Abandonware

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Il termine abandonware (neologismo derivato dalla contrazione di "abandoned" e "software", in italiano software abbandonato) indica un insieme di software, generalmente datato, non più supportato dal produttore.

Caratteristiche[modifica | modifica wikitesto]

Tali software solitamente non vengono più commercializzati, o in alcuni casi il produttore originale può essere semplicemente fallito. La classificazione di un software all'interno della categoria abandonware non implica tuttavia la cessazione del diritto d'autore sull'opera. In alcuni casi sono i detentori dei diritti stessi che permettono e curano la pubblicazione del software in questa modalità, l'unica effettivamente legale. In molti casi si tratta di prodotti ancora pienamente funzionanti e utilizzabili, apprezzati in particolare dagli appassionati di retrocomputing e retrogaming.[senza fonte]

Programmi abandonware si trovano facilmente in internet, ed esistono comunità dedicate alla loro diffusione, tuttavia solo raramente è facile determinare se i diritti sul software siano stati esplicitamente rilasciati da parte del legale detentore, se vi sia disinteresse da parte del titolare ad esercitarli, oppure ancora se si tratti semplicemente di software datati non più commercializzati. Per questa ragione la definizione abandonware non ha valore legale; Le leggi sul diritto d'autore, che differiscono nei vari paesi del mondo, si occupano di definire termini e tempi di scadenza di tali diritti.

Esempi[modifica | modifica wikitesto]

Sono esempi di abandonware UNIX, MS-DOS, Microsoft Bob, alcuni videogiochi dei primi anni novanta e alcune versioni del sistema operativo Mac OS (dalla 1 fino alla 7.5.3).

Argomenti a favore e contro la distribuzione[modifica | modifica wikitesto]

I fautori dei programmi abandonware sostengono che, da un punto di vista etico, fare copie di software abbandonati è preferibile rispetto a farne copie di programmi ancora in vendita. Tuttavia chi ignora la legge sul copyright ha interpretato in modo errato questa affermazione, finendo per ritenere legale la distribuzione di programmi abandonware (anche se nessun software scritto dal 1964 ha abbastanza anni da aver estinto i diritti di copyright negli Stati Uniti [1]). Anche nei casi in cui l'azienda originale non esista più, i diritti di solito appartengono a qualcun altro anche se nessuno può essere in grado di tracciare la proprietà effettiva, compresi i proprietari stessi.

Chi sostiene gli abandonware cita anche spesso la conservazione storica come motivo per lo scambio di software abbandonati [2]. Supporti informatici datati sono infatti soggetti a un rapido deterioramento che richiede il trasferimento di tali materiali su supporti più moderni e stabili e la generazione di molte copie al fine di evitare la totale sparizione del software. Gli utenti di computer meno recenti, aventi sistemi ancora funzionanti, asseriscono inoltre la necessità degli abandonware in quanto la riedizione dei software da parte dei titolari del copyright sarà quasi sicuramente indirizzata a sistemi più moderni, impedendo così l'acquisto legale del software compatibile da parte di fruitori dei sistemi precedenti. 

Coloro che si oppongono a queste argomentazioni sottolineano che la distribuzione nega le vendite potenziali del copyright. Inoltre sostengono che se le persone possono procurarsi in modo gratuito una versione precedente di un programma, saranno automaticamente meno propense ad acquistare una versione più recente, soprattutto se la vecchia versione soddisfa le loro esigenze.

Alcuni sviluppatori di giochi si sono dimostrati favorevoli nei confronti dei siti web abandonware:

(EN)

« [...] personally, I think that sites that support these old games are a good thing for both consumers and copyright owners. If the options are (a) having a game be lost forever and (b) having it available on one of these sites, I'd want it to be available. That being said, I believe a game is 'abandoned' only long after it is out of print. And just because a book is out of print does not give me rights to print some for my friends. »

(IT)

« [...] Personalmente, penso che i siti che supportano questi vecchi giochi sono una buona cosa sia per i consumatori che per i proprietari del copyright. Se le opzioni sono (a) perdere un gioco per sempre e (b) averlo a disposizione su uno di questi siti, vorrei che fosse disponibile. Detto questo, credo che un gioco venga 'abbandonato' solo molto tempo dopo essere stato messo fuori produzione. E solo perché un libro è fuori stampa non mi dà il diritto di stamparne alcune copie per i miei amici. »

(Richard Garriott, Marc Saltzman, Flashbacks For Free: The Skinny On Abandonware, gamespot.com, 2002, p. 4. URL consultato il 29 dicembre 2012 (archiviato dall'url originale il 2006).)
(EN)

« Is it piracy? Yeah, sure. But so what? Most of the game makers aren't living off the revenue from those old games anymore. Most of the creative teams behind all those games have long since left the companies that published them, so there's no way the people who deserve to are still making royalties off them. So go ahead—steal this game! Spread the love! »

(IT)

« Si tratta di pirateria? Sì, certamente. E allora? La maggior parte dei creatori di videogiochi non vive più grazie ai ricavi di quei vecchi giochi e molte delle squadre creative dietro tutti quei giochi hanno da tempo lasciato le aziende che li hanno pubblicati, di conseguenza non c'è alcun modo in cui le persone che meritano i diritti possano essere derubate. Quindi avanti - ruba questo gioco! Spargi l'amore! »

(Tim Schafer, Marc Saltzman, Flashbacks For Free: The Skinny On Abandonware, gamespot.com, 2002, p. 4. URL consultato il 29 dicembre 2012 (archiviato dall'url originale il 2006).)
(EN)

« If I owned the copyright on Total Annihilation, I would probably allow it to be shared for free by now (four years after it was originally released) »

(IT)

« Se possedessi i diritti d'autore su Total Annihilation, probabilmente consentirei di condividerlo gratuitamente ormai (quattro anni dopo che è stato originariamente pubblicato). »

(Chris Taylor, Marc Saltzman, Flashbacks For Free: The Skinny On Abandonware, gamespot.com, 2002, p. 4. URL consultato il 29 dicembre 2012 (archiviato dall'url originale il 2006).)

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