Rai.tv

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Rai.tv
URL
Tipo di sito diffusione gratuita di programmi televisivi
Registrazione opzionale
Proprietario Rai
Creato da RaiNet
Lancio 2005
Stato attuale non attivo
Slogan Il meglio dell'offerta Rai di ieri e di oggi
Rai, di tutti, ancora di più!

Rai.tv è stato il portale multimediale dell'emittente pubblica italiana Rai, sostituito il 12 settembre 2016 da Rai Play.[1]

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

« Il meglio dell'offerta Rai di ieri e di oggi
Rai, di tutti, ancora di più! »
(lo slogan del sito)

Rai.tv è nato nel gennaio 2007[2] ed è realizzato dalla struttura RaiNet.

Rai.tv permetteva di vedere e ascoltare gratuitamente molti programmi prodotti interamente o parzialmente dalla Rai e di seguire le dirette dei canali. Sul venivano pubblicati anche contenuti inediti come video-interviste, extra, speciali e blog. Era attivo anche un servizio di podcasting. Fino al gennaio del 2009 l'applicazione utilizzata dal sito per riprodurre i file era Windows Media Player 11. Dal febbraio 2009 Rai.tv utilizzava per lo streaming video Silverlight mentre per l'audio (dei canali radiofonici) permetteva la scelta tra Silverlight o RealPlayer. L'adozione della tecnologia Microsoft Silverlight limitava di fatto la fruizione dello streaming video in diretta ai soli utenti di sistemi operativi Microsoft.

Il logo usato fino al 18 maggio 2010

Dal 2005 al 2014 molti video erano disponibili sul canale YouTube della Rai. Nel 2014, però, la Rai ha deciso di non rinnovare la collaborazione con il noto sito web[3] cancellando buona parte dei contenuti (150.000 video) che erano stati pubblicati in 9 anni; la perdita economica subita per questa decisione è stata stimata in un milione e mezzo di euro[4].

Fino al dicembre del 2008 è esistito anche Rai Click TV, un sito alternativo, che è stato poi chiuso[5].

Il portale era presente anche sui principali social network (Facebook e Twitter) con l'omonimo account che rilanciava gli ultimi contenuti pubblicati o le dirette. Il sito era accessibile anche da dispositivi mobili con apposita app disponibile gratuitamente sui principali store virtuali come Windows Store, Google Play e App Store. La pubblicità commerciale sul sito veniva gestita da Rai Pubblicità.

Contenuti e struttura[modifica | modifica wikitesto]

Nella home page del sito era presente un rettangolo di colore nero. A fianco c'era una piccola lista che permetteva di scegliere il canale tv da vedere. In alto, accanto al logo di Rai.tv, c'era una barra dove ci sono diverse sezioni:

  1. La sezione Diretta TV che permetteva di vedere la diretta televisiva dei canali Rai 1, Rai 2, Rai 3, Rai 4, Rai 5, Rai Premium, Rai Movie, Rai YoYo, Rai Gulp, Rai News, Rai Sport 1, Rai Sport 2, Rai Storia, Rai Scuola ed Euronews[6].
  2. La sezione Diretta Radio che si apriva tramite popup, e permetteva di ascoltare la diretta radiofonica dei canali Radio 1, Radio 2, Radio 3, Filoduffisione 4, Filodiffusione 5, Isoradio, GR Parlamento, Rai Italia Radio, Rai Web Radio 6, Rai Web Radio 7 e Rai Web Radio 8. In questa sezione del sito il programma per la riproduzione multimediale del sito che veniva utilizzato non era Silverlight, ma RealPlayer.
  3. La sezione Rai Replay che permetteva di vedere in replica i programmi andati in onda negli ultimi 7 giorni su Rai 1, Rai 2, Rai 3, Rai 5, Rai Premium, Rai YoYo e Rai Gulp.
  4. La sezione On Demand che permetteva di vedere alcuni video, in base alla categoria: "La tv in 30 secondi", "Sport", "Notizie", "Comicità e satira", "Società e cultura", "Gossip", "Spettacolo e moda", "Cinema", "Musica", "Junior", "Scienza e Tecnologia", "Film e telefilm", "Salute e benessere", "Interviste", "Viaggi e tempo libero", "Cucina" e "Reality". Sempre in questa sezione si potevano rivedere le intere puntate delle produzioni Rai Fiction, cliccando nell'area "Fiction Complete".
  5. La sezione Canali Web che permetteva di vedere diversi canali tematici.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Rai tv diventa Rai Play
  2. ^ Nasce Rai.tv il nuovo portale video di Rai, digital-news.it. URL consultato l'08-06-2016.
  3. ^ La Rai divorzia da YouTube per i video, corriere.it. URL consultato l'08-06-2016.
  4. ^ La Rai riscopre YouTube dopo aver perso un milione e mezzo, tomshw.it. URL consultato l'08-06-2016.
  5. ^ Cartello di chiusura di Rai Click TV, raiclick.fastweb.tv. URL consultato il 21-01-2009.
  6. ^ Rai.tv - Le dirette, rai.tv. URL consultato il 07-08-2009.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]