Royal Sporting Club Anderlecht

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RSC Anderlecht
Calcio Football pictogram.svg
RSCAnderlecht.png
Paars-wit, Les Mauve et Blanc
Segni distintivi
Uniformi di gara
Manica sinistra
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Manica destra
Pantaloncini
Pantaloncini
Calzettoni
Calzettoni
Casa
Manica sinistra
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Manica destra
Pantaloncini
Pantaloncini
Calzettoni
Calzettoni
Trasferta
Colori sociali 600px bianco con fascette viola.svg Bianco, malva
Dati societari
Città Anderlecht
Nazione Belgio Belgio
Confederazione UEFA
Federazione Flag of Belgium (civil).svg URBSFA/KBVB
Campionato Jupiler Pro League
Fondazione 1908
Presidente Belgio Wouter Vandenhaute
Allenatore Belgio Vincent Kompany
Stadio Lotto Park
(21 619 posti)
Sito web www.rsca.be
Palmarès
Coppa delle CoppeCoppa delle Coppe Coppa UEFA Supercoppa europeaSupercoppa europea
Titoli nazionali 34 Campionati belgi
Trofei nazionali 9 Coppe del Belgio
1 Coppa di Lega
13 Supercoppe del Belgio
Trofei internazionali 2 Coppe delle Coppe
1 Coppe UEFA/Europa League
2 Supercoppe UEFA
Si invita a seguire il modello di voce

Il Royal Sporting Club Anderlecht (in fiammingo Koninklijk Sporting Club Anderlecht), o, più brevemente, Anderlecht, è una società polisportiva belga di Anderlecht, un comune appartenente alla Regione di Bruxelles-Capitale.

La sezione maggiormente nota è quella calcistica, la quale milita nella Pro League, la massima serie del campionato nazionale, ed è la più titolata del Belgio, potendo vantare la vittoria di 34 titoli di campione nazionale, nove Coppe del Belgio, 3 Coppe di Lega, 13 Supercoppe del Belgio e, in campo continentale, di due Coppe delle Coppe (1975-76 e 1977-78), altrettante Supercoppe europee (1976 e 1978) e una Coppa UEFA (1982-83). Nel club hanno militato numerosi calciatori di rilievo, tra i quali Paul Van Himst, tra gli atleti belgi più popolari, che fu a lungo anche capitano della nazionale del suo Paese e fu nominato Golden Player dalla federazione belga.

Tra le altre sezioni della polisportiva, quella di rugby vanta la vittoria in 20 campionati nazionali belgi.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

L'Anderlecht viene fondato il 27 maggio 1908 in una sala del Café Concordia, che si trova in Rue d'Aumale nel comune omonimo[1]. Il club parte dal più basso livello del campionato, e approda per la prima volta nella massima divisione belga nella stagione 1921-22; intanto era stato costruito lo stadio del club, intitolato al mecenate Emile Versé, colui che aveva finanziato il club scegliendone anche i colori sociali[1]. Nel 1933, in occasione del venticinquesimo anniversario gli viene conferito lo status di "Reale Società" dal sovrano belga, ad ogni modo la squadra non ottiene risultati di particolar rilievo fino a dopo la Seconda guerra mondiale, anzi, in questi anni retrocede varie volte in seconda divisione; figura però in rosa quel Constant Vanden Stock che diventerà in seguito presidente.

Il primo titolo viene infatti conquistato nel 1946-1947 grazie anche all'apporto di Joseph Mermans, che viene ingaggiato per una cifra altissima[2] ma che diventerà il miglior goleador di tutti i tempi del club.

L'Anderlecht vince altri sei titoli fino alla stagione 1955-56, e nel frattempo arriva in gruppo un altro giocatore importante, Jef Jurion. I bianco-malva disputano anche la prima edizione della Coppa dei Campioni, che viene però conclusa amaramente: sono infatti pesantemente sconfitti per 10-4 nel doppio confronto con gli ungheresi dell'MTK Budapest. Va però peggio l'anno successivo, quando i belgi sono travolti per 12-0 dal Manchester Utd nel turno preliminare.

Ad ogni modo le cose iniziano gradatamente a cambiare: verso la fine degli anni cinquanta sono promossi in prima squadra giocatori come Georges Heylens, Jean Plaskie, Wilfried Puis e soprattutto Paul Van Himst, i quali, guidati dall'allenatore Pierre Sinibaldi, ottengono i primi risultati di rilievo anche a livello internazionale. Dopo la conquista del campionato 1961-1962, nel quale Jacques Stockman è capocannoniere, avviene il primo passaggio di un turno nella Coppa dei Campioni: notevole è l'avversario sconfitto, quel Real Madrid già vincitore all'epoca di ben cinque trofei; i belgi raggiungono poi i quarti nella manifestazione. In campo nazionale, invece, i bianco-malva conquistano cinque titoli consecutivi tra il 1963-1964 e il 1967-1968, i primi quattro con Sinibaldi in panchina: superano così gli undici titoli dell'Union SG, e diventano quindi il club con più vittorie in Patria. Nella stagione 1964-1965 arriva anche la prima la Coppa del Belgio (primo double ottenuto), inoltre i belgi hanno la meglio sul Bologna nel primo turno della Coppa dei Campioni, anche se solo grazie al lancio della moneta. Nella prima delle due edizioni successive vengono raggiunti nuovamente i quarti, mentre nella seconda van Himst diventa capocannoniere. Nel 1969 entrano invece in rosa Gilbert Van Binst e François Van der Elst, e la squadra partecipa alla Coppa delle Fiere 1969-1970: nel suo cammino elimina tra gli altri l'Inter in semifinale, ma nella finale si deve arrendere agli inglesi dell'Arsenal: la vittoria per 3-1 nella partita di andata viene infatti vanificata dalla sconfitta per 3-0 in quella di ritorno.

Gli anni Settanta si aprono con gli arrivi di Hugo Broos, di Jean Dockx e soprattutto di Rob Rensenbrink, uno dei pochi Oranje che saranno due volte vice Campioni del Mondo a militare all'estero. L'Anderlecht vince il campionato 1971-1972 conquistando il quindicesimo titolo, e ottiene un altro double; si ripete due anni dopo, quando Attila Ladinsky è capocannoniere e in rosa c'è anche Ludo Coeck. I belgi raggiungono per la terza volta i quarti di finale nella Coppa dei Campioni 1974-1975 dove vengono sconfitti dal Leeds Utd poi finalista, e poco dopo conquistano la quarta coppa nazionale. La squadra, guidata in panchina da Hans Croon, viene rinforzata con Franky Vercauteren e Arie Haan, quest'ultimo reduce dai trionfi con l'Ajax, e partecipa così alla Coppa delle Coppe 1975-1976. Qui arriva alla finale di Bruxelles, dove sconfigge il West Ham per 4-2 grazie alle doppiette di Van der Elst e del capocannoniere Rensenbrink. Il club conquista anche la coppa nazionale, ma Croon lascia.

Coppa delle Coppe 1977-78

Viene sostituito da Raymond Goethals, che, dopo aver sconfitto il Bayern Monaco, vince la Supercoppa UEFA 1976. La squadra partecipa poi alla Coppa delle Coppe 1976-1977 da campione in carica, batte tra gli altri il Napoli in semifinale, ma nella finale di Amsterdam è l'Amburgo ad avere la meglio; arriva anche la sconfitta nella finale della coppa nazionale, che viene vinta dal Club Bruges. Complice però il double dei Blauw en Zwart i bianco-malva partecipano comunque alla Coppa delle Coppe 1977-1978: qui, dopo aver eliminato tra l'altro l'Amburgo negli ottavi, giocano la terza finale consecutiva in questa manifestazione. Ciò rappresenta un record, ma il fatto più importante è la conquista del secondo trofeo: a Parigi l'Austria Vienna viene battuta con un secco 4-0 grazie alle doppiette di Van Binst e di Rensenbrink, mentre Van der Elst è il capocannoniere. Nella stagione 1978-1979 viene poi sollevata la Supercoppa UEFA 1978 in seguito alla vittoria sul Liverpool, ma nella Coppa delle Coppe il club viene eliminato negli ottavi dai futuri campioni del Barcellona, capaci di rimontare ai calci di rigore il 3-0 subito all'andata. A fine stagione Goethals lascia la squadra.

Gli anni Ottanta si aprono con l'arrivo in panchina di Tomislav Ivić, e a fine stagione l'Anderlecht torna a vincere il campionato dopo sette anni. La squadra, nella quale militano anche Juan Lozano e i danesi Kenneth Brylle, Per Frimann e Morten Olsen, partecipa così alla Coppa dei Campioni 1981-1982 e arriva in semifinale. Viene fermata dai futuri campioni dell'Aston Villa, tuttavia negli ottavi aveva incrociato la Juventus: la partita di ritorno contro i bianconeri sarà però ricordata anche per il duro scontro di gioco tra Jacky Munaron e Roberto Bettega, che causa all'attaccante un grave infortunio[2]. Durante la stagione successiva Paul Van Himst diventa allenatore della squadra, e i belgi vincono la Coppa UEFA 1982-1983 battendo nella doppia finale il Benfica. Arrivano in finale anche nell'edizione successiva della manifestazione, ma vengono sconfitti dal Tottenham ai rigori. Nel 1997 si verrà tuttavia a scoprire che in questo periodo il club si è reso protagonista di alcuni episodi di corruzione, in particolare verrà accertato un passaggio di denaro verso l'arbitro della semifinale di ritorno di quest'ultima edizione giocata contro il Nottingham Forest: i belgi avevano vinto l'incontro per 3-0 dopo che gli inglesi si erano imposti per 2-0 all'andata[3][2].

L'Anderlecht vince il campionato 1984-1985, che è il primo di tre consecutivi, e assomma alla fine venti titoli. Questo anche grazie agli innesti di giovani come Erwin Vandenbergh, Georges Grün, Arnór Guðjohnsen e soprattutto[2] Vincenzo Scifo, a cui si aggiungono in seguito anche Luc Nilis e Luís Oliveira. La squadra torna nuovamente in semifinale nell'edizione 1985-1986 della Coppa dei Campioni dove viene battuta dai futuri vincitori della Steaua Bucarest; nella successiva invece, dopo aver eliminato anche i romeni, il cammino si ferma nei quarti.

L'Anderlecht nel 2012.

Gli anni novanta si aprono con la disputa della quarta finale della Coppa delle Coppe, ma a Göteborg è la Sampdoria a sollevare la coppa, grazie alla doppietta di Gianluca Vialli nei tempi supplementari. Intanto sono arrivati anche Pär Zetterberg, Marc Degryse e Bertrand Crasson e il club vince nuovamente il titolo nel 1990-1991 dopo essere stato eliminato della Roma poi finalista nei quarti della Coppa UEFA. Nella stagione successiva i belgi partecipano all'ultima edizione della Coppa dei Campioni, passano le fasi ad eliminazione diretta e si classificano terzi nel gruppo A, che viene vinto dalla Sampdoria poi finalista. Arrivano anche Danny Boffin, Philippe Albert e Bruno Versavel, e l'Anderlecht vince subito dopo tre scudetti consecutivi centrando anche il terzo double. A questi titoli fanno seguito altrettante partecipazioni alla Champions League che si concludono però sempre alla fase a gironi, mentre nella Coppa UEFA 1996-1997 i bianco-malva arrivano ai quarti dove sono sconfitti dall'Inter.

Gli anni duemila iniziano con la conquista del venticinquesimo titolo nel 2000, il primo dopo cinque anni, che viene seguito l'anno successivo dal ventiseiesimo; questo anche grazie all'apporto di Alin Stoica, Tomasz Radzinski, Lorenzo Staelens, Jan Koller e Aruna Dindane in campo e di Aimé Anthuenis in panchina. I bianco-malva si rendono protagonisti di una buona prova nella Champions League 2000-2001, nella quale sono previste due fasi a gruppi: nella prima si classificano al primo posto davanti al Manchester Utd, pur classificandosi poi terzi davanti alla Lazio nella seconda. Arrivano anche Daniel Zítka e Christian Wilhelmsson, ed entra in gruppo anche il giovane Vincent Kompany, e poi Ahmed Hassan e Mbark Boussoufa: vengono vinti altri tre titoli, tuttavia il cammino nella UEFA Champions League non va mai oltre la fase a gironi.

Gli anni duemiladieci iniziano col trentesimo scudetto, quando sono in rosa anche Romelu Lukaku e Tom De Sutter. Il club torna al successo nazionale nel 2011-2012, il primo di tre consecutivi, tuttavia continua a non brillare nella massima competizione continentale. Nel 2017 arriva il trentaquattresimo titolo, e contemporaneamente vengono raggiunti i quarti nell'Europa League, mentre nel 2019 i bianco-malva chiudono la stagione regolare al quarto posto e nella poule scudetto ottengono risultati disastrosi, che condurranno il club a chiudere al sesto posto, mancando quindi la qualificazione alle coppe europee per la prima volta dopo 56 anni. Ancora peggio va l'anno seguente, quando l'Anderlecht conclude all'ottavo posto la stagione sospesa per la pandemia di COVID-19.

Cronistoria[modifica | modifica wikitesto]

Cronistoria dell'R.S.C. Anderlecht
  • 1908: fondazione del club
  • 1908-09 ·
  • 1909-10 ·

  • 1910-11 ·
  • 1911-12 ·
  • 1912-13 ·
  • 1913-14 · 4º in Promotion.
  • 1914-15 · Non disputato
  • 1915-16 · Non disputato
  • 1916-17 · Non disputato
  • 1917-18 · Non disputato
  • 1918-19 · Non disputato
  • 1919-20 · 3º in Promotion.

  • 1920-21 1uparrow green.svg 3º in Promotion.. Promosso in Division 1
  • 1921-22 · 12º in Division I.
  • 1922-23 1downarrow red.svg 13º in Division 1. Retrocesso in Promotion
  • 1923-24 1uparrow green.svg 1º in Promotion.. Promosso in Division 1
  • 1924-25 · 9º in Division I.
  • 1925-26 1downarrow red.svg 12º in Division d'Honneur. Retrocesso in Division 1
  • 1926-27 1uparrow green.svg 2º in Division 1.. Promosso in Division d'Honneur.
  • 1927-28 1downarrow red.svg 14º in Division d'Honneur. Retrocesso in Division 1
  • 1928-29 1uparrow green.svg 2º in Division 1.. Promosso in Division d'Honneur.
  • 1929-30 · 5º in Division d'Honneur.

  • 1930-31 1downarrow red.svg 14º in Division d'Honneur. Retrocesso in Division 1
  • 1931-32 · 2º in Division 1.
  • 1932-33 · 5º in Division 1.
  • 1933-34 · 4º in Division 1.
  • 1934-35 · 1uparrow green.svg 1º in Division 1.. Promosso in Division d'Honneur.
  • 1935-36 · 8º in Division d'Honneur.
  • 1936-37 · 11º in Division d'Honneur.
  • 1937-38 · 8º in Division d'Honneur.
  • 1938-39 · 5º in Division d'Honneur.
  • 1939-40 · Non disputato

  • 1940-41 · Non disputato
  • 1941-42 · 6º in Division d'Honneur.
  • 1942-43 · 6º in Division d'Honneur.
  • 1943-44 · 2º in Division d'Honneur.
  • 1944-45 · Non disputato
  • 1945-46 · 3º in Division d'Honneur.
  • 1946-47 Belgio Campione del Belgio (1º titolo).
  • 1947-48 · 2º in Division d'Honneur.
  • 1948-49 Belgio Campione del Belgio (2º titolo).
  • 1949-50 Belgio Campione del Belgio (3º titolo).

  • 1950-51 Belgio Campione del Belgio (4º titolo).
  • 1951-52 · 6º in Division I.
  • 1952-53 · 2º in Division I.
  • 1953-44 Belgio Campione del Belgio (5º titolo).
  • 1954-55 Belgio Campione del Belgio (6º titolo).
  • 1955-56 Belgio Campione del Belgio (7º titolo).
Eliminato negli ottavi della Coppa dei Campioni.
Eliminato nel turno di qualificazione della Coppa dei Campioni.
Eliminato nel turno di qualificazione della Coppa dei Campioni.

Eliminato nei quarti della Coppa dei Campioni.
  • 1963-64 Belgio Campione del Belgio (10º titolo).
  • 1964-65 Belgio Campione del Belgio (11º titolo).
Eliminato negli ottavi della Coppa dei Campioni.
Vince la Coppa del Belgio (1º titolo).
  • 1965-66 Belgio Campione del Belgio (12º titolo).
Eliminato nei quarti della Coppa dei Campioni.
Finalista nella Coppa del Belgio.
  • 1966-67 Belgio Campione del Belgio (13º titolo).
Eliminato negli ottavi della Coppa dei Campioni.
  • 1967-68 Belgio Campione del Belgio (14º titolo).
Eliminato negli ottavi della Coppa dei Campioni.
Eliminato negli ottavi della Coppa dei Campioni.
Finalista nella Coppa delle Fiere.

Eliminato negli ottavi della Coppa delle Fiere.
  • 1971-72 Belgio Campione del Belgio (15º titolo).
Eliminato nel primo turno della Coppa UEFA.
Vince la Coppa del Belgio (2º titolo).
Eliminato negli ottavi della Coppa dei Campioni.
Vince la Coppa del Belgio (3º titolo).
  • 1973-74 Belgio Campione del Belgio (16º titolo).
Eliminato nel primo turno della Coppa delle Coppe.
Eliminato nei quarti della Coppa dei Campioni.
Vince la Coppa del Belgio (4º titolo).
Vince la Coppa del Belgio (5º titolo).
Vince la Coppacoppe.png Coppa delle Coppe (1º titolo).
Vince la Supercoppaeuropea2.png Supercoppa UEFA (1º titolo).
Finalista nella Coppa delle Coppe.
Finalista nella Coppa del Belgio.
Vince la Coppacoppe.png Coppa delle Coppe (2º titolo).
Vince la Supercoppaeuropea2.png Supercoppa UEFA (2º titolo).
Eliminato nel primo turno della Coppa delle Coppe.
Eliminato nel primo turno della Coppa UEFA.

  • 1980-81 Belgio Campione del Belgio (17º titolo).
Eliminato nel primo turno della Coppa UEFA.
Semifinalista nella Coppa dei Campioni.
Vince la Coppauefa.png Coppa UEFA (1º titolo).
Finalista nella Coppa UEFA.
  • 1984-85 Belgio Campione del Belgio (18º titolo).
Eliminato negli ottavi della Coppa UEFA.
  • 1985-86 Belgio Campione del Belgio (19º titolo).
Vince la Supercoppa del Belgio (1º titolo).
Semifinalista nella Coppa dei Campioni.
  • 1986-87 Belgio Campione del Belgio (20º titolo).
Eliminato nei quarti della Coppa dei Campioni.
Vince la Supercoppa del Belgio (2º titolo).
Eliminato nei quarti della Coppa dei Campioni.
Vince la Coppa del Belgio (6º titolo).
Eliminato negli ottavi turno della Coppa delle Coppe.
Vince la Coppa del Belgio (7º titolo).
Finalista nella Coppa delle Coppe.

  • 1990-91 Belgio Campione del Belgio (21º titolo).
Eliminato nei quarti della Coppa UEFA.
Eliminato nella fase a gruppi della Coppa dei Campioni.
  • 1992-93 Belgio Campione del Belgio (22º titolo).
Eliminato negli ottavi della Coppa UEFA.
  • 1993-94 Belgio Campione del Belgio (23º titolo).
Vince la Supercoppa del Belgio (3º titolo).
Eliminato nella fase a gruppi della Champions League.
Vince la Coppa del Belgio (8º titolo).
  • 1994-95 Belgio Campione del Belgio (24º titolo).
Eliminato nella fase a gruppi della Champions League.
Vince la Supercoppa del Belgio (4º titolo).
Eliminato nel turno di qualificazione della Champions League.
Eliminato nei quarti della Coppa UEFA.
Finalista nella Coppa del Belgio.
Eliminato nel secondo turno della Coppa UEFA.
Eliminato nel primo turno della Coppa UEFA.
  • 1999-00 Belgio Campione del Belgio (25º titolo).
Eliminato nel secondo turno della Coppa UEFA.

  • 2000-01 Belgio Campione del Belgio (26º titolo).
Vince la Supercoppa del Belgio (5º titolo).
Eliminato nella seconda fase a gruppi della Champions League.
Vince la Coppa di Lega belga (1º titolo).
Vince la Supercoppa del Belgio (6º titolo).
Eliminato nella prima fase a gruppi della Champions League.
Eliminato negli ottavi della Coppa UEFA.
  • 2003-04 Belgio Campione del Belgio (27º titolo).
Eliminato nella fase a gruppi della Champions League.
Eliminato nella fase a gruppi della Champions League.
  • 2005-06 Belgio Campione del Belgio (28º titolo).
Eliminato nella fase a gruppi della Champions League.
  • 2006-07 Belgio Campione del Belgio (29º titolo).
Vince la Supercoppa del Belgio (7º titolo).
Eliminato nella fase a gruppi della Champions League.
Eliminato nel terzo turno di qualificazione della Champions League.
Eliminato negli ottavi della Coppa UEFA.
Vince la Supercoppa del Belgio (8º titolo).
Vince la Coppa del Belgio (9º titolo).
Eliminato nel secondo turno di qualificazione della Champions League.
  • 2009-10 Belgio Campione del Belgio (30º titolo).
Eliminato nei playoff della Champions League.
Eliminato negli ottavi dell'Europa League.

Vince la Supercoppa del Belgio (9º titolo).
Eliminato nei playoff della Champions League.
Eliminato nei sedicesimi dell'Europa League.
  • 2011-12 Belgio Campione del Belgio (31º titolo).
Eliminato nei sedicesimi dell'Europa League.
  • 2012-13 BelgioCampione del Belgio (32º titolo).
Vince la Supercoppa del Belgio (10º titolo).
Eliminato nella fase a gruppi della Champions League.
  • 2013-14 Belgio Campione del Belgio (33º titolo).
Vince la Supercoppa del Belgio (11º titolo).
Eliminato nella fase a gruppi della Champions League.
Vince la Supercoppa del Belgio (12º titolo).
Eliminato nella fase a gruppi della Champions League.
Eliminato negli ottavi di finale della Europa League.
  • 2016-17 Belgio Campione del Belgio (34º titolo).
Eliminato nei quarti di finale della Europa League.
Eliminato nella fase a gruppi della Champions League.
Eliminato nella fase a gruppi della Europa League.

Colori e simboli[modifica | modifica wikitesto]

Colori[modifica | modifica wikitesto]

I colori sociali dell'Anderlecht sono il bianco e il malva, una particolare tonalità di viola (infatti, i giocatori sono chiamati, sia in francese che in fiammingo, i bianco-malva), che furono scelti da Emile Versé, un industriale che finanziò il club[1]. La maglia è malva con inserti bianchi, stesso schema viene seguito per i pantaloncini e i calzettoni. In passato i colori della maglia sono stati spesso invertiti, ma nella stagione 2005-2006 i giocatori vestirono un'uniforme nera e malva per i match casalinghi.

I colori dell'Anderlecht hanno ispirato quelli dell'Al Ain, squadra degli Emirati Arabi Uniti.

Simboli ufficiali[modifica | modifica wikitesto]

Stemma[modifica | modifica wikitesto]

Il simbolo dell'Anderlecht è composto da uno scudetto a strisce verticali malva e bianche. Contiene anche il motto dell'Anderlecht (Mens sana in corpore sano), così come le tre lettere SCA riferite alle antiche iniziali del club ("Sporting Club Anderlechtois"). Nel 1933 venne aggiunta una corona in seguito alla trasformazione in "Royal Sporting Club Anderlechtois".

Strutture[modifica | modifica wikitesto]

Stadio[modifica | modifica wikitesto]

Veduta panoramica del Lotto Park.

Dal 1918 il club disputa le proprie gare interne nel Lotto Park, che è situato all'interno del Parc Astrid, nella municipalità di Anderlecht, e che può ospitare 21.500 spettatori.

L'impianto venne inizialmente intitolato ad Emile Versé, e successivamente è stato ristrutturato più volte; in particolare dopo i lavori terminati nel 1983 prende il nome dell'allora presidente, Constant Vanden Stock, che è stato anche calciatore dell'Anderlecht. Nella sua storia lo stadio ha ospitato anche una semifinale del campionato d'Europa 1972, mentre non venne utilizzato per l'analoga manifestazione del 2000.

In questi anni si era parlato di un possibile trasferimento all'Eurostadium, impianto che sarebbe dovuto sorgere nella vicina Grimbergen e che avrebbe dovuto ospitare anche una gara dei campionato d'Europa 2020: il club abbandonò però quest'idea nel 2017[4], mentre la costruzione venne in seguito definitivamente annullata[5].

Società[modifica | modifica wikitesto]

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Cronologia degli sponsor del club[6]:

Cronologia degli sponsor tecnici

Impegno nel sociale[modifica | modifica wikitesto]

Dal 2001 è attiva la Constant Vanden Stock Foundation[7].

Altre sezioni del club[modifica | modifica wikitesto]

È attiva anche la sezione di rugby e quella di calcio femminile.

Allenatori e presidenti[modifica | modifica wikitesto]

Arrows-folder-categorize.svg Le singole voci sono elencate nella Categoria:Allenatori del R.S.C. Anderlecht

Tutti gli allenatori a partire dal 1919[8]:

Allenatori
Presidenti
  • 1908-1910 Belgio Charles Roos
  • 1911-1951 Belgio Theo Verbeeck
  • 1951-1971 Belgio Albert Roosens
  • 1971-1996 Belgio Constant Vanden Stock
  • 1996-2018 Belgio Roger Vanden Stock
  • 2018-2020 Belgio Marc Coucke
  • 2020- Belgio Wouter Vandenhaute

Giocatori[modifica | modifica wikitesto]

Arrows-folder-categorize.svg Le singole voci sono elencate nella Categoria:Calciatori del R.S.C. Anderlecht

Vincitori di titoli[modifica | modifica wikitesto]

Campioni d'Europa
Calciatore dell'anno
Capocannoniere del campionato
Capocannoniere della Coppa dei Campioni/UEFA Champions League
Capocannoniere della Coppa delle Coppe

Palmarès[modifica | modifica wikitesto]

Competizioni nazionali[modifica | modifica wikitesto]

1946-1947, 1948-1949, 1949-1950, 1950-1951, 1953-1954, 1954-1955, 1955-1956, 1958-1959, 1961-1962, 1963-1964, 1964-1965, 1965-1966, 1966-1967, 1967-1968, 1971-1972, 1973-1974, 1980-1981, 1984-1985, 1985-1986, 1986-1987, 1990-1991, 1992-1993, 1993-1994, 1994-1995, 1999-2000, 2000-2001, 2003-2004, 2005-2006, 2006-2007, 2009-2010, 2011-2012, 2012-2013, 2013-2014, 2016-2017
1923-1924, 1934-1935
1964-1965, 1971-1972, 1972-1973, 1974-1975, 1975-1976, 1987-1988, 1988-1989, 1993-1994, 2007-2008
1972-1973, 1973-1974, 1999-2000
1985, 1987, 1993, 1995, 2000, 2001, 2006, 2007, 2010, 2012, 2013, 2014, 2017

Competizioni internazionali[modifica | modifica wikitesto]

1975-1976, 1977-1978
1982-1983
1976, 1978

Competizioni giovanili[modifica | modifica wikitesto]

2013
1967

Altri piazzamenti[modifica | modifica wikitesto]

Secondo posto: 1943-1944, 1947-1948, 1952-1953, 1956-1957, 1959-1960, 1975-1976, 1976-1977, 1977-1978, 1978-1979, 1981-1982, 1982-1983, 1983-1984, 1988-1989, 1989-1990, 1991-1992, 1995-1996, 2002-2003, 2004-2005, 2007-2008, 2008-2009, 2015-2016
Terzo posto: 1945-1946, 1960-1961, 1962-1963, 1970-1971, 1974-1975, 1998-1999, 2001-2002, 2010-2011, 2014-2015, 2017-2018
Finalista: 1965-1966, 1976-1977, 1996-1997
Semifinalista: 1966-1967, 1970-1971, 1978-1979, 2006-2007, 2012-2013
Finalista: 1974-1975, 1985-1986
Semifinalista: 1998-1999
Finalista: 1981, 1988, 1991, 1994, 2004, 2008
  • Coppa delle Coppe.svg Coppa delle Coppe: (record condiviso con Arsenal, Atletico Madrid, Barcellona, Rangers, Rapid Vienna, Real Madrid)
Finalista: 1976-1977, 1989-1990
Finalista: 1983-1984
Finalista: 1969–1970
Semifinalista: 1981-1982, 1985-1986
Finalista: 1957-1958
Semifinalista: 1958-1959
Semifinalista: 1979

Cronologia del nome[modifica | modifica wikitesto]

  • 1908 : SC Anderlechtois
  • 1933 : RSC Anderlechtois
  • 1985 : RSC Anderlecht

Statistiche e record[modifica | modifica wikitesto]

Partecipazione ai campionati e ai tornei internazionali[modifica | modifica wikitesto]

Campionati nazionali[modifica | modifica wikitesto]

L'Anderlecht è il club più titolato del Belgio, avendo vinto per 34 titoli. In tre occasioni (1965-1966, 1971-1972 e 1993-1994) il club ottenne un double, vincendo nella stessa stagione anche la Coppa del Belgio.

Dalla stagione 1920-1921 alla 2020-2021 compresa il club ha ottenuto le seguenti partecipazioni ai campionati nazionali[9]:

Livello Categoria Partecipazioni Debutto Ultima stagione Totale
Division d'Honneur/Division I-Pro League 90 1921-1922 2020-2021 90
Tweede klasse/Division 1B 8 1920-1921 1933-1934 8

Tornei internazionali[modifica | modifica wikitesto]

L'Anderlecht è anche il club belga più titolato in campo internazionale: ha conquistato infatti due Coppe delle Coppe (successo per 4-2 a Bruxelles sul West Ham e per 4-0 a Parigi sull'Austria Vienna due anni dopo), due Supercoppe UEFA (vittoria sul Bayern Monaco nel 1976 e sul Liverpool due anni dopo) e una Coppa UEFA (vittoria sul Benfica nell'edizione 1982-1983). Il club è poi l'unico europeo ad aver disputato per 3 anni consecutivi la finale di Coppa delle Coppe: tra i due successi subisce infatti una sconfitta contro l'Amburgo nel 1977. Disputa complessivamente altre tre finali continentali: un'altra nella stessa manifestazione nel 1990, quando a vincere è la Sampdoria, un'altra in Coppa UEFA nel 1984, dove viene battuto dal Tottenham, ed infine una nella Coppa delle Fiere 1969-1970, che viene vinta dall'Arsenal. Notevole è anche il raggiungimento della semifinale nella Coppa dei Campioni, che avviene in due occasioni, nel 1981-1982 e quattro anni dopo: in entrambi i casi a passare è la futura vincitrice, l'Aston Villa e la Steaua Bucarest.

Alla stagione 2020-2021 il club ha ottenuto le seguenti partecipazioni ai tornei internazionali:

Categoria Partecipazioni Debutto Ultima stagione
Coppa dei Campioni/UEFA Champions League 33 1955-1956 2017-2018
Coppa delle Coppe 7 1973-1974 1989-1990
Supercoppa UEFA 2 1976 1978
Coppa UEFA/UEFA Europa League 20 1971-1972 2018-2019
Coppa delle Fiere 2 1969-1970 1970-1971

Statistiche individuali[modifica | modifica wikitesto]

Il giocatore con più presenze nelle competizioni europee è Olivier Deschacht a quota 100, mentre il miglior marcatore è Rob Rensenbrink con 33 gol[9]. L'Anderlecht ha schierato il giocatore più giovane in una gara di Champions League, Celestine Babayaro, sceso in campo il 23 novembre 1994 a 16 anni e 87 giorni nella gara contro la Steaua Bucarest, e Youri Tielemans terzo in questa graduatoria, che ha debuttato a 16 anni e 148 giorni contro l'Olympiakos nella UEFA Champions League 2013-2014[10].

I primi due giocatori per presenze e reti realizzate con la maglia del club[2]:

Record di presenze
Record di reti

Statistiche di squadra[modifica | modifica wikitesto]

A livello internazionale la miglior vittoria è per 10-1, ottenuta contro l'Haka nel primo turno della Coppa dei Campioni 1966-1967, mentre la peggior sconfitta è il 10-0 subito contro il Manchester Utd nel turno preliminare della Coppa dei Campioni 1956-1957[9].

Tifosi[modifica | modifica wikitesto]

Tifosi dell'Anderlecht

I tifosi dell'Anderlecht sono generalmente considerati i più esigenti del calcio belga. Il club ha avuto la più alta media di spettatori in Jupiler League per dieci anni, tranne che nel 2002-03 e nel 2004-05 (quando il Genk e il Club Bruges rispettivamente, ebbero medie più alte). I sostenitori dell'Anderlecht provengono da tutte le zone del paese e solo un ristretto gruppo proviene dalla regione della capitale Bruxelles. L'Anderlecht conta 76 fan club, tre dei quali all'estero (uno in Francia, uno in Polonia e uno in Texas, USA), e 20 dei quali nella provincia delle Fiandre Orientali.

Organico[modifica | modifica wikitesto]

Rosa 2020-2021[modifica | modifica wikitesto]

Aggiornata al 7 gennaio 2021.

N. Ruolo Giocatore
1 Germania P Timon Wellenreuther
7 Germania A Lukas Nmecha
8 Irlanda C Josh Cullen
9 Belgio A Landry Dimata
10 Paesi Bassi C Michel Vlap
12 Nigeria A Paul Mukairu
14 Ucraina D Bohdan Mychajličenko
16 Paesi Bassi P Bart Verbruggen
19 Sierra Leone A Mustapha Bundu
20 Stati Uniti D Matt Miazga
21 Bosnia ed Erzegovina D Ognjen Vranješ
22 Belgio D Elias Cobbaut
23 Austria C Peter Žulj
24 Paesi Bassi P Warner Hahn
25 Francia C Adrien Trebel
27 Belgio A Ilias Takidine
30 Belgio P Hendrik van Crombrugge
32 Paesi Bassi D Derrick Luckassen
N. Ruolo Giocatore Bianco e Viola.svg
34 Belgio D Mohamed Bouchouari
38 Ghana A Mohammed Dauda
40 Belgio A Francis Amuzu
42 Belgio D Hannes Delcroix
44 Croazia D Antonio Milić
46 Belgio C Anouar Ait El Hadj
47 Belgio D Lucas Lissens
48 Belgio C Albert Sambi Lokonga
51 Belgio C Yari Verschaeren
53 Belgio A Antoine Colassin
54 Belgio D Killian Sardella
55 Belgio C Marco Kana
61 Norvegia C Kristian Arnstad
62 Panama D Michael Murillo
70 Belgio P Rik Vercauteren
92 Giamaica D Kemar Lawrence
99 Belgio A Zakaria Bakkali
Gambia D Bubacarr Sanneh

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c (EN) Star players, in anderlecht-online.be. URL consultato il 24 novembre 2020.
  2. ^ a b c d e Anderlecht, in treccani.it. URL consultato il 23 novembre 2020.
  3. ^ Anderlecht punito per corruzione. un anno fuori dalle coppe europee, in gazzetta.it. URL consultato il 23 novembre 2020.
  4. ^ (EN) The end of the Eurostadium?, in anderlecht-online.be. URL consultato il 21 novembre 2020.
  5. ^ (EN) Belgium's Council of State rejects final Eurostadium licence appeal, in thebulletin.be. URL consultato il 21 novembre 2020.
  6. ^ (EN) Anderlecht Shirt Sponsors, in oldfootballshirts.com. URL consultato il 25 novembre 2020.
  7. ^ (EN) ABOUT US, in rsca.be. URL consultato il 25 novembre 2020.
  8. ^ RSC Anderlecht » Storia Allenatore, su calcio.com. URL consultato il 22 novembre 2020.
  9. ^ a b c Archiviato il 19 novembre 2017 in Internet Archive.
  10. ^ I più giovani esordienti della UEFA Champions League, in uefa.com. URL consultato il 21 novembre 2020.

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autoritàVIAF (EN160028721 · ISNI (EN0000 0001 0735 7887 · LCCN (ENn78082344 · GND (DE16090820-6 · WorldCat Identities (ENlccn-n78082344