Società Sportiva Dilettantistica Chieti Calcio

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S.S.D. Chieti Calcio
Calcio Football pictogram.svg
Chieti Calcio 1922.png
Neroverdi, Teatini
Segni distintivi
Uniformi di gara
Manica sinistra
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Manica destra
Pantaloncini
Calzettoni
Casa
Manica sinistra
Manica sinistra
Maglietta
Manica destra
Manica destra
Pantaloncini
Calzettoni
Trasferta
Colori sociali 600px Verde e Nero (Strisce).png Nero-Verde
Dati societari
Città Chieti
Nazione Italia Italia
Confederazione UEFA
Federazione Flag of Italy.svg FIGC
Campionato Serie D
Fondazione 1922
Rifondazione 2006
Proprietario Italia Giorgio Pomponi[1]
Presidente Italia Aldo Savastano[1]
Allenatore Italia Umberto Marino
Stadio Guido Angelini
(12 750[2] posti)
Sito web www.chieticalcio.it
Palmarès
Titoli nazionali 1 Campionato di Serie C2
3 Campionati di Serie D
1 Campionato Interregionale
Si invita a seguire il modello di voce

La Società Sportiva Dilettantistica Chieti Calcio,[3] meglio noto come Chieti Calcio o semplicemente Chieti, è una società calcistica italiana con sede nella città di Chieti, Abruzzo. Fondata nel 1922, oggi milita in Serie D ed è iscritta al suo primo campionato nel 1925, dal 1970 disputa le sue partite interne allo Stadio Guido Angelini, impianto capace di ospitare 12.750 spettatori.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Le origini[modifica | modifica wikitesto]

Il Chieti fu fondato nel 1922 con un capitale sociale di cinquanta centesimi. La prima guerra mondiale era da poco finita, del calcio giungeva da lontano l'eco dei successi di Pro Vercelli, Novese, Milan, Inter, Juventus e Genoa. Un giorno, nella Villa Comunale, Nicola De Cesare gettò, con alcuni compagni, l'idea di formare una squadra di calcio. Subito aderirono altre persone; con la somma di £ 0,50 fu pagata la quota sociale e nacque la R.I.S.S. che disputò le prime partite nella centralissima Civitella contro squadre militari.[4]

Esisteva negli stessi anni lo Sport Club Chieti, che da moltissimi anni non svolgeva nessun'attività sportiva; si decise dunque di far sorgere a Chieti un grande sodalizio calcistico: ci fu una riunione tra il R.I.S.S., la Novelli e lo Sport Club Chieti e venne costituita l'Unione Sportiva Chieti con presidente Carlo Massangioli i cui colori sociali diventarono il nero e il verde, poiché per le prime partite si decise di utilizzare alcune divise del Venezia.[5][6][7]

Dal 1926 al 1929, poi, l'Unione Sportiva Pippo Massangioli disputò i campionati di Seconda Divisione Abruzzi.[8]

L'esordio in serie C e gli anni cinquanta e sessanta[modifica | modifica wikitesto]

Dopo vari campionati nelle serie minori, l'esordio in Serie C nazionale avvenne nella stagione 1940-1941, nel girone F, nel quale vennero inclusi anche Ascoli, Molinella, Fano, Rimini, Imolese, Forlì, Sambenedettese, Pescara, Teramo, Ravenna e Forlimpopoli. L'allenatore era Tognotti. Il girone venne vinto dal Pescara, mentre la squadra teatina si classificò al sesto posto. Il bomber della squadra fu Di Luzio con 8 centri.

Una buona stagione fu il torneo 1942-1943 in cui il Chieti, allenato da Atro, si classificò secondo alle spalle del Forlì; il miglior realizzatore fu Rota con 26 reti. Archiviato questo torneo a causa della seconda guerra mondiale, tutti i campionati furono sospesi. Terminata la guerra la vita riprese normalmente anche nel calcio ed il Chieti, nella stagione 1945-1946, fu ammesso alla Serie C, nel girone B. L'allenatore era Moretti. Al termine della stagione ci fu un quarto posto per i colori neroverdi e il bomber fu Pietrangeli con 16 reti.

La stagione 1951-1952 culminò con una retrocessione; in quella stagione nella panchina del Chieti ci furono due tecnici, Crociani e De Angelis. Il campionato fu vinto dal Cagliari e il bomber della squadra teatina fu Roccasecca con 16 reti. Nel campionato 1954-1955 la squadra venne soprannominata dai maggiori quotidiani nazionali il "Milan del sud"[9] : il Chieti inanellò 18 partite utili consecutive (la serie fu interrotta solo da una sconfitta per 1-0 a Fermo a gennaio). Quel campionato il Chieti lo concluse al quarto posto con 41 punti ed il bomber fu Esposito. La promozione in C avvenne nella stagione 1957-1958 grazie anche alle 16 reti di Peruzzi.

Dopo tornei mediocri cominciò l'era di Guido Angelini, presidente dal 1962 al 1977. Successivamente, a lui venne intitolata l'impianto casalingo dei teatini. L'avvento del nuovo presidente fu subito importante, infatti nella stagione 1963-1964 il Chieti, guidato da Tom Rosati, sfiorò la Serie B, classificandosi al secondo posto dietro il Trani con soli 2 punti di distacco. In quel campionato il campo del Chieti, che all'epoca era la Civitella, fu squalificato per sette turni, in quanto, durante la gara tra Chieti e L'Aquila, l'arbitro, dopo alcune decisioni contestate dai tifosi teatini, fu assalito in campo dagli stessi. Il bomber della squadra fu Orazi con 13 centri.

Dopo appena due stagioni ci fu una nuova retrocessione. Era la stagione 1965-1966 e alla guida dei neroverdi c'era Stucchi. Il Chieti totalizzò 24 punti e il miglior marcatore fu Spinelli con sole 4 reti. Nel campionato seguente il Chieti si piazzò al secondo posto dietro il Brindisi, ma la commissione disciplinare indagò su un episodio di corruzione da parte dei pugliesi e, in data 9 settembre 1967 ci fu la condanna con la penalizzazione di 15 punti; il che significava per il Chieti la promozione in Serie C. Il bomber della squadra fu Ascatigno con 17 reti, l'allenatore era Castignani.[5]

Gli anni settanta e ottanta: l'epoca di Ezio Volpi[modifica | modifica wikitesto]

Nel maggio 1970 venne inaugurato il nuovo stadio. Il Chieti affrontò il blasonato Milan di fronte a 11.000 persone. Per l'occasione, il fischietto del match fu Concetto Lo Bello. Dal 1970 si susseguirono discreti campionati coronati da onorevoli piazzamenti, ma nella stagione 1975-1976, ci fu la retrocessione in Serie D. Nella stagione successiva il Chieti tornò in C con al timone Antonio Giammarinaro. I punti finali furono 49, con piazzamento davanti alla Palmese, finita a quota 43. In quell'estate, dopo 15 anni di presidenza, a causa della troppa solitudine al timone della società, Guido Angelini si dimise regalando la società con l'intero parco giocatori alla città di Chieti; l'intero capitale era a quell'epoca di mezzo miliardo di lire. Era il 1977.

Il Chieti 1977-1978.

Gli anni successivi furono anni di declino. Sotto la presidenza di Marino, il Chieti sfiorò più volte la retrocessione, che alla fine arrivò nella stagione 1979-1980. L'allenatore era Ezio Volpi. In quella stagione ci furono la grana degli stipendi e le dimissioni a catena dei dirigenti, che nel frattempo avevano sperperato il patrimonio lasciato da Angelini. Solo la serietà di Volpi salvò la squadra dallo sfascio più completo. Si retrocedette in Serie C2 con soli 28 punti all'attivo, il bomber fu Tomba con 8 reti. L'anno dopo la crisi societaria proseguì e la denominazione sociale variò in Chieti Calcio.[10] Nell'estate del 1981 i giocatori erano in arretrato con gli stipendi per un totale di 80 milioni, somma non alta per il valore dei giocatori ma nessuno fu disposto ad anticipare la somma e quindi i calciatori ottennero lo svincolo e la società perse l'intero parco tecnico.

Nella stagione 1981-1982, con allenatore Tom Rosati e con una squadra formata da giovani, il Chieti retrocedette nel Campionato Interregionale. Negli anni successivi si susseguirono alla presidenza del Chieti prima Sulpizio poi Barbiero, ma senza grossi sussulti e soprattutto senza lasciare tracce nella storia neroverde.[11] I problemi economici condizionarono anche l'estate 1985 ma alla fine entrò in società Mario Mancaniello, che contribuì alla rinascita teatina; per l'occasione la società cambiò denominazione da Società Sportiva Chieti Calcio[12] ad Associazione Calcio Chieti.[13] Il primo anno di Mancaniello si concluse con un primo posto a pari punti con il Lanciano. Seguì lo storico spareggio perso ai rigori sul campo neutro di Latina. Il sogno del ritorno in C2 si avverò l'anno seguente nel campionato 1986-1987, con la denominazione societaria di Chieti Calcio.[14] Al timone della squadra c'era ancora Orazi e il bomber della squadra fu Sgherri.

La stagione 1987-1988, che segnò il ritorno dei teatini nel professionismo, il Chieti terminò il proprio campionato in quinta posizione mentre nella seguente stagione perse ancora ai rigori sul neutro di Cesena contro la Ternana, lo spareggio decisivo per la promozione in Serie C1. Nel 1990-1991, con ben otto turni di anticipo, i neroverdi tornarono in terza serie, sotto la guida dell'allenatore Ezio Volpi, che qualche anno dopo morì per una grave malattia. La città gli intitolò la curva riservata ai tifosi di casa.[5]

Gli anni novanta[modifica | modifica wikitesto]

Azione di Massimiliano De Silvestro in Salernitana-Chieti della stagione 1992-1993.

Nel campionato di Serie C1 1991-1992, nel Chieti si mise in mostra un giovane di belle speranze in prestito dalla Sampdoria: Enrico Chiesa. I problemi iniziarono a riaffiorare: Mancaniello, stanco e anche con problemi personali, iniziò a trascurare la squadra, fino alla retrocessione in Serie C2. Nell'estate 1998 ci fu un avvicendamento societario e al posto di Mancaniello arrivò l'imprenditore Pino Albergo.[15]

Il campionato di Serie C2 1998-1999 si concluse con una retrocessione ai play-out contro il Gela. Dopo il 3 a 0 rifilato dai teatini all'andata, nel ritorno i siciliani si imposero con lo stesso risultato e si salvarono grazie alla migliore classifica finale.[15]

Nell'estate 1999 arrivò a Chieti un nuovo presidente: Antonio Buccilli. La squadra, dal Campionato Interregionale, si ritrovò, dopo 20 giorni, ripescata in Serie C2. Quella stagione stessa il Chieti riuscì a conquistare la salvezza battendo ai play-out il Casarano.

Gli anni duemila: la crisi societaria e la risalita[modifica | modifica wikitesto]

Nel campionato successivo 2000-2001, in C2 girone B, il Chieti, con alla guida Gabriele Morganti, capitano della squadra ai tempi di Mancaniello, venne promosso in C1 vincendo i play-off contro il Teramo (1-1 a Teramo con gol teatino di Sanguinetti e 1-0 a Chieti con gol di Pignotti davanti ad oltre 7000 tifosi neroverdi). In quella squadra l'asso fu il romano ma abruzzese di adozione (vista la teatinità del padre di origine di casalincontrada) Fabio Grosso e il capocannoniere fu Aquino. Nel biennio 2001-2002 e 2002-2003, sotto la guida del tecnico Piero Braglia, il Chieti offrì un discreto spettacolo e riuscì a centrare due campionati di medio alta classifica. Il 9 settembre 2001 arrivò la vittoria nel derby d'Abruzzo contro i rivali storici del Pescara: 1-0 con gol al settantanovesimo minuto di Paolo Zaccagnini. Il campionato 2003-2004, sotto la guida di Dino Pagliari, subentrato a Florimbi, che a sua volta aveva sostituito alla quarta giornata Alberti, vide il Chieti concludere a ridosso della zona play-off ed ottenere il record di punti ottenuti nel campionato di C1 (48). Il bomber della squadra era un giovane di proprietà del Torino di grandi speranze: Fabio Quagliarella. Nella stagione 2005-2006 il Chieti al termine della stagione conclude il suo campionato all'ultimo posto della classifica del girone B della Serie C1. In estate due imprenditori romani (Paolo Di Stanislao e Giuseppe Ielo) si manifestano disposti ad accolarsi parte dei debiti e rilevano la società (come comprovato da regolare atto notarile stipulato in data 9 luglio 2006). Per motivi ancora non ben chiari Di Stanislao e Ielo non iscrivono la "Chieti Calcio", che tuttavia esiste ancora e non risulta fallita.

Nella stagione 2006-2007 fu fondata dal presidente Giustino Angeloni la A.S.D. Chieti[16] che partecipò al campionato di Promozione Abruzzese (Girone B) guidato dall'allenatore Amedeo Assetta. Riuscì a vincere il campionato con una giornata di anticipo. La vittoria fu piuttosto sofferta, dato che i 13 punti di vantaggio accumulati alla fine del girone di andata furono sciupati mano a mano nel girone di ritorno, a favore del Casoli. Molto importante e decisiva fu la sfida proprio con il Casoli (giocata a Lanciano per motivi di ordine pubblico), vinta per 1-0 (davanti a quasi 2000 tifosi neroverdi al seguito), a tre giornate dalla fine del campionato. Nella penultima giornata il Chieti festeggiò la matematica promozione in Eccellenza, dopo la vittoria sul Vestina Penne. I 1200 tifosi teatini a seguito della squadra invasero pacificamente il terreno di gara di Penne per festeggiare assieme a giocatori, allenatore e presidente.

Nella stagione 2007-2008 il Chieti festeggiò la promozione in Serie D il 27 aprile 2008 in seguito alla vittoria per 2 a 0 contro il Notaresco giocatasi sul campo neutro di Teramo davanti a oltre 1500 Teatini. A fine stagione i migliori marcatori della squadra neroverde furono capitan Contini (14 gol) e Antignani (11 gol). Nella stagione 2008-2009 il Chieti giocò nel girone F della Serie D. In questa stagione l'avvio fu pessimo (2 punti nelle prime 7 giornate) e così la dirigenza effettuò una rivoluzione tecnica: Pino Giusto sostituì in panchina l'esonerato Cifaldi e nel ruolo di direttore generale arrivò Enzo Nucifora. Quest'ultimo cambiò quasi completamente la rosa ed i risultati non tardarono ad arrivare tanto che, dalla penultima posizione, la squadra (trascinata dai bomber Genchi e Rosa e dal capitano Tatomir) risalì rapidamente la classifica (nel girone di ritorno risulterà essere la squadra ad aver realizzato più punti) concludendo il campionato al quarto posto e guadagnando i play-off, nei quali sarà eliminato per mano del Casoli.

Nella stagione 2009-2010 la S.S.D. Chieti (trasformatasi prima dell'inizio della stagione dalla precedente A.S.D.[17]), a seguito di una formidabile ed entusiasmante rimonta, con in panchina il neo tecnico Vincenzo Vivarini, ha concluso il campionato al primo posto del girone F della Serie D ottenendo la promozione in Seconda Divisione. Dopo soli 4 anni di permanenza tra i dilettanti dunque, alla luce di tre promozioni in quattro anni, la società teatina ritorna nel campionato professionistico di Lega Pro e cambia denominazione in S.S. Chieti Calcio.[18]

Gli anni duemiladieci[modifica | modifica wikitesto]

La stagione 2010-2011 parte senza grossi proclami da parte della società, che allestisce una squadra molto giovane pur confermando i migliori elementi della stagione precedente (su tutti Rosa, Vitone, Pepe e Mucciante). La stagione inizia molto bene e, prima della pausa natalizia, la compagine teatina si trova in terza posizione (a pari merito con i cugini aquilani) anche grazie al gioco veloce e spettacolare che il tecnino Vivarini ha impresso alla squadra. Chiude il campionato al 6º posto ad un solo punto dalla zona play-off; la Calcio Chieti si è ritrovata a quattro anni dalla non iscrizione a disputare nuovamente un campionato professionistico. Inoltre quello del Chieti è stato un ottimo campionato anche perché la società teatina ha allestito una squadra molto giovane e quindi priva di un alto tasso di esperienza.[5]

Nella stagione 2011-2012 la società teatina allestisce di nuovo una squadra molto giovane, con in panchina il neo tecnico Silvio Paolucci. Al termine della stagione il Chieti riesce a piazzarsi in quarta posizione, qualificandosi ai play-off del campionato 2011/2012: il Chieti vince la semifinale di play-off contro l'Aprilia, ma perde la finale contro la Paganese. Dall'esito di questi play-off ne discende che il Chieti non è riuscito a riapprodare nel campionato professionistico di Lega Pro Prima Divisione (l'ex serie C1).[19]

Nel campionato 2012-2013 il Chieti ottiene la 4ª posizione ma ai play-off viene eliminato da L'Aquila.[20]

Nel campionato 2013-2014 la squadra ha un buon avvio ma, a causa di un girone di ritorno nettamente al di sotto delle aspettative, non riesce a rientrare tra le prime 12 (arriva 15ª) e viene retrocessa in Serie D.[21] La società aggiorna dunque la denominazione in S.S.D. Chieti Calcio.

Nella stagione 2014-2015 viene scelto come allenatore Donato Ronci[22] e, dopo varie vicissitudini societarie, le dimissioni del presidente Bellia[23] (il quale resta tuttavia al timone sino al termine della stagione) e la contestazione perenne della tifoseria organizzata (che chiedono a gran voce un cambio societario), la squadra (imbottita di giovani e allestita in ritardo) chiude la stagione al sesto posto (perdendo il treno play-off all'ultima giornata). Dopo diversi incontri e trattative (durate mesi), a inizio giugno arriva la fumata bianca societaria: il Chieti viene acquisito da una cordata romana capeggiata dall'imprenditore Giorgio Pomponi il quale, il 12 giugno in conferenza stampa, si presenta ai tifosi con programmi ambiziosi dichiarando subito che l'obiettivo è quello di riportare, nel giro di una stagione, la Chieti calcio tra i professionisti e di costruire un settore giovanile all'avanguardia. In conferenza stampa viene presentato ai tifosi anche Aldair: l'ex romanista avrà il compito di segnalare alla Chieti Calcio giovani talenti (brasiliani e non) e di supervisionare il settore giovanile neroverde.[1]

Cronistoria[modifica | modifica wikitesto]

Cronistoria della Società Sportiva Dilettantistica Chieti Calcio

  • 1930-1931 - nel girone unico di Seconda Divisione Laziale, si ritira dopo la 17ª giornata.[25]
  • 1931 - La U.S. Pippo Massangioli non rinnova l'iscrizione alla Seconda Divisione. La U.S. Gloria si affilia alla F.I.G.C. iscrivendosi al campionato di Seconda Divisione.[25]
  • 1931-1932 - 2° nel girone unico di Seconda Divisione Abruzzese-Molisano.
  • 1932 - Si iscrive al campionato con la nuova denominazione Società Sportiva Chieti.[25]
  • 1932-1933 - 1º nel girone unico di Seconda Divisione Abruzzi, ammesso alle finali per la promozione in Prima Divisione. 3º nel girone H delle finali, non è promosso.
  • 1933-1934 - 1º nel girone unico di Seconda Divisione Abruzzi, perde le finali promozione contro il Manfredonia.[26]
  • 1934-1935 - 2° nel girone unico di Seconda Divisione Abruzzi.[25]
  • 1935-1936 - Non disputa alcun campionato.
  • 1936-1937 - Non disputa alcun campionato.
  • 1937-1938 - in Prima Divisione Abruzzi, abbandona il campionato prima del termine.[25]
  • 1938-1939 - Non disputa alcun campionato.
  • 1939-1940 - 3º in Prima Divisione Abruzzi. Green Arrow Up.svg Promosso in Serie C nonostante la rinuncia alle finali.

Qualificazioni di Coppa Italia.



Fase a gironi della Coppa Italia Semiprofessionisti.
Fase a gironi della Coppa Italia Semiprofessionisti.
Fase a gironi della Coppa Italia Semiprofessionisti.
Fase a gironi della Coppa Italia Semiprofessionisti.
Fase a gironi della Coppa Italia Semiprofessionisti.
Fase a gironi della Coppa Italia Semiprofessionisti.
Perde la finale del Torneo Anglo-Italiano contro il Sutton.
Fase a gironi della Coppa Italia Semiprofessionisti.

 ? della Coppa Italia Semiprofessionisti.
  • 1981-1982 - 18º nel girone B di Serie C2. Red Arrow Down.svg Retrocesso in Interregionale.
  • 1982-1983 - 3º nel girone H di Interregionale.
  • 1983 - Cambia denominazione societaria in Società Sportiva Chieti Calcio.[12]
  • 1983-1984 - 4º nel girone H di Interregionale.
  • 1984-1985 - 9º nel girone H di Interregionale.
  • 1985 - Cambia denominazione societaria in Associazione Calcio Chieti.[13]
  • 1985-1986 - 2º nel girone H di Interregionale. Perde ai rigori lo spareggio promozione contro il Lanciano.
  • 1986 - Cambia denominazione societaria in Chieti Calcio.[14]
  • 1986-1987 - 1º nel girone H di Interregionale. Green Arrow Up.svg Promosso in Serie C2.
  • 1987-1988 - 5º nel girone C di Serie C2.
Fase a gironi della Coppa Italia Serie C.
Fase a gironi della Coppa Italia Serie C.
 ? della Coppa Italia Serie C.

Fase a gironi della Coppa Italia Serie C.
Fase a gironi della Coppa Italia Serie C.
Fase eliminatoria della Coppa Italia Serie C.
  • 1993-1994 - 17º nel girone B di Serie C1. Inizialmente retrocesso dopo aver perso i play-out contro il Leonzio 1909, viene successivamente riammesso.
Fase a gironi della Coppa Italia Serie C.
Terzo Turno della Coppa Italia Serie C.
Primo Turno della Coppa Italia Serie C.
Primo Turno della Coppa Italia Serie C.
Sedicesimi di finale della Coppa Italia Serie C.
Fase a gironi della Coppa Italia Serie C.
Fase a gironi della Coppa Italia Serie C.

Fase a gironi della Coppa Italia Serie C.
Semifinalista di Coppa Italia Serie C.
Fase a gironi della Coppa Italia Serie C.
Quarti di finale della Coppa Italia Serie C.
  • 2004-2005 - 17º nel girone B di Serie C1. Inizialmente retrocesso dopo aver perso lo spareggio salvezza con la Fermana, viene successivamente riammesso.
Fase a gironi della Coppa Italia Serie C.
Fase a gironi della Coppa Italia Serie C.
  • 2006 - Nel mese di agosto si affilia alla F.I.G.C. la Associazione Sportiva Dilettantistica Chieti che rileva il titolo sportivo del fallito Chieti.[16]
  • 2006-2007 - 1º nel girone B di Promozione Abruzzo. Green Arrow Up.svg Promosso in Eccellenza Abruzzo.
  • 2007-2008 - 1º nel girone unico di Eccellenza Abruzzo. Green Arrow Up.svg Promosso in Serie D.
Fase regionale di Coppa Italia Dilettanti.
Triangolare della Poule Scudetto.
Secondo Turno di Coppa Italia Serie D.
Sedicesimi di finale di Coppa Italia Serie D.

Fase a gironi di Coppa Italia lega Pro.
Secondo Turno di Coppa Italia lega Pro.
Secondo Turno di Coppa Italia lega Pro.
Fase a gironi di Coppa Italia Lega Pro.
  • 2014 - Cambia denominazione societaria in Società Sportiva Dilettantistica Chieti Calcio.
  • 2014-2015 - 6° nel girone F di Serie D.
Turno preliminare di Coppa Italia Serie D.
Trentaduesimi di finale di Coppa Italia Serie D.

Colori e simboli[modifica | modifica wikitesto]

Colori[modifica | modifica wikitesto]

La scelta dei colori nero e verde teatini risalgono al 1919, anno nel quale la prima squadra di calcio rappresentativa della città non disponeva di divise proprie, pertanto in mancanza dei soldi per comprarle si dovette ricorrere alle tenute del Venezia Calcio trovate in una cassa proveniente dalla città lagunare insieme a molte altre contenenti i documenti dell'ufficio anagrafe ed altro, trasferite a Chieti per Editto del re Vittorio Emanuele III allo scopo di impedire il sequestro da parte delle truppe Austro-Ungariche in caso di invasione del Veneto dopo la disfatta di Caporetto.

Simboli ufficiali[modifica | modifica wikitesto]

Stemma[modifica | modifica wikitesto]

Il gagliardetto della squadra ha subito vari ritocchi negli anni. Recentemente era identificato da uno stemma in stile Milan,[27] successivamente, sotto la guida del presidente Antonio Buccilli, si è passati a un gagliardetto più moderno che ritraeva due strisce (una nera e l'altra verde) attraversare la scritta "CC 1922", ossia Calcio Chieti 1922.[27] Nel 2006, in seguito al fallimento, il gagliardetto dell'A.S.D. Chieti è stato reinventato rudimentalmente in stile Roma.[27] L'ultima modifica è stata apportata nell'estate del 2008 quando al precedente stemma è stato aggiunto su un fianco l'Achille a cavallo, simbolo della città di Chieti e da poco, dunque, anche della squadra locale.[27]

Strutture[modifica | modifica wikitesto]

Stadio[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Stadio della Civitella e Stadio Guido Angelini.

L'impianto fu progettato nel 1969 (come moltissimi in Italia è su base del progetto stadio olimpico del C.O.N.I., un ellissoide con pista e pedane di atletica e fossato intorno) ed entrò in funzione nel maggio del 1970 con un'amichevole Chieti-Milan arbitrata dal grande Concetto Lo Bello, il tutto con una cornice di circa 11.000 spettatori. La partita si concluse sul risultato di 1-7 per il Milan, dopo il vantaggio del Chieti nei minuti iniziali. Attualmente lo stadio Guido Angelini di Chieti può ospitare 12.750 spettatori.[2]

In precedenza, il Chieti disputava le sue gare interne nello Stadio della Civitella.[2][4][7]

Centro di allenamento[modifica | modifica wikitesto]

Sedi sociali[modifica | modifica wikitesto]

  • 1967-1969: Corso Marrucino, 71[28]
  • 1969-1971: Corso Marrucino, 81[29]
  • 1971-1974: Viale Amendola, 330[30]
  • 1974-1975: Viale Amendola, 74[31]
  • 1975-?: Viale Amendola, 79[32]
  • 1991-2001: Viale Abruzzo, 60[33]
  • 2001-?: Viale Abruzzo, 220[34]
  •  ?-oggi: Stadio Guido Angelini[35]

Società[modifica | modifica wikitesto]

Organigramma societario[modifica | modifica wikitesto]

Di seguito l'organigramma tratto dal sito internet ufficiale della società.[36][37]

Chieti Calcio 1922.png
Staff dell'area amministrativa
Organigramma
  • Italia Giorgio Pomponi - Patron
  • Italia Aldo Savastano - Presidente
  • Italia Walter Costa - Vicepresidente
  • Italia Omar Trovarello - Direttore sportivo
  • Italia Francesco Vitiello - Direttore sportivo
  • Italia Riccardo Canuti - Direttore sportivo
  • Italia Marco Santopaolo - Segretario generale
  • Italia Valentina Gammieri - Segreteria amministrativa
  • Italia Giampietro Farina - Team manager
  • Italia Luciano Potere - Responsabile logistica
Area Marketing
  • Italia Consorzio Italia Marketing - Area Marketing
  • Italia Stefano Cocco - Dir. Marketing & ufficio stampa
  • Germania Gianluca Lucarelli - Vice direttore Marketing
  • Italia Giuseppe Di Giovanni - Vice direttore Marketing
  • Italia Cristina Coccia - Responsabile sito internet
  • Albania Elva Begaj - Dir. stampa/radio/Tv
  • Italia Piero Vittoria - Vicedirettore stampa/radio/Tv
  • Romania Marina Viorica Iuliana - Segreteria sede operativa
  • Italia Andrea Cocco - Resp. social media Marketing

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Di seguito l'elenco dei fornitori tecnici e degli sponsor ufficiali.[senza fonte]

Chieti Calcio 1922.png
Cronologia degli sponsor tecnici
Chieti Calcio 1922.png
Cronologia degli sponsor ufficiali
  • fino al 2000 ...
  • 2000-2001 Dayco
  • 2003-2005 Rta
  • 2006-2007 Bls
  • 2007-2008 Banca Serfina
  • 2008-2009 Sarni Oro-Fini Grill
  • 2010-2011 Megalò-Coenergy
  • 2013-2014 Esa Energie
  • 2014-2015 Caffè Mokambo-Esa Energie
  • 2015-2016 Caffè Mokambo-WTS

Settore giovanile[modifica | modifica wikitesto]

Diffusione nella cultura di massa[modifica | modifica wikitesto]

Allenatori e presidenti[modifica | modifica wikitesto]

Arrows-folder-categorize.svg Le voci sui singoli soggetti sono elencate nella Categoria:Allenatori della S.S.D. Chieti Calcio e Categoria:Dirigenti della S.S.D. Chieti Calcio

Di seguito l'elenco degli allenatori e dei presidenti della storia del Chieti.[38]

Chieti Calcio 1922.png
Allenatori
Chieti Calcio 1922.png
Presidenti
  • 1922-1929 Italia Carlo Massangioli[6][7][8]
  • 1929-1930 club inattivo
  • 1930-1931 ...
  • 1931-1932 Italia Zecca
  • 1932-1935 Italia Carlo Boselli
  • 1935-1937 club inattivo
  • 1937-1938 ...
  • 1938-1939 club inattivo
  • 1939-1940 Italia Carlo Boselli
    Italia Giustino Nucci
  • 1940-1944 ...
  • 1944-1948 Italia Nicola D'Alessio
  • 1948-1950 Italia Attilio Barattucci
  • 1950-1951 Italia Arrigo Chiavegatti
    Italia Albertazzi[41]
  • 1951-1953 Italia Arrigo Chiavegatti
  • 1953-1954 Italia Giuseppe Taralli
  • 1954-1956 ...
  • 1956-1960 Italia Luigi Marinelli
  • 1960-1961 Italia Germano Belli
  • 1961-1962 Italia Germano Belli
    carica vacante[42]
  • 1962-1977 Italia Guido Angelini[43][44]
  • 1977-1980 Italia Luciano Marino
  • 1980-1981 Italia Antonio Zinni
    Italia Franco Mammarella
    Italia Giovanni Secondini[45]
  • 1981-1982 Italia Carlo De Virgiliis[43][46]
  • 1982-1983 Italia Sergio Supplizi
  • 1983-1985 Italia Vittorio Barbiero
  • 1985-1997 Italia Mario Gaini
  • 1997-1998 Italia Giuseppe Albergo
  • 1998-2006 Italia Antonio Buccilli[43]
  • 2006-2007 Italia Giustino Angeloni
  • 2007-2009 Italia Alfiero Marcotullio e Italia Marcello La Rovere
  • 2009-2015 Italia Walter Bellia[47]
  • 2015-oggi Italia Aldo Savastano[47]

Calciatori[modifica | modifica wikitesto]

Arrows-folder-categorize.svg Le voci sui singoli soggetti sono elencate nella Categoria:Calciatori della S.S.D. Chieti Calcio

Capitani[modifica | modifica wikitesto]

  • ... (1922-1999)
  • Italia Giuseppe Carillo (1999-2000)
  • Italia Alessandro Battisti (2000-2002)
  • Italia Gianluca Zattarin (2002-2003)
  • Italia Giuseppe Petitto (2003-2004)
  • Croazia Ivan Rajčić (2004)
  • Italia Arnaldo Bonfanti (2005)
  • Italia Alessandro Battisti, Italia Francesco Tomei, Italia Domenico Di Cecco (2005-2006)
  • Italia Francesco Marchetti (2006-2007)
  • Italia Roberto Contini (2007-2009)
  • Italia Tiziano Mucciante (2009-2011)
  • Italia Alessio Rosa (2011)
  • Italia Alfonso Pepe (2012-2013)
  • Italia Riccardo Berardino (2013-2014)
  • Italia Federico Del Grosso (2014-2016)

Palmarès[modifica | modifica wikitesto]

Altri piazzamenti[modifica | modifica wikitesto]

secondo posto: 2000-2001
sesto posto: 1957-1958
terzo posto: 1939-1940

Statistiche e record[modifica | modifica wikitesto]

Partecipazione ai campionati[modifica | modifica wikitesto]

Livello Categoria Partecipazioni Debutto Ultima stagione Totale
Seconda Divisione 1 1925-1926 1
Terza Divisione 1 1924-1925 41
Seconda Divisione 2 1926-1927 1927-1928
Campionato Meridionale 1 1928-1929
Serie C 25 1940-1941 1977-1978
Serie C1 12 1978-1979 2005-2006
Seconda Divisione 5 1929-1930 1934-1935 35
Prima Divisione 2 1937-1938 1939-1940
Promozione 3 1948-1949 1950-1951
IV Serie 5 1952-1953 1956-1957
Prima Categoria 1 1957-1958
Serie D 4 1966-1967 2015-2016
Serie C2 11 1980-1981 2000-2001
Lega Pro Seconda Divisione 4 2010-2011 2013-2014
Interregionale 5 1982-1983 1986-1987 7
Serie D 2 2008-2009 2009-2010
Eccellenza 1 2007-2008 1
Promozione 1 2006-2007 1

Partecipazione alle coppe[modifica | modifica wikitesto]

Competizione Partecipazioni Debutto Ultima stagione Totale
Coppa Italia 1 1940-1941 1
Coppa Italia Semiprofessionisti 8 1973-1973 1980-1981 32
Coppa Italia Serie C 20 1981-1982 2005-2006
Coppa Italia Lega Pro 4 2010-2011 2013-2014
Scudetto dilettanti 1 2009-2010 1
Coppa Italia Serie D 2 2014-2015 2015-2016 2

Statistiche di squadra[modifica | modifica wikitesto]

Statistiche individuali[modifica | modifica wikitesto]

Tifoseria[modifica | modifica wikitesto]

Storia[modifica | modifica wikitesto]

La curva Ezio Volpi nel 1991.

Il tifo a Chieti ha origini molto lontane, intorno al 1974-1975. I "Fedelissimi", primo club cittadino, organizzano tifo e trasferte alle quali partecipano anche i ragazzi degli "Ultras", gruppo formato dai più giovani.

Nei primi anni ottanta si formano vari gruppi (Ultras, Sconvolts, Fedayn, Viking). Con il ritorno tra i professionisti nel 1987 la curva si dà un assetto organizzativo più adeguato; nascono tanti nuovi gruppi fra cui gli "Achaean Generation", che sono i successori degli "Ultras" nella guida della curva; la loro nascita ha come data storica il 10 marzo del 1985 e lo testimoniano le prime sciarpe del gruppo realizzate ancora prima dello striscione. Gli Achaean Generation sono protagonisti di tante trasferte, oltre che delle gare interne, fino al loro scioglimento nel 1996. Amiterno's Brothers, Supporters Village, Indians Scalo, Club Luciano Novembrini e Filippone Neroverde contribuiscono al tifo della curva nei quattro anni di Serie C2. Nel frattempo nascono altri gruppi tra cui gli attivi ragazzi degli "Irriducibili Scalo" (gruppo fondato nel 1989), che si segnalano anche per le loro intemperanze.

La promozione in Serie C1 delinea un nuovo scenario per la tifoseria che si trasferisce nell'altra curva resa più capiente e successivamente intitolata ad Ezio Volpi, indimenticato allenatore del ritorno in Serie C1. Al fianco di Achaean e Irriducibili, nascono gli Ultras '74, formati in prevalenza da appartenenti al gruppo Filippone Neroverde, e altri gruppi, tra cui Gente Persa, Skins, Boys, Levante Neroverde, Wanderers; in particolare, l'annata contraddistinta dalla presenza in rosa di Enrico Chiesa è caratterizzata da un'importante presenza di pubblico al seguito dei teatini. Nelle annate immediatamente successive si delinea una situazione anomala in Curva Volpi, dove vi sono contrasti interni tra Achaeans e Irriducibili (ai quali si sono uniti gli Ultras '74).

Il torneo peggiore, sia a livello di curva che di squadra, è il 1995-1996. Gli Achaean Generation proprio in quest'anno decidono di sciogliersi, anche se questo non è stato mai ufficializzato; gli Irriducibili sono in gran parte diffidati e contestano talvolta disertando anche lo stadio. Negli anni 1998-1999 e 1999-2000 la presenza neroverde non manca mai nella Serie C2 meridionale, con la squadra che arranca. In questi anni Irriducibili e 330s.l.m. seguono il Chieti, anche se in poche unità, fino in Campania, Puglia e Sicilia; nel 2000-2001, con la promozione in C1, si formano "Vecchia Guardia" e "Planet Chieti" e nello stesso anno tornano in curva gli Achaean oltre che ai ragazzi del Levante.

Oggi, nonostante il fallimento che ha portato all'iscrizione al campionato di Promozione prima ed Eccellenza poi, realtà ben lontane dalla tradizione calcistica di Chieti e dei suoi tifosi, il tifo in curva riesce a mantenersi ad alti livelli, scandito da numeri di presenze in curva inconsueti per la categoria. Spiccano, ad esempio, gli oltre 1.800 teatini per lo scontro diretto con il Casoli sul neutro di Lanciano nella stagione 2006-2007 (campionato di Promozione) e gli oltre 4000 spettatori registrati nelle partite interne contro L'Aquila e Casoli nella stagione 2007-2008, culminata poi con la promozione nel match finale contro il Notaresco sul neutro di Teramo, sui cui spalti erano presenti oltre 2000 Teatini.

Gemellaggi e rivalità[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Derby calcistici in Abruzzo.

La tifoseria del Chieti è gemellata con quella dell'Aquila[48], del Termoli[49], dell'Arezzo[50] e del Monopoli.[51]

Le rivalità più sentite sono quelle nei derby regionali col Pescara[52], Virtus Lanciano[53] e Teramo[54].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c Giammarco Giardini, Pomponi si presenta: Chieti, fidati di me, su ilcentro.gelocal.it, 13 giugno 2015. URL consultato l'11 novembre 2015.
  2. ^ a b c Lo Stadio, su chieticalcio.com, 31 agosto 2011. URL consultato il 10 novembre 2015.
  3. ^ (PDF) COMUNICATO UFFICIALE N. 102/CSA (PDF), http://www.centrostudisport.it/, 6 maggio 2015. URL consultato il 14 novembre 2015.
  4. ^ a b Licio Esposito, Stagione 1922- U.S.Chieti. Stadio “Civitella”, Via G. Ravizza, su ilprimato.eu, 14 agosto 2014. URL consultato il 10 novembre 2015.
  5. ^ a b c d La Storia, su chieticalcio.com, 6 settembre 2011. URL consultato il 10 novembre 2015.
  6. ^ a b Licio Esposito, Stagione 1923-24 U. S. Chieti (tornei amichevoli), su ilprimato.eu, 24 giugno 2014. URL consultato il 10 novembre 2015.
  7. ^ a b c Licio Esposito, Stagione 1924-25 U.S. Chieti, su ilprimato.eu, 14 agosto 2014. URL consultato il 10 novembre 2015.
  8. ^ a b c Licio Esposito, 1927-28-29, su ilprimato.eu, 28 agosto 2013. URL consultato il 10 novembre 2015.
  9. ^ Salvatore, l’ex del Chieti Calciatore gentiluomo, http://ilcentro.gelocal.it/, 21 giugno 2015. URL consultato il 15 novembre 2015.
  10. ^ a b Almanacco illustrato del Calcio, Panini edizioni, 1981.
  11. ^ Licio Esposito, Cronistoria del Chieti Calcio, 1980-81 e 1981-82, su ilprimato.eu, 15 aprile 2015. URL consultato il 10 novembre 2015.
  12. ^ a b Almanacco illustrato del Calcio, Panini edizioni, 1984.
  13. ^ a b Almanacco illustrato del Calcio, Panini edizioni, 1986.
  14. ^ a b Almanacco illustrato del Calcio, Panini edizioni, 1987.
  15. ^ a b Licio Esposito, Campionato Serie C1/B 1995-96, su ilprimato.eu, 16 marzo 2013. URL consultato il 10 novembre 2015.
  16. ^ a b Gli anni dal 2005 al 2010, tifochieti.com.
  17. ^ a b Nicola Binda e Roberto Cominoli, Uomini e Gol, 2009-10.
  18. ^ a b Almanacco illustrato del Calcio, Panini edizioni, 2011.
  19. ^ Gianluca Lettieri, Play-off 2ª Divisione: Paganese promossa, Chieti ko, su tuttolegapro.com, 10 giugno 2012. URL consultato il 10 novembre 2015.
  20. ^ Daniele Polidoro e Alessandro Fallocco, Derby play-off. Chieti-L'Aquila 1-0. FINALE: Il Chieti vince, ma L'Aquila vola in finale, su abruzzo24ore.tv, 2 giugno 2013. URL consultato l'11 novembre 2015.
  21. ^ Francesco Colagreco, Chieti Foggia 4-4: cronaca, su chietitoday.it, 4 maggio 2014. URL consultato l'11 novembre 2015.
  22. ^ Francesco Colagreco, Chieti Calcio, è ufficiale: Donato Ronci è il nuovo allenatore, su chietitoday.it, 23 giugno 2014. URL consultato l'11 novembre 2015.
  23. ^ Giammarco Giardini, Bellia lascia il Chieti dopo 7 anni: ho investito 10 milioni di euro, su ilcentro.gelocal.it, 24 dicembre 2014. URL consultato l'11 novembre 2015.
  24. ^ La Gazzetta dello Sport ha inserito ogni venerdì il programma domenicale trascrivendo diversi prossimi turni del girone B senza pubblicare una classifica finale (giornale microfilmato e conservato dalla Biblioteca Nazionale Braidense di Milano).
  25. ^ a b c d e Rocco Di Tizio, pag. 193
  26. ^ Rocco Di Tizio, pp. 39-40
  27. ^ a b c d Scudetti Chieti, http://scudettitalia.altervista.org/. URL consultato il 19 dicembre 2015.
  28. ^ Le edizioni di album Calciatori edite da Panini dal 1967-1968 e 1968-1968.
  29. ^ Le edizioni di album Calciatori edite da Panini dal 1969-1970 e 1970-1971.
  30. ^ Tutte le edizioni di album Calciatori edite da Panini dal 1971-1972 al 1973-1974.
  31. ^ Album Calciatori edito da Panini nel 1974-1975.
  32. ^ Album Calciatori edito da Panini nel 1975-1976.
  33. ^ Tutte le edizioni di album Calciatori edite da Panini dal 1991-1992 al 2000-2001.
  34. ^ Album Calciatori edito da Panini nel 2001-2002.
  35. ^ Chieti Calcio - Scheda Squadra, https://www.tuttocampo.it/. URL consultato il 30 gennaio 2016.
  36. ^ Organigramma, http://www.chieticalcio.it/. URL consultato il 19 dicembre 2015.
  37. ^ Area Marketing, http://www.chieticalcio.it/. URL consultato il 19 dicembre 2015.
  38. ^ La cronistoria anno per anno, http://www.tifochieti.com/. URL consultato il 30 gennaio 2016.
  39. ^ Nel dicembre 1980 Panzanato fu esonerato a causa di divergenze con la società. La dirigenza chiamò a sostituirlo Eugenio Fantini che tuttavia rifiutò l'incarico.
  40. ^ Con Antonio Giammarinaro "supervisore".
  41. ^ Commissario straordinario.
  42. ^ Nicola Buracchio venne eletto presidente onorario.
  43. ^ a b c Licio Esposito, Max partite perse nel proprio girone, su ilprimato.eu, 10 marzo 2013. URL consultato il 10 novembre 2015.
  44. ^ Nel 1963-1964 e nel 1970-1972 fu commissario straordinario.
  45. ^ Commissario liquidatore.
  46. ^ Commissario straordinario.
  47. ^ a b IL CHIETI CAMBIA PADRONE: SAVASTANO NUOVO PRESIDENTE, su bruzzocalciodilettanti.it, 9 giugno 2015. URL consultato il 10 novembre 2015.
  48. ^ Seconda Divisione: dopo il gol lampo del Chieti il derby finisce in parità, su chietitoday.it, 26 settembre 2011. URL consultato il 10 novembre 2015.
  49. ^ Piero Vittoria, Chieti-Termoli 1-2: decide un dubbio rigore negli ultimi minuti di gara, su lopinionista.it, 11 gennaio 2015. URL consultato il 10 novembre 2015.
  50. ^ GEMELLI & RIVALI, su ultrasinside.it. URL consultato il 10 novembre 2015.
  51. ^ MONOPOLY, CHIETI CONQUISTA PARCO DELLA VITTORIA, su abruzzoweb.it, 29 luglio 2010. URL consultato il 10 novembre 2015.
  52. ^ Claudio Freccia, Curva Ospiti, su pianetaempoli.it, 30 maggio 2014. URL consultato il 10 novembre 2015.
  53. ^ Curva Ospiti, su pianetaempoli.it, 15 marzo 2013. URL consultato il 10 novembre 2015.
  54. ^ Lorenzo Colantonio, Derby, saluto fascista scatena gli scontri, su ilcentro.gelocal.it, 18 marzo 2013. URL consultato il 10 novembre 2015.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Rocco Di Tizio, CHIETI CALCIO-sessantacinque anni tra la storia e la cronaca, Marino Solfanelli Editore, 1987.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]