Mantova Football Club
| Mantova F.C Calcio |
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| Virgiliani, BiancoBandati | ||||
| Segni distintivi | ||||
| Uniformi di gara
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| Colori sociali | ||||
| Inno | Forza Mantova Dave Rodgers |
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| Dati societari | ||||
| Città | Mantova | |||
| Paese | ||||
| Confederazione | UEFA | |||
| Federazione | ||||
| Campionato | Lega Pro Seconda Divisione | |||
| Fondazione | 1911 | |||
| Rifondazione | 1983 | |||
| Rifondazione | 1994 | |||
| Rifondazione | 2010 | |||
| Presidente | ||||
| Allenatore | ||||
| Stadio | Danilo Martelli (attualmente: 7.100 - originali: 14.884 posti) |
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| Sito web | www.mantovafc.it | |||
| Palmarès | ||||
| Titoli nazionali | 1 Campionato di Serie B 1 titolo di IV Serie |
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| Si invita a seguire il modello di voce | ||||
Il Mantova Football Club è la principale società calcistica di Mantova. Milita attualmente in Lega Pro Seconda Divisione. I colori sociali sono il bianco ed il rosso. La squadra ha disputato 12 campionati italiani di massima serie, ottenendo come migliore piazzamento il nono posto nella stagione 1961-1962. Disputa le partite interne nello stadio Danilo Martelli di Mantova (14.884 posti).
Storia [modifica]
Gli anni venti - quaranta: Dalla fondazione alla seconda guerra mondiale [modifica]
Il gioco del calcio approda in riva al Mincio per merito di due pionieri: Ardiccio Modena e Guglielmo Reggiani. Il primo, di ritorno da Liverpool dove aveva vissuto per qualche tempo, contagia l'amico: assieme comprano un pallone e fondano, nel lontano 1906, il Mantua Football Club.
La società, che giocava in piazza Virgiliana, ha vita breve (sparisce l'anno dopo) ma viene ricordata per essere stata la prima in provincia di Mantova. L'esperienza non va persa: Modena fonda la Vis et Virtus e Reggiani, per non essere da meno, il Gruppo del Calcio.
Si procede su binari separati fino al 1911, quando le due entità si fondono dando vita all'Associazione Mantovana del Calcio (A.M.C.). Viene costruito nel frattempo il primo vero campo da calcio, all'Ippodromo del Te. Fu così che la Mantovana partecipò al suo primo vero campionato nel 1914-15, categoria promozione. Durante la prima guerra mondiale l'A.M.C. aveva deciso di cambiare nome, utilizzando il più comodo Associazione Calcio Mantova e organizzando amichevoli e partite con sempre maggior frequenza.
I primi anni sono ricchi di soddisfazioni. La squadra lombarda, infatti, dopo la fine della Grande Guerra, venne ammessa in Prima Categoria, il campionato di massima serie. Il campionato di Prima Categoria era strutturato in eliminatorie regionali le cui migliori si sarebbero qualificate alla fase nazionale per l'assegnazione del titolo. Il primo campionato fu buono per il Mantova, che ottenne un terzo posto nel girone emiliano, a ridosso delle qualificate Bologna e Modena. Nel campionato successivo la squadra lombarda riuscì a centrare, per la prima volta, la qualificazione alla fase nazionale, grazie a due vittorie nello spareggio qualificazione contro il Parma (1-0 e 4-0); inserita nel girone C di semifinale insieme a Torino, Legnano e Padova, il Mantova concluse il girone al terzo posto a pari merito con i veneti.
A fine campionato, le ventiquattro squadre maggiori, insoddisfatte dell'elefantiaco allargamento del campionato (ben 88 società parteciparono alla Prima Categoria 1920-1921) e desiderando un torneo più elitario, fuoruscirono in massa dalla FIGC creando un campionato concorrente a 24 squadre - la Prima Divisione - gestito dalla neonata CCI (Confederazione Calcistica Italiana). Il Mantova era una delle società secessioniste e nel campionato della CCI si piazzò quarta nel girone A. Nel 1922 FIGC e CCI si riunificarono e il Mantova venne ammesso alla nuova Prima Divisione Nord a 36 squadre. Dalla stagione successiva il campionato doveva però tornare a 24 squadre con il risultato che le retrocessioni vennero aumentate a quattro per girone per un totale di 12. L'aumento delle retrocessioni fu fatale ai mantovani che, arrivando noni nel girone A, retrocedettero in Seconda Divisione.
Nella stagione successiva il Mantova vinse il girone D qualificandosi al girone finale nel quale si piazzò però solo sesta, mancando la promozione nella massima serie. Il Mantova venne comunque ripescato in Prima Divisione dopo che l'arbitro che l'anno precedente aveva diretto la decisiva sfida salvezza dei lombardi contro la Virtus Bologna, confessò di essere stato corrotto dai felsinei: la FIGC decretò dunque il risarcimento per i virgiliani, e la radiazione per gli emiliani, in quello che fu il primo vero grande scandalo del calcio italiano.
Ritornato in Prima Divisione, restò nella massima serie per due anni. Al termine della stagione 1925-1926 venne relegata nel campionato cadetto, ribattezzato a partire dalla stagione 1926-1927 Prima Divisione dopo che la massima serie aveva cambiato nome da Prima Divisione a Divisione Nazionale. Restò nel campionato cadetto fino alla stagione 1928-1929, quando la scissione della Divisione Nazionale in una Divisione Nazionale Serie A e Divisione Nazionale Serie B declassò la Prima Divisione al terzo livello.
Rimase nel terzo livello del calcio italiano (dal 1929 al 1935 Prima Divisione, dal 1935 Serie C) fino al dopoguerra, ottenendo degli ottimi piazzamenti soprattutto nei campionati che vanno dal 1939-1940 al 1942-1943 quando, con una serie di secondi e terzi posti, il club sfiorò più volte l'accesso alle Finali per la promozione in B.
Gli anni cinquanta: Il dopoguerra e il Piccolo Brasile [modifica]
La seconda guerra mondiale finisce, il Mantova riprende le proprie attività, ripartendo da una serie B a più gironi.
Alcuni anni più tardi inizia la discesa, causata soprattutto da motivi finanziari, ma anche da una riforma dei tornei che nel 1948 fa ritornare la Serie B a girone unico, causando la caduta in C dei virgiliani. La squadra resta comunque competitiva e lo dimostra il fatto che nella stagione 1951-1952, grazie a un secondo posto nel girone B, riesce a qualificarsi al nuovo campionato di Serie C a girone unico evitando la retrocessione nella nuova IV Serie.
Nel 1953-1954 il tracollo è definitivo: i virgiliani arrivano ultimi, con sole 3 vittorie all'attivo. Si scende in quarta serie: non se ne fa un dramma ma si approfitta della situazione per ringiovanire l'organico.
L'epopea del "Piccolo Brasile" comincia nel 1955-1956: una bella favola, che proietta i virgiliani dall'inferno all'olimpo del calcio italiano. Il nome "Piccolo Brasile" venne coniato da un giornalista di Lucca. Il Mantova era impegnato in terra toscana: di fronte al gioco spumeggiante, il cronista non seppe trattenersi e confessò che gli sembrava di trovarsi ad ammirare il Brasile, invece che il Mantova. Il mito era nato. A questa squadra sono legati indissolubilmente alcuni grandi personaggi. Impossibile non citare colui che seppe plasmare il carattere dei giocatori, guidandoli da bordo campo: Edmondo Fabbri, il popolare "Omino di Castelbolognese". Altro "deus ex machina" di questa squadra straordinaria fu Italo Allodi, giunto a Mantova da Suzzara (sua città d'adozione) nelle vesti di calciatore ed affermatosi poi come il primo, vero general manager italiano. Fabbri poi andò alla Nazionale, Allodi disegnò la grande Inter di Angelo Moratti: con queste basi dunque il Mantova entrò di diritto nell'èlite del calcio, salvo poi compiere il cammino inverso qualche anno dopo.
Anni dopo arriva un importante sponsor, la ditta petrolifera Ozo[1], che è proprietaria della raffineria sorta alle porte della città. La squadra cambia i colori sociali in onore dello sponsor: da biancazzurri a biancorossi. Comincia la scalata: a fine torneo la classifica vedrà i biancorossi al secondo posto, risultato questo che garantisce l'accesso alla Quarta serie d'Eccellenza. Il Mantova che nel 1957-1958 partecipa alla campionato Interregionale Prima Categoria (detto anche di "Eccellenza") è figlia del lavoro di Italo Allodi, passato dal campo alla scrivania. Fabbri riuscirà ad amalgamare per bene il tutto, portando i biancorossi a centrare la seconda promozione consecutiva. Si approda in serie C, stagione 1958-59.
Grande spettacolo in campo, emozioni a non finire. A poche giornate dal termine, il Mantova è secondo, dietro al Siena. Il destino vuole che i virgiliani si rechino proprio in Toscana: i biancorossi si impongono per 2-0 con gol di Turatti e Recagni: è aggancio. In campionato finiscono a pari punti, serve lo spareggio in campo neutro a Genova, il 28 giugno 1959. Ancora una volta il cuore e la grinta del Mantova hanno la meglio: si vince 1-0, rete di Fantini. Viene così ottenuta la promozione in Serie B.
La squadra venne seguita da diecimila tifosi che si portarono al Marassi per quella sfida, che resta una delle più belle pagine sportive che Mantova abbia vissuto.
Gli anni sessanta: la Serie A [modifica]
Nella stagione 1960-1961, solo il Venezia arriva davanti ai biancorossi, forte di una contestata vittoria (3-2) casalinga. La sicurezza matematica della promozione in Serie A avviene in casa col Brescia (2-0), alla terzultima gara. In quattro anni il Mantova è passato dalla quarta serie all'Olimpo del calcio.
La società, presieduta da Peppe Nuvolari, provvede all'ingaggio degli stranieri. Dal Santos arriva Angelo Benedicto Sormani, vice di Pelé; dalla Svizzera Tony Allemann, quindi un altro brasiliano, Nelsinho, che non darà buona prova delle sue capacità tecniche. Il debutto è a Torino contro la Juventus. Finisce 1-1, con reti di John Charles per la Juve e di Alleman per i virgiliani. Alla conclusione del campionato il Mantova chiude al 9º posto con 32 punti, migliore risultato della sua storia. L'anno dopo la squadra riesce a salvarsi grazie ai goal del tedesco Karl Heinz Schnellinger e alle parate del giovane Dino Zoff.
L'anno dopo il Mantova retrocede in Serie B, mentre sul fronte societario qualcosa di importante sta succedendo. Da alcuni mesi l'ing. Sergio Previdi è presidente mentre alla ribalta si è già affacciato un quistellese di Milano, l'industriale Andrea Zenesini, titolare dell'Europhon.
Si riparte con Giancarlo Cadè in panchina, stagione 1965-1966. Il Mantova è terzo e torna subito in Serie A.
Siamo al 1966-1967. Il 1º giugno 1967 all'ultima giornata al Martelli scende l'Inter, una settimana dopo la sconfitta in finale di Coppa dei Campioni a Lisbona ed esce sconfitta anche dal Mantova perdendo lo scudetto.[2] Ci sono 25 mila spettatori, record assoluto di presenze, i quali assistono alla famosa papera di Giuliano Sarti che, in avvio di ripresa, si lascia scappare un facile tiro di Beniamino Di Giacomo. Lo scudetto va alla Juventus e i biancorossi finiscono a centro classifica.
Nella stagione 1967-1968, il Mantova viene retrocesso in Serie B. Gustavo Giagnoni, detto il Giagno, salva la squadra e l'anno dopo arriva quarto ad un solo punto dalla promozione. Il ritorno nella massima serie è rinviato alla stagione successiva: nel 1970-1971 vince il campionato e si ritorna in Serie A.
Gli anni settanta: il tracollo e la serie C [modifica]
Se rapida è stata la scalata dalla Quarta serie alla Serie A, ancora più veloce la discesa: in 14 mesi la squadra biancorossa si ritrova in Serie C. In Serie B, all'ultima giornata, il Mantova è a pari punti col Brescia e lo scontro diretto con le rondinelle si gioca al Martelli: bisognava però vincere, perché la differenza reti favoriva i cugini. E quella gara fu drammatica: il Brescia passò subito all'inizio con un gol di Marino, e nella ripresa i virgiliani riuscirono solo a pareggiare grazie ad un rigore di Panizza. La favola del Mantova si chiude nel giugno del 1973.
Per 32 anni non si vedrà più la serie B.
La C si rivela un inferno dal quale sembra impossibile uscire. Nel 1973-1974 i biancorossi arrivano settimi, l'anno dopo undicesimi. Leggermente meglio nel 1975-1976, con sesto posto finale.
Il 1977-1978 fu un buon anno: occorreva arrivare nei primi dodici per guadagnare l'accesso alla C1 per la ristrutturazione dei campionati: il Mantova si piazza al terzo posto.
Nel corso della stagione 1978-1978 al timone dirigenziale passa Romano Freddi: i biancorossi, nonostante un attacco superlativo (Frutti e Dri su tutti), si salvano nell'ultima partita grazie ad un 5-0 rifilato alla Cremonese. Il 1979-1980 è sempre all'insegna del basso profilo. Dopo un avvio disastroso, Freddi esonera Tomeazzi e chiama Ottavio Bianchi. Il futuro tecnico del Napoli di Maradona salva la squadra ma preferisce poi andarsene alla Triestina nella stagione successiva.
Gli anni ottanta: la C2 e il fallimento [modifica]
Il 1982-1983, il primo in Serie C2 nella storia del Mantova, è segnato da una crisi societaria violenta. Se sul campo le cose non vanno male, terzo posto finale che non serve però a centrare la promozione, sono gli uffici legali a meritare tutta l'attenzione. I tanti creditori hanno fatto causa: l'Associazione Calcio Mantova viene dichiarata fallita.
Quando sembra che il calcio sia arrivato alla conclusione in casa biancorossa, ecco spuntare Franco Quartaroli nelle vesti di traghettatore. L'ex presidente del Suzzara prima assume i panni del liquidatore, poi quando i vari potenziali gruppi si ritirano, decide di prendersi in prima persona l'onere di portare avanti la squadra.
Nel frattempo il fallimento prosegue ed il Mantova va all'asta per la somma di 360 milioni di lire: se lo aggiudica un gruppo veronese, trainato da Mariuccio Vassanelli, e la società biancorossa risorge dalle sue stesse ceneri col nome di Nuova Associazione Calcio Mantova. In questo caos non era lecito attendersi molto, e difatti i biancorossi terminano al quarto posto.
L'anno dopo, il 1984-1985, i veronesi fanno le cose in grande, ingaggiando ottimi giocatori. Le cose non vanno però per il meglio: la truppa termina al sesto posto lontano dalle prime.
Nel 1985-1986, il Mantova si toglie la soddisfazione di riguadagnare la Serie C1, anche se sceglie la difficile strada dello spareggio contro l'Ospitaletto. Si rende necessario dunque uno spareggio, alla Galleana di Piacenza: 10.000 mantovani accompagnano la squadra al trionfo, che avviene l'8 giugno 1986 ai calci di rigore con le parate di Nadir Brocchi.
Dopo parecchi anni si torna in Serie C1, e a fine campionato la squadra ritorna in Serie C2.
Si ricomincia dalla Serie C2, stagione 1987-1988. In panchina siede l'ex interista Mario Corso. Lo spettacolo non è dei più entusiasmanti, ma l'allenatore compie il proprio dovere, centrando un filotto di risultati consecutivi e vincendo il campionato di Serie C2 al primo tentativo.
In Serie C1 Corso viene riconfermato. Senza strafare arriva un sesto posto finale. Corso se ne va e nel 1989-1990, Serie C1, come mister viene chiamato Gian Piero Ghio. Il Mantova arriva quinto, guadagnando l'accesso alla Coppa Italia dei professionisti. Dopo anni, i virgiliani ritornano ad affrontare ufficialmente squadre di Serie B.
Gli anni novanta: dal sogno Serie B ai Dilettanti [modifica]
Il campionato 1990-1991 sarà il torneo più negativo della storia del Mantova: ultimo posto con soli 19 punti, retrocessione annunciata già a marzo con record (ben 8) di sconfitte casalinghe, malgrado la girandola di tecnici (Catuzzi, Pelagalli e infine Sergio Carpanesi).
Pasquali medita quindi propositi d'abbandono, anche perché in società è entrato un certo Paolo Grigolo, anche lui veronese, già presidente del S. Martino Buonalbergo. Il 1991-1992 è un altro anno difficile, con avvicendamenti in panchina e in società. La squadra terminerà con il 4º posto finale.
L'estate successiva, nel campionato 1992-1993, Grigolo lavora lacremente per ridare al Mantova immagine e prestigio, urlando propositi ambiziosi: fa rimettere a posto il cadente Martelli a sue spese, acquista un pullman per la prima squadra, sposta la sede in centro città. Ma soprattutto chiama Franco Manni come direttore generale, Gustavo Giagnoni e Ernesto Bronzetti come consulenti per il mercato e, dopo il rifiuto di Bellotto, tecnico emergente, Ugo Tomeazzi in panchina. Viene allestita un'ottima formazione, capace di dominare il campionato: la squadra approda in C1 con un mese di anticipo, ben 10 punti sulla terza. Di nuovo in C1, con velleità di cadetteria che non vengono nascoste. Grigolo infiamma i tifosi, dichiarandosi pronto ad allestire un team da Serie B.
Il presidente è un trascinatore, e non si smentisce: la campagna acquisti, affidata a Manni ed al nuovo ds Beniamino Vignola, è ancora di prim'ordine e tutti si aspettano un ottimo inizio di campionato. Invece si fatica ad ingranare e alla decima giornata viene richiamato Tomeazzi: la squadra riprende la marcia trionfale dell'anno precedente e si installa al primo posto in classifica. La città si risveglia d'entusiasmo: dopo aver battuto il Chievo davanti a 10.000 persone in visibilio, sul più bello il meccanismo s'inceppa. A fine campionato i veronesi conquistano la B mentre al Mantova affronta gli spareggi: in semifinale perde all'andata a Como (2-1) e al ritorno non va al di là dello 0-0.
La Lega Nazionale Professionisti comunica la retrocessione in C2 a tavolino per illecito amministrativo. Era stato infatti scoperto che le pratiche per le iscrizioni al campionato 1993-1994 erano gravate da irregolarità inizialmente passate inosservate. Senza più una dirigenza, la squadra subisce l'esclusione anche dalla quarta serie, finendo nelle categorie dilettantistiche.
Nell'estate 1994, Mantova non ha più una società di calcio professionistica. Grazie ad alcune persone di buona volontà, si tenta di ricostruire qualcosa dalle macerie. Il massimo che si riesce ad ottenere, comunque, è il diritto sportivo da una squadra di Promozione, il 3B Porto: grazie ai buoni uffici di qualcuno, tra i quali l'ex calciatore Tonghini, il Mantova Calcio 1994 (nuovo nome della società), potrà partecipare in via eccezionale al campionato regionale di Eccellenza del Crer. In poche parole, si riparte dai dilettanti. Presidente è Romano Freddi, una vecchia conoscenza del calcio mantovano.
Al termine del campionato 1994-1995, precedendo il San Prospero di un solo punto, i biancorossi vincono il campionato, guadagnando il diritto a giocare in Serie D l'anno successivo.
Tutti pensavano di potercela fare ancora una volta, ma il Mantova nella stagione 1995-96 si arrese all'Iperzola. L'estate successiva Freddi conferma Frutti, che però paga un inizio mediocre e cede il posto a Gianni Ragazzoni, il quale, pur senza eccessivi sforzi, sistema le cose e vince con largo anticipo un girone davvero modesto dal punto di vista tecnico.
Dopo nemmeno tre anni, nel maggio del 1997, il Mantova torna tra i professionisti.
Le stagioni 1997-1998, 1998-1999 e 1999-2000 non hanno nulla di particolare se non i play-off disputati (e poi persi) dal Mantova contro il Prato (2-1, 1-1).
I rapporti tra Freddi e la tifoseria si scaldano a tal punto che lo stesso Freddi decide di passare la mano a Mario Cioli.
Anni 2000 [modifica]
La squadra viene rinforzata, ma il registro non cambia. Anche nella stagione 2000-2001, il Mantova, sotto la guida di Giorgio Roselli, si trova in zona play-out; l'allenatore diviene Loris Boni, che aveva iniziato la stagione come DS, mentre Tomeazzi è responsabile area tecnica. La squadra cambia volto e rimonta moltissime posizioni: a 4 gare dal termine è in zona playoff, con vantaggio di avere tre gare da giocare in casa. La sconfitta interna nello scontro diretto con la Triestina (1-2) esclude però i biancorossi dai giochi promozione.
Nella stagione 2001-2002 si riparte con nuovi stimoli e un nuovo tecnico: Marco Falsettini. Arrivano acquisti importanti e viene riscattato Graziani alle buste col Teramo. Cioli ha speso una cifra enorme per vincere la Serie C2 e la squadra, almeno nelle amichevoli e in Coppa, dà fiducia. Con l'inizio del campionato cominciano le difficoltà: la squadra gioca male e fa pochi punti.
Dopo la sconfitta casalinga 0-1 col Gubbio, Mario Cioli decide di vendere ad una cordata veronese composta da Andrea Fagnani, Alberto Castagnaro e Corrado Serato. Nuovo direttore generale è Mario Preto. L'allenatore Falsettini per il momento è confermato, ma dopo lo scialbo pareggio di Sassuolo arriva al suo posto Sauro Frutti, il quale dura poco (solo due partite) e cede il posto a Roberto Boninsegna. Al mitico "Bonimba" viene affidata la panchina biancorossa, oltre alla responsabilità dell'area tecnica. Nello scontro decisivo i biancorossi perdono in casa 2-0 con la Sambenedettese e tutto è rimandato alla stagione successiva.
Dopo una feroce contestazione se ne vanno Fagnani e Serato, mentre Alberto Castagnaro diventa il nuovo presidente. La società torna alla vecchia denominazione: A.C. Mantova 1911. La nuova stagione, 2002-2003, parte bene, ma poi la squadra subisce una flessione e va in crisi di gioco e risultati. Castagnaro solleva Boninsegna dall'incarico di allenatore e al suo posto arriva il duo Benevelli-Bogoni. La storia si ripete: i biancorossi si rimettono in pista, ottenendo il quarto posto utile per i play-off. Avversario di turno il Südtirol: dopo l'andata vittoriosa al Martelli per 2-1, nella partita di ritorno (giocata a Treviso davanti a 2000 tifosi virgiliani) gli altoatesini ribaltano il risultato con un secco 2-0, condannando i virgiliani a un'altra stagione in Serie C2.
Si arriva alla stagione 2003-2004, in panchina arriva Domenico Di Carlo, alla sua prima esperienza da allenatore professionista dopo un anno alla guida della Primavera del Vicenza. Direttore sportivo è Giuseppe Magalini, proveniente dal settore giovanile del Chievo.
L'inizio è difficile, ma con l'arrivo della primavera e di alcuni innesti, la squadra si ritrova e inanella una serie continua di risultati positivi. Il Mantova conquista la vetta che manterrà fino alla fine del campionato; l'apoteosi è raggiunta nel derby con la Cremonese, con oltre 8000 spettatori al Martelli. Il Mantova si impone per 2-0 e distanzia di 9 punti la seconda a tre giornate dal termine. La certezza della promozione arriva il 24 aprile quando il pareggio fra Olbia e Südtirol sancisce la promozione matematica del Mantova, che vince il suo secondo campionato di C2 e torna in C1 dopo 11 anni.
Il 19 giugno 2004 Castagnaro cede la quota di maggiornaza della società a Fabrizio Lori, giovane ma già affermato capitano d'industria mantovano alla guida di un colosso leader mondiale nella produzione di materie plastiche. Lori diventa presidente del Mantova, Castagnaro assume la carica di Vice Presidente.
Fin dall'inizio il nuovo presidente non fa mistero delle proprie ambizioni e dichiara pubblicamente di voler riportare il Mantova nel firmamento del calcio nazionale. Alle parole seguono ben presto i fatti: il direttore sportivo Magalini infila una serie di colpi a sensazione in virtù dei quali i biancorossi, al termine del calcio mercato, vengono unanimemente indicati come i favoriti per la vittoria finale. In panchina resta Mimmo Di Carlo, che porta i biancorossi in cima alla classifica esattamente al termine del girone d'andata. I virgiliani conservano la vetta per una sola giornata e vengono superati dalla Cremonese. Nessuno perde la testa e viene conquistato il diritto a disputare i play-off.
Il Mantova inizia play-off col botto: vittoria per 4 - 2 a Frosinone e finale ipotecata. Il match di ritorno è una pura formalità e va ricordato per uno strepitoso gol di Paolo Poggi in rovesciata. La finale viene disputata contro il Pavia, che ha eliminato il Grosseto.
La partita d'andata sembra mettersi male in quanto gli uomini di Torresani si portano in vantaggio con un calcio di punizione dell'ex Sciaccaluga deviato dalla barriera. Nella ripresa segnano Caridi e per due volte Alessandro Noselli. Il 19 giugno la partita Mantova-Pavia si disputa al cospetto di oltre 12.000 spettatori. All'8' del primo tempo i palloni alle spalle del portiere pavese Bressan sono 3, in virtù della doppietta di Ciccio Graziani e del gol di Lanzara. Si è trattato del torneo che segna il ritorno della compagine virgiliana in Serie B, dopo 32 anni.
Nella stagione 2005-2006 il Mantova disputa un ottimo campionato da neopromossa, guidando perfino la classifica di Serie B per i primi quattro mesi. Da gennaio la squadra cala il rendimento, ma riesce comunque a qualificarsi per i play-off con il 4º posto finale. Nella semifinale supera il Modena, classificatosi 5º, grazie a due pareggi (0-0 esterno e 1-1 casalingo) e dunque alla migliore posizione di classifica. Nella finale di andata, che assegna un posto in Serie A, supera il Torino per 4-2 a Mantova; nella partita di ritorno, però, il Torino riesce a ribaltare il risultato, vincendo per 3-1 dopo i tempi supplementari.
Nella stagione 2006-2007 il Mantova conclude il campionato all'ottavo posto e ottiene una prestigiosa vittoria infliggendo alla Juventus la prima sconfitta nel campionato di serie B (1-0), grazie a un autogol Robert Kovac. Da ricordare anche la vittoria per 3-0 sul campo dei rivali dell'Hellas Verona e quelle casalinghe sul Napoli e sul Genoa al 95' con goal di Emiliano Tarana.
L'11 giugno 2007 la dirigenza annuncia il nuovo allenatore dell'ACM: è Attilio Tesser, reduce da due brevi esperienze in A con Cagliari e Ascoli. Domenico Di Carlo va ad allenare il Parma. La società opera una sontuosa campagna acquisti, portando a Mantova tra gli altri l'ex azzurro Stefano Fiore, Dario Passoni, Giorgio Corona, Gianluca Pegolo, Jacopo Balestri e Giorgio Lucenti. A seguito degli scarsi risultati ottenuti e del gioco espresso nelle ultime partite, l'allenatore Tesser viene esonerato e sostituito dapprima da Giuseppe Brucato e quindi, 27 ottobre 2008, da Alessandro Costacurta al suo esordio assoluto da allenatore. Il 9 febbraio Costacurta si dimette, al suo posto la società ingaggia Mario Somma, che avrà al suo fianco come secondo Alessandro Nuccorini, commissario tecnico della nazionale italiana di calcio a 5. Il Mantova chiude la stagione al 13º posto, assicurandosi così la permanenza nella serie cadetta per il quinto anno consecutivo. Nell'estate 2009, il presidente Fabrizio Lori ingaggia Michele Serena. La squadra venne ringiovanita e privata dei giocatori più forti applicando una politica al risparmio, esigenze dovute al difficile momento economico della società. Nella stagione 2009-2010 la squadra chiude il campionato con la retrocessione in Prima Divisione, al terzultimo posto con 48 punti, frutto di dieci vittorie, diciotto pareggi e quattordici sconfitte. Il Mantova retrocede dopo cinque stagioni in Serie B e con una promozione in Serie A sfiorata nel 2006, quando perse in finale dei play-off contro il Torino.
Il 30 giugno 2010 la squadra, a causa dell'ammontare dei debiti, circa 9 milioni, conseguiti dalla gestione Lori, non riesce ad iscriversi al campionato di Lega Pro, scomparendo in tal modo dal calcio professionistico, 16 anni appena dalla sua rifondazione[3].
Anni 2010: La terza rinascita, nasce il Mantova Football Club [modifica]
2010-2011: ritorno tra i professionisti e il centenario [modifica]
Con il fallimento dell'A. C. Mantova 1911 un gruppo di tifosi capeggiato dall'ex presidente Alberto Castagnaro costituisce, il 2 luglio 2010, l'A.S.D. Mantova Football Club ottenendo subito l'affiliazione alla F.I.G.C.. In breve tempo, ottenuto dal Comune di Mantova il mandato a rappresentare la città in ambito calcistico, il nuovo Mantova può ripartire dalla Serie D. Successivamente l'A.S.D. provvederà a trasformarsi in S.r.l. con presidente Bruno Bompieri e con la presenza nel CDA di altri imprenditori mantovani.
Tra gli azionisti del Mantova Football Club risalta per la sua unicità il Mantova United, guidato dal presidente Alberto Castagnaro che acquisisce inizialmente quote per il 25% del capitale del F.C. Mantova. Lo United mette in vendita le proprie azioni (con pacchetti che vanno da 100 a 2000 euro) acquistabili dai tifosi, così da avviare la prima e vera forma di azionariato popolare in ambito calcistico italiano.
Nonostante il fallimento, la società, durante il periodo estivo, dà corso a una campagna acquisti di tutto rispetto, riportando in biancorosso il bomber Gabriele Graziani e riuscendo a trattenere giocatori di categoria superiore, come Manuel Spinale e lo storico portiere Mirko Bellodi.
I tifosi non fanno mancare il loro affetto seguendo in migliaia la squadra in casa ed in buon numero anche in trasferta. Sono 6.000 i tifosi alla festa del centenario col Cantù e oltre 3.500 alla terz'ultima giornata di campionato, il 17 aprile 2011, quando vincendo per 3 a 0 contro il CastelnuovoSandrà, il Mantova consegue matematicamente la promozione, con 1 sconfitta alla Seconda Divisione Lega Pro con il ritorno del calcio virgiliano tra i professionisti.
2011-2012: La salvezza ai play-out [modifica]
Il ritorno tra i professionisti del Mantova viene vissuto dalla società più come un trauma che come un'opportunità di rilancio delle sorti biancorosse, dimostrando i grossi limiti tecnico/economici delle persone a cui il comune aveva affidato il calcio mantovano. Dopo discussioni e dissidi tra i soci, il presidente Bompieri allontana il promettente ds Enrico Dalè, ed ingaggia Stefano Bonometti, che verrà liquidato pochi mesi dopo. Sul mercato vengono commessi errori grossolani puntando su giocatori che non giocavano regolarmente da anni come Samuele Dalla Bona e Stefano Girelli. Esonerato l'allenatore Archimede Graziani e chiamato Claudio Valigi, la squadra stenta in campionato e a metà febbraio si ritrova in zona retrocessione. Il 28 febbraio la società decide di sollevare dall'incarico l'allenatore Valigi sostituendolo con Sauro Frutti e chiamando Roberto Boninsegna come 3° direttore sportivo della stagione. L'ulteriore cambio alla guida della squadra produce solo parzialmente i risultati sperati. Dopo una serie positiva di risultati che avevano fatto sperare al meglio, all'ultima giornata i biancorossi fanno un autentico harakiri perdendo nei minuti finali la decisiva gara di Busto Arsizio (0-2, 3-2). Condannati agli spareggi per la permanenza in Seconda Divisione, l'incontro di andata con il Lecco termina con un risultato di parità (1-1) e di ritorno a Mantova finisce con la vittoria biancorossa (2-1). Più semplice si dimostra lo spareggio finale con la Vibonese: dopo un pareggio a reti inviolate a Vibo Valentia, al Danilo Martelli, davanti a 3.000 tifosi, la partita termina con rotondo 4 a 0, assicurando la permanenza nel calcio professionistico del Mantova.
2012-2013: La svolta societaria [modifica]
Dopo che erano già saltate tre trattative, date già per concluse, per la cessione della società prima all'imprenditore bresciano Livio Cavagna, poi al gruppo spagnolo Platinum (rivelatosi una società fantasma), e in seguito alla cordata di imprenditori padovani capitanata dall'ex presidente del Montichiari, Francesco De Pasquale (revocata dagli stessi soci, dopo il deferimento per il fallimento della società bresciana), viene infine annunciata la vendita del 50% della società ad un gruppo bergamasco capitanato da Enzo Passera e Bruno Bianco.[4]. Dopo settimane di trattative e di silenzi alla fine il 7 settembre i bergamaschi si ritirano lasciando la proprietà al gruppo Bompieri. Dopo una campagna acquisti e una preparazione iniziata con ragguardevole ritardo viene riconfermato sulla panchina Sauro Frutti che il 27 dicembre 2012 viene esonerato, sostituito da Giuseppe Brucato. La squadra termina il campionato a metà classifica ma in società si cercano soci per continuare a dare vita al progetto. Dopo alcuni contatti con diverse cordate, finalmente il 29 aprile, l'imprenditore veronese ed ex presidente della Sambonifacese, Michele Lodi firma per l'acquisto del 70% delle quote societarie e diventa il maggior azionista della società, nonché presidente.
Cronistoria [modifica]
| Cronistoria del Mantova Football Club | |
|---|---|
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Archivio stagioni [modifica]
Rosa attuale [modifica]
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Organigramma societario [modifica]
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Organigramma 2012/13
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Area tecnica
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Presidenti [modifica]
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Allenatori [modifica]
Sponsor Ufficiali [modifica]
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Denominazioni [modifica]
- 1911 - 1918 Associazione Mantovana del Calcio
- 1918 - 1934 Associazione Calcio Mantova
- 1934 - 1945 Mantova Sportiva
- 1945 - 1956 Associazione Calcio Mantova
- 1956 - 1961 Associazione Calcio Ozo Mantova
- 1960 - 1994 Associazione Calcio Mantova
- 1994 - 2002 Mantova Calcio 1994
- 2002 - 2010 Associazione Calcio Mantova
- 2010 - oggi Mantova Football Club
Divisa [modifica]
| La divisa utilizzata dall'OZO Mantova, divenne la casacca ufficiale nel corso degli anni |
| La divisa utilizzata dagli anni settanta fino ai primi anni duemila |
| Terza divisa utilizzata dal 2005 al 2008 |
| La divisa indossata dalla squadra in alcuni campionati degli anni venti |
| La divisa originale - 1911 al 1956 |
La divisa del Mantova Calcio ha una storia particolare. Originariamente la maglia e i calzettoni furono azzurri accompagnati da pantaloncini bianchi. Questa fu la divisa e i colori sociali dal Mantova fino al 1956. Nel corso di questi decenni una breve parentesi va fatta anche per la divisa a scacchi comparsa sulle maglie del mantovane in alcuni campionati degli anni venti. Con la sponsorizzazione del Mantova da parte della raffineria di petrolio OZO (1956), la divisa e i colori sociali della squadra mutarono radicalmente. Si passò infatti dall'azzurro, al bianco e rosso (colori sociali della raffineria) e la divisa venne ridisegnata con un'inusuale banda rossa su petto bianco.
Fu la prima divisa italiana a presentare quello stile. Questa tipologia restò sulle maglie bianco rosse fino alla fine degli anni sessanta quando la squadra andò incontro ad una crisi di risultati in campionato. Da allora la divisa venne ridipinta con maglia rossa e pantaloncini bianchi. La divisa bianco-bandata ricomparve sulle maglie biancorosse solo occasionalmente in alcuni anni novanta, per poi essere resa la divisa ufficiale dell'ACM targata Fabrizio Lori.
Piccola parentesi va fatta per la maglia giallo-verde: essa non ricopre nessun colore sociale particolare del Mantova o di Mantova, ma è stata semplicemente un omaggio al Piccolo Brasile, ovvero il soprannome della squadra durante i suoi anni d'oro (1956-1961 scalata dalla D alla A).[5]
Palmarès [modifica]
- 1 Campionato italiano di Serie B: 1971
- 1 Campionato italiano di Serie C: 1959
- 3 Campionati italiani di Serie C2: 1988, 1993, 2004
- 3 Campionati italiani di Serie D: 1958, 1997, 2011
- 1 Campionato italiano di Eccellenza: 1995
Campionati disputati [modifica]
Campionati nazionali [modifica]
| Livello | Categoria | Partecipazioni | Debutto | Ultima stagione | Totale |
|---|---|---|---|---|---|
| 1º | Prima Categoria | 1 | 1920-1921 | 12 | |
| Prima Divisione | 4 | 1921-1922 | 1925-1926 | ||
| Serie A | 7 | 1961-1962 | 1971-1972 | ||
| 2º | Seconda Divisione | 3 | 1923-1924 | 1927-1928 | 17 |
| Serie B | 14 | 1946-1947 | 2009-2010 | ||
| 3º | Prima Divisione | 7 | 1928-1929 | 1934-1935 | 38 |
| B-C Alta Italia | 1 | 1945-1946 | |||
| Serie C | 20 | 1935-1936 | 1977-1978 | ||
| Serie C1 | 10 | 1978-1979 | 2004-2005 | ||
| 4º | IV Serie | 4 | 1954-1955 | 1957-1958 | 20 |
| Serie C2 | 14 | 1982-1983 | 2003-2004 | ||
| Lega Pro Seconda Divisione | 2 | 2011-2012 | 2012-2013 | ||
| 5º | Camp. Naz. Dilettanti | 2 | 1995-1996 | 1996-1997 | 3 |
| Serie D | 1 | 2010-2011 | |||
Il Mantova ha disputato 90[6] stagioni sportive nei campionati nazionali (serie A, B, C e D) a partire dall'esordio in semifinale nazionale il 10 aprile 1921, compresi 5 campionati di Prima Categoria e Prima Divisione (A), 3 campionati di Seconda Divisione (B), 1 campionato Misto B-C Alta Italia disputato con titolo sportivo di Serie C.
Il Mantova ha partecipato ai massimi tornei del Comitato Regionale Emiliano nelle annate 1919-20 e 1994-95 e al Campionato Alta Italia nella stagione 1943-44.[7]
Campionati regionali [modifica]
- 1 campionato di Eccellenza dell'Emilia-Romagna
- 1 campionato di Prima Categoria Regionale
Partite storiche [modifica]
| Stagione | Partita | Risultato | Marcatori | Spettatori | Note |
|---|---|---|---|---|---|
| Serie C 1958-1959 | 1-0 | Fantini | 18.000 c.a. | Spareggio promozione a Genova | |
| Serie A 1961-1962 | 1-1 | Allemann | 40.000 circa | Storico debutto in Serie A, con un prestigioso pari sul campo della Juve campione in carica. | |
| Serie A 1966-1967 | 1-0 | Di Giacomo | 25.000 c.a. | Storica vittoria contro i nerazzurri che in quella partita persero lo scudetto | |
| Serie A 1971-1972 | 0-1 | Panizza | 45.000 circa | Nell'ultimo campionato di A la perla fu la storica vittoria nella San Siro rossonera, rete di Panizza in contropiede a 3' dalla fine | |
| Serie C2 1985-1986 | 0-0 (3-4) d.c.r. | 15.000 | Spareggio promozione a Piacenza | ||
| Serie C2 2003-2004 | 2-0 | Graziani (2) | 8.265 | Partita che sancì la quasi matematica promozione in C1 nel Derby | |
| Serie C1 2004-2005 | 3-0 | Graziani (2), Lanzara | 11.475 | Finale play-off - ritorno | |
| Serie B 2005-2006 | 4-2 | Caridi (2), Cioffi, Noselli | 14.755 | Finale play-off - andata | |
| Serie B 2006-2007 | 0-3 | Mezzanotti, Sommese, Noselli | 17.089 | Storica vittoria a Verona nel Derby | |
| Serie B 2006-2007 | 1-0 | Bernacci | 14.768 | Storica impresa di battere la Juventus dopo 51 partite da imbattuta tra A e B | |
| Serie B 2006-2007 | 1-0 | Tarana | 13.577 | Goal al 96' di Tarana dopo aver scartato 5 avversari, promozione rimandata per il Genoa al quale bastava un punto |
Tifoseria [modifica]
Il movimento ultras mantovano nasce nel lontano 1968 con gli Arditi presto seguiti negli anni successivi dagli Ultras e dai Commandos. Verso la fine degli anni 70 nacquero anche le Brigate Biancorosse e il cuore del tifo si spostò dalla gradinata alla storica Curva Te.
Nel 1982 la svolta: i gruppi ultrà si unificarono sotto il nome di CUCT (Commando Ultrà Curva Te). Esperienza che durò fino al 1986 quando in seguito alla retrocessione in C2 dei biancorossi il CUCT si sciolse. Nacquero così i Virgilian’s Kaos che insieme alla Vecchia Guardia (club nato dalle ceneri dei tre gruppi padri Ultras, Commandos e Arditi), presero le redini della curva. Dal quartiere popolare di Lunetta, nel 1993 nacquero anche gli Skonvolts che, insieme ai primi due, hanno guidato la Curva Te per quasi vent'anni. In questi anni nacquero gruppi come gli Psyco, Tranquil Group, Skegge Gonzaga, Viking Asola, Alcoolica Bagnolo, Alcoolica Bozzolo e Nord-Kapp Casaloldo.
Nel 2006 si decide di avanzare un primo tentativo di unificare il movimento ultras sotto il nome di Ultras Mantova ma l'esperimento durò poco. Di lì a pochi anni (2009), complice la crisi del mondo ultrà tra divieti e repressioni, il direttivo ultrà della Curva Te si sciolse per motivi interni.
Col fallimento della società e la ripartenza dai dilettanti il movimento ultrà mantovano riprende vita con un gruppo di ragazzi, provenienti dai diversi movimenti ultrà della curva, che si riconosce sotto il nome di Ultras Mantova 1975.
Oltre agli ultrà a Mantova è presente anche un forte Centro di Coordinamento che gestisce una ventina di Mantova Club sparsi per la provincia. Da ricordare il Club dal Platan, uno dei club più antichi e longevi club di tifosi nel panorama italiano.
La tifoseria mantovana è ben radicata nel territorio provinciale dato l'elevato numero di gruppi provenienti fuori città. Ciò sottolinea il grande attaccamento tra squadra e cittadini di città e provincia. Nel corso degli anni, la tifoseria mantovana ha stretto amicizie storiche con gli Ultras del Brescia, del Cesena e del Prato, rimanendo in buoni rapporti anche con la tifoseria del Catanzaro. Durante gli europei di calcio alcuni ragazzi della curva incontrano e stringono amicizia con alcuni ultras del Lens. Dal 2010 ad oggi le due tifoserie si sono incontrate spesso sia a Mantova che in terra francese stringendo un'ottima amicizia. Le rivalità più sentite sono con la tifoseria del Verona e della Cremonese, anche se dopo la finale Play-Off del 2006, persa dal Mantova col Torino, la rivalità tra le due opposte fazioni è in crescita. Altre rivalità molto sentite sono con il Modena, il Suzzara e la Reggiana.
Gemellaggi [modifica]
Amicizie [modifica]
Rivalità forte [modifica]
Rivalità moderata [modifica]
Statistiche [modifica]
| Abbonati | ||
|---|---|---|
| Serie C2 1992-1993 | 1.868 | |
| Serie C1 1993-1994 | 3.616 | |
| Eccellenza 1994-1995 | 237 | |
| C.N.D. 1995-1996 | 422 | |
| C.N.D. 1996-1997 | 250 | |
| Serie C2 1997-1998 | 426 | |
| Serie C2 1998-1999 | 374 | |
| Serie C2 1999-2000 | 423 | |
| Serie C2 2000-2001 | 389 | |
| Serie C2 2001-2002 | 515 | |
| Serie C2 2002-2003 | 526 | |
| Serie C2 2003-2004 | 589 | |
| Serie C1 2004-2005 | 1.718 | |
| Serie B 2005-2006 | 4.156 | |
| Serie B 2006-2007 | 5.658 | |
| Serie B 2007-2008 | 6.448 | |
| Serie B 2008-2009 | 4.572 | |
| Serie B 2009-2010 | 4.123 | |
| Serie D 2010-2011 | 1.512 | |
| Seconda Divisione 2011-2012 | 1.215 | |
| Media spettatori | ||
|---|---|---|
| Serie C2 1992-1993 | 3.745 | |
| Serie C1 1993-1994 | 6.636 | |
| Eccellenza 1994-1995 | 1.362 | |
| C.N.D. 1995-1996 | 1.641 | |
| C.N.D. 1996-1997 | 1.306 | |
| Serie C2 1997-1998 | 1.485 | |
| Serie C2 1998-1999 | 1.317 | |
| Serie C2 1999-2000 | 1.515 | |
| Serie C2 2000-2001 | 1.808 | |
| Serie C2 2001-2002 | 1.629 | |
| Serie C2 2002-2003 | 2.238 | |
| Serie C2 2003-2004 | 2.395 | |
| Serie C1 2004-2005 | 4.140 | |
| Serie B 2005-2006 | 8.595 | |
| Serie B 2006-2007 | 9.036 | |
| Serie B 2007-2008 | 8.451 | |
| Serie B 2008-2009 | 7.035 | |
| Serie B 2009-2010 | 5.523 | |
| Serie D 2010-2011 | 2.898 | |
| Seconda Divisione 2011-2012 | 1.877 | |
| Presenze in campionato | |
|---|---|
| 336 | |
| 314 | |
| 295 | |
| 271 | |
| 258 | |
| 242 | |
| 233 | |
| 226 | |
| 218 | |
| 210 | |
| 210 | |
| 209 | |
| Goleador in campionato | |
|---|---|
| 81 | |
| 52 | |
| 50 | |
| 47 | |
| 46 | |
| 44 | |
| 43 | |
Stranieri del Mantova [modifica]
Di seguito i 26 giocatori stranieri che hanno giocato almeno una partita ufficiale.
- 6
Brasile: Nelsinho, Angelo Benedicto Sormani, Josè Ricardo Da Silva, Cleiton da Silva, Guilherme Raymundo Do Prado, Ronaldo Pompeu Da Silva - 3
Argentina: Lino Taioli, Marcelo Pagani, Gaston Ricardo Liendo - 3
Ungheria: Hibling, Gyorgy Kanyaurek, Gyorgy Kanyaurek - 2
Svizzera: Anton Allemann, Dario Tollardo - 2
Germania: Rolf Geiger, Karl-Heinz Schnellinger - 2
Uruguay: Raul Banfi, Nicolas Amodio - 1
Cecoslovacchia: Julius Korostolev - 1
Svezia: Torbjorn Jonsson - 1
Romania: Cristian Todea - 1
Nigeria: Agodirin Kola Wole - 1
Slovenia: Jasmin Handanovic - 1
Senegal: Alain Pierre Mendy - 1
Rep. Ceca: Jaroslav Sedivec - 1
Costa d'Avorio: Mamadou Coulibaly
Note [modifica]
- ^ Dal greco = "puzza".
- ^ La Juventus vince lo scudetto 1966/67
- ^ Ansa: Il Mantova non si iscrive alla Lega Pro
- ^ Mantova, ora c'è la firma: il 50% ceduto ai bergamaschi
- ^ Storie di Calcio
- ^ Incluso nel numero l'annata 2012-2013
- ^ Il Campionato Alta Italia 1944 fu un torneo calcistico disputatosi nei territori della Repubblica Sociale Italiana.
Voci correlate [modifica]
Collegamenti esterni [modifica]
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