Mantova Football Club

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Mantova Football Club
Calcio Football pictogram.svg
AC Mantova logo.png
Virgiliani, BiancoBandati
Segni distintivi
Uniformi di gara
Manica sinistra
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
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Pantaloncini
Pantaloncini
Calzettoni
Calzettoni
Casa
Manica sinistra
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Maglietta
Maglietta
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Pantaloncini
Pantaloncini
Calzettoni
Trasferta
Manica sinistra
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Maglietta
Maglietta
Manica destra
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Pantaloncini
Pantaloncini
Calzettoni
Terza divisa
Colori sociali 600px Bianco Barrato Rosso Ombreggiato.png Bianco - rosso bandato
Inno Forza Mantova
Dave Rodgers
Dati societari
Città Mantova
Paese Italia Italia
Confederazione UEFA
Federazione Flag of Italy.svg FIGC
Campionato Lega Pro Seconda Divisione
Fondazione 1911
Rifondazione 1983
Rifondazione 1994
Rifondazione 2010
Presidente Italia Michele Lodi
Allenatore Italia Carlo Sabatini
Stadio Danilo Martelli
(attualmente: 7.100 - originali: 14.884 posti)
Sito web www.mantovafootballclub.it
Palmarès
Titoli nazionali 1 Campionati di Serie B
1 Campionati di Serie C
3 Campionati di Serie C2
3 Campionati di Serie D
Si invita a seguire il modello di voce

Il Mantova Football Club è la principale società calcistica di Mantova. Milita attualmente in Lega Pro Seconda Divisione. I colori sociali sono il bianco ed il rosso. La squadra ha disputato 12 campionati italiani di massima serie, ottenendo come migliore piazzamento il nono posto nella stagione 1961-1962. Disputa le partite interne nello stadio Danilo Martelli di Mantova (14.884 posti).

Storia[modifica | modifica sorgente]

Gli anni venti - quaranta: dalla fondazione alla II guerra mondiale[modifica | modifica sorgente]

Il gioco del calcio approdò in riva al Mincio per merito di due pionieri: Ardiccio Modena e Guglielmo Reggiani. Il primo, di ritorno da Liverpool dove aveva vissuto per qualche tempo, contagiò l'amico: assieme comprarono un pallone e fondarono, nel lontano 1906, il Mantua Football Club.

La società, che giocava in piazza Virgiliana, ebbe vita breve (sparisce l'anno dopo) ma viene ricordata per essere stata la prima in provincia di Mantova. L'esperienza non fu persa: Modena fondò la Vis et Virtus e Reggiani, per non essere da meno, il Gruppo del Calcio.

La squadra nel lontano 1906

Si procedette su binari separati fino al 1911, quando le due entità si fondarono dando vita all'Associazione Mantovana del Calcio (A.M.C.). Era stato costruito nel frattempo il primo vero campo da calcio, all'Ippodromo del Te. Fu così che la Mantovana partecipò al suo primo vero campionato nel 1914-15, categoria promozione. Durante la prima guerra mondiale l'A.M.C. aveva deciso di cambiare nome, utilizzando il più comodo Associazione Calcio Mantova e organizzando amichevoli e partite con sempre maggior frequenza.

I primi anni furono ricchi di soddisfazioni. La squadra lombarda, infatti, dopo la fine della Grande Guerra, venne ammessa in Prima Categoria, il campionato di massima serie. Il campionato di Prima Categoria era strutturato in eliminatorie regionali le cui migliori si sarebbero qualificate alla fase nazionale per l'assegnazione del titolo. Il primo campionato fu buono per il Mantova, che ottenne un terzo posto nel girone emiliano, a ridosso delle qualificate Bologna e Modena. Nel campionato successivo la squadra lombarda riuscì a centrare, per la prima volta, la qualificazione alla fase nazionale, grazie a due vittorie nello spareggio qualificazione contro il Parma (1-0 e 4-0); inserita nel girone C di semifinale insieme a Torino, Legnano e Padova, il Mantova concluse il girone al terzo posto a pari merito con i veneti.

A fine campionato, le ventiquattro squadre maggiori, insoddisfatte dell'elefantiaco allargamento del campionato (ben 88 società parteciparono alla Prima Categoria 1920-1921) e desiderando un torneo più elitario, fuoruscirono in massa dalla FIGC creando un campionato concorrente a 24 squadre - la Prima Divisione - gestito dalla neonata CCI (Confederazione Calcistica Italiana). Il Mantova era una delle società secessioniste e nel campionato della CCI si piazzò quarta nel girone A. Nel 1922 FIGC e CCI si riunificarono e il Mantova venne ammesso alla nuova Prima Divisione Nord a 36 squadre. Dalla stagione successiva il campionato doveva però tornare a 24 squadre con il risultato che le retrocessioni vennero aumentate a quattro per girone per un totale di 12. L'aumento delle retrocessioni fu fatale ai mantovani che, arrivando noni nel girone A, retrocedettero in Seconda Divisione.

Nella stagione successiva il Mantova vinse il girone D qualificandosi al girone finale nel quale si piazzò però solo sesta, mancando la promozione nella massima serie. Il Mantova venne comunque ripescato in Prima Divisione dopo che l'arbitro che l'anno precedente aveva diretto la decisiva sfida salvezza dei lombardi contro la Virtus Bologna, confessò di essere stato corrotto dai felsinei: la FIGC decretò dunque il risarcimento per i virgiliani, e la radiazione per gli emiliani, in quello che fu il primo vero grande scandalo del calcio italiano.

Ritornato in Prima Divisione, restò nella massima serie per due anni. Al termine della stagione 1925-1926 venne relegata nel campionato cadetto, ribattezzato a partire dalla stagione 1926-1927 Prima Divisione dopo che la massima serie aveva cambiato nome da Prima Divisione a Divisione Nazionale. Restò nel campionato cadetto fino alla stagione 1928-1929, quando la scissione della Divisione Nazionale in una Divisione Nazionale Serie A e Divisione Nazionale Serie B declassò la Prima Divisione al terzo livello.

Rimase nel terzo livello del calcio italiano (dal 1929 al 1935 Prima Divisione, dal 1935 Serie C) fino al dopoguerra, ottenendo degli ottimi piazzamenti soprattutto nei campionati che vanno dal 1939-1940 al 1942-1943 quando, con una serie di secondi e terzi posti, il club sfiorò più volte l'accesso alle Finali per la promozione in B.

Gli anni cinquanta: il dopoguerra e il Piccolo Brasile[modifica | modifica sorgente]

La seconda guerra mondiale finisce, il Mantova riprende le proprie attività, ripartendo da una serie B a più gironi.

Alcuni anni più tardi inizia la discesa, causata soprattutto da motivi finanziari, ma anche da una riforma dei tornei che nel 1948 fa ritornare la Serie B a girone unico, causando la caduta in C dei virgiliani. La squadra resta comunque competitiva e lo dimostra il fatto che nella stagione 1951-1952, grazie a un secondo posto nel girone B, riesce a qualificarsi al nuovo campionato di Serie C a girone unico evitando la retrocessione nella nuova IV Serie.

Nel 1953-1954 il tracollo è definitivo: i virgiliani arrivano ultimi, con sole 3 vittorie all'attivo. Si scende in quarta serie: non se ne fa un dramma ma si approfitta della situazione per ringiovanire l'organico.

L'epopea del "Piccolo Brasile" comincia nel 1955-1956: una bella favola, che proietta i virgiliani dall'inferno all'olimpo del calcio italiano. Il nome "Piccolo Brasile" venne coniato da un giornalista di Lucca. Il Mantova era impegnato in terra toscana: di fronte al gioco spumeggiante, il cronista non seppe trattenersi e confessò che gli sembrava di trovarsi ad ammirare il Brasile, invece che il Mantova. Il mito era nato. A questa squadra sono legati indissolubilmente alcuni grandi personaggi. Impossibile non citare colui che seppe plasmare il carattere dei giocatori, guidandoli da bordo campo: Edmondo Fabbri, il popolare "Omino di Castelbolognese". Altro "deus ex machina" di questa squadra straordinaria fu Italo Allodi, giunto a Mantova da Suzzara (sua città d'adozione) nelle vesti di calciatore ed affermatosi poi come il primo, vero general manager italiano. Fabbri poi andò alla Nazionale, Allodi disegnò la grande Inter di Angelo Moratti: con queste basi dunque il Mantova entrò di diritto nell'èlite del calcio, salvo poi compiere il cammino inverso qualche anno dopo.

Anni dopo arriva un importante sponsor, la ditta petrolifera Ozo[1], che è proprietaria della raffineria sorta alle porte della città. La squadra cambia i colori sociali in onore dello sponsor: da biancazzurri a biancorossi. Comincia la scalata: a fine torneo la classifica vedrà i biancorossi al secondo posto, risultato questo che garantisce l'accesso alla Quarta serie d'Eccellenza. Il Mantova che nel 1957-1958 partecipa alla campionato Interregionale Prima Categoria (detto anche di "Eccellenza") è figlia del lavoro di Italo Allodi, passato dal campo alla scrivania. Fabbri riuscirà ad amalgamare per bene il tutto, portando i biancorossi a centrare la seconda promozione consecutiva. Si approda in serie C, stagione 1958-59.

Grande spettacolo in campo, emozioni a non finire. A poche giornate dal termine, il Mantova è secondo, dietro al Siena. Il destino vuole che i virgiliani si rechino proprio in Toscana: i biancorossi si impongono per 2-0 con gol di Turatti e Recagni: è aggancio. In campionato finiscono a pari punti, serve lo spareggio in campo neutro a Genova, il 28 giugno 1959. Ancora una volta il cuore e la grinta del Mantova hanno la meglio: si vince 1-0, rete di Fantini. Viene così ottenuta la promozione in Serie B.

La squadra venne seguita da diecimila tifosi che si portarono al Marassi per quella sfida, che resta una delle più belle pagine sportive che Mantova abbia vissuto.

Gli anni sessanta: la Serie A[modifica | modifica sorgente]

Nella stagione 1960-1961, solo il Venezia arriva davanti ai biancorossi, forte di una contestata vittoria (3-2) casalinga. La sicurezza matematica della promozione in Serie A avviene in casa col Brescia (2-0), alla terzultima gara. In quattro anni il Mantova è passato dalla quarta serie all'Olimpo del calcio.

Dino Zoff militò nel Mantova dal 1963 al 1967

La società, presieduta da Peppe Nuvolari, provvede all'ingaggio degli stranieri. Dal Santos arriva Angelo Benedicto Sormani, vice di Pelé; dalla Svizzera Tony Allemann, quindi un altro brasiliano, Nelsinho, che non darà buona prova delle sue capacità tecniche. Il debutto è a Torino contro la Juventus. Finisce 1-1, con reti di John Charles per la Juve e di Alleman per i virgiliani. Alla conclusione del campionato il Mantova chiude al 9º posto con 32 punti, migliore risultato della sua storia. L'anno dopo la squadra riesce a salvarsi grazie ai goal del tedesco Karl Heinz Schnellinger e alle parate del giovane Dino Zoff.

L'anno dopo il Mantova retrocede in Serie B, mentre sul fronte societario qualcosa di importante sta succedendo. Da alcuni mesi l'ing. Sergio Previdi è presidente mentre alla ribalta si è già affacciato un quistellese di Milano, l'industriale Andrea Zenesini, titolare dell'Europhon.

1967, Mantova-Inter 1-0, l'errore di Sarti

Si riparte con Giancarlo Cadè in panchina, stagione 1965-1966. Il Mantova è terzo e torna subito in Serie A.

Siamo al 1966-1967. Il 1º giugno 1967 all'ultima giornata al Martelli scende l'Inter, una settimana dopo la sconfitta in finale di Coppa dei Campioni a Lisbona ed esce sconfitta anche dal Mantova perdendo lo scudetto.[2] Ci sono 25 mila spettatori, record assoluto di presenze, i quali assistono alla famosa papera di Giuliano Sarti che, in avvio di ripresa, si lascia scappare un facile tiro di Beniamino Di Giacomo. Lo scudetto va alla Juventus e i biancorossi finiscono a centro classifica.

Nella stagione 1967-1968, il Mantova viene retrocesso in Serie B. Gustavo Giagnoni, detto il Giagno, salva la squadra e l'anno dopo arriva quarto ad un solo punto dalla promozione. Il ritorno nella massima serie è rinviato alla stagione successiva: nel 1970-1971 vince il campionato e si ritorna in Serie A.

Gli anni settanta: il tracollo e la serie C[modifica | modifica sorgente]

Se rapida è stata la scalata dalla Quarta serie alla Serie A, ancora più veloce la discesa: in 14 mesi la squadra biancorossa si ritrova in Serie C. In Serie B, all'ultima giornata, il Mantova è a pari punti col Brescia e lo scontro diretto con le rondinelle si gioca al Martelli: bisognava però vincere, perché la differenza reti favoriva i cugini. E quella gara fu drammatica: il Brescia passò subito all'inizio con un gol di Marino, e nella ripresa i virgiliani riuscirono solo a pareggiare grazie ad un rigore di Panizza. La favola del Mantova si chiude nel giugno del 1973.

Per 32 anni non si vedrà più la serie B.

La C si rivela un inferno dal quale sembra impossibile uscire. Nel 1973-1974 i biancorossi arrivano settimi, l'anno dopo undicesimi. Leggermente meglio nel 1975-1976, con sesto posto finale.

Il 1977-1978 fu un buon anno: occorreva arrivare nei primi dodici per guadagnare l'accesso alla C1 per la ristrutturazione dei campionati: il Mantova si piazza al terzo posto.

Nel corso della stagione 1978-1978 al timone dirigenziale passa Romano Freddi: i biancorossi, nonostante un attacco superlativo (Frutti e Dri su tutti), si salvano nell'ultima partita grazie ad un 5-0 rifilato alla Cremonese. Il 1979-1980 è sempre all'insegna del basso profilo. Dopo un avvio disastroso, Freddi esonera Tomeazzi e chiama Ottavio Bianchi. Il futuro tecnico del Napoli di Maradona salva la squadra ma preferisce poi andarsene alla Triestina nella stagione successiva.

Gli anni ottanta: la C2 e il fallimento[modifica | modifica sorgente]

Il 1982-1983, il primo in Serie C2 nella storia del Mantova, è segnato da una crisi societaria violenta. Se sul campo le cose non vanno male, terzo posto finale che non serve però a centrare la promozione, sono gli uffici legali a meritare tutta l'attenzione. I tanti creditori hanno fatto causa: l'Associazione Calcio Mantova viene dichiarata fallita.

Quando sembra che il calcio sia arrivato alla conclusione in casa biancorossa, ecco spuntare Franco Quartaroli nelle vesti di traghettatore. L'ex presidente del Suzzara prima assume i panni del liquidatore, poi quando i vari potenziali gruppi si ritirano, decide di prendersi in prima persona l'onere di portare avanti la squadra.

Nel frattempo il fallimento prosegue ed il Mantova va all'asta per la somma di 360 milioni di lire: se lo aggiudica un gruppo veronese, trainato da Mariuccio Vassanelli, e la società biancorossa risorge dalle sue stesse ceneri col nome di Nuova Associazione Calcio Mantova. In questo caos non era lecito attendersi molto, e difatti i biancorossi terminano al quarto posto.

L'anno dopo, il 1984-1985, i veronesi fanno le cose in grande, ingaggiando ottimi giocatori. Le cose non vanno però per il meglio: la truppa termina al sesto posto lontano dalle prime.

Nel 1985-1986, il Mantova si toglie la soddisfazione di riguadagnare la Serie C1, anche se sceglie la difficile strada dello spareggio contro l'Ospitaletto. Si rende necessario dunque uno spareggio, alla Galleana di Piacenza: 10.000 mantovani accompagnano la squadra al trionfo, che avviene l'8 giugno 1986 ai calci di rigore con le parate di Nadir Brocchi.

Esodo al Garilli 1985-1986

Dopo parecchi anni si torna in Serie C1, e a fine campionato la squadra ritorna in Serie C2.

Si ricomincia dalla Serie C2, stagione 1987-1988. In panchina siede l'ex interista Mario Corso. Lo spettacolo non è dei più entusiasmanti, ma l'allenatore compie il proprio dovere, centrando un filotto di risultati consecutivi e vincendo il campionato di Serie C2 al primo tentativo.

In Serie C1 Corso viene riconfermato. Senza strafare arriva un sesto posto finale. Corso se ne va e nel 1989-1990, Serie C1, come mister viene chiamato Gian Piero Ghio. Il Mantova arriva quinto, guadagnando l'accesso alla Coppa Italia dei professionisti. Dopo anni, i virgiliani ritornano ad affrontare ufficialmente squadre di Serie B.

Gli anni novanta: dal sogno Serie B ai Dilettanti[modifica | modifica sorgente]

Il campionato 1990-1991 sarà il torneo più negativo della storia del Mantova: ultimo posto con soli 19 punti, retrocessione annunciata già a marzo con record (ben 8) di sconfitte casalinghe, malgrado la girandola di tecnici (Catuzzi, Pelagalli e infine Sergio Carpanesi).

Pasquali medita quindi propositi d'abbandono, anche perché in società è entrato un certo Paolo Grigolo, anche lui veronese, già presidente del S. Martino Buonalbergo. Il 1991-1992 è un altro anno difficile, con avvicendamenti in panchina e in società. La squadra terminerà con il 4º posto finale.

L'estate successiva, nel campionato 1992-1993, Grigolo lavora lacremente per ridare al Mantova immagine e prestigio, urlando propositi ambiziosi: fa rimettere a posto il cadente Martelli a sue spese, acquista un pullman per la prima squadra, sposta la sede in centro città. Ma soprattutto chiama Franco Manni come direttore generale, Gustavo Giagnoni e Ernesto Bronzetti come consulenti per il mercato e, dopo il rifiuto di Bellotto, tecnico emergente, Ugo Tomeazzi in panchina. Viene allestita un'ottima formazione, capace di dominare il campionato: la squadra approda in C1 con un mese di anticipo, ben 10 punti sulla terza. Di nuovo in C1, con velleità di cadetteria che non vengono nascoste. Grigolo infiamma i tifosi, dichiarandosi pronto ad allestire un team da Serie B.

La squadra della stagione 93-94

Il presidente è un trascinatore, e non si smentisce: la campagna acquisti, affidata a Manni ed al nuovo ds Beniamino Vignola, è ancora di prim'ordine e tutti si aspettano un ottimo inizio di campionato. Invece si fatica ad ingranare e alla decima giornata viene richiamato Tomeazzi: la squadra riprende la marcia trionfale dell'anno precedente e si installa al primo posto in classifica. La città si risveglia d'entusiasmo: dopo aver battuto il Chievo davanti a 10.000 persone in visibilio, sul più bello il meccanismo s'inceppa. A fine campionato i veronesi conquistano la B mentre al Mantova affronta gli spareggi: in semifinale perde all'andata a Como (2-1) e al ritorno non va al di là dello 0-0.

La Lega Nazionale Professionisti comunica la retrocessione in C2 a tavolino per illecito amministrativo. Era stato infatti scoperto che le pratiche per le iscrizioni al campionato 1993-1994 erano gravate da irregolarità inizialmente passate inosservate. Senza più una dirigenza, la squadra subisce l'esclusione anche dalla quarta serie, finendo nelle categorie dilettantistiche.

Nell'estate 1994, Mantova non ha più una società di calcio professionistica. Grazie ad alcune persone di buona volontà, si tenta di ricostruire qualcosa dalle macerie. Il massimo che si riesce ad ottenere, comunque, è il diritto sportivo da una squadra di Promozione, il 3B Porto: grazie ai buoni uffici di qualcuno, tra i quali l'ex calciatore Tonghini, il Mantova Calcio 1994 (nuovo nome della società), potrà partecipare in via eccezionale al campionato regionale di Eccellenza del Crer. In poche parole, si riparte dai dilettanti. Presidente è Romano Freddi, una vecchia conoscenza del calcio mantovano.

Al termine del campionato 1994-1995, precedendo il San Prospero di un solo punto, i biancorossi vincono il campionato, guadagnando il diritto a giocare in Serie D l'anno successivo.

Tutti pensavano di potercela fare ancora una volta, ma il Mantova nella stagione 1995-96 si arrese all'Iperzola. L'estate successiva Freddi conferma Frutti, che però paga un inizio mediocre e cede il posto a Gianni Ragazzoni, il quale, pur senza eccessivi sforzi, sistema le cose e vince con largo anticipo un girone davvero modesto dal punto di vista tecnico.

Dopo nemmeno tre anni, nel maggio del 1997, il Mantova torna tra i professionisti.

Le stagioni 1997-1998, 1998-1999 e 1999-2000 non hanno nulla di particolare se non i play-off disputati (e poi persi) dal Mantova contro il Prato (2-1, 1-1).

I rapporti tra Freddi e la tifoseria si scaldano a tal punto che lo stesso Freddi decide di passare la mano a Mario Cioli.

Anni 2000: la scalata alla Serie B[modifica | modifica sorgente]

La squadra viene rinforzata, ma il registro non cambia. Anche nella stagione 2000-2001, il Mantova, sotto la guida di Giorgio Roselli, si trova in zona play-out; l'allenatore diviene Loris Boni, che aveva iniziato la stagione come DS, mentre Tomeazzi è responsabile area tecnica. La squadra cambia volto e rimonta moltissime posizioni: a 4 gare dal termine è in zona playoff, con vantaggio di avere tre gare da giocare in casa. La sconfitta interna nello scontro diretto con la Triestina (1-2) esclude però i biancorossi dai giochi promozione.

Nella stagione 2001-2002 si riparte con nuovi stimoli e un nuovo tecnico: Marco Falsettini. Arrivano acquisti importanti e viene riscattato Graziani alle buste col Teramo. Cioli ha speso una cifra enorme per vincere la Serie C2 e la squadra, almeno nelle amichevoli e in Coppa, dà fiducia. Con l'inizio del campionato cominciano le difficoltà: la squadra gioca male e fa pochi punti.

Dopo la sconfitta casalinga 0-1 col Gubbio, Mario Cioli decide di vendere ad una cordata veronese composta da Andrea Fagnani, Alberto Castagnaro e Corrado Serato. Nuovo direttore generale è Mario Preto. L'allenatore Falsettini per il momento è confermato, ma dopo lo scialbo pareggio di Sassuolo arriva al suo posto Sauro Frutti, il quale dura poco (solo due partite) e cede il posto a Roberto Boninsegna. Al mitico "Bonimba" viene affidata la panchina biancorossa, oltre alla responsabilità dell'area tecnica. Nello scontro decisivo i biancorossi perdono in casa 2-0 con la Sambenedettese e tutto è rimandato alla stagione successiva.

Logo AC Mantova

Dopo una feroce contestazione se ne vanno Fagnani e Serato, mentre Alberto Castagnaro diventa il nuovo presidente. La società torna alla vecchia denominazione: A.C. Mantova 1911. La nuova stagione, 2002-2003, parte bene, ma poi la squadra subisce una flessione e va in crisi di gioco e risultati. Castagnaro solleva Boninsegna dall'incarico di allenatore e al suo posto arriva il duo Benevelli-Bogoni. La storia si ripete: i biancorossi si rimettono in pista, ottenendo il quarto posto utile per i play-off. Avversario di turno il Südtirol: dopo l'andata vittoriosa al Martelli per 2-1, nella partita di ritorno (giocata a Treviso davanti a 2000 tifosi virgiliani) gli altoatesini ribaltano il risultato con un secco 2-0, condannando i virgiliani a un'altra stagione in Serie C2.

Si arriva alla stagione 2003-2004, in panchina arriva Domenico Di Carlo, alla sua prima esperienza da allenatore professionista dopo un anno alla guida della Primavera del Vicenza. Direttore sportivo è Giuseppe Magalini, proveniente dal settore giovanile del Chievo.

L'inizio è difficile, ma con l'arrivo della primavera e di alcuni innesti, la squadra si ritrova e inanella una serie continua di risultati positivi. Il Mantova conquista la vetta che manterrà fino alla fine del campionato; l'apoteosi è raggiunta nel derby con la Cremonese, con oltre 8000 spettatori al Martelli. Il Mantova si impone per 2-0 e distanzia di 9 punti la seconda a tre giornate dal termine. La certezza della promozione arriva il 24 aprile quando il pareggio fra Olbia e Südtirol sancisce la promozione matematica del Mantova, che vince il suo secondo campionato di C2 e torna in C1 dopo 11 anni.

Il 19 giugno 2004 Castagnaro cede la quota di maggioranza della società a Fabrizio Lori, giovane ma già affermato capitano d'industria mantovano alla guida di un colosso leader mondiale nella produzione di materie plastiche. Lori diventa presidente del Mantova, Castagnaro assume la carica di Vice Presidente.

Fin dall'inizio il nuovo presidente non fa mistero delle proprie ambizioni e dichiara pubblicamente di voler riportare il Mantova nel firmamento del calcio nazionale. Alle parole seguono ben presto i fatti: il direttore sportivo Magalini infila una serie di colpi a sensazione in virtù dei quali i biancorossi, al termine del calcio mercato, vengono unanimemente indicati come i favoriti per la vittoria finale. In panchina resta Mimmo Di Carlo, che porta i biancorossi in cima alla classifica esattamente al termine del girone d'andata. I virgiliani conservano la vetta per una sola giornata e vengono superati dalla Cremonese. Nessuno perde la testa e viene conquistato il diritto a disputare i play-off.

Il Mantova inizia play-off col una vittoria per 4-2 a Frosinone; nella gara di ritorno Paolo Poggi segna in rovesciata. La finale viene disputata contro il Pavia, che ha eliminato il Grosseto. Nella partita d'andata gli uomini di Torresani si portano in vantaggio con un calcio di punizione dell'ex Sciaccaluga deviato dalla barriera. Nella ripresa segnano Caridi e per due volte Alessandro Noselli. Il 19 giugno la partita Mantova-Pavia si disputa al cospetto di oltre 12.000 spettatori. All'8' i palloni alle spalle del portiere pavese Bressan sono 3, in virtù della doppietta di Gabriele Graziani e del gol di Lanzara. Si è trattato del torneo che segna il ritorno della compagine virgiliana in Serie B, dopo 32 anni.

Nella stagione 2005-2006 il Mantova disputa un ottimo campionato da neopromossa, guidando perfino la classifica di Serie B per i primi quattro mesi. Da gennaio la squadra cala il rendimento, ma riesce comunque a qualificarsi per i play-off con il 4º posto finale. Nella semifinale supera il Modena, classificatosi 5º, grazie a due pareggi (0-0 esterno e 1-1 casalingo) e dunque alla migliore posizione di classifica. Nella finale di andata, che assegna un posto in Serie A, supera il Torino per 4-2 a Mantova; nella partita di ritorno, però, il Torino riesce a ribaltare il risultato, vincendo per 3-1 dopo i tempi supplementari.

Nella stagione 2006-2007 il Mantova conclude il campionato all'ottavo posto e ottiene una prestigiosa vittoria infliggendo alla Juventus la prima sconfitta nel campionato di serie B (1-0), grazie a un autogol Robert Kovac. Da ricordare anche la vittoria per 3-0 sul campo dei rivali dell'Hellas Verona e quelle casalinghe sul Napoli e sul Genoa al 95' con goal di Emiliano Tarana.

L'11 giugno 2007 la dirigenza annuncia il nuovo allenatore dell'ACM: è Attilio Tesser, reduce da due brevi esperienze in A con Cagliari e Ascoli. Domenico Di Carlo va ad allenare il Parma. La società opera una sontuosa campagna acquisti, portando a Mantova tra gli altri l'ex azzurro Stefano Fiore, Dario Passoni, Giorgio Corona, Gianluca Pegolo, Jacopo Balestri e Giorgio Lucenti. A seguito degli scarsi risultati ottenuti e del gioco espresso nelle ultime partite, l'allenatore Tesser viene esonerato e sostituito dapprima da Giuseppe Brucato e quindi, 27 ottobre 2008, da Alessandro Costacurta al suo esordio assoluto da allenatore. Il 9 febbraio Costacurta si dimette, al suo posto la società ingaggia Mario Somma, che avrà al suo fianco come secondo Alessandro Nuccorini, commissario tecnico della nazionale italiana di calcio a 5. Il Mantova chiude la stagione al 13º posto, assicurandosi così la permanenza nella serie cadetta per il quinto anno consecutivo. Nell'estate 2009, il presidente Fabrizio Lori ingaggia Michele Serena. La squadra venne ringiovanita e privata dei giocatori più forti applicando una politica al risparmio, esigenze dovute al difficile momento economico della società. Nella stagione 2009-2010 la squadra chiude il campionato con la retrocessione in Prima Divisione, al terzultimo posto con 48 punti, frutto di dieci vittorie, diciotto pareggi e quattordici sconfitte. Il Mantova retrocede dopo cinque stagioni in Serie B e con una promozione in Serie A sfiorata nel 2006, quando perse in finale dei play-off contro il Torino.

Il 30 giugno 2010 la squadra, a causa dell'ammontare dei debiti, circa 9 milioni, conseguiti dalla gestione Lori, non riesce ad iscriversi al campionato di Lega Pro, scomparendo in tal modo dal calcio professionistico, 16 anni appena dalla sua rifondazione[3].

Anni 2010: La terza rinascita[modifica | modifica sorgente]

2010-2011: Il ritorno tra i professionisti e il centenario[modifica | modifica sorgente]

Con il fallimento dell'A. C. Mantova 1911 un gruppo di tifosi capeggiato dall'ex presidente Alberto Castagnaro costituisce, il 2 luglio 2010, l'A.S.D. Mantova Football Club ottenendo subito l'affiliazione alla F.I.G.C.. In breve tempo, ottenuto dal Comune di Mantova il mandato a rappresentare la città in ambito calcistico, il nuovo Mantova può ripartire dalla Serie D. Successivamente l'A.S.D. provvederà a trasformarsi in S.r.l. con presidente Bruno Bompieri e con la presenza nel CDA di altri imprenditori mantovani.

Tra gli azionisti del Mantova Football Club risalta per la sua unicità il Mantova United, guidato dal presidente Alberto Castagnaro che acquisisce inizialmente quote per il 25% del capitale del F.C. Mantova. Lo United mette in vendita le proprie azioni (con pacchetti che vanno da 100 a 2000 euro) acquistabili dai tifosi, così da avviare la prima e vera forma di azionariato popolare in ambito calcistico italiano.

Nonostante il fallimento, la società, durante il periodo estivo, dà corso a una campagna acquisti di tutto rispetto, riportando in biancorosso il bomber Gabriele Graziani e riuscendo a trattenere giocatori di categoria superiore, come Manuel Spinale e lo storico portiere Mirko Bellodi.

I tifosi non fanno mancare il loro affetto seguendo in migliaia la squadra in casa ed in buon numero anche in trasferta. Sono 6.000 i tifosi alla festa del centenario col Cantù e oltre 3.500 alla terz'ultima giornata di campionato, il 17 aprile 2011, quando vincendo per 3 a 0 contro il CastelnuovoSandrà, il Mantova consegue matematicamente la promozione, con 1 sconfitta alla Seconda Divisione Lega Pro con il ritorno del calcio virgiliano tra i professionisti.

2011-2012: La salvezza ai play-out[modifica | modifica sorgente]

Il ritorno tra i professionisti del Mantova viene vissuto dalla società più come un trauma che come un'opportunità di rilancio delle sorti biancorosse, dimostrando i grossi limiti tecnico/economici delle persone a cui il comune aveva affidato il calcio mantovano. Dopo discussioni e dissidi tra i soci, il presidente Bompieri allontana il promettente ds Enrico Dalè, ed ingaggia Stefano Bonometti, che verrà liquidato pochi mesi dopo. Sul mercato vengono commessi errori grossolani puntando su giocatori che non giocavano regolarmente da anni come Samuele Dalla Bona e Stefano Girelli. Esonerato l'allenatore Archimede Graziani e chiamato Claudio Valigi, la squadra stenta in campionato e a metà febbraio si ritrova in zona retrocessione. Il 28 febbraio la società decide di sollevare dall'incarico l'allenatore Valigi sostituendolo con Sauro Frutti e chiamando Roberto Boninsegna come 3° direttore sportivo della stagione. L'ulteriore cambio alla guida della squadra produce solo parzialmente i risultati sperati. Dopo una serie positiva di risultati che avevano fatto sperare al meglio, all'ultima giornata i biancorossi fanno un autentico harakiri perdendo nei minuti finali la decisiva gara di Busto Arsizio (0-2, 3-2). Condannati agli spareggi per la permanenza in Seconda Divisione, l'incontro di andata con il Lecco termina con un risultato di parità (1-1) e di ritorno a Mantova finisce con la vittoria biancorossa (2-1). Più semplice si dimostra lo spareggio finale con la Vibonese: dopo un pareggio a reti inviolate a Vibo Valentia, al Danilo Martelli, davanti a 3.000 tifosi, la partita termina con rotondo 4 a 0, assicurando la permanenza nel calcio professionistico del Mantova.

2012-2013: La svolta societaria[modifica | modifica sorgente]

Dopo che erano già saltate tre trattative, date già per concluse, per la cessione della società prima all'imprenditore bresciano Livio Cavagna, poi al gruppo spagnolo Platinum (rivelatosi una società fantasma), e in seguito alla cordata di imprenditori padovani capitanata dall'ex presidente del Montichiari, Francesco De Pasquale (revocata dagli stessi soci, dopo il deferimento per il fallimento della società bresciana), viene infine annunciata la vendita del 50% della società ad un gruppo bergamasco capitanato da Enzo Passera e Bruno Bianco.[4]. Dopo settimane di trattative e di silenzi alla fine il 7 settembre i bergamaschi si ritirano lasciando la proprietà al gruppo Bompieri. Dopo una campagna acquisti e una preparazione iniziata con ragguardevole ritardo viene riconfermato sulla panchina Sauro Frutti che il 27 dicembre 2012 viene esonerato, sostituito da Giuseppe Brucato. La squadra termina il campionato a metà classifica ma in società si cercano soci per continuare a dare vita al progetto. Dopo alcuni contatti con diverse cordate, finalmente il 29 aprile, l'imprenditore veronese ed ex presidente della Sambonifacese, Michele Lodi firma per l'acquisto del 70% delle quote societarie e diventa il maggior azionista della società, nonché presidente.

Cronistoria[modifica | modifica sorgente]

Cronistoria del Mantova FC
  • 1911: Nasce l'Associazione Mantovana del Calcio.
  • 1918: Assume la nuova denominazione Associazione Calcio Mantova.
  • 1919-20: 3º nel girone unico della Prima Categoria emiliana.

  • 1920-21: 2º nel girone B della Prima Categoria emiliana, 3º nella doppia finale contro il Parma. Ammesso alle semifinali nazionali. 4º nel girone C delle semifinali nazionali.
  • 1921-22: 4º nel girone A della Prima Divisione Nord C.C.I.
  • 1922-23: 9º nel girone A della Prima Divisione Nord. Retrocesso in Seconda Divisione.
  • 1923-24: 1º nel girone D della Seconda Divisione Nord, ammesso alla finale. 6º nel girone D della Seconda Divisione Nord, è ammesso in Prima Divisione per delibera della Presidenza F.I.G.C..
  • 1924-25: 11º nel girone B della Prima Divisione Nord, avendo vinto lo spareggio salvezza contro la SPAL.
  • 1925-26: 12º nel girone B della Prima Divisione Nord. Retrocesso in Seconda Divisione, è poi ammesso in Prima Divisione declassata a secondo livello dalla Carta di Viareggio.
  • 1926-27: 7º nel girone B della Prima Divisione Nord, ex Seconda Divisione.
  • 1927-28: 7º nel girone B della Prima Divisione Nord.
  • 1928-29: 7º nel girone C della Prima Divisione Nord declassata a terzo livello alla nascita della Serie B.
  • 1929-30: 10º nel girone C della Prima Divisione Nord.

  • 1930-31: 5º nel girone A della Prima Divisione.
  • 1931-32: 3º nel girone A della Prima Divisione.
  • 1932-33: 10º nel girone E della Prima Divisione.
  • 1933-34: 6º nel girone D della Prima Divisione. Cambia denominazione in Mantova Sportiva
  • 1934-35: 6º nel girone E della Prima Divisione.
  • 1935-36: 7º nel girone A della Serie C.
  • 1936-37: 7º nel girone A della Serie C.
  • 1937-38: 15º nel girone A della Serie C.
  • 1938-39: 7º nel girone B della Serie C.
  • 1939-40: 2º nel girone B della Serie C.

  • 1940-41: 2º nel girone B della Serie C.
  • 1941-42: 3º nel girone B della Serie C.
  • 1942-43: 3º nel girone B della Serie C.
  • 1943-44: 4º nel girone C emiliano del Torneo Misto di Guerra.
  • 1944-45: Attività sospesa per cause belliche.
  • 1945: Torna alla vecchia denominazione Associazione Calcio Mantova
  • 1945-46: 10º nel girone B della Serie Mista B-C Alta Italia. Ammesso d'ufficio in Serie B.
  • 1946-47: 8º nel girone B della Serie B.
  • 1947-48: 10º nel girone B della Serie B. Retrocesso in Serie C.
  • 1948-49: 5º nel girone B della Serie C.
  • 1949-50: 9º nel girone B della Serie C.

  • 1950-51: 4º nel girone B della Serie C.
  • 1951-52: 2º nel girone B della Serie C.
  • 1952-53: 10º in Serie C.
  • 1953-54: 18º in Serie C. Retrocesso in IV Serie.
  • 1954-55: 3º nel girone C della IV Serie.
  • 1955-56: 3º nel girone C della IV Serie. Cambia denominazione in A.C. Ozo Mantova.
  • 1956-57: 2º nel girone C della IV Serie.
  • 1957-58: 1º nel girone B dell'Interregionale I Categoria. Promosso in Serie C.
  • 1958-59: 1º nel girone A della Serie C vincendo lo spareggio col Siena. Promosso in Serie B.
  • 1959-60: 5º in Serie B.

  • 1960-61: 2º in Serie B. Promosso in Serie A. Torna alla denominazione Associazione Calcio Mantova.
  • 1961-62: 9º in Serie A.
  • 1962-63: 13º in Serie A.
  • 1963-64: 13º in Serie A.
  • 1964-65: 18º in Serie A. Retrocesso in Serie B.
  • 1965-66: 3º in Serie B. Promosso in Serie A.
  • 1966-67: 9º in Serie A.
  • 1967-68: 16º in Serie A. Retrocesso in Serie B.
  • 1968-69: 11º in Serie B.
  • 1969-70: 4º in Serie B.

  • 1970-71: 1º in Serie B. Promosso in Serie A.
  • 1971-72: 15º in Serie A. Retrocesso in Serie B.
  • 1972-73: 18º in Serie B. Retrocesso in Serie C.
  • 1973-74: 7º nel girone A della Serie C.
  • 1974-75: 11º nel girone A della Serie C.
  • 1975-76: 6º nel girone A della Serie C.
  • 1976-77: 11º nel girone A della Serie C.
  • 1977-78: 3º nel girone A della Serie C.
  • 1978-79: 13º nel girone A della Serie C1.
  • 1979-80: 12º nel girone A della Serie C1.

  • 1980-81: 5º nel girone A della Serie C1.
  • 1981-82: 16º nel girone A della Serie C1. Retrocesso in Serie C2.
  • 1982-83: 3º nel girone B della Serie C2.
  • 1983-84: 4º nel girone B della Serie C2.
  • 1984-85: 6º nel girone B della Serie C2.
  • 1985-86: 2º nel girone B della Serie C2. Promosso in Serie C1.
  • 1986-87: 15º nel girone A della Serie C1. Retrocesso in Serie C2.
  • 1987-88: 1º nel girone B della Serie C2. Promosso in Serie C1.
  • 1988-89: 9º nel girone A della Serie C1.
  • 1989-90: 5º nel girone A della Serie C1.

  • 1990-91: 18º nel girone A della Serie C1. Retrocesso in Serie C2.
  • 1991-92: 4º nel girone A della Serie C2.
  • 1992-93: 1º nel girone A della Serie C2. Promosso in Serie C1.
  • 1993-94: 2º nel girone A della Serie C1. La società viene radiata dai ruoli FIGC per fallimento finanziario.
  • 1994: Nasce il Mantova Calcio 1994, che acquisisce il titolo dell'A.C. Porto '78 e riparte dal campionato di Eccellenza Emilia-Romagna.
  • 1994-95: 1º nel girone A dell'Eccellenza Emilia-Romagna. Promosso nel C.N.D..
  • 1995-96: 2º nel girone C del C.N.D.
  • 1996-97: 1º nel girone D del C.N.D. Promosso in Serie C2.
  • 1997-98: 8º nel girone A della Serie C2.
  • 1998-99: 3º nel girone A della Serie C2.
  • 1999-00: 7º nel girone A della Serie C2.

  • 2000-01: 6º nel girone A della Serie C2.
  • 2001-02: 9º nel girone B della Serie C2.
  • 2002-03: 4º nel girone A della Serie C2. La società riprende il nome originario di Associazione Calcio Mantova 1911.
  • 2003-04: 1º nel girone A della Serie C2. Promosso in Serie C1.
  • 2004-05: 2º nel girone A della Serie C1, vince i play-off col Pavia. Promosso in Serie B.
  • 2005-06: 4º in Serie B, perde la finale play-off col Torino.
  • 2006-07: 8º in Serie B.
  • 2007-08: 9º in Serie B.
  • 2008-09: 13º in Serie B.
  • 2009-10: 20º in Serie B. Retrocesso in Lega Pro Prima Divisione non si iscrive al campionato per fallimento societario.

  • 2010: Nasce il Mantova Football Club e riparte dal campionato di Serie D.
  • 2010-11: 1º nel girone B della Serie D. Promosso in Lega Pro Seconda Divisione.
  • 2011-12: 15º nel girone A della Lega Pro Seconda Divisione. Vince i play-out della Seconda Divisione con il Lecco e la Vibonese.
  • 2012-13: 9° nel girone A della Lega Pro Seconda Divisione.
  • 2013-14 - in Lega Pro Seconda Divisione.

Colori e simboli[modifica | modifica sorgente]

Colori[modifica | modifica sorgente]

La divisa del Mantova Calcio ha una storia particolare. Originariamente la maglia e i calzettoni furono azzurri accompagnati da pantaloncini bianchi. Questa fu la divisa e i colori sociali dal Mantova fino al 1956. Nel corso di questi decenni una breve parentesi va fatta anche per la divisa a scacchi comparsa sulle maglie del mantovane in alcuni campionati degli anni venti. Con la sponsorizzazione del Mantova da parte della raffineria di petrolio OZO (1956), la divisa e i colori sociali della squadra mutarono radicalmente. Si passò infatti dall'azzurro, al bianco e rosso (colori sociali della raffineria) e la divisa venne ridisegnata con un'inusuale banda rossa su petto bianco.

Fu la prima divisa italiana a presentare quello stile. Questa tipologia restò sulle maglie bianco rosse fino alla fine degli anni sessanta quando la squadra andò incontro ad una crisi di risultati in campionato. Da allora la divisa venne ridipinta con maglia rossa e pantaloncini bianchi. La divisa bianco-bandata ricomparve sulle maglie biancorosse solo occasionalmente in alcuni anni novanta, per poi essere resa la divisa ufficiale dell'ACM targata Fabrizio Lori.

Piccola parentesi va fatta per la maglia giallo-verde: essa non ricopre nessun colore sociale particolare del Mantova o di Mantova, ma è stata semplicemente un omaggio al Piccolo Brasile, ovvero il soprannome della squadra durante i suoi anni d'oro (1956-1961 scalata dalla D alla A).[5]

Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Pantaloncini
Calzettoni
La divisa utilizzata dall'OZO Mantova, divenne la casacca ufficiale nel corso degli anni
Manica sinistra
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Manica destra
Pantaloncini
Calzettoni
La divisa utilizzata dagli anni settanta fino ai primi anni duemila
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Pantaloncini
Calzettoni
Terza divisa utilizzata dal 2005 al 2008
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Pantaloncini
Calzettoni
La divisa indossata dalla squadra in alcuni campionati degli anni venti
Manica sinistra
Maglietta
Manica destra
Pantaloncini
Calzettoni
La divisa originale - 1911 al 1956


Società[modifica | modifica sorgente]

Organigramma societario[modifica | modifica sorgente]

AC Mantova logo.png
Organigramma
  • Presidente: Michele Lodi
  • Presidente Onorario: Bruno Bompieri
  • Vice Presidente: Gian Battista Tirelli
  • Amministratore Delegato: Federico Bosi
  • Direttore generale: Alessandro Dusi
  • Direttore sportivo: Pasquale Sensibile
  • Segretario generale: Laura Vaccari
  • Team Manager: Marco Marocchi
  • Resp. Marketing: Massimo Andreoli
  • Addetto Stampa: Matteo Dani
  • Comunicazione: Alessandro Tanassi

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AC Mantova logo.png
Sponsor ufficiali
  • 1988-1991 ICIP
  • 1991-1993 Sterilgarda
  • 1993-1994 COVEA
  • 1997-2001 Banca Agricola Mantovana
  • 2001-2002 Virgilio Burro
  • 2002-2003 Cramaro
  • 2003-2004 Fox Energy
  • 2004-2010 Nuova Pansac
  • 2010-2013 Monte dei Paschi
  • 2013-oggi Daga (casa) - Datacol (trasferta)


Denominazioni[modifica | modifica sorgente]

Settore giovanile[modifica | modifica sorgente]

AC Mantova logo.png
Settore giovanile[7]
  • Responsabile sett. giovanile: Sergio Finicatti
  • Direttore Tecnico sett. giovanile: Gabriele Graziani, Elia Pavesi
  • Responsabile attività di base: Stefano Cortesi


Allenatori e presidenti[modifica | modifica sorgente]

AC Mantova logo.png
Allenatori del Mantova
AC Mantova logo.png
Presidenti dal Secondo dopo Guerra
  • 1945-1946 Italia Ennio Avanzini
  • 1946-1948 Italia Federico Cocconi
  • 1948-1949 Italia Attillo Campana
  • 1949-1951 Italia Giacomo Azzalli
  • 1951-1953 Italia Giuseppe Rea
  • 1953-1959 Italia Arnaldo Bellini
  • 1959-1965 Italia Giuseppe Nuvolari
  • 1965-1966 Italia Sergio Previdi
  • 1966-1976 Italia Andrea Zenesini
  • 1976-1977 Italia Franco Marenghi
  • 1977-1979 Italia Tonino Rangoni
  • 1979-1982 Italia Romano Freddi
  • 1982-1983 Italia Paolo Artioli
  • 1983-1986 Italia Mariuccio Vassanelli
  • 1986-1991 Italia Luigi Pasquali
  • 1991-1994 Italia Paolo Grigolo
  • 1994-2000 Italia Romano Freddi
  • 2000-2002 Italia Mario Cioli
  • 2002-2004 Italia Alberto Castagnaro
  • 2004-2010 Italia Fabrizio Lori
  • 2010-2013 Italia Bruno Bompieri
  • 2013-oggi Italia Michele Lodi


Giocatori[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi categoria:calciatori del Mantova F.C..

Di seguito i 25 giocatori stranieri che hanno giocato almeno una partita ufficiale.

Palmarès[modifica | modifica sorgente]

Competizioni nazionali[modifica | modifica sorgente]

1970-1971
1958-1959
1987-1988; 1992-1993; 2003-2004
1957-1958; 1996-1997; 2010-2011

Competizioni regionali[modifica | modifica sorgente]

1994-1995

Statistiche e record[modifica | modifica sorgente]

Partecipazione ai campionati[modifica | modifica sorgente]

Categoria Partecipazioni Debutto Ultima stagione Totale
A Prima Categoria 1 1920-1921 12
Prima Divisione 4 1921-1922 1925-1926
Serie A 7 1961-1962 1971-1972
B Seconda Divisione 1 1923-1924 17
Prima Divisione 2 1926-1927 1927-1928
Serie B 14 1946-1947 2009-2010
C Prima Divisione 7 1928-1929 1934-1935 55
B-C Alta Italia 1 1945-1946
Serie C 20 1935-1936 1977-1978
Serie C1 10 1978-1979 2004-2005
Serie C2 17 1982-1983 2013-2014
D IV Serie 3 1954-1955 1956-1957 7
Interregionale 1 1957-1958
Camp. Naz. Dilettanti 2 1995-1996 1996-1997
Serie D 1 2010-2011

Il Mantova ha disputato 91[8] stagioni sportive nei campionati nazionali (serie A, B, C e D) a partire dall'esordio in semifinale nazionale il 10 aprile 1921, compresi 5 campionati di Prima Categoria e Prima Divisione (A), 3 campionati di Seconda Divisione (B), 1 campionato Misto B-C Alta Italia disputato con titolo sportivo di Serie C. Sono considerate professionistiche ai sensi delle NOIF della FIGC le 68 annate trascorse in A, B, C, C1 e C2.
Il Mantova ha partecipato ai massimi tornei del Comitato Regionale Emiliano nelle annate 1919-20 e 1994-95 e al Campionato Alta Italia nella stagione 1943-44, che fu un torneo calcistico disputatosi nei territori della Repubblica Sociale Italiana.</ref>

Statistiche di squadra[modifica | modifica sorgente]

Abbonati
Eccellenza 1994-1995 n.d.
C.N.D. 1995-1996 400 c.a
C.N.D. 1996-1997 400 c.a.
Serie C2 1997-1998 426
Serie C2 1998-1999 374
Serie C2 1999-2000 423
Serie C2 2000-2001 389
Serie C2 2001-2002 515
Serie C2 2002-2003 526
Serie C2 2003-2004 549
Serie C1 2004-2005 1.506
Serie B 2005-2006 4.156
Serie B 2006-2007 5.658
Serie B 2007-2008 6.448
Serie B 2008-2009 4.572
Serie B 2009-2010 4.123
Serie D 2010-2011 1.512
Seconda Divisione 2011-2012 1.215
Seconda Divisione 2012-2013 976
Seconda Divisione 2013-2014 1.398
Media spettatori
Eccellenza 1994-1995 1.362
C.N.D. 1995-1996 1.541
C.N.D. 1996-1997 1.406
Serie C2 1997-1998 1.585
Serie C2 1998-1999 1.717
Serie C2 1999-2000 1.515
Serie C2 2000-2001 1.788
Serie C2 2001-2002 1.729
Serie C2 2002-2003 2.238
Serie C2 2003-2004 2.395
Serie C1 2004-2005 4.140
Serie B 2005-2006 8.595
Serie B 2006-2007 9.036
Serie B 2007-2008 8.451
Serie B 2008-2009 7.035
Serie B 2009-2010 5.523
Serie D 2010-2011 2.898
Seconda Divisione 2011-2012 1.877
Seconda Divisione 2012-2013 1.492
Seconda Divisione 2013-2014 2.423


Partite storiche:

Stagione Partita Risultato Marcatori Spettatori Note
Serie C 1958-1959 Mantova Mantova - Siena Siena 1-0 Fantini 18.000 c.a. Spareggio promozione a Genova
Serie A 1961-1962 Juventus Juventus - Mantova Mantova 1-1 Allemann 40.000 circa Storico debutto in Serie A, con un prestigioso pari sul campo della Juve campione in carica.
Serie A 1966-1967 Mantova Mantova - Inter Inter 1-0 Di Giacomo 25.000 c.a. Storica vittoria contro i nerazzurri che in quella partita persero lo scudetto
Serie A 1971-1972 Milan Milan - Mantova Mantova 0-1 Panizza 45.000 circa Nell'ultimo campionato di A la perla fu la storica vittoria nella San Siro rossonera, rete di Panizza in contropiede a 3' dalla fine
Serie C2 1985-1986 Ospitaletto Ospitaletto - Mantova Mantova 0-0 (3-4) d.c.r. 15.000 Spareggio promozione a Piacenza
Serie C2 2003-2004 Mantova Mantova - Cremonese Cremonese 2-0 Graziani (2) 8.265 Partita che sancì la quasi matematica promozione in C1 nel Derby
Serie C1 2004-2005 Mantova Mantova - Pavia Pavia 3-0 Graziani (2), Lanzara 11.475 Finale play-off - ritorno
Serie B 2005-2006 Mantova Mantova - Torino Torino 4-2 Caridi (2), Cioffi, Noselli 14.755 Finale play-off - andata
Serie B 2006-2007 Verona Verona - Mantova Mantova 0-3 Mezzanotti, Sommese, Noselli 17.089 Storica vittoria a Verona nel derby
Serie B 2006-2007 Mantova Mantova - Juventus Juventus 1-0 Bernacci 14.768 Storica impresa di battere la Juventus imbattuta da 51 partite disputate tra serie A e serie B
Serie B 2006-2007 Mantova Mantova - Genoa Genoa 1-0 Tarana 13.577 Goal al 96' di Tarana dopo aver superato in dribbling 5 avversari con conseguente promozione rimandata per il Genoa al quale era necessario un solo punto

Statistiche individuali[modifica | modifica sorgente]

Presenze in campionato
Italia Manuel Spinale 345
Italia Mirko Bellodi 336
Italia Gustavo Giagnoni 295
Italia Nicola Lampugnani 271
Italia Dante Micheli 258
Italia Gaetano Caridi 242
Italia Pierangelo Avanzi 233
Italia Gabriele Graziani 226
Italia Antonio Vismara 218
Italia William Negri 210
Italia Silvano Mazzi 210
Italia Ugo Tomeazzi 209
Goleador in campionato
Italia Gabriele Graziani 83
Italia Sauro Frutti 52
Italia Silvio Dellagiovanna 52
Italia Ettore Recagni 47
Italia Luciano Benetti 46
Italia Gaetano Caridi 44
Italia Denis Godeas 43


Tifoseria[modifica | modifica sorgente]

Storia[modifica | modifica sorgente]

Il movimento ultras mantovano nasce nel lontano 1968 con gli Arditi presto seguiti negli anni successivi dagli Ultras e dai Commandos. Verso la fine degli anni 70 nacquero anche le Brigate Biancorosse e il cuore del tifo si spostò dalla gradinata alla storica Curva Te.

Nel 1982 la svolta: i gruppi ultrà si unificarono sotto il nome di CUCT (Commando Ultrà Curva Te). Esperienza che durò fino al 1986 quando in seguito alla retrocessione in C2 dei biancorossi il CUCT si sciolse. Nacquero così i Virgilian’s Kaos che insieme alla Vecchia Guardia (club nato dalle ceneri dei tre gruppi padri Ultras, Commandos e Arditi), presero le redini della curva. Dal quartiere popolare di Lunetta, nel 1993 nacquero anche gli Skonvolts che, insieme ai primi due, hanno guidato la Curva Te per quasi vent'anni. In questi anni nacquero gruppi come gli Psyco, Tranquil Group, Skegge Gonzaga, Viking Asola, Alcoolica Bagnolo, Alcoolica Bozzolo e Nord-Kapp Casaloldo.[9]

Nel 2006 si decide di avanzare un primo tentativo di unificare il movimento ultras sotto il nome di Ultras Mantova ma l'esperimento durò poco. Di lì a pochi anni (2009), complice la crisi del mondo ultrà tra divieti e repressioni, il direttivo della Curva Te si sciolse per motivi interni.

Col fallimento della società e la ripartenza dai dilettanti il movimento ultrà mantovano riprende vita con un gruppo di ragazzi, provenienti dai diversi gruppi della curva (Futili Motivi, Psyco, Pensiero Fisso e Gioventù Bruciata), che si riconosce sotto il nome di Ultras Mantova 1975. Poco dopo a loro si aggregano anche i Virgilian’s Kaos così come gli ex componenti dei gruppi Skonvolts e Lunetta. Oltre agli ultras a Mantova è presente anche un forte Centro di Coordinamento che gestisce una ventina di Mantova Club sparsi per la provincia. Da ricordare il Club dal Platan, uno dei club più antichi e longevi club di tifosi nel panorama italiano.

Curva Te

La tifoseria mantovana è ben radicata nel territorio provinciale dato l'elevato numero di gruppi provenienti fuori città. Ciò sottolinea il grande attaccamento tra squadra e cittadini di città e provincia. Nel corso degli anni, la tifoseria mantovana ha stretto amicizie storiche con gli Ultras del Brescia, del Cesena e del Prato. Durante gli europei di calciodel 2008 alcuni ragazzi della curva incontrano e stringono amicizia con alcuni ultras del Lens. Dal 2010 ad oggi le due tifoserie si sono incontrate spesso sia a Mantova che in terra francese stringendo un'ottima amicizia. Le rivalità più sentite sono con la tifoseria del Verona e della Cremonese, anche se dopo la finale Play-Off del 2006, persa dal Mantova col Torino, la rivalità tra le due opposte fazioni è in crescita. Altre rivalità molto sentite sono con il Modena, il Suzzara e la Reggiana.

Gemellaggi e rivalità[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Derby calcistici in Lombardia.

Gemellaggi

Amicizie

Rivalità forti

Rivalità moderate

Organico[modifica | modifica sorgente]

Rosa 2013-14[modifica | modifica sorgente]

aggiornata al 20/07/2013[10]

N. Ruolo Giocatore
Italia P Andrea Bavena
Italia P Marco Festa
Italia P Gregorio Fracalossi
Italia D Francesco Bini
Italia D Nicola Donazzan
Italia D Samuele Olivi
Italia D Cesare Rickler
Italia D Stefano Pondaco
Italia D Denny Cardin
Italia D Alessandro Vecchi
Italia D Matteo Mancini
Brasile D Matheus Favarin
Italia D Simone Guarco
Italia C Jacopo Fortunato
N. Ruolo Giocatore
Italia C Alberto Creati
Italia C Giorgio Schiavini
Italia C Matteo Severino
Italia C Francesco Cocci
Italia C Francesco Baltieri
Italia C Alberto Quadri
Italia C Manuel Spinale (capitano)
Italia A Andrea Alberti
Italia A Cris Gilioli
Italia A Simone Masini
Italia A Roberto Floriano
Italia A Alessandro De Respinis

Staff tecnico[modifica | modifica sorgente]

AC Mantova logo.png
Area tecnica
  • Allenatore: Carlo Sabatini
  • Allenatore in seconda: Gianni Migliorini
  • Collaboratore tecnico: Mirko Benevelli
  • Preparatori atletici: Elia Berti, Mino Malatrasi, Corrado Merighi
  • Preparatore portieri: Mirko Bellodi
  • Fisioterapisti: Paolo Belingheri, Moreno Benedini, Marcello Croci
  • Medico Sociale: Enrico Ballardini


Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Dal greco = "puzza".
  2. ^ La Juventus vince lo scudetto 1966/67
  3. ^ Ansa: Il Mantova non si iscrive alla Lega Pro
  4. ^ Mantova, ora c'è la firma: il 50% ceduto ai bergamaschi
  5. ^ Storie di Calcio
  6. ^ Torna In Viale Te Lo Storico Logo Dell' Acm
  7. ^ Il nuovo staff del vivaio del Mantova: Fincatti, Graziani, Pavesi e Cortesi - Tutto Mantova
  8. ^ Incluso nel numero l'annata 2013-2014
  9. ^ http://www.lapadovabene.is/blog/2009/10/09/mantua-me-genuit/
  10. ^ Rosa e Staff Tecnico

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

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