 km/h.

In seguito molte gare si terranno sul circuito. Il circuito stradale, lungo 12,5 km, costruito rapidamente nel 1925, ospiterà quell'estate il Gran Premio dell'Automobile Club de France. Tra i numerosi spettatori di accorsi a questa corsa c'era il Presidente della Repubblica francese. Durante le gare, i concorrenti percorrevano la pista in senso orario, i record venivano invece stabiliti in direzione contraria. La prima gara, tenutasi il 26 luglio 1925, sarà ricordata a causa del lutto per la morte di Antonio Ascari, che, al volante della sua Alfa Romeo P2 non poté evitare un incidente sulla nuova parte stradale del circuito, fuori dall'anello di alta velocità. Alla fine la vittoria è appannaggio della Delage 12-cilindri guidata da Robert Benoist. Questo Gran Premio si terrà ancora una volta all'autodromo nel 1931, poi dal 1933 al 1937 e il pubblico sarà sempre maggiore, appassionato dai duelli tra Alfa Romeo e Bugatti e dall'arrivo dell'Auto Union, Mercedes e Delage. Da notare che, per aumentare la sicurezza dei concorrenti, nel 1935 furono aggiunte tre chicanes: la Deviazione Sud e la Deviazione Nord all'interno dell'ovale e una all'altezza del km 9, lungo l'estensione stradale.

A fronte di elevati costi di esercizio e del deterioramento del cemento, non è più possibile farci correre ad alta velocità le monoposto, gli amministratori dell'autodromo devono rassegnarsi alla vendita nel 1939. I 750 ettari di superficie saranno acquisiti dal Demanio nazionale, che li metterà a disposizione del Dipartimento della Guerra. La Seconda guerra mondiale ha conseguenze drammatiche per il circuito: sarà danneggiato molto gravemente.

Il Dopoguerra[modifica | modifica sorgente]

A fronte del pagamento di un canone annuale per i terreni, l'Union technique de l'automobile, du motocycle et du cycle (UTAC) otterrà dal Ministero della Guerra, nel dicembre 1946, un contratto di affitto a lungo termine per gestire le piste e gli impianti civili dell'autodromo, con la condizione del suo risanamento, la manutenzione e la l'organizzazione di competizioni. I lavori per la riqualificazione dei circuito dureranno due anni e vedranno la costruzione di una torre di controllo, di una tribuna da mille posti, di un distributore di carburante, di piste dotate di superfici speciali e la creazione di laboratori.

Ciò consentirà al circuito di aumentare la sua attività, in particolare nei settori tecnici e sperimentali, oltre all'organizzazione di competizioni. Così, nel mese di ottobre si svolgono le gare delle Coupes des Salon, collegate al Salone dell'automobile di Parigi e a partire dal 1956, ma saltuariamente, si svolgerà la 1000 km di Parigi.

Tra il 1948 e il 1950 è stato utilizzata una variante ridotta dell'ovale esteso lunga 7,7 km (che prevedeva il punto di ritorno all'altezza della curva La Côte Lapize) e in seguito accorciata a 6,3 km nel 1952 (denominato Troisième Circuit - punto di ritorno a Bretelle de Couard). Da notare che la gara motociclistica del Bol d'Or, quando ha avuto luogo a Montlhéry, si è sempre disputata sul Troisième Circuit, tranne le edizioni anteguerra (corse sul Deuxième Circuit - 5 km - punto di ritorno a Bretelle des Quatre-bornes). Per la 1000 km di Parigi del 1956 si è tornati al circuito di 7,7 km, ma con il passare degli anni il tracciato non è più adatto a velocità sempre più elevate e ne è prova l'incidente che nel 1964 vedrà coinvolti Peter Linder, Franco Patria e tre commissari di pista[1]. La 1000 km di Parigi si tenne in seguito a partire dal 1966. Nel 1973 si disputò l'ultima gara di Formula 3, che si tenne sulla versione più corta del tracciato[2].

Il declino del circuito cominciò nel 1977 con le ultime edizioni della "Coupes du Salon" e della "Coupes Eugène Mauve", tanto che nel 1980 non vi si disputò nessuna gara motociclistica e nel biennio 1982-'83 vi si corse solo l'annuale Bol d'Argent, una gara motociclistica di durata di livello nazionale[3]. Negli anni seguenti fu utilizzato in una versione estremamente ridotta dell'ovale esteso che misurava solo 3,4 km.

Risultati 1000 km di Parigi[modifica | modifica sorgente]

fonte: www.racingsportscars.com

Anno Validità Squadra Vettura Resoconto
Piloti
Circuito di 7,7 km
1956 Francia Louis Rosier Maserati 300S Resoconto
Francia Jean Behra
Francia Louis Rosier
1960 Belgio Ecurie Francorchamps Ferrari 250 GT SWB Resoconto
Belgio Lucien Bianchi
Francia Olivier Gendebien
1961 FIA GT Cup Stati Uniti North American Racing Team Ferrari 250 GT SWB Resoconto
Messico Pedro Rodríguez
Messico Ricardo Rodríguez
1962 Campionato del mondo sportprototipi 1962 Stati Uniti North American Racing Team Ferrari 250 GTO Resoconto
Messico Pedro Rodríguez
Messico Ricardo Rodríguez
1964 Campionato del mondo sportprototipi 1964 Regno Unito Maranello Concessionaires Ferrari 330 P Resoconto
Regno Unito Graham Hill
Svezia Jo Bonnier
1966 Regno Unito David Piper Racing Ferrari 250 LM Resoconto
Regno Unito David Piper
Regno Unito Mike Parkes
1967 Regno Unito Gulf-Wyer Mirage M1[4] Resoconto
Belgio Jacky Ickx
Australia Paul Hawkins
1968 Germania Porsche Porsche 908 Resoconto
Germania Hans Herrmann
Germania Rolf Stommelen
1969 Championnat de France des Circuits Francia Matra Matra MS650 Resoconto[5]
Francia Henri Pescarolo
Francia Jean-Pierre Beltoise
1970 Francia Matra Matra 660/01 Resoconto
Australia Jack Brabham
Francia François Cevert
1971 Championnat de France des Circuits Regno Unito John Wyer GULF Porsche Porsche 917 Resoconto
Regno Unito Derek Bell
Paesi Bassi Gijs van Lennep
Circuito di 3,4 km
1994 BPR Global GT Series 1994 Francia JCB Racing Venturi 600 LM Resoconto
Francia Henri Pescarolo
Francia Jean-Claude Basso
1995 BPR Global GT Series 1995 Germania Muhlbauer Motorsport Porsche 911 GT2 Resoconto
Germania Stefan Oberndorfer
Germania Detler Hübner

Dagli anni 80 in poi[modifica | modifica sorgente]

Mappa dell'ultima versione dell'ovale esteso dell'autodromo, la più corta.

Nel 1988 il circuito ospitò la prima edizione della Race of Champions (la competizione tra i migliori piloti delle diverse specialità dell'automobilismo) che, in piste diverse e con un formato di gara evolutosi nel corso degli anni, continua ancor oggi. Nel 1994 si cercò di rivitalizzarlo mediante l'organizzazione di una versione moderna della 1000 km di Parigi, stavolta destinata ai protagonisti delle competizioni internazionali di vetture Gran Turismo del campionato BPR Global GT Series, ma il tentativo non andò oltre le gare del '94 e '95. Gli ultimi due eventi che si terranno in autodromo saranno le Coupes des Salon e il Grand Prix de l'Âge d'or. Quest'ultimo, nel 1996, il terzo evento automobilistico in Francia, dopo la 24 Ore di Le Mans e il Gran Premio di Formula 1. Le successive edizioni della Coupes des Salon non potranno essere disputate a causa della mancanza di un sufficiente numero di concorrenti.

Il canto del cigno[modifica | modifica sorgente]

L'evoluzione degli standard di sicurezza hanno fatto sì che il circuito abbia dovuto superare numerose approvazioni, come nel mese di aprile 1997 e il 2001 da parte della Commissione nazionale dei circuiti di velocità. L'ultimo è stato rilasciato il 9 maggio 2001, per un periodo di quattro anni[6]. Questa certificazione è fondamentale per organizzare qualsiasi competizione sportiva.

Lavori di riqualificazione dovevano essere compiuti al fine di continuare a ospitare le gare delle Coupes du Salon o il Grand Prix de l'Âge d'or, compresa l'installazione di una recinzione di protezione per gli spettatori sul rettilineo che porta alla curva detta dei due ponti e il rinforzo della parte superiore dell'anello, per essere in grado di sopportare le sollecitazioni prodotte dai veicoli lanciati a 300 km/h. La certificazione non è stata rinnovata nel 2004. Ripristinare il circuito ai moderni standard sarebbe costato più di 15 milioni di euro. Questo è il motivo per cui il 20 giugno 2004 si è tenuto in autodromo il quarantesimo e ultimo Grand Prix de l'Âge d'or.

Oramai il circuito non è più utilizzato dai fabbricanti per le prove dell'UTAC. In futuro il circuito sarà probabilmente smantellamento e questo è il motivo per cui l'Associazione per la salvaguardia dell'autodromo di Linas-Montlhery (ASALM) è stata istituita con il patrocinio di Christian Estrosi, Hubert Auriol, Henri Pescarolo, Patrick Tambay, Patrick Delage, Jean-Claude Andruet, Jean-François Baldé, Jean-Pierre Beltoise e Jacky Hutteau.

Tuttavia, corsi di pilotaggio si tengono ogni fine settimana da parte della Renault-Mygale su un tratto di 1,4 km del circuito, usando le vetture monoposto Formula Renault Campus 2000 (motore 1.400 cm³, 113 cv, 450 kg, 210 km/h, cambio sequenziale a 5 velocità).

Risultati Gran Premio di Francia disputati a Linas-Montlhéry[modifica | modifica sorgente]

Anno Pilota Vettura
1925 Francia Robert Benoist
Francia Albert Divo
Delage 2LCV
1927 Francia Robert Benoist Delage 15-S8
1931 Monaco Louis Chiron
Italia Achille Varzi
Bugatti T51
1932 Italia Tazio Nuvolari Alfa Romeo Tipo B P3
1933 Italia Giuseppe Campari Maserati 8C-3000
1934 Monaco Louis Chiron Alfa Romeo Tipo B P3
1935 Germania Rudolf Caracciola Mercedes W25
1936 Francia Jean-Pierre Wimille
Francia Raymond Sommer
Bugatti T57G
1937 Monaco Louis Chiron Talbot T150C

Altri media[modifica | modifica sorgente]

L'autodromo di Linas-Montlhéry, nella sua versione completa da 12,5 km, è presente tra i circuiti selezionabili nel videogioco per PC Spirit of Speed 1937 (pubblicato da MicroProse nel 1999), che riproduce le competizioni delle vetture "Grand Prix" nel periodo precedente la seconda guerra mondiale.

Anche il videogioco Grand Prix Legends (pubblicato da Sierra Entertainment nel 1998) ha tra le sue opzioni il circuito di Montlhéry, però esso non è presente nella versione ufficiale, bensì è un'aggiunta (add-on) creata da un gruppo di programmatori indipendenti appassionati di questo videogioco. La variante riprodotta è quella lunga 7,7 km ed è definita "Montlhéry 1966".

L'autodromo è stato utilizzato dallo stuntman Ken Block per girarvi il video GYMKHANA THREE nel 2011, disponibile su YouTube[7]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Resoconto dell'incidente su gpx.it
  2. ^ (EN) XXIX Coupe du Salon 1973 - Championnat de France de Formula 3, www.formula2.net. URL consultato l'11 dicembre 2010.
  3. ^ (FR) Punti salienti della sua storia su racingmemo.free.fr
  4. ^ foto della Mirage M1, vettura prototipo derivata dalla Ford GT40 MkI
  5. ^ la gara fu interrotta dopo soli 75 giri (584 km) a causa del maltempo
  6. ^ Gazzetta Ufficiale della Repubblica Francese n°114 del 17 maggio 2001
  7. ^ http://www.youtube.com/watch?v=ldZtSSMv3u0 Link Youtube

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • William Boddy, Montlhéry, the story of the Paris autodrome (in inglese) ISBN 1-84584-052-6
  • S.S. Collins and Gavin D. Ireland, Autodrome: The Lost Race Circuits Of Europe (in inglese)

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]